mercoledì 19 febbraio 2014

La diversità di Grillo dal Movimento 5 Stelle

Matteo Renzi e Beppe Grillodi Andrea Cannizzaro - “Il M5S l'ha deciso con una consultazione online: 41 mila attivisti certificati hanno stabilito di partecipare alle consultazioni con Matteo Renzi.
Questa procedura e questo risultato dimostrano che gli attivisti, i parlamentari e Beppe sono una cosa sola, che si chiama MoVimento. Che non esiste una "base" che sconfessa una "dirigenza", perché non ci sono basi né dirigenze. Esiste solo il M5S, in cui tutti sono uguali, tutti hanno diritto di voto e comanda solo la democrazia. Chi di noi non sarà all'interno di quella stanza, potrà seguire l'incontro in diretta streaming da qui.”
Questa nota è collocata sotto la finestra per la diretta streaming per l’evento nel sito del M5S. E fu così che crollarono tutte le mie poche certezze a riguardo di cosa sia la democrazia, su cosa sia la rappresentanza, su cosa sia il dialogo!
Vorrei descrivere due scenari.
Il primo, di matrice nietzschiana: “Non esistono solo fatti, esistono solo interpretazioni”. Se così fosse, allora i dieci minuti di consultazione tra i due leader sono stati quello che ognuno crede meglio. Qualcuno verrà a dirmi che quei dieci minuti sono la migliore espressione di rappresentanza di votazione di 41 mila attivisti, che la vera democrazia è questa, che è stato un dialogo costruttivo.
Incontro Renzi GrilloAllora, io, ovviamente sempre asserendo tesi prospettivistiche, accetterei questa opinione con la triste coscienza che mai potrei avere una risposta certa, e che infine la verità non esiste. Di contro, per me, quei dieci minuti sono state un tradimento dei principi di confronto democratico, di rappresentanza e, peggio ancora, del regolare circuito di relazioni di scambio di opinioni.
Ora voi concorderete con me, però, che i fatti esistono e che parlano chiari da sé. Lo fanno soprattutto se sono registrati, e che, malgrado qualcuno può fornirne una chiave ermeneutica diversa da quella espressa strettamente dalla loro manifestazione essi esistono, anzitutto, a prescindere dalla chiave di lettura che si può fornire.
Alla luce di ciò analizzerei il fatti.
Luigi Di Maio M5SLa “base” del M5S indica alla “dirigenza” di recarsi alle consultazioni perché si discuta con Renzi. Lo fa malgrado la “dirigenza” abbia preventivamente espresso il proprio parere negativo a riguardo. Grillo, è costretto ad andare dal voto. Va a Montecitorio. Comincia la consultazione con il premier indicato e dopo due minuti iniziano i restanti minuti di invettiva da parte del leader pentastellato che rendono impossibile qualsiasi forma di dialogo.
Mi pongo un problema: Ma la base del M5S aveva mandato Grillo da Renzi per farli vedere seduti a un tavolo, per rendere al leader la possibilità di fare uno dei suoi monologhi di fronte al presidente incaricato oppure per farli discutere sui temi per fare il bene del paese? Nei primi due casi, pace. Grillo ha rispettato la volontà dei votanti e il discorso si chiude qui.
Qualora, invece, non fosse così. C’è qualche problemino: o Grillo ha tradito la volontà di quelli che gli avevano indicato di andare a confrontarsi con Renzi, in una parola non ha rispetto della democrazia e non sa cosa vuol dire rappresentare, o non sa dialogare perché ha paura di farlo confrontandosi sui temi oppure – clamoroso! – non sa fare nessuna delle due cose.
M5SIl mio parere pare evidente: è stata una farsa che ha illuminato le profonde contraddizioni insite nel M5S tra i leader e i buoni attivisti. Spesso si è ragionato sul Movimento 5 Stelle, evidenziandone anche gli elementi positivi, la mia visione potrebbe essere solo una visione carica di pregiudizi, e quindi ricorro a voi. Sarei davvero pregiato di conoscere i vostri illustri pareri.
Mi perdonerà il caro direttore, per aver fatto la rima al titolo da lui proposto in un suo articolo di qualche settimana fa ma questo mio articolo si propone – indegnamente - di essere quasi diametralmente opposto a quello. Credo infatti che quello che oggi si è registrato a Montecitorio sia l’espressione del fatto che è vero che c’è un Movimento pieno di idee, di politica genuina, ma che ci sia, anche, arrivati a un certo livello, una scissione insanabile tra la “base” e la “dirigenza” per lo meno quella dirigenza fatta da Grillo e Casaleggio.
Voglio in ultima istanza sottolineare uno dei messaggi che ho percepito da quella specie di dialogo registratasi oggi tra Renzi e Grillo.
Ho sempre creduto che: “ascoltare l’interlocutore, rispondergli, confrontarmi con lui e se non sono d’accordo rimanere del mio parere” fosse il paradigma corretto per potere stare in un contesto sociale di confronto democratico e quindi di un confronto politico. Non credo che questa cosa nella consultazione si è evinta. È indubbiamente un segnale di un modo di concepire la democrazia e la politica. Qui parliamo di politica e di democrazia, lo facciamo dialogando. Su questi temi a partire da quanto accaduto, allora, credo possiamo avere molto da dirci, non solo sul M5S ma su come più generalmente tutto il mondo della politica intende il confronto.
Andrea CannizzaroAndrea Cannizzaro
19 febbraio 2014

36 commenti:

  1. ieri sera ho detto a mio marito testuali parole:" GRILLO NON FARA' ACCORDI" ....ma era logico! Solo Renzi poteva credere che non ne fossero stati capaci nè BERSANI nè LETTA per incapacità personale! Grillo vuole demolire QUESTO SISTEMA POLITICO però.....sta commettendo il grave errore di NON sapere effettivamente in Sicilia come è stato che quei ragazzi abbiano preso il VOTO. Io vorrei chiedergli..."MA TU LO SAI COME FUNZIONA LA SICILIA?" ....Qui si usa che dietro a bravi ragazzi( anche a loro insaputa) si celino poi tizio e caio che sono i soliti che procurano i voti. Qui si fa che arrivano tizio e caio e mettono il CAPPELLO su tutto ciò che i Movimenti fanno....qui si fa che SI CAMBIA PER FINTA e la nostra Povera Sicilia NON cambia per questo motivo. TUTTI I PARTITI FUNZIONANO COSì.....nessuno pensa alla gente comune.....e quando dico nessuno intendo NESSUNO

    RispondiElimina
  2. Prima Bersani, vabbè non si sapeva.....
    Adesso Renzi.ha toccato il fondo in sreming
    Se ci dovesse essere una terza volta, non so come e quando, ma se dovesse esserci, bene allora il PD farebbe bene a scomparire dalla politica per evidente mancanza di dignità ed onore.
    Non si può farsi irridere ed offendere da un omuncolo da avanspettacolo e tra l'altro in pubblico.
    E se mi permetti un consiglio, evita di sprecare la tua passione politica commentando e dando sponda a fenomeni sottoculturali che questo cercano..

    RispondiElimina
  3. Le parole e l'atteggiamento di Grillo sono iirricevibili, non solo da Renzi (che non mi rappresenta, ma rispetto) da qualsiasi persona rispettosa degli altri. Io mi auguro di non dovermi trovare Grillo a governare, non l'Italia, ma neanche lo scantinato del condominio di casa mia.

