martedì 4 agosto 2020

TORMENTONE PONTE SULLO STRETTO. SI FA O NON SI FA?

di Michele Ginevra - Torna il tormentone periodico del “Ponte sullo Stretto”. Stavolta ad innescarlo è stato il viceministro Giancarlo Cancelleri con le sue dichiarazioni riportate da vari giornali, che non condivido, e sulle quali vorrei dire la mia, cercando di argomentare, non certo come tecnico, ma da comune cittadino siciliano.Prima di entrare nel merito, però, mi corre l’obbligo di fare una premessa: io non ho nulla da spartire con Giancarlo Cancelleri, che conosco a mala pena di vista, né faccio parte della sua cultura e storia politica, ma mi hanno infastidito e disgustato i commenti e i post che mi è capitato di leggere in risposta alle sue dichiarazioni, pieni di parole di “disprezzo” e irridenti nei suoi confronti, come il considerarlo solo un “povero geometra”, “ingegneristicamente ignorante”, e persino, con tono sprezzante, un “ascensorista” che ha fatto fortuna. Per me, a prescindere dalle opinioni divergenti, al primo posto va il rispetto della persona, sempre e comunque, che sia chiaro! Scusate la parentesi.

Detto questo andiamo al tema in questione. Sono sempre stato contrario (e lo sono tutt'ora) al Ponte sullo Stretto non per motivi tecnici (ponte, tunnel, o altro) di cui non ho alcuna competenza, e non ho la minima intenzione di associarmi alla schiera dei tuttologi che affolla il nostro Bel Paese, ma per motivi, che non trovando altra definizione migliore, definirei di ordine “filosofico-antropologico”, ma anche per una mia visione naturalistico-ambientale del mondo che ci circonda, per la quale ho impiegato gran parte del mio impegno politico e sociale durante la mia gioventù.

Io sono siciliano e quindi isolano, e tale mia identità, che per la cultura e la storia della mia terra sento particolarmente forte, mi spinge a voler in cuor mio rimanere tale, in senso metaforico e materiale; cosa che sentirei venir meno se una striscia di “terra”, meglio forse dire di cemento, dovesse collegare la mia isola al continente. Sentirei in cuor mio che la mia “sicilitudine” (come la chiama Leonardo Sciascia) verrebbe intaccata irrimediabilmente e, come scrive Mario Tozzi, “il concetto stesso di isola per i siciliani verrebbe così a cambiare radicalmente, con tanti saluti a Sciascia, Bufalino e a tutti quelli che dell’isola fanno anche una ragione di orgoglio, senza per questo essere separatisti.” Questa visione che qualcuno potrebbe definire idealista o anacronisticamente “romantica”, che indubbiamente attiene alla sfera personale, se sentita dalla maggior parte dei siciliani, diventa di per sé un bene collettivo del popolo siciliano da salvaguardare, che comunque merita di essere tenuto in considerazione. Per cui auspicherei quanto meno una consultazione referendaria prima di ogni decisione politica in merito.

C’è poi un aspetto di ordine naturalistico-ambientale che mi induce ad essere contrario all'opera, che nella fattispecie riguarderebbe più il ponte che il tunnel: un paesaggio che affonda il suo fascino nella mitologia e nella storia millenaria della mia isola, verrebbe sfregiato per sempre da una spada di acciaio e cemento che peraltro potrebbe cadere in rovina in un paio di secoli al massimo. Avremmo una responsabilità enorme verso le generazioni future, di cui peraltro non saremmo certi di avere l’approvazione. Sarebbe ora che l’uomo la smettesse di imporre modifiche definitive all'ambiente che lo circonda, specie se queste hanno un impatto elevato, danneggiando e peggiorando persino la specie umana nel suo modo di approcciarsi mentalmente al rapporto con l’ambiente che la circonda e al suo doveroso rispetto. Non siamo i padroni della Terra!

Tralascio di proposito di approfondire tutta la problematica dell’opportunità di finanziare un’opera così costosa a fronte di necessità ben più impellenti e prioritarie per la Sicilia, dall'arretratezza e la fatiscenza di tutto il suo sistema di mobilità ferroviario e stradale, alla precarietà del suo assetto idrogeologico, ecc., perché se n’è già parlato tanto.

