domenica 15 giugno 2014

PD: 40,8% - ADESSO TOCCA A NOI!

Corradino Mineodi Giangiuseppe Gattuso – Nessuno, dopo i risultati elettorali del 25 maggio 2014 per il rinnovo del Parlamento Europeo, può mettere in dubbio un dato incontrovertibile.

E cioè: Matteo Renzi, il suo Governo e il PD di cui è il Segretario nazionale hanno la responsabilità, la legittimazione e il dovere, fin quando c’è una maggioranza parlamentare, di governare il Paese. Oltre che di avviare e indicare al Parlamento le riforme necessarie. La legge elettorale resta quella più urgente, per le motivazioni che non è qui il caso di aggiungere. Basta ricordare la sentenza della Corte Costituzionale sull’illegittimità del cosiddetto ‘Porcellum’, con le conseguenze a cascata.

Sulle riforme costituzionali, invece, c’è bisogno di maggiore attenzione e riflessione. La fretta e il pressapochismo non giovano a nessuno. Tantomeno a Renzi, al Governo, e all’Italia. Tanto più che il programma elettorale del PD non conteneva la riforma costituzionale e le larghe intese.

Per questo, non essendo questo Parlamento ‘costituente’, c’è bisogno del coinvolgimento di tutte le forze politiche, senza forzature, e senza accordi a due o a tre, adesso che il Segretario della Lega Nord è stato ‘sensibilizzato’ e rassicurato per la parte riguardante i poteri delle regioni. Non è questa la strada. L’Italia ha bisogno sì di speranza e di un po’ d’ottimismo, ma ha anche bisogno di ‘fare’ le cose per bene.

I dubbi sulle modifiche della Costituzione sono tutte rispettabilissime e non è un Ministro, fosse anche il più bravo e competente, a poter indicare e decidere le modifiche, senza accettare proposte e consigli. Si tratta, infatti, di stravolgere, per certi versi, l’assetto del nostro Sistema istituzionale, la rappresentanza democratica, i poteri dell’Esecutivo, il bilanciamento dei poteri e i controlli. E, ancora, i poteri dello Stato e quelli delle Autonomie stabiliti dal Titolo V della Costituzione con il riparto di competenze tra Stato e regioni. Una questione, quindi, molto delicata.

Matteo RenziNelle intenzioni di Renzi il Senato verrebbe abolito come seconda Camera legislativa, per occuparsi dei problemi e dei conflitti tra Stato ed Enti locali, e sarebbe composto da Consiglieri regionali, Sindaci e altri rappresentanti nominati dal Presidente della Repubblica. Ne verrebbe fuori un sistema politico monocamera con un Esecutivo rafforzato. Un problema che pone il Governo in una condizione di supremazia nei confronti della Camera e particolarmente quando i suoi componenti sono frutto di leggi elettorali come il Porcellum.

Per questi motivi, la destituzione di Corradino Mineo dalla Commissione Affari Costituzionali per diversità di opinione sulla riforma del Senato, che ha causato l’autosospensione di altri 13 senatori PD, rappresenta un segnale negativo e preoccupante. La facoltà del Presidente del gruppo parlamentare, Luigi Zanda, non ha niente a che fare con la democrazia, e la condivisione di Matteo Renzi, nella duplice veste di capo del Governo e Segretario del partito, ne accentua l’errore. Il famoso ormai 40,8% delle Europee non può essere un alibi e usato come un’arma impropria per giustificare tutto in nome dell’’Adesso tocca a noi’. Non suona bene, non è producente, è pure rischioso.

Proprio per l’importanza del tema di cui stiamo parlando va sempre salvaguardata la funzione Costituzionale assegnata ad ogni membro del Parlamento. A maggior ragione se di opinione diversa della maggioranza.

Walter TocciA questo proposito mi pare interessante riportare qualche brano dell’intervento del Senatore Walter Tocci all’Assemblea del PD del 14 giugno 2014 (clicca per ascoltare l’intervento completo), rivolgendosi a Renzi. “Non era mai accaduto nella storia della Repubblica italiana che un parlamentare venisse destituito, non sostituito, per le sue idee politiche quando si parla della Costituzione repubblicana. “Occupati delle riforma come segretario del PD, no come capo del governo. Il potere esecutivo deve tacere quando il potere legislativo riscrive la Carta fondamentale della repubblica. Nella Assemblea Costituente il grande Calamandrei si alzò e chiese ai Ministri di uscire dall’aula.

