venerdì 15 luglio 2016

NIZZA, FRANCIA. ANCORA TERRORE E MORTE

Nizza-14-luglio-16di Giangiuseppe Gattuso - Paura, preoccupazione, senso di smarrimento e tanta tristezza.

Viviamo da tempo, ormai, in perenne attesa di qualcosa che possa fermare le metastasi protese sempre più oltre e senza pietà alcuna. Poi dopo qualche giorno tutto torna come prima, quasi abituati a pensare di esserne comunque immuni.

182843214-03152c93-b419-480b-b086-d1749a0224d1Ogni nuova occasione però ci riporta nella realtà. Che è molto ma molto più vicina e presente di quanto possiamo immaginare.

Fanatismo, vendetta, odio. Un miscuglio infernale di sentimenti frutto di decenni di errori, sfruttamenti, strumentalizzazioni, affari vergognosi, potere e denaro. Popoli sottomessi e costretti alla miseria, bambini affamati, sfruttati, uccisi. Guerre create apposta per testare nuove armi e per arricchire paesi e mercanti, senza alcun ritegno, spesso in nome di uno strano senso della libertà e della democrazia.

5969459_plantuC’è un disegno ed è evidente. L’organizzazione terroristica dello stato islamico in difficoltà alza il tiro, tenta di scardinare paesi come la Francia che costituiscono l’architrave dell’Europa e possono minarne la sua essenza. Diffonde il verbo della lotta contro il “male” utilizzando ogni mezzo e ovunque per piegare il mondo occidentale e pagano. E lo fa contro tutti, uomini donne bambini, senza distinzione di colore e religione.

Siamo di fronte a qualcosa che sfugge al controllo, si mimetizza, vive nelle nostre società, rappresenta ideali innaturali, fuori dai nostri schemi mentali, contro ogni sistema libero e democratico. Ma che è capace di affascinare giovani, donne e uomini nati e cresciuti nelle nostre città, nelle nostre scuole. Cittadini fuorviati dai messaggi martellanti di menti sopraffine in nome di un concetto religioso decontestualizzato e minoritario, utilizzato per la sopraffazione e la gestione di un potere assoluto.

IsisLo stato islamico è in difficoltà, ma è ancora vivo e vegeto, lancia proclami e “guida” azioni di sangue per diffondere paura e scatenare reazioni. Ulteriori guerre e disordine a dimostrazione delle loro ragioni. Ecco perché non bisogna cadere nella trappola. Si abbia il coraggio di coinvolgere tutto il mondo democratico per porre fine una volta per tutte a questo orrore. Si cominci con il disarmo, con il blocco delle forniture di armi e munizioni, dei pezzi di ricambio. E delle attività di addestramento per l’utilizzo delle più sofisticate attrezzature di guerra.

E poi, una grande forte e convincente opera di mediazione. Che ristabilisca condizioni di vivibilità degne di essere vissute. Che possa risvegliare la speranza in quei giovani, in quei popoli abbandonati e repressi, vittime del terrore, che non possono fare altro che odiare il prossimo, quello che intravedono quale responsabili del loro triste destino. Evitando di alzare ancora muri, di diffondere rabbia e sentimenti xenofobi, di dare voce a rigurgiti di passati sanguinosi e oscuri.

5969511_castelbajacC’è solo una via ed è quella del riconoscimento delle identità e del rispetto, della civile convivenza e dell’integrazione vera. C’è la necessità di ristabilire condizioni di vita libera e dignitosa ad ogni latitudine, limitando sempre più le spaventose disuguaglianze che sono la fonte di ogni male. Le religioni e il colore della pelle non sono e non possono esserne in alcun modo l’origine, a cui si aggrappano spudoratamente tanti avvoltoi.

