lunedì 12 marzo 2012

GIULIA BONGIORNO. CANDIDATA SINDACO DI PALERMO

Giulia BongiornoUn nome importante. Una scelta di grande effetto e prestigio. È nell’elenco delle ipotetiche candidature da tempo. Ma è rimasta nell’ombra. Nessuno ha avuto il coraggio di proporla sul serio assumendosene la paternità.


Ha svolto il suo ruolo di parlamentare con zelo e competenza assumendo sempre posizioni chiare, specialmente su argomenti come la giustizia quando al Governo c’era Silvio Berlusconi.
È diventata famosa per la sua difesa, vincente, di Giulio Andreotti, pur essendo molto lontana da quella concezione di fare politica. Ha promosso, insieme a Michelle Hunziker, la nascita della Fondazione Doppia Difesa, la cui prima finalità è quella di aiutare le donne che subiscono violenza a uscire dal silenzio per vincere la battaglia contro discriminazioni, violenze e abusi. Dopo lo strappo di Fini da Berlusconi, si è schierata con il Presidente della Camera e fa parte di FLI. A Palermo, notoriamente, i seguaci di Fini rappresentano poco elettoralmente, e forse questo finora è stato un limite per una sua candidatura. Arrivano però notizie di manovre in questo senso da ambienti ben accreditati che starebbero valutando seriamente di proporre Giulia Bongiorno a Sindaco.
Una sorta di Monti palermitano ora che FLI e l’MPA hanno scaricato Massimo Costa per la sua apertura al Pdl. Praticamente sarebbe la candidata di un’area di centro con l’appoggio di un'area vasta e traversale che supererebbe le attuali difficoltà e incomprensioni. Potrebbe attrarre verso la sua persona voti in libera uscita dai partiti del centro destra. Il Pdl dopo tanti tentennamenti  e l’impasse nel quale si trova da mesi difficilmente potrebbe sostenere in maniera compatta l’enfant prodige.
Sarebbe comunque un segnale di discontinuità e di novità in un momento davvero difficile per la credibilità dei partiti. La situazione continua a essere in grande evoluzione. Il candidato della sinistra, Fabrizio Ferrandelli, dopo le controversie primarie del 4 marzo rischia di ritrovarsi con un altro candidato di Idv.
Insomma, così come stanno le cose, Giulia Bongiorno rappresenta la novità di questa complicata campagna elettorale. È una donna volitiva e soprattutto con un alto senso morale, propositiva e determinata. Non ci resta che aspettare di conoscere quali saranno le prossime mosse.
Il teatro della politica palermitana ha ancora tanto nel suo repertorio. Speriamo che oltre allo spettacolo e alle risate ci sia pure qualcosa di serio e proficuo per la città. Una città che ha bisogno della collaborazione di tutti. Con un Sindaco vero, capace, impegnato e libero da ogni condizionamento.
Ma presto però, che è già tardi.
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12 marzo 2012

13 commenti:

  1. Ma per chi di politica non capisce un bel nulla ...come si fa a stabilire ...chi sarà la persona piu idonea per fare il sindaco nella nostra abbandonata Palermo...???

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  2. Giulia Bongiorno, venuta fuori per caso con il processo Andreotti è un esempio di come per emergere non basta il talento e la personalità, ma ci vuole anche fortuna. E' una personalità forte, in politica ha potuto esprimere e dare il meglio di sè, si è dimostrata abbastanza intelligente, penso che alla fine tra un palermitano incapace e una persona capace ma non della zona sia da preferire quest'ultima. Ovviamente preferirei come sindaco un palermitano capacissimo, volenteroso e di grande spessore. Forse però in questo momento a Palermo non è emersa una personalità tale da soddisfare le attese e i bisogni della città, o forse il talento c'è ma è nascosto come era la Bongiorno prima di affacciarsi alla ribalta politica. Speriamo bene.

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  3. Non so se Giulia Bongiorno accetterebbe una incombenza simile ,purtuttavia credo che lei, che ritengo oggi la persona piu' illustre che palermo esprima ,abbia il ''Dovere'' di non tirarsi indietro ,anzi di proporsi.
    Sarebbe per tantissimi palermitani non so se in maggioranza o in minoranza ,la possibilita' di potere sostenere una donna di cui essere fieri ,aldila' del risultato che a mio avviso conterebbe poco ,darebbe ai palermitanila possibilita' di non subire la logica del meno-peggio .Ma avete presente le ''foto'' dei candidati a sindaco ?
    Ci rendiamo conto tra chi o cosa dobbiamo sceglire ?

