martedì 12 febbraio 2013

IDEE NUOVE PER IL LAVORO

Geraci-Salvodi Salvo Geraci e Giangiuseppe Gattuso - Non c’è lavoro. Ne parlano tutti ed è una triste realtà. L’Italia ha uno degli indici più alti di disoccupazione e la crisi ha ulteriormente aggredito la platea degli occupati. Siamo all’emergenza sociale, le famiglie soffrono e nonostante i sacrifici imposti le difficoltà non si attenuano.
Tra i giovani, 15/24 anni, la disoccupazione è al 37,1%. Quindi più di uno su tre dei giovani attivi è disoccupato. Il dato più alto dal 1992 sulla base delle rilevazioni storiche trimestrali dell'ISTAT. In Europa ci batte la Grecia (57,6%), la Spagna (56,5%) e Portogallo (38,7%). L’indice complessivo si attesta, invece, all'11,1%. Praticamente circa 2,9 milioni di persone sono senza lavoro. Sulla base del Rapporto 2012 su occupazione e sviluppi sociali, secondo l’UE in Italia c'è un "rischio elevato" di cadere in una "enorme trappola della povertà", da cui diventa difficile uscirne.
Nelle regioni del Sud e in Sicilia, tanto per fare un esempio, il dato sulla disoccupazione è ancora più grave, si avvicina al 20%. Con una condizione giovanile che risente maggiormente delle differenze con le altre regioni italiane ed europee.

La politica ha quasi dimenticato questo grave problema giovanile. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il coinvolgimento dei giovani verso la politica è ai minimi storici. Un recente sondaggio tra giovani di 18/34 anni di Mtv Italia rappresenta un quadro di una generazione di delusi, arrabbiati, disillusi, che guardano con incertezza al futuro. Il 70% si dice fiero di vivere in Italia mentre la media internazionale è dell'82%. Questi giovani guardano alla politica con una sensazione di disgusto e credono sia un modo giusto di protestare, il non voto.
Incredibilmente, però, tornando al problema lavoro, numerose aziende fanno richiesta di personale che non si trova. Operai qualificati e specializzati, giovani capaci di usare le mani, lavoratori che hanno un mestiere vero. Per non parlare dei tanti lavori ritenuti troppo umili destinati, ormai da tempo, ai lavoratori immigrati che arrivano dai posti più disparati.

Secondo i dati del “Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes 2012”, attualmente gli occupati stranieri, incluse le categorie non monitorate dall’Istat, sono circa 2,5 milioni, una cifra considerevole, rappresentano un decimo dell’occupazione totale.
Sembrano controsensi ma è così. Soffriamo di carenza di specializzazione e di manualità. I bravi artigiani sono sempre meno, trovare chi è capace di “aggiustare” qualcosa, di provvedere alle piccole manutenzioni nelle nostre abitazioni è una ricerca difficile. E i nostri giovani, raramente, sanno “fare”, sanno, cioè, utilizzare le loro capacità teoriche per attività nelle quali è fondamentale l’utilizzo della manualità. Non sono stati abituati a queste attività dalle famiglie e la scuola ha tralasciato completamente questo genere di insegnamenti.

Ecco perché è necessario un cambiamento culturale che riordini la divisione tra lavoro manuale e intellettuale, che tenda a eliminare il rapporto gerarchico tra manualità e ingegno, che miri a creare armonia e interdipendenza. Insomma una attività di formazione per il recupero e la valorizzazione della manualità. Perché è da questo insieme che si genera la capacità di realizzare ricchezza e sviluppo.
C’è bisogno, quindi, di un programma nuovo, originale, che abbia la forza di avviare iniziative per la creazione di nuova occupazione. Progetti coinvolgenti, aperti alla partecipazione delle forze produttive e sociali, e con l’intervento attivo delle istituzioni governative.

Per tutto questo è necessaria che ci sia la collaborazione delle intelligenze disponibili, dei politici, delle esperienze e delle potenzialità di tanti professionisti e giovani volenterosi. C’è bisogno di chi sa guardare “oltre”, sa raccogliere dalla società quei segnali e quelle forze migliori ed elaborali. Perché con l’apporto di tante piccole forze, di tanti uomini e donne di buona volontà si possono generare nuove grandi opportunità di lavoro, di crescita, e di giustizia sociale.
Come si fa, concretamente, a muoversi in questa ultima direzione?!
Si ascolta, si legge, si partecipa alle discussioni nelle quali casualmente ci si imbatte, si elabora inconsapevolmente, e, finalmente, tutto approda alla regione della consapevolezza, della agnizione luminosa. Ed è questo il momento nel quale occorre rispondere alla vera fondamentale domanda di ordine etico, e il ruolo che decidiamo di avere nella società.

Fornero choosyMi riferisco alla indolenza... attenzione: non a quella dei giovani (che il ministro ha definito choosy) ma a quella indolenza matura che tal volta si presenta sotto forma di nolontà (non volontà) e che costituisce l'unica vera e prima giustificazione alla nostra indisponibilità a mettere in essere tutte le energie per aiutare veramente chi in questo momento ne ha bisogno! Fossero perfino i nostri figli e i nostri amici.
Per questo abbiamo discusso al lungo, prima io e Salvo Geraci, poi con alcuni amici che hanno manifestato il desiderio di concorrere alla formazione di alcune decisioni, e siamo giunti, infine, al convincimento che PoliticaPrima deve approdare alla prassi del fare.
Siamo dunque contenti nel sottoporvi un programma progetto (realizzato con la collaborazione di qualcuno di noi, da clicca per ingrandire articolo La Sicilia 11 febb 2013Salvo) e, rispetto al quale, è stato pubblicato, ieri 11 febbraio 2013, un corposo articolo su "LA SICILIA", scritto da Michele Guccione, su impulso di Lillo Miceli, (clicca per leggere l’articolo).
Sono dunque, e siamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento ed approfondimento, annunciandovi fin d'ora che prossimamente organizzeremo la prima di una serie di incontri finalizzati a la messa in cantiere del progetto medesimo.
Chiunque volesse e si sentisse in grado di dare un contributo, sarà tenuto nella debita considerazione.
In tal modo speriamo e crediamo di riuscire a creare una serie vera di opportunità di lavoro per tutta quella leva di giovani che da noi attendono non soltanto analisi, commenti, colte elaborazioni intellettuali, ma anche quel contributo, faticoso, che nasce dall'esperienza e dai talenti di ciascuno.
Il punto di riferimento di partenza si trova in un piccolo testo pubblicato da Salvo a suo tempo e relativo al tema del lavoro così come pensato da Tommaso d'Aquino e denominato "Per un profilo del tema del lavoro in Tommaso – piccola opera tendente a mettere in luce il pensiero originale di Tommaso sulla sinergia tra intelletto e mani".

Il fine è quello di porre con assoluta evidenza l'accento sul concetto relativo alla "manualità che non è mai da ritenersi una modalità inferiore a quella intellettuale".

Salvo ne giustifica i fondamenti compiendo un excursus storico culturale, per approdare infine a degli scritti del noto giornalista Beppe Severgnini, il quale, - tra le sue opere - ne ha scritta una che è parsa molto utile Severgniniper affinare ulteriormente il concetto-chiave che abbiamo sopra espresso. Il testo è intitolato: "Un italiano in America" e più recentemente Italiani di domani, 8 porte sul futuro”.
Severgnini illustra con chiarezza icastica il modo degli "americani" di intendere il rapporto tra le diverse classi sociali; ed ovviamente si riferisce sia all'aspetto lavorativo che a quello sociale. Illustra quanto gli americani, particolarmente nei momenti di difficoltà, dimostrino compattezza sociale e tendenza ad esprimere una identità collettiva.

Può destare meraviglia a noi italiani ed europei, tutti dotati di un grande passato, e, purtroppo, invecchiati molto male, che quel popolo pur afflitto talvolta da crisi economiche finanziarie come quella che attualmente ci affligge ne escano fuori con rapidità. Tutto ciò avviene poiché quel popolo ha mantenuto ancora intatto lo spirito della "nuova frontiera" che si concretizza in quegli elementi che ne rideterminano la capacità di recuperare con coraggio e tenacia le oggettive condizioni di svantaggio che tal volta si creano.

È un popolo che non vive nel mito della "casa di proprietà". Che, se necessario, si sposta dal Dakota al Mississippi, o anche da Manhattan a Chicago se intravede l'opportunità di un lavoro migliore, e soprattutto l'opportunità di un'occupazione nel momento nel quale nel luogo dove vive il lavoro diventa difficile da reperire.

Perché occorre parlare almeno a se stessi con il massimo della sincerità. Non siamo gli unici e privilegiati destinatari delle disgrazie terrene, ma siamo divenuti un popolo non soltanto stanziale ma addirittura che affonda le sue radici con tanta profondità nella terra dove è nato da non riuscire a staccarsene quand'anche fosse divenuta arida, secca, e priva di qualsiasi possibilità di sopravvivenza.

