mercoledì 29 giugno 2022

E NON CONTENTI DEL TRADIMENTO DI DI MAIO, CANDIDIAMO CANCELLERI IN SICILIA

di Maurizio Alesi - Non parlerò della scissione, ormai archiviata, provocata dal peggiore esponente di sempre che il movimento abbia mai avuto. Un autentico lestofante della peggiore specie democristiana che è riuscito ad insinuarsi e a scalare un movimento di cui è stato capo e padrone politico per tanti anni, vicepremier, ministro ad oltranza e infine devastatore per convenienza.

Quello che credo vada indagato, sono due aspetti: 1) il senso politico di un pesante esodo dalla casa madre (ancora in corso); 2) la ricerca delle differenze di posizioni politiche tra Conte e la fronda secessionista. Ancora ieri Grillo (che scende a Roma ormai una volta l’anno e solo per intervenire su fatti gravi) insieme a Conte, ha ribadito la piena fedeltà al governo Draghi, in linea e in condivisione con i draghini di “Insieme per il futuro” di Gigino. Sia Conte che Di Maio si sono schierati in Parlamento per continuare ad inviare armi all’Ucraina e, sui temi internazionali, sia il M5S che gli ex, non hanno mai messo in discussione la piena fedeltà alla Nato, all’UE, alla candidatura dell’Ucraina in Europa e persino all’allargamento dell’Unione verso alcuni Paesi dell’est.

Sul piano della politica interna non si ravvedono divergenze tra Conte e Di Maio per quanto riguarda l’assetto delle grandi intese (o ammucchiata secondo i punti di vista), né sull’alleanza organica con il PD da proseguire e consolidare anche nelle future competizioni elettorali. E allora perché Di Maio ha mollato Conte nel momento di massima difficoltà del M5S, già in grave e progressiva crisi di consensi resa ancora più drammatica dai recenti risultati amministrativi in cui i grillini, in taluni casi, sono scomparsi dalle città e dai territori.

Nessuno si era accorto di insanabili divisioni sul piano politico, sulla linea e/o sulla visione e la strategia da adottare. Diciamo che Gigino ha cercato il pretesto, atteso il risultato elettorale negativo per scaricare addosso a Conte tutta la responsabilità dell’esito infausto, come se nel voto non avesse influito il comportamento servile, remissivo e sempre compiacente del ministro servo sciocco di un potere fine a sé stesso, ridotto a fare il portaborse di Draghi e il suo ventriloquo.

Se tutto questo è vero le cause del divorzio risiedono altrove, in ragionamenti meno nobili e confessabili che riguardano la sfera personale dell’ex bibitaro e le sue ambizioni, a cominciare dal tanto vituperato limite dei due mandati, un tempo sacralizzato da Di Maio e oggi ridicolizzato pubblicamente. In questo contesto in cui, come abbiamo detto, è in corso una guerra tra bande che nulla ha a che fare con la politica va sottolineata un'altra vicenda di cui si continua a parlare da diversi giorni con riferimento alla possibilità di decidere una deroga al limite dei mandati per alcuni esponenti, forse perché qualcuno ha minacciato di andarsene e si sta mediando per trattenerlo.

Grillo e Conte non sono mai stati due cuori e una capanna ma evidentemente due galli in un pollaio l’uno contro l’altro armati che se le sono date di santa ragione. Oggi sembrerebbero uniti sul concedere una deroga alla norma sui due mandati ad un grillino di primissimo piano per far sì che si possa candidare alla presidenza della regione Sicilia nell’autunno prossimo. Il candidato scalpita e chiede rapidità di decisione (altrimenti seguirà altre strade: indovinate quali). Il tizio in questione si chiama Giancarlo Cancelleri, nisseno e grillino della prima ora. Da sempre fedelissimo di Di Maio e della sua corrente insieme a Manlio Di Stefano che ha già passato il guado e tanti altri Di Maio boys come Laura Castelli, Francesco D’Uva, Davide Crippa, Ettore Licheri e tanti altri.

Forse Conte ritiene di fare un buon affare candidando uno più dimaiano di Di Maio che ha una storia politica apparsa subito in contrasto con i principi e i valori del M5S originario. È nel Palazzo da 10 anni ed è il primo esempio di familismo grillino grazie a Di Maio che portò alla Camera anche la sorella Azzurra Cancelleri. Due solidi stipendi da parlamentari (regionale e nazionale) in famiglia non capitano tutti i giorni. Già questo avrebbe dovuto essere un campanello d’allarme sulla moralità e sull’etica di Di Maio e del suo beneficiario.

Si ricordi che Gigino, alle europee piazzò in ogni circoscrizione un suo candidato capolista, imposto agli iscritti e fuori dalla valutazione del web. Praticamente una sorta di riserva del re che tutto decideva in assoluta solitudine. Questa arroganza fu punita dagli elettori che infatti ne bocciarono quattro su cinque.

