giovedì 30 maggio 2019

LA SCONFITTA E LA SOLITUDINE DI UN CAPO POLITICO

di Giangiuseppe Gattuso - Un certo dispiacere, non si può negare, c'è. Anche un pizzico di mortificazione per le ragioni che ho espresso più volte e che riguardano il consenso ingiustificato nei confronti di un partito vecchio e un leader di sistema. Iscritto alla Lega Nord nel 1990. Quando Luigi Di Maio aveva 4 anni.

Resta sostanzialmente intatto invece il senso, lo spirito, che sta alla base dell'unica realtà politica nuova e diversa da tutte le altre. Che ha pagato esageratamente un prezzo non meritato, una punizione ingiusta come forza di governo di maggioranza relativa. Una palese contraddizione se paragonata al voto spropositato nei confronti dell’altra componente che, aritmetica alla mano, ha realizzato molti meno provvedimenti. E che rappresenta una contraddizione palese, eclatante.

Frutto di una campagna elettorale fondata su un paradosso che ha visto il M5S attaccato da fronti opposti con accuse invertite a seconda della provenienza: Silvio Berlusconi e le forze d’opposizione di destra sottolineavano un giorno si e l’altro pure che il M5S è un movimento politico di sinistra (comunista!) e che imponeva al suo alleato di governo provvedimenti contrari al programma di Centro Destra. Matteo Salvini, quindi, totalmente succube di Di Maio(!). L’opposizione di centro sinistra, PD in testa e gli altri, esattamente il contrario: Il M5S e Di Maio scendiletto di Salvini e della Lega e quindi una forza politica di destra e un governo fascioleghista(!). Al limite del grottesco.

Il sistema mediatico, per restare in tema, ha continuato a bombardare il governo prendendo di mira soltanto e sempre il M5S, pompando fino all'esasperazione il saltellante travestito di felpe e divise di ogni colore. Lo scopo principale, infatti, è rimasto sempre lo stesso fin dalla sua apparizione sulla scena italiana: distruggere l’intruso e pericoloso M5S. Chi non riconosce questa evidente realtà è in palese malafede.

In buona sostanza, gli elettori hanno premiato Salvini e la Lega e punito il M5S per i risultati dell’azione di governo. Che, come abbiamo detto, analizzando le cose fatte, sono frutto del lavoro di Di Maio e del suo Movimento, almeno per la stragrande maggioranza. Un paradosso incredibile.

Gli errori, e ce ne sono, fanno comunque parte del passato. Devono servire da subito a porre rimedio, a tentare di arginare una deriva innegabile, a ricomporre le fila, a generare ancora entusiasmo. A mettere mano a una ristrutturazione del Movimento da troppo tempo colpevolmente rinviata. Le ragioni della pesante sconfitta di domenica 26 maggio risiedono prepotentemente in un carente pervicace sistema comunicativo, costituito sostanzialmente soltanto dalla rete. Che, superata la prima fase pionieristica nella quale il M5S aveva una presenza predominante, è ormai utilizzata da tutti con risultati anche più efficaci.

E non è perchè Luigi Di Maio concentra sulla sua persona troppe cariche. Semmai, essendo il “capo politico”, ha, per forza di cose, le maggiori responsabilità perchè connesse al ruolo. Se avessi potuto votare sulla piattaforma Rousseau, infatti, avrei votato sicuramente per il SI.

La questione che credo, invece, sia più importante, quasi dirimente, riguarda la struttura del Movimento nel suo essere diventato forza di governo. E cerco di essere più chiaro facendo un azzardato quanto verosimile paragone con una forza politica che ha governato il Paese per 50 anni. La Democrazia Cristiana.

Quella grande forza politica, che alle elezioni del 1992 raccolse meno parlamentari di quelli eletti il 4 marzo 2018 dal M5S, era “governata” da organismi interni, e personaggi che determinavano la linea politica e le scelte da perseguire. Tutto ciò, dopo gli esiti di periodici congressi territoriali e nazionali, avveniva nel corso di riunioni di Direzione Nazionale, di Segreteria politica e di continui incontri tra i cosiddetti vertici del partito. Insomma, per tornare a noi, Luigi Di Maio, che io ammiro e sostengo, ha svolto finora, a soli 32 anni, ciò che facevano insieme, ognuno con una corposa dose di responsabilità, uomini politici come Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Arnaldo Forlani, Carlo Donat Cattin, Giovanni Goria, Emilio Colombo, Antonio Gava, per citare i più conosciuti e pure famosi, anche per altri motivi.

