mercoledì 22 maggio 2019

VIVA L'EUROPA. UN POSTO A BRUXELLES NON SI NEGA A NESSUNO

di Giovanni Caianiello - Tutti affannati per un posto a Bruxelles, persino Berlusconi, oggi si accontenta di una poltroncina, tra gli scranni del Parlamento europeo, visto che in Italia l'ultimo posto a sedere che gli hanno offerto, era un seggiolone a Cesano Boscone.

Ma a Bruxelles sperano di sedere tanti altri trombati non eletti il 4 Marzo, dalle poltroncine rosso vellutino di Palazzo Madama e quelle in pelle umana (ovviamente dei cittadini), di Montecitorio. Viva l’Europa.

Ma c’è una missione da compiere e tutti vogliono andare a cambiare l’Europa. Praticamente una crociata, infatti, da buon cristiano, c’è persino chi va in piazza a pregare con tanto di Rosario. Parola d’ordine, “Cambiamo l’Europa”. La stessa, che però fino a ieri hanno sostenuta ed amata e qualcuno persino adorata, andando genuflessi, in segno di massima devozione, a prostarsi per un pugno di euro e poi per qualche euro in più, da investire e dividere tra i Rojo e Morales, in cambio dei diritti dei peones come offerta votiva.

Così le pedine, così si chiamiamo i peones italiani, che già si erano visti sottrarre la lira, quella che lo Stato stampava e distribuiva in proprio, cancellata per prenderne in prestito un'altra ad interessi, un vero affarone, roba per intelligenza ovipara, hanno poi subito il furto dei diritti dei lavoratori, come art. 18, i diritti dell'istruzione sempre più privata, della sanità, dove se stai male e ti ricoverano, se sei fortunato, trovi posto su di una barella in corridoio, tra simpatici animaletti come formiche e topini, a patto però, che le lenzuola ed il cuscino te lo porti da casa. Mentre le pedine povere ed i clochard non sono più soli, da anni, a mezzogiorno, sono ormai accompagnati sempre da pensionati minimi alle mense della Caritas, non si sa mai, che ci scappa un primo anche per loro. Si chiama socializzazione.

Infatti, i partiti, di quelli bravi, competenti e capaci, ma soprattutto intelligenti, si sono opposti alla misura del governo sul RdC e l’aumento delle pensioni minime di cittadinanza, per non correre il rischio di svuotare le mense gratuite.

Ma viva l’Europa. Bruxelles, è anche il porto sicuro per parlamentari migranti da partiti in debacle ed un futuro economico garantito, stipendi e vitalizi compresi, perché in Europa, per fortuna non valgono le leggi italiane, di quei cattivoni dei 5 Stelle. Viva l’Europa, sarà bellissima! Per ora però, siamo tutti antieuropeisti, persino a +Europa della Bonino, non sta bene così com’è e cioè, proprio a quelli, che così l’hanno voluta fino ad adesso ed ora vogliono cambiarla, ma solo per lasciarla così com’è. È il ritorno di moda di ogni campagna elettorale. Una specie di remake, ma sempre originale.

Intanto, c’è chi, dalla sua poltrona di vellutino verde, tra un catetere ed un pannolone, se la gode, mentre tutti si agitano in cerca di un rifugio in quell’Europa, alla quale lui, “Prode Romano”, ha tanto contribuito sin dai tempi della sua dipendenza dalla banca americana Goldman Sachs, di cui era Advisor per l’Europa e dalla quale, sono partite le sue fortune. Dapprima all'IRI, opportunamente smembrato per essere poi scalato e comprato, proprio dalle banche e multinazionali americane. Poi l’approdo a Palazzo Chigi, dove certamente non è arrivato per caso, è da dove poté lanciare il meraviglioso slogan “ CONL’EURO LAVOREREMO UN GIORNO IN MENO E GUADAGNEREMO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU’ ” e regalarci l'euro, che però nessuno gli aveva chiesto, salvo le banche d'affari tanto care. Quando si dice essere di sinistra! Profetico, ma solo a metà, infatti, con l’euro, abbiamo tutti lavorato un giorno in meno, anzi, buona parte dei cittadini non ha neppure mai più lavorato, quanto al guadagno, siamo diventati bravissimi a leccatori di sarda.

Ma viva l'Europa, quella dei popoli, di Spinelli e De Gasperi, ma specialmente di Spinelli, che per poter realizzare il suo progetto, andò ad ingraziarsi negli Usa, i banchieri, Rockefeller in testa e persino la CIA e le multinazionali, proprio quelle che casualmente ci comprarono a saldo. Ma viva L’Europa e soprattutto viva L’Italia, che grazie proprio alle banche, CIA e Multinazionali, smise di essere la quinta potenza mondiale per essere il fanalino di coda del vecchio continente, però siamo padri fondatori e ce ne riempiamo faringe e scusa se è poco, mentre quelle della Merkel e Macron ci intonano una sonora pernacchia.