Pietro CalamndreiNoi non siamo Calamandrei e tu non sei ancora De Gasperi. La Carta è il grande capolavoro, noi siamo tutti nani in confronto di quei giganti. La Carta è la grande opera dello spirito italiano del novecento, è come la Cappella Sistina del rinascimento, è come la Divina Commedia della civiltà medievale. Certo, possiamo riscriverla ma occorre solennità, responsabilità, rigore, senso dello stato, senso delle opinioni, rispetto delle opinioni.

Occorre, cioè, creare uno spirito costituente...” L’ideale costituzionale è un bastione morale è una forza creativa che dobbiamo alimentare nelle nuove generazioni. Dovremmo fare come i preti in chiesa quando leggono un brano del vangelo durante la messa. Così noi in ogni assemblea pubblica del PD dovremmo fare una pausa e leggere un articolo della Costituzione come il 54: i cittadini cui sono affidati funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

Giangiuseppe Gattuso
15 giugno 2014

P.S. Suggerisco, inoltre, di leggere “Il pifferaio magico fa miracoli e prende cantonate” di Eugenio Scalfari su La Repubblica di oggi

10 commenti:

  1. Questo articolo è espressione tipica di quella palude a cui allude continuamente Renzi(naturalmente con tutto il rispetto per l'amico Gianni). Sono le stesse teorie dei professoroni Rodotà e Zagrelbreski che pontificano, parlano, parlano e mai decidono. Tanto loro hanno stipendioni pubblici che gli consentono di grattarsi il cuoio capelluto, fare sofismi e speculazioni intellettuali ed inutili ricami sui padri costituenti. I protagonisti della "palude", si esprimono tutti allo stesso modo...sono garantisti e strenui difensori della costituzione ed in ultima analisi sono immobilisti. I grandi attori della palude sono i sacerdoti della casta, a guardia della sacralità del vangelo e del verbo costituzionale. Poco importa se non ci sono più i soldi per mantenere questi parassiti il cui unico passatempo è produrre chiacchiere lautamente pagate. Ora che siamo arrivati al fondo, anzi stiamo scavando per arrivare ancora più giù, finalmente dopo il botto elettorale di Renzi cominciano a scongelarsi i ghiacciai e vengono fuori le mummie. La diarchia Grillo- Casaleggio aveva bisogno di un anno e mezzo di tempo e di una sberla elettorale, per capire che gli elettori Italiani gli avevano dato fiducia per portare dei risultati, che l'ebetino di Firenze proprio ebetino non era e che le sue proposte di riforme veloci hanno intercettato i bisogni della gente e premiato in maniera clamorosa anche la semplice promessa di farle? E l'imperiosa e tumultuosa la richiesta di governo che viene dal basso e non potrà potrà essere fermata da un Mineo, Chiti o Tocci qualsiasi ? Ma questi 14 senatori del PD che si mettono di traverso per mantenere tutto come è, quale legittimazione elettorale hanno se non quella di essere stati nominati ed ora l'eventuale abolizione del senato li fa restare incollati alla poltrona ed al relativo ed immeritato stipendio? Io mi riconosco apertamente nelle posizioni di Renzi che da stupido, ignorante, pduista, autistico, ebetino, invece si sta dimostrando un giovane uomo di stato capace di capire i bisogni della gente e di lavorare per le prossime generazioni. Tutti ora vogliono parlare con Renzi, Berlusconi, Grillo perfino la lega! Ma siamo sicuri che questi signori che hanno esigenze e richieste contrastanti non faranno perdere altro tempo ? Perciò consigliamo a Renzi di proseguire velocemente sulla strada intrapresa senza prestare orecchio a sirene ipocrite, a soloni chiacchieroni, a ricatti, disponibilità strumentali etc. cosi è se vi pare altrimenti elezioni subito.

