martedì 26 gennaio 2016

Unioni Civili. Bambini a tutti i costi non è un diritto

55148839di Giorgio Bisagna - Mi riferisco al DDL così detto Cirinnà. Argomento scottante che rischia di innescare polemiche e di far iscrivere, chi propone analisi, nella lista dei "buoni" o dei "cattivi", a seconda dei punti di vista.

Personalmente ritengo che uno stato laico debba tutelare tutti i cittadini, a cominciare dai più deboli e la scelta dei diritti da tutelare non deve essere influenzata da valutazioni di natura religiosa. Il foro civile va tenuto separato da quello religioso. Non così quello etico, ma non è discorso questo su cui voglio addentrarmi. Ora, è chiaro, che, volere dare diritti e tutela, ad una coppia stabile, legata da un sentimento affettivo duraturo, e che, allo stato, non possa trovare riconoscimento nell'istituto giuridico del matrimonio, è una azione politica assolutamente legittima, se non, probabilmente, doverosa.

Bambini e coppie gayChe in una coppia, etero o omo che sia, che ha vissuto insieme tutta la vita, possa esserci un diritto di successione, la possibilità di reversibilità della pensione, le visite in ospedale etc., sono tutte azioni minime su cui non si dovrebbe neppure discutere. Diversa, e sicuramente meritevole di diversa attenzione e ponderazione, è, invece la questione collegata alla tutela dei minori. Questione, che, in verità non riguarda le sole coppie omosessuali, ma più in generale un ormai diffuso modo di concepire la maternità/ paternità.

Le cosiddette conquiste sociali hanno portato infatti ad una "interessante" ma anche comprensibile "schizofrenia" su tale materia.

Da un lato, infatti si rivendica il "diritto" ad abortire, inteso in senso assoluto, come scelta insindacabile della donna. Dall'altro di pari passo con l'affermazione di tale "diritto" si è andato affermando quello speculare, ritenuto altrettanto assoluto, alla maternità/paternità. Sfidando, sovente, la natura con fecondazioni eterologhe e non, arrivando all'ultima "frontiera", quella del cosiddetto "utero in affitto", ma anche alla donazione di liquido seminale, ovuli e tutto quello che la scienza e soprattutto il mercato mettono a disposizione. È noto, che vi sono società, all'estero, che mettono a disposizione "volontarie", per lo più spinte dalla miseria, che accettano di portare a termine una gravidanza, per poi "consegnare" il figlio ad una coppia non fertile.

Le statistiche, peraltro, sembrerebbero dimostrare che a tale pratica ricorrono più le coppie etero che quelle omosessuali. Con inevitabili incidenti di percorso quando il "prodotto" non corrisponde alle aspettative perché presenta "difetti" di fabbricazione, oppure quando la coppia, nelle more decide di separarsi o divorziare. Ma tanto c'è copertura assicurativa per tutto. È il mercato bellezza...

Monica Cirinnà PDEppure è qui che il DDL Cirinnà va a intersecare pratiche che pure sono, al momento vietate in Italia. È espressamente prevista infatti, la possibilità di adozione, da parte del consorte, del figlio del partner. Ora, è chiaro che, in tale maniera, anche se c'è un consenso di un genitore "biologico" magari di quello che ha condotto a pagamento la gestazione, questo resterà "fuori". Quindi questo passaggio proprio tanto "neutro" non è. Ci sarà comunque un genitore fuori. E quando il bambino crescerà, per quanto amato, coperto di cure ed attenzioni, alle domande che cosa si risponderà? Ti abbiamo amato, siamo noi la tua mamma ed il tuo papà (coppie etero) o i tuoi genitori (coppie omo) quella che ti ha portato in grembo era solo una gentile signora che per necessità e bisogno ti ha fatto nascere e poi a noi consegnato. Oppure tutti questi passaggi verranno delicatamente omessi… da un sistema educativo che rimuoverà la possibilità di porre dubbi o domande ai bambini.

E questo è il primo elemento di perplessità.