    RispondiElimina
  4. Chi non sa ascoltare, non sa nemmeno comandare. Ora mi domando come 41 mila attivisti possano rispettare e farsi comandare da uno che non sa ascoltare e capirne il significato.
    Il messaggio era chiaro andate a confrontarvi con Renzi e dite la nostra posizione democraticamente. Il Signor Grillo a deluso per 2 motivi: uno che non ha ascoltato; due perché distruggere soltanto non aiuta l'Italia ma rinforza la casta che si ricompone chiudendo il guscio e dettando da dittatore le leggi che il popolo deve subire.

    RispondiElimina
  5. Grillo l’ha detto chiaro e tondo a Renzi che è contro il sistema, che non si fida del sistema e quindi è contro di lui e non si fida di lui, perché è il rappresentante di quel sistema contro cui da anni sta conducendo una lotta acerrima, con un impegno e una costanza che meritano rispetto. Mi accorgo che sto difendendo Grillo. La cosa non mi preoccupa.
    La distanza che separa Grillo dalla base dei suoi seguaci mi fa capire una cosa fondamentale. Grillo è sempre lui, fermo nei suoi propositi e intendimenti, ma quelli che , tra i suoi, lo contestano, dimostrano di non aver capito niente di lui. Con la formazione del governo Renzi, i suoi stanno venendo fuori al naturale, stanno mostrando quello che erano prima di incontrare Grillo, quasi tutti elettori o simpatizzanti di sinistra. Hanno deciso che Grillo si dovesse presentare alle consultazioni, e infatti Grillo c’è andato. Chi ha pensato a delle normali consultazioni si è sbagliato, perché Grillo non ha nulla a che spartire col sistema politico ed economico che regge l’Italia. A Renzi ha detto tante cose, gli ha rinfacciato di essere il rappresentante di banche e poteri forti, di dire le cose e di smentirle subito dopo, ma soprattutto di non aver capito l’indignazione sua, di Grillo, contro il sistema che lui adesso rappresenta.
    Io mi meraviglio come ci siano tanti, anche nel nostro blog, che ce l’hanno con Grillo perché non ha fatto il governo con Bersani, perché ha permesso il ritorno di Berlusconi e del suo partito al governo delle larghe intese, perché adesso non vuole allearsi con Renzi onde permettere la nascita di un governo senza i diktat di Alfano ma soprattutto senza personaggi provenienti dalla destra e dall’area Berlusconi; un governo che possa realizzare in piena libertà e senza intralci tutto quello che finora non è riuscito alla sinistra italiana, che possa mettere la famosa patrimoniale sempre paventata ma mai potuta realizzare. Gli stessi seguaci di Grillo sono troppo lontani da lui, lo hanno obbligato ad andare alle consultazioni, ma l’effetto che ne è sortito non è quello sperato. L’unica cosa che è risultata chiara sta in questa frase di Grillo rivolto a Renzi: ”Tu sei una persona buona ma rappresenti un sistema marcio e io non ho fiducia in te né nel sistema che rappresenti”.
    Accusare Grillo di non essere democratico non ha senso, perché i suoi parametri mentali sono altri, lui è contro il sistema. Se anche i suoi sono contro il sistema, tutto va bene, se però i suoi si fanno abbindolare e sognano impossibili alleanze con chiunque rappresenti il sistema, il movimento 5 stelle è pronto a sfaldarsi.
    Insomma, più chiaro di così.
    Un'ultima cosa dopo avere letto Volpe.
    Non è vero che Grillo abbia irriso il PD, il quale già di suo soffre di evidente mancanza di dignità e onore, ha semplicemente rifiutato di confrontarsi con un sistema contro cui ha lottato e continua a lottare. Certo, le cose che dici per alcuni saranno anche irricevibili, ma vi posso assicurare che per tanti italiani sono musica per le loro orecchie.

    RispondiElimina
  6. errata corrige.
    "Certo, le cose che DICE per alcuni saranno anche irricevibili, ma vi posso assicurare che per tanti italiani sono musica per le loro orecchie.

    RispondiElimina
  7. Dovreste capire quali siano stati i motivi per cui 41mila attivisti abbiano voluto che grillo incontrasse Renzi. E' inutile fare gli indignati e i perbenisti, è tutta ipocrisia! Oggi Grillo ha semplicemente riferito a Renzi ciò che avrebbero voluto dirgli milioni di cittadini, dimostrando ancora una volta coerenza, a differenza del sindaco-premier-condannato che pochi giorni fa diceva in tv di non avere intenzione di fare il premier senza prima passare dalle elezioni! Basterebbe questo per dimostrare l'insopportabile falsità di questa gente con cui non è possibile fare alcun tipo di accordo. Sono politici secolari e corrotti, si sono presi tutto, e lo fanno da decenni, perchè mai dovrebbero cambiare adesso?? continuano a fare schifezze vergognose, vanno avanti a furia di decreti legge, da quando è cominciata la legislatura non c'è stata una sola legge di iniziativa parlamentare, è pazzesco! il parlamento si è ridotto a votare le schifezze che decide il governo, i partiti sono la vera anticostituzione! con questa gente non si tratta, non si discute, tantomeno si prendono accordi. Bisogna semplicemente fargliela pagare per tutto il male, le ingiustizie e le diseguaglianze sociali prodotte nei decenni..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anonimo, mettici la faccia e il nome, per favore.

      Elimina
  8. Non dobbiamo pensare che Renzi sia quell'ingenuo sprovveduto, che con animo casto si appresti ad un incontro di per sé spinoso in partenza, senza prepararsi prima. Aveva sicuramente pronti un paio di copioni: se va così, faccio questo, se va cosà, faccio quello. O così o cosà che sia andata, la parte è stata portata in scena, con magistrale padronanza, da un premier in pectore per temporanea funzione, controllato e disponibile, così come richiesto dal copione utilizzato.
    Chi era in buona fede era proprio Grillo, liquidato al momento giusto - e ad effetto - dal tosco; il quale, preoccupato a suo dire, solo delle sofferenze della gente, con tono misuratamente alto, si apprestava a pronunciare quelle parole conclusive, e calcate con la gagliardia di chi vuole spezzare l'altro, invitando il Beppe ad uscire dal blog....come dire: sai solo fare spettacolo.
    No no, Grillo non ha fatto spettacolo, perché, anzi, la parte più significativa e efficace del colloquio, quella che avrebbe dovuto veramente interessare gli Italiani, sono proprio le sue parole, pur se difficile ascoltarle tutte, perché in parte sfumate dall' ingombrante controbattere, “postura di ruolo”, del Renzi.
    Chi è Renzi? Quali parti forti lo sostengono? Lo vedremo dalla formazione della squadra di governo. Allora, forse, capiremo come Grillo, col suo comportamento, ritenuto da molti non adeguato al compito affidatogli dai suoi elettori, in quel momento abbia avuto ragione a non entrare insieme agli altri nel tritacarne di un governo che dovrà rendere conto ad Alfano, a Monti, all'alta finanza, alle banche e a quant'altro l'Europa dei forti imporrà ad un paese che non ha più le forze neanche per reggersi in piedi.
    Quale senso avrebbe dovuto avere, dunque, per un dissidente come Grillo il prendere in considerazione quel programma, magari pure buono di per sé, ma che nessuno avrà mai interesse di portare avanti?
    Quanto poi al discorso sui dissidenti Cinque Stelle, penso sia l'atteggiamento di un momento: ai fatti la verifica!

