giovedì 4 gennaio 2018

L'Italia che va al voto. Quale futuro per i giovani

Mattarella 31 dic 2017 copdi Enzo Costanzo - Ho ascoltato, come gli altri anni, il discorso alla nazione del Presidente Mattarella.
Mi ha toccato molto il richiamo ai giovani diciottenni, quelli del 99, che il prossimo 4 marzo potranno votare. Così come cento anni fa i loro coetanei furono chiamati a difendere l’Italia nella Grande Guerra.

Mentana e Berlusconi giovaniE mi suscitato ulteriore reazione l’appello che Enrico Mentana, lo scorso 3 gennaio, ha inviato tramite Facebook a Mattarella. Un messaggio molto crudo su una realtà difficile nella quale proprio i giovani pagano un prezzo altissimo. Non trovano lavoro, la scuola non li prepara come dovrebbe, e cresce in loro un profondo senso di frustrazione che li porta al non voto e a fuggire verso altri paesi più generosi.

Io sono nipote di un 99 e padre di un 99. il nonno fu tra quei ragazzi, tornò con un braccio compromesso, si sposò ebbe sei figli e siccome era muratore per garantire un pezzo di pane, la mattina si alzava alle 4 e si faceva 10KM a piedi seguendo le ferrovie per andare da San Lorenzo, un quartiere a nord di Palermo, a Brancaccio, quartiere più a sud, per raggiungere il cantiere.

1566486Mio figlio, anche lui del 99, per seguire il suo sogno è andato via di casa a 12 anni, prima Genova, poi Londra ora Amburgo, questo perché se non si è dei Bolle (nel senso di un talento fuori dal comune), per diventare ballerino in Italia, devi seguire una trafila che passa alla fine attraverso l'istituto della raccomandazione, che finisce con il rovinare inevitabilmente il raccomandato, che prima o poi viene fatto fuori, e anche chi invece ha talento che resta fuori e si perde. Non sto dicendo che mio figlio abbia o meno talento, non sono la persona adatta per ruolo (padre) e competenza per dire ciò. Sta di fatto che comunque è fuori e come lui tanti altri ragazzi, molti siciliani, che in questi anni ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere.

1bf79dda-7ac8-4986-bcf6-4654524808ef_largeNon entro nel merito di quanto questo costi sul piano umano ma anche economico alle famiglie. Ma questa è l'Italia che va al voto, che si bea di essere culla della cultura, e che si arrovella e litiga se è meglio il reddito di cittadinanza o il reddito di dignità, pensando così di risolvere le questioni relative ai nostri ragazzi. Che poi i teatri chiudono, i corpi di ballo spariscono, se quelli che ci sono restano irretiti in logiche gestionali degne di una bomba atomica, paradigma questi di tante situazioni che riguardano il mondo del lavoro in generale, pare non freghi a nessuno.

CostanzoCosa farà mio figlio il 4 marzo? sicuramente non verrà a votare! dell'Italia gliene frega poco, se non per gli amici, la famiglia e il mare! Mi si potrà rimproverare qualcosa? certo, che pur essendo impegnato in politica da sempre non ho cercato di raccomandarlo a nessuno, ma il valore di poter guardare mio figlio negli occhi senza ombre, è incalcolabile! senza considerare che lui non me lo perdonerebbe mai!

Mattarella 31 dic 2017Quindi, caro Presidente Mattarella, temo che quella con i giovani sia una partita persa in partenza, loro si sentono e sono cittadini del mondo, perché il mondo li accetta e li cerca, diversamente all’Italia che li considera un problema e che al massimo gli offre il bonus 18anni di 500 euro. Per la cronaca, di figli ne ho tre e le due ragazze (27 e 24 anni) vivono e lavorano a Londra e se fanno un colloquio per un lavoro, magari, per come è successo, si vedono pagare quel tempo del colloquio e della prova fatta, perché " hai lavorato per noi"....Un altro mondo.

b0bb8cb6410711a32940a0f4b6308f18-25017-kFtG-U11011203565868xCE-1024x576@LaStampa.itQuanto ho scritto, non è certo per perpetuare vecchie e stantie prassi che sono tutte nostre. Ma perché si abbia a cambiare mentalità, dal politico, all'imprenditore, dal commerciante al consumatore. Il nostro Paese muore, perché siamo noi a volerlo fare morire. E i nostri giovani, che guardano più avanti, ad una lotta contro i mulini al vento, preferiscono andarsene e costruirsi un futuro fuori dal loro paese.

rubateciCi sarà una soluzione? chissà forse un governo del ragazzi del 99, che fuori da ogni interesse di parte o di presunte ideologie, indichino per loro e per noi quale strada seguire e questo considerato che ad oggi nessuno è stato capace di farlo.