Quando è necessario in questo piccolo pianeta che vaga nel più ampio ed infinito degli universi, come un battello nell'oceano, può essere, non solo opportuno, ma necessario spostarsi dalla poppa alla prua del battello per determinare magari, spostando i pesi una situazione salvifica nella tempesta.
Dunque allora non dovremmo soltanto fermarci in quella poppa dove ci sentiamo a nostro agio all'interno di un gruppo che conosciamo, fatto di gente del nostro livello sociale, della nostra classe, con la quale è piacevole intrattenere discorsi e rapporti; ma guardare anche alla prua, invece stanno i "diversi": gente che non conosciamo, di classi sociali diverse che parlano d'altre cose, ma i quali - Vivaddio! - quasi certamente dispongono anche della manualità che, unita alla loro e alla nostra intelligenza, è in grado di condurci in un porto sicuro, al riparo delle intemperie. Magari solo fin quando non ritorna il sereno.

Tutto ciò per dire che il Ministro Fornero, giustamente ha sollecitato la nostra indignazione quando ha definito i nostri giovani choosy, ma probabilmente questo, in parte è vero. Infatti chi di noi non lo sarebbe in presenza di un disastro quale quello che stiamo vivendo, probabilmente qualcuno di essi tenterebbe pure di dedicarsi ad attività nuove, per esempio a quell'artigianato moderno e intelligente per il quale non si richiede soltanto la manualità, ma, intelligenza, volontà e creatività. Ma non hanno il denaro sufficiente per realizzare le necessarie forme associative, non hanno l'esperienza necessaria per intraprendere dei percorsi tecnici, burocratici e amministravi, rispetto ai quali la maggior parte di noi adulti e maturi si troverebbero in difficoltà... ed allora si rinchiudono nella solitudine disperante o si aggregano in gruppi il cui legante è soltanto la negatività che stanno vivendo. Davvero nessuno di noi è in grado di dare loro un aiuto concreto?!

Certo; tutto questo costa. Tempo ed impegno che potremmo dedicare alle mille cose che passano per il nostro cervello.
Eppure, a guardare bene in fondo, quanti di noi sono stati e sono dipendenti, funzionari, dirigenti di aziende pubbliche e private che quei percorsi tecnici burocratici amministrativi ed anche finanziari, li hanno affrontati decine di volte?
Quanti di noi sono stati manager di imprese più o meno importanti e potrebbero costituire la guida indispensabile per i giovani che vogliamo intraprendere iniziative private.

Ecco che allora noi abbiamo immaginato di realizzare un piccolo sistema prototipale di aziende artigianali in grado di seguire un percorso, insieme tecnico e formativo, che le metta nell'arco di un triennio (periodo assistito e comunque remunerato) nelle condizioni di approdare, infine, al lavoro per ciascuno di esse in forma di piccole associazioni o cooperative assistite, per tutta la fase di start-up ed anche quella immediatamente successiva.

Aziendine che maturerebbero giustamente delle aspettative corrisposte poiché collegate (in virtù dell'approvazione di un disegno di legge che riportiamo in allegato e che prevede la messa a punto di un meccanismo idoneo) ad aziende già esistenti sul mercato e incentivate per compiere questo tipo di missione. Utile a se stesse oltre che a quelle destinatarie della loro assistenza.
Tutto ciò ovviamente mentre si sviluppa un percorso formativo progettato a misura delle effettive esigenze e non utile soltanto agli enti che li organizzano al fine di stipendiare docenti e di determinare ammortizzatori sociali che mettano i giovani in area di parcheggio che non approderà mai a niente!
Noi li abbiamo chiamati "azienda mentore" e "azienda guidata"; ma ciò che importa ovviamente è il concetto.

In un prossimo articolo potrete leggere la bozza del disegno di legge sulla quale riflettere e interagire insieme a “grafiche” che schematizzano il complesso del meccanismo.

Tutto ciò ha unicamente un valore: quello di stimolare una riflessione su questo tema che per noi diviene fondamentale e per aiutarci nel perseguimento dell'obiettivo, e - cosa che è più importante - per concorrere alla definizione delle varie fasi e partecipare utilmente alle riunioni che organizzeremo sul tema.
Speriamo e siamo certi che comprenderete il senso dell'iniziativa e la genuina volontà di dare un ulteriore finalizzazione concreta alle esigenze che provengono dalla società.
Giangiuseppe-GattusoGeraci-Salvo




Giangiuseppe Gattuso      Salvo Geraci
12 febbraio 2013

56 commenti:

  1. Non so come funzionera',e neppure se funzionera' questo ''tentativo''che Salvo e Gianni vogliono mettere in cantiere.
    Ho letto sulla Sicilia di catania l'articolo che e' stato dedicato all'iniziativa,e visto che era sulla pagina economica e visto che l'articolo ha occupato mezza pagina, appare evidente che quel quotidiano ,qualcosa di nuovo e di interessante lo abbia colto.
    Ma in questo momento, la cosa che mi da emozione,e vedere questi nostri due grandi amici,oltre che grandi persone, che con entusiasmo, con testardaggine quasi maniacale,si affannano senza alcun interesse personale, nel tentativo di fare qualcosa di buono per il prossimo.
    Non so personalmente in che modo potere dare un contributo all'iniziativa ed a loro personalmente,non essendo particolarmente preparato in questo campo,nè in altri per onor del vero,purtuttavia ,vorrei che mi considerassero a loro disposizione per quel poco o niente che possa essere utile a loro ed alla loro iniziativa.

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  2. ....... e ci ririsiamo ...... programma, progetto, CORSI DI FORMAZIONE, consiglio di amministrazione e via via tutto quanto si è visto come nei decenni sono stati sperperati i quattrini pubblici!

    L'azienda LIDL (supermercati tedeschi) offrono a 200 giovani italiani "DIPLOMANDI" corsi di formazione in GERMANIA per figure lavorative ad alta specializzazione (una parte occuperà posizioni anche in Italia). Presupposto: diploma a giugno, buona conoscenza lingua Inglese e Tedesca. Salario 1.300 euro mese. Ci sarà qualche "choosy" disposto ad affrontare i disagi di una permanenza lontano dalla propria attuale abitazione (ritengo per alcuni mesi) ? Questo a proposito del libro di Beppe Servegnini "Un italiano in America".
    Saluti

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    1. caro Anonimo, che tristezza... come sei lontano dalla realtà; come buona parte delle gente, preferisci mettere la comoda, e un po' infingarda, mascherina dell'anonimo per avere il "coraggio" di polemizzare sterilmente e non fare invece alcunché ...invece di collaborare GRATUITAMENTE (sacrificando il tuo tempo e donando il tuo lavoro) ed - eventualmente - verificare di persona come stiano le cose... questo non ferma ovviamente chi almeno prova a trovare con fatica soluzioni per i figli. Ma - probabilmente - tu preferisci trascorrere il tuo tempo stazionando presso le ovattate segreterie dei potenti di turno per pietire "un posto" per i tuoi figli...

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  3. Non posso che offrire il mio plauso e solidarietà agli amici Geraci-Gattuso per il notevole sforzo elaborato sul tema lavoro. Proposte da offrire alla classe politica, che in questo momento è impegnata in altre faccende. In questi giorni stiamo vivendo fatti storici, politici e economici di una mostruosità inusitata. Tutto spinge verso l'autodistruzione, l'apocalisse che è sempre presente dentro di noi. Oggi sono "le ceneri" perciò cospargiamoci il capo. In questo "marasma" siano benvenuti uomini di buona volontà, eroi positivi che cercano di tenere a galla la barca che sta per affondare. Complimenti ed auguri.

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    1. Grazie davvero, Pino!

      Ti confermi persona molto sensibile... fanno male la polemica astiosa e il livore rancoroso quando tu - da una sedia a rotelle, tormentato da parkinson, psoriasi, diabete e cuore sfibrato e una pensione che ti consente solo la sopravvivenza, in una casa in affitto, senza una minima assistenza, sapendo che morirai per soffocamento o caduta in casa privo di un aiuto che non ti puoi permettere - con "improbabile" e forse infantile entusiasmo, tenti di dare fondo alla tua vita lasciando un testimone concreto alla generazione successiva.

      Scusate il pistolotto, ma mi sono commosso leggendo l'amico Vullo.

      Vi voglio tutti bene (anche l'anonimo).

      Salvo Geraci

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  4. VI COMUNICO LA PROSSIMA REALIZZAZIONE DI UNA PUNTATA DELLA EMITTENTE "091", PROGRAMMA "FACE TO FACE", DIRETTA E CONDOTTA DALL'OTTIMO AMICO FRANCO PANASCI, SUL "NOSTRO" PROGRAMMA CIRCA IL LAVORO.

