sabato 15 giugno 2013

Cultura della legalità o della "sicurezza", riflessioni a margine dell'arresto di 73 Avvocati Turchi

Erdogan Premier turcodi Giorgio Bisagna - Non meravigliamoci troppo di quello che sta accadendo in Turchia per ora.
È vero l'Italia non è (ancora) la Turchia, ma i cauti distinguo della Ministro Bonino, il silenzio assordante della cancelliera tedesca, ci confermano che la Turchia gode della fiducia della Fortezza Europa. Una fortezza "legalitaria" e "securitaria" dove i due termini si equivalgono.
Angela MerkelMa, sostanzialmente è quello che è accaduto negli ultimi anni anche in Italia. Si è confuso il concetto di legalità con quello di "ordine pubblico". I garanti della "legalità" sono diventati così solo Giudici e Poliziotti, legati, al di là di formali invocazioni di indipendenza della Magistratura consociata, da un patto di ferro "securitario" che ha messo spesso a tacere le violazioni dei diritti umani che ogni giorno si "celebrano" in caserme, carceri, etc. etc...
Tuschia scontri in piazzaIn Italia la retorica "legalitaria" ha travolto e disintegrato la figura dell'Avvocato, additato al pubblico disprezzo perché "difende i delinquenti", perché si "fa pagare" perché "se hai i soldi esci dal carcere".
Le star ai convegni sulla legalità sono magistrati, funzionari di Polizia e politici. Gli avvocati, per essere ammessi a questi prestigiosi consessi devono fare formale abiura delle attività difensive tipiche, e limitarsi a fare "parti civili" o "civil actions" o "volontariato". Per gli altri anatema sia!
Mi aspetterei adesso che le tante "agende rosse" sventolanti davanti ai Palazzi di Giustizia, i Comitati per la difesa della Costituzione, scendano in piazza, anche in Italia per denunciare quanto accade in Turchia, senza dimenticare che è più vicina di quanto si immagini.
Giorgio Bisagna  Giorgio Bisagna
  15 giugno 2013

3 commenti:

  1. Pasquale Nevone16 giugno 2013 10:02

    Penso che legalità ed ordine pubblico siano sempre stati saldamente legati insieme.
    Violare la legge comporta quasi sempre, subito dopo, turbare l'ordine morale e/o materiale della società.Quindi è giusto ed inevitabile sanzionare l'illecito.
    Ma oggi, credo proprio che tale saldatura sia "usato" dai governi nazionali, in stretta intesa tra loro, per anticipare e reprimere la protesta popolare per questa attuale crisi mondiale etica ed economica che non ha precedenti storici.
    Dunque, è vero, c'è del marcio sotto la neve, e non solo in Turchia.

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  2. La questione posta da Bisagna è molto importante. E purtroppo però viene percepita con sufficienza da parte di chi di dovere e la gente non la ritiene tra le priorità. Io penso, invece, che il rispetto della persona, la libertà, il diritto di manifestare ed esprimere le opinioni anche le più pesanti contro il sistema, rappresentano il livello di civiltà di una nazione e di un popolo.

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  3. Il problema, mi pare, che possa essere ricondotto a quella riforma della giustizia di cui si parla da anni. E ho ancora in mente l'incredibile e vergognosa storia di Enzo Tortora. Una vittima del sistema giudiziario malato che non è rimasto il solo. Purtroppo. E siamo sempre al solito. La Politica. Quella politica che dovrebbe affrontare e risolvere questioni così delicate e vitali per la civiltà di un popolo. Ma che invece si trastulla dietro agli interessi di questa o quella lobby o di questo o quel privato. Senza avere mai la visone complessiva delle cose e degli interessi collettivi. Con la convinzione, sbagliata, che tanto a me non potrà mai succedere…

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