domenica 26 giugno 2016

CONSIDERAZIONI SUL “DIRETTORIO”

Nuovo Collettivo-renzisegreteriadi Luigi Gf. Consiglio - Il PD si sta riorganizzando e pensa a un collettivo politico, sulla falsariga del “Direttorio” del Movimento 5 stelle.

Direttorio M5SSe ciò dovesse veramente attuarsi, e mi pare buono, potrebbe essere utile capire o ricordare cosa sia un Direttorio.  

Il Direttorio riporta spesso alla mente, in modo negativo, la formula post-rivoluzione francese: esso si espresse in una sorta di restaurazione ove la finanza e l’inciucio fece aggio sui principi di eticità fino ad allora sbandierati dai giacobini. La gente, d’altronde, era stanca di “perdere la testa” per un nonnulla, sebbene lo meritasse e la gestione del Direttorio, rappresentò in Francia, in quel tempo, per la maggioranza, una ventata di libertà dietro la quale si celava il malaffare, sapientemente organizzato dai componenti il Direttorio. La formula direttoriale consisteva in un piccolo numero di persone che, per patto fra loro, gestivano potere, commerci e finanza.

CLNEssa fu poi riabilitata, riveduta e corretta in senso democratico, sul finire dell’ultima guerra e si chiamò CLN Comitato di Liberazione Nazionale; vi facevano parte i personaggi di spessore che erano stati costretti all’esilio o all’emarginazione durante il “ventennio” e perciò potevano dire finalmente le proprie idee. Non era certamente un comitato d’affari come, localmente, la degenerazione del sistema democratico avrebbe poi incentivato sui territori, a partire già dagli anni 70.  

La formula migliore del Direttorio si ebbe, in termini di atomizzazione sul territorio, col nome di Collettivo, intorno alla metà degli anni 60. Il benessere era diffuso per cui lo spirito che animava i Collettivi era propositivo piuttosto che rivendicativo. Vi erano collettivi dappertutto, nelle scuole, all’università, nelle fabbriche, nei rioni della città. Insomma la società italiana aveva scoperto la democrazia popolare e lo studente, il cittadino, l’operaio poteva esporre il proprio pensiero per bocca del proprio rappresentante durante la riunione periodica del collettivo.

femministeQuesto aveva un coordinatore la cui abilità stava nel mediare le varie istanze, progetti o rivendicazioni che pervenivano durante la riunione e doveva farsi carico presso la segreteria del Partito politico di riferimento, anche se esistevano dei collettivi trasversali dove le appartenenze erano secondarie. Io facevo parte di uno di questi, aggregato dallo "spirito di solidarietà" verso una libera nazione europea invasa dai carri armati sovietici e tra i lettori sicuramente qualcuno si ricorderà di “Cecoslovacchia 68” il cui coordinatore era Marcello Sajeva e contava anche la presenza di Jannazzo, Chinnici, Vesco e mi scuso con quelli che non ricordo. Tale collettivo si adoperava come gruppo di pressione presso l’opinione pubblica e i Politici italiani ma quando questo problema europeo decantò i componenti di questo collettivo trasversale tornarono ai loro studi o ad altro.  

collettivoLa potestà dei collettivi, in generale, proveniva dalla presenza libera di individui aderenti e faceva sì che la partecipazione popolare alla “Politica” era sicuramente maggiore infatti alle tornate elettorali si recavano circa 75/85% degli aventi diritto al voto.

Non può sottacersi il fatto che questo “interesse” propositivo cozzava coi centri di potere che greppiavano sul clientelismo e i collettivi furono boicottati. I coordinatori furono in modo soft tacitati, alcuni assunti in banca o in qualche ente e tutto finì a tarallucci e vino dopo qualche anno. Ma altri malesseri covavano sotto la cenere per esplodere in modo cruento dopo qualche anno. La storia recente della Questione sociale degli anni 80 e 90 è ancora sotto gli occhi di tutti e non occorre rammentarla.

493062861-620x350Oggi rivediamo il M5S che rinverdisce la formula sia a livello centrale che periferico con i cosiddetti “meetup” locali e i risultati vincenti di essa portano anche il PD a mettere in atto una sorta di Benchmarking. Possiamo solo sperare che ciò provochi una spirale virtuosa che finalmente migliori la Politica e i rapporti del cittadino con essa.