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  5. Complimenti per l’idea di Gattuso e Geraci.
    E’ veramente emozionante come afferma Volpe vedere che due persone, hanno la grinta di affrontare il problema della disoccupazione giovanile non a chiacchiere ma con fatti reali. Questo deve essere di stimolo per tutti quelli che si piangono addosso perché le cose non vanno e soprattutto per la nostra bella classe politica che a tutto pensa tranne al lavoro e alle future generazioni.
    Sono sicura che i due autori saranno all’altezza del lavoro che andranno a svolgere. Conosco personalmente Gattuso e le sue capacità lavorative, non conosco bene Geraci, ma lavorando in passato con Luisa Capitummino ho avuto modo di conoscere le sue capacità imprenditoriali ai tempi delle cooperative giovanili e produttive. Un po’ meno mi fido del contesto sociale e politico dove viviamo. Ma speriamo bene e dobbiamo essere propositivi sia per noi che per i nostri giovani.
    Buon Lavoro.

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    1. Grazie. Conservo un ricordo speciale di Luisa, donna di grande onestà, competenza, tenacia e squisito tatto femminile.

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  6. Questo penso sia uno degli scopi per cui politicaprima, si è fatta parte attiva, il progetto funzionerà (penso di si) non funzionerà? ma gli amici si sono addentrati nei meandri delle leggi hanno spulciato lavorato, e messo su una idea propositiva, questo è la vera novità, non piangiamo addosso per ciò che gli altri dovrebbero fare e non fanno, partiamo NOI diamo idee concrete e fattive, senza aspettare che qualcosa cada dal cielo. Spesso cade qualcosa di disgustoso.

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    1. Ottimo, Luigi... attiviamoci personalmente per cercare chi pensiamo possa essere utile al raggiungimento del fine!
      Qualcuno ci ascolterà...
      Mi sembra del tutto sbagliato cercare (soltanto) di arrivarci tramite amici e conoscenti... sa di vecchio e superato, forse controproducente.

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  7. ... del resto - già in questo 'blog' - disponiamo di numerose e importanti risorse umane!

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  8. Tutti per uno e uno per tutti, non dimentichiamoci degli altri impegni.

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  9. Prima di tutto vorrei dire, di cuore, un bravo agli amici Salvo e Giangiuseppe per l’impegno messo nella realizzazione di un progetto, che verrà finanziato dalla U.E., per la realizzazione di imprese che oltre a portare lavoro a tanti giovani, insegneranno loro un mestiere o una professionalità che si ritroveranno, comunque, nella loro vita.

    Prima di postare il mio commento l’ho voluto leggere attentamente (per quanto si potesse leggere!) la proposta, anche perché io feci negli anni ’80 un’esperienza con una legge regionale, che l’amico Salvo ricorderà benissimo, ma che portò sia il sottoscritto che altre centinaia di giovani cooperatori allo sbando.

    Ecco perché posso dire, con cognizione di causa, che si tratta di una proposta seria, dettagliata, che ha serie prospettive di andare in porto. Soprattutto perché si tratta di una legge che non abbandona i giovani a loro stessi ma c’è una strategia di accompagnamento al lavoro, che è indispensabile per la creazione di nuove imprese. E poi non ci sono sperperi inutili per corsi di formazione in mano a sindacati che sono, (come sapevamo) come ci sta dimostrando ora il presidente Crocetta con l’opera di pulizia che strafacendo, per la grandissima parte, Enti inutili e parassitari.

    Invece si tratta di un progetto che, se non ho capito male, sarà affidato per la parte teorica alle Università, e per la parte attuativa alle Aziende che, in un secondo tempo, affideranno loro il lavoro o verranno seguiti per essere incanalati, in maniera adeguata, ad una seria prospettiva di lavoro.

    Volevo fare delle domande specifiche ai due nostri valenti progettisti, ma avremo tempo per parlarne meglio ed, ove ciò potesse servire, offro fin da ora il mio impegno e la mia esperienza, con i limiti a voi noti, a servizio di “politicaprima”, con i migliori auguri di buon lavoro.

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    1. Grazie. Tu - uomo "navigato" come noi - hai colto il senso del Programma. Per leggerlo bene devi fare "Visualizza"/"Zoom". Per quanto chiedi, ti sarà dato ogni chiarimento; la tua collaborazione sarà gradita, considerate la tua esperienza e competenza! Abbracci.

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  10. Antonio Livigni14 febbraio 2013 20:39

    Ho letto con una certa attenzione l'articolo e la proposta. Mi pare una buona iniziativa e spero che riusciate a portarla avanti anche se non mi pare tanto semplice. Praticamente c'è bisogno della Regione per fare diventare l'idea legge. Una legge per riattivare le iniziative imprenditoriali in particolare giovanili. Ciò che mi sembra interessante è proprio la possibilità per le aziende operanti e gli artigiani di fare da maestri cioè insegnare il mestiere ad altri piccoli imprenditori. Una formazione sul campo fatta da chi conosce il mestiere e l'arte. Speriamo che i politici e le forze produttive capiscano di che si tratta.

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  11. cianciolo.sc@libero.it15 febbraio 2013 07:15

    Brutta influenza e occhi gonfi. Ho ripreso a leggere solo oggi.
    Ottimo!
    Riprendere dal punto in cui si è fermato il circuito virtuoso dell'esperienza della Formazione Tecnica Superiore (scuola,università, aziende e poche lire. Forse si è interrotto per questo.
    L'incoraggiamento al protagonismo per i progetti di vita!
    Gianni è ottimista per natura e Salvo è stato il profeta di una stagione molto produttiva per il lavoro giovanile.
    Una ottima premessa. e ovviamente ci sto!

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  12. Tra i tanti,troppi, problemi che affliggono il nostro paese, l'Europa quasi per intero e, a ben guardare, tutto l'occidente capitalistico, quello del lavoro o, meglio, della "mancanza di lavoro" è tra i più drammatici.
    Senza lavoro, non c'è dignità.
    Un uomo, una donna, un giovane privati di questa importantissima estrinsecazione del "proprio SE", sono uomini, donne ,giovani "dimezzati".
    E "Il Potere"...li vuole...dimezzati.
    Privi di volontà, abulici, rassegnati.
    Un "Potere" che, badate bene, non è una vaga ed indistinta categoria sociologica, no, ha nome, cognomi, facce.
    E' chiaro che, almeno io la penso così,il "Mercato", in quanto elemento capace di mettere in moto risorse economiche e materiali in grado di dare risposte concrete, ha fallito.
    Si è cercato di "mitizzarlo", dipingendolo, attraverso una vera e propria campagna di plagio come la panacea di tutti i mali,
    Non è stato così, non poteva essere così, non è così.
    Sono venute fuori le "forze animali, brute", di un Mercato che ha ridotto l'uomo a merce, depotenziandolo di tutte le sue vocazioni positive in grado di realizzarlo pienamente.
    L'iniziativa di Gattuso e Geraci è apprezzabile, condivisibile, meritoria in quanto, aldilà degli aspetti economici e delle soluzioni ipotizzate, mette l'accento sulla necessità che al LAVORO si coniughi una nuova , più umana, e più vera nuova impostazione di carattere culturale prima, e poi di carattere politico e programmaticoIn questo senso, non vedo molto in giro, in una campagna elettorale fatta di slogan e battute ad effetto...come al solito, comunque.
    Per quello che può valere,per quello che posso e so fare, consideratemi a vostra disposizione per una battaglia che vale la pena di combattere.

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  13. Un grazie sentito agli amici Totò Cianciolo ed Ettore Carcione. Il vostro sostegno ed aiuto sarà prezioso!

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  14. emilio angelini15 febbraio 2013 19:33

    credo che salvo geraci sappia bene come i siciliani siano esperti nel problem-solving... auspico una collaborazione "artigianale" tra generazioni

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  15. Grazie, Emilio. In effetti hai colto un aspetto "sotteso" al testo... ls piena realizzazione del Programma comporta infatti 2 cose:
    - capacità nel 'problem-solving' e
    - una sincera e intensa "collaborazione tra due generazioni"... tema di rilievo per una "rivoluzione" cultursle e sociale!