Nostalgia di quel sistema partitocratico che ho piacevolmente vissuto? Assolutamente no. L’ho ribadito innumerevoli volte e lo faccio ancora.

Credo, sommessamente, però che sia arrivato il tempo di irrobustire la struttura del Movimento con l’immissione di teste pensanti, di persone di buona volontà, di riunioni e incontri di studio, di coordinatori settoriali, di consiglieri e esperti di comunicazione. Insomma, che ci si adoperi perchè il “capo politico” possa, nelle delicate e importanti decisioni quotidiane e di lungo percorso, avere il conforto e il confronto delle idee più utili al Paese. Senza tralasciare nulla per il benessere del Movimento nelle sue articolazioni territoriali, dalle grandi città alle realtà più remote e periferiche.

Giangiuseppe Gattuso
30 Maggio 2019

41 commenti:

  1. Voti giusti e voti ingiusti di cui i 5 stelle sarebbero vittime. Giangiuseppe ti sei bevuto il cervello sei solo un tifoso senza alcuna capacitò di analisi. devo dire che vederti ridotto cosi mi fa pure dispiacere.

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  2. Solo? Perché solo? Siamo noi ad essere soli, lui si spende per una società più giusta, dove gli ultimi siano sostenuti, se noi non lo seguiamo , siamo noi ad essere soli, terribilmente soli. Decisamente non è un paese dell’accoglienza, come si vuol far credere, non è una società dove poter far figli!

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  3. Giangiuseppe, e tu rispondi ad un anonimo, ad uno che non ha il coraggio di rivelare la propria identità?

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  4. Quasi tutti i provvedimenti adottati dal governo sono decreti e disegni di legge del M5S. La Lega si è intestata la sola legge sulla (il)legittima difesa. Alle europee il M5S, dal 33% delle politiche è sprofondato al 17% mentre la Lega è passata dal 17 a oltre il 34%. Se fosse stato un voto sull’azione di governo i risultati avrebbero dovuto dare un esito a parti invertite. Dunque il voto degli italiani è stato orientato dalla suggestione di un capitano solo al comando, uomo forte, battutista tutto sorrisi, selfie e travestimenti. Se così è, stiamo attraversando un periodo di forte decadenza politica, alimentata da un giornalismo professionalmente criminale alla mercè dei suoi editori-imprenditori. Ma se abbiamo perso oltre 6 milioni di voti di cui alla Lega è andato il 15% e al PD il 5%, tutto il resto si chiama astensione che fa rima con delusione. Ecco il punto da cui tentare di ripartire. Bisogna mettersi in testa che il M5S ha un elettorato intransigente che non gli perdona nessuna incongruenza. Questo, secondo me è stato sottovalutato. A cominciare dall’alleanza (seppure contrattuale) con un partito del vecchio sistema, zeppo di corruttela, affarismo e vicinissimo a B. Non gli ha perdonato il voto sulla Diciotti (vero punto di non ritorno per molti elettori), gli eccesivi annunci non onorati, le gaffe sui balconi e la povertà sconfitta, le capoliste calate dall’alto da Di Maio (che hanno fatto una pessima figura), l’eccessivo strapotere del capo politico che, a soli 32 anni accentra 4 cariche strategiche (manco se fosse Napoleone), dando l’impressione che tutti gli altri siano degli incapaci e, infine, le sue dimissioni rimesse nelle mani degli iscritti (poche migliaia di persone), anziché fare lui la scelta più opportuna. Mi fermo qui sospendendo il mio giudizio sul futuro prossimo del movimento, di cui attendo un colpo d’ali e un netto ritorno alle origini. A cominciare dalle priorità che si sceglieranno a Palazzo Chigi.

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    1. Raffaella Schiavone30 maggio 2019 22:48

      Mettiamocelo in testa: da soli non sfonderemo MAI...allearsi sarà una regola...a meno che non si voglia stare all'opposizione a vita,in quel caso addio leggi per il bene comune che puoi fare SOLO se governi...

