mercoledì 6 marzo 2019

IL TAV – L’OPERA CHE SALVERÀ IL PAESE

di Giovanni Caianiello - Viviamo nel 21° secolo da diciannove anni e l’intelligenza umana dovrebbe aver fatto importanti passi in avanti, invece, nonostante l'aumento della popolazione, la sua somma rimane costante.
È a questo che mi viene da pensare del diffuso dibattito sulla costruzione del TAV, assunto a questione prioritaria più grande per il paese, che rimette in funzione l’economia e il commercio, una sorta di salva i poveri. Sembrerebbero volerlo persino a Matera, Linosa e Pantelleria. Il potere dell'informazione! Già perché un buco praticato in Val di Susa, crea sviluppo a Monopoli, nella Barbagia sarda e a Carrapipa.

Infatti, pure i sardi cominciano a pensarci, così il loro latte, potrà viaggiare più veloce per circa 270 km, tra Torino e Lione, se si capisce però come portarcelo sulla terraferma, dato che in Sardegna, per fare 250 km in treno, ci vogliono fino quattro ore e mezzo salvo complicazioni!

Il TAV, oltre ai piemontesi, solleverà le sorti anche di tutti gli altri, compresi gli abruzzesi, i campani, pugliesi, calabresi e i siciliani, non perché gli serve, anzi non gli serve a un bel niente, ma così dicono gli idoli politici, cortigiani professionisti del mercato laido, che strisciano ai piedi dei potenti, paghi delle briciole della loro mensa, desiderosi solo di raccogliere e rosicchiare gli ossi che cadono dal banchetto.

Io però, questi li capisco, ci mancherebbe, hanno i loro interessi da difendere, tant'è che lo fanno con le unghia e con i denti. Quelli che invece non riesco a comprendere sono i cittadini che da quell'opera non hanno nulla da guadagnare e che si svenano per dimostrarne le buone ragioni.

Non entro, nel dettaglio dei costi benefici, dove e è già dimostrato che i primi sono maggiori dei secondi, ma nella definizione che è un’opera che “serve” al Paese e al suo sviluppo.

Attualmente, da Torino a Lione, il treno impiega all'incirca poco più di quattro ore, mentre dopo l’eventuale costruzione del TAV, pronto tra dieci anni, di ore ne impiegherebbe circa tre, con il risparmio sulla percorrenza di un’ora in tutto. Quindi, si dovrebbe spendere miliardi di euro, bucare una montagna, rischiare un disastro ambientale, per guadagnare una solo ora di percorrenza? Certo, sarebbe un grande beneficio per mele, radicchi e parmigiano arrivare un’ora prima a Lione!

I partiti politici di sempre, PD, FI in testa, però ci tengono alla puntualità, non sia mai che i francesi abbiano a lamentarsi del gorgonzola e del panettone arrivati sessanta minuti dopo. Tanto da far pensare ai bravi della politica di ricorrere alla richiesta di sfiducia per il Ministro delle Infrastrutture e addirittura ad un referendum, sapendo di avere dalla loro parte anche la Lega, come pure Confindustria, quello delle multinazionali e dei grandi costruttori.

Dunque, per guadagnare una sola ora di percorrenza, fatto salvo l’impegno europeo per il 40% sul costo dell’opera, l’Italia dovrebbe sborsare all'incirca cinque miliardi e mezzo, praticamente una nuova finanziaria. Ma realmente, a chi gioverebbe il buco? Sicuramente a chi vede in quei 5 miliardi e mezzo una enorme mangiatoia e contratti a cui aspirano da anni le grandi aziende di Confindustria, che foraggia praticamente da sempre le campagne elettorali dei partiti, ma molto poco ai cittadini delle regioni del centro sud e ancor meno quelli del meridione, ai quali quel buco, che si faccia o meno non cambia assolutamente nulla.

A quest’ultimi invece, quei cinque miliardi e mezzo potrebbero essere straordinariamente utili. Si potrebbero costruire strade provinciali, migliorare le linee ferroviarie e farne di nuove per circolare e far circolare le proprie merci almeno all’interno della propria regione. Interventi necessari dato lo stato della viabilità ancora a livello pre bellico e in alcuni casi addirittura borbonico. Questo si, che creerebbe sviluppo, altro che TAV.

