martedì 7 maggio 2013

Berlusconi obbligato a sostenere il governo Letta

Sergio-Volpedi Sergio Volpe - Venerdì 3 maggio scorso Pasquale Nevone, rivolgendosi a me, in un commento, affermava: “Io penso che Berlusconi può staccare la spina a questo governo in qualunque momento e per qualunque motivo.
Questa realtà francamente innegabile per chiunque è davvero il macigno democratico che è legato al piede di Letta.” Ho risposto immediatamente: “Non è cosi Pasquale, Berlusconi non può staccare alcuna spina: il cavaliere è in ostaggio a propria volta di Napolitano. E se dovesse o volesse farlo, Napolitano, come ha detto quasi chiaramente, si dimetterebbe, e Berlusconi sarebbe fatto a pezzi da questo parlamento e dal prossimo presidente. Berlusconi è una tigre di cartone. Scusami per la mia ‘politologia’.”

Maurizio Belpietro Direttore di LiberoOggi, 07 maggio 2013, Maurizio Belpietro, dalle colonne di Libero in prima pagina e titolone: BERLUSCONI OBBLIGATO A SOSTENERLO – LETTA ULTIMA SPIAGGIA PDL.
“Sabato 4 maggio - continua Belpietro - Giorgio Napolitano, fresco di riconferma, ha lanciato il suo messaggio, facendo sapere che il suo non è un mandato a termine. E nel discorso alle Camere subito dopo l'elezione aveva fatto un riferimento preciso alla complessa situazione che aveva impedito di formare il nuovo governo e, invitando i partiti a trovare un'intesa, aveva aggiunto che in caso contrario ne avrebbe tratto le conseguenze. I più scaltri capirono l'antifona.
E quindi, in caso di insuccesso del governo, se cioè Letta non ce la facesse, il capo dello Stato rassegnerebbe le dimissioni. Praticamente una pistola puntata contro i partiti. Ma in realtà contro il Pdl, cioè contro il partito che avrebbe tutto l'interesse a nuove elezioni, perché i recenti sondaggi danno il centrodestra avanti di almeno sei punti rispetto al centrosinistra e al GrilloMovimento Cinque Stelle. Le dimissioni in seguito a una crisi di governo costringerebbe il Parlamento - pur senza governo - ad eleggere un nuovo capo dello Stato. Si ritornerebbe cioè al punto di partenza e tutti i giochi sarebbero possibili. Compreso quello di una molto probabile alleanza, questa volta vera, fra Pd e Movimento Cinque Stelle. E, inoltre, i nomi che tornerebbero ad affacciarsi per sostituirlo sono quelli di Stefano Rodotà e, peggio, di Romano Prodi. Un incubo. Per questo Napolitano è l'ultima spiaggia. E anche Letta.”
Fin qui Maurizio Belpietro.

RodotàA questo punto, prendendoci la soddisfazione di avere fatto lo stesso pronostico, la questione è veramente delicata. Si tratta di capire quale potrà essere l’evoluzione di questo governo “obbligatorio”.
Non c’è dubbio, però, che l’ipotesi prospettata dal sottoscritto e oggi da Belpietro, rimetterebbe sul tappeto tutte le eventualità. Una situazione nuova e di radicale cambiamento.
ProdiA cominciare da un Presidente della Repubblica nella persona di Romano Prodi e di Stefano Rodotà Presidente del Consiglio o viceversa. E i grillini al governo insieme a uomini del PD. Insomma, le dimissioni di Giorgio Napolitano, determinerebbero una novità assoluta con la conseguenza di chiudere all'angolo Berlusconi e il PDL.

Non sappiamo, però, se gli uomini del PD vogliono veramente questo e se avrebbero il coraggio di farlo. Resta, ovviamente l’incognita del Movimento 5 Stelle che a quel punto potrebbe e dovrebbe modificare le sue posizioni. La scelta sarebbe, allora, interamente sulle loro coscienze.
Sergio Volpe
07 maggio 2013

14 commenti:

  1. In questo ragionamento c’è una costante, un’idea certa, una premessa secondo la quale Napolitano si dimetterebbe nel caso di un’eventuale caduta del governo Letta. Tutto l’articolo di Sergio Volpe ruota intorno a questo concetto.
    Io non avrei tutta questa sicurezza perché da quello che credo di sapere sul Capo dello Stato non mi pare che Napolitano abbia dato adito, durante il suo settennato testè trascorso, a motivi per pensare a questa soluzione. Uno che da un anno e mezzo praticamente regge le sorti dell’Italia con i “suoi” governi, prima Monti e adesso Letta, essendo stato da così poco tempo riconfermato alla grande nel suo ruolo, non è detto che alle eventuali dimissioni del Governo attuale debba necessariamente fare seguire le proprie. Potrebbe sciogliere le Camere e rimanere al suo posto per provare a fare, ancora lui, un governo col nuovo parlamento. “Ibi manebimus optime” dunque.
    Tutti i ragionamenti che noi facciamo, sotto sotto sono alimentati sempre dai nostri pensieri e desideri . L’eventualità di cui parla Belpietro e, prima di lui, Volpe, per alcuni potrebbe essere una possibilità, per altri un incubo, dipende non dalla situazione in sé ma dagli sviluppi politici che ognuno di noi vuole o teme.
    Comunque vadano le cose, osservo che la vita del governo attuale è contrassegnata dal poco rispetto che quelli del PD hanno nei confronti di quelli del PDL che, obtorto collo, fanno parte dello stesso governo. Potremmo farne un elenco, anche parziale, dal caso Biancofiore al rifiuto di avere Berlusconi alla presidenza della Convenzione alle esternazione di Corradino Mineo che vuole sparare contro Nitto Palma, e così via discorrendo. Non mi pare che sia l’atteggiamento giusto. Prima o dopo, magari dopo avere ricevuto l’ennesimo sgarbo personale, Berlusconi andrà a parlare col Presidente e non credo proprio che l’eventualità temuta o voluta da Belpietro e Volpe potrà verificarsi.

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  2. Comunque la si pensi è un governo contro natura, male necessario. Ma tutto il male andrà a carico del PD, mentre chi raccoglierà i frutti sarà il PDL. Non si può costringere un partito al suicidio con la propria base che si ribella. Tutto si basa sul ricatto. Gli italiani si aspettavano il riscatto, il rinnovamento ed invece chi ti trovi nel governo miccichè! Se le cose stanno cosi...sarà un governo debolissimo. I mercati sono li ad osservare ed aspettare scettici le nostre mosse prima o poi daranno il loro giudizio. Le conseguenze potrebbero essere imprevedibili, ma anche i berlusconiani hanno molto da temere da un eventuale disastro. Una alleanza PD 5 stelle, oltre che un desiderio dei sinistrorsi, potenzialmente è possibile...e questo berlusconi lo sa. Potrebbe scatenarsi una "conventio ad escludentum".

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  3. In politica niente è come appare, né avviene per caso. Ciascun protagonista è mosso da scopi diversi da quelli esposti pubblicamente.
    Pertanto siamo costretti a fare ipotesi e congetture per trovarvi un filo logico.
    L’economia reale e la società civile e la vita politica corrono su due binari paralleli, vivono su due mondi diversi, ciascuno per lo stesso motivo : “sopravvivere” .
    Allo stato attuale ritengo che non solo Berlusconi, ma anche il PD, il governo Letta, e perfino lo stesso Napoletano ed il M5S sono delle tigri di carta. Nessuno di loro è all’altezza della gravità della crisi sistemica italiana. Nessuno ha mantenuto la “parola” che aveva dato all’elettorato. PD e PDL di essere alternativi tra loro, Napolitano di non accettare la rielezione, il M5S di portare in politica (cioè anche al governo, e non solo in parlamento) soluzioni nuove, concrete ed immediate.
    La conseguenza è il governo “delle larghe intese” (sinonimo di inciucio) che l’elettorato non ha scelto. Lo ha imposto la vecchia “casta poltica” che ha serrato le fila contro il nuovo e per prendere tempo. Questo governo è contro natura, inadatto alla sfida di questa crisi,è contro la storia.