Difendiamo i nostri figliAltro argomento a "favore" è: "ciò che conta è l'amore”. Vedete lo schifo che accade nelle famiglie etero, vedete come si sfasciano? come trattano i bambini?. Ecco questo, se mi consentite è l'argomento più debole. È verissimo che la "famiglia cosiddetta tradizionale" non funzioni. Ci si cornifica, ci si lascia, si fanno i c...i propri, si picchiano le mogli, ci sono casi, tanti, di pedofilia in famiglia. Ma questo può essere un argomento a sostegno di altri tipi di famiglie. In altri termini, perché se queste cose accadono in una famiglia "tradizionale" non accadranno anche in altri tipi di famiglie? Non si scioglieranno mai le unioni ex ddl Cirinnà?

Non ci saranno violenze? Etc. etc. Io non ho risposte, né amo schieramenti di principio ed ipocriti. Né tantomeno chi guarda la pagliuzza nell'occhio del prossimo e non vede la trave nel proprio occhio. Ma avere bambini a tutti i costi non può essere un diritto. Per nessuno.

Avv. Giorgio BisagnaGiorgio Bisagna
26 Gennaio 2016

37 commenti:

  1. Sono d'accordo su tutto cio scritto nell'articolo. Purtroppo anche su questo argomento c'è tanta disinformazione e altrettanta deformazione della realtà. Quand'ero ragazzina io, nessuno ci insegnava la sessualità. A scuola ci emozionavamo con vergogna innocente solo ascoltando la canzone di Tozzi che menzionava il seno di una donna. Mio padre non si è mai fatto vedere nudo e sempre con un grandissimo senso del pudore. Eppure ho imparato a fare l'amore lo stesso. Allo stesso modo non credo che due persone omosessuali adottino dei bambini per insegnargli le loro pulsioni sessuali. Ma per dargli amore, per aiutarli a crescere, per dargli un'opportunità. Ben vengano allora questi diritti e questa apertura mentale! L'Italia è un Paese di ottusi.....non a caso siamo primi nelle classifiche dell'ignoranza, della disinformazione e della distorta percezione della realtà. Vivi e lascia vivere.....questo dovrebbe essere il motto di tutti.

    RispondiElimina
  2. Quando le due signore saranno in grado di procreare la specie umana e potranno garantire il succedersi delle generazioni , della cultura , della nostra civiltà , allora mi troverò razionalmente d'accordo con le loro esigenze organizzative familiari . Sino ad allora potrò avere comprensione per uno stato psicologico-affettivo , ma non condivisione di intendi . Poi i governi facciano come vogliono , il declino delle civiltà non é del resto un fatto nuovo per l'umanità .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...il declino della civiltà è dato della violazione dell'innocenza dai prete pedofili

      Elimina
    2. Quello è un altro tipo di delitto che non ha nulla da vedere con il depauperamento della popolazione per mancanza dell'elemento naturale, maschio/femmina .

      Elimina
  3. certo che è un diritto, perché non lo dovrebbe essere per le baggianate di Bagnasco? E resta un diritto senza discriminazione come recita la costituzione , di razza e di genere o di religione,... gli abusi, di cui si parla nell'articolo, non elimina il diritto, ma lo rafforza, ma va regolamentato

    RispondiElimina
  4. Alcune famiglie tradizionali non funzionano. Dire che la famiglia tradizionale non funziona è un'aberrazione.

    RispondiElimina
  5. sono decenni che discutiamo di questa legge... non è di questo che si ha da discutere ormai. si discuta piuttosto di cosa ci fa sentire tanto differenti dall'iran, se poi su una legge che riguarda tutti la confessione cristiana entra a gamba tesa dichiarando i suoi valori come dirimenti nella stesura delle regole!

