sabato 23 aprile 2016

Referendum. Riforme partecipazione e democrazia

renzi-emiliano a ottobredi Lorenzo Romano - Il referendum del 17 aprile è stato cassato, come tanti altri precedenti, perché non è stato raggiunto il quorum. Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno!  Secondo Ilvo Diamanti (sociologo, politologo e saggista), la consistenza di coloro che sono andati a votare è rappresentata: dal 46% di elettori del M5S, 44% elettori di sinistra, 33% di Fratelli d’Italia, 27% del PD, 26% di Forza Italia e 28% della Lega. E sull’astensionismo, Diamanti sostiene che sarebbe paradossale trasformarlo in consenso per il governo.

referendum1-300x300Il mio parere, di cittadino come sempre partecipante al voto, è che il 17 aprile, a pochi giorni dal più famoso 25 (Anniversario della Liberazione), si è registrata una grave sconfitta per la democrazia. L’affluenza ha raggiunto il 31,19% e il SI ha prevalso abbondantemente (85,84%) sul NO (14,16%).

EmilianoL’affluenza più alta si è registrata in Puglia e in Basilicata. In Provincia di Bolzano ha votato il 17,61%, in Trentino Alto Adige il 25,19%, in Umbria il 28,42%. In Lombardia, dove i NO hanno raggiunto il 20%, l’affluenza è stata del 30,46%. La Valle d’Aosta con 34% e il Piemonte con il 32,7% hanno superato la media nazionale. La Puglia del governatore Emiliano si è fermata al 41,65. La Basilicata, con i giacimenti dell’Eni della Valle dell’Agri, il più grande su terraferma di tutta l’Europa, e quello di Tempa Rossa al centro delle polemiche che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico Guidi, ha superato il quorum con il 50,16%.

locationA Viggiano, sede dell’impianto Eni della Valle dell’Agri, l’affluenza è arrivata al 37%. A Corleto Perticara, sede dei giacimenti di Tempa Rossa, l’affluenza si è fermata al 29%. Mentre a Ravenna dove si trova il più importante polo petrolchimico e diverse piattaforme offshore, l’affluenza è stata del 26,6%. Il dato sull’affluenza di questi tre comuni ha confermato l’alibi della tesi sulla inutilità del referendum sostenuta dal presidente del Consiglio in contrapposizione alle Regioni che avevano promosso il referendum. La questione ambientale, infatti, è diventata secondaria malgrado l’incidente verificatosi, a poche ore dalla chiusura delle urne, nel quartiere genovese di Cornigliano. La rottura di un tubo di grosse dimensioni ha provocato lo sversamento di petrolio nel rio Fegino e poi nel Polcevera arrivando, in parte, sino al mare.

f1_0_riforma-costituzionale-si-o-noOra inizia la lunga campagna per il referendum sulla riforma costituzionale, approvata il 12 aprile in quarta lettura, del mese di ottobre. Che, abbinata alla legge elettorale, dà l’impressione di una incursione indebita sulla Costituzione per facilitare il concentramento del potere nelle mani dell’esecutivo.
Il referendum costituzionale non ha vincoli di quorum. Due i precedenti: il primo del 7 ottobre 2001 sul Titolo V della Costituzione, votanti 34,10% con risultato positivo (SI: 64,20% - NO: 35,80%); il secondo del 25 e 26 giugno 2006 sulla Seconda Parte della Costituzione, votanti 52,46% con risultato negativo (NO: 61,29% - SI: 38,71%). E per ottobre incominciano a circolare previsioni che danno in vantaggio il NO ma, rimane un’alta % di indecisi: 45,9%.

Renzi-BoschiUna proiezione sui dati del 17 aprile prevede risultati diversi: 1) Con il 54% dei votanti, il SI sarebbe espresso dal 55,4%; 2) Sotto il 50%, il SI sarebbe espresso dal 51,8%; 3) Sotto il 45% dei votanti, il NO sarebbe espresso dal 53,5%. È ovvio che le previsioni sono indicative e a volte lontano dai risultati reali ma, non vanno sottovalutati. Concludo segnalando un paradosso. Se la riforma costituzionale venisse confermata o bocciata sulla base delle tre ipotesi di cui sopra, a decidere, per il SI o per il No, sarebbe circa il 25% dell’elettorato. Una riforma costituzionale approvata da una maggioranza semplice del Parlamento passerebbe o sarebbe bloccata da un quarto della popolazione. Ditemi che fine ha fatto il concetto di sovranità popolare. Secondo la mia modesta opinione: se il referendum abrogativo ha il vincolo del quorum 50% più uno degli aventi diritto, per il referendum costituzionale ci vorrebbe un quorum superiore al 75% degli aventi diritto.

