domenica 9 settembre 2018

TOTÒ CUFFARO E IL MOVIMENTO 5 STELLE

Cuffaro Cancelleridi - Giangiuseppe Gattuso - L’ho incontrato qualche giorno fa in un locale di miei amici. Si parlava dei suoi vini e dei premi ricevuti, di fichidindia, di pistacchi, di prodotti agricoli di qualità a cui si dedica con passione già da diversi anni.
Sereno nella consapevolezza della sua nuova vita che, giura, lo vede lontano dall'impegno politico diretto e attivo. Ci credo. Ha le sue idee, e mi ha sfotticchiato affettuosamente per le mie note simpatie per il M5S. E ci siamo detti che, presto, avremmo fatto un serio e approfondito ragionamento a tutto campo. La passione per la Politica che ci accomuna fin da ragazzi sarà il collante per un confronto interessante per me e per chi legge PoliticaPrima.

Andiamo alla questione che mi preme affrontare. Riguarda il dibattito e le polemiche per la partecipazione, invitato ufficialmente, al convegno “Oltre le sbarre. Uno sguardo ai diritti e alle tutele dei figli dei detenuti”. Una testimonianza dal di dentro, di un uomo pubblico catapultato dalle sedi ovattate decisionali delle istituzioni siciliane alla cella di Rebibbia.

Piersanti e Sergio MattarellaIn quel convegno, all’ARS nella sala dedicata a Piersanti Mattarella, parlerà del grave problema dei figli dei detenuti. Una promessa fatta ai suoi compagni rimasti per far conoscere meglio le condizioni delle carceri. Per spiegare, come ha fatto nei suoi libri, che tra quelle sbarre ci sono uomini e donne con la loro dignità, le loro famiglie. E, principalmente, anime che soffrono.

Proprio ieri, 08 settembre, ho pubblicato una brevissima frase sulla mia pagina di Facebook che utilizzo per creare dibattito e veicolare gli scritti di PoliticaPrima. Il testo era questo: << I "ragazzi" del M5S sul NO a Cuffaro all'ARS per un convegno sui figli dei detenuti fanno una solenne affettuosa minkiata >>. Mi riferivo alla dura presa di posizione di Giancarlo Cancelleri espressa in un video, data l’urgenza, addirittura da New York. E ad altri pesanti commenti letti qua e la.

ardizzone-ars-975Ora, io capisco le reazioni contrarie alla presenza di Cuffaro, lo dico vero. Due anni fa, nel 2016, fu nientemeno l’allora Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, anche lui ex movimento giovanile della DC come Cuffaro, a negare l’uso della Sala "Mattarella" proprio per la presenza dell’ingombrante ex detenuto.

Capisco quindi le reazioni di tanti commentatori. Totò Cuffaro nell'immaginario di numerosi cittadini rappresenta il male assoluto, la fonte di ogni nefandezza, l'uomo da condannare sempre. Forse anche alla pena capitale. Mentre colpiscono, invece, la sue pacate parole agli attacchi, anche i più duri, che mai ricambia.

Per loro non c'è espiazione della pena, non c'è ravvedimento, non esiste nemmeno il cambiamento. Ha sbagliato, è stato condannato dalla giustizia terrena e deve essere escluso dal consesso civile. Tutto ciò che di buono avrà fatto e potrà continuare a fare non conta nulla. Se va in Burundi ci va per fare una gita, se si impegna per i diritti dei detenuti è solo un ex galeotto che cerca facili consensi. E se deve partecipare a un convegno all'ARS apriti cielo. E se lo fa nella sala intitolata a Piersanti Mattarella ancora peggio. Sacrilegio. Chissà poi cosa ne penserà il fratello al Quirinale che per anni ha navigato nella politica palermitana.

Io e TotòIo, lo so, sarò influenzato dall'antica amicizia, dal conoscerlo fin da ragazzo, dall'aver letto i suoi libri scritti in carcere che testimoniano i suoi sentimenti, dalla sua umanità riconosciuta. Ha fatto errori, ha sbattuto la faccia contro il male oscuro di questa terra. E ha pagato abbondantemente. Può bastare cari amici. Si, può bastare.

Totò Cuffaro è un libero cittadino. Che ha scontato i suoi anni di carcere con dignità e rispetto delle istituzioni come pochissimi in Italia. Svolge attività di volontariato come medico in Burundi, in favore di bambini e poveri bisognosi di tutto. Ha acquisito in carcere una notevole cultura su quei problemi e si è pure laureato in legge. Ma per lo Stato italiano non può esercitare la professione di medico essendo stato radiato dall'Ordine.

Secondo tanti benpensanti, come si può benissimo leggere dai commenti che ho volutamente riportato a margine di questa riflessione, non si deve permettere di varcare quella soglia “immacolata”. Quei saloni del Parlamento siciliano dove girano soltanto perle di galantuomini, dove l’aria è profumata di legalità, alta Politica, senso delle istituzioni e chi ne ha più ne metta.

ars-gruppo grilliniEcco, questo atteggiamento, purtroppo abbastanza diffuso, dimostra una concezione sui generis della cosa pubblica, della democrazia, della libertà, del rispetto delle opinioni, della dignità umana. I “ragazzi” del M5S, che apprezzo tanto e li chiamo così con affetto sincero, farebbero bene a continuare a occuparsi delle sacre battaglie per la partecipazione, per le infrastrutture disastrose, per quelle che vanno avanti a rilento, per le altre abbandonate, per l’efficienza dell’amministrazione regionale, per i servizi e la condizione drammatica dei giovani che non trovano lavoro. Tutte emergenze di cui proprio loro non hanno alcuna responsabilità diretta e hanno mille canne di ragione ad addossarne le responsabilità alle classi politiche che hanno governato e governano da sempre la Sicilia. Compreso il mio amico Cuffaro.

Ma, vale anche per i numerosi commentatori della "società civile", gridare al lupo per un convegno sulle carceri e la condizione dei figli dei detenuti, ancorché a Palazzo dei Normanni sede del Parlamento Siciliano, è pressoché inutile. E quasi ridicolo. Senza offesa.

Giangiuseppe Gattuso
09 Settembre 2018


>> Di seguito alcuni dei commenti scritti sulla mia pagina di Facebook di cui parlo nell'articolo

Franca Corrao  Mah, non so...Effettivamente c'è libertà di espressione, basterebbe lasciarlo solo!!
Grazia Giuffrida Sono d'accordo con i ragazzi

Innocenzo Nuccio Puccio Secondo me invece hanno fatto bene! Micciche’ e “comparetti” che già di loro non dovrebbero stare al comando delle istituzioni stanno cominciando a spianare la strada all’ “amico” Cuffaro per un rientro in grande stile.
Il sig. Cuffaro in quanto medico si vada a cercare un lavoro da medico e lasci stare la politica che non è “adatto”

Peppe Arnone Potrebbe fare ancor più danni da medico

Innocenzo Nuccio Puccio Peppe Arnone si effettivamente hai ragione, visto che in realtà non ha mai fatto il medico.

Vito Reina  Tranne il fatto che non si interrompe il dialogo con nessuno, se dobbiamo considerare riabilitativa la nostra giurisdizione penitenziaria, non credo per niente che quel marpione di Totò Cuffaro, politicamente parlando, rivesta i canoni del ravvedimento! Se non altro perché ha agito a sua insaputa. Ma di questo ne siamo tutti consapevoli!
Carmelina Siciliano Non concordo

Diego Profu Non conosco le dinamiche e la situazione, ma mi ricordo che il nome di Cuffaro non molto tempo fa era al centro delle cronache per fatti non proprio ammirevoli, avranno avuto le loro ragioni!