    RispondiElimina
  2. La Costituzione è il risultato di un compromesso tra i Partiti di quel dopoguerra che per alcuni sembra non essere ancora finito, vedi tutte le chiacchiere fatte nell'inutile festa del 25 aprile.
    Si tratta di un testo di una certa nobiltà, è vero, e in gran parte ancora valido oggi. Ma ci sono troppe cose che dopo sessant'anni non vanno più bene. La società adesso non è più quella del dopoguerra, le esigenze attuali sono molto diverse da quelle che hanno , di fatto, partorito la Carta Costituzionale.
    Non sono d'accordo con l'intervento del senatore Tocci. Tutta questa adorazione della Costituzione , a mio parere, è semplicemente ridicola e offensiva della Cappella Sistina e della Divina Commedia evocati da Tocci.
    Ma smettiamola con queste sciocchezze.
    Ci si sieda attorno ad un tavolo, si salvino le enunciazioni e i principi che fanno capo alla moralità dell'uomo, e si cominci a svecchiare, finalmente, questo mattone che continuamente impedisce anche la benchè minima riforma.
    Tutto il nuovo che si vuole introdurre nella vita politica e nelle leggi che man mano vengono emanate, come tutti possono constatare, viene sempre bollato come incostituzionale, e quindi inaccettabile, e quindi da mandare al rogo.
    Se l'Italia un bel giorno si toglierà questa cappa di piombo che ne impedisce il progresso e il rinnovo, potrà diventare, finalmente, una Nazione dove è ancora possibile il progresso.

    RispondiElimina
  3. Bluff...sembra un bluff, una perdita di tempo l'apertura di Grillo. Infatti il proporzionale ed il maggioritario sono inconciliabili. L'unica cosa accettabile della proposta 5 stelle è la preferenza. CMQ Grillo ha perso tanta di quella credibilità che è impossibile un accordo.

    RispondiElimina
  4. Maria Emilia Baldizzi17 giugno 2014 09:20

    Nel tuo articolo caro Gian si parla poco dell'arroganza con cui Renzi ha "cacciato" il dissidente Mineo. Così ha detto: "Qualche senatore non può ostacolare le riforme, il veto di alcuni non può frenare il voto di milioni di italiani". Intanto la maggioranza avuta alle europee non mi convince. Astensionismo e voti dei forzaitalioti hanno portato il PD ad un 41 % surreale. Le piazze del PD erano vuote. Quelle del M5S pienissime. Ma andiamo oltre. Non credo alle riforme di Renzi. Questo "ragazzo" toscano finora non ha concluso un bel nulla...solo annunci e super apparizioni in tv. ..dove non si capiva se era lui o Crozza a parlare ... ed è la "sua" tv. (e non dei cittadini!!!) La sua maggioranza è fatta di indagati e corrotti e finchè non si andrà al voto dobbiamo tenerceli.Chi ha votato Pd il 25 maggio ha una bella responsabilità.,le riforme di Renzi sono finte come quella del Senato, e quel 41 percento di votanti credo che vorrebbe ben altro. Cancellare il Senato non serve a risparmiare e non lo dico io. Mi auguro che almeno con la proposta di riforma elettorale avanzata dai 5Stelle si esca da questo pantano...e si vada finalmente al voto.