Non possiamo incolpare i padri fondatori che confortati dal fatto che l’elezione dell’Assemblea Costituente registrò l’affluenza del 90% degli aventi diritto, nella Costituzione scrissero, all’art. 1, che la sovranità appartiene al popolo e, all’art. 48, che sono elettori tutti i cittadini.

corazziere_napolitanoR439_thumb400x275Nell’affermare questi due principi di democrazia non immaginavano che, nel futuro, alte cariche dello Stato avrebbero suggerito di non andare a votare. Un invito eticamente non coerente con la democrazia costituzionale. E intanto è aumentato il disinteresse alle competizioni elettorali, un dato preoccupante che minaccia la qualità della nostra democrazia. Una questione sulla quale le istituzioni, le forze politiche e i cittadini hanno il dovere di porre rimedio.

Lorenzo Romano
Segrate (MI)
23 Aprile 2016

32 commenti:

  1. La vera domanda,il vero problema è, dove è finità la democrazia, dove è finita la partecipazione.
    Bella domanda, certo, le risposte sono forse, nella politica che è diventato solo un bacino di potere, una corsa ai privilegi, la politica si fa per guadagnare o per salvarsi da una qualsivoglia possibilità di essere inquisiti, non a caso il parlamento italiano è pieno di "politici" in odore di avvisi di garanzia.
    Ne consegue la sfiducia delle persone, il disinteresse a leggi e leggine che nessun favore portano alla gente comune, ne consegue il non aspettarsi più nulla dalla classe dirigente del paese...ma...il ma di cui parlo...è che è un grandissimo errore che facciamo o che possiamo fare noi, popolo, dobbiamo invece fermare questa discesa agli inferi, dobbiamo lottare per riappropriarci della nostra unica arma, il voto, specie per quanto riguarda il referendum, l'ultima stilla di democrazia e di sovranità popolare, ma se lo si rende vano, abbiamo già perso e non ce lo possiamo permettere, per noi e per i nostri figli.

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  2. ...."non immaginavano che, nel futuro, alte cariche dello Stato avrebbero suggerito di non andare a votare. Un invito eticamente non coerente con la democrazia",conclude Lorenzo Neanche io lo immaginavo!!! Evidentemente la realtà supera la fantasia....

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    1. Anche qualche Ministra ha sostenuto che modificare la costituzione era "necessario" al fine di evitare che alcune forze politiche emergenti spodestassero.... Un intervento ed una intervista che non dimenticherò mai... evviva la DEMOCRAZIA !

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  3. Sul prossimo referendum sulla legge costituzionale, il governo Renzi, non godrà dell'ombrello del quorum e per il Presidente del Consiglio, sarà davvero dura restare in sella. Ha infatti dichiarato di giocarsi tutto su quel referendum, e se gli italiani conserveranno la stessa apatia alle urne dimostrata per quello sulle trivelle, prepariamoci ad una nuova votazione, Mattarella permettendo. Le affermazioni di Napolitano, ci stanno tutte. Da lui non mi aspettavo niente di meno, considerata la sua storia. Da ex fascista sfrenato a comunista per opportunità, a cameriere del Nuovo Ordine Mondiale, per sua stessa ammissione, ad affarista che con la politica si è arricchito e che da pensionato vive fra mille privilegi. Penso che la storia non avrà pietà di un personaggio così ambiguo e viscido. Intanto, da persone preparate, ecco come già affilano le armi per portare a votare per il SI.

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  4. I temi posti sono tanti e investono ambiti diversi.

    Cercherò di essere schematico per evitare lungaggini, ma disponibile ad approfondire ogni aspetto.

    La diversa previsione sul quorum (presente per l'abrogativo, assente per il confermativo) suona come una incongruenza della Costituzione, e non sarebbe l'unica.

    Partendo dal dibattito svoltosi in Assemblea Costituente, provo a spiegare le ragioni di questa diversità.