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    2. Maurizio Alesi se la fai con il pd( che non lo farà mai a prescindere) ti mangia con un boccone
      Restano fi e i fascisti
      Non so, boh

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    3. Marina Nicoletti30 maggio 2019 22:55

      Concordo sul fatto che il m5s ha un elettorato molto schizzinoso e intransigente che non ti perdona nulla. Verissimo. Gli altri elettorati accettano tutto e ringraziano pure, i nostri no, e alla prima incongruenza ti bastonano anche se si tratta di un qualcosa che per motivi contingenti o sopravvenuti, non poteva essere attuata o se occorreva più tempo. Non perdonano nulla, anche a costo di diventare ottusi e masochisti dato che votando altrove o astenendosi possono solo peggiorare le cose.

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    4. Maria Luisa Cosentino30 maggio 2019 22:56

      Maurizio Alesi, pensiero coerente e appassionato, abbastanza condivisibile. Se riusciremo a fare tesoro degli errori (che pure ci stanno perché sono stati guidati da una visione diversa e dall'illusione che la piovra fosse un poco meno aggressiva) le posizioni si dovranno invertire. Se il paese non capisce che se vuole progredire deve anche soggiacere a regole e comandamenti non abbiamo "dove andare"!!!

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    5. Raffaella, Bisogna vedere con chi ci si allea. E' sotto gli occhi di tutti che questa alleanza ci ha asfaltati. E' lecito chiedersi il perchè o è troppo. Chi lo dice che la soluzione migliore sia quella di continuare con questo alleato.

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  5. Si spende per una società giuusta, però assume e sottopaga lavoratori di colore in nero, costruisce abusivamente, certo suo padre si è scusato in televisione per questo. hanno cmq promesso che non lo faranno più.

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  6. IL PREZZO ELETTORALE PAGATO DAL M5S E' DA ATTRIBUIRE ALLA SUA TRASFORMAZIONE DA MOVIMENTO AD ISTITUZIONE, CIOE', DALLE PIAZZE AI PALAZZI DEL GOVERNO.
    PER QUESTO MOTIVO NON CI SONO PENE DA ESPIARE PER NESSUNO. C'È SOLTANTO DA STRUTTURARSI COME ORGANIZZAZIONE POLITICO-PARTITICA.

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  7. Il prezzo lo abbiamo pagato solo noi mentre la Lega vola, pur essendo al governo come noi. L'esigenza di riorganizzarsi è sicura ma non può essere la causa di un crollo così devastante. Il problema è tutto e solo politico.

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  8. Ho trovato diversi spunti su cui discutere, in questo post. Il primo, quello secondo cui M5s sarebbe vittima degli attacchi provenienti da più parti. Cosa vera, ma che non li distingue dagli altri schieramenti politici. Infatti, da quando esiste la politica, tutti attaccano tutti. La differenza sta nel reagire in maniera costruttiva, piuttosto che piagnucolare perchè ti attaccano. Con i risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti. Quanto all'immissione, all'interno di M5s di "teste pensanti, di persone di buona volontà, di riunioni e incontri di studio, di coordinatori settoriali, di consiglieri e esperti di comunicazione" sarebbe auspicabile senz'altro. Ma temo che così facendo, M5s cambierebbe pelle. Diventerebbe esattamente come tutti gli altri, cosa che a loro ha sempre ripugnato. Siamo sicuri che sia un bene per loro e il loro elettorato, abituati a sputare, per riflesso, contro tutti i cattivoni che attaccano i loro beniamini? Stiamo parlando di gente che preferisce esprimersi all'interno di una piattaforma ( Rousseau ) all'interno della quale vige la più assoluta incertezza ed anarchia in fatto di sicurezza dei dati e dei voti, una piattaforma che è già stata hackerata. E il vice premier Di Maio, che giurando sulla Costituzione, si è reso responsabile di fronte a tutta l'italia, adesso dice che si affida al giudizio della stretta cerchia degli iscritti Rousseau. Un epilogo che definire tragicomico è dire poco.

