domenica 24 aprile 2022

GUERRA IN UCRAINA. I MOTIVI SONO VERAMENTE IL DONBASS E LA NATO?

di Giovanni Caianiello - Probabilmente no. Anzi, c’è ben altro. Mentre la guerra appare sempre più inarrestabile, con tutte le inevitabili morti, distruzione e sofferenze, specie tra la popolazione civile, unica vera vittima innocente ed incolpevole, appare sempre più chiaro lo scopo della rinazificazione dell’Ucraina che tutti sembrano ignorare, nei suoi vertici e specie nel suo esercito lasciato libero di esprimere tutto il suo fanatismo nazista. Perché con le sue azioni provocatorie, epurazioni e stragi quotidiane, potesse alla fine accendere la scintilla di una guerra da parte di Putin, per concretizzare una volta per tutte, il cinico braccio di ferro tra le due superpotenze, nella speranza di Biden, di dare continuità a ciò che aveva già iniziato nel 2014, quando da vice presidente degli Usa, aveva molto lavorato al progetto Ucraina.

Non importa se questo poi, veniva realizzato sulla pelle del popolo e territorio ucraino, di certo non russo e tantomeno americano.

Se da una parte è vero, che la questione Donbass e le persecuzioni di Kiev sono evidenti e denunciate anche dalle Nazioni unite, come pure il posizionamento politico e militare degli americani al governo dell’Ucraina e sui confini russi, dall’altra, bisogna chiedersi se a Putin, sono stata lasciate altre opzioni oltre all’invasione, comunque ingiustificabile.

Probabilmente sì, forse le aveva, ma è altrettanto evidente, che nessuno ha sentito il bisogno di sollecitarle, di proporle o sostenerle per evitare il peggio. La pacifica Europa compresa. Di sicuro, una soluzione andava cercata molto prima del 24 Febbraio, ma queste coincidevano con le intenzioni e gli interessi Usa? Ad analizzare i fatti, è difficile pensarlo.

È anche evidente, che lo schieramento occidentale compatto contro Putin dopo l’invasione, con le sanzioni comminate, che non hanno di certo fatto bene alla Russia, hanno però immancabilmente messo alla luce il vero nervo scoperto e dolente e motivo di forte preoccupazione per gli americani.

A palesarlo, è la stessa Russia, quando decide di farsi pagare in rubli ciò che vende agli altri paesi, in particolare, a quelli che hanno proposto e comminato le sanzioni. Putin lo fa senz’alto a difesa della sua economia, ma anche come ovvia ritorsione.

Rubli per gas, prendere o lasciare, ma non solo, a seguire il petrolio, materie prime, concimi etc…

Ma quello di chiedere il pagamento in rubli del gas e del petrolio, alla luce degli accordi già in essere tra Russia e Cina, suona molto come un prologo di ciò che è già in cantiere da tempo e che ha come obiettivo un attacco preciso al monopolio del dollaro, come moneta di riferimento sui mercati degli scambi commerciali mondiali.

Infatti, Cina e Russia, già da tempo lavorano ad una moneta congiunta per sostituire il dollaro, inizialmente sui loro mercati interni e poi su quelli internazionali sui loro export/import.

I cinesi, per questo solo nell'ultimo anno, hanno acquistato oltre cento tonnellate di lingotti d’oro e la Russia, in soli quattro mesi ha liquidato i Treasuries, titoli di stato americani per quasi 90 miliardi di dollari. Un segnale molto chiaro e forte.

Che significa tutto questo? Semplicemente, che la moneta di scambio Russa-Cinese dell'Unione Economica Eurasiatica (EAEU), se realmente messa in opera, rischia di produrre un tonfo colossale del dollaro sui mercati internazionali, con conseguenze disastrose per gli USA, costretti così a ridimensionare drasticamente, non solo il loro potere economico interno e nel mondo, ma soprattutto i loro ruolo e capacità di influenza geopolitica e strategica militare sugli altri paesi, sin qui esercitati attraverso la Nato.

