sabato 3 agosto 2019

LA RIFORMA SECONDO MATTEO

di Giovanni Caianiello - La giustizia è come i treni, arriva sempre in ritardo e certe volte neppure arriva. Figurarsi la riforma, che come sappiamo attendiamo ormai da quarant'anni, durante i quali, applicare la legge e fare giustizia, ha avuto un solo significato: cercare scappatoie.
Da qui il detto, che la giustizia non è di questo mondo e tocca accontentarsi di quello che c’è: le leggi.

Alla fine, ne abbiamo scritte a migliaia, e tutto per fare rispettarne solo dieci. I Dieci Comandamenti, appunto.

Il vero problema è, che quando si processa il pollo da cortile, la volpe, almeno non dovrebbe far parte della giuria, figurarsi, pretendere scriverne le leggi.

Quello, lo dovrebbero fare chi leggi le studia e soprattutto chi le applica, ad esempio i magistrati e gli avvocati.

Infatti, a scrivere la bozza presentata al governo, è stato il Ministro della Giustizia, che guarda caso, è proprio un avvocato e dopo aver consultati anche i magistrati. Mentre a contestarla è uno, che di “Legge”, non ne ha mai studiato neppure un rigo, dal momento che si è fermato al diploma di scuola media superiore o al massimo, né ha sentito parlare, gioco forza, quando in Tribunale, è stato condannato a 30 giorni di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale, facendosi difendere proprio da un avvocato.

Ma adesso però governa e quindi sa improvvisamente tutto. Onnisciente, illuminato sulla via del Viminale. Infatti, da oltre un anno si occupa praticamente di tutto e di tutti e stila la lista delle cose da fare, anzi, fa persino le veci degli altri ministeri, dell'economia, del lavoro, della famiglia, dei meridionali, che però non vuole nelle scuole del nord, degli esteri e ora della giustizia, praticamente tutto, fuorché di quello dell’interno, che è il suo, dove essendo impegnato altrove, tra elicotteri, auto di stato e di questi tempi sugli scooter marini della P.S., difficilmente lo incontrano.

Di riforma ne aveva anche annunciata, una tutta sua, senza scriverne poi neppure un rigo. Un classico, colpa dell’annuncite. Una malattia che colpisce particolarmente i Matteo.

Se l'avesse fatto, avrebbe scritto che il processo penale, va bene così com'è e che deve durare a lungo, perché con la bozza di Bonafede, gli imputati, rischiano davvero la condanna e persino la prigione. Non scherziamo! Perché, come dice LUI, la riforma o si fa bene o non si fa per niente, anzi non si fa a metà. Bisogna prima di tutto inserire la norma sulla separazione delle carriere dei magistrati, una vecchia fissa dell’amico Silvio, un vecchio cavallo di battaglia. Silvio lo vuole.

Ma soprattutto, via le intercettazioni ed i limiti alla prescrizione, che provocano tanta allergia, soprattutto a quelli che intrallazzano, ai tangentisti e ai corrotti, alle trattative Stato/mafia e ai finanziamenti russi per le campagne elettorali. Con il rischio che i colpevoli in galera ci finiscano per davvero. Ma finiamola! Tanto, che ai 5Stelle hanno detto chiaramente che non sa da fare. Altro che lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. 

Il Guardasigilli, sarà pure anche avvocato, ma deve essere andato fuori di testa. Se dovessero davvero prendere tutti i colpevoli ed arrivare a sentenza tutti i processi normalmente prescritti, rischieremmo di intasare i tribunali e le carceri, soprattutto di politici, imprenditori, faccendieri e persino di preti pedofili. No, Bonafede è un incosciente e va fermato. C’è un limite a tutto!

Il non voler mettere un limite alle intercettazioni è poi insopportabile. Proprio non si fa! A rischio, ci sono riunioni e comitati d’affari, discorsi ed accordi tra amici ed amici degli amici. Un vero attentato alla democrazia e libertà di parola. Praticamente una intera economia nazionale. Perché se non puoi riunirti o parlare di come spostare dei magistrati da una procura all'altra, a secondo di dove serve aggiustare un processino qua e là, pianificare seriamente bustarelle e tangenti, appalti, che sono il sale della politica e degli affari, è un vero attentato alla democrazia.

Nel cestino, anche l'introduzione dell’ipotesi di illecito disciplinare a carico del magistrato, che svolge con negligenza o con poca tempestività le sue funzioni. Una cosa del genere non si era mai sentita! Come pure la norma che prevede, che i magistrati che si candidano in politica, non debbano più tornare a fare i magistrati nelle procure e nei tribunali, ma assolvere eventualmente solo compiti in ruoli amministrativi ed in regioni diverse. Siamo alla follia!

E, se un cittadino è ingiustamente multato o subisce un torto dall'amministrazione pubblica, deve continuare a rinunciare alla difesa, altrimenti, se proprio ci tiene, spenda pure più di quanto riceverebbe se vincesse la causa.

Questa riforma non sa fa fare! I riformatori, quelli veri, non riformano ma prevengono.

E, se è vero che un paese ha bisogno di riforme, è anche vero, che le riforma avrebbero bisogno di cittadini che le vogliono ed un paese maturo, che sinceramente non abbiamo.