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  4. Le ipotesi di Sergio sono molto realistiche. Rappresentano una situazione oggettiva. Prevedono scenari, per me, augurabili. Ma di cui dubito fortemente.
    Si capisce che non condivido ciò che è successo. Anzi, sono fermamente contrariato. Deluso, consapevole di trovarmi di fronte a dei blocchi di potere cristallizzati che si proteggono a vicenda. Un sistema che ha praticamente digerito in un boccone la ventata di novità e di freschezza sbarcata in Parlamento per volere popolare. Fregandosene delle proteste, della partecipazione mai vista, di piazze strapiene di gente comune. Di migliaia di giovani, donne, cittadini di tutte le età che avevano creduto di potere avviare un cambiamento dal basso. Di entusiasmi e di volontarietà che hanno messo in moto una realtà nuova, disinteressata e propositiva. Che hanno dimostrato di potere fare politica gratuitamente, senza finanziamenti pubblici, senza apparati elefantiaci, senza gestione del potere di governo e di sottogoverno. Che ha drenato la protesta violenta trasformandola in forza di partecipazione democratica.
    Una forza che pensava di potere svolgere da subito la loro attività nel Parlamento. Ma che si è scontrata contro un muro di gomma con alle spalle uno di cemento armato. Fatto di quel sistema partitico e di potere consolidato. Che nei decenni trascorsi si è abbeverato nelle mangiatoie della banche pubbliche e private, nelle grandi aziende di stato come la RAI, e in quelle pseudo private come l’ENEL, l’ENI, Telecom, Finmeccanica, etc. In quel sistema politico-economico nazionale e locale nel quale i sindacati confederali hanno svolto un ruolo preponderante a difesa dello status quo. Così come la stragrande maggioranza del sistema dell’informazione, televisioni, radio e giornali. Schierati con armi raffinate e potenti a difesa dell’attacco ingenuo e entusiastico dei grillini, scesi nel campo di battaglia con le bandiere dell’onestà, della partecipazione, con i post scritti in rete, con le votazioni on line, con le loro assemblee, con lo streaming. Tutte cose che hanno scatenato ilarità, derisione, mortificazione.
    E anche la loro convinta linea della decurtazione delle indennità parlamentari fatta oggetto di inchieste, ricerca di spaccature, di verifica degli scontrini, di attenzione capziosa e strumentale per coglierne ogni errore anche il più piccolo e banale.
    Invece va bene così. Adesso che il governo è completo e il quadro è definito si possono comporre le Commissioni parlamentari. Quelle che i grillini pensavano di attivare due mesi fa per approvare quelle norme che da due anni ci dicono essere urgenti e necessarie. Infatti non c’era nessuna fretta. Adesso la spartizione è stata fatta e centellinata, le poltrone sono state assegnate. E se quelle presidenze che per prassi parlamentare toccano alle opposizioni ecco che di opposizioni ne sono sorte tante altre. I ragazzi del Movimento 5 Stelle vadano a giocare in internet. Qui si fanno cose serie.

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  5. Calogero Dolcimascolo8 maggio 2013 12:18

    L’attuale alchimia politica dell’accordo PD-PDL non credo che abbia precedenti nella storia dell’Italia repubblicana.
    Il commento puntuale sull’analisi fatta da Sergio Volpe mi sembra abbastanza pragmatica qualora la coscienza popolare si stancasse e decidesse di farsi sottomettere da una classe politica dannosa per se stessa e per gli altri.
    All’amico Volpe vorrei ricordargli un vecchio detto Afgano che dice “ Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”.
    Gli orologi cari amici del PD-PDL teneteveli stretti nel polso perché preferisco avere il tempo dalla mia parte.
    Condivido le dure parole del direttore de ilfattoquotidiano.it di Peter Gomez, ospite di “Ballarò”, su Rai Tre di qualche giorno fa dove ritiene che ““In politica non ci si deve mescolare. Ci si deve confrontare per trovare punti di vista in comune tra persone che hanno opinioni diverse. Mescolare vuol dire “consociativismo” ed è quello di cui è morto il Paese negli ultimi trent’anni“. Il direttore de ilfattoquotidiano.it critica la mancanza di chiarezza nell’accordo tra Pd e Pdl in vista del governo di larghe intese. “Siamo tutti d’accordo che la politica è l’arte del compromesso” – afferma il giornalista – “ma il compromesso non dev’essere opaco e non deve avvenire nelle oscure stanze. In una grande coalizione alla tedesca i leader politici si mettono insieme e siglano un contratto. Noi cittadini dell’accordo tra Pd e Pdl non abbiamo saputo un tubo“. E aggiunge: “Secondo quanto detto da Enrico Letta, la Convenzione sulle riforme comprenderà o vorrebbe comprendere anche persone non elette e scelte con criteri ignoti. Facciamo riscrivere la Costituzione da qualcuno che è scelto da chi? Non mi sembra democratico”. Gomez racconta anche la delusione degli elettori del Pd e commenta amaramente un battibecco tra i deputati Guglielmo Epifani e Lara Comi, rispettivamente del Pd e del Pdl, circa la necessità di abolire totalmente l’Imu e di abbassare l’Iva: “Siamo in ottime mani, come vedete. Non dovete preoccuparvi di niente”