    Per l'abrogativo, la ratio del quorum sarebbe evitare che una minoranza possa abrogare una legge voluta dalla maggioranza dei rappresentati parlamentari. Anche se è evidente che non è detto che una legge sia espressione di un numero di parlamentari rappresentativi della maggioranza dei cittadini, l'intenzione era assicurare una sorta di numero legale degli aventi diritto al voto, come in parlamento occorre che ci sia la maggioranza assoluta dei componenti perché si possa deliberare.

    Per il confermativo, la mancanza del quorum avrebbe una funzione conservativa della Costituzione, partendo dal presupposto che il referendum stesso ha la funzione di dare una opportunità alla minoranza che non condivide la riforma.
    Evidente che gli elettori della minoranza saranno motivati a partecipare al voto, poiché potrebbero essere i loro eletti a chiamarli al voto; cosicché se coloro che hanno voluto la riforma vogliono che sia confermata bisogna che mobilitino i loro elettori ad esprimersi.
    Logica contorta, ma è così.

    La cosa più ovvia sarebbe abolire il quorum perché non c'è differenza tra il votare per abrogare o votare per confermare: è la domanda a essere posta in modo inverso, ma gli effetti previsti sono analoghi; entrambi consentono di confermare una legge o di abrogarla.

    I referendum hanno sempre avuto una partecipazione inferiore alle elezioni politiche. Mediamente possiamo calcolare una differenza di circa 15 punti che sonmati alla astensione fisiologica delle politiche ci porta a una base di astensione pari al 40-45% degli aventi diritto.
    In queste condizioni la possibilità che si raggiunga il quorum è molto bassa e praticamente inesistente se un importante partito cavalca l'astensione.

    Il rischio di politicizzazione del referendum confermativo è altissimo. Già successo nelle precedenti occasioni e si ripropone anche questa volta per scelta espressa dallo stesso Renzi.
    Questa trappola va assolutamente evitata.
    Bisogna rigorosamente restare sul merito della riforma senza raccogliere provocazioni.
    La riforma della Costituzione non può e non deve soggiacere a valutazioni di politica contingente, alla lotta tra maggioranza e opposizione perché in gioco è la Costituzione e non il modo di affrontare uno specifico problema in un dato momento.

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  5. Michele Maniscalco23 aprile 2016 18:58

    Caro Lorenzo il tuo ragionamento è più che giusto. Ma visto che in Italia, come negli altri Paesi eurpei, ormai difficilmente si supera il 60% di votanti, tutti i referendum verrebbero bocciati. Così il 40% di astensionisti cronici deciderebbero per il restante 60%. Il bello sarebbe se l'80% tornasse a votare come faceva una volta. Purtroppo non è più così. Nella democrazia diretta svizzera l'unico quorum previsto è la maggioranza dei cantoni a prescindere della percentuale dei votanti. Capita, a volte, che i votanti non superino il 30% e il 16% decide.

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  6. Al referendum rendi vincerà a man bassa, e il motivo è semplice. In italia nasce il movimento 5 stelle che ha come bandiera la riduzione dei costi della politica, l'abolizione delle province. Renzi questo ha fatto, male dico io ma lo ha fatto. Vai a spiegare che questa riforma non piace e che andremo a rivotare per 315 senatori e che le province non si potranno cancellare del tutto. Capisci che il dibattito sarà duro ma anche troppo tecnico, per cui dinnanzi a concetti semplici si farà una battaglia che vedrà renzi vincere.

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  7. Giacomo Alfano23 aprile 2016 20:47

    L'articolo di Lorenzo non è male ...fa capire bene che si è votato per appartenenza e non per l'interesse al quesito referendario ...i referendum dovrebbero essere su cose dove i cittadini possono capire e non interpretare (vedi divorzio ed aborto.
    Ormai da decenni non si raggiunge più il quorum in buona parte dei Referendum ...adesso che la partecipazione al voto si è ridimensionata notevolmente (alle elezioni europee votò mi sembra solo il 58%) raggiungere il quorum mi sembra un'aspettativa fantasiosa. Anche in passato uomini politici di primo piano (ricordo Craxi con l'invito ad andare a mare) si espressero per l'astensione e non ho mai visto le reazioni che si sono avute questa volte anche quando il quorum non è stato raggiunto per poche migliaia di voti. Tra l'altro questa volta si è tentato di dare una connotazione politica una specie di giudizio sul Presidente del Consiglio (largamente percepito dal corpo elettorale) ed è ovvio che chi ha a cuore la vita di questo Governo (sia elettore di maggioranza che di opposizione) non aveva nessuno interesse di andare a votare. Per il referendum di ottobre questo problema non sussiste ...in quell'occasione non ci sarà il quorum e tra l'altro votando SI a quel referendum si avrà l'opportunità di modificare il quorum che non sarà calcolato più sul 50% più uno degli elettori ma sul 50% più uno dei votanti all'ultima tornata elettorale nazionale prima del referendum stesso!!!

