venerdì 7 settembre 2012

LA CRISI, LA TERRA E L'ORTO... U​OMO RISORTO!

Orto di Michelle Obamadi Giuseppe VulloPuò sembrare un'ovvietà ma la sopravvivenza dell'uomo dipende dalla terra. Se la prima donna d’America, la moglie di Obama, coltiva l'orto alla casa bianca, è un fatto metaforico... ma sostanziale.
Alcune persone in questo blog, ognuno con le sue capacità, si sono assunti il compito morale, di dare delle idee, di fare delle proposte che siano recepite dai politici. Speriamo che Crocetta, Miccichè, Cancelleri, Ferrandelli, Fava ed altri, sappiano leggere le lamentele, le aspirazioni dei blogger di "PoliticaPrima" e diano uno sbocco operativo, legislativo, a tutto ciò che ha valenza di proposta politica. Ho capovolto l'aforisma "orto uomo morto" in "orto uomo risorto", perché dalla madre terra arriverà la fuoriuscita dalla crisi e la salvezza dell'uoMichelle Obamamo. Tutti ormai abbiamo presente che la crisi planetaria, è crisi economica, crisi ecologica e crisi alimentare. Il mondo anglosassone ha portato la rivoluzione industriale ed il capitalismo, poi ha portato la speculazione finanziaria, fatta di debiti di carta. Il valore della ricchezza finanziaria è quattro-cinque volte superiore, il valore del PIL mondiale.
La moneta è totalmente slegata dal mondo reale. Infatti sarà impossibile ripagare il nostro debito con gli usurai che ci chiedono un interesse del 6-7 per cento. La nostra economia in recessione potrebbe al massimo restituire il capitale. Ma se ciò non avverrà che succederà? Diventeremo schiavi dei nostri creditori come al tempo dei Romani ? I romani saranno sostituiti dagli anglosassoni, cinesi, tedeschi, russi, arabi ? Allora dal mondo anglosassone che ha sfruttato e distrutto la terra, con la cupidigia dei suoi uomini d'affari, gli americani che hanno soggiogato le nazioni, hanno rubato le risorse del terzo mondo e dei poveri della terra, hanno fatto le guerre del petrolio, hanno rubato la terra agli indiani, hanno vissuto nel mercato e consumismo sfrenato e fuori da qualsiasi etica. Il mercato si autoregola...hanno sempre detto. I risultati dicono il contrario.
Occorre infatti che la politica torni a regolamentare l'economia. Ma nonostante tutte le cose negative, dagli americani arriva un'azione simbolica, cioè la moglie di Obama, che invita gli uomini e le donne della terra a coltivare l'orto per ricominciare ed uscire dalla crisi. Pertanto fatte queste premesse...nessuno si illuda di "coltivare il proprio orticello". Dalla crisi non si esce da soli...ma assieme, anche con gli orti comuni. Se nei grattaceli di New York hanno sentito il bisogno di sviluppare gli orti verticali, se a Milano e Roma sentono il bisogno Parigi-e-la-gallinadegli orti comuni, se a Parigi una gallina val bene una messa...se tutti vogliono andare a vivere in campagna... ci saranno dei motivi. Se l'urbanesimo ha spopolato i piccoli borghi ed ha trasformato i contadini, da intellettuali della terra, a operai analfabeti delle metropoli... non vi sembra il caso di fare il percorso inverso? Se la Sicilia è la regione più grande d’Italia, 25 mila km quadrati, perché è tra le più povere? Perché il sindaco di Palermo si deve presentare con il cappello in mano a Roma da Monti per chiedere 5 milioni per pagare gli stipendi agli assistiti della "Gesip" e sentirsi rispondere che non c'è più trippa per i gatti ? Che faranno quest'ultimi metteranno a ferro e fuoco la città?
Il futuro presidente della Sicilia tenga conto che egli, in virtù del famoso statuto speciale, è anche ministro dell'agricoltura della" nazione siciliana". Perciò si faccia promotore di una nuova riforma agraria. Si invitino i giovani a non pensare più all'ultimo modello di "i Phon" ed al posto fisso, ma all'insalata nell'orto. Si costituiscano cooperative di giovani, ma anche di anziani, si invitino a tornare nei borghi spopolati, dove danno case e terreni gratis e si ricominci dalla terra !! Tutto questo è una parte di ciò che deve fare il prossimo governo regionale. Non pretendo di suggerire tutti i punti programmatici.
Secondo voi, in caso di crisi alimentare, ha più valore un diamante, un lingotto d'oro, un pomodoro o una spiga di grano? Facile, no? Beati i poveri ed i miti perché avranno la terra ed il paradiso... boh... non ho capito bene cosa voleva dire Gesù, devo chiedere a Gianni Gattuso che sta leggendo il libro di teologia di Vito Mancuso (Io e Dio). CMQ nell'attesa del paradiso preferisco un fazzoletto di terra ed un orticello. Ora scusate... devo andare al più vicino ipermercato, mia moglie sta gridando perché manca il pane e l'insalata... buttana la miseria!!
Vullo Pino  Giuseppe Vullo  07 settembre 2012

