sabato 19 agosto 2017

Mala politica: la vergogna della “veloce” Pa/Ag

Palermo-Agrigento-scorciavacchedi Doriana Consiglio - Qualche giorno fa leggendo un articolo di Ignazio Marchese su BlogSicilia mi si è accapponata la pelle.
Nientemeno, a maggio del 2004 (!) un comunicato dell’ANAS indicava l’approvazione e il finanziamento dell’ammodernamento della strada a scorrimento veloce Palermo/Agrigento con uno stanziamento iniziale enorme, 2,3 miliardi di euro. Chiunque in questi ultimi anni abbia percorso quella strada avrà imprecato migliaia di volte di fronte al disagio che quei lavori infiniti stanno creando alla viabilità su una delle arterie di maggior traffico in Sicilia.

ILavori Pa/Agnevitabile domandarsi perché una cifra così alta per apportare migliorie al vecchio tracciato e non per creare un’autostrada ex novo. La vecchia strada avrebbe potuto restare immutata per consentire il normale, e per alcuni versi suggestivo, percorso attraverso i mille comuni che si affacciano lungo quella direttrice. La nuova avrebbe rappresentato finalmente un percorso alternativo e più veloce per chi avesse avuto solo l’esigenza di raggiungere in fretta il capoluogo.

PAlermo-Agrigento-scorciavaccheTutto questo nel campo della ragionevolezza del cittadino comune che si pone di fronte a un problema con l’uso del buon senso. Quali impedimenti straordinari, invece, hanno trasformato quello che doveva essere un riammodernamento, iniziato nel 2013, in una costellazione di cantieri, con diversi semafori, corsie strette e tortuose, i cui lavori conclusi e consegnati crollano talvolta pochi giorni dopo la riapertura (vedi viadotto Scorciavacche)?

agrigento_1_ss640Perché i tempi di realizzazione devono essere così lunghi da stroncare qualsiasi speranza. Perché non è possibile immaginare turni di lavoro tali da consentire il completamento in tempi più umani. Quali insondabili ragioni della nostra bizantina burocrazia hanno impedito di avallare un progetto più al passo coi tempi e meno legato alla logica del cambiar tutto per non cambiare nulla?
Oggi su quei 127 km di tracciato continuano a persistere, anche dopo gli adeguamenti, più di una curva a gomito e zone di scarsa visibilità per cui già in passato quella strada e le sue vittime sono tristemente giunte alla ribalta della cronaca. Saremo pure dei guidatori imprudenti noi siciliani, ma forse la colpa non è solo nostra.

È di qualche giorno fa la notizia dell’ennesima vittima della strada, un anziano che percorreva il nuovo tratto della superstrada AG-CL (finanziata per 594.583.224,23 euro). Altro cantiere faraonico approvato con la stessa delibera Cipe (n. 121 del 21.12.2001 - Legge Obiettivo). Un amico ingegnere, di cui stimo competenza e professionalità, ha commentato pubblicamente la notizia di quell’incidente sottolineando come lo svincolo in cui lo stesso è avvenuto fosse pericoloso e la curvatura troppo piccola per le velocità di una statale. Se metto insieme questo commento con un altro di qualche giorno prima, che segnalava il pericolo rappresentato dalle auto che percorrono contromano quella strada, forse un problema esiste e non dipende solo dalla nostra imprudenza. Tanto più che, a fronte delle richieste di intervento, la polizia stradale si è limitata a fare spallucce e a dire che erano già al corrente della situazione e che avevano provveduto a segnalare la cosa all’Anas (ma non spetterebbe a loro almeno la sanzione di quei comportamenti?).

strada-chiusaIn Sicilia cattivi automobilisti o strade poco sicure? Questo il dubbio amletico. A fronte di uno Stato che mette a disposizione queste enorme massa di finanziamenti (una somma che è al di sopra della mia indignazione) per migliorare le nostre strade e della sua polizia che da dietro la scrivania invita gli automobilisti che hanno appena scansato lo scontro frontale a comporre un numero di telefono di emergenza nella speranza che ci sia una pattuglia in zona, forse siamo pure degli ingrati a lamentarci.

Oppure siamo solo offuscati dal limite del nostro buon senso e non riusciamo a vedere oltre. Forse la ragionevolezza del senso comune deve cedere il passo all’ineffabilità della ragion di Stato. Che è impenetrabile e misteriosa come l’araba Fenice. Che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.