Patrizia Galati C'è Fava che equilibra tutto, quanto è "umano lui", io sono d'accordo con i nostri, è una vergogna oltre quella di Mori.

Maurizio Trapani Punti di vista, lui può essere il relatore di un convegno che parla di carcerati e può dare anche utili suggerimenti, ma il tema è che non deve farlo all’ARS (lo organizzano in altro posto).

Carmelo Nocera Questo è corretto

Patrizia Galati Capisco il tuo sentire, non puoi essere imparziale come me, per ovvi motivi.

Vito Reina Solo un appunto “il fratello che sta al Quirinale “non ha proprio nulla di che pensare, avendo ricevuto lui stesso, colui che finanziava la mafia, mentre il congiunto veniva assassinato! Faccia finta di non sapere e che tutto sia avvenuto a sua insaputa.

Diego Profu Ti sbagli non citare l’eccesso per far passare la regola, l’anormale, ci saranno altri bravi personaggi preparati e moralmente candidi per poter fare quello che vuol fare Cuffaro? Ha sbagliato ha pagato ma nessuno lo vuole linciare, si trovi la sua strada lontano da politica e pubblica amministrazione!

Marco Pilotto Beh.. diciamo che, ospitare a casa tua qualcuno che sai avere le "mani lunghe", non mi sembra una scelta proprio felice... L'occasione fa l'uomo ladro... se quest'uomo è già incline...

Innocenzo Nuccio Puccio Giangiuseppe, siamo in Italia dove purtroppo chi fa politica non lo fa per il bene comune ma per sistemare se stesso e i comparetti.
In un paese dove Berlusconi dopo tutte le schifezze che ha fatto non si è fatto un solo giorno di galera e per di più è stato addirittura riabilitato, siamo in Italia e in politica tutto è permesso purtroppo, il sig Cuffaro che comunque resta uno dei pochissimi che ha pagato il suo debito con la giustizia non può e non deve ritornare ad amministrare la cosa pubblica, ma siccome siamo in Italia in politica tutti è permesso.
L’unico pregiudizio che io personalmente ho con Totò Cuffaro è che aveva contatti abbastanza intimi con gente di mafia, gente che mette le bombe quando gli gira e ammazzo senza pensarci due volte

Diego Profu Qui non lo inviti solo a casa tua, gli metti nelle mani libretto degli assegni bancomat e futuro dei figli!

Maurizio Trapani Non è un discorso personale, chiunque sia condannato per concorso esterno in associazione mafiosa non può essere relatore in un convegno all’ARS che si chiami Cuffaro o pinco pallo ... poi tutto quello che dici può essere condiviso o meno.

Franco Ciro Lo Re ma gli lo ha prescritto il medico di dedicarsi vita natural durante alla gestione della cosa pubblica?

Tamara Consuelo D'Angelo Può anche starsene al suo posto ed evitare inutili e sterili polemiche. Ancora non è sazio? Noi, sì!

Giuseppe Floris Concordo Cuffaro ha pagato con credo 5-6 anni di galera. ma sarà dura considerarlo come un redento -- siamo in Italia e soprattutto è siciliano.

Giacinto Giuseppe Corsaro Ma, mi chiedo io, una persona condannata per contiguità con i mafiosi e che non ha dato alcun segno di pentimento in nessuna occasione, è giusto che abbia questo spazio???

Gambino Salvatore Stefano Ma forse perché "ragazzi". Fossero stati più "grandi"? ...

Carmelo Nocera  Ho stima per G.G.Gattuso/ma stavolta nell'acqua ha fatto ... un pertuso.

Simone Nastasi  Perché meravigliarsi tanto visti i soggetti? Senza offesa ma dimostrano ogni giorno di avere il cervello limitato; pensano che così facendo riescano a mantenere verso il loro elettorato l’aurea di onesta’ di cui tanto si beano ma che poi alla fine, alla resa dei fatti viene sempre meno. Come diceva Benedetto Croce “onesto deve essere il cittadino ma il politico deve essere capace”. Prima di tutto. E il M5S a parte questo fatto, sta dimostrando di essere (politicamente) molto poco capace.

Gambino Salvatore Stefano "CAPACE" è un termine credo inappropriato, ed anche pericoloso, se disconnesso da "ONESTO".

Simone Nastasi Marco Pilotto dove si può trovare la forza di fare un paragone del genere, solo lei può saperlo! Poi un giorno vorrà essere così gentile da spiegarmelo. Buona vita

Marco Pilotto Pari alla Sua uscita (e di Benedetto Croce).. "il cittadino deve essere onesto, il politico capace". Come qualcuno ha commentato, giustamente, in questa discussione (non so se Lei abbia modo di leggerlo), il termine "CAPACE" è inappropriato, quando non pericoloso, se disconnesso dal termine "ONESTO".

Lorenzo Romano Che cari ragazzi! Inflessibili con chi ha largamente pagato il suo debito alla giustizia e benevoli verso chi attacca la magistratura!

Patty Eli Non sono d'accordo. A Roma non hanno fatto entrare al Parlamento il nostro assessore Lemmetti perché non aveva la cravatta, e poi gente condannata per favoreggiamento alla mafia può entrare nella sala intitolata ad una vittima di mafia per professare? Ipocrisia vera.

Carmelina Siciliano Questo tizio è stato condannato per favoreggiamento nei confronti di persone legate alla mafia, credo che se volesse fare qualcosa di veramente buono e umano dovrebbe solo parlare e stop!

Carmelo Nocera Non si tratta solo "dei bravi ragazzi" M5S a pensarla così. Non mischiamo capre e cavoli.

Diego Profu Non far finta di non sapere che se il movimento cambiasse linea su questo sarebbe finito, aldilà del merito il movimento non può permettersi linee differenti da quella che fino ad oggi ha tenuto riguardo queste vicende!

Gambino Salvatore Stefano In Sicilia si direbbe: "Giangiuseppe è nutuli friscari quannu 'u scieccu 'un vuoli viviri!

Maurizio Gandolfo Concordo in tutto ...

Salvatore Mancuso La deputazione regionale siciliana del M5S è come l'araba fenice.

Antonino Benigno ONORE A Cuffaro..

Diego Profu  Doppio onore a Cuffaro, qui il punto è se con il suo onore sia ancora idoneo e voluto dalla gente per amministrare le loro vite i loro soldi e il loto futuro!
Se gli inviti erano a discrezione di chi ha organizzato va accettato, certo può essere anche discutibile ma va accettato!
Pensa un po’ Giangiuseppe che molti altri usciti dalle carceri non hanno nemmeno avuto le possibilità di Cuffaro di fare volontariato, resti un umile e ammirevole volontario e lasci stare le istituzioni!

Liella Stagno  Non ha parlato sui mafiosi che ha "frequentato" non è del tutto pulito. E in ogni caso se ha scontato la pena faccia ciò che vuole ma non all'ARS, lo faccia a casa sua e non nella nostra che anzi andrebbe ripulita un po'.

Simone Nastasi  la sinistra negli anni ha “riabilitato” gente condannata per reati ben peggiori di quelli di Totò Cuffaro.

Carmelo Nocera  Può partecipare a convegni, tutti quelli che vuole, ma non in luoghi istituzionali.