In ultimo c’è una motivazione di tipo amministrativo-gestionale, su cui non entro nello specifico tecnico non possedendone le competenze specifiche, ma su cui posso comunque esprimere un mio personale parere da cittadino siciliano in funzione della sua visione della vita e della società. Si dice che il ponte farebbe risparmiare tempo e favorirebbe lo sviluppo economico dell’isola. In un mondo in cui i ritmi della vita, imposti da un capitalismo liberista senza freni, sono già altissimi, e che hanno ripercussioni sia sulla salute che sulla qualità della vita nei nostri territori, l’umanità dovrebbe andare in direzione totalmente opposta. A chi gioverebbe e a cosa potrebbe servire risparmiare un’ora di tempo nell'attraversare lo Stretto? Non certo alle popolazioni locali, messinesi e reggine, visto che, come si evince da un rapporto di Lega Ambiente, il traffico locale nello Stretto continuerebbe a far uso dei traghetti, in particolare quelli tra le due città, perché il percorso con il Ponte per via delle rampe di accesso allunga di qualche decina di chilometri, e già oggi il 75 % degli spostamenti è senza macchina a causa delle congestioni in ingresso ed in uscita dalle città. Perché continuare ad incentivare il trasporto su gomma, con tutte le conseguenze ambientali che ne comporta, quando abbiamo 3mila Km di costa che ancora attendono le cosiddette autostrade del mare, ecologicamente più sostenibili?

Infine qualcuno ha detto che una struttura ingegneristica imponente come il Ponte sullo Stretto attirerebbe di per sé turisti per ammirare questa opera faraonica. Ma se un turista viene in Sicilia per vedere il ponte e non per le straordinarie bellezze artistiche, storiche, archeologiche, naturalistiche, ambientali e culturali, che avrebbe dovuto privilegiare a prescindere dal Ponte, per quel che mi riguarda, di quel turista così povero di spirito, di sensibilità, di cultura e in definitiva privo di quel senso del bello che caratterizza il nostro popolo, ne farei volentieri a meno.

Michele Ginevra
04 Agosto 2020

28 commenti:

  1. Da quello che ho letto, Cancelleri non ha rilanciato il ponte sullo Stretto ma ha annunciato di stare lavorando ad un nuovo mega progetto super avvenieristico, di un tunnel subalveo. Così dopo aver passato 60 anni a discettare (e sperperare milioni su milioni) sul ponte, adesso ci attendono altri 60 anni di dibattito sul tunnel. Il divertimento è assicurato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Michele Ginevra4 agosto 2020 19:21

      Maurizio, è probabile.

      Elimina
    2. Filippo Cangemi4 agosto 2020 19:22

      Si possono fare entrambi. Sul ponte va il traffico Messina - Villa San Giovanni. Nel tunnel si immette il traffico Villa San Giovanni - Messina.

      Elimina
    3. Certo, visto che non badiamo a spese istituiamo anche i voli Messina/Villa S. Giovanni. Arriveremo in 15 secondi, e pazienza se da Palermo a Messina c’abbiamo messo 3 ore e mezzo

      Elimina
  2. Ho letto con grande piacere come l'autore con garbo e pacatezza abbia espresso il suo pensiero su un tema che, dall'epoca della "unificazione", continua a essere dibattuto e, aggiungo, purtroppo in modo costoso (vedi la società concessionaria Stretto di Messina S.p.A. costituita nel lontano 1981 e che ha vegetato fino messa in liquidazione nel 2013 ma non ancora liquidata).

    Un articolo che merita di essere letto per essere capito e non solo per poter dare una risposta, capire per avviare un confronto costruttivo che possa arricchirne i contenuti.

    In questo senso, mi limito a sottolineare che l'efficacia in termini di mobilità di merci e persone sarebbe fallimentare, in quanto collegherebbe due territori le cui reti stradali e ferroviarie sono al livello dei paesi del terzo mondo.