In Sicilia, molte tratte treno non sono mai state elettrificate e sono attualmente ancora percorse la littorine a gasolio, che impiegano fino a 13 ore per percorrere 350 chilometri, con molti paesi non collegati da strade, anche se poco distanti tra loro. Situazione analoga in quasi tutto il meridione, come anche in Sardegna, dove, per andare in treno da Cagliari ad Olbia si impiegano fino a 5 ore per 270 chilometri.

Parlare di utilità del TAV, è un’offesa alla decenza, se non alla intelligenza umana. Un’opera utile solo per gli interessi di consorteria, in cui i partiti politici sono totalmente invischiati ed in difesa della quale sono disposti a scendere a compromessi più abietti e avere la faccia tosta di raccontare che è utile allo sviluppo del Paese. Del resto, anche l’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione nominato dal Governo Gentiloni, nel tentativo di rafforzare l’idea della sua validità, definì invece il TAV un’opera anacronistica e costosa.

A tanti servirebbe un pulsante sul telecomando del televisore per aumentare la capacità di discernimento, ma fino a quando non l’avranno inventato, allora ci saranno favorevoli al TAV, elettori desiderosi di servilismo ad oltranza, dalla memoria corta e dalla scarsa volontà di pensare in proprio.

Giovanni Caianiello
06 Marzo 2019

24 commenti:

  1. Antonella Possoni6 marzo 2019 11:29

    Che cugghiuni! Ancora tav? Ma basta, per me serve altro, comunque, venerdì sapremo.

    RispondiElimina
  2. Le caste hanno il potere di manipolazione delle masse, ma sul Tav non è sicuro il risultato atteso dai prenditori e i loro lacchè e prestanome politici.

    RispondiElimina
  3. Sono sicuro che tante, tantissime persone che condividono queste giuste ragioni contro il Tav, sarebbero disposte a difendere un’eventuale scelta sciagurata del governo in caso di un suo ennesimo cedimento alla prepotenza di Salvini. È mai possibile che l’unico che abbia avuto il coraggio di dire in maniera chiara e forte come stanno le cose, sia stato il bravo Stefano Buffagni: “Andare a casa sul Tav non è un problema”. Mentre ancora tutti gli altri, compreso Conte e Toninelli nicchiano, glissano, alludono e rinviano.

    RispondiElimina
  4. Trovo l'articolo totalmente privo di senso.

    Nel merito il (o la) TAV è un'opera infrastrutturale necessaria per l'ottimizzazione delle direttrici logistiche Europee (e quindi anche Italiane).

    E' evidente che l'autore dell'articolo non ha (e non è una sua colpa) la minima esperienza e/o conoscenza dell'incidenza dei costi della logistica e dei trasporti sulla % dei costi totali dei prodotti(sia in termini ti tempi che di costo "puro").

    Ci si basa su notizie e report di taglio giornalistico e/o sintesi ai fini di lotta politica.

    Chi produce nel settore manufatturiero (e l'italia è la seconda nazione Europea per produzione manufatturiera seconda solo alla Germania) sa bene cosa ciò comporta in termini di competitività nei mercati.

    Non è un caso che il NORD sia compattamente favorevole all'opera (ad eccezione di una parte degli abitanti della Val di Susa, e della solita sparuta accozzaglia no global onnipresente). Tra gli stesse 5 stelle di Torino città c'è un certo imbarazzo nel tenere la posizione (per conoscenza diretta).

    Il mondo produttivo italiano non è forse uno dei modelli più virtuosi...ma questo è...e grazie a questo il nostro paese (che è molto meglio di quanto noi lo dipingiamo) riesce ancora a stare a galla nonostante il fardello della corruzione endemica, di una p.a. inefficiente e di una tendenza diffusa al cialtronismo.

    I fondi per l'ammodernamento e la messa in sicurezza del mezzogiorno non mancano...le due cose non sono e non devono essere in contraddizione.

    Poi se di tutto se ne fa una bandiera ideologica....a beh allora AMEN

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se l'Opera è così fondamentale e necessaria, perchè nessun governo l'ha portata avanti. E se ci vorranno 20 anni per la conclusione dei lavori, come si fa a dire che sarà ancora attuale dopo tanto tempo. Già è inutile adesso essendoci una linea merci che viaggia semi vuota, ed il progetto risalente a 30 anni fa è vecchio prima di nascere. Partire dalla piccolissima tratta Torino-Lione, mentre prima e dopo c'è il deserto non può giustificarsi che con l'esigenza di elargire un pò di denaro agli amici prenditori che sbavano. Se quei miliardi li spendiamo altrove, e mettiamo comunque in circolazione economia e lavoro, che differenza fa.