Giacomo Ferraro Sicuramente può bastare, concordo pienamente con Giangiuseppe, altrimenti che senso avrebbe l’avere espiato in toto la sua pena. Nella mia precedente vita avevo affidato, con gara, una somma urgenza per sistemare una voragine che si era creata nel piazzale antistante la caserma dei carabinieri. La mattina venendo da Palermo mi fermo per vedere come procedono i lavori e chiedo all’escavatorista come vanno, nel frattempo mi arriva una telefonata il sindaco mi dice preoccupato che hai fatto il maresciallo è incazzato. Non avevo fatto nulla l’escavatorista era stato in galera, aveva espiato la sua pena, aveva la patente per la macchina operatrice, era messo in regola e lavorava onestamente. Aveva espiato la sua pena ed era rientrato nel consesso civile, e si comportava meglio del comandante, ma questa è un’altra storia. Tornando a Totò se consideriamo pure il suo impegno in Africa mi sa che ne ha di ben donde.
Diego Profu  Ma mi scusi visto che si parla spesso per eccessi, un pedofilo condannato una volta uscito dal carcere lo vorrebbe nell'asilo del suo quartiere?
Io scusate la personalizzazione ho 50 anni mai stato in convegni riunioni meeting di politica e pubblica amministrazione, possibile che Cuffaro non riesca a starne lontano? Un saluto a tutti!
Lei metterebbe un pedofilo nel suo asilo dopo che ha espiato la sua pena? E’ facile anche se un po’ eccessiva
I drogati quando escono dalla comunità l’ultima cosa che fanno è ritornare a frequentare gli stessi ambienti e compagnie perché le possibilità di ricascare nel loro problema si moltiplicano a dismisura!
Anche questo è eccessivo ma spiega perché se Cuffaro sta lontano da vecchi ambienti e conoscenze che lo hanno portato a sbagliare , e’ meglio per lui ma soprattutto per noi !
Carmelo Nocera -Non si coglie o non si vuole proprio cogliere la differenza tra un cittadino qualunque e uno che ha rappresentato le istituzioni...vabbeeeee''

Simone Zagarolo Giangiuseppe Gattuso Ma che ste stai a pentì?

Giuseppe Zito Anche Berlusconi andava trovare i vecchietti, e aveva scontato la pena......

Maria Spanò Contrari a Cuffaro e complici di Salvini

Maurizio Alesi Mi associo a Giangiuseppe e vorrei che la si smettesse con le minchiate per non compromettere il proficuo lavoro del governo nazionale. Le minchiate non sono nè solenni, nè affettuose: sono MINCHIATE. In un convegno come quello organizzato all'ARS, con quell'oggetto all'o.d.g., con le tematiche in programma se non si invita un cittadino che ha scontato la sua pena e che possa raccontare la sua esperienza, non capisco chi si dovrebbe invitare.

Giovan Battista Palopoli mi spiace Giangiuseppe Gattuso questa volta non concordo con te, allora se un pedofilo ha scontato la sua pena, poi può anche andare a fare il bidello in una scuola elementare o media? tanto il suo errore lo ha scontato, oppure un'altra figura basta avere scontato la pena ed è tutto perdonato?

Maurizio Alesi Ma perchè a chi ha scontato la propria pena deve essere impedito di parlare della propria esperienza. Forse chi ha sbagliato ed ha pagato il suo debito, deve rimanere nascosto tutta la vita.

Giovan Battista Palopoli Maurizio Alesi si come minimo anche perché sicuramente avrà avuto dei sconti di pena e questo mi fa incazzare e comunque della loro esperienza di cialtroni ladri e mafiosi non mi possono insegnare nulla, voglio vedere se lei manderebbe sua figlia ad ascoltare la propria esperienza di vita di un pedofilo...

Giangiuseppe Gattuso Credo che il paragone con il pedofilo sia proprio improponibile. E pure fuori luogo.

Giovan Battista Palopoli Giangiuseppe Gattuso già il mafioso è più galantuomo.

Maurizio Alesi Giovan Battista Palopoli ha scontato quello che la legge gli ha imposto di scontare. Nella vita non tutti sono pedofili. E in questo caso l’accostamento con la pedofilia è del tutto inappropriato poiché il convegno verte sulle condizioni carcerarie dei detenuti.

Diego Profu La legge è una cosa la morale è un’altra, per la legge il signore è apposto per quello che riguarda la morale evidentemente no, almeno non per me!
Il signore si è messo apposto con la società per quello che riguarda lambito legale, rispetto a quello morale che è soggettivo e per il movimento piuttosto alto, no!

Maurizio Alesi Diego Profu Proprio in questo momento vieni a parlare di morale nel movimento. Stare a sopportare l’atteggiamento di Salvini contro la magistratura ti sembra che vada nella direzione della morale professata dal 5Stelle. In altri tempi avremmo chiesto le sue dimissioni mentre oggi siamo costretti a giustificarlo. Come vedi anche la morale è qualcosa di indefinibile

Diego Profu  Un sacrificio costoso viene fatto per poter avere un governo per decine di motivi che conosce, non si può fare altro per poter fare leggi importantissime e attese da decenni come l’ultima di Bonafede di questi giorni, invitare il signore per cui lei tanto si prodiga ad un convegno non ha nessuna utilità se non per lui!
Questo comunque è un attacco scorretto portato a ragazzi selezionati attraverso i criteri che hanno tenuto fuori il signore dal convegno , la politica poi ha le sue dinamiche e per mille motivi siamo arrivati a questo governo , puoi sceglierti interlocutori se crei e rimani all’interno del tuo gruppo non se decidi di fare politica, in Italia poi ,e vuoi raggiungere qualche risultato , si ha a che fare tutti i giorni con ladri mafiosi e delinquenti di ogni tipo si immagini che in parlamento c’è l’ex autista di Cutolo ,ma se vuoi cambiare qualcosa devi averci a che fare stando molto attento a non perdere la rotta e mantenere vivi i tuoi Sani principi che lei sta chiedendo di cambiare , chiede questo, per il movimento sarebbe la fine

Maurizio Alesi Diego Profu Non ho capito quale sarebbe l'attacco scorretto e da parte di chi sia stato perpetuato.

Diego Profu Capisco quello che vuoi dire e posso solo dirti che i carcerati stanno più che bene, ci vorrebbero le carceri americane, tutti vestiti uguali e più severe e comunque mi può fare schifo una persona mafiosa?

Capisco quello che vuoi dire e posso solo dirti che i carcerati stanno più che bene, ci vorrebbero le carceri americane, tutti vestiti uguali e più severe e comunque mi può fare schifo una persona mafiosa?

Maria Teresa Bollero Se le cose stanno così, ha il diritto di parlare, basta che questo non preluda a ritorno in politica o cariche pubbliche.

Giovan Battista Palopoli oppure potrebbe donare la sua vita alla scienza. Provando a sperimentare nuove forme di indipendenza dall’ossigeno.

Francesco Correnti Non riesce a capire che si veicola un pessimo messaggio alla società permettendo a questi (ex ?) delinquenti di salire in cattedra ancora a dare lezioni di cosa, di pentimento? No, grazie. Ben venga il ravvedimento dopo aver pagato il fio ma lo facesse sempre nel vergognoso dimesso silenzio di casa sua.

Maurizio Alesi Ma è possibile che non si riesca ad accettare che un ex detenuto possa raccontare la propria esperienza. Lasciatelo almeno parlare e poi giudicate se dice cose criticabili o cose sensate. Occupatevi degli inquisiti e dei condannati presenti nelle istituzioni. Almeno Cuffaro non riveste nessun ruolo pubblico e non dovrebbe impensierire nessuno.

Francesco Correnti Non concordo. La sua esperienza non la deve raccontare all'ars. Non da una sede istituzionale. Pessimo messaggio sociale. Concordo sul fatto che sia libero di parlare, ci mancherebbe, ma non nel luogo che ha tradito per la mafia.