    RispondiElimina
  5. Dice Pino Vullo nel suo corposo e appassionato commento: “Questo articolo è espressione tipica di quella palude a cui allude continuamente Renzi. Le teorie dei professoroni che pontificano con i loro stipendioni che gli consentono speculazioni intellettuali e inutili ricami sui padri costituenti”
    Insomma, secondo il buon Pino, chi esprime dubbi e dissente dalle ‘intenzioni’ del giovane salvatore della patria, è un immobilista. È uno che vuole solo preservare lo status quo a garanzia dei privilegi, un parassita che non ha alcun diritto di mettere i bastoni tra le ruote del carro del ‘vincitore’. A prescindere da tutto. A prescindere dal fatto che le riforme costituzionali e la legge elettorale ‘devono’ essere fatte con la partecipazione di tutti, e ripeto tutti. Anche di chi è apertamente contrario all’attività del governo e della maggioranza e sta all’opposizione. Questo è il cuore e il sale della democrazia. Altrimenti parliamo d’altro.
    E se poi devo proprio esprimere il mio giudizio sulla modifica del Senato, dico subito che è una cazzata. Un alibi per distogliere l’attenzione. Un falso problema. Come il bicameralismo perfetto. Come se in Italia ci fosse mai stato il problema di fare le leggi. Abbiamo un numero di leggi abnorme, siamo i primi al mondo, e, prove alla mano, quando c’è stata la volontà politica, anche primi nella velocità di approvarle. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire. O ha la mente obnubilata da un risultato elettorale che, invece, deve spingere i vincitori ad avere più serenità e più equilibrio. Anche durante il boom economico c’era il Senato e il bicameralismo esattamente così com’è oggi. E ci sono stati fior di statisti che hanno governato l’Italia nei momenti e pure nei momenti drammatici. Qualcuno di questi, mi sento di dire con tutto il rispetto, anche un pochino meglio di Matteo Renzi. È, invece, un modo surrettizio per trasformare il nostro sistema politico da parlamentare a qualcosa di diverso, accorpando di fatto i poteri in capo a chi ha in mano il governo e il partito maggioritario. E la porcata Italicum con il potere di ‘nomina’ dei parlamentari è la conferma di tutto ciò. E meno male che non si parla quasi più del risparmio economico che ne deriverebbe. Anche i più sprovveduti hanno capito che la strada sarebbe stata un’altra. Dimezzare il numero dei parlamentari e dei loro stipendi, facilissimo. I Grillini, che lo hanno fatto e proposto, sono, invece, per Vullo e company, delle mummie che adesso si stanno scongelando, e che, ovviamente, lo fanno solo per perdere tempo e per qualche sporco secondo fine.
    La proposta del ‘Democratellum’, presentata da M5S, definita ieri sera nel corso della trasmissione “l’aria che tira” su La7 dalla giornalista Maria Teresa Meli, “demenziale”, sol perché prevede opzioni molto innovative e magari fantasiose, ha tutto il diritto di essere discussa. Solo dal confronto tra diverse ipotesi si può pervenire a sintesi e magari arrivare ad una legge elettorale buona per tutti, da non cambiare alla prossima tornata. La fretta e le minacce del “dopo di me il diluvio” servono a poco e, anzi, hanno un effetto negativo.
    Renzi governi, lo faccia come meglio può, ascolti qualche consiglio disinteressato, eviti di fare la madonna ballerina, e di pensare sempre al suo fido e antico amico. Si dedichi a risolvere gli enormi problemi di questo Paese, lasci il Parlamento e i parlamentari, come ci ricorda Calamandrei per le riforme costituzionali, liberi di esprimersi. Chissà che ne esca qualcosa di buono. Io, lo ripeto per l’ennesima volta, spero tanto che lui faccia bene e, magari, si dimostri un nuovo Alcide De Gasperi.

    RispondiElimina
  6. 40,8%, ADESSO TOCCA A NOI.
    Siamo in buone mani.
    PD, un partito di corrotti e tangentisti, "da capo a piè"
    Se non volete chiudere gli occhi, questo link vi tornerà utile.

    http://www.grandecocomero.com/enrico-letta-tangenti-mose-venezia-prove/

    RispondiElimina
  7. L'ho appena letto, cosi come ho letto l'articolo di Scalfari. Tu riporti i fatti avvenuti come ostacoli al governo di Renzi. A mio avviso il premier ha come si dice messo troppa carne al fuoco con il rischio di bruciarsi presto. Non può fare il dittatore prima di averne i poteri. La riforma del Senato come la rforma della P.A. sono di per sé argomenti scottanti che non possono trovare un consenso in tempi brevi. Come giustamente osserva Scalfari si ceve mettere mano alla Costituzione (v. anche Calamandrei che non è uomo e biurixta da poco) . La riforma de,la Costituzione oggi deve tenere conto delle norme in essa prescritte. Pertanto è forse il caso di nominare una commissione o se si vuole una Assemblea che produca una proposta organica da portare in parlamento e in senato in unìco contesto. Se vuole dei suggerimenti, può farlo con uomini preparati, perche questi ci sono. E se vuole un....contributo popolare può chiederlo dando atto di volere una democrazia popolare.