Giangiuseppe Gattuso
15 Luglio 2016

36 commenti:

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  2. Forse dovremmo cominciare a comprendere qualcosa di più sul terrorismo. Ho scritto un posto di recente che replico quì. Fino a quando continueremo a pensare che ciò che acccade sia di natura religiosa, non riusciremo mai a trovarne i rimedi.
    LA STRAGE DI NIZZA, AHIMÈ NEPPURE L'ULTIMA
    Mentre continuano a rifilarci che la colpa è dei "fondamentalisti" e che questa è una guerra di religione, che nella realtà è invece solo la maschera dietro la quale si nascondono abietti interessi di geopolitica e finanziaria, Obama dice che la Francia ce la farà, ma forse dovrebbe meglio chiedere proprio alla sua CIA, che ha creato l'esercito del Califfato, per destabilizzare e controllare tutto il medio oriente, dove i suoi predecessori avevano già portato la guerra del petrolio. Dovrebbe chiedere al suo governo di smettere di finanziare l'Isis, di armarlo e fare lo stesso con i suoi alleati dell'Arabia Saudita, Quatar e Turchia, che tra l'altro, proprio dall'Isis, acquista petrolio di contrabbando in cambio di armi. Smettere di vendergli armi , dovrebbero farlo anche i paesi europei compreso il nostro, invece il Presidente del Consiglio Renzi è da poco tornato dell'Arabia Saudita, dove ha appena piazzato una grossa commessa di armi,( molti ricorderanno la vicenda dei rolex d'oro che per questo, lui ed il suo staff hanno ricevuto in regalo dai sauditi), armi che poi vanno a finire direttamente nelle mani del Califfato con le quali vengono anche compiuti attentati terroristici. L'ipocrisia del coccodrillo, dei capi di governo dell'occidente è lampante. Le lacrime, neanche tanto sincere e le loro passerelle addolorate, contrastano con il loro cinismo. L'Isis, in realtà è un grande business che nessuno vuol distruggere. Se lo volessero davvero, con tutta la tecnologia militare in possesso, basterebbe una sola settimana, con l'impiego dei soli droni, o meglio ancora, smettendo di finanziarli, posto che un "esercito" di tale portata, per poter continuare ad esistere necessita di centinaia di milioni di dollari ogni giorno.

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    1. concordo pienamente e aggiungo solo che l'ipocrisia che aleggia attorno a queste vicende ricorda quella che caratterizzò la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, dove convenne chiudere gli occhi per trarre vantaggio sulla sciagura altrui

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    2. Giovanni Caianiello ha già detto tutto. Concordo parola per parola. Non c'è da aggiumgere nulla. Grazie per la chiarezza e la giusta disamina.

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  3. Gaetano Càfici15 luglio 2016 23:54

    Visione utopica in un falso scenario dove è in atto un'inesistente guerra di religione, che serve da alibi ai veri colpevoli: quelli che per denaro e potere hanno inventato e poi armato l'Isis! Come mai da anni sento soltanto gesti di condanna e bandiere a mezz'asta e nessun altro concreto proposito?

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    1. Peter Schmailzl16 luglio 2016 07:01

      In fatti, l'islam non c'entra, ma fallo capire ai soliti islamofobici , razzisti , leghisti e fasci simili, ai atei "razionalisti" intolleranti, che infestano la rete con le loro disgustose e volgari vignette, ai veneratori dell" charlie hebdo"..... Siamo confrontati con una guerra neoschiavista ocidentale, cofinanziata dai nostri consumisti sfrenati di carburanti fossili.
      L'unica misura sensata sarebbe la giustizia sociale ed il commercio equo, concetti non conciliabili col culto neoreligioso ateista dei neoliberisti.

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  4. Marianna Palisano15 luglio 2016 23:55

    Ora si aspetta solo un'altro attacco...è normale?

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  5. LA GUERRA DEL TERRORE, DELLA DISTRUZIONE FISICA FATTA DI STRAGI DI MARTIRI INNOCENTI, SOPRATUTTO DI BAMBINIII E PSICOLOGICA, TERRIFICANE, SUBDOLA COME UN SERPENTE A SONAGLI.