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  16. Caro Salvo,
    sta sfuggendo ai più che la vera ricchezza di un popolo, è data dalla capacità dei singoli di trasformare, attraverso la conoscenza, la materia che è a noi prossima. L'agricoltura, l'artigianato, ecc. sono la vera base dell'economia reale ma una visione scellerata dell'economia ha trascurato l'aspetto fondamentale della Vita. La vera ricchezza è data dall'accumulazione progressiva della Sapienza attraverso il trasferimento dell'esperienza. Traduco in parole semplici questo concetto: è necessario che si ritorni ad una formazione (brutta ed abusata parola) attraverso l'apprendimento diretto nei luoghi del lavoro. Una volta si andava a bottega; li si apprendevano tecniche, manualità, capacità. Non si fa economia né con i bandi né con l'immissione di capitale nelle imprese; questo è utile ma senza la prossimità tra giovani ed anziani tutto è inutile. Abbiamo spezzato in mezzo secolo millenni di tradizione (tanto reietta da un certo illuminismo). La politica si è curata di ben altro, anzi con la sua deformazione socioeconomica ha fatto (e continua a fare) enormi danni. Bisogna partire dal concetto di obbligo scolastico fino a giungere alle agevolazioni (soprattutto fiscali e burocratiche) per riformare e riavvicinare i giovani verso il vero lavoro. Ma vedo purtroppo solo stupidità, follia e malversazioni dal 99,99 % della class epolitica. Comunque lavoriamoci!

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  17. Un'idea che ci segue da qualche tempo e la consapevolezza che per ottenere qualcosa di buono e di utile bisogna "fare", bisogna tentare. Tante volte ci siamo ritrovati a parlare della grave situazione di crisi che investe il Paese e sul lavoro che non si trova. Ma anche sull'atteggiamento passivo di moltissimi giovani, un lasciarsi andare senza speranza che non giova e non serve a migliorare le cose. E una colpevole disattenzione della politica e un atteggiamento di salvaguardia di chi il lavoro ce l’ha. Come se fosse meglio il mantenimento dello statu quo.
    Ma noi non la pensiamo così. Crediamo fortemente nell’impegno, nell’iniziativa che viene dal basso. Siamo convinti che sia più proficuo fare proposte, creare qualcosa, attivare le forze disponibili, coinvolgere chi ci sta. E pronti al confronto e ai suggerimenti da qualsiasi parte arrivino.
    Abbiamo messo su le nostre esperienze, le nostre capacità, abbiamo individuato e analizzato gli errori del passato, e osservato tutto intorno. Abbiamo preso atto dei provvedimenti del governo sulla crescita, e delle politiche dei paesi europei in favore delle nuove generazioni.
    E siamo arrivati al programma-progetto “IDEE NUOVE PER IL LAVORO”. Che abbiamo cercato di spiegare per grandi linee, dopo che il quotidiano LA SICILIA ha dato ampio risalto, lunedì 11 febbraio 2013. Ma adesso viene il bello. C’è tanto da lavorare, ci vuole responsabilità, sacrificio, impegno, c’è da convincere tanta gente, c’è da coinvolgere le forze produttive del territorio, i politici, e i giovani. Che dovranno darsi da fare per dimostrare che c’è voglia di cambiare e c’è voglia di essere protagonisti.
    Noi faremo tutta la nostra parte. Salvo ed io continueremo nella nostra attività, cercheremo di esplicitare meglio l’idea e i percorsi che dovranno essere seguiti. Alla base di tutto c’è la convinzione che bisogna attivare iniziative per il recupero della manualità, del “saper fare”, e del saper fare bene. E per questo ci vuole buona volontà, e anche ingegno e qualche rischio. Perché senza rischi, senza un po’ di follia è molto difficile creare qualcosa di rilevante, qualcosa capace di creare sviluppo e nuova ricchezza.
    Buon lavoro e grazie a tutti gli amici che vorranno aiutarci e che vorranno dare il loro contributo, quale che sia, per il raggiungimento degli obiettivi che ci stiamo prefiggendo.

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    1. Giusto direttore, bisogna andare avanti.
      Coinvolgere le istituzioni e le forze produttive è la strada da percorrere. Magari riunirle attorno ad un Tavolo per poter realizzare questo bel progetto.

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  18. Grazie a Guido, agronomo illuminato, che - da "sempre" occupa posti di rilievo nell'Ordine regionale e nazionale. Lo preghiamo davvero di aiutarci in questa sfida complessa e impegnativa.

    Per il resto, nessuno penso - oltre Giangiuseppe - avrebbe potuto "contornare e definire" meglio il senso dell'impegno che ci siamo assunti.

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  19. Conosco il progetto nuovo lavoro ideato e congegnato da Salvo Geraci e supportato da Giangiuseppe Gattuso. Entrambi me ne hanno parlato ed illustrato i punti di forza. Devo ammettere che già la prima volta che Salvo me ne parò sono rimasto sbigottito, direi disorientato, per la novità assoluta e, sopratutto, per la straordinaria lettura e comprensione dello stato attuale di lavoro e delle possibilità concrete di dare risposta immediata ai tanti giovani (e non) disoccupati.
    Subito dopo questo iniziale sbigottimento, ho assaporato la creatività geniale dell'amico Salvo, a me nota e ritrovata intatta dopo tanti anni che ci eravamo persi di vista. Salvo come pochi sa fare diventare le analisi idee e proposte concrete, cioè operative, dunque fattibili.
    Pertanto ho aderito subito alla sua proposta. Devo ammettere che anch'io ho avuto qualche perplessità come quelle manifestate da alcuni amici che hanno commentato prima di me. In particolare quella di accedere ai finanziamenti pubblici , in particolare quelli regionali (oggi molto esigui) e quelli della UE (oggi molto gravati da una eccessiva burocratizzazione comunitaria).
    Però, questi dubbi sono stati fugati del tutto dalla considerazione che Salvo e Gianni mi hanno fatto evidenziato su tutto, e cioè che ad oggi questo progetto è l'unica alternativa seria al nulla. Insomma è un progetto, non una velleitaria o onirica congettura mentale.
    I termini "formazione" e "finanziamenti" non devono allarmare pensando alla cronaca politica e giudiziaria di questi giorni. Invece, bisogna pensare che queste due parole sono due pilastri, e tali devono rimanere, di ogni politica economica, sociale e del lavoro democratico e moderno. Si tratta soltanto di vigilare ed usarle con onestà e intelligenza. Doti che non mancano nè a Salvo, nè a Gianni ad a tutti noi.
    Quindi, buon viaggio a tutti quelli che ci stanno e ci staranno.

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  20. Sergio Potenzano16 febbraio 2013 10:05

    A volte, quando decido di commentare in questo Blog ho la sensazione di essere un intruso, e questo mi induce a entrare in punta di piedi e cercando di misurare le parole, e questo solo per una forma di rispetto nei confronti dei tanti amici (di cui vado fiero) che scrivono articoli molto importanti come questo che hanno elaborato Salvo Geraci e l’instancabile Giangiuseppe Gattuso.
    Innanzitutto voglio complimentarmi ed esprimere la mia gratitudine a questi due grandi mattatori di questo Blog che hanno dato tanto e che con questo articolo hanno dimostrato di avere a cuore veramente il destino dei giovani e della nostra amata terra, dando speranza a quanti hanno rinunciato al sogno di poter vivere dignitosamente, con un lavoro che dia serenità economica.
    Sono sicuro che tutti indistintamente saremo fieri di poter collaborare per portare a termine questo grande progetto, poiché tutti, indistintamente, abbiamo a cuore le sorti dei nostri giovani per la costruzione del loro futuro nella nostra amata terra.

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    1. Cari Pasquale e Sergio, benvenuti nella "Barca dei folli!" ... eheh. Abbracci

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  21. Ho letto e riletto questo articolo a due mani, di straordinario interesse: due penne seriamente impegnate in una proposta tutta nuova, difficile!
    "Difficile", comunque, non significa mai impossibile, né autorizza alcuno a rinviare.
    Il fatto è che si tratta di andare a "scardinare" un vecchio sistema economico, senza intaccare in maniera mortale le vecchie logiche di mercato, nazionale e internazionale, con i loro cartelli, i loro trusts, le loro conglomerate europee e mondiali; tutte cose che sono ancora alla base di questa nostra economia, che, fin dal primo novecento, continua a pesare e "sperare" sull'uomo pedina, l'uomo della fabbrica, il "produttore" di sempre: operaio e padrone!
    Il boom economico è arrivato dolorosamente al suo esaurimento. Finalmente....!
    I mercati non assorbono più: sovrapproduzione, e concorrenza a basso costo da parte di quei paesi così detti emergenti. Lo sappiamo!
    Uguale crisi e disoccupazione di tutto l'occidente!
    Figurarsi nel nostro meridione!