35 commenti:

  1. In effetti in Sicilia, e a Palermo delle esperienze simili sono state già avviate e sono molto interessanti: Codifas (Consorzio di Difesa Agricoltura Siciliana), Agricoltura in città, orti Urbani etc...
    Lo stesso Ferrandelli è stato a Valledolmo che è la terra dove è sbocciata inizialmente l'idea che ora è già diffusa in tutta Sicilia.
    Invito Ambrogio Vario che è uno degli artefici di questi movimenti a commentare l'articolo ...

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    1. Carmelo ti ringrazio delle informazioni. Non conoscevo A. Vario ne sapevo che ferrandelli fosse stato a valledolmo. Naturalmente io pongo problemi più grandi. Vorrei che i politici prendessero coscienza e mettessero nei programmi il ritorno alla terra, come possibile soluzione alla crisi. Che ci siano delle esperienze pilota non lo nego, ma vorrei che il legislatore regolamentasse e stimolasse tutto ciò. Si possono affidare i terreni residui e abbandonati ai giovani disoccupati. Si potrebbe e si dovrebbe favorire il fenomeno inverso all'urbanesimo, quindi il ritorno alle campagne, il ripopolamento dei borghi abbandonati dove ci sono case e terreni gratis o quasi. Tutto questo favorirebbe anche il contrasto al fenomeno degli incendi. Favorirebbe un'occupazione diffusa, l'allevamento, e la piccola industria di trasformazione, i prodotti biologici. Tutto questo sarebbe una nuova rivoluzione ed un volano economico enorme. Spero che ci siano dei politici che abbiano coscienza di questo ed abbiano anche dei progetti e delle proposte a cominciare da Ferrandelli e Crocetta.

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  2. Sergio Potenzano7 settembre 2012 13:26

    Provo ad immaginare come me la caverei con la terra, zappare, seminare, coltivare ed infine raccoglierne i frutti, di sicuro sarebbe una soddisfazione incommensurabile, per uno come me che nato, e vissuto in città, non ha mai avuto il privilegio di godere dei frutti della natura, dopo tanto lavoro, sforzi e sacrifici.
    Non ho mai posseduto un terreno, e confesso, adesso che gli attuali tempi di crisi non promettono niente di buono, che proverò in futuro a comprarne uno, anche piccolo, che possa darmi la possibilità di sperimentare il grande miracolo della natura.
    Chissà se non debba diventare necessario per poter sopravvivere, mi auguro di no, ma a prescindere, sarebbe fantastico poter sopravvivere con i frutti della terra, magari anche con qualche animale, galline, maiali, pecore, mah!!! Che strana la vita!!!!!

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    1. Caro Sergio i tuoi dubbi di uomo metropolitano sono anche i miei. Noi delle città senza cultura della terra siamo come dei "panda". Quest'ultimi fuori dal loro abitat, mangiano la canna di bambù, morirebbero. Noi viviamo di stipendio e dipendiamo totalmente dai centri commerciali. Fuori da questi siamo come dei "panda", moriremmo, perchè ci hanno fatto dimenticare quello che i nostri nonni sapevano fare. Es. cose semplici come si fa il pane, la marmellata (Gattuso la sa fare), le olive, la salsa e l'estratto di pomidoro, lo yogurt, il formaggio, il vino e tanto altro che non sto qui a ricordare. Noi ogni giorno abbiamo gli occhi al televideo per sapere dello "pread" perchè il potere d'acquisto dei nostri redditi improduttivi dipende da quello. Tu pensi che quelli che sanno coltivare un pezzo di terra ed allevare un paio di galline ovaiole hanno bisogno dello "Spread" ?