Enzo CostanzoEnzo Costanzo
04 Gennaio 2018

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa bellissima e accorata riflessione su un tema rovente come quello dei giovani in Italia. Il discorso di Mattarella di fine anno e il messaggio di Mentana hanno ispirato l'autore. Enzo Costanzo, 56 anni, dipendente regionale, ci segue da tempo e ha scritto diversi commenti. Sposato tre figli.

Sin da bambino appassionato di politica, figlio di segretario di sezione della Dc , in quel partito ha maturato le sue esperienze più significative, vice segretario di sezione, consigliere di quartiere, candidato al comune, dirigente provinciale.

Nella seconda repubblica ha coniugato la sua esperienza lavorativa con la collaborazione con alcuni assessori regionali, e in ultimo fa parte sella segreteria regionale di Sicilia Futura. Impegnato nel laicato cattolico, da oltre 20 anni coordina uno staff che cura la preparazione dei giovani al matrimonio.

Benvenuto su PoliticaPrima e buon lavoro.
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13 commenti:

  1. Concordo con Enzo Costanzo. A riprova di quanto egli dice,offro questa mia testimnianza: uno dei miei quattro figli ha compiuto da poco i 18 anni ed ha già deciso che farà gli studi universitari fuori dalla Sicilia, con la prospettiva di non tornarci.

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  2. Il racconto di Enzo è un esempio cristallino di quanto questa politica, a cominciare dal Capo dello Stato, sia distante dalla realtà di ogni giorno e quanto sia ignara delle difficoltà che affrontano le famiglie italiane. Da quel set cinematografico predisposto al Quirinale, davanti le telecamere, il 31 dicembre Mattarella parla a vanvera ad una platea che lo sente senza ascoltarlo mentre apparecchia il tavolo per la cena di fine anno. Quell’uomo seduto nella poltrona presidenziale fa parte della coreografia, come gli spettacoli che ci accompagnano alla mezzanotte, niente di più. Lui parla dei giovani senza rendersi conto che quei giovani lo ascoltano dall’estero dove sono stati costretti a migrare per sopravvivere. Sarebbe ora di dire basta alla retorica sui giovani di cui nessuno si occupa. Meglio sarebbe se si abolisse questo ridicolo rito del messaggio di fine anno buono solo ad anestetizzare gli ascoltatori.

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  3. Leggevo giorni fa delle notizie secondo le quali la Sicilia, e in special modo Palermo, si stia spopolando progressivamente anno dopo anno.
    Si registrano meno nascite, i giovani emigrano e, addirittura, diminuisce anche il numero dei migranti; anche loro preferiscono posti migliori.
    E' sconfortante come questo paese non riesca a pianificare alcunché, se non le speculazioni e il malaffare.
    Un Paese che giorno dopo giorno scende le classifiche internazionali; e che si pone agli ultimi posti per lavoro, innovazione e democrazia.
    Il Bel Paese non esiste più, anche se personalmente credo che non sia mai esistito.
    Enzo, in ogni caso, e lo so che ti viene difficile, dovresti convincere tuo figlio quanto sia importante votare; per evitare che vinca quella parte di politica che ha creato questo stato di fatto.
    I giovani, tanto bistrattati dalla nostra generazione, devono incazzarsi e digrignare i denti.
    Dovremmo sforzarci tutti ad ammettere le nostre colpe; perché tutti siamo colpevoli.
    Bisogna convincere le nuove generazioni affinché usino l'unico strumento che hanno a disposizione, per mandare a "quel Paese" la politica deleteria. Quella politica che li costringe ad emigrare per trovare un lavoro, ad andare lontano dai propri affetti.
    Enzo, purtroppo non ci sono alternative, se non quella di usare il voto per salire almeno di "unanticchia" le classifiche, per evitare il baratro.
    Un saluto.