    RispondiElimina
  9. Sono d’accordo con Sergio Volpe, è inutile sprecare tempo con un artista da baraccone che vuole fare il leader politico, che dice al premier incaricato che egli non è democratico. Parlo, evidentemente, di Grillo il quale prima dichiara di non andare alle consultazioni promosse da Renzi premier incaricato, poi decide, d’accordo con il compagno di merende Casaleggio, di fare un referendum rivolgendosi al suo popolo che gli dice: è giusto sentire Renzi. Quindi va da Renzi, non lo fa neanche parlare e si mette a fare un comizio. Dopo il primo caso penoso con Bersani, il secondo con Enrico Letta, il terzo con Matteo Renzi, ora basta però. Non ne possiamo più di vedere buffonate
    Bene o male rappresentiamo, pur con tutti i suoi limiti, un sistema che abbiamo eletto democraticamente. Il sistema è rappresentato dalle istituzioni che reggono la politica italiana, e credo non sia consentito a nessuno offendere le Istituzioni che i cittadini hanno eletto democraticamente. C’è poi un altro sistema politico, che vede dentro anche le banche, i cosiddetti “poteri forti”, c’è Monti, c’è Letta, c’è la Merkel, c’è Draghi, e a maggio ci vedrà protagonisti per votare ed eleggeremo i parlamentari europei. Anche quel sistema è rappresentato da istituzioni, che sono state elette democraticamente. Queste istituzioni possono piacerci o non piacerci, ma possono essere cambiate solamente con il voto dei cittadini italiani ed europei.

    RispondiElimina
  10. Trovo molto interessante e realistica l'analisi di Nino Pepe. Coglie l'essenza del M5S e non si scandalizza per ciò che dice e che fa Beppe Grillo. In fondo, in questo modo, il creatore del movimento, non fa altro che continuare, coerentemente, l'opera che si è prefisso da quando ha iniziato il suo impegno politico. Per tanta gente è follia, maleducazione, mancanza di rispetto per le istituzioni, e tanto altro ancora. Ma per tanta altra gente è, come dice bene, Pepe, dolce musica per le orecchie. Cosa vogliamo contestare, che il M5S è assolutamente antitetico con questo sistema politico fondato sui partiti che conosciamo? O che il loro impegno è lontano da qualsiasi concezione di 'gestione' del potere e affrancato dalla disonestà imperante. E, ancora, che vorrebbero un parlamento libero da gente inquisita e condannata (a loro si deve l'uscita dal senato di Berlusconi), di decidere sulle cose da fare per il bene dei cittadini senza pressioni di consorterie e lobby di ogni genere?
    È vero, sono irriverenti, non hanno intellettuali a supporto, mancano di esperienza, non riescono a dimostrare di avere una linea politica precisa, e, sbagliando, spesso fanno di tutta l'erba un fascio.
    Ma, e lo sappiamo bene tutti quanti, le loro denunce poggiano anche su verità incontestabili. E, inoltre, il governo che si appresta a varare il giovane segretario fiorentino non è più un esecutivo di larghe intese alla Monti e Letta prima maniera, ma è, sostanzialmente una intelligente e seria operazione di ‘sotto intese’, nel senso che le intese vere (tra Silvio e Matteo) stanno sotto a tutto ciò che appare.

    RispondiElimina
  11. Pregiatissimo amico Andrea Cannizzaro, il suo articolo è ineccepibile sotto tutti i punti di vista. Peccato che ha in argomento la più squallida manifestazione di indegna maleducazione e mancanza di rispetto verso coloro i quali hanno conferito un” mandato a rappresentare”. Da parte di un soggetto che ha fatto della comunicazione la propria fonte di sostentamento, mi aspettavo altro, a maggior ragione per il fatto che si erano avuti dei precedenti. Il confronto con Renzi è stato un grave passo falso. Oggi ho stimolato parecchie persone a dare un giudizio, ho lanciato delle provocazioni e le reazioni sono state sostanzialmente univoche "stu Grillo è un vastasunazzu, vuoli u sangu". Ecco questo è quello che ha regalato a coloro i quali hanno riposto in lui molte delle loro speranze. Onestamente devo dire che anche io avevo sperato che questo incontro potesse essere la svolta che milioni e milioni di italiani aspettano, ed invece devo mestamente arrendermi alla manifesta imbecillità del personaggio. Ma questo energumeno verbale, di recente, li ha letto i giornali? Li ha guardati i telegiornali? Ciò che il nostro paese sta vivendo oggi, ha già portato tumulti in Grecia ed in Spagna, ma anche in Venezuela ed in altre parti del globo. Certo ogni paese vive delle situazioni proprie, ma in casi di difficoltà anche estreme chi viene investito della rappresentanza deve darsi un tempo per il confronto attraverso il dialogo deve rappresentare il proprio disagio e far conoscere le proprie rivendicazioni. In Grillo tutto questo non si è visto e non si scorge, anzi, tanto per non dare adito a dubbi , ha censurato propri parlamentari che hanno avuto l’ardire di dissentire. Bravo Grillo, se eri in cerca di un segnale lo hai avuto, la risposta te la sei cercata, stamane puntualmente un fantomatico movimento No Tav ha comunicato un salto di qualità nella propria strategia, facendo conoscere i nomi delle prossime vittime nello scontro con lo stato italiano e l’europa. Grande succeso signor Beppe, rimaniamo in attesa di ulteriori e gloriosi successi.

    RispondiElimina
  12. Grillo è solo un cafone. Renzi lo ha umiliato abbracciando i suoi elettori uno per uno. tanti abbacci, tanti voti. va bene grillo fascista? allora che ci sei andato a fare da renzi se fai sempre di testa tua? oltre che un cafone sei anche un fascista.

    RispondiElimina
  13. Maria Emilia Baldizzi20 febbraio 2014 18:25

    Ho letto i vostri commenti tutti rispettabili e del resto questo blog è un salotto virtuale in cui ognuno dice la sua.. ma c'è un vizio di informazione secondo me , dovuto anche a ciò che i mass media fanno passare "pro domo sua" sul Movimento.Vi dirò in breve come la vede un attivista 5 Stelle(la sottoscritta) che ha votato sì alle consultazioni. Ho votato sì come tantissimi altri miei amici, perchè ho pensato innanzitutto che un ennesimo rifiuto non pagava da un punto di vista mediatico. Ma,io credo, che quelli del sì non hanno certo pensato che Renzi e Grillo in questo incontro andassero d'amore e d'accordo, nè che si ragionasse su un programma (quello di Renzi) che già è stato in parte vagliato dai nostri parlamentari(come il discorso sulle province) e bocciato.La diretta streaming è stata quindi un 'occasione per far capire all'opinione pubblica che mai e poi mai si può andare a braccetto con un personaggio come Renzi. Riguardo la distanza tra Grillo,attivisti e parlamentari,devo contraddirvi. Nessuna distanza tranne qualche presa di posizione come quella di Orellana che merita comunque rispetto.Dobbiamo finirla con la favola che nel Movimento non c'è democrazia e che comanda Grillo. La possibilità di intervenire on line nelle decisioni politiche da semplice cittadina mi dà un senso di libertà ben lontano da architetture dittatoriali.I nostri parlamentari sono dei giovani preparatissimi ed onesti.Se Grillo non piace è un altro discorso.. ditegli pure maleducato..ma ciò che ha detto di Renzi è verissimo. Siamo nella mani di poteri forti e non c'è tanto da scherzare!

