giovedì 29 novembre 2018

IL MINISTRO CAMERIERE... MA SI, ANCHE STEWARD

luigi-di-maio linciaggiodi Michele Ginevra - Il M5S ha nella selezione della classe dirigente il suo tallone d’Achille e non è il solo punto debole, purtroppo per loro.

Detto questo tuttavia non sono d’accordo sulla generalizzazione che spesso si fa su questo argomento, prendendo tra l’altro frequentemente come riferimento, e facendone motivo di scherno, Luigi Di Maio e il suo curriculum.

Premetto che non nutro particolare simpatia per Di Maio, ma trovo ingeneroso il giudizio su di lui basato sul fatto che servisse pizze, che facesse lo steward allo stadio. O che aiutasse il padre nella piccola azienda edile. Quella che ha scatenato un vero e proprio linciaggio mediatico nei suoi confronti perchè, circa 10 anni fa, dei lavoratori avrebbero lavorato in nero. Un fatto certamente da condannare ma che non può essere usato come un'arma impropria per sferrare un attacco politico indecente e senza precedenti.
   
Sono abituato a valutare le persone in generale, e i politici in questo caso, da ciò che fanno e dai risultati che riescono a raggiungere. Se ha servito pizze da ragazzo, a me cittadino poco importa, se ora da ministro ha saputo chiudere vertenze importanti come quelle dell’Ilva, cosa che, guarda caso, i famosi “competenti” non hanno saputo fare in 6 anni.

Luigi cameriereIl Ministro da ragazzo avrà pure fatto il cameriere o lo steward (ogni lavoro dà comunque dignità all'uomo non scordiamocelo mai specie chi si professa di sinistra) ma è innegabile che è riuscito a migliorare le vergognose condizioni di lavoro dei ryders, da sempre ignorati dai “competenti” di turno. E che sta lavorando con buone prospettive per salvare la Pernigotti e i suoi operai, o che è riuscito a far passare una legge come quella del cosiddetto “decreto dignità”, con dentro una incisiva azione contro precariato e gioco d’azzardo, solo per citare alcune cose, per me positive. Che questo ex ragazzo delle pizze è riuscito a realizzare in soli 5 mesi di governo; a me cittadino questo importa, perché è questo che incide sulla vita reale delle persone.

Pertanto il mio giudizio non sarà mai frutto del pre-giudizio, come ahimè, sento spesso anche dalla voce di persone di elevata qualità intellettuale. Inoltre la vergognosa campagna di stampa montata dai mezzi di informazione di Berlusconi nei suoi confronti (che mi fa vomitare insieme alle dichiarazioni di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi) mi spingono a pensare che forse questo giovane politico (e il Movimento di cui è a capo con tutti i suoi limiti) stia facendo qualcosa di buono... se non va bene a gente come berlusconi e renzi (il minuscolo non è casuale) mi sa che a me andrà benissimo!

Michele GinevraMichele Ginevra
29 Novembre 2018


16 commenti:

  1. D'accordissimo con tutto caro Michele. L'unico appunto che mi permetto di fare, è che non è vero che su Di Maio è stato sferrato un attacco politico indecente e senza precedenti. In verità un precedente c'è, ed è ancora più indecente. E' quello che si continua a sferrare nei confronti della Raggi dal giorno del suo giuramento in Campidoglio e che continua ancora, nonostante la piena e totale assoluzione.

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  2. Angelina Desiderio30 novembre 2018 00:07

    Oggi a te domani a me. Oppure: chi la fa l'aspetti

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  3. Angelica Franco Malerba30 novembre 2018 00:07

    Come ci siamo ridotti in Italia...

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  4. Raffaele Sabato30 novembre 2018 00:14

    credo che si sta esagerando un pochino, se questa è la democrazia..........