Luigi ConsiglioLuigi Gf. Consiglio
26 Giugno 2016

14 commenti:

  1. Peter Schmailzl26 giugno 2016 11:02

    All'Italia manca una forza di sinistra, che sia veramente e democraticamente di sinistra, non un grupo che scimiotta il M5S, copiare questo movimento, nella forma , ma senza nuovi contenuti REALI, non serva a nulla. Che si parti pure dalle radici, dalla liberazione, ma senza ritornare a noiosissimi ritornelli di lotta di classe. All'Italia serve una forza sociale di dinistra vera, una democratica liberale che non sia liberistaed una sana fierezza senza arroganza e senza xenofobìa. La seconda forza la vedo nel cinque stelle, la prima manca e deve essere creata nuovamente, senza riciclare cio che puzza di muffa e naftalina.

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    1. Concordo pienamente con Peter!
      Vorrei solo aggiungere che l'Autore, che ha scritto un bellissimo articolo che consentirebbe a chi è interessato di trarre ottime conclusioni per la nostra comunità, che purtroppo l'ignoranza anche letterale e dei termini qualificativi della sostanza esposta + talmente diffusa che molta gente si domanderà: "Ma che è? Roba che se magna?.."
      Siamo sinceri con noi stessi: Siamo davvero certi che Renzi sarà battuto al referendum costituzionale? Su quale base lo crediamo? Sui sondaggi?
      Mah! Auguriamoci che funzioni...ma non ne sono molto sicuro.
      Guardate cosa sta accadendo col "brexit". Nessuno si sforza di comprendere il vero significato etico di chi ha votato per la "rottura" e tutti si lamentano del fatto che, forse fra qualche anno, per andare in Inghilterra ci vorrà il passaporto........Se questa è "maturità sociale e democratica" io lo domando a chi sarà capace di rispondermi.
      Buon lavoro!

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    2. Luigi Gf. Consiglio26 giugno 2016 14:43

      <Ciò che mi spinge ad intervenire è la consapevolezza di constatare che la massa è ingnorante ma la democrazia, quella vera, quella non autoritaria, si avvale delle decisioni della maggioranza perciò, chi sa occorre che distribuisca conoscenza a titolo gratuito e dappertutto. Nella peggiore delle ipotesi si suscita curiosità e ricerca.

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  2. bENISSIMO ..ORA SI PARLA DI PIU' DEL ...MOVIMENTO CINQUE STELLE ..ESISTE ..FINALMENTE CI SI ACCORGE CHE ESISTE ..IL TERMINE ..DIRETTORIO ..A MIO PARERE VIENE USATO IN TONO ..ALTAMENTE DISPREGIATIVO ..SI SA ..IL MOVIMENTO HA SOLO E SOLTANTO 7 ANNI DI INGRESSO NELLA POLITICA ED E' A TUTTI GLI EFFETTI ...LA PRIMA FORZA POLITICA ITALIANA ..NON FA PATTI CON ..NESSUNO : MENTRE E LO SAPPIAMO TUTTI ANCHE CHI LO VOTA .O MEGLIO SI OSTINA A VOTARLO ..NON ESISTE PIU ' LA SINISTRA .PERCHE' SIA CHIARO RENZI NON STA MINIMAMENTE FACENDO UNA POLITICA DI SINISTRA .CIOE' A FAVORE DELLE CLASSI PIU' POVERE DEL PAESE .OPPURE UNA LEGGE SUL LAVORO CHE RAFFORZI LO STATUTO DEI LAVORATORI ELIMINATO DA RENZI E COMPANY .LA BREXIT E' ANDATA ..AD OTTOBRE CI SARA' IL REFERENDUM CHE DOVREBBE SANCIRE LA RIFORMA SUL SENATO E TUTTI ....TEMONO IL NO ..PERCHE' ?? PERCHE' DOPO ROMA E TORINO QUALCOSA E' CAMBIATA ...ECCOME LA LEGGE E' DICHIARATA DAI COSTITUZIONALISTI ..PESSIMA ED ALTAMENTE ..EVERSIVA .DAREBBE A RENZI UN POTERE IMMENSO ..VEDREMO GIA' IL RENZISMO DOPO APPUNTO ROMA E TORINO E' IN DECLINO TOTALE ..LA CONTSTAZIONE VERSO RENZI ADESSO E' RAFFORZATA .FARANNO A BREVE UNA RIUNIONE INTANTO RENZI PRENDE IL SUO AEREO E SCAPPA ALLORA CI SARA' CREDO UNA ..VERA RESA DEI CONTI , LE POLTRONE DEL PD SONO TARBALLANTI PREVARRA' COME AL SOLITO IL PARTITO DELLA POLTRONA OPPURE AVREMO UN NUOVO SEGRETARIO ..VEDREMO !!!!