      Elimina
    2. L'opera ha subito nel tempo profondi ridimensionamenti progettuali, sia per venire incontro alle giuste esigenze dei territori direttamente interessati dalle attività di cantiere, sia per ridurne il costo (si sono tagliate circa il 60% delle opere connesse che erano perfettamente non funzionali...ma quelle si puzzavano di assalto alla diligenza di fondi pubblici).

      Detto questo il tempo necessario al completamento non è brevissimo, ma del resto ciò non giustifica la posizione blocchiamo tutto, anzi semmai...cerchiamo di velocizzare il più che possiamo!

      Poi in fondo a questo serve la politica...si assumano i 5 stelle la responsabilità politica esplicita di bloccare l'opera. Si salveranno l'anima (forse), come non se la sono salvata salvando quel mariuolo di Salvini...ma perderanno i consensi, fino a diventare marginali peggio della sinistra komunista

      Elimina
    3. Non c’è proprio nulla da bloccare poiché l’opera non è mai iniziata. E c’è anche ben poco da ridurre il progetto perché il costo più oneroso riguarda il buco nelle Alpi che dovrebbe comunque essere fatto. Sia che il progetto rimanga lo stesso, sia che venga ridimensionato.

      Elimina
    4. Caro Alesi, fa torto alla sua onesta intellettuale se afferma che l'opera non è mai iniziata!
      Sono disponibili i SAL (Stato Avanzamento Lavori) che l'ufficio di Direzione Lavori ha emesso e che sono già stati saldati dal committente...quindi di cosa parla!!!!!

      Scusate ma qualcuno quì ha fatto almeno il Geometra? (non dico l'ing. del Trasporti)...ma lo sapete come si realizza un Tunnel? Siete mai stati un un cantiere del genere? Ma di che cazzo straparlate!

      Elimina
    5. Ribadisco che neppure un millimetro del tunnel o un centimetro di binario è mai stato realizzato. Quel tunnel che vediamo sempre nelle immagini è solo una galleria geognostica. Niente a che vedere con l'Opera

      Elimina
    6. Quindi secondo lei, l'opera inizia quando la talpa inizia a scavare il tunnel o nientedimeno quando si poseranno i binari sulla massicciata?
      Ma scusi eh...ma cosa va blaterando?
      La cosiddetta, da lei, galleria geognostica sa a cosa serve?
      Ha delle minime nozioni di geodesia, di ingegneria, di economia?
      Mi scusi tanto eh,ma perchè vi improvvisate tutti esperti di cose delle quali non avete la minima idea?

      Apprezzo di più le dichiarazioni di ieri sera di Di Maio: "per noi la TAV non si farà mai!"...ohhhh è una posizione politica (leggittima) e non di analisi tecnico economica costi/benefici.
      Una posizione chiara su cui ogni elettore si regolerà di conseguenza (grillino, ex grillino, o futuro grillino che sia).

      Ma per favore non lasciamoci (tutti) incantare dal connubio tra wikipedia e le sacre scritture del comico Beppe Grillo per trarre delle conclusioni nel merito tecnico delle cose da fare!
      e non è vero che uno vale uno! (manco nella URSS del XX secolo era così)

      Elimina
    7. Non c'è l'ombra dell'inizio dell'Opera dal punto di vista operativo. I sondaggi geognostici servono per analizzare il suolo in profondità e conoscerne la sua stratigrafia onde valutare le sue caratteristiche geologiche e geotecniche. Non fanno parte dell'opera ma sono propedeuitiche ad essa. Detto questo, è inutile continuare su questo argomento. L'analisi costi-benefici realizzata dai migliori tecnici in europa, dicono che che a fronte di 800 milioni di benefici, ci sono 7 miliardi di costi. Ogni persona di buon senso la chiuderebbe qui. Invece c'è chi, come te, continua ad arrampicarsi sugli specchi e a difendere l'indifendibile.