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  3. La Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri, per lei tutti i figli sono uguali. IL NOSTRO CIBO E’ MINACCIATO. Lo avvertono tutti i proprietari di aziende agricole familiari che hanno perso la propria terra e il proprio lavoro, tutti i genitori che non riescono a trovare nel proprio quartiere alimenti sani o a buon prezzo per i propri figli, tutte le persone preoccupate per l’incremento di malattie di origine alimentare provocato dall'indebolimento delle leggi sulla sicurezza alimentare favorito dalle lobby, tutti i braccianti agricoli che durante la propria giornata di lavoro nei campi sono costretti a entrare in contatto con pesticidi tossici. Quando il nostro cibo è a rischio, siamo tutti a rischio. Quanto è importante tutto ciò per noi consumatori? Il controllo effettuato dalle multinazionali sul nostro sistema alimentare ha provocato la scomparsa di milioni di piccoli agricoltori, la distruzione della fertilità del suolo, l'inquinamento delle nostre acque, la diffusione di malattie come il diabete e persino alcune forme di cancro. La presenza degli alimenti sui nostri scaffali è sempre più subordinata alla scelta dettata da Società interessate a proteggere i propri profitti, piuttosto che la nostra salute, il nostro ambiente o i nostri posti di lavoro.La sana alimentazione proviene da un'Agricoltura gestita con responsabilità , consapevolezza ed etica. Il cittadino deve avere il diritto di poter scegliere di alimentarsi con cibi di cui la tracciabilità sia certa. Per proteggere la nostra salute bisognerebbe conoscere oltre che i potenziali rischi connessi alla produzione, manipolazione e conservazione dei cibi, anche, e in particolar modo, se le aziende hanno scelto di produrre con metodi che non prevedono l’ utilizzo di sostanze nocive alla salute dell’uomo. Solo informando il cittadino-consumatore sulla distinzione tra l’agricoltura convenzionale e quella sostenibile, sui metodi di coltivazione, sui prodotti chimici per la fertilizzazione e la difesa delle piante, sul modello di produzione a basso impatto ambientale per la salvaguardia della biodiversità e delle varie forme di vita presenti nel campo coltivato, si possono determinare scelte consapevoli a tutela della propria salute. Questo è lo scopo del CodifaS (Consorzio di difesa dell’Agricoltura Siciliana) struttura operativa del comparto agricolo presente nel territorio Siciliano dal 2005. A Palermo, Codifas promuove l’iniziativa “ Orto urbano ” nata con lo scopo di favorire l’aggregazione sociale, di promuovere l’impiego costruttivo del tempo libero dei cittadini al fine di recuperare un rapporto diretto ed attivo degli stessi con la terra e la natura oltre che a diffondere la trasmissione di conoscenze e tecniche naturali di coltivazione. Più nello specifico gli ortaggi coltivati, non saranno trattati con fitofarmaci o concimi chimici nocivi, verrà utilizzato letame o compost autoprodotto e, solo in casi eccezionali e a scopo preventivo, prodotti a base di propoli o estratti di piante, innocui per l'uomo. I gruppi di acquisto solidale, le famiglie e i singoli cittadini che intendono partecipare alla produzione e alla commercializzazione sono i benvenuti e possono trovare tutte le informazioni tramite internet - Ambrogio Vario (Presidente)

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    1. Gentile sigr. A. Vario grazie di essere intervenuto nel nostro dibattito. Molti di noi non la conoscevamo. Le sue parole sono illuminanti. Molti di noi sono degli ingenui consumatori che non sanno nulla di quello che fanno le multinazionali. Quello che importa quando si va ai supermercati è la ricerca dell'offerta, il prezzo più più basso appaga il cittadino, soprattutto in tempo di crisi, quando non ci sono soldi. Se poi ci sono, come al solito aziende dedite al profitto anche a scapito della salute dell'uomo, che avvelenano la terra le falde acquifere e l'ambiente è bene denunciarlo come fa lei. Noi non sappiamo nulla di pesticidi, monoculture, prodotti ogm, quindi sarebbe importante che lei intervenisse in questo blog perchè troverà gente sensibile a queste tematiche. Lei dice che "codifaS" di cui lei è presidente, a Palermo promuove l'iniziativa degli orti urbani, ma su internet non c'è nulla al riguardo. Se lei sa dove sono e se possiamo partecipare, lo vorremmo sapere. Grazie. CMQ benvenuto nel nostro blog. G. Vullo.