    RispondiElimina
  6. Claudia Anna Bianco26 gennaio 2016 11:00

    Io credo che sui “diritti” non occorre soffermarsi più di tanto poiché concederli non toglie nulla, anzi arricchisce. Soprattutto ci mette in linea con i paesi più avanzati. Comprendo invece che il tema “adozione” è molto più complesso. Chiarisco subito ( e questo è importante) la “stepchild adoption” non é un' adozione ordinaria: ma una forma di “adozione speciale” che esiste nel nostro ordinamento dal 1983 e che correttamente le corti di merito hanno già esteso alle coppie di fatto. Riguarda minori con i quali sussiste già un rapporto affettivo relazionale tra il richiedente ed il minore stesso, e tutela il bambino non soddisfa affatto la “pretesa” di essere genitori a tutti i costi , come sento da più parti e leggo.
    Il ddl Cirinná prevede l'estensione anche alle coppie omosessuali. Ed ovviamente ogni caso verrebbe valutato singolarmente.
    Se un bambino perde il proprio genitore biologico ed ha vissuto con il compagno del genitore; se questi ha contribuito a dargli tutte le cure affettive e materiali; l’ha sostenuto nella crescita; l’ha confortato, si è occupato di lasciarlo e prenderlo a scuola, non è oltremodo penoso troncare di netto il rapporto affettivo con quella che è stata, a tutti gli effetti, una figura di riferimento? Mi chiedo: è preferibile che un bambino venga affidato ad una struttura o peggio, dato in adozione a estranei? Personalmente ritengo sia più tutelante per il minore lasciarlo alle cure di colui o colei che l’ha amato e cresciuto da tempo allorquando decidesse di prendersene cura. Non c’è alcun intendimento di scardinare la famiglia c.d. “tradizionale”. E fare il muro contro muro tra queste due visioni così nette è sbagliato. Soprattutto occorre prendere atto che questi rapporti affettivi ESISTONO. E non possiamo lasciare questi “bambini” nella terra di nessuno. Il fine è dare una qualificazione giuridica a delle situazioni di fatto esistenti ma che sono relegate nel “limbo del diritto”.

    RispondiElimina
  7. Armando Pupella26 gennaio 2016 11:12

    Governi e Parlamenti seri uniformano la legislazione alle leggi naturali : Non ammazzare nessuno, non tangentare, mamma e papà. Clericale? No, ovvio, scientifico, elementare, naturale, laicale, Watson ! Mamma e papà nacquero milioni di anni prima del Cristianesimo.

    RispondiElimina
  8. La questione non riguarda, a mio avviso, le adozioni in caso di scomparsa di un genitore biologico, ma quando "salta", viene escluso un genitore biologico. Esempio: tizio "compra" un bambino con la pratica dell'utero in affitto, ne acquisisce legalmente la paternità in quanto genitore biologico, in uno stato in cui tali pratiche sono consentite. Torna in Italia dove ha un compagno, che, giustamente vuole la stepchild adoption. Il DDL cirinnà ci entra a fagiuolo, e legittima, nei fatti, una pratica in diritto vietata nel nostro ordinamento. Ah... dimenticavo... e se tizio fosse un senatore PD?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sergio Bagnasco26 gennaio 2016 12:37

      C’è in questo ragionamento uno scarto logico grande come un baratro.

      Non è vietando l’adozione da parte del partner che si evita il ricorso all’utero in affitto; pratica illegale e punita dalla nostra legge. Art 12 legge 40/2004: Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.
      Non mi sembrano bruscandoli.

      Il ragionamento sotteso da Giorgio Bisagna è il seguente.
      Una persona va all’estero si fa fabbricare un bambino, lo riconosce con la legge dello Stato straniero e rientra in Italia registrando il figlio all’anagrafe come figlio proprio (e già commette un reato: attestazioni false). A questo punto il partner chiede l’adozione.
      E subentra un Tribunale con il rischio che la magagna salti fuori. Chi è la madre del bambino? E’ la prima cosa che il Tribunale indagherebbe.
      Sorvoliamo su questi aspetti che evidentemente per Giorgio sono dettagli insignificanti.

      Ora, se noi non riconosciamo la possibilità di presentare una domanda di adozione, tutto ciò che avviene prima può avvenire ugualmente.

      Quindi, non abbiamo evitato proprio nulla.

      Quel che potremmo fare adesso a livello sanzionatorio è esattamente quel che potremmo fare se esistesse la norma prevista dal ddl Cirinnà. Vale a dire, sottrarre la potestà genitoriale a chi ha fatto ricorso a tecniche proibite, dichiarare adottabile il bambino, punire l’autore del reato e ovviamente negare l’adozione al partner.
      Non abbiamo evitato proprio nulla.
      Il ddl Cirinnà non autorizza affatto una pratica vietata nel nostro ordinamento.

      Elimina
  9. Se ci impelaghiamo nella selva delle opinioni,delle fedi religiose o dei principi laici, non ne usciamo.Per affrontare il problema io adotterei un approccio pragmatico, cioe, anziché procedere dall'alto in basso, procederei , al contrario, dal basso verso l'alto, dalla realtà così com'è al suo riconoscimento ed inquadramento normativo. Partendo dalla domanda:c'è una diffusa realtà di unioni omosessuali? La risposta è si. Dunque, questa realtà, va rispecchiata nel quadro normativo dei diritti e dei doveri, secondo giustizia ed equità. Quanto all'adozione del figlio del partner, ritengo vada considerata a parte, e codificata con con la normativa del "caso per caso", e non con una norma generale.