Doriana Consiglio fotoDoriana Consiglio
19 Agosto 2017

P.S.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante testimonianza su una questione rovente come le nostre strade. È il caso dell’ammodernamento della cosiddetta scorrimento veloce Palermo Agrigento. Una tragedia giornaliera da quando sono iniziati nel 2013. Un percorso trasformato in una pericolosa gimkana e tempi di percorrenza inumani. Insomma una dimostrazione di come non dovrebbero essere fatte le opere pubbliche. Doriana Consiglio, 52 anni, vive ad Agrigento. Plurilaureata e felicemente disoccupata, si occupa a tempo pieno della contemplazione del mondo. È stata assistente universitaria di Economia Politica presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, poi consulente marketing ad Agrigento. Ha lavorato come sceneggiatrice alla realizzazione di piccoli cortometraggi amatoriali. Oggi territorio e restauro archeologico sono i suoi passatempi preferiti.
Benvenuta su PoliticaPrima e buon lavoro.

15 commenti:

  1. Non credo sia necessario dare una risposta a cotanta inettitudine: smottamenti, frane, crolli sono il risultato di decenni di trascuratezza, inadempienza, malaffare e incompetenza
    L'ottimo articolo di Doriana Consiglio e il caso della Palermo-Agrigento subentrano in questa fattispecie.
    Io, socialdemocratico e simpatizzante 5S, pur non essendo un cultore di Mussolini e del Fascismo, mi pongo una domanda:-Perché durante il Ventennio le strade erano fatte per durare, i ponti non crollavano e i fiumi non tracimavano? Il mio paese è un esempio di cotanta maestria: un muraglione che serve da baluardo al mare è stato costruito in pochissimo tempo ed e' lì....bello a vedersi ed ancora saldo nella struttura...e' il nostro lungomare...fruibile dalle future generazioni. Perché amici miei il Duce non scherzava: si pagava a caro prezzo la truffa e l'incompetenza. Ed oggi, nonostante le nuove tecnologie, ci troviamo " nmezzu a na strada" ... franata. La Sicilia non ha strade, autostrade, ferrovie ma il ponte sullo Stretto...quello sì!...me lo vedo tutte le notti nei miei incubi più' strani: c'è sempre un uomo con coppola e lupara che fa da guardiano.
    In definitiva, secondo me, è arrivato il momento di usare la sferza con il malaffare, la mafia e la corruzione. Le leggi ci sono, sono le pene che devono essere riviste: esse devono essere certe e molto più severe.

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    1. Silvio Barbata20 agosto 2017 09:43

      D'accordo su tutto Nino... ma non sull'ultima affermazione; non sono le pene che devono essere inasprite (per es. si è visto per lunghissima esperienza a livello mondiale che la pena di morte non è un deterrente valido)...le leggi ci sono ma fasulle (non sbagliate, nel senso dell'involontarietà dell'errore...ho detto fasulle perché promulgate per non risolvere mai i problemi e pescare nel torbido) "a legge perversa società perversa" Platone nella Repubblica. Faccio un esempio pratico di come la politica (apparato) in Italia sia marcia in radice; ho un carissimo amico che è cancelliere al giudice di Pace, ebbene risulta che circa il 30% dei ricorsi viene chiesto per contravvenzioni relative ad automobili vendute delle quali non viene fatta la trascrizione al PRA oppure per errori di rilevazione perché chi va a consultare magari si ferma al primo proprietario (lo fanno anche apposta) ...il contributo minimo per il ricorso è 42 euro (pensa!!!). Soluzione radicale come in alcuni paesi europei: la targa a vita!!! ...è evidente che in Italia non lo faranno mai...gli esempi similari potrebbero essere decine ...ecco il marcio della politica italiana! CHIARO...?!

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    2. Stiamo pagando alla democrazia un prezzo altissimo. Abbiamo scelto la libertà di azione e di pensiero all’efficienza e alla legalità, con tutti i distinguo del caso. Solo la Storia potrà darci ragione della nostra scelta. Oggi possiamo solo indignarci e denunciare

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  2. Silvio Barbata20 agosto 2017 08:40

    LO CHIAMARONO "ANTIFASCISMO"

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  3. Peppe Barbaccia20 agosto 2017 08:42

    Solo il M5S ha presentato un'Interrogazione ALL'ARS (Salvatore Siragusa), un Tour per denunciare il problema e un o.d.g. alla Camera, gli altri MUTI.