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    1. L'unica cosa che potrebbe cambiare nel PD, ma non accadra' son pronto a scommetterci, che i dem a cominciare da Bersani abbandonino il partito. Altrimenti non ci saranno novità di rilievo credete a me.
      A questo punto resta per l'Italia tutta, una sola soluzione che si ripeta il miracolo delle amministrative incrementando il favore per il M5S.........altrimenti non vi sarà....nulla di nuovo sotto il sole!

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  3. L'interessante articolo di Luigi Consiglio mi da lo spunto per alcune considerazioni legate alla mia esperienza, vecchia storia, di militante politico. Mi colpisce il fatto che il PD pensa di riorganizzarsi sulla falsa riga del "Direttorio" del M5S. L'imitazione può far piacere, forse, al M5S ma non rende onore al PD. Un partito che si definisce di sinistra, in quanto a modelli organizzativi, può ispirarsi all'organizzazione del più illustre rappresentante degli ideali della sinistra storica, il fu PCI. Vista la situazione della disgregazione sociale, una impresa organizzativa per recuperare credibilità è difficile e forse, per certi aspetti, impossibile. Cambiarsi l'abito senza modificare il comportamento non incanta nessuno. I Collettivi politici, culturali e studenteschi di ieri, hanno rappresentato la capacità di arricchire li confronto democratico che stimolava l'interesse alla vita politica pur non facendo parte di una organizzazione partitica. Da non dimenticare le Cellule di fabbrica che a differenza dei Collettivi erano organizzazioni di partito. Le Cellule sono scomparse. I Collettivi di oggi, in larga parte, sono rappresentati dai Centri Sociali Autogestiti. Quando si parla di Direttorio, senza spostare la mente al passato, penso alla forma di Governo della Svizzera. Fatte queste considerazioni, condivido la speranza, anzi la necessità, di una spinta propulsiva che << migliori la Politica e i rapporti dei cittadini con essa >>.

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  4. Ottima escurs storico di Luigi Consiglio. La storia conferma infatti, che il concetto dell'uomo solo al comando,oltre a non essere sinonimo di democrazia,alla lunga, politicamente risulta sempre perdente. Questo paese non fa eccezione, troppo recente il ventennio per dimenticarlo e gli italiani, lo terranno ben presente con voto del prossimo referendum. Anzi, le prime avvisaglie sulle loro intenzioni, sono già state evidenti nelle votazione per le comunali. Il PD, nei fatti, già dichiara fallimentare l'esperienza Renzi e ripensa ad una formula di partito, basato su una squadra direttiva e non più sulla unicità delle idee del segretario di partito. Non so se alla fine, questa idea avrà successo, ma il fatto stesso che sia in valutazione, porta senz'altro acqua al mulino dei Cinque Stelle, tra i primi a ricordarsi della storia e della democrazia, anche all'interno di una forza politica.

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  5. Ottima escurs storico di Luigi Consiglio. La storia conferma infatti, che il concetto dell'uomo solo al comando,oltre a non essere sinonimo di democrazia,alla lunga, politicamente risulta sempre perdente. Questo paese non fa eccezione, troppo recente il ventennio per dimenticarlo e gli italiani, lo terranno ben presente con voto del prossimo referendum. Anzi, le prime avvisaglie sulle loro intenzioni, sono già state evidenti nelle votazione per le comunali. Il PD, nei fatti, già dichiara fallimentare l'esperienza Renzi e ripensa ad una formula di partito, basato su una squadra direttiva e non più sulla unicità delle idee del segretario di partito. Non so se alla fine, questa idea avrà successo, ma il fatto stesso che sia in valutazione, porta senz'altro acqua al mulino dei Cinque Stelle, tra i primi a ricordarsi della storia e della democrazia, anche all'interno di una forza politica.

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  6. In un momento incerto e drammatico come questo affidare a pochi responsabili, eletti dal Movimento od a cui il Movimento esprime piena fiducia, è necessario.È un messaggio che ci viene da molto lontano, dal Senato Romano con Quinto Fabio Massimo. Se la Sinistra ha la capacità di togliersi dalla palude in cui è caduta ed ha l'umiltà di fare tesoro delle idee e dell'intraprendenza dei 5S, allora può ricominciare a sperare in un rinnovamento decisivo che la riporterebbe ad essere di nuovo protagonista del cambiamento e del risanamento di una societa' corrotta ed anti egalirista come quella che ci ritroviamo.

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  7. Santussa Andriano26 giugno 2016 19:58

    Toh! Questi del PD sono proprio una farsa!