    RispondiElimina
  14. Berlusconi sembra uno statista , i due di cui parlate fanno solo vergognare. Ha più che ragione Sergio Volpe , Renzi ha sbagliato ad incontrare quel pagliaccio.

    RispondiElimina
  15. E infatti esistono interpretazioni....senza scomodare Nietzche,dico che i dieci minuti di consultazioni fra i due leader erano quelli che si aspettava l'altra metà degli attivisti ,ritenendo che nulla vi era da dire,data la decisione di sfiduciare questo governo.Cosa poteva venire da un colloquio con una persona approdata a Palazzo Chigi,dopo una sfolgorante carriera e dopo una guerra lampo con Letta,una staffetta,ha detto,con passaggio di testimone.A me è sembrata una manganellata,una gambizzazione ai danni di un compagno di partito,una modalità non gradita da parte dello stesso PD e da tante persone di altre ideologie che hanno visto in Renzi un segno di rinnovamento e di rottura col vecchio sistema,che gli hanno creduto quando ha affermato che mai sarebbe arrivato al governo senza democratiche votazioni.....e allora,come la mettiamo...Grillo,antidemocratico....e Renzi?Sappiamo che Renzi avrebbe preferitole le elezioni anticipate,ma qualcuno gli ha suggerito il contrario. Lo devo proprio dire......E' giusto che Ivan Catalano,deputato del M5S,esca dal movimento....non ha capito l'ironia di Grillo quando ha detto in maniera provocatoria "io sono antidemocratico"ed è stato un errore che sia andato da Renzi...ma poichè non è un antidemocratico è andato perchè era stato deciso così...ma che cosa ci si poteva aspettare da questo confronto...nulla ,per quello che ha detto Grillo....che Renzi rappresenta volente o nolente i poteri forti dei massmedia,delle banche,dei ricchi imprenditori e anche di forze occulte,si parla di Massoneria....per essere precisi più che rappresentare dovrà fare buon viso a cattiva sorte,non se ne potrà tirare fuori.....il nuovo Berlusconi,Renzi,anche contro la sua volontà,sarà accondiscendente verso chi gli suggerirà nomi e persone da mettere nei posti strategici per tutelare interessi e privilegi....e poi....questi trombettieri dissidenti....criticano quella che è stata sempre la linea di questo movimento di rottura che avrebbe democraticamente scelto di andare a votare,cosa che avrebbe fatto anche Renzi,se Capitan Findus,alias Napolitano,non glielo avesse impedito,solo per agganciare il carro dei vincitori....che onestà intellettuale....si poteva pure risparmiare quel sarcasmo alla fine e quell'abbraccio ai grillini,perchè dispiaciuto per loro....ma di quali griilini parlava....di me sicuramente no....la stampa distorce la verità sulle cose e riferisce quello che conviene ai padroni.......

    RispondiElimina
  16. La cosa che più mi piace in questo blog, è la velocità con la quale si cambia opinione.

    RispondiElimina
  17. Essendo colui che ha aperto la questione, credo, per dovere intellettuale, che dopo avere letto i vostri commenti debba rinserrare la discussione. Lo faccio per chiarire meglio le intenzioni del mio elaborato e più ancora per evidenziare, aldilà dell’aspetto fenomenico quanto ponevo alla vostra attenzione.
    Lo faccio, appunto per dovere intellettuale, perché credo che, dietro ciò che è accaduto, dietro i singoli protagonisti, ci sia un problema ben più rilevante, questo è il motivo per cui cari Volpe e Ales che simpaticamente mi sconsigliate di trattare di questi fatti ho voluto esprimermi su tale accadimento.
    Proviamo a depurare la scena un attimo dal personaggio Renzi, lo faccio perché che piaccia o meno, trattare di lui ci porterebbe fuori tema. Abbiamo altre volte discusso di come Renzi sia arrivato a Palazzo Chigi e in misure diverse a livello politico e morale tutti ci guardiamo bene dal trovarci d’accordo con quanto fatto. A livello giuridico ciò è legittimo, per 50 anni della nostra storia questi cambi di scettro erano la regola, e non mi stupirei più di tanto se quelle cose le avessi vissute come è accaduto per molti di voi, illustri commentatori. Io le ho solo studiate e i libri mi hanno trasmesso una certa tranquillità nei confronti delle manovre di palazzo. Con ciò non le legittimo a livello morale ma lo faccio a livello politico, perché credo che la politica sia fatta anche di questo. Poi possiamo essere gli “antipolitici” ma allora è un’altra storia (e che storia) e tra un po’ ne riparliamo.
    Postulato una volta per tutto che questo è un blog in cui si fanno analisi politiche (almeno così mi è sembrato di capire) e solo successivamente si danno giudizi di valore alla politica intendo muovermi sempre su questo piano d’azione per quanto risulti complicato. Per non creare l’indignazione di qualcuno, amo specificare che reputo che la Politica, quella per eccellenza, debba portare con se valori morali ma che, purtroppo, quella che noi commentiamo non è tale. Ne procede quindi che seguendo la lezione machiavelliana prima commentiamo le cose come stanno, cruda e arida realtà, poi diciamo come dovrebbero essere.
    A partire da queste premesse, che spero non siano apparse noiose ma che reputo fondamentali per la continuazione del mio discutere, vorrei mettere in luce una riflessione sulla politica, ovverossia su un comportamento di un leader politico dell’opposizione incaricato di discutere con il premier in pectore prima della formazione di un governo. Ribadisco dimentichiamo i personaggi che interpretano le parti.

    RispondiElimina
  18. Procediamo pian pianino. Le consultazioni. Cosa sono? Fino a quando in Italia ci sarà l’art. 49 della Costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale) e cioè lo stato italiano si configurerà come una repubblica rappresentativa su base partitica, le Consultazioni sono un momento di confronto democratico tra i partiti che rappresentano i cittadini prima della formazione di un governo. Che cosa si dicono questi partiti? Essi mettono sul tavolo le loro proposte, le loro idee, rappresentano gli interessi dei propri elettori e infine forniscono un’interpretazione degli interessi generali della nazione. In quest’ottica, il ruolo delle opposizioni e quello di evidenziare le politiche in forte contrasto con il proprio elettorato e avvisare la maggioranza rispetto a grandi nefandezze anche fino a rendere impossibile la vita del Parlamento con un ostruzionismo che non sfori nella guerriglia. Così funziona nel modello idealtipico che la lettera della Costituzione fa palese, essendo la nostra una democrazia su base partitica. Qualcuno mi dirà Grillo fa antipolitica, è un movimento antipartitico, antisistemico. Lo posso accettare, lo commenterò dopo ma sta di fatto che oggi la democrazia si tiene in piedi per l’esistenza dei partiti e senza di essi questa si sfalda. È una democrazia mascherata!? Ne possiamo parlare, molto probabilmente è vero, ma oggi per come i costituenti pensarono la Carta, Democrazia e Partiti sono un binomio inscindibile se manca l’uno sparisce l’altro. Non voglio portare argomenti alla mia tesi ma, se dovessi farlo, penserei all’art 2.
    Che è successo ieri? Ieri la base elettorale d’un partito il ha investito il proprio leader (sconfessandolo) dell’onere dalla di recarsi alle Consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato per parlare. Sia chiaro nessuno immaginava l’alleanza del secolo! Sarebbe stato da ingenui pensarlo e non l’avrà fatto davvero nessuno!