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  6. Daniela Bertinelli15 luglio 2016 23:58

    beni comuni divisi...e a tutti una vita dignitosa!!!!!

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  7. Vincenzo Lopriore16 luglio 2016 00:17

    E quale sarebbe l'integrazione che io devo accettare che us donna indossi il burqa o piuttosto si faccia il bagno a mare vestita ?
    Mi dispiace non funziona così , qui si invoca una società laica ma questa laicità chi la deve rispettare solo noi ? Allora sai che c'è ? Se vuoi stare in occidente o ti abitui al nostro modo di vivere o torni al tuo paese .....adesso basta

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  8. Eccellente ed obbiettiva l'analisi di Giangiuseppe ..concordo in tutto e per tutto, le risposte per la risoluzione di questo tragico fenomeno sono tutte contenute in questo articolo .... ma "riusciranno i nostri eroi" almeno a tentarci? P.S.: ove per " nostri eroi" (si fa per dire) si intendano coloro che tendono in mano le leve del potere.

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  9. non vedo stati democratici in cui ci sia integrazione

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  10. Le ansie dei cittadini, l'analisi delle cause che alimentano il terrorismo che colpisce l'Europa e non solo, il coinvolgimento del mondo democratico per porre fine al terrore e l'invito a facilitare l'integrazione sono argomenti importanti. Nei dibattiti televisive, dalle solite persone, sono state ribadite le solite accuse. L'appello all'unità, auspicabile in questi difficili momenti, è stato fatto da un parlamentare del M5S. Senza unità in Europa, fra Europa e il resto del mondo è difficile intraprendere le giuste azioni per sconfiggere l'Isis. Le connivenze politiche ed economiche che foraggiano e lasciano indisturbato il Califfato vengono anche da alcuni paesi democratici: gli interessi finanziari sono predominanti. America e Russia potrebbero annientare l'Isis in pochissime ore, sono preoccupate di come dividersi la Siria. Intanto prevenire gli attentati diventa sempre più difficile per il fatto che la provenienza è quasi sempre domestica i cui protagonisti, insospettabili, potrebbero essere nostri vicini di casa. Volere a qualunque costo ricondurre le motivazioni terroristiche a matrice religiosa serve a giustificare chi predica odio contro gli immigrati invocando la chiusura delle frontiere. Trovo più attendibile la teoria di Paolo Crepet che definisce i terroristi criminali privi di scrupoli con problemi esistenziali. A questo punto, tutti i mussulmani di qualsiasi città europea dovrebbero riempire come una marea tutte le strade e gridare "BASTA". Chiudo con la notizia del momento e con l'interrogativo : " Quale saranno le conseguenze del colpo di Stato in atto in Turchia!!??"

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  11. Da meditare dopo le strage degli ultimi anni...
    “La storia dell'uomo non presenta altro che un passaggio continuo da un grado di civiltà ad un altro, poi all'eccesso di civiltà, e finalmente alla barbarie, e poi da capo.” (Giacomo Leopardi)

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  12. Quando pensiamo all' orrore di attentati come quello di Nizza dobbiamo tenere a mente:
    1) L' Isis è nata in Iraq e Libia, paesi dove abbiamo massacrato centinaia di migliaia di persone per "portare la democrazia".
    2) Fino all' anno scorso chiamavamo l' Isis "ribelli anti Assad" e gli mandavamo armi e danaro a profusione.
    3) I paesi mediorientali supporter dell' Isis sono i nostri principali alleati dell' area
    4) Gli unici che combattono l' isis sono i Curdi, che per l' occidente sono terroristi e vengono massacrati dal nostro alleato Turco, e gli Arabi.
    5) La stragrande maggioranza delle vittime dell' Isis sono musulmani.