    Un'opera di tale portata, per potersi ripagare nel tempo, richiederebbe volumi di traffico che sono fantascientifici rispetto a quelli mostrati dalle serie storiche degli scambi Calabria-Sicilia. Ergo, con i chiari di luna delle finanze statali, parlare di Project Financing sarebbe una palese presa in giro.

    Credo per la Sicilia lo sviluppo debba favorire la fruibilità delle proprie bellezze naturalistiche, storiche, artistiche che, inserite in un contesto climatico accogliente in quasi tutto l'anno, la qualificano come uno scrigno da cui poter trarre enormi risorse.

    L'esperienza ha dimostrato come i tentativi di industrializzazione non siano solo falliti ma abbiano lasciato scempi ambientali in zone di rara bellezza come Milazzo, Priolo, Augusta, Termini Imerese....

    Concludo che invece di perdere tempo e denaro per parlare di qualcosa che non c'è, come il Ponte sullo Stretto di Messina, è più proficuo parlare e agire su quello che già c'è, la Sicilia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Francesco Giammarva4 agosto 2020 19:28

      Sono d’accordo con quanto riportato nell'articolo di Michele Ginevra! Il ponte sarebbe si utile ma chissà per quanti decenni rimarrebbe una cattedrale nel deserto! Però voglio sottolineare come una sterile propaganda senza alcuna congruità progettuale e finanziaria continua ad essere utilizzata da i grillini e da Cancelleri che non ha capito che fare una trazzera (non si sa se esiste un collaudo! e parlare di ponte sullo stretto o addirittura un tunnel sotterraneo non è fattibile quindi è solo propaganda.

      Elimina
  3. Grazie per l'apprezzamento. Condivido totalmente le sue riflessioni.

    RispondiElimina
  4. Andrea De Salvo4 agosto 2020 15:06

    Il ponte è una minkiata

    RispondiElimina
  5. Giovanni De Gaetano4 agosto 2020 15:07

    Il ponte da più di 50 anni costituisce la gallina dalle uova d'oro per tanti mestieranti della politica non solo per gli esosi costi di tenuta in piedi di un apparato che è costato sino ad oggi milioni di euro, ma anche perchè costituisce ed ha costituito un fenomenale jolly da uscire fuori in campagna elettorale quando non si hanno altre idee. Oltre agli ostacoli costituiti da possibili infiltrazioni mafiose che ne comprometterebbero la stabilità, la durata della realizzazione dell'opera ed i costi, il problema è soprattutto di natura tecnica, l'attuale progetto in cantiere prevede un unica campata di oltre 3.300m. Sarebbe la più lunga al mondo, non è possibile prevedere piloni intermedi ciò è dovuto ai fondali dello Stretto che oltre ad essere attraversati da forti correnti costituiscono il punto di incontro di due faglie continentali, quella Europea e quella Africana, la cosa comporta un continuo movimento sia longitudinale che in altezza, modificando costantemente l'attuale assetto fra le due coste. Inoltre la storia si potrebbe ripetere così come accaduto nel 1908 con terremoti e maremoti. Mi aspetto da questo governo serietà, si possono aiutare i pendolari aumentando la concorrenza e quindi l'abbassamento delle tariffe con più navi ed aliscafi di Stato a prezzi contenuti. Inoltre bisognerebbe prevedere l'introduzione di navi moderne e più veloci, come ad esempio sono gli overcraft.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Silvestro Trovato4 agosto 2020 19:19

      Giovanni De Gaetano, mi sorge solo un dubbio, mi sembra molto più lungo e non di poco, che io sappia dovrebbe essere più di 2000 metri.

      Elimina
    2. Silvana Arrichiello4 agosto 2020 19:20

      ... e basterebbe l'allargamento delle faglie anche di pochi millimetri per farlo crollare e, probabilmente sarebbero ancor più dei 43 morti di Genova e dei 40 morti di Avellino.

      Elimina
  6. Tiziana Castoro4 agosto 2020 15:08

    Analisi lucida, grazie. E concordo sulle conclusioni dell'autore dell'articolo.

    RispondiElimina
  7. Silvana Jacksy Ferrara4 agosto 2020 15:08

    Ci sono cose più urgenti e importanti, la mafia dovrà aspettare finché si autodistruggerà in 5 secondi.. 3..2..1....