    RispondiElimina
  19. Cosa intendevano coloro che votavano per “parlare”? Una signora ha detto precedentemente “perchè ho pensato innanzitutto che un ennesimo rifiuto non pagava da un punto di vista mediatico”. Personalmente credo che le strade erano due: 1. Fare quello che Grillo ha fatto: gridare in faccia a Renzi quello che è, (mi consentirete il disfemismo) in una parola: sputtanarlo. Perché? Perché Grillo rappresenta l’antisistema. Se gli elettori volevano questo, ci può stare e “amen!” (Rimando già da tempo questo problema, lo tratterò alla fine ma vorrei capire che cosa vuol dire essere antisistema.) 2. Confrontarsi sui temi e mettersi d’accordo. È difficile da pensarsi e allora abbandoniamo l’idea. 3. Voleva che Grillo manifestasse l’indignazione del movimento ma che lo facesse dialogando, che parlasse dei temi, che opponesse la voce di una opposizione che lavora, che portasse sul tavolo proposte! È un’ipotesi poco considerata ma credo che agli attivisti, oltre che un cumulo di offese non sarebbe dispiaciuto vedere Peppe che mette in difficoltà Matteo sui fatti su quello di cui in quel blog si discute.
    Invece no. La storia è andata diversamente. Grillo è passata dalla ragione al torno. E in un attimo vanifica tutti i contenuti che pure aveva a disposizione e che poteva portare davanti a Renzi.
    Qualcuno mi dirà: “Gliele ha cantate comunque!” e che ne rimane?
    A livello politico che c’abbiamo concluso, cambierà niente?
    Affronto subito la tesi negativa: “Non sarebbe comunque cambiato nulla a stare lì a parlare.” Ma sarebbe comunque stato fatto, quella di ieri sarebbe passata alla storia come una giornata di scontro politico! Non di vano scontro verbale tra due leader con i canovacci di scena preparati per l’incontro.
    Ho imparato che la Politica è stare nell’Agorà a dialogare a confrontarsi, anche solo per il dovere di farlo, di dissentire, di mettere in circolo un’opinione nuova diversa. Vi chiedo, aldilà dei protagonisti, è questo quello che noi immaginiamo per politica? Questo è il problema fondamentale!? Che cos’è la politica? Non è forse confronto negli interessi del bene comune? Anche solo per andare avanti di pochi centimetri, non è movimento non è stare sulla strada della civiltà, per costruirla?
    Queste cose in Grillo non le ho viste! Non ho visto l’atto di forza del dialogo che sconfessa la falsità. Non ho visto l’incontro e neanche lo scontro. Ho visto un comizio, un virtuosismo di slogan. Non sicuramente, un qualsiasi atto politico degno di tale nome.

    RispondiElimina
  20. Infine mi chiedo e lo chiedo a voi: cos’è la politica? Cosa è il sistema? E di conseguenza che cos’è l’antisistema? Parecchi di voi si sono rifatti a questa categoria.
    Ho imparato che nulla si giudica se non è in concluso. Oggi paradossalmente potremmo essere agli albori di un nuovo sistema. Ma quale?
    Il più grande peccato che addito al M5S è quello di proporre una nuova Rivoluzione Francese senza l’Illuminismo. Sì, la gente è stanca di un sistema dei partiti che non funziona. Ma qual è la vostra proposta.
    Mi dispiace ma non basta dire: Democrazia a rappresentanza diretta su internet, perché l’Italia è il paese con più scarsa frequentazione di internet in Europa!
    Mi dispiace ma non basta dire che tutto fa schifo, bisogna dire come lo si vuole migliore. Altrimenti non facciamo politica! Facciamo chiacchiere!!
    Ho paura che questo essere “antisistema” nasca per fare opposizione. Che sia un programma vuoto. Aboliamo la democrazia partitica e che ci mettiamo al suo posto?!
    “Il vago e l’indefinito” sono categorie leopardiane di poesia non di politica. La politica la si fa con i fatti con i piani precisi, siano condivisibili o non condivisibili!
    Sono pronto a votarli ma solo se mettono su un sistema di idee che funzioni, che sia alternativo a questa democrazia italiana malata dalla nascita!
    Se l’antipolitica, l’essere antisistema, l’essere antipartitici, rimangono solo la filosofia della distruzione, dell’offesa del “fai schifo e con te non ci parlo!” – consentitemi - la amerò scritta su un libro, ma mai adottata sulla carne della persone!

    MI SCUSO PER ESSERE STATO COSI' PROLISSO. SE AVRETE AVUTO LA PAZIENZA D'ARRIVARE A QUESTE ULTIME PAROLE, MI RINGRAZIO DI CUORE PER AVER ASCOLTATO LE MIE PICCOLE RIFLESSIONI.
    COME POTETE VEDERE, DA BRAVO GIOVANE, IL SANGUE NELLE VENE MI BOLLE E LA PASSIONE - FORSE PER COSE SBAGLIATE - E' ABBONDANTE!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. questa pagina ci permette di confrontare le nostre idee "democraticamente....la ringrazio per avere dato il via alle riflessioni su questo argomento e con tanta passione...sono d'accordo con lei su molte considerazioni...,sull'antipolitica,sulla filosofia della distruzione e delle offese.....ma ,mi dica....questa nostra Italia allo sfascio,chi ce l'ha portata?I metodi del M5S posssono sicuramente essere contestati ma questo movimento è nato dalla rabbia della gente,dalla disperazione e dalla disaffezione a una politica corrotta e a un sistema marcio fino all'osso che in barba alla democrazia ha fatto il bello e il cattivo tempo alle spalle degli italiani....la fiducia si è persa e meno male che esiste il M5S A METTERE ALLO SCOPERTO LE MAGAGNE....e comunque lei non deve scusarsi di niente....la passione è il sale della vita..