      Elimina
  5. In genere, non rispondo agli anonimi, incapaci di rendersi responsabili di ciò che scrivono e con un contenuto di valore pari a zero. Ma in questo caso, faccio una eccezione, per informarlo, che contrariamente a ciò che scrive, la logistica infrastrutturale legata al Tav non c'entra un fico secco, dal momento che esso non produce veri benefici, se non agli affaristi e lobbisti pronti a sedersi intorno alla mangiatoia, ma questo l'anonimo non lo sa, come anche gli è sconosciuto il fatto, che il progetto trans europeo legato alla linea Kiew-Lione, è stato abbandonato da tempo dagli altri paesi e non verrà mai più realizzata.
    Quanto ai report giornalistici, non li leggo, nè mi suscitano alcun interese, preferendo fidarmi esclusivamente dei fatti e questi dicono esattamente quello che ho scritto.
    Basta, consultare l'orario ferroviario in vigore sulla Torino-Lione e le stesse previsioni degli Osservatori ministeriali sul progetto TAV, per scoprire l'effettivo guadagno in termini di percorrenza oraria, pari a circa un'ora in tutto. Quindi, in che cosa consisterebbe realmente il beneficio, anche se solo per le regioni del nord? Siamo seri. Inoltre, ad oggi, fatta eccezione per i fondi messi a disposizione per il dissesto idrogeologico, non esistono stanzamenti per l'ammodernamento viario del paese, in particolare del sud, dove occorrerebbe un vero e prorio piano Marshall per ridurre, almeno in parte il forte divario dei collegamenti con le regioni settendrionali.
    Fatti, non ideologie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' evidente dal tono della sua risposta che le sue fonti sono l'orario ferroviario ... STUDI e LAVORI!

      Elimina
    2. Anonimo,se lei non è in grado di valutare neppure la valenza dei fatti, le sue valutazioni si commentano da sole. La saccenza tipica dell'anonimato, "STUDI E LAVORI", ne è la chiara evidenza Non le risponderò ulteriormente, dal momento che parlare con chi non esiste è come parlare con signor nessuno.

      Elimina
    3. mi spiace amico mio che la prenda così...ma le ripeto una buona applicazione nello studio, generalmente, porta a buoni risultati.
      Non pretenderà mica la "Regalia" del 18 politico!

      Elimina
  6. Io non credo che le cose siano così semplici, quasi banali, come ho letto nel commento di Alesi. Se fosse così, basterebbe un pò di buonsenso per sistemare la faccenda: non si fa e basta. Ma il mormorio e le lagne di tutti gli industriali del nord mi porta a pensare che la cosa sia più complessa. Non si muove un'intera classe politica per una questione non così importante e soprattutto così chiara come esposta da Alesi nè si può a priori parlare di elargire denaro agli amici imprenditori che sbavano, pensiero tipicamente grillino. O si sanno delle cose certe, e dunque si vada ad esporle alle autorità oppure si taccia. Ma non fare un'opera per timore che qualcuno ci guadagni illecitamente sarebbe come starsene a casa per paura che uscendo qualcuno ti metta sotto con la macchina. A monte, comunque c'è l'avversione programmatica alle grandi opere che, come un fil rouge collega l'atteggiamento medievalista e retrogrado dei verdi e ambientalisti al popolo dei 5 stelle che da quello deriva

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nino Pepe L’opera non va fatta perché è inutile e antieconomica come risulta da una delle più serie analisi costi-benefici mai eseguita. Ripeto che l’opera la vuole solo chi si è impegnato con gli amici prenditori ai quali non interessa se l’opera (che dovrei pagare anch’io), serve o non serve. Io ho detto delle cose molto ancorate alla realtà, che tu vedi banali perché provieni dalla cultura berlusconiana che vede solo gli interessi degli amici del Pil. Non ti riesce proprio di fare un discorso sensato, obiettivo e concreto. La mia parte politica ha sempre detto no al Tav e non vedo cosa ci trovi di banale se.pretendo che si mantenga quella posizione.

      Elimina
  7. Lillo Antinoro6 marzo 2019 15:27

    Quando un padre di famiglia ha poco denaro e deve dicidere come spenderli è corretto che pensi prima ai figli più bisognosi. Da uomo del Sud mi girano i cabasisi a pensare le nostre scuole disastrate, le nostre strade impraticabili, le nostre ferrovie a binario unico, e tutti i disagi infrastrutturali che il sud vive, mentre vi è chi ritiene che è giusto spendere miliardi di euro per far viaggiare in TAV i treni merci. Spero che questa cosa faccia comprendere a noi del Sud che in 150anni nulla è cambiato e che il Nord è ancora il nostro nemico sociale talche tutte le scelte economiche sono state fatte a vantaggio del Nord. E su questo tema ci sarebbe tanto da dibattere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non concordo (almeno parzialmente).
      Sembriamo tutti smemorati.