Nel frattempo nell'aia, le galline crocchiano, i pulcini pigolano e i polli si sentono galli e cantano e le volpi guaiscono felici.

Giovanni Caianiello
03 Agosto 2019

15 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Lillo Sorrentino3 agosto 2019 15:05

    La cosa comica o tragica (punti di vista) è, che non esiste il "secondo".
    Per Matteo & Matteo uno e trino è così e basta.
    Ma nessuno conosce il così. Nemmeno lui.

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  3. Raffaella Schiavone3 agosto 2019 15:19

    Applausi a Giovanni Caianiello....

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  4. Raffaella Schiavone3 agosto 2019 15:36

    Mettiamoci bene in testa una cosa:chi decide che deve vincere le elezioni sono i media...unica, rara, eccezione il NO del lontano 4 dicembre....
    e mi piace pensarla come il papa' di Andrea Scanzi. Adesso la loro ambizione è che il M5S muoia e si decomponga fra le proprie macerie, e potranno così ripristinare tutta la merda di prima.
    Io credo che il Movimento dovrebbe fare come certi scarafaggi che, quando sono in pericolo, fingono la morte per far credere al nemico che li ha abbattuti.... Orso Grigio, padre di Andrea Scanzi........

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    1. Santussa Andriano3 agosto 2019 15:38

      Raffaella Schiavone credo che ci sono stati e ci saranno occasioni in cui si finge e si fingerà d'esser come...scarafaggi

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    2. Flavio Ranalli3 agosto 2019 18:06

      Raffaella Schiavone ma perché, lo scorso hanno i media tifavano per il M5S? Diciamo che ci abbiamo messo del nostro nel perdere consenso, siamo onesti

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    3. Santussa Andriano3 agosto 2019 18:07

      Flavio Ranalli, purtroppo il “nostro” è stato firmare il contratto con la Lega, non digerito da una fetta del Movimento che ha cominciato a remare contro ad ogni quisquilia... sommato al resto, politici malfattori, media è quella grossa fetta del PD contro Renzi che all’arrivo del Zinga è ritornata all’ovile il dato è tratto

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    4. Flavio Ranalli3 agosto 2019 18:09

      Santussa, il contratto poteva starci ma non è stato gestito con la dovuta fermezza. Poi,magari, alla lunga i cittadini che si sono allontanati dal Movimento si ricrederanno pensando a quanti provvedimenti utili si sono potuti concretizzare ma per ora il saldo non pende ancora sostanziosamente a nostro favore: troppe,v giravolte ed indecisioni. Speriamo almeno nella revoca della concessione ad Atlantia, il cui ingresso in Alitalia è stato un altro boomerang

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  5. Santussa Andriano3 agosto 2019 16:20

    Penso che l'egregia e veritiera analisi di Giovanni Caianiello non possa arrivare ad un popolo per lo più insulso.

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  6. Antonino Notarstefano3 agosto 2019 18:04

    Più chiaro di così!!!

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  7. Una riforma sulla giustizia non può essere considerata buona solo perché è scritta da avvocati o da magistrati. Anche a Berlusconi le leggi sulla giustizia le scrivevano i suoi avvocati, ma facevano provvedimenti ad personam suolo per salvarlo dai processi. La bozza di riforma Bonafede non è ancora molto conosciuta, tranne che nella parte che prescrive (in astratto) i tempi della durata del processo e sanzioni per i magistrati che sforano quei termini. Io spero che si intervenga anche sulle cause strutturali che rendono lunghi i processi, altrimenti è tutta una cavolata. Nel mio articolo precedente avevo individuato i punti critici che rendono i tempi del processo irragionevoli. Dire che tutto deve chiudersi in 6 anni o in 5 anni lasciando la macchina della giustizia con le attuali aberrazioni è un’idiozia. Sarebbe come pretendere che una macchina col motore disastrato che non supera i 50 Km/h, debba raggiungere la velocità di 150 Km/h senza mettere a posto il motore. Se una riforma seria non verrà approvata con il M5S al governo non ho più speranza che ciò possa avvenire in futuro. Finora ci sono solo due punti fermi: No alla separazione delle carriere (quella delle funzioni c’è già), e No allo stop sulla prescrizione. Spero si tenga la barra dritta su questi punti ma che si vada oltre verso una vera riforma.

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  8. Spero che la chiave ironica con cui hai posto sul tappeto i punti della riforma della giustizia che proprio non scendono giù a chi non la vuole, possano suscitare qualche dubbio in chi supporta i partiti con lo spirito poco razionale del tifoso

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  9. Indifferibile andare al voto e dare voce agli Italiani. Questo governo oramai non lo vuole più nessuno, non si capisce il tentennare di Salvini che avrebbe numeri da super maggioranza anche andando da solo. I 5 stelle li abbiamo visto all'opera credo sia sufficiente.

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    1. Se è per questo abbiamo visto all’opera anche la Lega. Figuriamoci se dovesse governare da sola.

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  10. 5 stelle autentici quaqquaeaqquà.Capisco chi ha il culo comodo sulle poltrone romane, ma gli idioti che ancora, sempre meno, li sostengono?

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