La Cina infatti, a guerra in corso, nonostante lo schieramento delle potenze occidentali, che tra i suoi scopi ha anche quello di mandare un chiaro messaggio di compattezza, non solo ribadisce di stare dalla parte della Russia, ma neppure le manda a dire agli Usa.

Gli USA, a loro volta, lo sanno da tempo e da esperti analisti e della provocazione, sono riusciti ad accendere la miccia della guerra ed a soffiare sul fuoco nel tentativo di indebolire la Russia, perché la Cina ne prendesse le distanze e con essa, Pakistan, India, Corea ed altri paesi, senza però avere successo.

Allo stesso tempo, Biden chiede all'Europa di aumentare la spesa militare ed acquisti di armamenti, per mettere maggiore forza militare sul campo. Un tentativo non solo di guerra psicologica, ma anche perché ed è evidente, che tra le sue opzioni, c’è anche quella di trascinare l’Europa in una guerra globale, in cui gli unici a non perderci e soprattutto a guadagnarci sarebbero proprio gli Usa, che per ragioni di territorio sarebbero comunque distanti dai campi di guerra, avendo anche gli scudi necessari a bloccare eventuali minacce di missili a lunga gittata.

Solo l'Italia di Draghi ha deciso di spendere ben 38 miliardi di euro in nuovi armamenti, per ora rallentato solo per la contrarietà dei 5 Stelle.
Ora, mente tutti discutiamo e ci affanniamo spellandoci la lingua ed i polpastrelli sull'argomento con i quali i media ci tengono impegnati e ben disposti dandoci in pasto i singoli episodi in campo, focalizzando la nostra attenzione unicamente sul tiranno Putin da condannare, sulle nostre teste personaggi cinici e senza alcuno scrupolo, stanno giocando partite molto più pericolose, che rischiano di condurci in una guerra distruttiva per l’intera Europa, per il nostro stesso paese e le nostre stesse vite.

Eventualità, non da escludere e che rischiamo di non capire se non quando saremo già piombati nel baratro. Molti dimenticano, che questo è già avvenuto di recente in Africa, esattamente per gli stessi motivi e le stesse pretese, dove a dare le carte, non a caso, sono sempre stati i soliti democratici americani.

L’assassinio del Presidente del Burkina Faso Thomas Sankarà (che qualcuno definiva il Cristo d'Africa), dopo il suo discorso all'ONU, dove aveva appena annunciato la necessità della creazione di una Banca Centrale pubblica Africana per risolvere il problema di quel continente, è lampante.

Poi toccò alla Libia di Gheddafi, che poco prima era stato ricevuto con tutto gli onori al Quirinale, con tanto di baciamano “dell’amico per la pelle” Berlusconi, tanto amico da mandargli poi contro i caccia bombardieri della nostra Aeronautica, contro gli interessi stessi dell’Italia ed a favore soprattutto di quelli americani, francesi e inglesi.

Gheddafi, aveva annunciato che la Banca Africana chiesta da Thomas Sankarà, di fatto, l'aveva già creata ed aveva anche coniato la moneta unica africana, " il dinaro d'oro", che a differenza del dollaro ed il Franco francese il CFA delle colonie francesi, essendo in oro e non basata sulla mera fiducia di scambio, possedeva il reale valore del suo peso al portatore, cosa che avrebbe escluso il dollaro dal commercio africano come anche il franco francese CFA.

La Libia, manco a dirlo, fu bombardata poco dopo e Gheddafi assassinato, la Banca Centrale Africana chiusa subito dopo l'apertura e il dinaro d’oro fatto sparire dalla circolazione.

Ora, se non capiamo tutto questo e non prendiamo le distanze da questi malfattori megalomani, continueremo solo a parlare del criminale di turno, a rattristarci per le vittime ed i profughi, ad assegnare colpe ed assoluzioni secondo il volere e l’indirizzo dei media, fino a convincerci persino di una guerra giusta, per poi vedere distrutte con le bombe le nostre città, le nostre risorse e le nostre stesse vite, proprio come sta succedendo oggi in Ucraina.