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    1. Visto e considerato che l’Isis nasce come una cellula di al-Qaeda in Iraq nel 2013 e i, n pochissimo tempo è cresciuto a dismisura, riuscendo a dichiarare guerra ad alcuni paesi, cinicamente affermo che questi sono i "danni collaterali" generato dal perseguimento degli interessi di chi, finanziando il terrorismo, guadagna sul piano economico e politico....l'Isis, a differenza di Al Qaeda, ha anche un territorio su cui concentra le proprie forze quindi se veramente si volesse eliminarlo lo si sarebbe fatto da molto tempo.

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  13. I miei amici commentatori hanno fatto un'ottima disamina dei problemi e delle soluzioni. Abbiamo, già da molto tempo, individuato gli artefici principali di cotanta sanguinaria barbarie: i potentati economico-finanziari globalizzati. Essi ci sguazzano e lucrano inverosimilmente in tanto caos...anzi, lo creano loro stessi per incrementare i loro profitti. La religione? Il nazionalismo? La xenofobia?....tutti ottimi pretesti da fomentare per rimpinguare il capitale. Le menti labili e gli spiriti depressi sono i primi a cadere nella trappola e si prestano a tale incombenza spargendo morte in tutto il mondo. Il rimedio! Non esiste, o meglio , esiste ma è quasi impossibile ottenerlo. Nell'immediato si deve annientare l'Isis ed il suo Califfato: cosa che in poco tempo, se lo si vuole, si può ottenere con facilità. Dopodiché si passi alle iene sanguinarie che stanno facendo a brandelli il nostro pianeta e la gente che lo abita. Difficilisimo...ma non impossibile se tutti abbiamo individuato il principale colpevole e siamo consci del fatto che, in un luogo qualsiasi ed in un momento qualsiasi, potremmo imbatterci in una strage come quella di Nizza e lasciarci la vita.

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  14. Michele Maniscalco16 luglio 2016 10:12

    Giangiuseppe, come al solito il tuo articolo è completo. Indica le cause e le colpe secondo il tuo parere che io condivido e anche ciò che si potrebbe fare per attenuare e fare scomparire col tempo il terrorismo.

    "C’è solo una via ed è quella del riconoscimento delle identità e del rispetto, della civile convivenza e dell’integrazione vera. C’è la necessità di ristabilire condizioni di vita libera e dignitosa ad ogni latitudine, limitando sempre più le spaventose disuguaglianze che sono la fonte di ogni male. Le religioni e il colore della pelle non sono e non possono esserne in alcun modo l’origine, a cui si aggrappano spudoratamente tanti avvoltoi."

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    1. Franco Gentile16 luglio 2016 10:58

      Condivido pienamente. Sarebbe compito primario delle super potenze, e parlo di America e Russia portare equilibrio e giustizia ma purtroppo, spinte da interessi innominabili quali quello di lucrare sul commercio delle armi e sulla fame e la disperazione dei poveri (vedi Grecia), non vogliono rinunciare a certe supremazie che, alla fine non proteggono neppure loro. Trascurando, o addirittura fomentando, per sporca egemonia, il terrorismo facendolo passare per una guerra di religioni quando è ormai palese che esso è solo una conseguenza dello sfruttamento indegno e criminale delle popolazioni più indifese ed ha il solo scopo di mantenere in allarme i popoli per distrarli dai loro sporchi traffici. E, forse potrà apparire una enormità, ma si sta sfruttando in modo indegno, usando fino al limite del ridicolo la sudditanza dell'Europa , la cui ridicola unione monetaria, dimostra ogni giorno di più come essa serva solo agli interessi della Germania e degli USA o meglio al potere economico mondiale.Sarebbe anche l'ora che tutto ciò finisse ma sarà difficile perché, purtroppo anche, i politici di tutti i paesi non sono più degli "statisti" ma solo dei "servi di ogni più sporca corruzione mai esistita!!.