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  6. Non dobbiamo fare l'errore di considerare le piazze strapiene dei comizi di Grillo come strapiene di elettori de Movimento 5 stelle. Grillo è sempre un attore, un comico, e i suoi comizi normalmente oltre ad avere i contenuti politici che sappiamo hanno sempre la parte divertente, non fosse altro che per l'uso disinvolto del linguaggio ivi comprese le parolacce che ognuno di noi dice praticamente ogni qualvolta apre bocca ma che dette davanti a migliaia di persone suscitano ilarità e divertimento.
    Tutto vero e condivisibile quello che Giangiuseppe dice sui grillini e sulle batterie antimissile approntate dai partiti politici che non ne vogliono sapere di cedere il potere, il controllo della cosa pubblica, gli interessi di consorteria e quant'altro. Ma perchè meravigliarci di questo, qualcuno forse pensava che i partiti avrebbero ceduto le armi così facilmente? Il PD ci ha pure provato ad allearsi con le 5 stelle, ma quelli, fedeli ai motivi della loro discesa in campo hanno rifiutato anche perchè, sospettosi come sono (più che altro lo sono Grillo e Casaleggio) hanno pensato a questa alleanza come ad un tentativo di omologazione, di inglobamento, di assimilazione, e, nonostante i "desiderata" di tanti, da Bersani ai nostri Nevone, Vullo, Volpe, Gattuso, per non parlar d'altri, non si sono alleati col PD.
    Abbiamo visto però che dopo mesi in cui chiedevano con insistenza la presidenza di Copasir e Vigilanza Rai, al MoVimento 5 Stelle sono andate ben 27 poltrone di rilievo nelle Commissioni parlamentari istituite oggi: un presidente (Giuseppe D'Ambrosio nella Giunta per le elezioni), 12 vicepresidenti e 14 segretari.
    Questo significa che quando non c'è da allearsi con qualcuno, loro le poltrone le accettano, anzi le pretendono, per cui alla fine ho l'impressione che prima o poi il potere potrebbe disgregare i loro saldi princìpi. Nulla di cui meravigliarsi, visto che anche loro sono uomini e non marziani.

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    1. Mio caro Nino, le mie non nascoste simpatie per i ragazzi del Movimento 5 Stelle mi obbligano a risponderti per chiarire qualcosa che tu con troppa superficialità dai per scontato.
      Intanto, definire le piazze strapiene dei comizi di Grillo sostanzialmente come dei teatri dove si va per farsi quattro risate è estremamente riduttivo e non è da te. Sai benissimo che il fenomeno ha radici profonde, militanza vera e spassionata.
      Per quanto riguarda il PD, ormai è stato accertato (ci sono dichiarazioni chiarissime, non ultima quella della Senatrice Marina Sereni Vice Presidente della Camera per il PD a Porta a Porta: "L'idea non era di fare un governo con il MoVimento 5 Stelle, l'idea era di chiedere al M5S di consentire che nascesse un governo di centrosinistra") che la richiesta di Bersani era di avere i “voti” dei 5 stelle al Senato, dove non aveva la maggioranza per avere la fiducia, e non una proposta di “alleanza” né di fare un governo insieme. L’ulteriore conferma la si è avuta e certificata con la rielezione di Napolitano e il rifiuto della proposta Rodotà.
      Sulle Commissioni parlamentari poi hai toppato completamente. E vengo al punto. Non bisogna confondere nella maniere più tassativa l’attività parlamentare da quella di governo. Le Commissioni fanno parte dell’attività normale e obbligatoria di ogni eletto al Parlamento e, semmai, il M5S avrebbe dovuto avere altre presidenze per bilanciare, in parte, il suo peso elettorale. Le cosiddette Commissioni di controllo e garanzia come il Copasir, la RAI, le giunte per le elezioni etc., sono quelle che, prassi consolidate nel tempo, sono destinate ai rappresentanti delle forze di opposizione. Per questo motivo, come ho scritto nel precedente commento, sono sorte altre opposizioni in maniera furbesca e strumentale (vedi Fratelli d’Italia, Sel e forse altro) per “fregare” il M5S. Unica vera opposizione a questo sistema partitocratico.
      Non so se sono stato abbastanza esaustivo.