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    1. Non è vero che la stampa attacca tutti. L'accanimento contro il M5S è senza precedenti e lo vedono anche i ciechi. Sono d'accordo invece che affidare ogni decisione importante alla piattaforma Rousseau è un test senza significato e, anzi, fuorviante tenuto conto che a decidere sono solo pochi click, a fronte di milioni di elettori che non hanno diritto di espressione rispetto alle scelte politiche. Se davvero si vuole interrogare il proprio elettorato bisogna farlo su larga scala, altrimenti decide sono una piccola élite, non rappresentativa.

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    2. Criticare il M5S perchè utilizza la rete e la piattaforma Rousseau per prendere decisioni politiche attraverso la partecipazione degli attivisti è un non senso. Il M5S si fonda proprio su questi presupposti. Chi ha voglia di partecipare può farlo benissimo iscrivendosi senza per questo assumere alcun impegno. Non credo che banalizzare, come fa il coro mediatico, sia qualcosa di producente.
      Il M5S nasce come qualcosa di completamente diverso dal sistema partitocratico e fa della partecipazione dei cittadini uno dei punti fondamentali della sua esistenza. Ovviamente non per questo deve piacere. Vuol dire che il sistema degli altri partiti, la politica da questi perseguita negli ultimi decenni rappresentano per molti una soluzione migliore dei pentastellati. Io non sono tra questi.

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    3. Io credo che la cosa possa funzionare.Se noi pensiamo a come vengono fatti i sondaggi, dove con qualche migliaio di intervistati si confezionano prodotti che spesso funzionano, qui abbiamo 45000 votanti che, pur non essendo scelti in maniera diversificata per età, cultura e altro, sono un numero di molto superiore a quello dei sondaggi. Pensiamo anche alle proiezioni dei risultati

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    4. Il problema non sta nel criticare uno strumento di partecipazione. Quello che non va è affidare a pochissimi click, una decisione che, per avere un minimo di attendibilità, dovrebbe basarsi su una base molto più ampia. I voti ricevuti a favore di Di Maio sono stati poco meno dell’1% dei voti ottenuti alle europee. Rousseau sarà una piattaforma democratica ma cosa te ne fai del responso di 4 gatti, se vuoi avere il polso reale del pensiero di chi vota M5S. Questi risultati rischiano paradossalmente di metterti fuori strada. È vero che chi vuole votare su Rousseau può iscriversi nella piattaforma, ma sta di fatto che adesso hanno votato solo 44.000 su 4,5 milioni di elettori. C’è qualcuno che può dire si tratta di un responso cui fare affidamento?

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  9. Andrew Scafidi30 maggio 2019 22:49

    Non vedo alcuna disfatta.
    Di Maio ha lavorato con impegno e coscienza e merita di essere incoraggiato è non demotivalo.
    Saranno stati commessi degli errori.
    Ma in questa vita, chi non commette errori?
    È stato onesto ed ha combattuto contro i corrotti e sleali.
    Ha provato a farsi valere. È ancora carico di energia. Ed allora coraggio più di prima.
    Va a finire che DiBa, che è stato assente, ha più meriti. Ma chi l'ha visto impegnato?
    Dove sta l'errore? In origine, tutti vedevamo 5s un movimento di difesa dei diritti dei cittadini e di contrasto contro la corruzione ed il malaffare. Poi ha vinto le elezioni ed è diventato un movimento delle Istituzioni e di Governo.
    Il popolo lo pretendeva come porta voci del malcontento. Appena divenuto di governo, a tanti che non si sono più visti rappresentati, non è più piaciuto perchè si è rivelato avido di potere. Quindi come tutti gli altri partiti, pertanto, tanto vale non votarlo più. Non rappresenta più.
    Doveva rimanere un movimento propositivo e di sostegno delle leggi popolari, di difesa degli interessi popolari,
    che facesse ridurre la tassazione alle famiglie, in difesa dei servizi e del lavoro è vigile.
    Di Maio non ha perso.

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    1. Di Maio può essere stato il miglior politico di tutti i tempi, può aver gestito i suoi 4 incarichi con il massimo dell'onestà ed impegno ma quando si perdono 6 milioni di voti, una persona responsabile passa la mano ad altri. E' una legge di natura.