Ma viva l’Europa, quella del Parlamento che ha due sedi, una a Bruxelles, quella principale è l’altra a Strasburgo, inutile ma, una marchetta alla Francia, che comunque non legifera, quello lo fa la Commissione Europea, non è eletta dai cittadini, mentre il Parlamento è solo consultivo o al massimo presenta proposte di leggi. Un’altra marchetta, questa volta agli elettori, che così almeno si illudono di contare qualcosa.

Ma dopo il 26 Maggio, si rinnova anche la Commissione Europea, il governo d’Europa, i neo eletti, voteranno i componenti di quella nuova, i cui nomi, come tradizione, saranno rigorosamente indicati dalle banche che contano, quelle della finanza e dagli interessi internazionali, tanto per ribadire chi comanda. Nel frattempo, noi continuano a votare per cambiare “l'Europa”, soprattutto mandandoci i soliti nostri eroi: Silvio ed i suoi fratelli, la cocomerina e persino quelli di Maz-Zinga…retti, "proprio quelli che servono per cambiare, per non cambiare nulla. Viva l’Europa.

Giovanni Caianiello
22 Maggio 2019

19 commenti:

  1. Giuseppe Ippolito23 maggio 2019 09:36

    Un articolo dal tono sarcastico, ma con finte critiche e falsi bersagli. Molte ingenuità e luoghi comuni. Sono davvero preoccupato per il presente del giornalismo.

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    1. Antonio De Luca23 maggio 2019 10:13

      Giuseppe Ippolito Si può condividere o meno i contenuti dell'articolo di Giovanni ma anche a me sfuggono le falsità di cui parli. Una disamina tristemente vera che, a mio parere, lascia l'amaro in bocca al pensiero di cosa sarebbe potuta essere questa Europa e cosa in realtà é stato realizzato. Che lascia quel retrogusto di merda nel vedere oggi, come sempre, il posizionamento delle truppe di gattopardiana memoria a difesa del vecchio in nome del nuovo, i vari Ma-Zinga tanto Bonini i cui retti finiscono per essere sempre i nostri. Il tutto immerso in un Festival dell'ipocrisia e della paura che tenga a bada, nei propri ovili, le masse in cerca di tutte quelle certezze che hanno perso.

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    2. Falsità? Signor Ippolito, lei bara. L'articolo di Caianiello parla di realtà europea che solo chi apprezza quel sistema becero, arrogante e presuntuoso, può trovare pieno di luoghi comuni. Arrogante perché si arroga il diritto di decidere per tutti i cittadini degli stati membri , sotto la veste ipocrita di paladino dei diritti dei popoli, che si mostra solidale ma ha chiuso le frontiere con i fili spinati e migranti non ne accoglie, che assicura, come dice il grande articolista, poltrone e poltroncine ai soliti noti(ci sono ancora Zanicchi, Boniperti, Comi, Gardini?) ,Ricordo le figuracce che ogni volta ci hanno fatto fare Renzi e Berlusconi in Europa, quando invece oggi abbiamo, checché ne pensi lei un presidente del Consiglio che ha ridato dignità al ruolo europeo. Andare in Europa per non cambiare nulla, come dice il signor Calaniello, di cui condivido ogni parola, significa lasciare che i soliti noti lavorino su ciò che ha fatto dell'Europa lo zerbino di stati esterni e la bandiera dell'antidemicrazia presso gli stati più deboli, che sfrutta a suo piacimento senza dare nulla in cambio, destabilizzando, anzi, portando il caos, promuovendo guerre. E chi andrà in Europa sarà chi non ha voglia di cambiare nulla. Tutti a dire. andiamo in Europa per cambiarla... grande bugia...
      La verità è che a molti politici nostrani non interessa il cambiamento dell'Europa perché sono proprio loro che l'hanno voluta e la vogliono così. Sfruttano la parola cambiamento che non gli appartiene quella che il M5s ha usato per primo e sta dimostrando di volere attuare con i fatti

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    3. Fiorello Bonsanti23 maggio 2019 10:15

      Tutto di tutti è condivisibile, almeno oggi! Ma cosa ne direste di attendere i risultati delle elezioni?

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    4. Signor Giuseppe Ippolito, se non è dato sapere quali siano le "finte critiche e falsi bersagli. Molte ingenuità e luoghi comuni" con cui lei esprime una valutazione dell'articolo di Giovanni Caianiello, allora ha espresso una critica ingenua e intrisa di luoghi comuni

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  2. Giuseppe Ippolito, finte critiche e falsi bersagli...luoghi comuni? E, di grazia, quali sarebbero?

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  3. Bellissimo articolo di Giovanni. Un flash perfetto di una situazione che si trascina ormai almeno da un paio di decenni. Un Parlamento eletto direttamente dai cittadini che però conta poco. Certamente non quanto un organo democratico espressione diretta della volontà popolare. E questo perchè è stato considerato da quasi tutti i partiti un bel posto dove andare, ben retribuito e con parecchi privilegi. E dove collocare, a volte, personaggi non più "utili" alla gestione del potere nazionale e locale.
    E non si tratta affatto di luoghi comuni. Gli esempi sono innumerevoli e i problemi sempre gli stessi da troppo tempo.
    Questa volta, a distanza di 40 anni dalla prima elezione, possiamo sperare in un cambio di rotta che ritengo oltremodo necessario per il rilancio dell'idea Europa.