      Elimina
  21. Maria Emilia Baldizzi21 febbraio 2014 10:28

    Malgrado la prolissità ,che n questo caso è quasi necessaria, ho letto la riflessione dell'autore dell'articolo con interesse.Come attivista del Movimento mi sento coinvolta nella domanda: ma a parte la protesta cosa fa il Movimento e cosa è? provo a rispondere: Internet è solo un aspetto,sicuramente importante,ma ciò che distingue il Movimento dai partiti è il lavoro sul proprio territorio. Noi siamo organizzati in meet up che incidono sulle scelte delle amministrazioni locali, vanno alle commissioni, organizzano banchetti in piazza per parlare con la gente e soprattutto INFORMARLA visto che non si può certo contare su giornali e tv ormai per una corretta informazione! I nostri parlamentari stanno girando l'Italia..le piazze sono piene,cittadini tra cittadini. Non c'è distanza tra i parlamentari e noi. Si gira senza scorte e auto blu e restituito un sacco di soldi...il Movimento, tanto per dirne una, ha sventato l'attacco all'art.138 della Costituzione. Quindi: non si sta facendo nulla?? L'illuminismo che nasce in politica è quello di una nuova concezione della politica,un fenomeno culturale che già altri paesi ci stanno copiando.I Movimenti sono a termine quando hanno assolto alla loro funzione finiscono.Intanto devono rivoltare la politica come un calzino.I messaggi di Grillo vanno letti in chiave provocatoria e istrionica e tradotti poi in politica. Capisco che è difficile da accettare in un mondo fatto di regole standardizzate,in cui si è dimenticato cosa vuol dire far opposizione e si ricorre alla tagliola per mettere a tacere i dissidenti.Questo non è antidemocratico? Il Movimento sta agendo in Parlamento come baluardo e come freno a qualche rivoluzione civile nelle piazze..quelle sì potrebbero essere violente e pericolose perchè la gente è davvero incazzata.

    RispondiElimina
  22. Giorgio Bisagna21 febbraio 2014 10:34

    Condivido l'analisi di Andrea Cannizzaro. Ritengo comunque, molto semplicemente, che Grillo sia un grande comunicatore, come Berlsuconi, che ha individuato il suo target in una fetta di mercato, pardon , di elettori, raccogliendo ed esaltando le frustrazioni ed insoddisfazioni di tanti, approfittando della oggettiva crisi del sistema dei partiti, e proponendo ricettine e soluzioni facili a problemi complessi, senza alcuna reale competenza nè voglia reale di cambiamento. Dobbiamo quindi ritenere o che Grillo voglia soltanto fare business con la sua bassa demagogia, ovvero che miri davvero a cacciare tutti, instaurando un sistema dittatoriale, quale appare per forma e sostanza quello da lui stesso ipotizzato. Del resto sui temi critici in cui si verifica la sua dimensione politica è abbastanza esplicito:no alla cittadinanza per jus soli, manteniamo i cie, "la mafia non uccide lo stato sì", istigazione all'evasione fiscale, istigazione alla disobbedienza delle Forze dell'Ordine, etc.. Con un solo salto a sinistra, ma solo perchè utile da un punto di vista demagogico e populista, per la lotta NOTAV. Ma è tutta fuffa, se non peggio....

    RispondiElimina
  23. Ho letto con interesse il lungo scritto di Cannizzaro e trovo condivisibili tante cose. Mi pare inesatta l’analisi su Grillo.
    Io sto cominciando a pensare che ci siano dei problemi nella comprensione di questo personaggio. Mi chedo: ma è proprio tanto difficile capire chi è Grillo e cosa vuole?
    Dice Cannizzaro:” Che cos’è la politica? Non è forse confronto negli interessi del bene comune? Anche solo per andare avanti di pochi centimetri, non è movimento non è stare sulla strada della civiltà, per costruirla?”. Vero, verissimo, ma poi . nostro continua: “Queste cose in Grillo non le ho viste! Non ho visto l’atto di forza del dialogo che sconfessa la falsità. Non ho visto l’incontro e neanche lo scontro. Ho visto un comizio, un virtuosismo di slogan. Non sicuramente, un qualsiasi atto politico degno di tale nome.”
    E qui, a mio parere sta l’errore. Infatti Grillo è uno che non vuole avere nulla a che spartire con la politica e con chi la rappresenta, non è un antipolitico, è un Apolitico. Lui ha già condannato senza appello questo sistema politico-economico corrotto che ha portato l’Italia allo sfacelo e rifugge da qualsiasi contatto anche fisico con i nostri politici. Io sono sicuro che dopo la stretta di mano con Renzi sarà andato in bagno a sciacquarsi accuratamente le mani. Cannizzaro non ha visto il confronto, ma non può neanche aver visto un comizio che non c’è stato. Vogliamo andare a guardare insieme il filmato? Dov’è il comizio, dove sono gli slogan? Se dice a Renzi che non ha fiducia in lui in quanto rappresenta un sistema marcio, se gli dice che non capisce niente della privatizzazione dell’acqua e di altri problemi sta forse recitando degli slogan o tenendo qualche comizio? Non mi pare proprio.
    Il suo Movimento gli è esploso in mano per subitanea crescita e i suoi rimedi ai mali dell’Italia non sempre sono praticabili, ma credo che, visto il seguito di cui in questo momento gode nel Paese, avrà il dovere e troverà il modo di riflettere su quelle che sono le proposte sue e del suo Movimento e magari di farle diventare possibili e praticabili anche con l’aiuto di qualche economista bravo ma soprattutto non inquadrato nella linea della politica attuale.

    RispondiElimina
  24. vorrei tornare ad un discorso di metodo:
    l'utilita' di un incontro fra forze politiche che rappresentano milioni di elettori e' considerata dai piu' fondamentale.
    L'espressione del proprio pensiero deve essere alla base del dialogo, possibilmente con una riflessione sulla possibilita' di dimostrare la bonta' del proprio pensiero nell'attuare la gestione della cosa pubblica per il bene del paese che si e' chiamati a gestire. Le offese di Grillo non consistono, a mio avviso, nel trattamento riservato a Renzi o ai propri collaboratori cittadini presenti e sordomuti. bensi' alla mancanza di rispetto verso coloro che rappresentavano i presenti al tavolo. Il messaggio e' stato, per fortuna, abbastanza chiaro: qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi cosa tu voglia fare non ci trovera' vicini. Perfino cio' che tu hai mutuato dal nostro programma non avra' la nostra coesione. Questo e' alla base di tutto il pensiero del guru del movimento cinquestelle. Se il programma lo deve attuare qualcuno siamo noi. Anzi, per il ruolo che ho conferito ai miei concittadini sudditi, sono IO. Cio' e' troppo vicino ad una impostazione autoritaria e assolutistica per essere apprezzato da gente con un minimo di amore per la democrazia. Non credo che il popolo che ha votato per il movimento cinquestelle possa ancora definirsi puerilmente grillino. Farei un test sul blog di grillo per verificare l'adesione al modo di porgersi verso l'elettorato di sinistra, ecologista, libertario. Se Cio' viene approvato in toto credo che stia nascendo un movimento gravemente antidemocratico di tipo autoritario intellettualmente e sostanzialmente fascista nel metodo. Mi spiace per coloro che non si sentono coinvolti nell'impostazione pur avendo vota per i pentastellati, ma l'analisi e' pacata e basata su dati di fatto. Non mi convince chi si sente depositario del verbo;sono agnostico; non credo in entita' superiori spirituali e soprannaturali; figuriamocci se mi faccio incantare dal populismo volgare di chi ha pensato di umiliare il segretario del PD dicendo chiaramente di concedere un minuto al dialogo di chi rappresenta milioni di "cittadini".