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  10. Giorgio Spagnoli30 maggio 2019 22:50

    Di Maio è un vero Onorevole... Gli sconfitti è soltanto il popolo italiano che si isola dal resto della Civiltà dei veri valori!
    Che titolo stronzo è mi scusi?

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  11. Silvio Barbata30 maggio 2019 22:51

    QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN QUESTI GIORNI: è veramente scoraggiante lo stravolgimento dei criteri valutativi; una seria analisi si fa attraverso la comparazione... Luigi Di Maio è uno dei migliori politici che l'Italia abbia avuto; il suo difetto: non saper fingere! Il nostro paese è profondamente malato e negli attacchi a Di Maio da parte di rappresentanti della politica che se avessero un minimo di dignità dovrebbero andare a nascondersi: da Berlusconi, a Letta, Renzi; Gentiloni, Zingaretti (l'uomo che ride sulle sofferenze degli italiani provocate dal suo partito). Una sola sintesi è possibile: cattiveria pura e odio.

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  12. Giancarlo Galloni30 maggio 2019 22:52

    La sconfitta è di tutti, la solitudine non esiste proprio. Non gli siamo mai stati così vicini

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  13. Sono iscritto ed ho votato per Di Maio non perché ritenessi che non abbia fatto degli errori, ma perché credo sia corretto concludere un cammino rivoluzionario che è appena iniziato. Parliamoci chiaro, con la Lega che vuole spadroneggiare non avranno vita facile. Ma ritengo sia giusto condurre, comunque sia, questa nave in porto nel migliore dei modi. I Pentastellati hanno sbagliato qualcosa? Può darsi. Intanto NON hanno rubato. Intanto hanno tagliato i vitalizi e il finanziamento ai giornali (è per questo che li attaccano così ferocemente tutti i media!). Intanto c'è una nuova legge anti-corruzione. Intanto c'è un sostegno ai più poveri. Queste sono solo le basi. Ora si comincia a sviluppare in altezza. Sempre che la Lega non sbrocchi.

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  14. Stefania Sardisco31 maggio 2019 08:21

    Di Maio non è solo!

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  15. Antonella Possoni31 maggio 2019 09:40

    Secondo me, molta della responsabilità è dei media che hanno creato il fenomeno dei delusi a cui, un tot di gente, è andata appresso. Chi crede nel movimento e in Di Maio, continua a crederci.

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  16. Bocca Della verità31 maggio 2019 10:09

    Credenti e non credenti. Io credo o non credo in Di Maio, mi chiedo si può essere tanto idioti?

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  17. Quindi i delusi nel movimento non esistono. È solo un’invenzione della stampa. Tanti auguri.

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    1. bocca della verità31 maggio 2019 20:14

      Certo che esistono, ma mi sembra che qualcuno ne fa una questione di fede pura e semplice, come credere in Dio o meno. La politica è ragionamento non fede.

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    2. Io dicevo che i delusi non esistono, in tono ironico rispondendo a chi nega l’evidenza. Non solo esistono, ma si possono anche contare: sono 6 milioni.

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  18. Giuseppe Floris31 maggio 2019 12:05

    Comunque i fatti parlano chiaro ..la perdita di cosi tanti voti e' per lo meno ... "preoccupante" e' evidente che qualcosa non va non certo per di Maio. Adesso lui deve parlare chiaro e secondo me deve passare qualche ministero ad altri dei cinque stelle, troppi incarichi il movimento e' da sempre stato osteggiato dagli altri partiti che PURTROPPO hanno dalla loro parte i giornali e le televisioni che martellando un popolo tutti i giorni insieme a Salvini hanno prevalso sull'Ignoranza " di molti ignoranza in senso buono cioe' "gente che ignora certe cose "Roma e' un altro esempio importante il massacro giornaliero della Raggi sfociato ora nei messaggi di morte che la costringeranno ad avere la scorta fanno capire "chiaramente" che il movimento ha toccato dei tasti pericolosi.