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  8. Adesso Matteuccio dovrà mettere in campo tutte le sue energie e le lingue dei suoi lacchè per far passare il referendum costituzionale. Ha alzato il tiro fino a farlo diventare un referendum pro o contro di lui e se ne assumerà le debite conseguenze. Io ovviamente voterò no e, grazie a lui, sarà un no alle riforme e un no al suo governo, sperando quindi che possa togliere il disturbo al più presto. Sul merito del pasticcio Boschi-Verdini non aggiungerò nulla avendone parlato diffusamente in tante altre occasioni. Quello che aumenta, almeno per me, è il disgusto per questo arrogante personaggio che ha ripreso ad attaccare la magistratura, ai suoi più alti livelli esattamente come fece Craxi prima e Berlusconi dopo. Usa gli stessi toni e le stesse offese e si sta adoperando per attuare le stesse leggi bavaglio. Ha dalla sua parte anche la quasi totalità della stampa che continua a mentire e a travisare le parole del presidente dell’ANM Piercamillo Davigo, dicendo che ha accusato tutti i politici di continuare a rubare, mentre basta leggere la sua intervista per capire che si riferiva solo a quelli interessati dalle indagini. Ma ormai la strada intrapresa dal PD e dal suo capo è chiara. Una volta si diceva: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. E basta dare un’occhiata dentro quel partito e i suoi componenti per svelare il mistero.

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    1. Giacomo Alfano25 aprile 2016 22:55

      Maurizio questo è il piglio giusto per affrontare il referendum ...non su quello che c'è di buono o non di buono in questa riforma ...ma per fermare il lupo cattivo "del fare" ...certo non è bello non avere più le provincie con le sue poltrone, ...non è bello avere le due camere per trattare nel passaggio tra una camera e l'altra quale legge affossare e quali interessi fare prevalere ...e il Senato dei nominati delle regioni come se in Italia da sempre avessimo avuto il Senato con le preferenze ...e poi questi senatori a spese dei consigli regionali anzi da rappresentanti delle regioni sono un disastro, tolgono altre poltrone alla politica ...sino ad ottobre ci sarà tempo per entrare nel merito di questa riforma e gli italiani non sono poi così stupidi quando devono votare per queste cose ...certo Renzi si aspetta sentenze dai giudici e credo che tutti gli italiani si aspettano sentenze e non solo avvisi di garanzia o intercettazioni telefoniche sui giornali!!! ...di quel partito posso solo dire che io ci sono sempre stato (anche prima di diventare PD) e continuo a starci ...poi ci sono quelli che i partiti se li sono girati tutti e qualcuno adesso arriva in quel partito e mia auguro che ci resti anche per poco!!!

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    2. Franco Gentile25 aprile 2016 22:58

      Concordo pienamente con il Dr.Alesi. Una cosa però, a mio parere avverrà e alla quale siamo ormai abituati e che renderà pressoché inutile, ancora una volta, questa manifestazione di alta democrazia: l'astensionismo generalizzato. Ancora una volta verrà dimostrato che gli italiani a chiacchiere si mangiano il mondo, nei fatti, pensano ognuno per conto proprio.

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  9. Giuseppe Vullo24 aprile 2016 01:10

    Lorenzo tu sei una persona seria competente e serena. L'ultimo referendum del 17 aprile è stato il solito spreco di soldi pubblici. Io ero arciconvinto che il quorum non si sarebbe mai raggiunto e che pertanto andare a votare era inutile, perciò di mattina sono andato a mare. Ma io in tutta la mia vita sono sempre andto a votare e se non andavo per me sarebbe stata una macchia. Questa volta a fare da traino è stata mia moglie la quale mi disse che lei era andata a votare anzi era andata a fare la fila al muncipio per farsi la nuova scheda elettorale perchè quella vecchia era piena di timbri. lei mi disse anche, guarda se vuoi andare a votare devi andare al municipio a fare la fila per farti la nuova scheda elettorale perchè quella vecchia è piena di timbri. E cosi ho fatto...senza convinzione, senza entusiasmo...convinto come ero che i nostri sforzi erano inutili e cosi è stato. Quorum fallito con il 30% dei votanti. Cosi è se vi pare! Ormai non abbiamo più neanche la forza per andare a votare. Ora ci sarà il referendum sulle riforme costituzionali... raccoglierò tutte le mie forze per andare a votare, sperando che si abolisca il titolo V sciagurato , si abolisca il senato, si aboliscano le provincie, che si aboliscono i politici ed i loro ascari, galoppini, burocrati e parassiti...perchè sono loro la nostra malattia !

