lunedì 17 dicembre 2018

La Iena La Vardera con il suo film scopre l'acqua calda

Cuffaro_LaVarderadi Teresa Fabiola Calabria - Secondo film più visto in Italia, con incassi di 133 mila euro – fonte Palermo Today – il docufilm di Ismaele La Vardera "Il sindaco - italian politics for dummies" ha indubbiamente smosso qualcosa, suscitando reazioni più o meno positive. I più scossi - in senso negativo – sono stati sicuramente i politici menzionati all'interno della pellicola. Il pubblico invece, pare proprio aver apprezzato. Si sprecano infatti i commenti entusiastici sul coraggio dell'inviato palermitano delle Iene, su quanto sia stato forte nell'andare avanti nonostante le pressioni ricevute affinché il film non venisse proiettato ecc. Io però, siccome amo parecchio fare la stecca nel coro, non sono d'accordo sulle lodi. O, quantomeno, non su tutte.

1497539230187.jpg--È risaputo infatti che i giochi politici non sono quasi mai trasparenti – lascio il quasi, anche se eufemistico – e va detto, ad onor del vero, che in questo il film di La Vardera ha un che di meritorio. Dimostra infatti la volontà di voler mettere in luce ciò che da sempre rimane nell'ombra, adornato da sorrisi smaglianti e discorsi pieni di retorica e promesse che ottenebrano la mente e turano le orecchie dell'elettorato medio. Dall'altro canto, però, non risulta altrettanto gradevole la presa in giro che l'autore rivolge non solo ai politici coinvolti, specie nei confronti di chi lo sostiene, impegnando energie che avrebbero potuto impiegare in altro. Ma anche e soprattutto, nei confronti dei palermitani che l'hanno votato, seppur in minoranza. E non mi si accusi di paraculismo perché avete proprio sbagliato parrocchia: il voto è sacro, la serietà anche. La Vardera poteva benissimo "sputtanare" i disonesti in altri modi, senza bisogno di mettersi al centro dell'attenzione con una fantomatica corsa elettorale, coinvolgendo perfino la madre e gli amici più cari, come una sorta di Truman show con il colpo di scena finale. È un giornalista televisivo, l'esperienza certamente non gli manca. Perché scendere a quel livello?

Cuffaro_LaVarderaÈ vero, Ismaele ha messo in luce diversi lati oscuri: il fatto che Cuffaro, condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio, costituisca ancora un punto di riferimento della politica siciliana. Le vicende legate all'on. Micciché e al candidato Francesco Benigno. Tuttavia ripeto, non era necessario imbastire una finta campagna elettorale. Bastava un'inchiesta giornalistica, magari fatta bene. Il lapino con a bordo Salvini, la madre che divide volantini per strada, le TV e i giornali che parlano di lui come il pupillo della destra, la nuova faccia pulita, il fiore che sboccia: tutto superfluo. Troppo.

Altra nota dolente: la povera madre di La Vardera, donna semplice e folkloristica, attrice involontaria e fan sfegatata dell'attuale ministro Salvini. Una figura che ha suscitato, in chi scrive, una sensazione di fastidio prima, di pena poi. Non meritava questa sovraesposizione: le lacrime di una madre, dispiaciuta perché al figlio le cose non vanno bene, l'intimità degli abbracci consolatori. Tutte cose che avrebbero meritato di rimanere segrete, di venir godute a telecamere spente.

Ma tant'è, il film è stato proiettato prima al cinema e poi trasmesso in prima serata su Italia Uno, casa del programma "Le Iene": quindi, dev'essere bello per forza. Anche se c'è chi, in beata solitudine, asserisce il contrario.

Teresa Fabiola CalòabriaTeresa Fabiola Calabria
17 Dicembre 2018

17 commenti:

  1. Non l'ho visto e non lo vedrò. È solo un personaggio in cerca d'autore...un perfetto esponente leghista-sfascista.

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  2. La "stecca" fuori dal coro è sempre benvenuta perchè risveglia dal torpore e solletica il senso critico.

    Ho visto il film che ha confermato quello che già si immaginava succedesse dietro le quinte del teatrino della politica dove, dietro le facce sorridenti e ammiccanti, si celano personaggi che, a essere generosi, sono squallidi.