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    2. Grazie Ambrogio e benvenuto su questo blog
      Il prossimo evento che organizzi sarà mia cura farlo presente agli amici di Politica Prima per fargli vedere (e magari "tastare" ) quello che di buono state facendo. Un abbraccio a presto

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    3. http://www.facebook.com/codifas

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    4. cari amici,
      vorrei commentare l'articolo dal suo inizio:
      in primo luogo ritengo che tutti i candidati presidenti della regione Sicilia guardano all'assessorato Agricoltura come ad un grande strumento d'interesse politico per l'accaparramento di numerosi voti; molti assessori all'agricoltura hanno spadroneggiato in questa terra difficile e di grande arretratezza con la propria maestranza di artefici dello sviluppo economico voluto dalle politiche agricole da essi adottate. I politici riguardo l'agricoltura presentano sempre un programma che consta di tre punti:
      1. finanziamenti per le ristrutturazioni aziendali e miglioramento della filiera di commercializzazione (ingannando così gli imprenditori agricoli con vane promesse);
      2. illudere i giovani agronomi, agrotecnici e operatori del settore con false possibilità di lavoro presso gli enti controllati dall'assessorato agricoltura ( I.R.V.V. - E.S.A - S.O.A.T. consorzi di bonifica, università ecc..)
      3. nomine di componenti dei vari consigli d'amministrazione dei vari enti collegati all'assessorato, questo per i vari capi elettori o presunti tale.

      questo è stato il passato dell'agricoltura in Sicilia e questo sembra che sarà il programma per il futuro della Sicilia. Io sono sicuro che bisogna fare un grande atto di coraggio dando voce ai bisogni e alle esigenze dei piccoli agricoltori, la cui sopravvivenza è maggiormente a rischio. Mi vergogno quando vedo che le risorse della nostra terra vengono ingiustamente sprecate (vendita dei diritti per l'impianto di vigneti alle altre regioni d'Italia; vendemmia verde (tagliare i grappoli d'uva nel mese di giugno); set a side (ritiro dei terreni dalla normale rotazione agraria) e tanto altro). questa è la nostra terra, quale futuro ci aspetta davanti a questi possibili governatori?

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  4. D'accordo con l'amico Vullo. Tanto d'accordo che voglio aggiungere qualcosa sull'aria che respiriamo.
    L’ARIA è da considerarsi anche essa un alimento di massima importanza, perch`e basta restare pochi minuti senza respirare o respirando aria fortemente tossica per morire.
    Nelle zone dove le industrie e il traffico `e concentrato, l’aria `e satura di veleni (piombo, monossido di carbonio, benzopirene, una delle sostanze pi`u tossiche che
    causa facilmente il cancro polmonare) e di polvere.
    In alcune parti dell’atmosfera si riscontrano pi`u di 300 composti chimici e sostanze tossiche varie. Colui che vive in città rischia di essere affetto dal cancro
    polmonare anche se non fuma.
    In campagna, vicino ai corsi d’acqua, nei boschi,
    al mare, e sui monti ci sono circa in ogni centimetro cubo d’aria da 10 a 100 batteri.
    In città, alle ore 7 del mattino si riscontrano 400 batteri per centimetro cubo d’aria, sempre nel medesimo posto alle ore 11 i batteri aumentano a 6000 per centimetro cubo e alle ore 18 ci son ben 11000 batteri per centimetro cubo,
    cifra quest’ultima che pu`o essere superata nelle zone a traffico intenso.
    Cibi ricchi di vitamina A aiutano a combattere i danni causati dall’aria inquinata, ma questo non basta, se desideriamo godere una buona salute, nel massimo del possibile,ricercare l’aria pura della campagna, dei monti, ecc.
    Evitare i posti chiusi e affollati (cinema, bar, ecc. ), in questi luoghi l’ossigeno dell’aria diminuisce dal21 al 15 per cento, e l’anidride carbonica aumenta fino al 5 per cento, col 7 percento d’anidride carbonica nell’aria la respirazione diventa affannosa.

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  5. Sono studente di agraria e già so che devo emigrare per lavorare. se qualcuno mi dimostra il contrario, continuerò a leggere tutte le vostre chiacchiere.

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    1. Senti che tu possa emigrare per trovare lavoro, è triste, ma molto probabile, stante la politica siciliana. Io ti auguro le migliori fortune. Ma che tu possa dire che le nostre sono chiacchiere, innanzitutto ci offendi, ma sappi che in questo blog ci sono persone serie che si spendono soprattutto per i giovani. Facciamo delle riflessioni, esprimiamo idee e proposte, coinvolgendo politici onesti a trsformare le parole in fatti. Io stesso ti potrei rispondere in maniera arrogante che ho il mio reddito, per ora, e con questo posso comprare le merci nei supermercati, che sono i santuari del consumismo. Potrei dirti che il dibattito politico, possa servire più a te che a me. Potrei dirti che non ho tempo da perdere e che in questo blog non ci guadagno nulla, se non fosse che sento il dovere di partecipare per una politica come servizio, più onesta, piu pulita, soprattutto per le giovani generazioni. Impegnati e partecipa anche tu, meglio se con nome e cognome.