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  15. Fino a che l'uomo PRODURRA' COSTRUIRA' LE ARMI .QUINDI MAI ..LA GUERRA NE FARA PARTE IL TERRORISMO ANCHE ,L'AMERICA COSI BTAVA A FARE LA GUERRA LONTANO DA SEMPRE CON LA CIA SONO CADUTI GOVERNI E NAZIONI ..E COSA DIRE DELLA .....IPOCRISIA SOLENNE DELL'ITALIA .GRANDE COSTRUTTRICE DI ARMI ..Finmeccanica : di proprietà del governo per il 35% e dei privati per il 65%.
    Possiede:
    - il 100% dell'Alenia Aerospazio SpA: aerei militari
    - il 100% dell'Alenia Difesa che a sua volta possiede il 100% della Divisione Otobreda (sistemi di armi), il 50% dell'Alenia Marconi (italo-britannica: armi teleguidate, sistemi elettronici di difesa) e il 47% della Elettronica SpA (italo-francese: sistemi elettronici di difesa)
    - il 100% dell'Ansaldo
    - il 100% dell'Elsag: radar
    - il 50% dell'Agusta Westland (italo-britannica): elicotteri - il 50% dell'European Aircraft JV (italo-franco-inglese)
    - il 25% della New Matra Bae Dynamics (britannico-francese): missili teleguidati.
    antieri SpA: navi da guerre, sottomarini

    RIPETO SONO UNA VALANGA DI SOLDI E ALLORA L'ISLAM ..MA POI COSA SAPPIAMO NOI VERAMENTE DEL MONDO ARABO COSA LORO INVECE SI INTEGRANO E CONOSCONO BENISSIMO IL NOSTRO MODO DI VIVERE .

    FIAR SpA: sistemi elettronici di difesa

    Fiat SpA, che possiede:
    - il 100% dell'Alfa Romeo Avio SpA: motori aerei
    - il 100% della Fiat Avio SpA: motori aerei
    - il 100% della BPD Difesa e Spazio: munizioni
    - il 100% dell'Iveco SpA: veicoli armati
    - il 75% dell'Aermacchi: aerei militari e civili

    Beretta : pistole, fucili, munizioni

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  16. Lucia Vittoria Di Marco16 luglio 2016 10:54

    Un articolo molto interessante e toccante

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  17. Piera Provenzano16 luglio 2016 10:56

    Come si ristabiliscono condizioni di vita libera e dignitosa con i politici che abbiamo a livello nazionale e europeo?
    Le disuguaglianze religiose e il colore della pelle, noi come popolo italiano e buona parte del popolo europeo le ha ben superate, il problema sta nel modo con la quale viene affrontato tutto ció e agli interessi che ci stanno dietro, da parte della classe dirigente...........tanto loro non verranno colpiti mai a pagare sono sempre le persone comuni e come in questo caso tanti bambini..

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    1. il ricambio della classe politica è la condizione necessaria...anche se non sufficiente

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    2. ORMA LO ABBIAMO CAPITO CHE IL PARTITO DEMOCRATICO NON E' PIU' UN PARTITO DI SINISTRA ORMAI I CASI DELLA SCONFITTA ECLATANTE ENORME GIGANYESCA DI ROMA LA CAPITAEL D'ITALIA E TORINO FANNO CAPIRE A MENO CHE UNA PERSONA NON SIA IN MALAFEDE ASSOLUTA TIPO AD ESEMPIO RENZI ..CHE LI DOBBIAMO MANDARE TUTTI O QUASI TUTTI A CASA META' EL'ALTRA META' IN GALERA

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  18. Vincenzo Lopriore16 luglio 2016 10:59

    Tutti i commenti sono in gran parte condivisibili , ed è giusto che ognuno esprima le proprie opinioni , ma vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa INTEGRAZIONE ....una parola che un po' tutti usano , i politici soprattutto a convenienza , ma come fa uno che ha quelle convinzioni religiose ad integrarsi con il mondo occidentale ? E non parlo degli invasati terroristi islamici .