    RispondiElimina
  25. Maria Emilia Baldizzi21 febbraio 2014 16:20

    Anch'io mi trovo abbastanza d'accordo sull'analisi di Nino Pepe.Riguardo l'impostazione autoritaria di Grillo di cui parla Bruno La Menza sono sempre del parere che il suo è solo un modo di porsi ..è il suo stile...ma ciò non ha niente a che fare col carattere del Movimento che prevalentemente è composto di quella sinistra ecologista e libertaria che non trova riferimento ormai più in nessun partito..(referendum per l'acqua pubblica,contro privatizzazioni, contro le grandi opere.)."Farei un test sul blog di grillo per verificare l'adesione al modo di porgersi verso l'elettorato di sinistra, ecologista, libertario." scrive La Mensa...io credo che non ci sia bisogno di nessun test.. perchè l'anima del Movimento la trovi in tutti coloro che credono nella giustizia sociale,nella legalità, nelle battaglie contro ciò che devasta l'ambiente e la qualità della vita,. E Grillo, sin dai suoi spettacoli che gli costarono anche l'espulsione dalla rai, ha sempre portato avanti questi valori... a suo modo certo... ma è la sostanza quella che conta. E i veri elettori di sinistra si stanno svegliando!

    RispondiElimina
  26. Non basta gridar mandiamoli a casa se chi li sostituirà, occupando lo stesso numero di seggi dei mandati a casa, non s'impegna SERIAMENTE a ridurre nelle future elezioni il numero di seggi centrali e periferici. I nuovi potranno essere più seri, più sensibili, più competenti, potranno anche ridursi gli emolumenti ma, dal punto di vista dell'economia e dell'occupazione cambierà ben poco se non si riduce il numero dei seggi nella Camera dei Deputati, nel Senato e nelle Amministrazioni periferiche. Occorre un partito che, invece di scriver nel simbolo elettorale il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio (prassi non lecita ai sensi dell'art.92 della Costituzione, che non prevede la sua elezione diretta), vi scrivesse in modo conciso GLI ENTI DA ELIMINARE e il programma PER ASSUMERE CON GLI ELETTORI UN IMPEGNO CONCRETO ED ONOREVOLE. Troppe poltrone superflue sono enormi macigni che causano ipertassazione, debito pubblico, ed impediscono lo sviluppo economico, sociale, occupazionale, morale. In buona sostanza, se il Movimento 5 Stelle fosse più moderato nei toni riscuoterebbe più consensi; idem per quel che riguarda, pur nella disciplina di partito, il franco, libero, aperto, democratico confronto d'idee al suo interno e tra vertici e base.

    RispondiElimina
  27. Maria Emilia Baldizzi22 febbraio 2014 15:28

    Già ma io mi chiedo: perchè non si riducono intanto gli stipendi come hanno fatto i parlamentari 5Stelle? E la legge sul reddito di cittadinanza? E quella elettorale ? E il conflitto di interessi.?? Insomma tutta fuffa...vedremo sto Renzi cosa farà. Intanto alla giustizia hanno bocciato Gratteri. Un pessimo inizio.

    RispondiElimina
  28. Leggendo i commenti precedenti, la mia attenzione cade inevitabilmente su quei termini, di chiaro calco greco, che hanno nella lingua di partenza un significato più ampio rispetto a quello da noi attribuito.
    POLITICA. Un gentile commentatore,sopra, ha scritto che Grillo è un apolitico:è qualcosa di inconcepibile, di illogico. La cara e grande Grecia classica ci insegna che la politica è l'arte del politico. E dunque chi sarebbe il politico? Questo termine che per noi ha valore sostantivale, per gli antichi Greci è un aggettivo attribuibile a colui che è "polìtes" (cittadino), quindi tutto ciò che caratterizza quest'ultimo. Ad Atene non tutti erano cittadini, e dunque non tutti potevano fare politica, ma chi lo era, tralasciati oneri e onori, ne andava fiero.
    Fortunatamente la nostra democrazia non è un calco di quella ateniese. Gli italiani,tutti, possiedono la cittadinanza: anche Grillo è un cittadino! Questi si vuole definire un apartitico? Bene, in questo caso significa definirsi "non cittadino".
    E noi siamo proprio sicuri di voler dare ancora credito ad un tale che di essere cittadino e di fare comunità non ha la minima intenzione? Io no!
    Ancora secondo il modo in cui viene maggiormente stimolata la mia curiosità, vi propongo un'ulteriore riflessione.
    Andrea Cannizzaro si chiedeva, ci chiedeva cosa sia il sistema e, di conseguenza, l'antisistema. Questa parola, formata dal verbo "istemi" (stare) e preceduta da "sun" (con) ,significa "stare con". Dunque,dire sistema e dire insieme,composizione,non ha alcuna differenza.
    Pertanto,colui che sta all'interno del sistema è un politico,nell'accezione greca del termine,chi fa parte di una comunità. Chi crede in un progetto altro con regole altre ,rispetto a quelle vigenti, non abbia paura di entrarvi,con tutta la forza di cui dispone, per scardinarlo e per creare qualcosa di grande, di nuovo. Infatti,io non credo che si possa operare un cambiamento ad un sistema dall'esterno e per dare vita solo ad uno scadene teatrino.
    In Grillo ho intravisto, forse, un proposito di "costruzione" ma non una reale volontà!
    Chiedo scusa se vi ho tediato con sottigliezze linguistiche, probabilmente,anacronistiche.
    Sono anche io,come Andrea, una studentessa, di neanche 20 anni. Ho ancora molta strada da percorrere per acquisire una reale coscienza politica.
    A Renzi non potrei che augurare "Buona Strada", che lui ,da scout qual è, apprezzerebbe e coglierebbe nella profondità del significato di cui il mondo scout è permeato.

    RispondiElimina
  29. Errata corrige:Questi si vuole definire un apolitico?

    RispondiElimina
  30. eccomi finalmente, ci ho messo un pò per leggere tutti gli interventi di Andrea Cannizzaro (non me ne vogliano gli altri ma leggevo più o meno gli stessi commenti) in quanto autore del post, e spero che almeno lui mi legga.
    Caro Andrea ti sbagli su diversi fronti, ma semplicemente perchè guardi i numeri sbagliati.
    In primis sono in linea con il pensiero di Nino Pepe, e il fatto che nel 2014 ancora ci stupiamo di Grillo e dei suoi comportamenti, beh fa capire che nessuno sa chi è Grillo in realtà.
    Ma tornando ai numeri sbagliati : i 41.240 elettori sono stati i votanti su 85.408 aventi diritto, e ha vinto il si per uno scarto minimo 20.843 i favorevoli, i contrari 20.397 poco meno di 500 voti, ma si sa in democrazia basta avere un voto in più.
    Quindi quando dici che c'è molta distanza tra Grillo e la "base" dici una cosa non vera o comunque non totalmente (perchè siamo sui 51,1 si 49,9 dei votanti quel giorno attenzione)
    Grillo è andato li perchè gli è stato chiesto, ma si sapeva come la pensava a riguardo.
    Ora, io ho votato si e l'incontro tra Renzi e Grillo era quello che mi immaginavo e son contento che sia andata cosi(dai siamo seri, chi si immaginava un incontro diverso?), si discute del fatto che Grillo ha fatto solo scena, bene nei primi secondi della consultazione si vede Renzi dire P A L E S E M E N T E , che non vuole fare il governo con il 5 stelle e che non vuole i voti del 5 stelle, e Grillo risponde "mi stai spiazzando con questa estrema gentilezza allora che siamo venuti a fare" poi la consultazione continua con Renzi che parla di europa e decreto Delrio per abolizione delle province (Di Maio lo sbugiarda subito dicendo che quel decreto non abolisce affatto le province), il resto lo conosciamo tutti.
    Grillo dice, non mi fido del sistema che rappresenti quindi non posso fidarmi di te. (che è quello che 2 Italiani su 3 pensano lo sappiam tutti)
    Il problema serio nel nostro paese (ma serio solo per chi ancora non l'ha capito) è che nessuno ancora si è capacitato che il 5 stelle NON è Beppe Grillo, che lui è solo il Megafono grazie al quale nasce tutto questo ed è possibile tutto questo.
    Il 5 stelle sono tutti i cittadini consapevoli e informati correttamente degli avvenimenti politici, parli di agorà, benissimo, da Febbraio del 2013 che i ragazzi in parlamento fannò agorà ogni fine settimana e ogni volta son sempre di più le persone che vanno ad ascoltarli, ad informarsi.
    Chi fa le proposte di legge in parlamento , non è Grillo, chi fa le consultazioni attraverso il sistema operativo, non é solo Grillo, ma tutte le persone che hanno voglia e interesse nel farlo.
    Tornando alla consultazione, non c'era niente da dire, perchè non se ne fanno accordi con i vecchi partiti, si è fatta na campagna elettorale su sto punto, questa si chiama Coerenza che in Italia ha perso di significato purtroppo e non ne siamo più abituati.
    Io sinceramente ho votato si proprio per far si che Grillo gliene dicesse 4 al sindaco più assenteista d'italia.