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    2. GV non vale la pena stare a disquisire con un poveraccio di studente che non ha attributi e si firma anonimo...
      Suggerisco di leggere meno "chiacchiere", andare a studiare e appena laureato lasci questa terra!
      Non ci serve!
      anonymous

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    3. Ripeto ciò che scrivo sempre quando si affacciano su PoliticaPrima i cosiddetti "anonimi". Questo blog è aperto a tutti e ognuno può scrivere ciò che pensa senza alcuna limitazione. Non ci sono barriere e non c'è bisogno di registrazione preventiva. Ma è assolutamente fuori luogo, oltre che sterile, utilizzare la forma anonima. E deplorevole se ciò viene fatto da un giovane. Speriamo sia stato un errore tecnico. A presto

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    4. Caro amico, sono GV, poichè questo blog ed i social-network presentano un aspetto ludico...infatti Giangiuseppe Gattuso dice sempre che questo blog è un bel giocattolino, ed essendo anchio uno spirito giocoso, specie oggi che è sabato ed abbiamo tempo, ti dico che sei veramente simpatico e comico. Nel mentre mi inviti a non curarmi dello studente anonimo, tu fai questo commento firmandoti anonimo ha ha ha...!! Sei un vero mattacchione ? O comicità involontaria? ciao GV.

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  6. http://www.youtube.com/watch?v=Oxh98R2JSmQ

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  7. Molto interessante questo dibattito nel blog. Grazie a Pino Vullo per il suo impegno a favore della "decrescita felice" e grazie ad Ambrogio Vario per l'attvità che svolge con il CODIFAS. L'agricoltura in città è un'idea veramente orgininale e utilissima per avvicinare la gente a riscoprire la campagna e per ritornare a quei prodotti 'naturali' che è difficilissimo trovare nei supermercati ma anche nei 'mercatini' rionali. C'è tanta strada da fare, c'è una ignoranza diffusa, e c'è tanta superficilità. L'agricoltura è fondamentale per tutto e per tutti, ma pochissimo si sa della fatica enorme che ci vuole per produrre i beni che poi, senza tanto stare a pensarci, spesso buttiamo senza riflettere. Buon lavoro.

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  8. Interessante argomento, il nostro amico Vullo giustamente continua a battere sulle potenzialità della terra sia in termini di produzione che, sulla soddisfazione dell’uomo che pianta un seme per poi, dopo la cura dovuta, raccogliere il frutto. La felicità non è solo determinata dall’avere il danaro, può e soprattutto essere dalla soddisfazione di vedere un proprio progetto realizzarsi.
    Anch’io mi cimento con discreti risultati a fare il contadino, un piccolo appezzamento di terreno fuori città, aldilà del raccolto, modesto rispetto alla aspettative, ma mi permette due cose: 1 di “togliere” la spina dalla caotica e nevrotica vita cittadina; 2 di mangiare ciò che coltivo con il solo ausilio dell’acqua e del sole, credetemi amici è una goduria inimmaginabile.
    All’amico Sergio lo invito ad acquistare presto un piccolo appezzamento di terreno, presto ne vedrai i benefici interiori, poco importa se il pomodoro non sarà perfetto o la melenzana non sarà grossa come un cocomero, quando mangerai i prodotti del tuo orto, la soddisfazione sarà immensa e dirai con grande gioia “li ho coltivati io” e saranno sicuramente buoni, anzi ottimi.
    Adesso abbiamo qualche motivo in più con l’amico A.Vario potremo avere maggiori notizie su come meglio poter dedicarci alla terra, ricordiamoci che ci sono quasi 5 ettari a Villa Castelnuovo che aspettano tanti appassionati.
    Saluti dal “contadino” Luigi