    Ma, come cultore della voce fuori del coro, posto che il film è frutto di un progetto ben preciso in cui La Vardera rappresenta solo un attore, non è stata resa nota né la regia né la produzione. In altre parole chi ha pagato? Rispondendo a questa domanda si capisce anche chi ne ha giovato.

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  3. Io nemmeno l'ho visto, ma lo cercherò e lo vedrò, giudicare dalla copertina un libro... Non é mai saggio.

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    1. Io non leggo i libri di Vespa, non guardo i documentari di Renzi, non guardo i film di un pluricandidato consigliere del cdx, Villabate nel 2012 e Bagheria nel 2014, nonché a Sindaco di Palermo nel 2016.
      Cosa dovrei capire o imparare di saggio in uno che dal cdx voleva qualcosa ed ora, magari perché ha maturato un curriculum politico, fa pure la Iena? Preferisco guardare un cartoon con i miei figli...

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  4. Il mio giudizio su questo film è totalmente positivo. In primo luogo perché si tratta di un’assoluta novità in campo cinematografico che ancora si attarda nel proporre cinepanettone e altre amenità. Questo film-denuncia è decisamente uno spaccato di vita, realizzato in presa diretta come nessuno aveva mai fatto prima. Non è certo il contenuto del film che costituisce lo scoop. Quello che sorprende è il taglio narrativo che attraversa tutta la storia. Normalmente la malapolitica viene raccontata con le inchieste giornalistiche tipo docu-film arricchite da commenti in studio. L’elemento nuovo che rende gradevole il lavoro di Lavardera è la sua capacità narrativa con cui descrive una vicenda intrigante (anche se nota), rivelando il volto autentico dei politici locali e nazionali. È riuscito a trasformare la denuncia di un sistema di corruzione elettorale diffusa, in un racconto intriso di tutti i connotati di un lungometraggio. C’è infatti una vera e propria sceneggiatura, una storia, un’ottima fotografia e persino una voce fuori campo. Ha raccontato magistralmente i tormenti, le delusioni, gli ostacoli con cui si misura un giovane che vorrebbe impegnarsi in politica, costretto a fare i conti con disonesti senza scrupoli che vogliono solo sfruttarlo. Perfetta la figura della madre, le sue preoccupazioni stereotipi della mamma del sud sempre in ansia per i propri figli. Ampio risalto è stato dato ai valori dell’amicizia e della solidarietà, riscontrabili nei dialoghi tra i ragazzi del gruppo elettorale del protagonista. Penso che il messaggio fondamentale del film sia quello di aver messo in luce il divario netto tra l’ansia di una generazione di giovani che vorrebbe impegnarsi in politica e lo strapotere spregiudicato di non vuole mai mollarlo. Io non so se la candidatura di Lavardera sia stata premeditata in funzione del film, oppure l’idea sia nata in corso d’opera. In un caso o nell’altro credo che il film che ha realizzato valga più del suo 2,7% riportato alle elezioni.

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    1. Maurizio, grazie, adesso sono maggiormente motivata a vederlo. ��

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  5. Simone Zagarolo17 dicembre 2018 17:48

    Si come quando Colombo scopri come fare in modo che un uovo potesse rimanere in piedi!!! Prima però tutti i precedessori si erano rotto le cervelle!!!!

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  6. Monica Angeli Ne vale la pena. Io l'ho trovato di ottima qualità e non mi sorprenderebbe un suo riconoscimento in qualche festival.

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  7. La Vardera non ha fatto altro che raccontare ciò che tutti già conoscevamo, più o meno personalmente della politica. Credo che nessuno sia così ingenuo da non aver mai sospettato o capito il funzionamento certe realtà, dove basta andare a chiedere un "piacere" al politico di turno, per averne chiaro il concetto. Ma riproporle rimane comunque sempre positivo.
    Ciò che invece non mi è piaciuto del film è invece il metodo utilizzato. Si, perchè in questa vicenda rimangono i truffati da La Vardera e non mi riferisco al pollo Salvini, con l'abbannìo in lapino cross o la profeta inconsapevole Meloni arrivata trafelata da Roma a sostegno: " Con La Vardera contro gli inciuci" e neppure gli altri politici involontari attori, ma ai 7.043 voti di palermitani, perlopiù diciottenni per la prima volta ai seggi, praticamente finiti nel cestino. Almeno loro, in buona fede, fino al 13 Giugno 2017, andando nelle urna, hanno creduto di rendere un servizio alla loro città ed invece hanno scoperto che il loro diritto è stato usato per scopi molto meno nobili e perfino a scopo di lucro a giudicare anche dagli incassi del film.