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  4. A me il discorso di Mattarella ha sorpreso. Forse perchè mi aspettavo la solita solfa trita e ritrita di sempre, ma se non mi è dispiaciuto, certo non mi ha entusiasmato.
    Descrivere una realtà che tutti conosciamo è servito se non altro a ricordare la condizione di disastro in cui versa il paese ed in particolare le giovani generazioni. Lui non da indicazioni, dice che non è suo compito, ma almeno mi sarei aspettato una ferma condanna per l'incosciente operato della classe politica degli ultimi governi che ha distrutto senza sosta il tessuto sociale, il lavoro, prodotto nove milioni di cittadini a rischio di povertà tre i quali il quattordici per cento di bambini in più, che ha distrutto la sanità, scuola e l'ambiente. Un fallimento senza se e senza ma degli ultimi governi di parrucconi inadatti ed incapaci al servizio della demolizione controllata del paese, perchè troppo impegnati quotidianamente alla spartizione delle poltrone e dei ruoli di potere. Hanno puntato tutto sui favori alle grandi aziende precarizzando quasi tutti i settori del lavoro, chiudendo di fatto le porte del futuro in faccia ai giovani. Mi sarebbe piaciuto che avesse parlato dei terromotati ancora senza case per incompetenza politica e perchè no, dei soldi degli SMS solidali che la stessa politica ha letteralmente sottratta ai legittimi destinatari. Mi sarebbe piaciuto che avesse discusso degli esodati, delle banche dei partiti, ma in particolare delle famiglie che vivono nelle auto perchè qualche ministro saccente gli ha sottratto la pensione ed il lavoro. Caro Presidente, mi sarebbe piaciuto sentirle fare un discorso vero, di cose vere di un paese reale.

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  5. Michele Norcia4 gennaio 2018 19:18

    Una cosa deve essere chiara a tutti,l’Italia non solo attraverso la propria politica è riuscita a legiferare leggi che hanno inglobato grovigli amministrativi e giuridici creando disastri irreparabili, ma dobbiamo ricordare che il tempo perduto è cioè quel tempo che ci avrebbe potuto portare ad una discreta soglia della civiltà e del progresso adesso chiede il suo dazio. Quindi se si vuole riorganizzare , tutto il sistema ,quel tempo va recuperato e a mio parere si può soltanto mettendo in campo le risorse principali che un paese ha, è cioè il lavoro ed i lavoratori ,vedi art 1 costituzione, i nostri giovani espressione innovativa di una generazione ,scuola formazione competenze ,insomma un piano futuristico che metta al centro tutti gli strumenti volti ad una vera e propria innovazione.La cultura ed il territorio saranno e potranno essere il surplus x l’Italia.

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  6. Raffaella Schiavone4 gennaio 2018 19:22

    ..condivido le critiche al discorso ipocrita di fine anno, ma non mi piace chi, cercando di spiegare i motivi dell'astensionismo, quasi lo giustifica... cominciamo, anche se in ritardo, a spiegare ai giovani e non l'importanza di quel famoso diritto dovere...

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    1. Cara Raffaella la politica nel suo dispiegarsi, come sai, è per sua natura sottoposta alla valutazione degli elettori (altrimenti non si spiegherebbe perché sono state previste le elezioni). Bisogna avere ben presente che non tutti gli italiani possiedono una coscienza politica, seguono i lavori parlamentari, leggono i quotidiani impegnati. La gran parte delle persone giudica la politica in modo molto empirico, orientandosi su alcuni semplici parametri quali: la qualità della vita che conduce, i servizi che lo Stato gli garantisce (o non gli garantisce), le difficoltà del proprio vivere quotidiano, i sacrifici sostenuti per arrivare a fine mese. Sulla base di queste valutazioni, e senza capire nulla di politica, decide di andare o non andare a votare. La gran parte degli italiani è fatta così, bisogna rassegnarsi e sarebbe difficile dargli torto. Se l’astensionismo ha raggiunto questi livelli la responsabilità risiede solo nell’operato dei nostri rappresentanti istituzionali. Io non giustifico l’astensione poiché è una risposta sbagliata ad un problema reale, ma non dimentico che il mio è un giudizio di “addetto ai lavori”. Pretendere che tutti capiscano di politica o percepiscano il “diritto dovere” di andare a votare mi sembra eccessivo. La politica faccia la propria parte e si occupi del popolo sovrano. Solo dopo, potremo scagliarci contro chi diserta le urne.

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  7. Ho letto con molto interesse il contenuto dell'articolo che trasuda dignitoso coinvolgimento in una vicenda che, ahimè, interessa un numero sempre crescente di famiglie; vedere che i propri figli per aver un giusto futuro debbano allontanarsi dalla propria terra, dai propri affetti, dalla propria cultura è non doloroso oltre che mortificante.

    Il dover vivere all'estero non ha nulla di esotico come molti possono pensare, è comunque una situazione in cui, per quanto ci si adatti, non ci sente mai a proprio agio come quando si sta nel proprio paese.

    Con il passare degli anni, poi, si radica un'ambivalenza culturale in cui ci si trova a oscillare.

    I politici oltre che responsabili, parlano anche ... taluni a vanvera come Poletti, la Fornero, ecc.. e altri in modo inopportuno denunciando quanta distanza li separi dal mondo reale.

    L'impressione che ho avuto nel sentire costoro è quella di un lupo che non pago di divorarsi l’agnello, vuole anche renderlo responsabile del fatto che viene sbranato.