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  19. Quando una forza politica, in un anno, dimezza i propri consensi, la questione non può essere liquidata con un atto di fede ma si analizzano le cause. Se poi l’alleato di governo raddoppia i consensi, la questione è preoccupante. Anche se l’azione del governo ha ricevuto più stimoli da una sola forza politica, i provvedimenti diventano operativi, in sede parlamentare, per il contributo corale delle forze alleate. Quindi, se i provvedimenti sono giusti o sbagliati il merito o il demerito va ad entrambi. L’elettorato dovrebbe premiare o punire entrambe le forze politiche. Invece si è verificata una cosa incredibile: il ribaltamento delle posizioni di forza. La Lega da forza minore, raddoppiando, diventa forza di maggioranza relativa; il M5S da forza di maggioranza relativa, dimezzando, diventa forza minore. Se la sconfitta ha colpito pesantemente e solamente una sola forza politica, le cause non sono da ricercare solo nei provvedimenti adottati. Non si possono perdere sei elettori su dieci per qualche scontento normativo, tanto meno per gli attacchi concentrici dell’informazione. Nel caso del M5S lo scontento deriva dall’aver derogato aa alcuni principi ideali, quelli che avevano conquistato il consenso di milioni di elettori. La scelta di non concedere l’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti ha lasciato un segno. Qualcuno obietterà che è stata rispettata la decisione presa dagli iscritti attraverso la piattaforma Rousseau. Ogni forza politica decide come organizzarsi. Ma una domanda: il parere dell’80% di 56.127 iscritti con il loro sostegno a Di Maio oscura quella metà degli elettori che non hanno rinnovato la scelta al M5S?! Di Maio è il capo politico ma non è solo, la responsabilità investe tutti. Allora diventa indispensabile un franco confronto franco all’interno del Movimento, possibilmente trasparente. Come scrive Giangiuseppe Gattuso, è arrivato il tempo di ristrutturare il Movimento con una organizzazione ramificata su tutto il territorio. Il destino del Governo dipende da tanti fattori. Comunque, il M5S non può scendere a compromessi né accettare ricatti. Un’ultima considerazione: non si può più sostenere la tesi che desta e sinistra non esistono o si confondono. In politica, destra e sinistra esistono e, senza demonizzare nessuno, hanno valori e obiettivi politici diversi.

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    1. Aniello Bruni1 giugno 2019 00:06

      Lorenzo Romano tutto abbastanza condivisibile, ma le cose di sinistra in quest'anno le ha fatte e le sta facendo la parte pentastellata del governo; possibile che tutti coloro che hanno votato sia lega che pd, ma sopratutto gli astenuti non se ne sono 'accorti'?

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    2. Antonio De Luca1 giugno 2019 00:07

      Lorenzo, tutto più o meno condivisibile ma non sottovalutarei i danni che "gli attacchi concentrici" della stampa riescono fare. Non voglio sparare percentuale a caso ma basta vedere, in questi giorni, a tutte le ore e su tutte le reti i veri e propri orgasmi multipli, tra media, politici, opinionisti o pseudo tali, che vediamo a reti unificate e trasversalmente al colore politico. Al di là degli errori, molti reali, altrettanti fasulli, di Di Maio e della comunicazione del M5S, tutto questo dovrebbe far meditare l'è...lettore medio. Ciò che ha fatto Salvini nel mondo reale é stato, quando non inutile, dannoso ma ciò che è passato, diventando reale, è stato il racconto dei media, soprattutto sinistroidi, che hanno creato a tavolino un inesistente Salvini, grande politico e comunicatore. Potenza dei media. Devastanti