Giuseppe Zito Sento puzza del solito buonismo, MA HA MAI FATTO PUBBLICA AMMENDA IN PUBLICO, SCONFESSANDO LA MAFIA? È ANDATO IN GALERA NON PERCHÉ PENTITO, MA PERCHÉ COSTRETTO, PARLI, DICA CIÒ CHE VUOLE, MA DA PRIVATO, IN UN POSTO PRIVATO.

Francesco Correnti Io lo ricordo bene quando a Samarcanda insultò veementemente il giudice Falcone mentre il boss intercettato lo commentava lodandolo. Fu così che iniziò la sua "carriera" da fiancheggiatore esterno di cosa nostra. Di quell'episodio infamante non ricordo alcuna richiesta di perdono al popolo siciliano. Eppure ho ribadito il concetto che ora ripeto: liberissimo di parlare. Ma non nel luogo che ha tradito per la mafia. Parere personale.

Maurizio Alesi Giuseppe Zito Mi sa che sei tu ad avere la testa dura e chiusa. Prendi atto che stai esprimendo solo la tua opinione e non stai leggendo il Vangelo. Io, come tanti altri la penso diversamente.

Maurizio Alesi Giuseppe Zito Certo adesso veniamo tutti a lezione da te

Giuseppe Zito Maurizio Alesi vedo i risultati in Italia e in Sicilia di chi la pensa, non diversamente, ma di chi non comprende come fare una lotta, vera, reale, alla mafia, ma sotto sotto la accetta..... quelli che sono venuti a lezione da gente come voi, li conosciamo, e ne vediamo i risultati.....

Maurizio Alesi Giuseppe Zito stai attento perchè questo tipo di lotta alla mafia ha fallito su tuti i fronti e ha rivelato un vespaio di furbi che sono stati miseramente sconfessati dalla società. L’unica lotta alla mafia che conosco è quella della magistratura che colpisce i mafiosi e i loro capitali. Di chiacchiere non ne possiamo più.

Nino Pepe Francesco Correnti mi dispiace, sei in errore. È vero che è passato questo messaggio, ma non ha insultato affatto il giudice Falcone.
Come ogni villaggio ha il suo scemo, così ogni dibattito ha il suo coglione. E non sto parlando di Alesi né di Correnti.

Giuseppe Zito Nino Pepe se è rivolto a me, ricambio, senza usare il termine... .è insito nella tua risposta.....

Francesco Correnti Nino Pepe ricordo bene la figura meschina che vasavasa fece fare ai siciliani per bene insultando Falcone. Sei tu in errore a negarlo. Il video si trova ancora in rete. Mi spiace che tu difenda un essere spregevole vicino alla mafia.

Lisa Faraci Racconterà il suo trascorso da galeotto. Sarebbe stato paradossale se avesse tenuto un comizio sulla legalità. I nostri deputati M5s dovrebbero occuparsi di lavorare per uscire dallo stallo vergognoso in cui versa la Sicilia. E anche se sono attivista M5s, non ho le fette di prosciutto sugli occhi

Giuseppe Andolina Il Signor Cuffaro ha avuto la possibilità di occuparsi direttamente dei problemi di tutti i cittadini, ma quando aveva tale potere preferì trescare e far fare affari agli amici mafiosi sulle spalle dei siciliani, ma soprattutto sulla loro salute. Ovvero sulla sanità. Diciamo che ha già avuto la sua possibilità e il fatto che non ci si fidi mi sembra ragionevole. 
Maurizio Alesi Non stiamo discutendo della sua azione politica di presidente della regione ma semplicemente del fatto che, una persona che ha pagato il suo debito con la giustizia, abbia ancora diritto di parola o la sua pena debba essere eterna e senza limiti. Secondo me il diritto all'espressione del proprio pensiero deve essere assicurato anche a Cuffaro.
Giuseppe Andolina La sua azione politica e la sua condanna per il reato commesso sono strettamente legati. L'uno conseguenza dell'altro. Se si vuol mettere la testa sotto la sabbia, prego! Lui é libero di esprimere il proprio pensiero, come tutti noi, ma non vedo perché debba farlo in un'aula di un palazzo istituzionale garantita dalla classe politica attuale, sua "amica" e amica degli amici. Anche noi, per esprimere il nostro pensiero non ci troviamo all'Ars. Ma nou siamo persone normali, non apparteniamo a certi giri.

Maurizio Alesi Giuseppe Andolina  Ma secondo te la pena che viene inflitta a seguito di un reato prevede un inizio e una fine, oppure è perpetua. Non so cosa ti autorizzi a definire la politica attuale "amica mia". L'ars è sempre stata la casa di una politica marcia, corrotta e immorale dove anche adesso dimorano deputati inquisiti per reati vari, come voto di scambio, turbatuva d'asta e figli di condannati. Il tuo riferimento all'Ars come "palazzo istituzionale" fa solo ridere. Non è stato Cuffaro Cuffaro a scegliere quel sito ma è stato invitato dagli inquilini del tuo adorato "palazzo istituzionale".

Giuseppe Andolina Maurizio Alesi prima di tutto un chiarimento il "sua" era riferito a Cuffaro e non a lei che non conosco. Non mi permetterei, come giustamente evidenzia Lei, non sono "autorizzato". Spero chiarito l'equivoco. Per quel che concerne il palazzo, non lo adoro ma ne provo il dovuto rispetto istituzionale. Purtroppo le cariche sono state occupate, il più delle volte direi, da soggetti tutt'altro che meritevoli, e considero un esempio per tutti proprio Cuffaro. Lei lamenta la "qualità" della politica all'Ars ("marcia, corrotta e immorale") ma sbaglia il bersaglio: non é "la politica" ma la "classe politica" ovvero: non l'istituzione ma le persone che le occupano: Cuffaro é stato uno di questi. Il fatto che Cuffaro sia stato invitato fa capire dei legami forti che ci sono ancora tra lui e i politici di oggi. Il che lascia intendere qtanto lui non sia un normale cittadino, ma un soggetto che ancora fa parte di quesl sistema che lei definisce "marcio, corrotto e immorale"

Maurizio Alesi Giuseppe Andolina Ok grazie per il chiarimento. Le istituzioni non sono una categoria dello spirito ma prendono corpo e sostanza dagli uomini che le incarnano. Dunque il mio giudizio sugli inquilini dell'Ars rimane intatto nei termini in cui l'ho espresso. Detto questo la querelle sul "caso Cuffaro" allArs mi sembra davvero spropositata considerato che si tratta di un invito, accolto dall'interessato, che non ha alcuna refluenza sulle attività istituzionali nè impegna alcuno a stringere accordi con l'ex detenuto. Nella vita, e in democrazia, bisogna sempre garantire i diritti anche a chi è più lontano da te, dalla tua cultura e dalle tue idee. Ora mi sembra ineludibile che anche chi ha subìto una condanna (peraltro espiata senza mai attaccare i giudici come invece fa qualche ministro della Repubblica), continui ad essere titolare di diritti. Se così è non vedo una motivazione attendibile per negargli la parola. Chi vuole andare a sentirlo vada pure, chi ritiene che sia uno scandalo si resti a casa. Questa si chiama democrazia. Enzo Biagi diede la parola a tre terroristi condannati per il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro in un'intervista trasmessa dalla Rai, che durò un' ora. Allora, di che cosa stiamo parlando
Angelo Levantino L'ARS NON E' LA CASA DELLA SIGNORA STAGNO. MI PARE CHE L'ARS SIA LA CASA DI NOI TUTTI I SICILIANI. SE È COSI' (DATEMI LUMI SONO IGNORANTE), IL CITTADINO TOTÒ CUFFARO, E STATO CONDANNATO MA HA SCONTATO LA SUA CONDANNA CON UMILTÀ DA UOMO PROBO. MA CHI IN QUEGLI ANNI HA VISSUTO SENZA "ODORE DI MAFIA TIRI LA FAMOSA PIETRA

Giuseppe Arena Mi piace molto la tua spiegazione sui diritti di un ex detenuto che ha pagato quello che la giustizia ha chiesto e per l'opera di volontariato, ma perché non ti sei fermato, per il resto dovevi fermarti al solo MINKIATE senza sminuire il vero senso... !!!