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    1. sicuramente è più facile in uno Stato laico nei fatti e non solo a parole...in Italia che ospita lo Stato del Vaticano la cosa è decisamente più difficile

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  19. È incredibile constatare le falle sulla sicurezza che si continuano a verificare in Francia. Questo Paese, per i livelli di allarme legati ai ripetuti attentati subiti, e i sistemi di sicurezza che dovrebbero essere adottati, dovrebbe essere il posto più sicuro dove vivere e invece un tir di quelle dimensioni, passa inosservato nel posto più famoso di Nizza procedendo a zig zag nel pieno dello svolgimento della festa nazionale francese più cara ai francesi a cui hanno partecipato 35 mila persone. Capisco che è difficile sventare un attentato quando il pericolo proviene da un terrorista imbottito di esplosivo che si insinua tra la folla, ma non è ammissibile che nel Paese più allertato d’Europa sia stato tolto il posto di controllo da dove è passato il tir, per far defluire la folla. Se non riusciamo a sconfiggere la barbarie del terrorismo islamico, almeno ci si attrezzi per garantire maggiore sicurezza ai cittadini europei.

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  20. ECCO IL MIO INTETVENTO.
    Fanatismo, vendetta, odio. Un miscuglio infernale di sentimenti frutto di decenni di errori, sfruttamenti, strumentalizzazioni, affari vergognosi, potere e denaro. Popoli sottomessi e costretti alla miseria, bambini affamati, sfruttati, uccisi. Guerre create apposta per testare nuove armi e per arricchire paesi e mercanti, senza alcun ritegno, spesso in nome di uno strano senso della libertà e della democrazia.
    Queste parole mi fanno incazzare in maniera incredibile.
    Questo punto di vista è quello di chi ama i terroristi e li giustifica, qualsiasi efferatezza essi combinino. È un punto di vista ascrivibile ad una sinistra antistorica, anti occidentale e giustificazionista, pur di andare in culo al nostro sistema di vita, ai governi europei ma soprattutto all'America.
    Quando l'amico mio Giangiuseppe capirà che i popoli sottomessi e costretti alla miseria, o i bambini affamati non c'entrano nulla col macello che sta succedendo, vuol dire che un pó di luce è entrata nel suo cervello. Se non si vuole capire che c'è in atto una guerra per annientarci, sottometterci e conquistare le nostre nazioni semplicemente perché l'islam dalla sua nascita è sempre stato in guerra con tutto il mondo, se non si vuole capire che miseria e sfruttamento non c'entrano niente con questa guerra, se non si riflette che i terroristi, ad esempio quelli del Bangladesh, lungi dall'essere poveri, miseri, sfruttati e ignoranti sono istruiti, benestanti e con prospettive di vita e di successo di buon livello, significa che non si hanno occhi per vedere, orecchi per ascoltare e cervello oer capire.
    Molte di queste caratteristiche, sono proprie della sinistra antagonista, sempre in guerra fredda con l'America e magari con Israele e anche di alcuni, troppi appartenenti al movimento 5 stelle, ad esempio Alessandro Di Battista, che giustifica gli atti terroristici come conseguenza di presunti ditti dell'Occidente e pensa che si debba dialogare con l'ISIS. Ma per favore, in quale pianeta abitate?

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  21. Per me si tratta di una resa dei conti storica,contro l'Occidente, della quale si è fatta carico una parte, il Califfato, per conto di tutto il mondo arabo.

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  22. Senza alcuna polemica, chiedo cosa si intenda per "riconoscimento delle identità"

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  23. sandra marcellini16 luglio 2016 14:44

    Condivido il pensiero per il momento storico ma non credo che il terrorismo islamico sia direttamente coinvolto nell'attentato di Nizza.Credo invece che,come per l'omicidio di Emmanuel a Fermo ,l'omicida sia un disintegrato sociale,un sottoprodotto del sistema,un alienato che ha dato sfogo alle proprie frustrazioni frutto di un disagio diffuso e spersonalizzante, sposando l'alibi ideologico. Per Nizza gli infedeli occidentali,per Fermo il pensiero razzista,in entrambi i casi il valore ideologico malato offre un nemico responsabile della propria infausta condizione,un nemico da combattere che possa dar senso al proprio non esistere.