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    1. Senza fare nomi, sarebbe di cattivo gusto, ma non la pensavi affatto cosi ieri , però si può cambiare idea e chissà quanto idee e cavalli cambierai.

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    2. Giangiuseppe, sul cambio di rotta non ci giurerei

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  4. Giovanni Caianiello, grande articolo, una disamina perfetta, sintetica, ma accurata ed eloquente, dell'UE attuale, chi sono i colpevoli di tale dramma e come cercare di porvi rimedio...... complimenti

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  5. Egle Maria Villa23 maggio 2019 10:31

    Questa l’Europa dei lobbisti... si sono spostati dove vengono decise le direttive: che fiducia possiamo avete?
    https://youtu.be/nDaLJcq-DQM

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  6. Qualcuno parla di luoghi comuni, finti bersagli, forse si 'riferisce' agli slogan dei 'competenti' e 'capaci', che in questa campagna elettorale, non avendo dalla loro più 80 euri su cui contare, ma sopratutto idee e programmi concreti, parlano a vanvera di 'temibili' derive populiste o sovraniste, derivanti da un 'certo ' esito del voto di domenica, in tal caso; il signor Giuseppe Ippolito, chissà che non possa pure, aver 'ragione'

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  7. Ciò che trovo, altrettanto sconcertante, è che i leader di partito, quasi tutti, pur essendo già eletti in Parlamento, si candidano anche al Parlamento Europeo, ben sapendo, che non ci andranno mai. Uno specchietto per le allodole, per portare acqua al loro mulino. Salvini,vice ministro, la Meloni, Berlusconi ed altri, si candidano per tutti i collegi, Nord, Centro, Sud e Isole. Qualcuno può obiettare, che niente lo vieti, ma rimane comunque il solito atto di furbizia elettorale non certo leale nei confronti degli elettori.
    Unica forza politica a non giocare sui nomi è il 5Stelle. Sarà un caso?

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    1. Maurizio Stabile24 maggio 2019 08:05

      Giovanni Caianiello, ed è anche quella che ha speso meno. Ma pare che la gente se ne fotta.

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  8. Grazie Giovanni Caianiello, un articolo che elenca con sarcasmo fatti inoppugnabili

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  9. Bocca della verità23 maggio 2019 19:01

    Avete un Presidente del consiglio almeno formalmente, il quale sostiene l'esatto contrario di quello che un po' pedestremente scrivete , delle due l'una o Conte dice cazzate oppure le cazzate le dite voi. Certo Conte è almeno composto voi molto meno.

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  10. La comunità europea, nell’ispirazione iniziale, con il principio fondamentale della libertà e dell’unità doveva organizzare la vita sociale ponendo al centro i diritti dei cittadini. È andata diversamente. Tenendo presente che gli aspetti negativi o positivi di questa organizzazione sono le conseguenze delle decisioni assunte dagli Stati Membri. Quando uno Stato intende appellarsi al nazionalismo o al sovranismo si pone in contrapposizione alle istanze e alle politiche della organizzazione internazionale e sovranazionale alla quale appartiene. Allora, nel fare un consuntivo di tutti i processi storici, dobbiamo domandarci: se questa Europa non la vogliamo più; la vogliamo così come è o la vogliamo riformare. Tutti quelli che cercano di conquistare un posto a Bruxelles dicono di farlo per cambiarla. Qualcuno avrebbe potuto farlo prima ma, pur non rinunciando allo stipendio mensile, ha preferito disertare le sedute del Parlamento con un record di assenze del 90%. Per tanti aspetti, questa Europa è indispensabile ma deve essere, veramente, riformata. Primo passo recuperare il principio della centralità del cittadino. Dopo rivoluzionare l’assetto istituzionale incominciando col darsi una vera e propria Costituzione che sancisce la nascita di una sovranità al di sopra degli Stati Confederati. Sovranità che deve essere delegata al Parlamento Europeo i cui membri sono eletti a suffragio universale diretto in ogni Stato membro. In questo quadro riformatore vanno riviste le competenze della Commissione e del Consiglio dell’Unione fermo restando il principio della centralità del Parlamento. I trattati dovranno definire le materie di competenza dell’Unione e, le decisioni prese dovranno essere vincolanti per tutti, pena l’espulsione della Stato che non le rispetta. Guardando avanti, questa è la mia visione dell’Europa unita.

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    1. Fiorello Bonsanti24 maggio 2019 08:04

      Visione condivisibile! Il problema è che non ci sono coloro che debbono scrivere la Costituzione Europea così come tu la auspichi. Giova a tutti coloro che percepiscono stipendi favolosi col 10% delle presenze alle assemblee! é nel caos che proliferano queste ghiotte possibilità. Ove ci fosse ordine ed equanimità, questo andazzo non sarebbe possibile. E ti pare che questi siano tanto sciocchi da cambiarlo?

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  11. Santussa Andriano24 maggio 2019 08:03

    Condivido ogni sillaba, veritiera e inattaccabile, di Giovanni Caianiello. Il resto si tenga stretto il malaffare

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