Sergio Tirenna purtroppo caro Giangiuseppe non ci si mette mai nei panni altrui prima di giudicare che poi non spetta a noi giudicare ma bensì un giorno saremo giudicati.

Nino Pepe Non è per niente affettuosa, bensì livorosa, rancorosa e, se permetti, astiosa e vendicativa
Arianna Di Blasi perchè Giangiuseppe ti esponi a queste critiche? Perchè chiami "ragazzi" uomini e donne che stanno cercando di cambiare un Paese ormai allo sbando? Mi domando perchè? da che parte stai? probabilmente tu mi risponderai sono un "uomo libero" e scrivo ciò che voglio, si ma "tenere due piedi in una scarpa" no! "Loro" non sono ragazzi sono persone elette e volute da milioni di siciliani che di Cuffaro & C. preferirebbero non sentire più parlare né tanto meno farsi fare qualche lectio magistralis.



51 commenti:

  1. Asia Lucia Cricchio9 settembre 2018 16:45

    Faccia il medico in Burundi. Sia padre, marito e nonno, amico di chi vuole ma non metta piede nelle istituzioni pubbliche. Si comporti come gli altri ex detenuti anonimi.

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    1. Fuori dalle istituzioni i boiardi (sentenze passate in giudicato e pena detentiva scontata) collusi con la Mafia. FUORIIIIIII!

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  2. Vannuccio Zanella9 settembre 2018 16:56

    certo che prima di finirci lui in carcere il problema dei figli dei detenuti lo preoccupava molto poco. Una redenzione sulla via di Damasco? mi dispiace, ma in Veneto si dice che "chi nasce gatto, topo piglia". In italiano...il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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  3. Vedi Giangiuseppe, la questione è semplice, molto semplice e, bando ai fanatismi di qualsiasi provenienza, osservo che Totò Cuffaro, a motivo di un processo e di una sentenza che lo ha condannato a 7 anni di reclusione, si è macchiato di un reato gravissimo, quello di aver favorito, nell'esercizio delle sue funzioni, una organizzazione criminale denominata mafia! Lui ha sempre dichiarato di non aver mai avuto consapevolezza di relazionarsi con mafiosi, per cui, nessuna collaborazione alle indagini, ma neanche , e qui sta il nocciolo della questione, al ravvedimento della pena, per cui la funzione riabilitativa della pena non ha prodotto i suoi effetti voluti dalla entità della pena stessa. Ora che si dica che ha espiato la condanna è un dato di fatto! Ma non è avvenuto quel ravvedimento, pentimento, verso le motivazioni della pena. Spero di essere stato comprensibile, per questo, temo, non possa ottenere mai la riabilitazione completa. Per questo ci si inalbera quando lo si vede frequentare santuari pubblici , da considerare sacri!

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    1. Le sentenze si rispettano, dunque se deve esserci interdizione così sia. Ma, dopo aver letto e studiato le carte processuali, e dopo averci scritto un libro sopra, non posso che invitare molti alla prudenza prima di spararle grosse sulla mafiosità di Totò Cuffaro, la sua condanna e le prove emerse per emetterla. Si leggano le carte processuali (non posso suggerire di leggere il mio libro per ovvi motivi anche se sarebbe più semplice)

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    2. Luigi Cianciolo9 settembre 2018 17:04

      La sua osservazione è assolutamente pertinente e legittima, si può condividere o essere dissenzienti, però mi deve concedere la battuta: Ma, specialmente in questi ultimi anni, la politica santuari non ne ha conosciuti, anche perché Signuri è Maronna hanno avuto troppo da fare a confortare, alluvionati, disoccupati, imprenditori rovinati, terremotati e bisognosi a cominciare di cibo e medicine. Le ricordo le scellerate legislature di Lombardo e Crocetta. Stessa cosa vale per la politica nazionale.

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    3. Vito Reina...errore di principio...al di là di ogni simpatia o antipatia...la magistratura non è un ente metafisico, nel santuario della coscienza non può entrare nessuno... Bossetti non è colpevole o innocente perché lo dice un tribunale...lo è se lo è effettivamente... cogli la differenza?

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    4. Vannuccio Zanella9 settembre 2018 19:24

      Silvio, credo che si possa cogliere quello che pensa, ma se non vi e' certezza in una sentenza va tutto a rotoli...chissà se la Annamaria Franzoni del delitto di Cogne era colpevole o innocente, visto che "prova fumante" del delitto non c'e'.... come la mettiamo? dopo tre gradi di giudizio non si puo' dire che statisticamente si sbaglino proprio tuttio, o no? altrimenti aspetteremo che sia il buon Dio a fare giustizia e nella terra regnerà il caos... E poi, siamo sicuri che Dio sia giusto e non politicizzato? Che abbia un occhio di riguardo per i credenti e si accanisca ingiustamente sugli atei?

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    5. Silvio, stai sostenendo che i tribunali servono a ben poco, o sbaglio? Spero di sbagliarmi!
      Certo in un ambiente dove la mafia ha determinato il bello ed il cattivo tempo, qual e’ l’ambito della Regione Sicilia, dove tra i muri di Palazzo D’Orleans si riscontrano ancora le tracce degli sgacchi di Genco Russo, essere l’unico Presidente ad essere beccato perché ha favorito la mafia, è davvero grossa!

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    6. Luigi Cianciolo9 settembre 2018 22:35

      Vannuccio, in America con la pena di morte di innocenti che ci hanno lasciato la pelle non si contano, malgrado i ricorsi e controricorsi con le continue e sempre nuove prove a discolpa. La giustizia dell'uomo non è solo fallace è...... lasciamo perdere.

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    7. Vannuccio Zanella10 settembre 2018 18:44

      Luigi, ha una soluzione, abbia pazienza? o mettiamo lei a giudicare sia i vivi che i morti?

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    8. Ma oltre i giudici, ci sono già una moltitudine di cui lei, a quanto pare non sembra essere estraneo. Mi limito semplicemente ad osservare e di tanto in tanto esprimere ciò che penso.

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    9. Vannuccio Zanella10 settembre 2018 18:47

      e' bellissima l'Utopia di un mondo perfetto e completamente in mano all'ideale del Buon Selvaggio, Anche a me piacerebbe che si trasformasse "Imagine" di John Lennon in realta'.... l'ha chiamata "Imagine" apposta, altrimenti si sarebbe intitolata "Reality". Buona serata...

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    10. La Giustizia secondo il proprio Libero Convincimento ha condannato l'imputato Cuffaro, ma se Cuffaro in cuor suo pensa di non esserlo di che cosa si deve ravvedere. Ha rispettato i giudici è stato presente alle udienze, non ha inveito contro nessuno e a condanna definitiva si è consegnato immediatamente rispettando la sentenza. Chiedo di nuovo se pensa di non essere colpevole di cosa deve pentirsi o meglio ravvedersi?