    RispondiElimina
  8. E’ certamente interessante l’articolo di Giangiuseoppe Gattuso e non lo sono da meno i commenti che seguono, in particolare quelli di Pino Vullo, Nino Pepe e la replica del Direttore. Condivido in pieno il commento di Pino, specie quando dice che la costituzione non deve intendersi un “Moloch”, come la vorrebbero i tanto stimati professori Zagrebeski e Rodotà, che, dopo 60 anni dovrebbe rimanere tale e quale. Come se il tempo si fosse fermato, e come ci auguriamo si fermi alla loro veneranda età. “La società adesso non è più quella del dopoguerra, le esigenze attuali sono molto diverse da quelle che hanno, di fatto, partorito la Carta Costituzionale” dice giustamente Nino Pepe. Il nostro direttore, per me, è in continua contraddizione. Come si fa a sperare che Renzi faccia bene,”e, magari, si dimostri un nuovo Alcide De Garperi”, quando, il giovane premier in tre mesi di attività, è stato criticato dal Gattuso perchè non ha fatto niente di buono, a cominciare dalla legge elettorale, alla riforma del Senato e del’art. 5, alla riforma della pubblica amministrazione,alla riforma del lavoro per finire anche sugli 80 euro al mese, che nessun governo, dal dopoguerra ad oggi, si era sognato mai di dare in busta paga ai lavoratori, come risarcimento sulle ingiuste tasse versate. Ma Giangiuseppe non si può essere più realista del re, quando lo stessa Grillo ammette di essersi sbagliato sul risultato del voto e poi criticare Maria Teresa Meli, del Corriere della Sera, che afferma che la legge proposta dai grillini è una “legge demenziale”.
    Se pensava il duo C&G, con la levata d’ingegno della richiesta d’ incontro con Renzi, di rifilarci la loro legge elettorale,buttando all’aria tre mesi di lavoro fatto dal Parlamento e dal Governo, è troppo.
    Ed è ancora troppo non permettere di chiamare “demenziale” una legge dove un elettore che va a votare deve starci una giornata intera, portarsi la colazione da casa, per votare prima la lista del premier, poi le preferenze di lista, poi cancellare i nomi che non piacciono e poi ancora votare altri nominativi di altre liste.
    Scusate ma come chiamereste voi una legge così?.
    Ma allora ha ragione Vullo, che dice a Renzi: “Caro Matteo, attento al duo C&G perchè questi, ti vogliono far perdere tempo, è meglio lasciarli andare. Vai avanti per la tua strada!”

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Filippo, non ho mai criticato Renzi per partito preso. Ho solo cercato di spiegare che le riforme sulle quali c'è tutto questo gran fermento non erano e non sono la priorità per questo Paese. Ho voluto ricordare che questo Senato e questo bicameralismo c'erano anche prima quando le cose andavano bene. E tu lo sai benissimo. La legge elettorale così come è stata ideata dal duo Renzi/Berlusconi fa schifo come quella di prima. E anche questo lo sai bene. Come dovresti sapere che è indecente trattare e concordare il futuro dell'Italia, l'assetto istituzionale, insomma la struttura dello Stato, con un personaggio condannato in via definitiva per reati gravissimi e con tanti altri processi in corso. E questo per il rispetto della Magistratura che tutti quelli che la pensano come te dovrebbero avere. Ho, invece, apprezzato gli interventi per il tetto agli stipendi, le ipotesi di riforma della pubblica amministrazione, e anche il provvedimento per gli 80 €. Ma aspetto gli interventi vigorosi per il rilancio dell’economia, per mitigare la povertà e ristabilire condizioni di dignità umana. Così come attendo i provvedimenti per la cittadinanza ai bambini nati in Italia che crescono, studiano, e restano stranieri per decenni. Aspetto la regolamentazione delle TV private e di quella pubblica. E potrei continuare.
      In merito ai cosiddetti grillini, infine, non riesco a comprendere la tua ‘avversione’ come quella di tanti altri amici. Di cosa li si accusa? Di fare politica gratis? Di essersi ridotta l’indennità? Di non avere preso finanziamenti pubblici? Di avere coinvolto tantissimi cittadini, la maggior parte giovani? Credo, invece, che si dovrebbe ringraziare Grillo per avere voluto e saputo creare un movimento con queste caratteristiche. Per avere spinto i cittadini a occuparsi di politica, ritenendo, troppo ottimisticamente, che gli italiani amassero veramente farlo, e non, invece, essere molto più affezionati ai vecchi marpioni della politica e, in fondo in fondo anche ad avere un padrone. Si, perché come ha scritto benissimo Corrado Augias, in un suo recente libro, gli italiani hanno “Il Disagio della Libertà”. E credo che senza l’ondata grillina saremmo veramente nella palude. Quella putrida.

      Elimina
  9. Forse Renzi è l'ultima speranza, non lo so. Ma spero non lo sia.

    RispondiElimina