    Diciamo la verita' l'offerta politica attuale e' vergognosa e mortificante per tutti .

    Mi complimento infine con chi ha scritto l'articolo e lo invito a far si' che la Signora bongiorno sappia che tanti e tanti la guardano con rispetto e speranza .



    ,

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  4. PERCHé GIULIA BONGIORNO NON PUò DIVENTARE SINDACO DI PALERMO


    Giulia Bongiorno sindaco di Palermo? Ma siamo matti? Non ha alcun requisito per diventarlo! Chi può negare infatti che abbia stile, che sia intelligente, professionale, colta, e, perfino, che sappia mantenere un basso profilo?

    Di un sindaco così fatto abbiamo perso la memoria e ci riesce difficile immaginarlo...

    Eppure forse non sarebbe una cattiva idea. Abbastanza equidistante da partiti e da persone, ha dimostrato una caparbietà che costituirebbe un 'atout' particolare per chi si dovesse trovare ad affrontare problemi annosi e coriacei come quelli della nostra città.

    Vogliamo elencarne qualcuno: mafia, traffico, rifiuti, delinquenza comune, assenza cronica di lavoro, inefficienza dei servizi sociali erogati discontinuamente e col contagocce, quasi si trattasse di un'elemosina concessa grazie alla bontà di qualche caritatevole dirigente del comune!

    Un altro avvocato? Beh, ormai ci siamo abituati a vedere gli avvocati come categoria privilegiata nel senso della suscettibilità ad occupare alte cariche politiche.

    E poi: volete mettere la soddisfazione di dare scacco a tutti coloro i quali si vedono già seduti sul più alto scranno della municipalità.

    Stiamo giocando come in un grande gioco di bocce... ed allora "sbocciamo"! Rompiamo i giochi, cioè, con una candidatura più che dignitosa ma improbabile.

    Ma, chissà?, nel perverso gioco della politica qualcuno potrebbe ritenerla addirittura una soluzione! Magari in molti pretenderebbero di mettere il cappello su questa candidatura; e bisognerebbe lasciarglielo credere (che gli appartiene).

    Al proposito raccontano un breve aneddoto.

    Tanti anni fa mi trovavo a esercitare la funzione di consulente in materia di lavoro e sviluppo, di un assessore regionale.

    Un giorno, tornando da un convegno politico, o meglio partitico, ci trovammo nell'auto blu di un ministro in carica.

    Poiché autisti e consulenti non hanno orecchie, i due si lasciarono andare a delicate esternazioni.

    In particolare, c'era sul tavolo una questione; c'era spazio per una ulteriore candidatura alla camera, e, prima che la macchina si allontanasse, i due candidati più probabili (uno vicino all'assessore ed uno vicino al ministro) si raccomandarono, ciascuno col proprio 'dante causa' per caldeggiare la propria candidatura, ricevendo da ambedue le massime assicurazioni.

    Quello che successe in vettura è di dominio del ridicolo ed infatti, io e l'autista, ci scambiammo attraverso lo specchietto, uno sguardo significativamente allibito.

    Infatti l'assessore stava proponendo, come soggetto più indicato per la candidatura, quello vicino al ministro, e, viceversa, il ministro, proponeva quello vicino all'assessore! Ciascuno dei due, evidentemente, non voleva il proprio adepto crescesse oltre un certo livello.

    Ogni commento mi sembra superfluo.

    Tutto ciò avveniva mentre i due candidati, commossi, seguivano su un'altra vettura blu, certi che i loro paladini li avrebbero garantiti fino all'ultima goccia di sangue.

    Questa è la politica che si fa.

    In virtù di ciò immaginiamo che, in molti, per non fare salomonicamente torto a qualcuno dei propri aspiranti, potrebbe sottoscrivere la candidatura Bongiorno.

    Se i signori cui competono le decisioni non si affretteranno, tuttavia, qualcun altro, più importante di loro, e più inesorabile, deciderà: Sua eccellenza, il Tempo.

    E, a quel punto, qualsiasi candidatura (anche la peggiore) potrebbe trovare accoglimento. Vogliamo davvero arrivare a questo punto?

    Ma davvero è così difficile mettersi d'accordo su un soggetto che abbia i requisiti essenziali per fare il sindaco? Se lo chiedessero a me, io un nome sarei in grado di farlo... e, come me, penso ciascuno degli affezionati a questo blog. Ma quello che penso io, conta davvero poco.

    Sic videtur. Salvete,

    SALVO GERACI

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  5. ...meglio giangiuseppe !
    ...mille volte !
    ...cos'ha meno degli altri !?