È il caso di fermarci quanto prima e riflettere sul dove gli Usa ci hanno già condotti finora e dove ci stanno portando, unicamente per i loro interessi, per la loro smania di potere sul mondo e sui governi di tutti i paesi che indirettamente già governano, tramite i loro fantocci. Italia compresa.

Fermiamoci finché siamo in tempo e soprattutto fermiamoli, a cominciare dal nostro ducetto al governo, cameriere proprio dei democratici guerrafondai.

Giovanni Caianiello

24 Aprile 2022

10 commenti:

  1. Non lo so ma per qualsiasi motivo è immorale quello che sta succedendo.

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  2. Possibile mai che non ci sia nessuno che possa eliminarlo dalla scena, la taglia c'è già ma nessuno si muove auguriamoci che finisca presto

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  3. Maria Teresa Mitev25 aprile 2022 22:22

    La Russia e la Cina vogliono vedere cosa stanno progettando nei laboratori pericolosi. ma ucraini non vogliono essere scoperti dietro c’è Biden che ha sovvenzionato questi

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  4. Maria Teresa Bollero25 aprile 2022 22:22

    Penso proprio di sì, perché toglie equilibrio tra i due blocchi contrapposti.

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  5. Il motivo è che Putin, dopo essersi preso la Crimea vuole prendersi un altro pezzo di Ukraina, per ampliare lo sbocco al mare (e magari qualcosa di più).

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  6. Condivido ogni parola. Ma gli italiani non vanno a fondo...si fermano alla scorza per cui non capiranno mai verso quale baratro ci stanno spingendo gli americani
    Ma presto ce ne accorgeremo tutti se non fermiamo per primo il ducetto italiano che se ne frega dei nostri interessi e fa i compitini assegnatigli da Biden.

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  7. Gianmario Volpi25 aprile 2022 22:47

    No di sicuro. Si parla di cobalto e altri minerali preziosi per bombe e elettronica

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  8. Bottoni Giuseppe25 aprile 2022 22:48

    la Nato e' al centro di tutta la questione, se le potenze russia e cina depotenziano gli usa ...... molte cose ritornano nel loro alveo naturale ... l'italia deve prendere posizione come la germania .. pero' c'e' da mandare a casa questi politici asserviti e viscidi !

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  9. Ho letto e sentito tante teorie sui motivi di questa guerra. Anche ieri sera, nella trasmissione “di Martedì”, ho visto e sentito teorie contrapposte: in particolare quella di Alessandro Di Battista analoga a quella espressa in questo articolo. La tragica realtà dimostrata che la Russia ha aggredito l’Ucraina con il preciso obiettivo di connettere quel territorio all’impero russo. Lo zar Putin era convinto di portare a termine l’operazione in pochissimi giorni. Ad oggi, 63° giorno di guerra, l’esercito russo non ha raggiunto l’obiettivo grazie alla tenace resistenza degli ucraini. Come dicono i francesi: “La guerre c’est la guerre” (la guerra è guerra). E dalla guerra non viene niente di buono, solo distruzioni, morte dei civili e, ahimè, di tanti bambini. Purtroppo, anche violenze alle donne e ai minori. Il Putin aggressore, con la benedizione del patriarca ortodosso moscovita, è diventato un criminale di guerra: è un terrorista. Nemmeno un cessate il fuoco durante la pasqua ortodossa! Ora bisogna fare tutto il possibile per far finire questa guerra cercando di porre le basi per una pace mondiale. Il tutto passa da una radicale riforma della NATO. L’UE potrebbe giocare un ruolo centrale se gli Stati membri adotteranno il sistema della collaborazione abbandonando quello della competizione. Anche l’ONU dovrà cambiare pelle iniziando con l’abolizione del diritto di veto e adottando il sistema della maggioranza assoluta. In attesa dell’ipotetico domani rimane la drammatica realtà del presente che pone due soluzioni: 1) la cessazione della guerra, ipotesi auspicabile; 2) se la guerra continua per colpa dell’invasore, l’aggredito ha il diritto di difendersi. Se gli USA fomentano la guerra e la Cina sta a guardare, l’UE non può rimanere impassibile: deve, con ogni mezzo, aiutare il popolo ucraino a difendersi.

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