sabato 10 settembre 2016

IL POTERE. E LA POLITICA

potere-bdi Francesco Salvatore - Nell’accezione corrente il Potere viene identificato nella figura politica a capo di un’amministrazione pubblica a qualsiasi livello, dal comunale al nazionale o internazionale.

A ben vedere, però, le cose non stanno così.
Infatti Il Potere è un soggetto astratto, espressione di una combinazione di interessi riferibili a un numero limitato di soggetti e organizzazioni private e che, proprio in virtù della sua impalpabilità, ha bisogno di un’interfaccia che, gestendo la massa variegata del contesto sociale, concorre a preservarlo e assicurarne l’esistenza.

03254_programmazione_televisivaLa gestione della massa avviene con diverse modalità: legiferazione, manipolazione dell’informazione, demagogia, populismo, clientelismo eccetera, la cui incisività e peso varia a secondo delle circostanze contingenti e produce una serie di risultati che, spaziando dal riconoscimento di diritti alla repressione, perseguono l’obiettivo di preservare il Potere.

In tale contesto, per il Potere la figura ideale di politico dovrebbe essere cooptata: persone in grado di recitare il ruolo assegnato, attenendosi il più possibile a un canovaccio preconfezionato.
Sono queste le figure politiche che trovano appoggi da parte delle componenti del Potere che si concretizzano nella messa a disposizione di risorse finanziarie e/o organizzative, consensi elettorali, media ecc…
Tuttavia non sempre un tale desiderata trova piena realizzazione; talvolta il politico da comparsa si trasforma in protagonista e, invece di garantire gli equilibri tra le componenti del Potere, anche se per un lasso limitato di tempo ne diviene parte.

loghi-tg-nazionaliIn questo caso la risposta del Potere prende forma nelle campagne di delegittimazione, più o meno diretta, per indebolire il politico inappropriatamente ingombrante.
Il Potere non può mai fare a meno di una figura politica di facciata, sia essa borgomastro, sindaco, re, premier, presidente della repubblica, dittatore… che faccia da diga e gestisca le masse prendendosi cura di innaffiare i piedi di argilla del gigante così da mantenerlo in piedi ma senza farlo mai sentire sicuro di potersi muovere liberamente.

Solo così il Potere riesce a evitare terremoti che ne compromettano la stabilità; esso, come un qualsiasi organismo vivente, riesce ad assorbire cambiamenti di modesta entità, riempiendo i vuoti che si vengono a formare e quindi riequilibrandosi, ma collassa irrimediabilmente quando i vuoti di fanno significativi.

È questo ciò che accade con le rivoluzioni popolari che, come la storia insegna, scoppiano quando la diga politica diviene inadeguata e non riesce a contenere la cupidigia del Potere che inevitabilmente esaspera le masse spingendole alla ribellione e, se l’esasperazione è rafforzata da un riferimento ideale, alla rivoluzione.

Tale inadeguatezza si mostra quando la politica perde contatto con la realtà e, non riuscendo a mediare e compenetrare efficacemente le contrastanti istanze espresse dal Potere e dalla massa, interpreta il proprio compito come una sinecura svolta in un contesto autoreferenziale in cui perde di vista il “senso comune” come aspirazione alla felicità delle masse, che in politica corrisponde alla realizzazione di un programma che, in termini morali, altro non è che il rispetto della dignità dell’uomo.

Ritornando ora a quanto affermato all'inizio, molte critiche verso i politici si svuotano in parte, dimostrando sia una superficiale percezione della realtà da parte di molti che una perfida malafede da parte di alcuni.

Francesco SalvatoreFrancesco Salvatore
10 Settembre 2016

14 commenti:

  1. Raffaella Schiavone10 settembre 2016 14:38

    Vero e inquietante....

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  2. Purtroppo siamo in una fase di degrado del discorso in denigrazioni e dettami preconfezionati, parole di partito e di gruppo "al di sopra d'ogni sospetto" ed un quasi divieto d'esprimere un parere personale e genuino, anche la propaganda alternativa è prestampata e standardizzata, momentaneamente mi disturba, in Italia, l'arroganza d'una fu sinistra, diventata, a mio parere, una destra alla destra dichiarata.
    Questa situazione risveglia brutti ricordi.