    RispondiElimina
  8. Santussa Andriano4 agosto 2020 15:09

    Ringrazio Michele Ginevra, nome e cognome a me cari perché il primo di mio fratello è il secondo meravigliosa città dove mio figlio vive, per questa analisi altamente umana e che condivido completamente

    RispondiElimina
  9. Alessandro Grasso4 agosto 2020 15:10

    Ma come?
    Non lo doveva fare Berlusconi, ero convinto che lo aveva già fatto costruire il Sig. Bunga, Bunga lo aveva detto per scherzo sicuramente, visto che lui ama raccontare Barzellette.

    RispondiElimina
  10. Emanuele Vanni4 agosto 2020 15:10

    Se Cancelleri riuscirà a realizzare il ponte sullo stretto, io mi impegno a mangiare un gatto crudo.

    RispondiElimina
  11. Salvatore Mancuso4 agosto 2020 16:03

    Quando uno non ha niente da dire, è tempo che stia zitto, diceva la mia professoressa di Italiano. Specialmente quando uno non è niente.

    RispondiElimina
  12. Silvana Arrichiello4 agosto 2020 19:23

    Giancarlo non t'impelagare; il ponte sullo Stretto "è 'na strunzata"

    RispondiElimina
  13. C'è da fare la palermo Messina alla velocità della luce come la milano Roma. prima di stu ponte

    RispondiElimina
  14. Se si arrivasse in Svizzera, attraversandolo, magari! Ma in Calabria, per l’amor di dio! Il tunnel, forse sarebbe meglio, con l’accortezza di farlo abbastanza alto.

    RispondiElimina
  15. Antonella Possoni4 agosto 2020 19:25

    secondo me, è come un intercalare, quando non si sa cosa dire!

    RispondiElimina
  16. Franco Sammartino4 agosto 2020 19:26

    Condivido l'articolo. Basta migliorare la viabilità stradale e soprattutto ferroviaria e migliorare il collegamento via mare tra Messina e Reggio. Ma bisogna FARE, FARE, FARE siamo in ritardo di 70anni e più.

    RispondiElimina
  17. Come non condividere l'articolo di Michele Ginevra. A partire dalle premesse che faccio interamente mie. Per il resto dico che a me piace l'idea del Ponte. Ma ne faccio soltanto una questione che attiene alla mia sensibilità nei confronti delle opere frutto dell'ingegno umano, mi attraggono le realizzazioni grandiose, le opere architettoniche che lasciano il segno nella storia. Nel merito, però, devo ammettere che il senso del ragionamento è perfetto. Le opere di cui ha bisogno la Sicilia e il Sud sono tantissime e le responsabilità nei confronti dei politici del passato sono inenarrabili. E se c'è qualcosa da rimproverare a Cancelleri e a tutti i ragazzi del M5S questo riguarda l'incapacità di spiegare ai cittadini le malefatte che hanno trovato, le difficoltà incontrate per le norme farraginose che quei politici hanno approvato, le ignominie che hanno prodotto e di cui sono pienamente colpevoli. Ma che incredibilmente hanno la faccia di bronzo e la disonestà intellettuale di addossare al M5S. Un paradosso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopo due anni di governo e di potere gestito a piene mani, parlare ancora di quello che hanno trovato "i ragazzi" è un pò patetico.

      Elimina
  18. Piuttosto di parlare di opere a grande stile io parlerei di piccole opere per la Sicilia che sono sicuramente più urgenti, alcune strade provinciali sono completamente prive di illuminazione e manto stradale per non parlare di cantieri aperti da decenni come la Cl Ag una vergogna, se vogliamo i turisti non ci serve il ponte, sistemiamo le strade siciliane in modo che quando i turisti arrivano godono in pieno delle bellezze siciliane in sicurezza

    RispondiElimina
  19. Chi la spara più grossa vince.

    RispondiElimina
  20. La ministra Azzolina nominata preside dal governo. Salvini e Meloni che hanno milioni di voti e di like invece no. Marcia su Roma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo all'anonimo. Una minkiata in più non fa male a nessuno.

      Elimina