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  22. Continuo:
    Salvo Geraci e Giangiuseppe Gattuso, sono due eroi nel loro profetizzare tempi nuovi: spediti e coraggiosi, con l'incoscienza del giovane, quella che comunque ripaga sempre, affrontano con apparente disinvoltura un problema di dimensioni "planetarie"!
    E coinvolgono: senza scampo!
    Non si può fare a meno di leggere e rileggere; magari solo per entrare nella difficoltà del "come"; quello che ci chiama in prima fila, perché il progetto è buono: praticamente una rivoluzione!
    Se poi si pensa che esso riguarda innanzitutto i giovani, diventa un fatto di responsabilità impellente.
    Si tratta di ricreare speranza, perché il pericolo è grosso!
    I nostri giovani cresciuti nel benessere e nella certezza di un'occupazione futura, vedono oggi sfuggire ogni possibilità.
    Tra una pretesa sempre alta e una risposta sempre più fiacca!
    La mancanza di lavoro è un rischio serio...!
    Per tutti, giovani e meno giovani: spinge verso la violenza e l'illegalità!
    E' fatale!
    Ci vuole veramente una svolta, un'alternativa che riqualifichi l'umano operativo del mondo: anche "altrove".
    Così come scrivono i nostri due autori, compreso un ritorno alla manualità, della terra e dell'officina!
    Con dignità, oltre la logica del posto fisso, tra l'altro non sempre scelto, se non per una sicurezza di vita.
    Un'alternativa gratificante, competente nel settore nuovo di un "diversamente occupato".
    Al primo posto, ancora la scuola!
    E' nella scuola che si preparano scienze e coscienze, che si sviluppano saperi e competenze vecchi e nuovi; pure con l'ingresso, oggi necessario, di figure professionali fresche: operai e contadini, che insegnino la pratica del lavoro manuale, sempre più "tecnologico" e bisognoso di specializzazione.
    La scuola, il luogo delle opportunità e delle scelte future, quelle ben formate tra i banchi di un'istituzione responsabile pure del dopo dei nostri figli.
    O almeno così dovrebbe essere!
    Una riqualificazione, dunque, anche di quella scienza della formazione nel suo complesso, che deve imparare a convogliare emozioni e scelte verso opportunità e convenienza; senza più vuoti, senza più deleghe all'esterno, senza più false illusioni.
    Nel concreto dell'esserci del mondo, di tutti!
    Ridiamo il sorriso ai nostri ragazzi, nel piacere di scoperte nuove, di impegni fruttuosi, non solo di scrivania, ma anche di "falce" e di "martello"; che, simboli di una riscossa antica, oggi diventano sempre più strumenti immagine di un lavoro da riprendere in mano, per garantire la vita di chi, magari, non è mai stato guidato a sognare un campo o una bottega.
    Come? Proprio bene, non lo so!
    Una sola cosa so: il programma dei due nostri PoliticiPrimi va portato nei luoghi della politica, dei sindacati, delle associazioni, per richiamare ad attenzione e responsabilità chi ha fatto, spesso, della delega e del disinteresse il proprio stile di vita.
    Unitamente ad una proposta di austerità e di sacrifici anche per loro, in vista di un risparmio, ormai necessario, per l'utile comune!

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  23. Sono veramente coinvolto dal commento di Fausta. Dire che ha penetrato il senso della proposta, è poco... è riuscita a entrare nella mente e nel cuore degli autori!

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  24. Ho avuto modo di leggere l'intervista su La Sicilia. Ne condivido i contenuti; la ritengo un'operazione coraggiosa. Per ciò che mi compete sono a vostra disposizione. Ritenetemi a bordo! Abbracci.

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  25. Il problema del lavoro e la ricerca delle relative soluzioni sono da sempre il banco di prova di qualsiasi tipo di governo democratico. In Italia abbiamo il completo scollamento tra l’enunciato costituzionale e la situazione reale in cui si trova il paese. La prima frase della nostra Costituzione, non certamente la più bella del mondo, dice infatti che la nostra è una repubblica fondata sul lavoro. Mai la Costituzione è stata disattesa come in questo suo primo articolo, mai i nostri governanti, quelli che si riempiono la bocca con la difesa della costituzione, sono stati così lontani da essa. . L'aumento della disoccupazione, ampiamente documentato anche in questo magnifico articolo del nostro presidente e del nostro direttore, costituisce una diretta conseguenza delle politiche di austerity in periodo di recessione, come è stato ampiamente provato. Le attuali rilevazioni statistiche nascondono peraltro un ulteriore tendenziale aggravamento, per la presenza di quel fenomeno che una grande economista, Joan Robinson, già in un saggio del 1936, aveva chiamato “disguised unemployment”, cioè disoccupazione travestita. Ed è quella che in Italia viene posta in essere daprovvisorie occupazioni frustranti, squalificanti e inadeguate alle qualifiche e alle competenze. Anche questa è una forma di disoccupazione. ll crescente tasso di disoccupazione giovanile non porta soltanto all'incertezza del futuro per le prossime generazioni che, secondo la gergale ripetitiva minaccia, dovranno sopportare il debito pubblico, ma aldilà delle vuote dichiarazioni che si sentono nelle campagne elettorali in corso, dove i giovani sono abusati come slogan, il problema non è tanto del futuro quanto del presente. La disoccupazione giovanile porta alla miseria, costantemente in aumento e pericoloso segnale di una ormai, anche socialmente e politicamente pericolosissima, forbice delle disuguaglianze. poiché la disoccupazione, che produce miseria, conduce diretta alla negazione del fondamentale principio del diritto umano di libertà, che lo Stato totalitario può imporre con la forza, ma che ANCHE GLI STATI DEMOCRATICI possono causare con assenza di provvedimenti e indifferenza al problema. E allora siamo venuti al punto, cioè allo scollamento tra una costituzione troppo belle per essere vera e una società che, a cominciare dai governanti, ne tradisce lo spirito. In questo contesto mi pare che si stia accendendo una, per adesso, piccola e tremolante luce. Abbiamo la “fiaccola sotto il moggio”, ma, oltre a compiacerci con Salvo e Giangiuseppe per averla accesa, abbiamo tutti il dovere di muoverci e di contribuire a fare diventare questa fiaccola un faro di luce splendente che possa illuminare dando ottime speranze ai nostri giovani che, scoraggiati e senza lavoro, nella migliore delle ipotesi potrebbero scappare via da questa nazione inospitale e andare a cercare lavoro e benessere altrove. La volontà dell’uomo ha sempre prodotto, nei secoli, miracoli di realizzazioni architettoniche e costruzioni di grandi opere che continuano a sfidare i secoli e le difficoltà della natura. La stessa volontà dovrà sconfiggere la piaga della miseria e della disoccupazione che la produce. Il progetto che stanno portando avanti Salvo e Giangiuseppe, va in questa direzione e deve essere anche il nostro progetto. Anche se la realizzazione di questo progetto dovesse essere l’unico frutto prodotto da PoliticaPrima, basta e avanza per dare un senso a questa esperienza. Insomma, io mi metto a disposizione e così spero che facciano tutti gli amici del nostro blog.
    Metto un link che ci permette di aprire una pagina relativa ad un pacchetto di misure decise dalla Commissione Europea per arginare la disoccupazione giovanile, potrebbe esserci di utilità.
    http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/crescita_occupazione/pacchetto_occupazione_giovanile_it.htm
    Un caro saluto a Salvo, Giangiuseppe e tutti gli amici.

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  26. Nino, tu non sei utile... sei indispensabile!

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  27. caro Salvo Geraci,
    Io forse come dici sono lontano dalla realtà, ma sto bene dove sono e nella "Barca dei folli!" come dici Tu non ci voglio venire.
    Però non hai fatto alcun cenno sulla notizia di offerta di "LAVORO vero" riportata da un quotidiano economico alcuni giorni orsono.
    Bisogna battersi affinchè queste proposte possano essere generate dalle imprese Italiane, per così (come affermi Tu) NON "trascorrere il tuo tempo stazionando presso le ovattate segreterie dei potenti di turno per pietire "un posto" per i tuoi figli...
    Saluti

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  28. ...mi spieghi, mio caro, perché non fai TU "cenno sulla notizia di offerta di "LAVORO vero" riportata da un quotidiano economico alcuni giorni orsono"?! Chi o cosa te lo vieta?? Qui - come vedi - tutti hanno la parola (perfino gli anonimi!!)...
    E poi chi mai ha rivendicato l'esclusiva su queste notizie?? Io e Gianni, siamo portatori di UN Programma, e ci stiamo facendo carico dell'assistenza!!
    Perché non lo fai anche tu? Mi spieghi a cosa conduce la tua polemica? Stimola forse a che "queste proposte possano essere generate dalle imprese Italiane"???
    Sinceramente non capisco.
    Saluti.

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    1. Ciao Salvo Geraci,
      mi spiace per le belle idee e programmi che vorreste realizzare, ma ne ho viste e sentite molte di proposte è il risulato è davanti i nostri occhi: disoccupazione persistente, impoverimento (relativo) specie delle fasce più "deboli" ecc. ecc.
      Sono molte le persone che hanno avuto il coraggio di affrontare la vita al di fuori del proprio territorio e tanti, tantissimi sono riusciti ecc. ecc. ........
      Sono i fatti concreti che potranno risolvere (almeno parzialmente) i problemi del lavoro
      e, quindi, della dignità dei singoli ed evitare che "vadano a trascorrere il loro tempo stazionando presso le ovattate segreterie dei potenti di turno per pietire "un posto" per i propri figli..." (frase già citata e copiata).