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  10. Michele Maniscalco24 aprile 2016 08:40

    Io sono ottimista in questo caso. Sono del parere che il referendum di ottobre ha buone probabilità di successo per le opposizioni. Le astensioni dovrebbero danneggiare più il Governo che chi lo vuole mandare a casa.

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  12. Vorrei dire, a quanti si autocelebrano indovini dell'esito referendario che il mancato raggiungimento del quorum, non solo era abbondantemente aspettato da tutti, ma avviene così da 20 anni a questa parte nell’arco dei quali sono stati resi invalidi 6 quesiti su 7. Dunque nulla di nuovo sotto il sole. Aggiungo che la percentuale raggiunta su quello dello scorso 17 aprile, è stata assolutamente in media con tutte le altre, e in alcuni casi addirittura superiore. La percentuale raggiunta sul famoso art. 18 che ha avuto una risonanza molto più estesa e che riguardava milioni di lavoratori è stata del 25,6, molto più bassa di quella sulle trivelle che interessava a pochi. In ogni caso, nonostante una stampa inetta e sleale che lo ha silenziato (tranne l’ultima settimana), ha portato alle urne quasi 16 milioni di elettori che se ne sono fregati dell’indicazione (molto interessata) di Renzi e che è un numero maggiore degli elettori che hanno votato il PD alle europee (e sottolineo alle europee, subito dopo l’elargizione dei famosi 80 euro). Questo Matteuccio lo capisce molto bene e sa leggere il significato politico che sta dietro a questi dati elettorali, al contrario di quanti liquidano questo esito referendario con troppa facilità. E’ per questo che è nervoso e straparla sulla giustizia. Lui sa che questi italiani torneranno alle urne anche ad ottobre e voteranno No alle riforme. Questo vuol dire i favorevoli al NO partono da quota 16 milioni, e senza quorum. Pensate che Renzi non si debba preoccupare?

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  13. Trasformare i referendum in battaglia pro o contro il governo del momento è sempre una vergogna. E la responsabilità, in quest’ultimo caso e in quello che verrà, risiede interamente e colpevolmente in Renzi. Di Napolitano evito di parlare, farebbe bene a godersi, per se e per tutti noi, le laute prebende che gli competono.
    Purtroppo così stanno le cose. E a uscirne malissimo è il nostro sistema democratico. E ricordare per analogia la battuta sull’andare al mare di Bettino Craxi non rende. Siamo su piani nettamente diversi.
    Il giovane fiorentino ha ormai superato ogni riserva e affronta argomenti delicatissimi e vitali per il sistema politico e democratico con arroganza, superficialità e presunzione. Il fine che lo spinge è quello di creare il vuoto intorno a se, convinto di essere l’unico salvatore della patria. E la responsabilità dei suoi collaboratori, amici, opportunisti dell’ultim’ora e delle forze politiche che per preservare la poltrona accettano tutto questo resterà, credo, una brutta macchia nella storia della nostra Repubblica.
    Come sia possibile mettere mano alla Carta Costituzionale con tale faciloneria mi crea disagio. E non riesco a giustificare chi avrebbe titolo ad intervenire e non lo fa. A cominciare dal silente Presidente della Repubblica. Uno che in altri tempi ha scritto cose in aperta contraddizione con la situazione di cui stiamo parlando. Incredibile ma vero.
    E i cittadini, come spesso accade, sono obnubilati dai luoghi comuni sparati a raffica da media compiacenti e dal coro governativo. Il bicameralismo fonte di tutti i mali, il numero dei Senatori spropositato, le indennità e i vitalizi, le province inutili, e via discorrendo. Quasi tutte, sostanzialmente, minchiate che non trovano riscontro nella storia dell’Italia repubblicana. Ricordo velocemente soltanto due fatti evidenti e incontrovertibili. l’Italia, nonostante la presenza del Bicameralismo perfetto, del Senato, delle province, del numero dei parlamentari etc., ha avuto, dal dopoguerra e fino agli anni ’70 e oltre, un boom economico senza precedenti e una crescita e uno sviluppo senza pari fino a diventare la quarta potenza industriale mondiale nel 1990 e quinta nel 1991. Roba da non crederci.
    Per concludere, e smontare clamorosamente la favola delle lungaggini per legiferare per colpa del bicameralismo, basta ricordare l’enorme numero di leggi prodotte dal nostro parlamento e la velocità, quando i governi hanno “voluto”, con la quale sono state approvate. E lo stesso Renzi che così tanto si pavoneggia per il gran numero di riforme approvate in due anni, “mai così tante negli ultimi 30 anni”, dovrebbe spiegare perché tanta fretta e tante forzature per stravolgere la Costituzione colpevole di lentezza e intralcio allo sviluppo. Delle due una.