      Nel secondo dopoguerra la "Cassa per il Mezzogiorno" è stato uno strumento formidabile di infrastrutturazione del sud.
      Lo strumento, con tutti i limiti che ha nel tempo mostrato tra cui la formidabile impennata di fenomeni corruttivi/clientelari, ha consentito fino a tutti gli anni 70 un "vero" recupero del sud.

      Strade, sistemazioni idrauliche, riforestamento.

      poi la deriva...e poi il nulla assoluto, frutto di una classe politica del sud (di destra, sinistra e centro) totalmente assorbita dai propri interessi "Particolari".

      il fenomeno 5 stelle al sud, infatti, non è banalmente dovuto alla faccenda del Reddito di Cittadinanza (conta anche quello ovvio) ma sopratutto alla sacrosanta presa di coscienza del sud che...o si cambia...o si muore!

      Anzichè impegnare risorse per quota 100 e flat tax per le partire IVA (al 90% presenti al nord) il movimento dovrebbe battersi per un piano di investimenti al sud. Ma aimé ....si sono fatti incantare da Salvini (e mica solo loro eh)...dico da Salvini! Che disastro!

      Elimina
  8. Bocca della verità6 marzo 2019 17:08

    La cosa che mi fa piangere e ridere contemporaneamente è il fatto che cji non vuole la tav si rivolga a chi invece la vuole. Se il partito di maggioranza, no tav per antonomasia dicesse no, la la tav non si farebbe. Quindi insulti ed improperie andrebbero rivolti ai grillini i quali dicono di no e invece la voteranno. Cosi hanno fatto sull'ilva, sulle trivelle, sul decreto sicurezza , cosi faranno sulla tav e su qualsiasi cosa li tenga ben saldi alle poltrone. Signori grillini iniziate a vergognarvi anche voi .

    RispondiElimina
  9. Sig Caianello, mi risponda anche se scrivo in anonimo. Avete votato il decreto DIGNIT°, ma con quale faccia oggi votate il decreto sicurezza, robs da vomito. Spero veramente che i 5 stelle spariscano dalla politica italiana, mai visti imbroglioni poltronisti e buffoni come questi, il fatto che siano ignoranti non li giustifica.

    RispondiElimina
  10. Ricordate Razzi e Scilipoti, Aldilà delle considerazioni politiche, bisogna riconoscere che erano simpatici. Crozza ha fatto divertentissime caricature, specialmente di Razzi.Devo dire che invece Di Maio e Di Battista non riescono a sfondare, può darsi sia colpa in parte di Crozza, ma fatto sta che non riescono ad attrarre.

    RispondiElimina
  11. Il (o la) TAV: SI o NO?! Ammetto che non sono schierato per nessuna delle due opzioni. Per un comune cittadino non è facile scegliere sentendo parlare di analisi Costi Benefici, favorevoli o sfavorevoli che siano, perché nel dibattito politico tutto diventa opinabile: anche i numeri! La decisione deve essere presa da chi governa e non dai tecnici, valutando l’utilità dell’opera. In questo caso, il Governo, ha difficoltà a decidere perché i due partner che lo sostengono hanno posizioni diverse: la Lega, per il SI TAV; il M5S, per il NO TAV. Il Presidente del Consiglio sta cercando di mediare. Chissà? Forse Conte, come per il Global Compact, farà decidere al Parlamento! Lì: basta prendere le distanze con un voto contrario o l’astensione. Ieri ho seguito il dibattito alla Camera sulla legge per la legittima difesa. C’è stato un confronto serrato fra le opposizioni nel totale silenzio del M5S. Infine la legge, che tornerà al Senato, è passata con il voto delle destre e del M5S: 25 del Movimento hanno disertato. Dopo il caso Salvini, con questa votazione, il M5S pur soffrendo, subisce e accetta. Non c’è due senza tre: il TAV non sarà un’opera che salverà il Paese ma, il Governo: SI!

    RispondiElimina
  12. Bisogna tornare a vtare subito o al più presto. Salvini avrebbe senza dubbio la maggioranza e potrebbe rilanciare l'italia. Il centro destra o anche la lega da sola avrebbe una maggioranza schiacciante ed omogenea. deve liberarsi della palla al piede dei grillini che evidentemente non hanno idea di cosa sia governare. Se vogliamo il cambiamento vero Salvini premier è l'unica strada.

    RispondiElimina