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  9. L'ho detto altre volte.
    Le cose che scrive Pino Vullo sono sempre più interessanti.
    A parte alcune cose che mi sfuggono (essendo ancora io – per quanto del tutto immeritatamente – il Presidente di questo 'Blog', mi stranisce il fatto che non sia al corrente della costituzione di in “Comitato Etico”...).
    Egli, infatti, già da tempo, con coraggio ed ostinazione, ha individuato parte della soluzione del problema che sta attanagliando tutto il pianeta, nell'adozione di un “Piano Programma” di “decrescita felice”, dove il termine “felice” sta per “tollerata, compresa, accettata”.
    Non c'è dubbio.
    La soluzione che Vullo propone è la più radicale e definitiva.
    Io – modestamente – mi sono convinto che, alla fine (magari tra dieci o vent'anni) questa sarà la prassi – o una tra le prassi – insieme almeno ad un sistema di “generale concertazione” - che sarà universalmente adottata per diminuire l'impatto della “globalizzazione”, con la sua inevitabile scia di “effetti collaterali” che hanno determinato il fatto che “l'impronta ecologica”, nel senso più ampio del termine, sia stata ad oggi largamente sottovalutata.
    E, infatti, i danni si vanno presentando con una velocità che appare esponenziale.
    Parimenti non c'è dubbio che un politica d'inversione di tendenza non può escludere una rinnovata, seria attenzione al settore agricolo.
    Certo; un'attenzione – come dicevo – che abbia come pre-condizione lo studio, la ricerca, la sperimentazione, l'innovazione, la tecnologia, e ancora, orientata al rispetto dell'ambiente, alle energie rinnovabili, in un clima di generale condivisione.
    Quello che mi appare utile e urgente, adesso, è la realizzazione di “modelli”, di “iniziative prototipali” che indichino alla collettività quale sia la strada da seguire.
    So che non è una cosa facile, caro Pino, ma il nostro (e non solo il nostro) limite, spesso, è di fermarci alle enunciazioni di principio, il che è un gran cosa, ma 'rebus sic stantibus', non è più sufficiente.
    Si riuscirà allora, da questo 'blog', a realizzare almeno una cosa concreta che sia nel segno del pragmatismo?!

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    1. Illustre presidente, lo so, spesso ci fermiano alle enunciazioni di principio...ma la soluzione è la, basta saperla cogliere, ce la suggerisce Luigi Riggio. A villacastelnuovo ci sono 5 ettari di terreno che potrebbero essere dati in affitto o comodato, tu prepara un bell'atto costitutivo di una cooperativa di giovani e anziani e poi dopo basta zappare... Per quanto riguarda il comitato etico è il mio "super io morale" che me l'ha suggerito e tu sei il presidente honoris causa. Per il resto hai ragione che io scrivo e ripeto sempre la stessa cosa, decrescita felice...felice...felice...è come una seduta di training autogeno, alla fine ti addormenti e sogni di essere in un paesaggio alpino, sereno...calmo...felice...è una psicoterapia. Ma la mia può essere anche una coazione a ri petere, caratteristica degli anziani. Ma può essere anche il metodo per lo studio dell'anatomia cioè repetita iuvant, cosi sono riuscito a convincere anche te che sei un pragmatico. un abbraccio.

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  10. Luigi se vuoi organizzo un incontro in settimana con ambrogio mi sembra eccezionale l'idea!!

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    1. si Carmelo, organizza e vediamo di dare senso concreto alle nostre idee, come dice il nostro Presidente, passiamo dalla parole ai fatti, altrimenti rimangono belle idee e nulla più. ciao

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    2. Luigi e Carmelo, (e chi altro vuole partecipare) premesso che Villa Castelnuovo è la nostra "sede terrena", e che quindi l'incontro va organizzato insieme agli altri così da dare a PoliticaPrima un senso concreto, domattina, domenica 9 settembre, alle ore 8.00 incontriamoci in Via Ruggero Settimo 55, casa del nostro Presidente Salvo Geraci in trasloco. Ci prendiamo il caffè e diamo una mano. D'accordo?

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    3. purtoppo l'ho letto solo adesso... im sorry!!! a domani

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  11. Sapete come se ripresa l'argentina dal default ? Ricominciando dalla terra. Gli impiegati della lehman-brohters andarono a coltivare le aiuole di new-york.

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    1. Ho controllato è vero che l'argentina è uscita dal fallimento del 2000 con la coltivazione massiva di soia comprata in grandi quantità dai cinesi.

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  12. L'amico Pino Vullo ha fatto benissimo a mettere grande ed appassionata attenzione sull'agricultura.
    E' terribile e da incubo (soprattutto per il nostro futuro) che la politica siciliana e nazionale trascuri questo settore economico che , dobbiamo ricordarlo, in qualunque manuale di economia politica è descritto come il settore primario dell'economia, quindi prima dell'industria, e prima del commercio e dei servizi.
    Se dunque l'attività primaria registra l'attenzione ultima dei nostri governanti, per cui è ridotta la cenerentola economica, allora dobbiamo preoccuparci molto seriamente.
    Il cibo e l'acqua sono necessari e indispensabili per la nostra sopravvivenza, qualunque sia il colore politico dei governi, la nostra cultura, il nostro modello di sviluppo.
    Attorno e su questo tema non ci possono essere divisioni e contrapposizioni, figuriamoci indifferenza.
    Eppure, le multinazionali riescono a fa mettere dai governi complici limiti e tetti alla produzione in questo o quel paese (l'Italia le subisce tutte)alla produzione di latte, burro, vino, agrumi, olive, grano, formaggi, carni, etc...
    Tragicamente tutte queste restrizioni sono intangibili. Ci siamo assuefatti ad esse.
    Condivido, caro Pino.Torniamo anche e soprattutto alla terra, da lì potremo ripartire per "coltivare" anche un nuovo modello sociale, il nostro, quello del nostro territorio, della nostra cultura.
    Comincio a credere che forse il futuro della nostra rinascita sia nel ritorno, potenziamento e difesa della nostra terra, materiale e spirituale.