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    1. Giovanni, se si voleva raccontare un film-verità come quello, non si poteva che usare il metodo della telecamera nascosta. Si può immaginare forse che le cose dette dai protagonisti potevano essere raccontate davanti ad un microfono e un obiettivo visibile puntato su di loro? Dunque il problema non è quello di essere d'accordo o in disaccordo con il metodo usato, semmai si può essere d'accordo o contro il film. Per quanto riguarda la presunta presa in giro io non la vedo nei confronti di nessuno, almeno per due motivi. Il primo sta nel fatto che, come tutti abbiamo visto in campagna elettorale, il film non ha impedito a Lavardera di svolgere una normale campagna elettorale. Si è comportato da candidato a prescindere dal film partecipando a tantissimi incontri, confronti con gli altri candidati, facendo volantinaggio nei mercati, attaccando manifesti, andando in Tv, registrando video promo. Esattamente quello che hanno fatto tutti gli altri candidati sindaco. Le riprese del film durante la campagna elettorale non hanno avuto nessuna incidenza nel risultato ottenuto, determinato solo dalla volontà degli elettori palermitani senza alcuna interferenza cinematografica. In secondo luogo, nell’ipotesi remota che fosse stato eletto, il film avrebbe avuto maggiore forza e valore di denuncia verso un’intera classe politica. Lavardera ne sarebbe uscito da eroe nazionale poiché, proiettando il film da sindaco eletto, sarebbe emersa la sua indipendenza persino dalle forze che lo hanno sostenuto, che infatti ha messo alla berlina. Ecco perché a questo film non si può attribuire nessun intento truffaldino.

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  8. Gaetano Landolina17 dicembre 2018 19:27

    giusta indagine da iena che mette in risalto le magagne della politica e i retroscena di poveracci senza dignità alla ricerca di come arrivare al potere con qualsiasi mezzo , che pena!

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  9. Il film non l’ho visto ma se capita l’occasione non mancherò di vederlo. Penso che, dopo aver letto articoli e commenti, la visione del docufilm di Ismaele La Vardera sia utile. Poiché si vocifera che il film sia stato prodotto da Le Iene si può ipotizzare la regia, sicuramente collegiale, aveva l’obiettivo di dimostrare che alcuni candidati per il raggiungimento o la conservazione del potere sono disposti a tutto. Forse il candidato La Vardera non aveva ambizioni politiche ma ha sfruttato la candidatura per realizzare il suo film. I politici sono attori inconsapevoli, ma aver filmato i tentativi di corruzioni della mafia dimostra gli accordi taciti fra politica e criminalità organizzata. Infatti, per il giornalista e la sua famiglia, sono state predisposte misure di protezione da parte della Questura di Palermo. “La Iena La Vardera con il suo film non scopre l'acqua calda” ma ricorda e conferma quella “Sicilia come metafora" di cui parlò Sciascia nel '79. I siciliani, diceva Sciascia, non credono nelle idee, non credono che si possa cambiare. Non credono. Eppure, la Sicilia, con tutti i suoi problemi e le tante contraddizioni rappresenta italiani ed europei, ovvero: “la metafora del mondo odierno”. Il docufilm di Ismaele La Vardera "Il sindaco - italian politics for dummies" ha forse raggiunto l’obiettivo che si era fissato!

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    1. Sarà forse vero che il film "non scopre l'acqua calda" ma è pur vero che un conto è sentire dire certe cose e certi comportamenti. Ben altra cosa è prendere coscienza di un malcostume, raccontato dagli stessi protagonisti inconsapevoli rei confessi. Quanto meno gli si toglie l'alibi di dire che sono solo dicerie.

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  10. Dai sondaggi che leggo il centro destra cioè lega forza italia fratelli d'italia ed altri di centro avrebbero quasi la metà dei voti, più il premio di maggioranza, l'anno prossimo i 5 stelle spero siano mandati via a calcj nel culo.

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  11. Può darsi, ma per il momento i calci in culo se li beccano in quota parte Forza Italia, FdI, Pd, Centro e centrini.

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  12. Ha ragione, ma i numeri sono cambiati e se ne dovrà tenere conto.

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    1. Questo lo sapremo solo vivendo. Nessuno ha la sfera di cristallo.

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