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  5. Daniela Calabrese30 novembre 2018 00:14

    Nulla di nuovo..... Assolta la Raggi e messa Roma un po' da parte, adesso devono tentare di distruggere il nostro grande Luigi Di Maio

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  6. Filippo Fazzini30 novembre 2018 00:17

    Tieni duro Di Maio togli i finanziamenti all'informazione perché i nostri soldi non vadano ai venduti di Berlusconi Cairo e company demolisciliii

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  7. Riesci a mettermi più malinconia di Charles Aznavur che canta "Come è triste Venezia "

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  8. Franco Ranocchi30 novembre 2018 06:55

    La vecchia politica ci aveva abituati a sopportare i Berlusconi,quello che aveva fondato un partito in accordo con la mafia. Ci aveva anche abituati a passare sopra ai soldi spariti dal Mose, o altri grandi opere. Ci aveva anche abituati a sopportare un Renzi che lavorava solo per le Lobby che pagavano lui e famiglia.Ora ci vogliono fare credere che chi ha fatto lavorare in nero e`un grande delinquente, non solo,chi da ragazzino ha servito delle pizze in nero, anche, non e`finita qua la Cosa,sono stati sequestrate anche carriole e calcinacci, i corpi del reato.Sara`mica che i media delle Elite ci prendono per scemi?

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  9. Eh ragazzi, quando si costruisce la propria fortuna politica sullo slogan "onestà-onestà-onestà" anche una cagatina di piattola, sul colletto bianco immacolato della camicia, sembra un'eruzione del Vesuvio.
    Cambiate slogan.
    PS Non parlate di "Linciaggio", siete ridicoli, vittimisti e tutti vi ridono dietro.

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    1. Silvio Barbata1 dicembre 2018 10:10

      Cinà sei assurdo...tu su quale valore sei abituato a impostare la tua vita...sulla disonestà in modo da poter dire poi agli altri che siano disonesti quanto te? Lo stesso ragionamento vale in politica...i politici secondo te non dovrebbero parlare di onestà?

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  10. Vittima del metodo grillino

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  11. Concordo con l'autore sull'inutilità o peggio, la dannosità, nell'esprimere giudizi motivati dai pregiudizi, soprattutto quando i temi su cui vertono i giudizi sono fatti e non opinioni.
    Il pregiudizio droga la percezione nonché l'interpretazione dei fatti con tutto un'armamentario dialettico che va dal svicolare dal tema per riproporre un altro, alla mistificazione dei fatti, alla decontestualizzazione, al così fan tutti e via dicendo.
    Ecco, allora, che il tema diventa un'opportunità per lanciare provocazioni in cui i più ingenui cascano e, inevitabilmente, si finisce nella deriva sterile del muro contro muro.
    Ognuno, ovviamente, vede le cose con le lenti ma, se ha dei pregiudizi è bene che si assenza nel giudicare, a meno di non voler agire da provocatore e, in questo caso, la migliore risposta è quella che non viene data.

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  12. Sulla questione sono intervenuto con tre post.
    1° - Il 26.11.2018, ore 10,03:
    "Mantengo la convinzione che gli errori dei padri non possono cadere sui figli. Vale anche per Luigi Di Maio. Chiaro???!!!"
    2° - Il 26.11.2018, ore 20,14:
    "Questa mattina ho pubblicato questo post: <> Durante il giorno ho notato che la tifoseria di parte non volendo perdere l’occasione di star zitta ha incominciato a costruire teoremi per far notare la differenza rispetto ad altri casi precedenti. Era il momento di dimostrare che il garantismo vale sempre: in qualsiasi occasione e per qualsiasi persona. No! Per loro esiste il garantismo a fasi alterne o per convenienza. Fra le sentenze di Publilio Siro (I secolo a. C.) una si adatta al caso: “Qui se ipse laudat cito derisorem invenit” (Chi si loda presto trova chi lo deride)."
    3° - Il 28.11.2018, ore 11,50:
    "Mentre tutti si affannano a trovare le analogie o le differenze fra i papà Boschi, Di Maio e Renzi per assolvere o colpevolizzare i loro figli, il Parlamento sta per approvare definitivamente il “Decreto Sicurezza” che correttamente dovremmo chiamare “Contro i migranti”. Il dissenso dei parlamentari del M5S è rientrato per effetto del voto di fiducia. Salvini, il ministro della paura, incassa e ringrazia. Questo provvedimento è frutto di un compromesso a ribasso che fa emergere l’anima di una destra che vorrebbe cancellare il principio, parallelo a quello di diritto internazionale generale, del riconoscimento dell’individuo come diretto titolare di un diritto universale dei diritti umani. La nostra Costituzione lo sancisce, con l’art. 10, fra i principi fondamentali. A questo punto della questione fumosa padri/figli ce ne frega una mazza. Piuttosto, gli elettori del M5S cosa pensano del decreto “Sicurezza”??!!"
    So bene che fra i tre casi non esiste alcuna analogia come sono altrettanto convinto che non si può continuare all’infinito con polemiche sterili mentre perdiamo di vista le cose, veramente, importanti. I miei giudizi su questo Governo sono diverse da quelle fatte da Michele Ginevra mentre condivido la sua denuncia sull’accanimento mediatico nei confronti di Luigi Di Maio. Confesso che non mi importa niente dei giudizi sul governo dei berlusconi o dei renzi. È la valutazione della gente comune che conta! Ho preso ad esempio il decreto, ora legge, “Sicurezza”: “Dovrà pur far riflettere la dichiarazione di Roberto Fico che non ha voluto presiedere i lavori della Camera per prendere le distanze!” Sarà simbolico, ma dimostra tutte le difficoltà ideologiche del Movimento. Questo è il vero problema del responsabile politico del M5S Luigi Di Maio, quelli familiari e il suo curriculum, in confronto, sono rose.