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  24. Sempre preciso il nostro direttore nelle sue esternazioni che condivido.
    A mio parere la prima cosa che sarebbe da fare, è smettere di fabbricare e vendere armi, e già quì c'è il primo ostacolo, le lobby dei fabbricanti insorgerebbero, non platealmente, subdolamente togliendo appoggi ai politici di turno, poi ancora, non vendere a paesi che sono palesemente legati a doppio filo a frange terroristiche, ma anche questo non è facile da fare, inoltre non avere rapporti commerciali con detti paese, altra cosa impossibile.
    L'integrazione potrebbe anche essere un deterrente ad ampio raggio, ma il terrorismo come è attuato dal califfato è molto più difficile da combattere, si arma del web, attira giovani insoddisfatti e non solo, persone che subiscono il razzismo nei paesi in cui vivono, che non sono tollerati ne accettati, e sono loro stessi intolleranti alle regole dei paesi ospiti, è tutto un marasma di messaggi fuorvianti e negativi da cui è molto difficile, per alcuni discostarsi.
    La soluzione?
    Non la ho, almeno non io, e vedo che non la hanno o non la cercano realmente neanche gli stati, le nazioni tutte, europee e mondiali, perchè quello che conta in primis, per tutti è il guadagno che se ne può trarre, salvo poi spargere lacrime di coccodrillo quando accadono fatti del genere.

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  25. Che tristezza in questi giorni!
    Intanto lo scontro frontale dei treni e poi Nizza.
    Ieri ho seguivo in TV i funerali dei primi e guardavo il Presidente Mattarella con accanto la Boldrini: “Le istituzioni accanto ai cittadini.” ( cittadini i cui diritti alla Sicurezza dovrebbero essere garantiti proprio dallo Stato e dalla Politica preposta alla Sicurezza).
    Poi Nizza e mi chiedevo: “Ma come si fa a credere che qualcuno possa andare con quel mezzo ultrapesante a distribuire gelati!”
    E sempre lì torniamo e cioè allo Stato che dovrebbe mettere in campo tutto il possibile per garantire quanta più sicurezza può soprattutto dopo i precedenti FATTI di MASSACRO.
    Ho seguito i tanti dibattiti televisivi dove l’Italia è maestra nel far diventare spettacolo anche di quanto di più ORRIDO può esserci.
    Mi auguro che Gli STATI abbiano la capacità di COLLABORARE tra loro per ISOLARE queste persone che seminano la MORTE non su un campo di battaglia in uno scontro frontale tra eserciti, ma su persone inermi che non possono prevedere di essere TRUCIDATI senza neanche avere la possibilità di battersi col nemico.