      Un Presidente della Repubblica alcuni anni orsono disse "IO NON CI STO"!
      Io dico semplicemente che rifarsi una "verginità" è molto complicato ed io rimango con i miei "sospetti"!.
      Saluti
      (da un perfino anonimo!!)...

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  29. Scusate se mi permetto di dare una risposta.
    Il nostro anonimo sta bene dove sta e non vuole venire nella barca dei folli. Dobbiamo dedurre che non ha problemi economici e nemmeno esistenziali, per cui è nella posizione del sazio che non crede a chi sazio non è. Siamo tutti contenti per lui. Avrebbe fatto meglio a dirci in quale edizione di quale quotidiano economico c'erano quelle offerte di lavoro, dandoci la possibilità di verificare.
    E' vero, certe proposte dovrebbero essere "generate" dalle imprese italiane, ma se queste imprese si guardano bene dal generare le proposte, che facciamo, stiamo sempre in attesa che qualche imprenditore si decida?
    Mi pare cosa legittima, saggia e lungimirante inventarci, proporre e progettare qualcosa di utile per combattere la disoccupazione giovanile in Italia. Il progetto che stanno portando avanti Salvo Geraci e Giangiuseppe Gattuso va nella direzione giusta che non è quella di trascorrere il tempo stazionando presso le ovattate segreterie dei potenti.
    Concludo dicendo che non ci vestiremo a lutto se l'anonimo che sta bene non verrà nella barca dei folli.

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    1. Risposta per NINO PEPE

      Il Sole 24 Ore di questo inizio di settimana - 12, 13 febbraio o giù di li (non ricordo il giorno esatto). In Italia non sono molti i giornali nazionali che pubblicano notizie ed approfondimenti sull'andamento della economia e finanza Nazionale ed Estera. L'Azienda (nel caso citato, è la www.LIDL.IT, ma ce ne sono altre nazionali che ricercano lavoratori con una buona preparazione professionale.

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  30. Gran bella idea, ma a mio avviso molto lontana dalla realtà e dalle reali difficoltà esistenti sia nel nostro che nell'intero panorama lavorativo nazionale.
    Parlo da "attore protagonista" di tutto il comparto lavorativo, essendo transitato in tutti i ruoli possibili e immaginabili nel variopinto mondo del lavoro e posso affermare che il problema più imponente per chi vuole iniziare un'attività è proprio l'ingresso.
    Il mondo del lavoro non sta cambiano come fanno credere tg e giornali, a cambiare è la tipologia di contratto e il modus operandi delle pubbliche amministrazioni per quanto riguarda i controlli preventivi.
    La sicilia usufruisce da cento anni di incentivi e aiuti per le imprese, ma gli stessi hanno creato classi che dipendono da sovvenzioni e aiuti vari dando perenni stampelle ai lavoratori e portando a loro voti.
    Il problema sta nei contributi da versare, troppo alti e troppo corrosivi per lavoratori e datori.
    Il problema non sta nel "trasformare le idee in imprese", ma nel rendere possibile la convivenza con una tassazione paurosa.
    Non girate intorno al solito problema!
    E' inutile dare sovvenzioni per i primi anni e poi tagliare la testa non appena scatta l'anno X!
    Tra poco farò 29 anni...posso staccarmi la testa e vederla?!
    Il settore agricolo, politicamente controllato in maniera incompetente, è l'emblema di questo tipo di aiuti e portare negli altri settori gli orrori già commessi, mi sembra solo perseverare in tale errore.
    L'idea del tutorato non è male, ma per quale motivo aziende i difficoltà dovrebbero avere altre azienda di cui occuparsi?
    Non siamo nelle favole! Per esperienza vi di co che lo stato non aiuta per niente un'attività che nasce...gli operatori statali, parlo per la provincia di catania, a cui è affidato il destino delle "new-economy", sono dei poveretti seduti in via manzoni che non sanno nulla di niente e dividono fotocopie con agevolazioni...ancora con importi in lire!
    Da li si dovrebbe partire e la regione potrebbe farlo realmente!
    Egregio Signor Geraci, il mondo del pubblico è agli antipodi della realtà privata, anzi uno degli errori, da decenni, dei governi italiani è stato quello di puntare economicamente tantissimo sul lavoro pubblico e nulla realmente sul privato.
    Tra l'altro la legge di cui si parla sul quotidiano altro non fece se non far nascere nuove imprese intestate ai giovani, ma sempre di proprietà dei padri, che riscuotevano i contributi per le imprese.
    Avere idee per i giovani è un bene, ma vederli come qualcosa di assestante nel comparto lavorativo non è la soluzione!
    Concludo scrivendole GRAZIE, perchè per quanto non condivida assolutamente la sua posizione, vedo in lei e Gattuso la voglia di proporre e non fermarsi, ma le assicuro che questa non è la strada.
    Davide Di Bernardo

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    1. La ringrazio Davide. Ognuno ha diritto ad avere il proprio punto di vista e ad esprimerlo. Come - del resto - ognuno ha il diritto di perseguire un obiettivo che nasca DALLE PROPRIE COMPETENZE ED ESPERIENZE. La principale competenza che rivendico sono i miei studi di filosofia; mi dispiace, infatti, talvolta di non aver assecondato le suggestioni che mi provenivano da questi studi... infine ritengo che la DETERMINAZIONE consenta alcune volte di raggiungere fini insperati e insperabili. Sono convinto che il male peggiore sia stare a guardare! Da lei comunque mi aspetterei, visto il 'background' che sembra trasparire dalle sue parole, non solo critiche (sempre bene accette), ma anche proposte.
      Ringrazio. Saluti

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    2. Perfetto. Ecco a Lei:
      -Tassazione contributiva: TFR diretto e disponibile in busta al lavoratore per il momento; percentuale minore, nella parte contributiva non ai fini pensionistici, in relazione al netto in busta, per il datore di lavoro, possibilità di sgravi aumentando il numero di dipendenti e minore pressione.
      - Abolizione immediata dell'IRAP.
      - Controllo reale sugli organi di vigilanza che si considerano garanti della cooperazione e di particolari settori, come Coldiretti, UNCI, LegalCoop e atante altre. Che costano alle aziende e non danno benefici, ma problemi.
      - Possibilita, per le nuove aziende di rientrare in progetti ad hoc per il campo di applicazione della propria attività (il comparto agricolo deve differenziarsi, come quello informatico e altri).
      - La possibilità di chiudere dopo tre anni senza aggravi o seguiti se l'azienda non ha realmente avuto profitti.
      - Eliminazione dei costi "semplici" della camera di commercio (costi obbligatori che aumentano continuamente).
      - Aprire nuovi settori e incentivarli economicamente come informatica e fotovoltaico, parlo della produzione, cosa mai fatta in Italia.
      -Istituzione di un organo che sostituisca a costo zero le spese notarili e commercialistiche che incombono sempre di più sulle aziende tutte.
      - Organo di controllo su ogni attività dell'azienda che richiede un intervento professionale, visto che nella maggior parte dei casi i professionisti non sono aggiornati come dovrebbero.

      Questi e tanti altri dovrebbero essere secondo me gli argomenti.
      Ma, approfitto per scriverlo pubblicamente, proverò a far conoscere il mio pensiero politico nelle prossime elezioni cittadine (Catania), dove vorrei aver accanto persone come lei, che portano avanti idee e pensieri.
      Inoltre, un grande Uomo di cui ho spesso parlato nelle mie Tesi, aveva accanto a se Filosofi e uomini di pensiero, pur occupandosi di macchine da scrivere. Quest'Uomo era Adriano Olivetti e l'italia l'ha cancellato.
      GRAZIE

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    3. Ho sempre apprezzato il pensiero di Adriano Olivetti. Non è un caso - credo - considerato che, per circa un triennio, sono stato - a Roma - Presidente di Olon, una Società consortile tra la Me.Svil./Regione Siciliana ed Elea /Olivetti (Pres. Piergiorgio Perotto, autore, tra l'altro, di un testo importante come "Il Darwinismo Manageriale", Sperling e Kupfer), che esercitava attività nell'ambito di Azioni di alta formazione.
      Apprezzo le sue proposte, ma le rammento che ciò che ci proponiamo non è la "riforma del settore lavoro o del sistema tributario per le imprese"...
      poiché ciò effettivamente non sarebbe alla nostra portata. In ogni caso, non vorrei che sfuggisse che, con il DDL che proponiamo all'ARS, non possiamo certo pretendere di cambiare materie di esclusiva e/o primaria competenza a legiferare dello Stato...!
      Grazie, a presto, abbracci.