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  14. Un grazie sentito al direttore Gattuso per l'opportuno e, come sempre, esaustivo intervento che con un linguaggio semplice quanto efficace, inserisce ulteriori elementi di riflessione. Condivido ogni virgola.

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  15. Era evidente che Il referendum del 17 aprile sarebeb stato un flop unico Bastava sentire un paio di interviste con il governatore Emiliano per capire l’inutilità di questo referendum.
    Circa quello di ottobre, io reputo importantissimo per il futuro dell’Italia , che porterebbe importanti cambiamenti, anche se avrei voluto la completa cancellazione del senato. Tuttavia anche questa volta verrà dato un’interpretazione politica pro/contro il governo e perderemo un’altra occasione di cambiare Vedremo

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    1. Guardi che l'interpretazione politica, pro o contro, l'ha data una sola persona che risponde al nome di Renzi Matteo, presidente del Consiglio.

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  16. Michele Maniscalco24 aprile 2016 17:29

    Sono del parere che la riforma del Senato, prevista nella "Riforma Boschi", con tutti i suoi difetti, favorirà chiunque vinca le prossime elezioni politiche. Mettiamo per ipotesi che i pentastellati vincano il ballottaggio alle prossime elezioni e con l' Italicum. la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento, ma poi? Al Senato avranno molti più problemi di chiunque altro partito politico col loro principio di non contaminarsi. Quindi in teoria, turandosi il naso, i partiti che aspirano al governo avrebbero interessi a far passare questa riforma. In pratica se Renzi vincesse il referendum di ottobre gli si spinerebbe la strada per finire questa legislatura e vincere la prossima tornata elettorale. Allora meglio oggi l'uovo che domani la gallina.

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    1. il problema però non è solo quello di chi favorirà questa riforma. Il problema è come si farà a votare una legge con 12 modi diversi di legiferare, a secondo della materia oggetto di discussione nel nuovo Senato. Si accavalleranno una serie di ricorsi alla Corte Costituzionale per conflitto di competenza con le regioni. Nessuno sa esattamente di cosa si dovrà occupare questo ibrido costituzionale. Un senato costituito da consiglieri regionali, ai quali si regala anche (non si capisce a che titolo) l'immunità parlamentare.

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  17. Un grazie per gli interventi la cui lettura mi porta ad arricchire la mia valutazione con altri elementi di riflessione. Con il referendum agli elettori viene data la possibilità di intervenire direttamente e liberamente. I costituenti, con questo istituto, hanno voluto affermare il principio della sovranità popolare con il compito di verificare se l’azione della maggioranza esprime la volontà popolare. Per le minoranze, il referendum, rappresenta un arma politica che si esprime attraverso un esercizio di democrazia partecipativa. Questa premessa ci porta a considerare l’importanza dell’appuntamento, del mese di ottobre, con il referendum costituzionale. Alcuni, provocati dalla sfida del presidente del Consiglio, useranno li voto per esprimere un giudizio sull’operato del governo. Io sono del parere che ci dobbiamo esprimere nel merito della riforma considerando gli effetti positivi o negativi che produrrà sul sistema politico istituzionale del nostro paese. Ciò richiede un minimo impegno di lettura comparando il testo riformato con quello precedente. La riforma ha dei lati positivi che non riescono a bilanciare quelli negativi che potrebbero generare incertezze e conflitti. Se non ci fosse il vincolo di un unico quesito cumulativo potrebbero esserci più domande sui vari istituti della riforma. La riforma ci porterà ad un epocale cambiamento della nostra Costituzione che per gli effetti della legge elettorale, gradualmente, la sovranità del Parlamento sarà ridimensionata a favore della forza politica che esprimerà il capo del governo. Poiché la maggior parte dei parlamentari saranno nominati dai partiti la loro autonomia politica sarà limitata, il risultato: deparlamentarizzazione e una forma di governo molto lontano da quella ideata dai Padri Costituenti. Ho sempre sostenuto che una eventuale riforma costituzionale avrebbe dovuto essere frutto di un confronto fra tutte le forze politiche con il contributo della società civile. Il Parlamento è stato indotto a subire questa riforma per volontà di un presidente del Consiglio legittimo ma extraparlamentare. Riusciremo ad esprimere un voto senza condizionamenti politici? Se ci concentreremo solo sugli effetti riformatori il voto sarà consapevole.