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  13. Pietro Cucuzza1 dicembre 2018 08:42

    Quando si comincia a esercitare il vittimismo si è alla frutta. Non sarà responsabile degli errori paterni, ma, con tutto il movimento ha costruito la sua fortuna politica dando per scontate le accuse, anche false, nei confronti degli avversari. Il vittimismo serve anche a coprire la spaventosa incompetenza della compagine governativa della quale Di Maio è la palese dimostrazione.

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  14. Peter Schmailzl1 dicembre 2018 19:07

    Il lavoro onesto non é mai una vergogna, è un grande onore!

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  15. Sig. Ginevra quanto da lei espresso sul linciaggio mediadico operato verso Luigi Di Maio, mi trova pienamente d’accordo in quanto la politica deve essere giudicata su ciò che si realizza e mai su attacchi personali. Simpatie ed antipatie dovrebbero stare anni luce lontane dalla politica. La condanna, di questi stupidi mezzucci propagandistici conditi di insulti e volgarità è stata da sempre la mia bandiera, perciò non condivido nel modo più assoluto gli attacchi a Di Maio o derisioni sulle sue precedenti attività di lavoro. Non ho nemmeno condiviso gli attacchi PERSONALI rivolti a coloro che hanno governato in precedenza, anche se erano politici diversi dalle mie aspettative. Il problema grave in Italia, caro sig. Ginevra è, che questa ignobile prassi è utilizzata da tutte le forze politiche, NESSUNA ESCLUSA e ci sono gli imbecilli che ne fanno un uso spropositato, quelli che definisco i tifosi della politica. Io sono sempre della convinzione che sono gli stessi politici, nel momento in cui chiedono il consenso al popolo, a scatenare la reazione di chi ne fa della politica, una questione di principi. Mica abbiamo dimenticato le espressioni usate, da tutti, durante le campagne elettorali? A cominciare dalla “rottamazione” di Renzi per finire ai “vaffanculo” di Beppe Grillo che ha riempito le piazze di parolacce e volgarità. Ho scritto per alcuni anni su questo blog proprio per l’amore verso la buona politica, non so se qualcuno ricordi qualche mio articolo, gentilmente pubblicato da Giangiuseppe Gattuso, la mia coerenza è stata da sempre la negazione di ogni forma di grossolano sistema che andasse contro la normale decenza. Probabilmente la mia è una forma mentis maturata in anni di collaborazione giornalistica che mi ha portato a condannare attacchi sconsiderati, come quelli attuali verso il vice presidente del consiglio. Tuttavia, sappi che alle attuali campagne si è aggiunta la voce tanto osannata dei socials, dove opera anche una massa di ignoranti che godono, trincerandosi vigliaccamente dietro una tastiera, per sfogare le loro luridi infamie.

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