mercoledì 26 febbraio 2020

IL CORONATURIST ARRIVA A PALERMO ED È ISTERIA COLLETTIVA

di Giovanni Caianiello - Il Sindaco di Palermo chiude le scuole, ma solo per disinfestazione (a Palermo, se non vuoi dare nell'occhio, la pensi ma non la racconti), Chiude anche l'università.
La Regione appronta tende da campo presso i Pronto Soccorso per il triage per gli eventuali affetti da coronaturist e gli ospedali aumentano le stanze di isolamento perché bisogna essere pronti ad accogliere le orde infettate.
I supermercati, fanno gli straordinari e chiudono un'ora dopo, per far fronte alla ressa dello spendign food da verme solitario alle casse.

Le farmacie e persino le ferramenta hanno esaurite le scorte di mascherine salvavita, manco dovessimo sfilare tutti per il carnevale, che nel frattempo è stato proibito. Una mascherina su Subito viene venduta a 40 euro!
Le strade deserte persino Benigni non direbbe più, che il problema di Palermo è il "traffico".
Nel negozio di Li Liang Long, non si vede passare un palermitano, neppure sul marciapiede opposto e ieri al pronto soccorso, un uomo in escandescenza gridava a squarciagola di volere fatto il tampone, dopo aver scoperto di essersi seduto sull'autobus, dove prima c'era stato seduto un cinese.

Dei Vigili del fuoco sono stati aggrediti per non avere usato la mascherina durante un intervento e come nella migliore tradizione, non mancano i mitomani ed esibizionisti ad alimentare la disinformazione con le fake news sui social, che amplificano la psicosi generale.

Ma il palermitano, quello vero, sinni futti, "si mm’ava bbieniri ca sugnu", nel frattempo però si fa la spesa per sei mesi, rimane a casa in vacanza sul divano, perché nel caso fosse malato, meglio evitare.

L'epidemia galoppante contagia il pensiero più della malattia, così è bastata una turista bergamasca influenzata in città, per far riscoprire ai palermitani il piacere della famiglia, della tavola seduti assieme a cenare in contemporanea, non succedeva da Natale. Ora invece, persino i mariti, guardano Barbara D'urso, Signorini, Amici ed il Segreto. Persino gli amanti, sono temporaneamente parcheggiati in attesa di tempi migliori, sognano in segreto.

Alla fine, tirando le somme, gli unici affetti dal virus rimangono la turista di Bergamo, il marito e l’amica, isolati in ospedale, mentre tutti i componenti della comitiva che viaggiavano con loro sono risultati negativi al tampone, così pure anche i dipendenti dell'Hotel. Rimangono in albergo a guardarsi le foto fatte a Mondello, Monreale e Cappella Palatina, ospiti con vitto ed alloggio pagato. I tre, sono i soli ad essere colpiti e, ad oggi, nessun’altra infezione è stata segnalata. Ciò è anche normale, visto che loro, il virus non lo hanno trovato a Punta Raisi, ma se lo sono portati da casa.

Nel frattempo, la normale influenza stagionale continua a colpire ovunque ed a mietere le sue vittime, proprio come tutti gli anni, alla faccia del coronavirus. I dati infatti, dicono che solo nell’ultima settimana, sono 656.000 persone messe ko, anche se il picco è in calo, con 118 casi gravi e 24 i morti accertati, mentre nella media stagionale, per le sue complicanze, causa ogni anno 8 mila decessi in Italia, con 5 milioni e mezzo di contagi. Ma allora perché il coronavirus sarebbe più grave? Il primo caso nel 2020 del coronavirus in Italia è del 7 Febbraio 2020 ed in venti giorni sono decedute 12 persone, contro le 74 della normale influenza. Tutti anziani e che presentavano in entrambi i casi altre gravi patologie. Ma forse non tutti sanno, che il coronavirus non è del tutto sconosciuto in Italia e che era già presente arrivato in Italia già nel 2013, sotto il nome di (MERS-CoV=Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus), identificato su un cittadino giordano di 45 anni residente in toscana.

E Allora, come la mettiamo con il virus made in Cina?
Chiunque direbbe, che c’è qualcosa che stona con l’attenzione mediatica e quella delle istituzioni 24 su 24 riservata a quest’ultimo.

Sarà per questo, che la saggezza popolare del “unn si po mai sapiri”, alla fine, risulta vincente anche di fronte all’evidenza e come prevedibile finisce con “ni chiuiemu rintra e comu finisci si cunta”. E sembrano pensarla così pure i lumbard. Ma il turistvirus un danno grave lo ha sicuramente fatto alla tradizione palermitana, sul campo c’è un’altra vittima: “u vasa vasa”.
Per fortuna ci rimane Santa Rosalia.

Giovanni Caianiello
26 Febbraio 2020

6 commenti:

  1. Siamo ridicoli

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  2. Mah, qualcosa di strano in questa ossessione mediatica sicuramente c'è, e anche su come e perché questo virus sia stato diffuso... In tutto ciò il palermitano è una razza a parte, spavaldo a parole e magari coniglio dentro.
    Spero che presto si sgonfi tutto e mi raccomando: intanto NON "baciamo le mani" ...

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  3. Santussa Andriano26 febbraio 2020 22:17

    Nessuno dei tre controllati ne è affetto! Italiani “opera de pupi”...

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  4. Dice il presidente del veneto Zaia, che tutti noi abbiamo visto i Cinesi mangiare topi vivi, io non li ho mai visti e mi sono stranizzata, addire che dalle parti del centro che frequento topi ce ne sono tanti e in effetti vengono mangiati dai palermitani, ma cotti.

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  5. Si può portare un coltello fuori casa?
    http://www.salvisjuribus.it/si-puo-portare-un-coltello-fuori-di-casa/

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  6. Sig. Giovanni adesso si rende conto delle kazzate che scrive?

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