    la cosa sconfortante più di tutte sai qual'è? io mi son trasferito negli UK a Londra per cercar da lavorare , vista la situazione del nostro paese, ho visto la diretta da qui, il giorno dopo i giornali italiani titolavano "Renzi rottama Grillo" "grillo solo insulti in streaming" "Grillo affonda in streaming" "beppe grillo insulta, Renzi lo umilia"...e di qua la BBC titolava "Anti -elitè MP Grillo lambasts Italy PM-designate Renzi" tradotto "L'anticasta Grillo bastona il primo ministro designato Renzi".
    il mondo ci guarda da una prospettiva oggettiva, la nostra stampa ahimè è complice si questo sfacelo un altro nodo difficilissimo da sciogliere.

    Saluti, Francesco Correggia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, non ti nascondo che ti rispondo con una certa fretta ma, poiché tardo a leggere il tuo messaggio e in questi giorni avrò poca occasione per potere risponderti con un lungo ragionamento cercherò di fornirti le mie risposte ai punti che tu tratti velocemente. Perdonami e ove non ti ritenga soddisfatto, fammelo notare e non mancherò di risponderti con calma e con argomentazioni più complesse.
      Posto che, credo che ci siano tra i nostri modi di pensare divergenze incolmabili, per cui non ho la presunzione di convincerti nè credo di soddisfare a pieno, con le mie opinioni, le tue note. Devo rilevare di avere molto gradito le tue argomentazioni, documentate e "scientifiche" nel senso che, malgrado tu sia evidentemente schierato, tenti di riportare i fatti in modo asciutto e crudo senza la passione che altri, giustamente, hanno riportato.
      Primo punto: i dati. Mi scuso per il mio errore e ti ringrazio per la puntualizzazione. Capisco le tue ragioni, infatti se valutiamo a livello sostanziale, una differenza di 500 voti circa è irrisoria e da ampio spazio all'esecutore di fare ciò che vuole della decisione. La lesa regola della maggioranza è una regola formale, e quindi cozza con l'interpretazione del voto fatta, ma potrei capire la lettura sostanziale. Il quesito era poi quello di andare o meno e ricostruire le intenzioni dei votanti risulta inutile. Ma il problema si sposterebbe sulla gestione del quesito e potremmo andare a ritroso ognuno sulle sue posizioni. Io voglio evidenziare solamente che nel mio articolo (e successivi commenti) ponevo la mia attenzione sull'evento e non sui singoli dati e rimango della mia opinione per cui reputo che i principi di rappresentanza e di confronto politico siano lesi (a riguardo mi rifaccio al commento precedente al tuo).
      Secondo punto: Grillo e il Movimento. Penso che gli eventi degli ultimi due giorni abbiano palesato la veridicità di quanto io sostengo. Non metto in dubbio quanto tu scrivi, anzi stimo ciò, ma è evidente come Grillo non sia per "l'uno vale uno", come non sia quel "megafono all'origine" di cui tu parli, ma sia qualcosa - che sì - non vogliamo definire, ma che non è certo un capo democratico, all'esterno (e lo ha detto pure lui in quell'occasione) e all'interno (come ha dimostrato).
      Infine, la stampa. Io non credo che - aldilà dei titoli di giornale - Grillo, all'estero sia visto come un politico affidabile. E' un fenomeno che fa notizia ma non sicuramente un fenomeno stimato. Ma lo dico in base alla politica da lui proposta. I mercati non so se reagirebbero bene a un governo Grillo, ne dubito fortemente e i giornali si mostrerebbero subito realisti. Il fatto è che Grillo è la dimostrazione all'estero di come siamo pittoreschi noi italiani e fa notizia. Voglio porre per assurdo che Grillo piaccia all'estero, d'altronde tu sei là e io sono qua. Può anche piacere ma il mio problema è il fatto che dobbiamo conviverci noi italiani, deve essere buono per l'Italia, un Italia che sappia meditare il futuro, non che proponga solo il disfattismo dell' "vaffanculo a tutti"! Io non sono un italiano che manda tutti a quel paese perchè quelle persone hanno un ruolo sociale un po' più alto. Non credo che sia costruttivo. Almeno non lo si fa sempre. Ma credo che questo sia un concetto che andrebbe molto approfondito!
      I giornali italiani comunque rappresentato un tipo di opinione pubblica che non si può ritenere da abolire. E' vero, non è la migliore stampa del mondo ma è comunque l'interpretazione che fornisce una parte d'Italia della stessa Italia e non credo che vada ignorata del tutto o peggio ancora eliminata.

      Spero di essere stato sufficiente, saluti,
      Andrea Cannizzaro

      Elimina
  31. Ci mancava proprio l'ultima perla di Grillo: diventare "leghista" ! Da un lato espelle i suoi cittadini deputati dall'altro insegue i voti umorali che non hanno una visione coerente, per come uscire dalla crisi.Se poi l'obiettivo è frantumare l'Italia, a forza di gradare al lupo, al lupo... Ora il suo programma è dividere l'Italia in tre. Perché no una bella dittatura con relativa pena di morte ? Ecco se lui cavalcasse per esempio il taglio della mano per chi ruba nella politica, il taglio per gli stupratori, cavare gli occhi ai falsi ciechi ed infine tagliare la lingua a chi si oppone ai suoi cervellotici progetti ? Sono convinto che prenderebbe un sacco di voti. Già Salvini è entusiasta di avere un alleato come Grillo e sogna il Veneto che ritorna alla repubblica di venezia, la lombardia annessa alla svizzera o bavaria, il trentino all'austria... e la Sicilia la potremmo ritornare ai normanni, gli svevi. Borboni ? Nooo i borboni no! Meglio l'annessione alla spagna e la tunisia a agli amerikani. Una bella base per contrastare i russi.

    RispondiElimina
  32. Teresa Cannata14 aprile 2014 16:12

    Grillo per un pugno di voti è disposto a tutto. Prima secessionista poi anche antisemita

    RispondiElimina