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    11. Ci sono casi e casi... prendiamo il caso Bossetti: nessuna prova (condannato all'ergastolo). Ecco la deriva sacralizzante della magistratura analogamente ai faraoni dell'antico Egitto. Il ministro dell'interno accusato di "sequestro di persona", come faceva la magistratura a sapere che a bordo non vi fossero terroristi che una volta a terra avessero dei complici per dileguarsi e compiere un attentato? Crolla un ponte, ancora nessun indagato… oppure, se una struttura crolla perché non hanno messo la giusta quantità di cemento, la responsabilità è di assoluta evidenza… per decenni si è costruito abusivamente sulla linea di costa, come nel litorale palermitano fino a chiudere gli accessi al mare, cioè ville costruite sugli scogli (si chiamano reati macroscopici)... nessuno vedeva, nessun magistrato indagava? Ecco qual è la piaga dell'Italia: "la falsa indipendenza" (senza voler generalizzare). I reati ambientali, vuoi combattere veramente la mafia: tolleranza zero per i reati ambientali.

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  4. Gambino Salvatore Stefano9 settembre 2018 17:05

    Bisogna mettersi d'accordo e capire se possa essere possibile pentirsi e cercare di percorrere un tratto del proprio terreno cammino nel modo migliore per darne dimostrazione, ammesso che questo sia nelle sue intenzioni, Se questa è la sua volontà non trovo alcunché da ridire se non che quanti pensano che un ravvedimento sia del tutto improbabile devono assumere l'iniziativa di farsi carico della stesura di una aggiornata versione "sui delitti e sulle pene" dalla quale evidentemente dovrebbe vedersi bandito il termine "carcerazione a fini espiativi". Sono sicuro, non avendo particolari motivi che mi inducano a tutti i costi a non credere ad un suo pentimento, che non prenderà in considerazione la possibilità che possa tornare attivamente ad occuparsi di cose che riguardano certa politica. Non vedo poi come si possa invece negare ad un uomo un impegno nel sociale quando volto a migliorare la condizione umana. Il mio ragionamento non esclude che un uomo, anche quando dovesse sbagliare, una volta ravvedutosi, mai deve essere privato della possibilità di dare fiato alla sua umanità.

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  5. Asia Lucia Cricchio9 settembre 2018 17:19

    È fastidioso l'atteggiamento di chi, solo dopo un fatto, peraltro, commesso con volontà, cerca il riscatto tramite il disagio altrui . I tg, i media, internet e i social ci informano e chi vuole può migliorare la condizione altrui senza esibizionismo.

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  6. Salvatore Mancuso9 settembre 2018 17:20

    Cuffaro è un anello della catena politico-sindacalista che ha comandato e comanda in Sicilia, con diverse funzioni e diverse posizioni istituzionali. Cuffaro è stato ed è tale, prescindere dalla condanna subita e dal carcere scontato. Senza alcun dubbio.

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    1. L'On. Cuffaro è stato in galera e, intervistato durante e dopo ha dimostrato pentimento ed alto senso civico. Si è detto che il carcere deve servire per rieducare e nel caso in questione mi sembra che l'individuo ha subito una lezione fin troppo dura. Spero che egli venga riabilitato perchè non credo che lo si possa più considerare contiguo a logiche criminali. Anzi la sua esperienza potrebbe essere utile dal punto di vista sociologico.

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    2. Salvatore Mancuso9 settembre 2018 17:52

      Dal punto di vista sociologico?

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    3. Si la sua esperienza potrebbe servire per un ciclo di conferenze nelle scuole.

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    4. Salvatore Passalacqua9 settembre 2018 17:54

      Mi pare di capire che il Sig. Mancuso, pensi che, chi ha comandato in Sicilia nel periodo Cuffaro, è stato ed è un anello della catena politico-mafioso-istituzionale. Allora credo sarebbe il caso di andare a verificare che nell'attuale governo non ci siano personaggi risalenti a quell'epoca. Non conosco l'appartenenza politica del Sig. Mancuso, ma conosco chi si è alternato al potere di cui si parlava prima…...

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    5. Salvatore Mancuso9 settembre 2018 19:27

      Sig Passalacqua lei si sbaglia di grosso. Lei non conosce la mia appartenenza e la informo che non ne ho, e non conosce me, come io non so chi sia lei, che si permette di fare commenti di tal fatta. Quello che ho scritto di Cuffaro è la mia opinione, che riconfermo integralmente e la posso sostenere di fronte a chiunque. Lei sia così gentile di dire la sua, non su di me, che non mi conosce , ma su Cuffaro, che è l'oggetto della discussione.

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    6. Salvatore Mancuso9 settembre 2018 19:29

      Caro Gigi, di Cuffaro si può occupare la "mafiologia", non la sociologia, o, se vogliamo, la sociologia criminale

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    7. Salvatore Passalacqua9 settembre 2018 19:31

      Ma io non sono entrato nel merito di come la pensa lei, e nemmeno della sua appartenenza politica, se ne ha. Ho semplicemente preso atto che, se è vero quello che dice lei, e cioè che nel periodo che "comandava" Cuffaro, vi era un legame politico-mafioso-istituzionale, dato che molti, se non tutti, si sono susseguiti al comando, e alcuni ci sono ancora, mi preoccupo. Sarebbe il caso, se lei ha elementi validi, di portare a conoscenza della magistratura queste cose.

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  7. Ci sono decine di locali dove potere tenere tutti i convegni che volete. Ma perchè proprio all'arsa e per giunta in una sala dedicata Piesanti Mattarella , persona un pà diversa per vita e per morte dal suo amico Totà e cedo molto diversa da lei sig Gattuso.

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  8. Qualunque sia il giudizio che ognuno può avere sull’ex presidente della regione, garantire la libertà di espressione del suo pensiero nei modi, nei termini, nei luoghi che ritiene di dover utilizzare non è una concessione o una cortese elargizione ma il riconoscimento di un suo diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione. Chi intende mettere in dubbio questo principio, utilizzando argomenti che riguardano il passato di Cuffaro da ex detenuto (avendo espiato la condanna inflitta senza mai imprecare contro i giudici e riconoscendo i suoi torti), è completamente fuori strada. Bisogna rassegnarsi al fatto che Cuffaro è tornato un libero cittadino a cui va riconosciuta la libera circolazione, la partecipazione attiva e passiva alla vita sociale, ad ogni dibattito in cui lo invitano o da esso stesso promosso. Certo continua a gravare su di lui l’istituto della interdizione perpetua dai pubblici uffici in quanto la sua condanna ha superato la durata di 5 anni, ma questo non lo esclude e non gli può impedire la legittima aspirazione alle relazioni sociali e politiche. Non stiamo parlando di un pericoloso criminale con l’inclinazione a delinquere ma di un soggetto che ha conseguito la seconda laurea in carcere, che pubblica libri, che fa opera di beneficienza e, soprattutto, nulla autorizza a pensare che sia recidivo. Cuffaro dà piuttosto la netta sensazione di aver chiuso col proprio passato e che abbia una straordinaria voglia di tornare a vivere pienamente la sua vita e coltivare le sue passioni. Questo deve poterlo fare senza incontrare gli sguardi cattivi di qualche moralista che lo vorrebbe rinchiuso nelle segrete per il resto della sua vita. Si potrebbe discutere sulla scelta della sala intestata a Piersanti Mattarella dove tenere il dibattito (scelta non sua ma degli organizzatori), per evitare un bel po' di demagogia a basso prezzo. Si poteva fare in una delle tante sale prestigiose dell’Ars evitando ulteriori polemiche. Ci si divida sulle idee politiche di Cuffaro, su come abbia esercitato il potere pubblico alla Regione, sulle sue responsabilità di uomo politico, sulle sue frequentazioni. Ma, per favore, non si mettano in discussione i diritti sacri e inviolabili di ogni cittadino.