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    3. Signori Aniello Bruni e Antonio De Luca, le sconfitte elettorali sono una brutta cosa. Ho collezionato una infinità di delusioni. Più la speranza era forte, più cocente era la delusione. Quand’ero militante, dopo ogni tornata elettorale, l’analisi del voto era d’obbligo: dovevamo individuare le cause della perdita o della non conquista di consensi. Il metodo migliore era quello di mettersi nei panni degli elettori per scoprire dove avevamo sbagliato. Oggi nessuna forza politica si ferma ad analizzare i risultati elettorali. Chi vince è convinto che se lo merita; chi perde è convinto di aver fatto bene sostenendo che gli elettori non hanno capito. Ecco, gli elettori. Non sono una entità astratta, sono persone che ragionano e capiscono gli umori della politica perché tutto quello che viene deciso o non deciso segna in modo positivo o negativo l’andamento della loro esistenza. Quando si assiste ad una continua sovraesposizione dei politici in televisione, la tesi che gli elettori si fanno condizionare dall’informazione diventa un alibi per nascondere le vere cause della perdita dei consensi. Quando una forza politica, dopo un anno, perde sei milioni di voti c’è qualcosa che non quadra. Comunque, la colpa non è degli elettori. Una volta, le forza politiche potevano contare su uno zoccolo duro. La volubilità degli elettori, l’astensionismo e la mancanza di un sistema elettorale equilibrato sono le cause che rendono precaria la situazione politica. Ancora più grave è il clima di odio che mira a delegittimare gli avversari e a disprezzare gli elettori che, con libertà e convinzione, fanno scelte diverse. Sono stato sempre convinto che le rivoluzioni culturali, morali e politiche hanno bisogno del contributo di tutti. Enrico Berlinguer diceva: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.

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  20. La soluzione c'è: lasciamo tutto in mano a messer Salvini. Lasciamogli condurre la nave. Vediamo in quale porto riesce ad attraccare. Molto probabilmente si finirà sugli scogli o arenati in qualche banco sabbioso, ma tant'è: questo hanno voluto gli itali-oti e questo meritano di avere.

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  21. Bocca della verità1 giugno 2019 12:16

    L'unica cosa seria da fare finchè siamo in tempo, è tornare subito a votare. O 5 stelle o lega o pd o chicchessia occorre una maggioranza che sia tale, questo governo pagliaccio ha fatto il suo tempo ed i suoi danni.

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  22. Non so cosa possa indurre il sig Gattuso a definire capo politico Di Maio. Lui è stato messo in quel posto dai due proprietari del movimento, altro che capo è solo un ragazzo fortunato che malgrado non abbia mai letto un libro o lavorato un giorno i PUPARI gli hanno dato un finto ruolo.

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  23. ehhhhh già...è solo l'inizio del (giusto) declino...alle prossime elezioni di livello nazionale se supereranno il 10% dei consensi...sarà già una grande vittoria!

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  24. Caro direttore in questo momento di grande delusione per un voto ingiusto non coerente immotivato va a Di Maio alla sua persona. Se prima era attaccato si è passati alla seconda fase distruggerlo. Personaggi riesumati che puzzano di naftalina, non gli perdonano di avergli levato i vitalizi. Gli attuali parlamentari sono preoccupati per gli stipendi e la riduzione del numero. Immagino come deve sentirsi! Le nostre TV sono piene di un tracotante Salvini e non si vede il nostro Luigi, invitato a ritornare a fare il bibitaro. Questo giovane uomo si è speso e ha messo la faccia in tutto. Sempre compito, signorile ha espresso, detto tutto quello che è stato fatto e che si farà. Ha coinvolto nella politica molti di noi che non s’interessavano più. Poco competente?Con dissesti idrogeografico che ha messo KO i nostri territori da parte di governanti inutili. Il Pd non canti vittoria non ha fatto niente e certe volte si esprimono con le parole del movimento. Zingaretti presto si ritroverà tra i piedi Renzi.Magari fonderà una nuova sinistra e spaccherà il partito. Riflettendo Salvini ha giocato tutto e solo sull’immigrazione e devo ammettere che ha trovato riscontro se Riace e Lampedusa hanno votato per Lui. Gli errori ci sono stati ma non giustificano il voto dato alla casta, perché Salvini è la casta. Vuole ora imporsi e far fare a Di Maio ciò che vuole. Lui ha le spalle ben coperte.La Meloni si offre, Berlusconi è sempre presente La casta gongola. Se potessi parlare con Con Di Maio gli direi che ancora crediamo nel cambiamento. La sua è un’impresa difficile, ma non è solo. Tanti di noi lo sosterranno.Siete al governo e in maggioranza fatevi sentire e cercate un’organizzazione migliore

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  25. Signora Bignardelli, devo ammettere che il suo commento mi ha commossa, trasuda amore e speranza, fede infinita ed incrollabile, sentimenti che solo una mamma puoò sentire cosi profondamente. ha tutta la mia comprensione anche non sono d'accordo al 1000x 1000.

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