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  13. Come detto due giorni fa, a Villa Castelnuovo abbiamo terreno a volontà, e allora, oltre alla teoria occorre che passiamo al più presto alla pratica.
    Certamente dobbiamo continuare a discutere, a chiacchierare, a disquisire anche sui massimi sistemi, ma adesso dobbiamo fare il famoso salto di qualità.
    Occorre che il nostro blog partorisca qualcosa di pratico, per cui direi, tra un sondaggio e un confronto politico sulle elezioni siciliane, di cominciare a muoverci perchè il terreno che abbiamo a disposizione cominci ad essere da noi frequentato e magari dissodato e coltivato. Io penso alla borragine, ma anche alla fagiolina cotta e verde (fagioli "dell'occhio") che costa un casino, a una bella distesa di fave verdi (che appena raccolte sono una vera goduria in genere sconosciuta ai palermitani in quanto, per bene che vada, al mercato troveranno fave vecchie di almeno una settimana), e poi a mille altre cose che, anche in presenza di una politica insoddisfacente, renderanno migliore la qualità della nostra vita. E poi, da cosa nasce cosa (vedi l'intervento di Ambrogio Vario), per cui diamoci da fare.

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    1. Caro Nino sono d'accordo con te che la linea tra il dire e il fare è sottilissima, se si spezza sarà poi diffcile raccogliere i cocci. L'orto comune è una metafora se riusciamo a fare (soprattutto a superare la pigrizia) una cooperativa giovani-anziani, soprattutto a condividere gli sforzi ed i risultati, allora il dividendo, soprattutto morale può essere l'inizio di tutto. Basta poco, altrimenti continueremo ognuno con il proprio individualismo.

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  14. Ovviamente ci vuole una certa organizzazione per trasformare l'orto comune da metafora in realtà. La cooperativa giovani-anziani potrebbe essere l'apriscatole che occorre. Il mio è un sollecito a che si faccia qualcosa di reale, perchè della realtà virtuale ce ne stiamo saziando abbastanza.

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  15. Finalmente il governo Monti ha emesso un decreto che ha la mia totale approvazione. Non voglio apparire monotematico, ma finalmente nella legge salva-Italia il divieto di cementificazione selvaggia e il consumo del suolo. La salvaguardia dei terreni agricoli ed il divieto del cambio di destinazione d'uso, cosa che ha consentito lo scempio e l'arricchimento degli speculatori. Chi non ricorda l'accoppiata dei compari Craxi e Berlusconi che con il cambio di destinazione d'uso hanno costruito milano 1-2-3, e l'accoppiata Ciancimino-Lima e lo scempio dell'ex conca dìoro? Dal 1960 è stato consumato il 28 per cento del suolo italiano. Infatti non siamo più autonomi dal punto di vista agrcolo-alimentare. La sicilia una volta era il granaio d'italia. E ora ? In caso di crisi alimentare cosa mangiamo, cemento e asfalto?

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    1. La Sicilia non è più il granaio d'Italia perché le terre sono abbandonate, non perché sono cementificate! La Sicilia ha spazi enormi da poter coltivare e produrre per i siciliani e per altri! Invece è diventata mercato di consumo, ecco cosa importa: l’80% della carne (ottanta per cento), e lo stesso per il latte e i formaggi. E poi il 60% dell’olio d’oliva, per non parlare dell’acqua in bottiglia che arriva pure da mille chilometri di distanza. E percentuali elevate (incredibile) anche per gli agrumi! Insomma complessivamente importiamo il 68% di tutto ciò che consumiamo, da altre regioni e dall’estero (dati 2011). Quindi, caro Vullo, non c’entra niente la cementificazione e le politiche del passato, e nemmeno la soluzione del Governo Monti. Il problema dell’agricoltura siciliana è molto più grave. Fatto di abbandoni, speculazioni, di infrastrutture che mancano, di sistemi irrigui che non funzionano, di enti e istituzioni nati per sviluppare l’agricoltura e invece diventati carrozzoni vergognosi e basta! E anche i siciliani hanno le loro responsabilità. Per cominciare, dovrebbero fare attenzione alla provenienza delle merci e comprare prodotti della terra sicula senza farsi infinocchiare dalla pubblicità. Il resto sono solo chiacchiere.