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  18. antonella albertini25 aprile 2016 10:20

    Il referendum del 17 aprile é stato respinto dalla stragrande maggioranza degli italiani, che lo ha ritenuto irrilevante nel contenuto. Situazione che si era già presentata precedentemente in altri referendum . Questo per sottolineare che il referendum é uno strumento di partecipazione democratica straordinario, ma il coinvolgimento c'è solo quando si tratta di questioni importanti che incidono sulla nostra vita. Sono certa che il referendum di ottobre porterà alle urne una parte consistente degli aventi diritto al voto. Infatti questo referendum chiede la conferma su diverse questioni piuttosto importanti. L'abolizione delle Province e l'istituzione delle città metropolitane indicano la prima la scelta di un risparmio nella gestione amministrativa, la seconda una facilitazione nell'amministrazione delle grandi città, che non possono essere gestite come i piccoli centri in quanto hanno moltissime problematiche in più. Un altro quesito riguarda il trasferimento della sanità dalla competenza regionale a quella statale. La necessità di questo cambiamento sta nel voler uniformare il trattamento sanitario di tutti i cittadini sul territorio italiano. Questo principio é giusto ma mi preoccupa un po', perché ci sono regioni che gestiscono bene la sanità, altre che sono piuttosto disastrose; per cui non vorrei che anziché migliorare quelle disastrate si rendessero peggiori le regioni che gestiscono la sanità in modo positivo.l'abolizione del potere legislativo del Senato é necessario per velocizzare l'approvazione delle leggi e per rafforzare l'esecutivo. Secondo me molto importante perché non dobbiamo dimenticare i tantissimi anni in cui i governi erano quasi inattivi per i vari veti incrociati all'interno della maggioranza di governo. Abbiamo bisogno di maggioranze certe che governino. Vedremo poi in dettaglio quale sarà il ruolo del Senato delle Regioni e quale funzione avrà. Personalmente voterò SI

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  19. Paolo Giuberti25 aprile 2016 12:47

    Succederà che ancora una volta i pentastellati e la sinistra sciuperanno un'occasione di porsi come alternativa politica seria al governo Renzi. Tenteranno di abbatterlo a furor di popolo senza costruire un'alternativa credibile e finiranno per rafforzarlo nonostante gli errori pur visibili che sta commettendo...

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  20. Mario Cecchini25 aprile 2016 12:48

    Ma cosa volete che accada ad ottobre. Accadrà la stessa cosa accaduta il 17 aprile... Purtroppo la cervice degli Italiani e' assuefatta al tram tram dei "cazzi sua". E Renzi uscirà ancora una volta vincitore. L'Italia non è un Paese per Giovani. Anche perché ai Giovani interessa molto di più farsi i "selfie" e scrivere cazzate su FB, che ribellarsi contro chi gli sta rubando il futuro....

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  21. Giacomo Alfano25 aprile 2016 12:53

    Credo che per fare un buon lavoro su questo referendum anche su PoliticaPrima sarebbe opportuno dibattere punto per punto i contenuti della riforma più che perderci in inutili dibattiti (anche da parte mia) ...quindi consiglierei l'amico Giangiuseppe Gattuso di proporci i singoli articoli (uno alla volta e ripeterli più volte) in modo che ognuno si esprima su quello ...magari assumendosi il ruolo di moderatore e cancellando quei commenti che dentro tendono solo ad offendere ...la politica e anche la gente non credo che abbia bisogno di chi la spara più grossa ma credo di ragionamenti costruttivi!!!