    RispondiElimina
  10. Armando Pupella26 gennaio 2016 11:26

    M A M M A - Se anche da noi venisse introdotto lo sgangherato, innaturale, antiscientifico, spoetizzante modernismo di genitore 1 e genitore 2, dovremmo mandare dal Bel Paese a......quel paese millenni di letteratura, poesia, musica e aggiornare a canzone "Mamma" cantata la prima volta da Beniamino Gigli, e anche la poesia "A mia madre" di Edmondo De Amicis: "Genitore 2 son tanto felice perché ritorno da te". "Mio genitore 2 ha sessant'anni ne' lo sfioran le lacrime e gli affanni, più lo guardo e più mi sembra bello".
    E alla faccia della parità uonmo-donna, del caciocavallo, e do sasiccio, pare che il genitore 2 o B sia la Donna ! ! ! ! ! ! ! ! !

    RispondiElimina
  11. Gloria Trizzino26 gennaio 2016 11:28

    L'articolo, mi sembra ondulare tra positivo e negativo per poi lasciare a noi il raccolto. Non conosco a fondo il ddl Cirinna', ma penso che sia in linea con la politica di questo secolo, senza tener conto della storia. Personalmente non sono né favorevole né contraria aprioristicamente alle adozioni. Ma come sempre si gioca sulla testa dei bambini senza valutare la loro nascita ne' il genitore biologico. Sinceramente penso che sia un argomento da referendum per non pentirci di soluzioni superficiali.

    RispondiElimina
  12. Ho già espresso il mio pensiero sull'argomento in un articolo precedente, definendo aberrante l'idea che si possa ricorrere all'affitto di un utero che presuppone, la perdita di ogni diritto del genitore biologico e del figlio a riconoscere in futuro le reali sue origini, o peggio ancora, l'impianto dello stesso in un corpo maschile, allo scopo di soddisfare l'esigenza genitoriale di alcuni. Una distorsione questa innegabile, che contravviene le regole stesse della natura che ha visto venire al mondo ognuno di noi.
    Detto questo, credo che ogni persona debba essere libero di orientare la propria vita secondo le proprie scelte, anche le più improbabili, ma al tempo stesso, ritengo che in nessun modo debba poter decidere di imporre queste scelte o le sue conseguente ad un essere innocente come lo è un bambino, fino ad assoggettare alla propria concezione egoistica della vita, persino scelte così estreme, sul metodo del suo concepimento. Trovo anche, improbabile ed un luogo comune, il tentativo di giustificare le ragioni, dei sostenitori delle unioni civili, sul presunto fallimento della famiglia tradizionale, posto che le contrapposizioni, le diversità di idee, i tradimenti, separazioni e quant’altro, non sono una prerogativa di coppie eterosessuali, ma di ogni genere di convivenza, poiché ognuno noi, può testimoniare di altrettante famiglie il cui rapporto di convivenza dura serenamente tutta una vita. Infatti, come dice l’autore dell’articolo, chi può sostenere che tra le coppie omosessuali non ci siano o saranno violenze, contraddizioni, separazioni ed altro? Come sempre, in tutte le cose esiste un principio ispiratore a cui tutti dovremmo ricorrere senza idee preconcette, e questo principio si chiama buon senso.

    RispondiElimina
  13. Liliana Olivieri26 gennaio 2016 12:02

    Bell' articolo che espone razionalmente i fatti senza prendere posizione, così come deve essere l'informazione. Ed ora il mio parere che esprimo soltanto per la stima verso questo blog e chi lo dirige. Ogni volta che in Italia si propone qualcosa di nuovo, si muovono tutti per le crociate che mirano a dettare le leggi delle esclusive opinioni personali. Perché di questo si tratta dal momento che ogni istituzione è composta da uomini, intesi come persone e non come sesso. Si parte quindi a raffica per mettere in guardia coloro che possono accondiscendere a legalizzare le unioni civili e la tremebonda volontà di crescere un figlio, non mi dilungo sul come e perché, di evitare queste forme così innaturali di crescere un bambino. Ma dico; interessa a coloro che mettono gli scudi, se un bambino è cresciuto da genitori tradizionali, da genitori acquisiti o da una coppia omo, saranno affari loro mi pare, dal momento che sono adulti e responsabili sapranno come crescere un bambino. E Finitela di fare i moralisti e decretare a vostro giudizio, pensate a voi stessi così eviterete di impicciarvi degli altri.