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  31. Ignazio Coppola17 febbraio 2013 19:59

    Abbandonare la logica del posto fisso ed aiutare i giovani a trasformare le idee in progetti, con il fondamentale obbiettivo di riconvertire l'economia della nostra regione da economia assistita ad economia produttiva. Una deleteria logica che da sempre favorendo lo sviluppo duale del nostro paese con un nord ricco e produttivo e un sud povero ed assistito ha finito per penalizzare il sud ed ancor più la Sicilia: Ben vengano dunque i progetti e le proposte avanzate da Salvo Geraci e da Giangiuseppe Gattuso tendenti a combattere ed a scardinare questa perversa logica economica in cui il clientelismo, nella spasmodica ricerca di un posto di lavoro, comunque sia, l'ha fatto sempre da padrone. Quel clientelismo e quelle speculazioni che ad esempio hanno allignato all'interno di quegli enti di formazione professionale che anziché formare il sapere e la conoscenza dei giovani hanno finito scandalosamente per favorire parenti ed amici dei politici preposti alla direzione ed alla gestione di tali enti. Ecco perché il generoso tentativo di Salvo Geraci e di Giangiuseppe Gattuso di avviare un dibattito all'interno di PoliticaPrima ed anche al di fuori al fine di combattere queste distorsioni è meritevole del contributo di tutti. Proposte per rilanciare l'economia e l'imprenditoria giovanile nella nostra regione contenute in un apposito disegno di legge che, a mio avviso, per questo non possono prescindere dal contributo determinante delle organizzazioni di rappresentanza e datoriali, cooperative e artigiane in primo luogo, con le quali confrontarsi per affinare questo ambizioso progetto sul piano anche dell'individuazione di quei settori economici (Turismo, beni culturali, agricoltura, pesca) sui quali operare e per i quali la nostra regione è vocata. Oggi credo che le condizioni per rivoltare come un calzino le perniciose logiche ed i sistemi clientelari del passato ci siano tutte, favorite da una situazione politica diversa offertaci dall'augurale inizio di legislatura del nuovo governo Crocetta: Per questo ognuno è chiamato a fare la propria parte offrendo in questo senso idee e progetti e dal quale impegno PoliticaPrima come è dato da vedere favorendo il dibattito, con una precisa parola d'ordine "dall'assistenzialismo alla produttività" non intende certo sottrarsi.

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  32. Totò Cianciolo18 febbraio 2013 12:59

    Il bello della differita..... quando l'idea diventa movimento e la proposta si smonta e costruisce con i contributi che pian piano arrivano, e a qualcuno può anche disturbare. Nessuno arruola alcuno specie se poi non ne conosce il nome. Le storie di Geraci e Gattuso non necessitano di “glosse interpretative” per evitare di essere confuse con volgarità da galoppini elettorali. Anonimo, la LIDL, come tutte le attività commerciali a marchio internazionale non producono economia aggiuntiva nel territorio anzi sono luoghi di attrazione per consumatori sprovveduti. Il profilo della creazione d’impresa proposto da G&G è proiettato a fare economia mettendo in moto meccanismi per la riqualificazione commerciale dei materiali e delle lavorazioni, collegandole a filiera recuperando cicli per l’ economia del territorio. La creazione d’impresa è uno metodo multivariato che supporta le idee progetto di autoimpresa,singola o associata che sia. Non ha progetti pronti e non ha finanziamenti riservati. Non è ufficio di collocamento. Solo chi ha a cuore questa terra può pensare di rimetterla in pista, e solo chi vuole veramente bene alle nuove generazioni può rendersi disponibile per questo difficile compito che in terra di Sicilia assume carattere missionario. Chiudo questo pensiero citando una frase che Salvo Geraci amava ripetere qualche anno fa: “Impariamo molto più dai nostri sbagli che dai nostri successi”, e nella creazione d’impresa credo che abbiamo imparato molto.

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    1. Mi permetto di dissentire sulla LIDL. E' vero, si tratta di un'attività commerciale, ma se crea posti di lavoro e se soprattutto vende i prodotti a prezzi migliori delle altre organizzazioni commerciali produce due effetti positivi perchè crea lavoro e risparmio. Io vado alla LIDL, se trovo la mia convenienza compro e non mi sento un consumatore sprovveduto, quindi smettiamola con questi sentimenti ostili verso la grande distribuzione così, a prescindere, come diceva Totò. E questo vale anche per i centri commerciali, sui quali possiamo anche discutere.

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  33. Caro Totò, sai che - a breve - non potrai privarci del tuo contributo, vero?!
    Mi entusiasma, poi, ricreare il gruppo de "I ragazzi di Via Panisperna"... eheh

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  34. I ragazzi, spesso sono più bravi di noi tutti, e sanno coniugare bene domanda e offerta, ma per farlo devono essere anche molto arguti e non tutti lo sono. Allora è la politica che deve intervenire e presentare nuove risorse. Un'analisi dettagliata ci permetterebbe di leggere bene il mercato del lavoro. Il termine choosy non ci può riguardare. Ogni giorno si sentono parlare persone e dire di essere disposte a tutto pur di lavorare... ma il lavoro non c'è... Certo, ci hanno rimpinzato di corsi di formazione (pagati dalla regione) destinati solo a far guadagnare gli "amici" e adesso siamo pieni di gente con qualifiche inutili. Adesso gli stage andrebbero fatti direttamente nelle industrie laddove c'è esigenza e poi rilanciare agricoltura e pesca e tutto un indotto alimentare che potrebbe essere l'eccellenza della Sicilia...

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  35. Grazie del contributo, Angela!

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  36. ho finalmente letto , con molto interesse , la proposta di Salvo Geraci e G. Gattuso , che si pongono il reale problema della formazione Professionale ( io direi PERMANENTE ) .
    Qualcuno potrebbe dire : ma questo non è il compito della formazione professionale ove si spendono un mare di soldi ? ove , gli appetiti famelici di molti politici imprenditori ha creato uno stipendificio inefficace ? Io penso che , non sottovalutando la realtà disastrosa della formazione professionale , e proprio per questa ragione , va apprezzato e stimolato lo sforzo di analisi della coppia (Gattuso Geraci ) per affrontare , studiare, sviscerare, il problema , nella prospettiva che ci si offre per un reale cambiamento della nuova amministrazione regionale .
    Il mio modesto contributo si può riassumere nella convinzione della formazione permanente, a tutti i livelli , non solo a quella artigianale . Solo partendo da questo presupposto si può cambiare la reale valenza della formazione , che parta dai bisogni per raggiungere ed adattare lo sviluppo a misura d'uomo .
    colgo l'occasione per ringraziare Gattuso e Geraci per il loro impegno e la loro volontà costruttiva .

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  37. é obbligatorio un plauso all'iniziativa di Geraci e Gattuso, i quali dimostrano che esiste ancora qualcuno con la voglia, la forza e le competenze di scandire correttamente la parola politica come pratica volta a perseguire l'interesse generale. Ed in questo caso soprattutto il merito è di concentrare l'attenzione su quello che è il punto cardinale in cui la crisi, economica e sociale, sta affondando le sue zanne: il lavoro. L'iniziativa in concreto, per quel riesco a coglierne, sembra peraltro coniugare, almeno nelle intenzioni, alcuni punti fondamentali, quali la creazione di nuove imprese, e dunque l'iniziativa giovanile, la formazione stessa delle competenze, del know how e delle nuove abilità, la salvaguardia e la valorizzazione di categorie produttive inspiegabilmente lasciate cadere in declino, nonchè ovviamente la creazione di nuovi posti di lavoro. Leggo tra i commenti qualche nota critica e penso che, ovviamente, ogni idea è perfettibile, ogni proposta può essere affiancata da altre di eguale valore, ma oggi, ripeto, è finito il momento di scherzare e fare i bastian contrari.

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    1. Grande equilibrio e sensibilità!
      ..."ogni idea è perfettibile"
      " è finito il momento di scherzare e fare i bastian contrari"...
      Grazie, abbracci.

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  38. Antonino Minniti21 febbraio 2013 18:08

    Nobile iniziativa quella dell'amico Salvo Geraci di aprire un blog sull'argomento. Oggi che la "politica" soffre tantissimo una mancanza di contenuti, di trasparenza, di carattere, di coerenza. A dire il vero io - che sono un uomo di destra - da diverso tempo ho ascoltato il programma di questo ultimo "Urlatore", che non era certo il bravo Modugno di stasera ma IL BEPPE GRILLO di sempre. E sapete, molte sue considerazioni non hanno bandiera politica. sono solo esternazioni COERENTI che nessun politico di vecchia fattura si sognerebbe di dire perché forse ANTIPOPOLARI o peggio non garantiste di una solida poltrona con un mensile importante come quello dei politicanti. Non è assolutamente mia intenzione fare propaganda, ma mi piacerebbe che coloro che si accingono al voto per un partito o l'altro prima dessero una lettura ai programmi del partito che3 loro deputano a sostenere e riformare l'Italia.
    Sicuramente salta agli occhi la DISCRASIA tra un programma politico e la sua attuazione negli anni da i propri rappresentanti. E a questo torna prepotentemente la tentazione di votare per la prima volta colui che non e' mai stato al potere. Moi si sa da buoni siciliani abbiamo un detto che collima pienamente con la situazione che vi ho teste' descritto... Ovvero cchiu' scuru i menzanotti un ppo' fari. Decidete solo dopo aver letto tanto ed ascoltato tanto anche coloro che non la pensano come voi conoscere il "nemico" è sempre un vantaggio.
    Ps. per iniziative di questo tipo Salvo puoi contare assolutamente su di me.