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  3. Michele Maniscalco10 settembre 2016 16:03

    Michele Maniscalco Invidio le persone capaci di commentare tutto. Questo articolo è per me troppo difficile da capire e commentare.

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    1. Caro sig Maniscalco, lei è perfettamente in grado di commentare articoli più difficile di questo articoletto di filosofia di politica del potere. Cmq dato che l'argomento è il vero potere, " Mao tZe Tung nel suo libretto rosso scriveva che il "potere sta sulla punta del fucile "! Infine Karl Marx sosteneva che le rivoluzioni si fanno con la pancia vuota!

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    2. Michele Maniscalco16 settembre 2016 19:33

      Mi Piace.

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  4. Pur non condividendolo, comprendo lo sforzo dei partiti e politici per restare costantemente a galla, sempre e comunque. Non mi stupisco affatto che utilizzino ogni mezzo disponibile, losco o abietto, così come stanno facendo a Roma, per difendere i loro interessi. in fondo fanno fanno semplicemente il loro gioco per salvaguardare gli intrighi e mangiatoie.Deplorevole ma ovvio. Ciò che invece mi sconcerta, è l'ottusa ostinazione dei tanti sordi e ciechi che, nonostante sia chiarissimo e provato il ruolo criminale e colluso dei partiti di sempre ed in particolare degli ultimi tre governi, continuano masochisticamente a sostenerli ignorandone persino i dati di fatto che ne provano pa colpevolezza, ed il disastro seminato sul presente ed il futuro di questo paese.

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  5. Gli articoli di Francesco Salvatore, come una sfida, ci inducono a riflettere su argomenti complessi ma molto interessanti. Quello di oggi "IL POTERE. LA POLITICA" è particolarmente difficile. Io, per facilità, mi attengo al concetto del Potere visibile di un Governo democratico. In un governo democratico nulla dovrebbe essere segreto, salvo alcune misure di sicurezza, tutte le operazioni dovrebbero essere trasparenti: trasparenza dovuta al popolo sovrano. Più il potere viene decentrato nel territorio più diventa visibile. In un sistema politico democratico il Potere non nasce dal nulla, è un riconoscimento legittimo che deriva dal consenso popolare. A questo potere rappresentativo vengono affiancati quelli istituzionali centrali e decentrati. Tutti questi poteri, nella loro autonomia, devono agire secondo il dettato della Costituzione. In un quadro di legittimità istituzionale il potere si dovrebbe concretizzare nel rapporto: Democrazia = Buon Governo. Nel nostro Paese, malgrado il sistema democratico, il Potere visibile, quello costituzionale, ha ceduto il passo a quello invisibile dei così detti poteri forti che spesso coincidono con interessi criminali. Il politico, per mantenere la sua posizione, diventa complice di questo sistema immorale tanto da favorire gli interessi dei pochi a discapito dell'intera collettività. I detentori del Potere cercano in tutti i modi di anestetizzare il popolo, gli avversari che lo vorrebbero conquistare fanno promesse demagogiche. Da una società spaccata in tanti segmenti può nascere un sentimento unitario di rivoluzione democratica per abbattere un potere che esprime una politica che non tiene più conto del reale bisogno sociale!? Mi sembra difficile. Mancano, a mio avviso, la volontà e politici capaci. Aldo Moro sosteneva che " La democrazia non è solo espressione della libertà, ma anche approfondimento della dignità umana nel suo pieno significato." Questo concetto è legato all'esercizio di una politica pulita, attualmente, lontana dalla concezione che i partiti hanno dello Stato e dell'esercizio del Potere. A proposito, Enrico Berlinguer diceva: " I partiti sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune."

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  6. I mezzi di distrazione e distruzione di massa....che i cittadini siano disinformati non ci piove...ma penso che a parte i mass media che diffondono la voce del padrone...non c'è cultura ove la parola cultura voglia di coltivare la mente e nutrirla da soli, leggendo e studiando. Non si può certo imputare questo ai normai cittadini che lavorano, che non lavorano e che hanno mille problemi se non c'è il tempo materiale per informarsi studiando e leggendo da tante forme di informazione ma a chi ha unificato queste informazioni, facendo sortire un'unica voce che riferisce a senso unico, plagiando le menti più fragili e più credulone...