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  4. la politica è oscena

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    1. Osceno è il modo di farla dei siciliani. Mancanza di lavoro e incapacità di intraprendere fanno presto a trasformarsi di rapporti clientelari con la peggiore politica. E di questo paghiamo tutti lo scotto

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  5. Angelo Cutaia Di Racalmuto20 agosto 2017 10:05

    La SS 640 presenta alcune criticità: il sopralzo in curva spesso mi sembra insufficiente. Alti, enormi e brutti muri di controripa, a forte impatto ambientale, anche in prossimità della Rupe Atenea. Incompleta verniciatura delle travi metalliche, solo quelle a vista. Realizzazione di un enorme viadotto metallico, costato molto e la cui manutenzione costerà molto, fra Racalmuto e Canicattì; quando si poteva raddoppiare il vecchio tracciato, di poco più lungo, ma di meno impatto e costo manutentivo. Il verde delle rotonde ha delle whashintonia troppo strette. Perché poi palme alloctone quando abbiamo molte essenze autoctone o endemizzate?: Lecci, roverelle, caccami, olivi, olmi, platani, fichi, pioppi, fichidindia, ecc.. I pochi allori, scelta buona, purtroppo senza irrigazione, sono morti. Ing. Angelo Cutaia.

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  6. Giuseppe Centinaro20 agosto 2017 10:06

    l'art. fa una amara costatazione dei fatti incresciosi che conosciamo già! Se i prossimi appalti li diamo ai cinesi? ci costerebbero molto meno e in pochissimo tempo le opere sarebbero realizzate!!!

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  7. Giovanna Lauricella20 agosto 2017 10:08

    È tutto peggio di quanto si potesse ragionevolmente paventare. Grazie, Doriana, per la puntuale denuncia, anche se temo non ci aiuterà a uscire dal pantano.

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  8. Salvatore Mancuso20 agosto 2017 10:29

    "Ragion di stato" che sono "ragion di mafia" spartitoria.

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    1. ... e ragion di mafia che diventa ragion di Stato. Sono le cosche a controllare i più nutriti pacchetti di voti. Inevitabile che la politica si faccia poi garante dei loro interessi, purtroppo

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  9. In Italia si è arrivati l punto che non ci scandalizza nemmeno di fronte agli scandali.

    Per motivare questa amara considerazione basterebbero il decennio di "lavori in corso" che fanno registrare un record di realizzazione di meno di km 1 all'anno .... 3 metri al giorno.

    Se poi si tiene conto dei costi lo scandalo si ingigantisce.

    La Corte dei Conti Europea nel 15 luglio 2013 ha stimato che il costo totale della costruzione e il costo di costruzione della piattaforma stradale risultante da 24 progetti di investimento nel settore stradale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale hanno oscillato da € 300.000 a € 500.000 per ogni 1000 metri quadrati.
    Tali valori medi scaturiscono da: 10 progetti relativi ad autostrade,
    10 progetti relativi a superstrade e 4 progetti relativi a strade principali ordinarie a due corsie.

    Applicando tali valori ai km 127 della Palermo-Agrigento, nell'ipotesi che la carreggiata sarà larga 15 metri, il costo dovrebbe oscillare da 580 a 950 milioni di euro. Stime che fanno impallidire tenuto conto che sono stati stanziati 2,7 miliardi e metterebbero a dura prova coloro che fossero chiamati a giustificare l'andamento dei lavori.

    Questo avviene per l'assenza di senso civico dei cittadini che, invece di non considerare affar loro la gestione del pubblico denaro (almeno fino a quando non restano vittime del malgoverno) devono esercitare pressione sui rappresentanti politici per indurli a fare il loro "dovere" di gestione e supervisione a favore del popolo e non di gruppi ristretti di potere di cui essi stessi sono espressione.

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    1. Mai come adesso la politica è stata così lontana dai cittadini e mai come ora i cittadini sono stati tanto disillusi. Non so se basti fare appello al senso civico di ciascuno. L'assenza di lavoro e di prospettive di alcun tipo fa passare tutto in secondo piano, anche l'esercizio dei propri diritti

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  10. Massimo Dm Albano21 agosto 2017 09:02

    I costi dei lavori pubblici, sono come la pelle scrotale. Ognuno se li porta dove vuole. E il popolo annaspa nell'ignoranza

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