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  39. Sebastiano Pirrone21 febbraio 2013 19:54

    In questo mondo di oggi è possibile credere ancora negli ideali?
    Di fronte allo sfruttamento disumano dei lavoratori, al machiavellismo egoistico dei politici, alla diffusa crisi occupazionale , ci poniamo continuamente il problema su cosa possiamo fare per migliorare il nostro mondo, ma non riusciamo a trovare la soluzione.
    Mettiamo da parte gli ideali e cominciamo a pensare solo a risolvere i problemi.
    Credo che l'unica arma in grado di sconfiggere il marcio che ci circonda sia quella della consapevolezza dell'essere in grado di farlo. Sconfiggere la rassegnazione e l'accettazione passiva della realtà è fondamentale. Chiunque di noi può fare qualcosa, nel proprio piccolo, senza porsi come obiettivo, ma semplicemente cominciando ad aiutare gli altri. Sono convinto che ognuno di noi abbia una soluzione per cambiare la realtà che ci circonda.
    I giovani hanno bisogno di essere aiutati a tracciare un loro progetto di vita, a fare le loro scelte ed a viverle con responsabilità. Vanno aiutati ad appropriarsi della loro vita attraverso la dignità nel lavoro. Si tratta dunque di invitare i giovani a riflettere ed a scegliere sui loro desideri, sulle loro tendenze lavorative e professionali.
    Il progetto di Salvo Geraci tende a individuare elementi essenziali per essere più consoni a ogni soggetto, a stimolare la volontà e la determinazione, a mettere in risalto le attitudini mediante l’acquisizione di conoscenze e d’informazioni, a valorizzare le capacità manuali ed intellettuali, a procurarsi le risorse e a valutare i rischi.
    E’ un progetto per l’autonomia dei giovani, per ridare loro un futuro sulla base del merito nello studio e nell’attività lavorativa. Un pacchetto di opportunità di livello europeo, che può essere finanziato da risorse regionali, nazionali e comunitarie, integrabile anche da altri fondi di enti locali e soggetti pubblici e privati.
    E’ questo in sintesi il progetto che mi è apparso di capire, ideato da Salvo Geraci che io ho avuto l’onore di conoscere e di apprezzarne la genialità, il calore espressivo e di rimanere affascinato dalle sue capacità intellettuali e culturali.
    Complimenti a Giangiuseppe che, grazie alla sua sensibilità, ha saputo cogliere l’importanza dell’argomento e la voglia di cambiamento dei giovani.
    Le motivazioni di questo impegno non possono sfuggire.
    Si rischia l’avvento di generazioni più povere delle precedenti, con minore stabilità sociale, poiché le prospettive dei giovani sono sempre più subordinate alle condizioni delle famiglie di origine.
    Si vuole rendere i giovani davvero protagonisti del futuro, sulla base di un’effettiva inclusione e coesione sociale. L’obiettivo è di garantire opportunità a una generazione a rischio in termini di sviluppo delle capacità individuali, di qualità e stabilizzazione del lavoro e ridare un futuro ai giovani, che non sono soggetti da assistere, bensì una risorsa su cui investire.
    Disponibile a contribuire con le mie capacità a supporto di questa nobile iniziativa atta a favorire la rivoluzione per l’acquisizione dei diritti dei nostri figli.

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  40. Grazie per gli apprezzamenti... hai colto in pieno il senso del "Programma/progetto"! La tua collaborazione sarà preziosa. Abbracci.

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  41. Il problema lavoro e disoccupazione è strettamente legato alla crisi che attanaglia il nostro paese, sono apprezzabilissimi i vostri sforzi volti a creare occupazione, ma in realtà basterebbe risollevare l'economia per dare una forte spinta e creare posti di lavoro in tutti i settori, gli interventi da fare sono a mio parere: ridurre drasticamente il costo del carburante, base essenziale attorno a cui ruota tutta la produzione industriale, agricola e la stessa vita quotidiana di ognuno di noi. Rimettere soldi in tasca agli Italiani aumentando notevolmente i salari e condonando tutte le pendenze con equitalia nonchè tutte le varie segnalazioni in crif e banche rischi, tanto il perso ormai è perso non lo si potrà mai recuperare. Rimettere in moto la macchina evitando gli errori del passato

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  42. Titolo:
    Progetto lavoro giovani Palermo, raccolta differenziata porta a porta.

    Proporre ai giovani un obiettivo concreto: creare per se stessi un posto di lavoro.
    Un serio progetto pilota che altre comunità cittadine potrebbero adottare in futuro.

    Questa l'idea: un progetto dettagliato, finalizzato alla raccolta differenziata porta a porta a Palermo, finanziato con i fondi della Comunità Europea.
    In una ristretta area della città di Palermo viene già attuata la raccolta differenziata (non porta a porta), ma non ha avuto ulteriore sviluppo.
    Nella fase iniziale, si potrebbe ampliare l'area già servita dalla raccolta differenziata modificandola nel "porta a porta" ed estenderla progressivamente fino a coprire l'intera area cittadina.
    Il progetto, da proporre per l'ottenimento del finanziamento comunitario, deve prevedere per tutti i comparti l'impiego di giovani volenterosi, con fedina penale pulita, non occupati; inizialmente non verranno retribuiti per sei mesi o più, tale periodo di tempo sarà da predeterminare; dopo tale periodo verranno assunti regolarmente e messi in regola. Le buste paga terranno conto che non è tempo di vacche grasse e forse non lo sarà più, rispetteranno quindi le norme che regolano i livelli minimi retributivi previsti.
    Il periodo di lavoro non retribuito ed i proventi della vendita dei materiali ricavati dal riciclaggio della raccolta differenziata, contribuiranno a creare un fondo da utilizzare per il miglioramento e l'ampliamento del servizio, l'acquisto di ulteriori mezzi meccanici e per il pagamento degli stipendi ai dipendenti.
    Alcuni materiali della raccolta differenziata potranno essere trattati sin dall'inizio con mezzi e tecnologia già presente in loco.
    Per i soggetti addetti al comparto amministrativo, organizzativo e direttivo, sarà previsto un periodo di apprendistato (spesato ma non retribuito) da effettuarsi presso una Amministrazione Comunale virtuosa, da tempo operativa nello stesso comparto della raccolta differenziata; una Amministrazione Comunale virtuosa, non negherà la collaborazione richiesta.
    Tutti i soggetti, che rientrano nei quadri direttivi e decisionali del progetto, dovranno sottoporre modifiche e decisioni onerose alla verifica di un organo collegiale di controllo, possibilmente un soggetto terzo.
    Qualunque esborso per acquisto di materiale e mezzi o per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che superi una cifra prefissata, sarà subordinato a gara d'appalto.
    Lo statuto di tale organismo pubblico, qualunque sia la forma giuridica prescelta (compresa quella "cooperativa" ove convenga) dovrà essere improntato alla massima trasparenza, sarà finalizzato al bene comune e dovrà mettere in rete il bilancio annuale.
    La vendita dei derivati della raccolta differenziata dei rifiuti, quando andrà a pieno regime coprendo l'intera area cittadina, qualora dovesse produrre un attivo superiore ad un tetto predefinito, questo dovrà essere devoluto in più rate ad un progetto del Comune di Palermo, anch'esso finalizzato esclusivamente alla creazione di nuovi posti di lavoro, con opzione di controllo sul reale e corretto utilizzo.

    Questa è soltanto una proposta, non pretende di definire i dettagli del progetto stesso ma ne traccia le linee generali.
    Se richiesto, potrei indicare un serio professionista autore di diversi progetti, per enti pubblici e privati, già finanziati dall'Unione Europea.

    Per favore non buttare via questa idea, pensaci un attimo.
    Per avviare il progetto, l'impegno comunitario risulterebbe contenuto e la successiva gestione finanziaria del comparto sarebbe autonoma.
    Se l'Unione Europea non finanziasse un progetto mediante il quale i giovani investono in prima persona per crearsi un futuro lavorativo, prodigandosi nel fornire un servizio alla comunità e risolvendo al contempo il problema annoso dei rifiuti urbani, cosa dovrebbe mai finanziare?

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