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  7. Rosa Pentastelle11 settembre 2016 14:00

    Post molto interessante e reale, però quando si parla che gli italiani sono al primo posto in Europa per ignoranza funzionale , il connubio è micidiale; anche se il vento sta cambiando

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  8. Man mano che leggevo l'articolo di Francesco mi passavano davanti tutti gli uomini politici della prima e della seconda Repubblica e facevo le relative connessioni con ambienti poco ameni ma certamente "forti": gli Scelba, Andreotti, Lima, altri insospettabili, fino ad arrivare al l'insostenibile leggerezza del fedore: il ventennio berlusconiano. I burattinai sono stati sempre generosi con chi si è prestato al loro gioco e meno con chi voleva acquistare lo status di socio effettivo di questo ben congegnato strumento di potere. Adesso che abbiamo individuato anche la piccola debolezza del Moloc, la completa sottovalutazione dell'uomo comune e della sua dignità... sarebbe ora di reagire e di assumerci tutte le responsabilità che attengono ad una forte e potente comunità....rivoluzionaria.

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  9. Man mano che leggevo l'articolo di Francesco mi passavano davanti tutti gli uomini politici della prima e della seconda Repubblica e facevo le relative connessioni con ambienti poco ameni ma certamente "forti": gli Scelba, Andreotti, Lima, altri insospettabili, fino ad arrivare al l'insostenibile leggerezza del fedore: il ventennio berlusconiano. I burattinai sono stati sempre generosi con chi si è prestato al loro gioco e meno con chi voleva acquistare lo status di socio effettivo di questo ben congegnato strumento di potere. Adesso che abbiamo individuato anche la piccola debolezza del Moloc, la completa sottovalutazione dell'uomo comune e della sua dignità... sarebbe ora di reagire e di assumerci tutte le responsabilità che attengono ad una forte e potente comunità....rivoluzionaria.

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  10. Francesco ci costringe a riflettere ponendo alla nostra attenzione un argomento importante e complicato. Il dualismo tra Politica e Potere. E cioè quella lotta, spesso impari, tra gli interessi privati, le organizzazioni finanziarie, le lobby, il capitale e le sue derive, lo sfruttamento delle risorse naturali e quindi di tutti, e l’uomo. Che è poi il compito della Politica. Ecco dove sta il problema. Quel potere descritto dall’autore, infatti, pur essendo così potente, ha bisogno delle figure politiche capaci di garantire il “sistema”. In buona sostanza, il “politico” bravo diventa quello capace di guidare le masse utilizzando i mezzi a disposizione del potere stesso e le istituzioni democratiche che dovrebbero invece garantire i singoli cittadini e la loro dignità.
    In questo quadro assume enorme grandezza l’apparato mediatico costituito dai mezzi di diffusione dell’informazione. Per questo è fondamentale una sempre più consapevole crescita culturale del cittadino. Per questo c’è bisogno di maggiore impegno e partecipazione alle scelte che determinano il futuro della società. Non esiste una politica buona o una cattiva, non è la “politica” ad essere lontana dai cittadini ma, paradossalmente, sono i cittadini che si allontanano dai loro stessi interessi ritenendo i “politici” corpi separati, delegati ad agire in nome e per conto di tutti senza un vero collegamento con un corpo elettorale addirittura sempre più immiserito. Credo quindi che soltanto con una forte inversione di tendenza, che rimette al centro l’individuo sociale e consapevole, si possa tentare di porre rimedio.

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  11. Santussa Andriano12 settembre 2016 21:55

    Buona delucidazione per comprendere come tutto dipenda da ogni singola persona. Il M5Stelle non fa che spronare il popolo ad avvicinarsi ed interessarsi, a vedere con i propri occhi affinchè non venga più preso in giro e derubato. Cosa contraria gli altri partiti che continuano a comprare il voto con questa e quell'altra falsa promessa...ma questo a molti del popolo conviene, ecco perchè sono complici del malaffare con cui hanno operato e continuano ad operare i politici di tutta destra e sinistra.

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    1. assolutamente chiaro ..ma questo a molti del popolo conviene, ecco perchè sono complici del malaffare con cui hanno operato e continuano ad operare i politici di tutta destra e sinistra. rubo la frase . l'essenza e' tutta li ..a buon intenditor poche parole ...

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