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  26. Caro Direttore, condivido in toto quanto da scritto nel servizio, ma ne contempo occorre fare una seria riflessione sull’attuale situazione di estrema pericolosità in cui versa l’Europa intera. Sono abituato a scrivere le mie opinioni, cercando di restare piuttosto lontano da quell’onda emozionale che potrebbe compromettere la serenità del mio pensiero. Sono in simbiosi con te quando metti in risalto le cause delle stragi come il frutto di: fanatismo, vendetta, e odio. Un miscuglio infernale di sentimenti scaturiti da decenni di errori. Allora, caro Direttore, dobbiamo risalire alla fonte di questi “decenni di errori” e a chi accreditarli. Per chi conosce la storia sa che la Francia ne ha commessi parecchi, ed ora sta pagando lo scotto di una politica sbagliata, prima coloniale e poi multirazziale. Non credo di uscire fuori dal coro se affermo che i francesi hanno certamente delle qualità, ma la simpatia, fra queste, non spicca. Fino a pochi anni fa ha raccolto solo frutti nell’ostentare con fierezza ed orgoglio la sua “grandeur”, con atteggiamento un po’ supponente, il guardare tutti dall’alto in basso, la grandeur insomma, certo non attrae. Cosa abbiano poi da vantare nessuno lo sa, forse neppure loro, ma sta di fatto che l’intera nazione è da sempre impregnata di un nazionalismo molto spinto, forse molto vicino allo sciovinismo. Credo sia opportuno ricordare la politica concepita da grande potenza negli anni ’60 per "L'Algérie française", portata avanti con la creazione di una organizzazione militare segreta, O.A.S. che operava in Algeria, contravvenendo agli ideali fondamentali di “fraternità, libertè, egalitè.. Furono portati a termine, una lunga serie di attentati sul suolo algerino, con 2700 morti in poco più di un anno. L'organizzazione raggruppava tutti coloro che lottavano per una presenza coloniale francese in Algeria e i vecchi combattenti della guerra già perduta in Indocina nel 1954. L’operazione “Algeria” poi fallì miseramente dopo aver constatato l’inutilità di portare avanti un sogno coloniale ormai fuori dal tempo. Chi non ricorda la rapace rapidità con cui il comandante in capo Sarkosy inviò gli aerei in Libia? Tutti gli altri stati europei rimasero esterrefatti da questa decisione, facendo pendere l’ago della bilancia su una posizione certamente non condivisa. Quando i maghrebini hanno bussato alla sua porta, a Ventimiglia, li ha cacciati a pedate, anzi, con i soldati e con le armi. Aggiungo caro direttore che su questi argomenti evito di fare della dietrologia, non è assolutamente il caso, visto che siamo nella stessa situazione come i capponi di Azzeccagarbugli. Anche nello sport la Francia ha voluto mettere in evidenza la sua “grandeur” quando nel calcio mostrava le famose tre “B”: Black, Blanc, Beurs (bianchi, neri, magrebini), coniate dopo la vittoria ai mondiali di calcio ’98. La Francia, ha voluto a tutti i costi difendere e mostrare una grandeur anche tra gli stati del vecchio continente, dimenticando che una seria cooperazione potesse essere utile a rimarginare quelle profonde ferite aperte in 50 anni di storia. Purtroppo è stato ampiamente dimostrato che non tutte le ferite si sono rimarginate, qualcuna è diventata purulenta in qualche mente delle nuove generazioni riconosciute francesi dal “ius solis”. Caro Direttore, ho voluto solo proporre un piccolo excursus storico di eventi ormai passati definitivamente in archivio, ma da tenere sempre presente affinché si costruisca un’Europa basata su una unità di intenti e non su una inutile grandeur dei singoli Stati.

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  27. Commenti spinosi e super interessanti. Uno mi ha particolarmente sorpresa. In ogni caso gli attuali sistemi di sicurezza e le misure di contrasto al terrorismo non hanno prodotto gli esiti sperati. È inaccettabile che un camion sbuchi all'improvviso sterminando poveri innocenti. Così come è inaccettabile che nel 2016 i terroristi si facciano esplodere dentro gli aeroporti. Servono immediatamente controlli fuori dagli aeroporti e nessuno dovrebbe entrare senza un reale motivo. Quanto alle manifestazioni pubbliche occorre alzare il tiro e dotarsi di droni e monitorare le zone circostanti. Serve una coalizione internazionale seriamente interessata a risolvere la questione e non credo che le principali nazioni, siano intenzionate a risolverla altrimenti avrebbero smesso da un pezzo di fornire armi e materie prime. Dunque è un problema nostro e per nostro intendo dire che a rischiarare la pelle siamo noi comuni mortali. Dall'artista al tassista, dal neonato all'anziana sprovvista di aerei capaci di decollare all'istante in presenza di minacce. Battuta stupidotta, lasciatemela passare in memoria del viaggio repentino di Erdogan.

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