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  6. E' una donna volitiva e soprattutto con un alto senso morale, degna figlia di cotanto padre, con il quale ho avuto il piacere di collaborare. mi chiedo soltanto quale preparazione politica abbia,ma di fatto abbiamo bisogno di persone prepositive e determinate per cui vedo la sua candidatura positivamente.

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  7. Se il bongiorno si vede dal mattino!! Era solo una battuta! g.vullo.

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  8. "Non servono uomini del destino, ma uomini capaci di affrontare il destino" Lo scenario tragicomico a 360 gradi che passa dalla primarie al"non ci volevo venire", abbraccio il bestiario di varia umanità nel quale ci troviamo in discreta apnea. Non sono i nomi ma i progetti che scarseggiano.E Fli in questo si trova in ottima compagnia.

    P.S. caro Gianni al di là di ogni immaginazione. buon lavoro a tutti

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  9. Non so bene perché, ma personalmente credo che il sindaco di Palermo debba essere un Uomo, per il semplice motivo che a Palermo non basta essere intelligenti, colti, apartitici e chi più ne ha più ne metta, a Palermo occorre che il Sindaco sia coraggioso e con attributi non indifferenti.
    Attenzione non ce l’ho con le donne, stiamo parlando di una città con mille problemi, che necessità di una persona che innanzitutto conosca bene questi problemi e che sia in grado di poterli risolvere.
    Con tutto il rispetto per l’avvocato Bongiorno, credo che non abbia i polsi per sostenere tali incombenze.

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  10. Mi ricordo che il nome della Bongiorno cominciò a girare a Roma e a Palermo circa 7 mesi fà , in piena estata 2011. Quando ancora la notizia non era pubblica , me ne parlò un amico ex senatore abbastanza informato.
    Rimasi molto sorpreso , anche perchè pensai che se con così tanto anticipo si cominciavano a fare nomi così sorprendenti forse veramente la classe politica dirigente , soprattutto quella del governo uscente di centro destra , sembrava voler cambiare registro , fare sul serio per farsi perdonare 10 anni di Cammarata .
    Purtroppo , soltanto dopo pochi giorni , la Bongiorno rese noto perentoriamente che non era affatto diosponibile . Non spiegò nel dettaglio il suo rifiuto . Ma per me era più che sufficiente così .
    La Bongiorno è un avvocato penale di fama nazionale , quindi di delinquenti con la D maiuscola se ne intende ; in più è palermitana , conosce la città .
    Bene ha fatto Fini a farla eleggere deputata nazionale , ruolo che svolge con grande stima e credibilità .
    In definitiva credo che sà benissimo che Palermo è una città che và cambiata e rigirata come un calzino , ma per questo ci vuole la congiunta volontà dei palermitani e di Roma . Non ci sono entrambi i presupposti .
    Pertanto , non mi sono meravigliato del suo tempestivo e perentorio rifuto .
    E' stato un sogno di mezza estate !

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  11. Che ci si sbrighi con l'elezione di questo sindaco,e che al timone ci sia pure una donna,basta con questi inutili e offensivi maschilismi,d'altronde le donne quando hanno capacità e carattere tengono bene il timone,e diciamo che se si saprà reggere bene il timone di una città in alta marea come Palermo fatta x la maggiore da non limpida pulizia allora che ben venga la Bongiorno,e che sia un vero buon inizio.Non vogliamo burattini ma neanche parolai buoni solo per articolare aria inconsistente.Eleggiamo un Sindaco giusto perchè Palermo deve ripartire.

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  12. rosalba mirenda12 marzo 2012 16:55

    giulia Bongiorno poteva andare bene ma ha detto no senza riserve; ritorna il nome del Rettore dell'Ateneo palermitano:un bell'altalenare.

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  13. Mi dispiace che la Bongiorno ha detto no. Ma vorrei aggiungere una cosa.
    Dopo dieci anni di amministrazione del Comune di Palermo, dove l’interesse collettivo e il bene della città sono stati calpestati da una gestione a livelli bassi di chi ci ha governato, a parer mio, oggi non importa che il nuovo sindaco sia donna o uomo. La cosa che conta in questo momento, è che, colui il quale andrà a governare, abbia non solo le capacità (perché quelle le hanno tutte) ma la volontà di affrontare tutti i grandi problemi nel miglior modo possibile, dando risposte certe a tutti coloro che le aspettano. Perché è facile dire in questo momento ‘Amo Palermo’ vediamo dopo le elezioni se questo amore durerà.

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