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  8. ...sulla falsariga dei 5 stelle, ma proprio falsa falsa

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  9. Direttore ho letto con piacere il servizio di Luigi Gf Consiglio, ed in tutta onestà devo ammettere di apprezzare i suoi sforzi intesi a dare l’esatta definizione a questo nuovo sistema di gestire gli Enti Locali da parte del M5S. Tuttavia se devo esprimere uno spassionato giudizio a questa diversa concezione politica, devo ammettere che non mi coinvolge nel modo più assoluto se chiamarlo “Direttorio” e quali potrebbero essere le sue funzioni reali. L’unica valutazione che mi sento di esprimere è che trattasi esclusivamente di un termine di natura verticistica di una nuova formazione politica. Forse, chi ha concepito questo nuovo termine, volutamente ha inteso dare il significato di qualcosa di nuovo che non ha nulla a che spartire con l’organizzazione dei vecchi partiti. Ettore Petrolini nella famosa commedia “Nerone” usò l’avverbio “pria” anziché “prima”, disse sornione : “Il popolo quando sente le parole difficili si affeziona”. A questo punto cosa devo ancora capire di questo movimento che finora ha cercato il proprio consenso affidando ogni decisione al responso del social? Insomma vorrei anche capire, la famosa “rete” conta nelle decisioni e nelle scelte politiche oppure ha un potere limitato? Allora in che cosa consistono le funzioni che dovesse rivestire questo famigerato “Direttorio”? Sono da considerare solo di carattere propositivo o decisionale? A me risulta, per esperienza diretta, che il Testo Unico degli Enti Locali e la legge 267/ 2000 riconosce nella figura del sindaco ogni responsabilità, in quanto direttamente eletto dal popolo. Non so fino a che punto la dottoressa Raggi è disponibile a cedere parte della propria autonomia amministrativa, strettamente legata alla sua diretta responsabilità civile e penale, a persone terze. Sotto questo punto di vista, non sono assolutamente d’accordo a disegnare un certo parallelismo con il CNL o addirittura con il Direttorio francese del 1795, nato dalla rivoluzione più famosa del Vecchio Continente, che cambiò radicalmente la concezione dello stato sociale. Tuttavia, se forzatamente, si intende assimilarlo a quel periodo storico, malgrado le molte cautele, in pochi anni la struttura del direttorio si dimostrò fallimentare. Infatti i risultati furono pessimi e tutte quelle molteplici precauzioni prese e le garanzie poste in essere, portarono in effetti all'eccesso contrario: un governo disarmato, estremamente instabile e dunque incapace di qualsiasi azione. L’unica visione positiva che la storia mi ricorda, è che il direttorio rappresentò la fine degli sperperi della deposta monarchia borbonica francese. Però, non dobbiamo nemmeno dimenticare che fu proprio il Direttorio a spianare la strada a Napoleone Bonaparte. Pare che nel M5S vengono espressi giudizi dettati da diversi punti di osservazione politica, a secondo se si è posizioni in platea o sul palcoscenico. Leggo le tante e giuste critiche rivolte a Renzi per la scarsa democrazia esistente nel suo partito, e poi….. parliamo di Direttorio, Collettivo o magari di Triunvirato o Quadrunvirato?

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  10. Non sapendo più quale critica speciosa, pretestuosa, ridicola scaricare addosso all'unica vera, autentica forza di opposizione presente nel nostro Parlamento, adesso si trova il tempo per disquisire sul significato recondito, dietrologico e semantico del termine “direttorio”. Si vorrebbe quasi imbastire un processo sull’interpretazione autentica della parola. Mentre gli altri partiti, primo fra tutti il PD, sono impegnati in questioni giudiziarie, scandali e malcostume elevato a sistema, si trova il tempo di disquisire sulla costituzione di un normalissimo coordinamento costituito dai 5 Stelle che, a differenza degli altri partiti, governati da pletoriche ed elefantiache segreterie, è formata da pochissimi rappresentanti giusto per avere un punto di riferimento nazionale. Ogni occasione è buona per trovare il fatidico pelo nell’uovo dei 5 Stelle e provare a gettare un po’ di fumo non trovando mai l’arrosto da utilizzare contro il movimento. C’è ancora chi si attarda in facili, quanto infantili polemiche non comprendendo che siamo di fronte ad un nuovo corso, una vera svolta epocale che sta per seppellire definitivamente la politica, così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi e che è in atto un processo di rinnovamento ormai irreversibile. Di fronte al giudizio universale ormai prossimo, si continua ancora a provocare sbadigli su improbabili e stanche analisi sui 5 Stelle. Per lor signori sarà sicuramente un brutto risveglio.

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