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    1. Luigi Cianciolo9 settembre 2018 19:34


      1)
      Di contro però su questo nessuno, credo, avrà da ridire: da fonte web https://notizie.tiscali.it/.../ex-terroristi-dalla-rai.../. Molti di quelli che legarono il loro destino alle attività del terrore e che hanno affrontato le aule dei tribunali oggi si sono rifatti una vita ed hanno avuto delle opportunità di reinserimento sociale, magari in politica o nell’insegnamento universitario. Basta scorrere le righe di un articolo di Domenico Ferrara sul Fatto per farsene un’idea.
      Gli esempi sono molteplici e istruttivi.
      L’ex esponente della colonna veneta delle Br Roberto Del Bello, condannato nel 1985 per banda armata, divenuto consigliere della Provincia di Venezia e segretario provinciale di Rifondazione comunista, ha prestato anche attività al ministero dell’Interno in qualità di segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario di Rifondazione Comunista.
      Non manca neppure chi è riuscito a lavorare con la Rai. Maurizio Iannelli, componente della colonna romana, due ergastoli sulle spalle, dal 1999 collabora con l’ente televisivo come autore di documentari e altri programmi.
      Ma non sono gli unici ad aver appeso la P38 al chiodo per imboccare un’altra strada. Sergio D’Elia ex attivista di Prima Linea durante gli anni di piombo è diventato segretario di Nessuno tocchi caino ed è stato eletto al parlamento con la Rosa nel Pugno.
      Barbara Balzerani, nome di battaglia Sara, ex brigatista implicata nel sequestro Moro e condannata a sei ergastoli, dopo 25 anni di carcere, ha trovato lavoro nella cooperativa Blow Up di Roma che si occupa di informatica musicale. Ha inoltre scritto dei libri di un certo successo come “Compagna luna”.

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    2. Luigi Cianciolo9 settembre 2018 19:35

      2)
      Renato Curcio, l’ideologo delle Br ha fatto conferenze in tutt’Italia nelle scuole e nelle Università. L’attività di conferenziere ha caratterizzato anche Alberto Franceschini, cofondatore delle Brigate Rosse, ed anche Adriana Faranda, che – ricorda il Fatto – nel 2016 fu invitata addirittura a partecipare a un corso di formazione per giudici.
      Anna Laura Braghetti, carceriera di Aldo Moro, già condannata all’ergastolo ma in regime di semilibertà, ha lavorato per Ora d’aria, associazione di volontariato dell’area dei Ds oltre che in un’agenzia del ministero del Lavoro.
      Susanna Ronconi - membro delle Brigate Rosse e successivamente di Prima Linea - è stata consulente di Asl, Comuni (soprattutto in Toscana e Lombardia). Ha lavorato anche per il gruppo Abele di don Ciotti. Va anche detto che nel 2006 l’allora ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero la nominò nella Consulta nazionale sulle dipendenze . Si scatenarono parecchie proteste e la designazione fu poi annullata dopo che già aveva dato le dimissioni. Precedentemente Livia Turco, aveva cercato di inserirla nel suo Ministero con un ruolo di consulente nell’ambito della lotta alla tossicodipendenza, ma il clamore sollevato portò al ritiro dell’incarico.
      Un altro ex terrorista, Eugenio Pio Ghignoni, condannato nel processo Moro, lavora all’Università Roma Tre. E’ stato anche segretario della Flc Cgil di Roma e Lazio.
      Marco Solimano, ex esponente di Prima Linea (la più importante e organizzata struttura terroristica italiana insieme alle Br), condannato a suo tempo a 19 anni di carcere, è stato presidente dell’Arci di Livorno, consigliere comunale del Pd e garante dei detenuti del Comune. Nel 2013 rinuncia a fare l’assessore al Sociale della giunta comunale labronica. Il fratello di Marco, Nicola Solimano, anche lui ex di Prima Linea, è stato consulente della regione Toscana per la problematica della nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti. Senza parlare poi di Carlo Giuliani. FONTE WIKIPEDIA : ""Durante i disordini di Genova attacca un Carabiniere con un estintore.....
      ha intanto problemi legati al consumo di droghe e segue un programma di riabilitazione al SerT[6][7]. Nel 1999 viene sottoposto a un procedimento penale, poi archiviato, da parte della Guardia di Finanza per traffico di stupefacenti, che aveva contribuito al rapporto turbolento di Carlo con i genitori, e il telefono di casa Giuliani è soggetto a intercettazioni[8]. Ma ha fatto opere anche meritorio. Questo, però succede solo da noi..... in ogni caso la pietà umana non mi esime di avere rispetto anche per lui che ha sbagliato.

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    3. iL SIG sALVATORE cUFFARO NON HA DATO UN MINIMO SEGNALE DI PENTIMENTO O DI RAVVEDIMENTO. pOTEVA E PUò ESSERE DETERMINANTE PER SMONTARE UNA RETE MALEFICA TRA MAFIA MASSONERIA E POLITICA. nON LO HA FATTO E NON LO FA. qUINDI TUTTE QUESTE LECCATE DI CULO MI DANNO FASTIDIO.

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  9. Io la penso esattamente come te. Non sono suo amico. NOn l'ho mai votato, ed ero alla manifestazione che chiese le sue dimissioni dopo la famosa foto dei cannoli. Credo sinceramente che queste polemiche dimostrino una grande povertà intellettuale. Un modo volutamente pretestuoso di creare conflittualità. CUffaro è un ex detenuto che racconterà una vicenda che riguarda altri detenuti offrendo un punto di vista dal di dentro che io ho anche curiosità di sentire. E penso di andare al convegno se non altro per solidarietà umana. Cuffaro ha fatto del male alla Sicilia. Ha pagato la sua colpa. Ed una società che non vuole neanche ascoltare le parole di uno che ha sbagliato e pagato per i suoi errori non è la mia. Significa immaignare un mondo abitato ed abitabile solo da gente che non sbaglia. E se poi come dice pirandello la vita non fosse altro che la collezioni di tutti gli errori di un uomo? Non sbagliare significherebbe non vivere. Ho anche delle mie idee che non è questa la sede per esprimere, sul singificato politico della sua presidenza. Che vista alla luce di chi lo ha succeduto (lombardo e crocetta, è ancora presto per esrimersi su musumeci), prende a mio avviso un colore diverso. Magari se scriverai qualcosa in merito su questo commenterò in quella occasione. Riconosco che di questi tempi ci vuole coraggio per sostenere tesi come la tua. E mi concratulo.

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  10. giovanni callea9 settembre 2018 20:14

    non appare il nome. Il commento di sopra è di Giovanni Callea.

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  11. Spero che lo capiate che il vostro è l'atteggiamento garantista e buonista che ha fatto proliferare la mafia e la corruzione! Non si dovrebbe nemmeno parlare di Cuffaro e Giangiuseppe purtroppo ne parla spesso. Lui ha pagato; ha il diritto di rifarsi una vita e dichiarandosi pentito può percorre qualsiasi strada , che sia però mille miglia distante dalla Politica e dalle sue Sedi istituzionali. Salvatore Mancuso ha ragione e, analizzando l'Ars, io sull'Arca farei salire solo qualche persona: agli altri, se sono già dentro, direi di abbandonarla buttandosi nell'acqua melmosa dove sono soliti nuotare. Giustizialista? No, realista: senza rispetto delle regole e pene severe non prescrizionabili né condonabili non riusciremo mai a debellare questo nefasto tumore. Finiamola dunque di dare visibilità ad una persona che starebbe meglio a casa, magari a d esercitare quella professione per cui si è laureato: avrebbe modo, come dite, di aiutare i sofferenti ed i bisognosi. Esorterei Giangiuseppe a chiudere questo imbarazzante capitolo sul suo blog.

