martedì 10 novembre 2020

PERCHÉ LA COSTITUZIONE NASCE DALLA RESISTENZA

De Gasperi e Enrico De Nicola firma la Costituzione
di Gigi Consiglio - In verità non supponevo che il mio precedente scritto sulla nostra Costituzione suscitasse così numerosi consensi; me ne rallegro perché mi pervengono da colti amici che meritano la mia stima. Ecco la seconda parte che avevo promesso pregando i lettori di giustificare eventuali mende che la sintesi comporta inevitabilmente.

La Costituzione Italiana viene elaborata al termine della seconda guerra mondiale da uomini politici di tutto rispetto che avevano patito in un modo o in un altro la dittatura. Quasi tutti provenivano dalla democrazia liberale giolittiana, quella, in effetti, decadente che non seppe fronteggiare l’avvento del Fascismo per l’eccessivo perbenismo che la connotava. Era composta da uomini che sarebbero stati perseguitati, che furono esuli in Francia, in USA, In Svizzera ecc., durante il Fascismo, che parteciparono alla Guerra di Spagna nelle Brigate internazionali costituitesi per difendere la Repubblica. Coloro che riuscirono a sopravvivere, dopo rocamboleschi avvenimenti, si ritrovarono a formare i Governi clandestini e democratici costituiti durante l’occupazione Alleata in Italia. In quel periodo (1944/45) iniziarono a rivivere i Partiti politici e i giornali che il Fascismo aveva esautorato.

Nel ricordo di colleghi proditoriamente assassinati dai Fascisti come l’On. Matteotti, Gobetti, i fratelli Rosselli, i fratelli Sereni, l’On. Giovanni Amendola, i sopravvissuti, animati da tanta buona volontà, si sbracciarono le maniche ed organizzarono le Elezioni Nazionali per eleggere la Costituente, ovvero una Camera composta da eletti fra i candidati che i nuovi partiti si vantavano di avere fra i propri sostenitori e che avevano inserito nelle loro liste. Essi sarebbero stati deputati a vergare una carta Costituzionale in sostituzione del savoiardo Statuto albertino. Così dopo le elezioni “a suffragio universale”, a cui per la prima volta partecipavano le donne, emerite personalità furono elette; moltissimi di loro avevano partecipato alla guerra di liberazione ma c’era anche qualcuno che proveniva dal ventennio e si era confuso fra i “qualunquisti”. 

Piero Calamandrei
Però che la Costituzione fosse nata dallo spirito della Resistenza fu sottolineato in seguito da Piero Calamandrei che, con parole allegoriche rivolte agli studenti così si esprimeva: <<Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri ove furono imprigionati, nei campi ove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andati lì o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione>>.

Ciò premesso, dobbiamo convenire che i Costituenti rappresentavano la popolazione italiana non soltanto perché materialmente eletti da essa ma anche nel sentiment che era avvertito generalmente e che era quello della ricostruzione, della rinascita morale dalle macerie della guerra. Così mentre i nostri padri naturali tornavano a lavorare concretamente negli uffici, nelle fabbriche, nell’artigianato, nelle professioni, i Padri Costituenti lavorano alacremente e senza interessi personali alla stesura della Carta costituzionale che sarebbe stata operativa dal 1° gennaio del ’48, la più completa al mondo. Ed un fil rouge attraversa tutti gli articoli, quello dell’interesse collettivo. 

I Costituzionalisti sono d’accordo nel definirla lunga e rigida; lunga perché conta di 139 articoli e rigida per essere garantita contro facili colpi di mano di fittizie maggioranze parlamentari interessate eventualmente a tradirne la sostanza democratica. La qual cosa è avvenuta grazie al “premio di maggioranza” consentito dalle recenti leggi elettorali.

Gigi Consiglio
10 Novembre 2020





4 commenti:

  1. Per comprendere bene una Costituzione bisogna conoscere come è nata. La nostra Costituzione fedele ai valori della Resistenza rappresenta l’atto fondativo di un nuovo Stato democratico e antifascista. Dallo Statuto Albertino del 1848, molto lontano dai principi e dai valori del costituzionalismo moderno, il salto di qualità con la Costituzione del 1948. Una Costituzione rivoluzionaria che: ha trasformato radicalmente il mondo politico e sociale; ha posto la persona al centro di tutto; ha considerato lo Stato come strumento per garantire diritti, libertà e doveri delle persone. Da una Costituzione flessibile modificabile come una qualunque legge ordinaria, siamo passati ad una Costituzione rigida modificabile con procedure speciali. “Perché la Costituzione nasce dalla Resistenza” lo possiamo cogliere nelle parole del famoso discorso di Piero Calamandrei del 4 marzo 1947 all’Assemblea Costituente. Ricordando l’eroismo dei martiri della Resistenza, concludeva: “Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all'Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile; quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole; quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno: di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini, alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli.”



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  2. Piero Maniscalco11 novembre 2020 10:00

    Non te lo vorrei dire, ma vedi che la Costituzione Italiana - voluta da gente che ha versato il sangue in Italia, non esiste più da molto tempo: lo sa pure il figlio dello zio Bennardo https://www.youtube.com/watch?v=FFFUzGPXmBM

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    1. Invece fai bene a ricordare questo fatto che mi offre lo spunto di celebrare la lungimiranza dei Costituenti. Essi infatti permisero che la si pote
      sse ammodernare con qualificata ed apposita Legge Costituzionale.

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