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    2. Per la verità ho detto una cosa che è evidente a tutti, cioè che i comizi di Grillo normalmente oltre ad avere i contenuti politici che sappiamo hanno sempre la parte divertente, non le cose di cui mi stai facendo carico. Ti ho dato anche ragione quando ho detto dei partiti che non vogliono cedere i loro poteri. Inoltre, quello che dici tu sulle parole di Maria Sereni conferma che hanno fatto bene i grillini a non mescolarsi con il PD; il che non contrasta con quanto detto da me sullo stesso argomento. Riguardo le Commissioni che vanno alle opposizioni hai ragione a parlare di altre opposizioni sorte in maniera furbesca, ma insomma, resta sempre che hanno fatto comunque incetta di poltrone; 27 non sono poche!
      Io voglio approfittare per dire che , fermo restando l'operato meritorio dei ragazzi grillini che a Palermo, fanno molto volontariato, puliscono il Foro Italico, ecc., mi pare che poi arrivando al Palazzo del potere tendono a manifestare cambiamenti poco conseguenziali rispetto ai loro impegni di volontariato. Magari mi sbaglio.

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  7. Due parole sul battibecco Epifani-Comi.
    A loro (quelli rappresentati dall'ex sindacalista Guglielmo Epifani) importa non solo che venga mantenuta l'IMU ma che venga pure aumentata l'IVA. Loro sono sempre il partito delle tasse e della spesa pubblica. Cosa glie ne importa se il fisco tartassa la vita di chi non ha i soldi nemmeno per mangiare?...e tutte le scuse sono buone: non ci sono soldi per togliere l'IMU nè per sopperire ai mancati introiti dell'aumento dell'IVA. Però hanno dato i soldi già raccolti con l'IMU al Montepaschi di Siena.
    Le cose si sono capovolte, non si capisce più niente. Come mai, infatti, la sinistra che dovrebbe difendere le fasce deboli della popolazione si oppone all'abbassamento delle tasse richiesta da quelli di destra?
    Forse perchè a richiederla sono appunto Berlusconi e i suoi?
    Qualcuno potrebbe spiegarmi questa cosa, senza cominciare a dire che non ci sono soldi?

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  8. la realtà caro Giangiuseppe è che non è cambiato nulla, i poteri forti ed occulti si sono ripresi il malloppo, ma non hanno fatto i conti con una crescente instabilità economica che ci sta divorando, per cui rimarrà veramente poco da spartire a fine anno, ed il popolo è già pronto per una rivoluzione che travolgerà l'intero sistema per poter dare dignità ad un popolo in cui la politica non sa più dare risposte appropriate!

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  9. Beh, io non vedo una rivoluzione che non debba fare i conti con gli impegni internazionali soprattutto economici dell'Italia. Che facciamo, diventiamo uno stato autarchico anche nella produzione di energia? Se non produciamo abbastanza frumento che facciamo, moriamo di fame? L'Italia è inserita in un sistema politico economico europeo e mondiale che non prevede le rivoluzioni.
    L'unica cosa che possiamo fare è mandare veramente a casa i politici responsabili del dissesto economico in cui siamo precipitati; questa sarebbe comunque una rivoluzione vera, anche se pacifica.

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  10. Il fatto che questa lettura venga avallata anche da Belpietro, certamente vicino a Berlusconi, è sintomo che in fondo la verità possa non esserne lontana.
    Oltretutto ritengo che Napolitano avrebbe quasi il dovere di dimettersi in caso di fallimento e caduta di questo governo nato in tutto e per tutto sotto la sua egida. Non so quali risultati possa portare a casa il governo in carica, francamente la sua composizione è in larga parte deprimente, e non faccio riferimento ai soli nomi del pdl. Tuttavia, dato lo sfacelo totale in cui versa il pd, c'erano ben poche alternative, stante l'assoluta stupidità della proposta becchi-grillo di un parlamento che operi in un paese senza governo. Per quanto riguarda gli eventuali scenari prospettati in caso di caduta del governo, dimissioni di napolitano, ecc..., preferisco non commentarli, poichè la sensazione dell'occasione persa è ancora troppo forte. Il Pd in penombra e Grillo- Casaleggio
    ne condividono la grave responsabilità.

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    1. Condivido cosi tanto il commento di Ettore Volpe, che su ciò ho scritto un articolo alla mia maniera, che farà arrabbiare tanto Nino Pepe. Se il direttore me lo pubblica. Ma in questo paese di lazzaroni i nostri sono sogni, irrealizzabili. Bene hanno fatto i 40 mila giovani emigrati in germania. Un paese serio. Se avessi avuto 10 anni meno...

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  11. Mi permetto di suggerire ai lettori la puntata di oggi de "Il Bestiario" di Pansa, dove il grande giornalista di sinistra parla del governo Letta e di come i partiti, lungi dal sostenerlo, stianno facendo di tutto perchè il suo governo finisca a gambe all'aria.

    http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1235834/Il-coraggio-di-Enrico-Letta-contro-la-vilta-di-tanti.html

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