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    1. Luigi Cianciolo9 settembre 2018 23:17

      Signor Nino Risitano non condivido ma rispetto la sua posizione senza però esimermi dal dire che quel che lei auspica sembra più vendetta che giustizia.

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    2. Luigi, io ho detto che, espiata la pena, Cuffaro e padrone della sua vita e la può gestire come vuole, ma lontano dalla Politica e dalla Pubblica amministrazione - i 5S hanno fatto un ddl contro la corruzione che finalmente ci può avvicinare statisticamente ai Paesi civili - . Questo non è giustizialismo, è pragmatismo; è buon senso; è un monito civile per chi si è macchiato di una colpa gravissima.

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    3. Che ad un condannato si tolga il diritto di parlare, non lo chiamerei “pragmatismo” ma vetero-giustizialismo mascherato da un perbenismo che nel caso dei 5 Stelle e’ solo di facciata. Quante volte sono state cambiate anche sul tema giustizia le posizioni iniziali e solo per puri motivi di convenienza (vedi a Roma il caso Raggi).

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    4. Caro Maurizio, mi sembra di essere stato chiaro. Io posso capire Giangiuseppe per l'affetto e i giovanili ricordi che lo legano a Cuffaro emotivamente, ma non sono d'accordo con qualsiasi apporto di visibilità che si possa dare al personaggio. Apri una porta aperta quando parli del marciume che dovrebbe essere spazzato via nelle sedi istituzionali, ma se noi non agiamo con forza contro il sistema - i 5S hanno fatto una cosa egregia - non usciremo mai da questo pantano. Che Cuffaro, libero, si faccia la sua vita, ma lontano da quelle Istituzioni che egli ha contribuito a degradare.

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    5. Salvatore Mancuso10 settembre 2018 06:28

      Caro Nino, il formalismo giuridico è un ombrello che copre realtà sulla quale spesso si preferisce chiudere gli occhi o starne lontano.

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    6. Nino, ma più lontano di com'è, scusa, come deve stare. Non potrebbe stare nelle istituzioni neanche se volesse, poichè è ineleggibile. Bisogna dirlo a chi continua ad occuparsi di lui. Cuffaro ha diritto alla sua vita. Non è stato interdetto dall'esistenza in questo mondo.

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    7. Simone, mi dispiace dirtelo ma è proprio il tuo l'atteggiamento perbenista di chi stenta o non vuole uscire da questo sporco sistema: si cerca di giustificare un reo portando esempi di altri supposti rei come quasi per dire...così fan tutti

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  12. Scusami Nino ma la visibilità a Cuffaro gliela danno gli altri, quelli che continuano a dargli addosso ancorchè lui abbia chiuso il suo conto con la giustizia. Cuffaro con la politica attiva sta distante come tu auspichi, anche perchè ha un interdizione perpetua, dunque non capisco questo accanimento nei confronti di Cuffaro. Io impegnerei le mie energie nei confronti dei delinquenti che siedono ancora oggi nelle istituzioni, che sono indegni di stare in quel posto perchè indagati o condannati, senza neppure avere pagato i loro misfatti. Sono quelli i politici pericolosi per la società. Per quanto mi riguarda non si tratta di essere buonisti ma di essere rispettosi dei diritti altrui.

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  13. sIG aLESSI . IL SIG cUFFARO MANOVRA O HA IN PUGNO ALMENO 10 DEPUTATI E TIENE IN PIEDI GOVERNO E SOTTOGOVERNO.mI PARE CHE TRAMITE LUI STIATE PREPANDO IL TRAGHETTAMENTO VERSO LA LEGA. cERTO NON LO FATE GRATIS.

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  14. Se fossi un mercenario come lei forse potrei farlo. Siccome lei è solo un anonimo, di nome e di fatto, non merita nessuna attenzione.

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  15. Non è la prima volta che Giangiuseppe Gattuso, su questo blog, affronta il problema di Totò Cuffaro dal punto di vista umano con il sentimento dell’amico di sempre. Viene fuori quell’amicizia citata da Cicerone: “Amicus certus in re incerta cernitur” (L’amico sicuro si riconosce nell’incerta fortuna). Se vogliamo affrontare la questione dal punto di vista politico non possiamo continuare a discriminare un uomo che per i suoi errori è stato giudicato, condannato e, per il suo reato, ha pagato. Ora, da uomo libero, ha il diritto di parlare. Diritto non negato ad altri illustri detenuti che girano il Paese facendo conferenze. Allora, chi più di Totò Cuffaro, ha il diritto di parlare delle condizioni delle carceri e delle sofferenze dei familiari dei carcerati? Dove sta lo scandalo? Il vero scandalo consiste nel vedere una regione, da sempre, mal governata da politici incapaci e collusi con il malaffare: è dimostrato dalla mancanza di infrastrutture, dal numero più alto delle famiglie povere, dalla più alta disoccupazione giovanile. Nessuno paga per le strade che franano, per le autostrade incompiute o per quelle che crollano prima o subito dopo l’apertura. Su questi problemi manca l’impegno politico e il silenzio dell’opinione pubblica, mentre ci si indigna per la partecipazione di un ex carcerato ad un convegno dal tema specifico: “Oltre le sbarre. Uno sguardo ai diritti e alle tutele dei figli dei detenuti.” Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale Antimafia ha detto: “No al manicheismo, Totò Cuffaro ha il diritto di parlare di carcere.”

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    1. Marianna Palisano10 settembre 2018 06:03

      Concordo...

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    2. Concordo chi meglio di chi ha vissuto una realtà sulla propria pelle, può essere in grado di trasmettere ad altri le amarezze, le sensazioni e la speranza di quei momenti.

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  16. Certo che questo è un paese molto strano , riesce a dare un lavoro a un ex detenuto, anzi ne fa' una lista di preferenza, senza distinzione di reati si perdonano, assassini , stupratori, pedofili ecc , ma Cuffaro ex detenuto no, lui deve sparire dalla faccia della terra per tutti. E poi di politici corrotti e collusi come Andreotti, Berlusconi, e tantissimi altri sono pronte le statue . Un po' di coerenza non farebbe male, insomma!

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  17. Credo che per la prima volta sono in totale disaccordo con il Sig. Gattuso.

    Cuffaro ha fatto azioni pessime, e per quanto possa essersi pentito o riabilitato, non deve più avvicinarsi alle istituzioni.
    E' diventato uno stinco di santo? Eccellente, continui pure a farlo da privato cittadino e senza interferire.
    Almeno per rispetto di quei siciliani onesti che di lui ne avrebbero fatto volentieri a meno.

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  18. Mi preoccupano assi più coloro che non solo varcano le "sacre soglie" delle istituzioni ma che ci siedono al riparo della maschera di ipocrisia dietro la quale nascondono nefandezze "impunite".
    Sono dell'opinione che chi rompe paga...ma i cocci sono suoi, quindi Totò Cuffaro una volta scontata la pena è un uomo libero e, se non infrange la legge, ha gli stessi diritti di tutti.

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  19. Sig Gattuso ma lei che mestiere fa? Passa le giornate su internet ma chi la paga?

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