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  8. Ripeto ed auspico il non voto. berlusconi e grillo due vecchi decrepiti miliardari ed egoisti. salvini un fascista da vergògnarsi d'alema uno che sputo solo veleno resta renzi che fprse ci ha provato ma ha fallito-

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  9. Mi è piaciuto molto l'articolo di Enzo. Un amico da tempo immemore e di tante battaglie politiche ai tempi della DC gloriosa. Una riflessione che mette il dito nella piaga, sulla gravissima questione dei giovani che non hanno lavoro, che fuggono verso lidi migliori. Ma è un problema, come altri gravi che il sistema al governo dell'Italia da sempre ha creato.
    Soltanto che l'autore del pezzo ritiene quella partitocrazia adeguata a risolvere proprio quei problemi di cui sono i principali responsabili. Io, invece, no.

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  10. Lorenzo Romano5 gennaio 2018 17:49

    La reazione di Mentana dà voce ad un disagio diffuso, il richiamo di Mattarella invita i giovani, con la partecipazione al voto, di prendere in mano il destino del loro futuro. Molti ragazzi di ieri hanno sacrificato la loro vita perché a tutti i cittadini, uomini e donne, fosse riconosciuto il diritto inviolabile di partecipare attivamente alla vita politica, prendere parte alle consultazioni elettorali esprimendo il proprio voto e scegliendo i propri rappresentanti, la forza politica o la coalizione di forze politiche che ritengono in grado di governare il Paese. Mentana, giustamente, pone l’attenzione sul fatto che la Costituzione è stata tradita nella mancata attuazione dei principi fondamentali (Articoli 1 – 12). Non sono stati rimossi gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impedendo il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione alla vita sociale: manca la piena occupazione, la giusta retribuzione, una scuola per tutti, la piena dignità per tutti. Un altro aspetto negativo, con le ultime leggi elettorali siamo stati espropriati del diritto di scegliere i candidati. Dalla democrazia partecipativa siamo passati a quella consociativa che attribuisce ai leader e alle segreterie dei partiti il potere di scegliere i candidati a loro più graditi, ad alcuni di questi viene garantita l’elezione inserendoli ai primi posti nelle liste elettorali. Il sistema delle nomine fa venire meno il principio di rappresentanza politica. I giovani del 45 come me, delle classi precedenti e successive, negli anni 50,60 e 70, per la mancanza di lavoro siamo stati costretti a lasciare la Sicilia in cerca lavoro per affermare la nostra dignità. Ancora oggi, ogni anno, i cittadini in fuga dalla Sicilia cancellano un paese di 20mila abitanti. Dal 1966, quando ho lasciato la Sicilia, la situazione sociale dell’isola è peggiorata, oltre alla più alta disoccupazione giovanile la povertà ha colpito il 50% della popolazione costringendo intere famiglie ai margini della società. Eppure in questa nostra amara terra il sistema politico mantiene inalterate le posizioni di rendita e il sistema clientelare. È talmente forte e radicato che un candidato, pur cambiando partito, si porta il pacchetto dei voti paragonati ad azioni da investire, a volte si tramandano di padre in figlio. Incredibile, ma vero. Tutto questo è dovuto alla bassa affluenza alle urne che permette di pilotare o addirittura comprare i voti. Questa situazione può essere ribaltata da un’ampia partecipazione al voto. Il cittadino deve essere consapevole che, a dispetto dei limiti dei sistemi elettorali, con il voto ha il potere di incidere sulla vita politica del Paese. Il richiamo del Capo dello Stato ad esercitare il diritto della partecipazione al voto e il particolare appello ai più giovani che votando per la prima volta hanno la possibilità di essere artefici del loro futuro, è ispirato al senso morale del voto la più alta espressione della democrazia. Grazie a Enzo Costanzo che ci permette di riflettere sulla situazione del presente e del futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

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  11. Mi è piaciuto l'articolo è sono d'accordo con tutti i commenti. C'è una falsità evidente che aleggia sui cieli d'Italia. Si vuole nascondere la verità sull'effettiva precarietà economico-sociale del nostro Paese. Solo chi è cieco o in mala fede non si accorge di quest'inganno. Ho detto sempre che il peggio deve ancora venire e quello sarà solo appannaggio delle nuove generazioni. Ho diversi figli di amici che hanno già preso la strada dell'esilio o del non ritorno e ne conosco altri che tentano di resistere con l'aiuto dei genitori o di qualche lavoro saltuario. I boiardi della politica poltriscono con le loro bugie, le loro bassezze, le loro inettitudini sugli scranni sacri della Democrazia italica.

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  12. Mi sembra che usi il linguaggio del duce a piazza venezia.

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