Ma la storia di Cancelleri è ancora più grigia. Nel 2012 si candida alle regionali siciliane e arriva terzo, ci riprova nel 2017 e perde contro Musumeci entrando comunque di diritto all’Ars come capo dell’opposizione di un gruppo che diventa il primo partito in Sicilia. Avrebbe avuto un’occasione unica per onorare il proprio mandato e dare voce ai milioni di siciliani che lo hanno votato ma lui, da dimaiano primo della classe, non resiste al richiamo del potere e, dopo meno di due anni, abbandona l’Assemblea regionale per andare a ricoprire la poltrona offerta dal suo tutore, come sottosegretario alle infrastrutture.

Oggi, sprezzante del pericolo, vuole riprovarci lanciando le larghissime intese anche in regione. Vale la pena creare un precedente di deroga ai due mandati per un soggetto del genere? Uno che è stato sconfitto ben due volte e, preso dalla disperazione di uscire dal palazzo va incontro alla terza figuraccia col rischio altissimo che, prima o poi, seguirà Di Maio al quale deve politicamente tutto, compreso lo “stile” e la spregiudicatezza infusa. Dai Conte, rifletti.

Maurizio Alesi
29 giugno 2022

13 commenti:

  1. Salvatore Mancuso29 giugno 2022 11:24

    Cancellare Cancelleri!!

    RispondiElimina
  2. Franco Calderone29 giugno 2022 11:25

    Ottimo articolo, ed analisi perfetta

    RispondiElimina
  3. Adriana Vitale29 giugno 2022 11:25

    Ne lui ne altri avranno alcuna possibilità con la Chinnici ma tant'è!

    RispondiElimina
  4. Valerio Zini .29 giugno 2022 11:26

    innanzitutto Beppe Grillo non ha assolutamente decretato la piena fiducia ad oltranza a Draghi, perché ha chiesto a Conte un immediato incontro con lo stesso Presidente del Consiglio a cui porrà i termini per sostenerlo, e visto che ha deciso di porre fine a tutto ciò che il Movimento ha fatto, sarà piuttosto difficile che resti nel governo, soprattutto dopo avere affossato definitivamente il bonus edilizio. Secondo, su Cancellieri candidato in Sicilia, la risposta è stata semplicemente un no secco, addirittura sostenuto da un assolutamente no. Per cui scrivere una marea di minkiate e falsità su quanto ha detto Grillo in perfetta sintonia con Conte serve solo a creare altro caos. Un po' di vergogna non guasterebbe a voi spandiletame!.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono ancora tanti talebani in giro che preferiscono tenere la testa sotto la sabbia e negare l'evidenza. Aggiorna le tue informazioni e ti accorgerai che l'ipotesi Cancelleri è tutt'ora in piedi, così come la fedeltà di Grillo a Draghi.

      Elimina
  5. Carmela Buccheri29 giugno 2022 11:27

    Caro di Maio tu e i tuoi compari avete imparato bene come funziona li dentro, funziona tu dai na cosa a me è io do na cosa a te attento al lupo

    RispondiElimina
  6. Salvatore Garbucci29 giugno 2022 12:09

    Ma dove sta questo tradimento? Ma se Di Maio i due mandati li a fatto uno come ministro del lavoro nel governo giallo verde oggi è ministro degli esteri. Quindi sta lavorando per fare una nuova candidatura con un altro partito visto che col movimento 5 stelle non può essere eletto lui sta lavorando oggi e non è tradimento. E x vivere da politico.

    RispondiElimina
  7. Lina Pizzolanti29 giugno 2022 12:10

    Ma tanto che speranza ha Cancelleri?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi chiedo come si fa a candidarsi per la terza volta dopo due fiaschi consecutivi. Adesso che sta messo peggio del 2012 e del 2017 pensa di potercela spuntare. Poveretto

      Elimina
    2. Certamente la politica in italia non finisce MAI di stupirci sicuramente di maio rappresenta in modo esemplare la personificazione di Giuda Iscariota un formidabile voltagabbana come direbbero a napoli omm'erda ..ma la schiera in parlamento e' numerosa i cambi di casacca in questi anni sono stati piu di 350 che con gli ultimi superano i 400 viva l'Italia viva i voltagabbana !

      Elimina
  8. Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare e, guarda caso, col rischio di farlo meglio! Il limite dei due mandati è proprio irrinunciabile. Cancellieri rauss!

    RispondiElimina
  9. Bene, ora possono dare il via al ponte sullo stretto e buttare via altri miliardi, con Cancelleri è cosa fatta 😂😂😂😂😂

    RispondiElimina
  10. Alla chiara analisi di Maurizio Alesi aggiungo due considerazioni. La prima: la posizione del M5S verso il Governo dipende dal faccia a faccia fra Conte e Draghi. La seconda: nessuna deroga al limite dei due mandati principio fondante del M5S. Dopo la scissione è importante, per il Movimento, ripartire dalle origini per recuperare parte dei consensi persi.

    RispondiElimina