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  16. Devo dire che la querelle tra crescita e decrescita, non mi appassiona, perchè la ritengo accademica, in quanto non esiste un ricettario, nè per l'una, nè per l'altra e tutto può diventare ideologico, senza dare un contributo ai problemi dell'hic et nunc, che sono ascrivibili alla crisi, ulteriore, dell'economia capitalistica, fondata sul sempre di più, sempre di più,... in una folle corsa verso la distruzione delle risorse e l'incombere di rifiuti su rifiuti, ma non si può nemmeno ipotizzare un ritorno indietro, quando tutti eravamo preda di povertà, malattie, ignoranza. Se capisco bene, la decrescita felice, è una ricerca di equilibrio, di sobrietà, anche di austerità, ma allora è cosa di lungo periodo che richiede, cultura, politica, economia, insomma un concerto di tipo mondiale che oggi si può solo ipotizzare e cominciarci a lavorare, intanto, però bisogna ingegnarsi a non morire, a rimanere vivi, ad allungare, via via, la linea dell'orizzonte. Per questo mi seduce, una linea politica, umanistica, moralizzatrice delle istituzioni, del noi che si affermi accanto all'io, da chiunque, ma con una bella nomea alle spalle, la proponga, con argomenti pertinenti e una crono politica che non ammetta remore, tipo... abbiamo trovato una voragine nei conti... non sapete le difficoltà... perchè chi si candita, deve avere uno staff che queste cose gliele sappia dire prima e non "rischiare" le scoperte!?!
    Ps.
    Sono disponibile, da subito, a partecipare all'orto urbano, a patto che ci sia un maestro e una serietà da lavoro e non da passa tempo. Sono felice per il traguardo dei cento mila.FGM

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    1. Era da tempo che non vedevo un Suo intervento, illuminante come sempre, e mi mancava.

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  17. Illustre professore Gallo, lei che è la punta di diamante intelletuale di questo blog, che si rende disponibile con umiltà a partecipare all'orto urbano, le fa sicuramente onore. Naturalmente sia io che lei, avendo esercitato tutta la vita attività intellettuale, raramente manuale, ed avendo dimenticato i saperi dei nostri nonni, forse non sapremmo da dove incominciare nella cura dell'orto urbano comunitario. Quindi è chiaro che occorre un maestro, tra noi già abbiamo l'amico LUIGI RIGGIO che mi ha regalato delle melenzane, peperoni, zucchine, pomodori biologici coltivati da lui stesso. Sicuramente lei saprà che ormai gli orti urbani si stanno affermando in tutto il mondo. In italia ci sono esperienze molto avanzate anche nelle grandi città come torino, milano, roma. Perfino a palermo è stato inaugurato un orto urbano comunitario, in via ponticello oneto nei pressi di corso calatafimi. Il promotore di queste iniziative è Ambrogio Vario, presidente del codifas, che ha scritto un commento su questo articolo e che stiamo cercando di contattare per avere un supporto teorico pratico. Chiaramente l'orto urbano non nasce per soddisfare le esigenze di consumo per ognuno di noi, per questo temo, che ci dovremo ancora rivolgere al fruttivendolo-verduraio vicino casa, ma nasce come "metafora" di un nuovo stile di vita più sobrio, come dice lei e nel senso della valorizzazione "del noi" accanto all'io. Infatti si va affermando "la permacoltura" che è un nuovo modo di intendere l'agricoltura, come rispetto della terra, delle persone, condivisione. La querelle sulla crescita-decrescita sono convinto che durerà ancora a lungo. In questi giorni si svolge a venezia il congresso mondiale sulla decrescita con la presenza di esperti in questo campo come Hopkins, La touche, Maurizio Pallante. Comunque la si pensi ormai è chiaro a tutti che la crescita infinita indissolubilmente legata al bisogno di profitto e di espansione del capitalismo , del mercato e quindi consumismo e pruduzioni di merci che si trasformeranno in rifiuti sempre più velocemente, rifiuti che la torra ormai non riesce più a metabolizzare. Ormai sono sicuro che l'aumento del "PIL" non ci darà la felicità, forse quest'ultima è più facile trovarla nell'orto urbano comunitario. Cordiali saluti.

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