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    1. Caro Giacomo Alfano, il tuo è un suggerimento molto utile. Nei prossimi giorni affronteremo nel merito la riforma costituzionale. Ma anche tu puoi proporre un articolo su una parte della stessa riforma che vuoi approfondire.

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  22. Sicuramente al referendum mancano quasi sei mesi ..sara' meglio parlarne sopratutto dopo le amministrative e tra le amministrative sara ROMA a dirci l'orientamento .Il movimento per Roma si vede gia' , e' forte si rivedomo personaggi allucinanti che sono stati la ROVINA di Roma ripresentarsi con una arroganza senza limiti ..come ha scritto qualcuno ..questi politici (escluso il movimento ) hanno perso completamente la capacita' di vergognarsi !Aspettiamo Giugno e poi parleremo del referendum di Ottobre .questa e' la mia opinione !

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  23. Non sono propenso a votare, come dice Alesi, per degli ibridi costituzionali e riforme rabberciate.
    Troverò dunque l'occasione per esprimere il mio dissenso a Renzi. Spero che scompaia dalla scena politica con la sua furbizia e la sua ipocrisia.

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  24. Marisa Bignardelli25 aprile 2016 21:54

    Affermare che non c’è da stupirsi se il referendum è fallito, mi lascia molto perplessa. Le ipotesi sono due: la gente, il popolo sovrano sene frega oppure è stato fatto apposta per non raggiungere il quorum. Delitto premeditato fu?La conseguenza è stata il non ascolto di quindici milioni di cittadini. I SI hanno vinto sono d’accordo con Lorenzo.Il dato sconfortante è la Sicilia. Immaginavo un’affluenza massiccia e invece……Ciò che è successo a Genova però ci deve ricordare che può anche avvenire in una qualunque piattaforma e più il governo rassicura più non sono tranquilla.
    Andiamo al prossimo referendum che è trasformato da Renzi in qualcosa di personale A questo è ridotto il Pd renziano!Renzi minaccia ,ricatta di andarsene e senza di lui come faremo?Il popolo sovrano ora sa, è un popolo più consapevole e andrà a votare in massa contro lo stravolgimento della costituzione e questa volta Verdini non potrà dare nessun aiuto. Ogni italiota che non è itaidiota voterà secondo coscienza Sono troppo ottimista?Grazie Lorenzo del tuo garbato e chiaro articolo!

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  25. Che il referendum sulle "trivelle", fosse votato a non raggiungere il quorum era nel pronostico, anche se molti, almeno tredici milioni di italiani, compreso me, sperano in un esito diverso. In questo paese, la coscienza civile è ben poca e molti non ne hanno compreso l'importanza, nè il significato, lasciandosi guidare da chi è chiaramente influenzato da lobby e multinazionali, per ovvi interessi personali.
    Il nostro Presidente del Consiglio, ancora prima di invitare alla astensione per il referendum abrogativo, certo di essere vincente, si era già intestato anche quello confermativo: " Se non passa la riforma andiamo tutti a casa", trasformando un l'espressione popolare in un quesito politico sulla sua persona. Un vero autogol, un boomerang, del quale Renzi sta prendendo coscienza, infatti, la vittoria del Si non è più così scontata come pensava ed il rischio di andare a casa potrebbe essere reale, sopratutto se l'astensione al voto, già diffusa e predicata, dovesse rendere determinanti proprio quei tredici milioni di cittadini che si sono già espressi contro il rinnovo delle licenza petrolifere. Ma il Pd non è partito che si arrende così facilmente. E’ abituato al potere e farà di tutto per tenerselo. Corre voce nell’ambito del partito, che stanno per essere assunti altri cento “troll” che si vanno ad unire a quelli già operanti da tempo, in vista del referendum e campagne elettorali ed ai fondi provvederebbero gli stessi finanziatori di Renzi, insomma le lobby del petrolio, e delle multinazionali, molte delle quali che finanziavano gli ultimi governi come quello di Monti, l'uomo agli ordini della finanza speculativa anglo americana e quello di Enrico Letta, l'uomo delle lobby per eccellenza, tanto che ne aveva costituita una tutta sua, la "VeDrò", trasversale della quale facevano parte politici di destra e sinistra, cariche istituzionali, al figlio di Napolitano. E Renzi? E' difficile da capire? Penso di no. Intanto, siamo ancora in attesa che pubblichi la lista "proibita" dei suoi finanziatori occulti, tante volte annunciata e mai esibita.

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