    RispondiElimina
  14. Sergio Bagnasco26 gennaio 2016 12:05

    In Italia non esiste il diritto potestativo della donna sul concepito. La nostra legge non riconosce il diritto di aborto, ma la facoltà a determinate condizioni oggettive e soggettive di poter ricorrere all’aborto.
    Ciò non può essere definito: “diritto assoluto all’aborto”.

    Riguardo al ddl Cirinnà si incorre ancora una volta in una forte confusione tra ciò che oggettivamente la norma prevede e ciò che viene propagandato. Si discute del ddl Cirinnà parlando di altro.

    Il ddl Cirinnà non interseca proprio nessuna pratica vietata.
    Non si occupa di procreazione e di tecniche procreative.

    Chi fosse seriamente interessato a queste tematiche dovrebbe interrogarsi sul come mai non si metta mano e si riscriva la legge 40/2004 sulla procreazione assistita; legge divenuta un colabrodo per effetto delle sentenze costituzionali, conseguenza del modo pessimo con cui si è legiferato.

    Il ddl Cirinnà nel suo punto definito controverso prevede solo una piccola modifica al comma 1° lettera b) dell'art 44 della legge sulle adozioni affinché una specifica previsione di adottabilità sia estesa ai componenti di una Unione civile. Ecco la previsione esistente nella legislazione attuale: un minore è adottabile "dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge".

    Questa previsione con il ddl Cirinnà verrebbe estesa anche alle unioni civili. Infatti, l’art. 5 del ddl Cirinnà introduce una modifica alla legge 18/1983 (modificata nel 2001): “All'articolo 44, comma 1, lettera b), della legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo la parola: «coniuge» sono inserite le seguenti: «o dalla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso» e dopo le parole: «e dell’altro coniuge» sono aggiunte le seguenti: «o dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso».”

    Tutto qua.
    Questa limitata tipologia di adozione è già prevista per le nuove coppie eterosessuali che si formano in conseguenza della scomparsa di un coniuge o dopo il fallimento di un precedente matrimonio dal quale sono nati figli. Un partner può adottare il figlio dell'altro partner. Una misura a tutela del minore.

    Restano valide tutte le altre norme previste per giungere a una sentenza di accoglimento della domanda di adozione.

    Sarà pur sempre un Tribunale a doversi esprimere sulla richiesta di adozione, con tutte le tutele e garanzie previste dalla normativa vigente. Non esiste alcun automatismo.

    Il bambino deve essere già esistente e deve avere un legame biologico (o essere figlio adottivo) di uno dei due componenti dell'unione civile.

    L'unica obiezione che ho sentito è che questa forma di adozione sia un cavallo di Troia per aprire alla adozione generalizzata da parte dei gay.

    Poiché escludo che i giudici sarebbero più magnanimi nei confronti delle adozioni richieste da gay, considerati i problemi che incontrano le coppie coniugate eterosessuali nel portare a compimento una adozione, francamente non vedo dove sarebbe il problema.

    Tutti affermano che la nostra legge sulle adozioni è rigorosa e severa; come mai cessa di esserlo adesso e tutti sembrano preoccupati da questa proposta?

    Si dimentica che un componente della coppia è il genitore del bambino; se non ha perso la potestà sul minore evidentemente non è un lazzarone conclamato, al pari di tantissimi altri genitori.
    Se l'altro partner non offrirà garanzie e non sarà credibile il Tribunale potrà negare l'adozione o prendere misure alternative come l'affido temporaneo, esattamente come in ogni altro caso.

    Riguardo ad altre ansie e paure, sono altri gli strumenti e i luoghi in cui queste ansie e paure dovrebbero essere affrontate, a cominciare dalla riscrittura della legge sulla procreazione assistita e in ogni caso non riguardano le coppie omosessuali ma tutto il mondo perché l’utero in affitto e tante altre tecniche non sono appannaggio delle coppie omosessuali.

    RispondiElimina
  15. Luisarita Staccini26 gennaio 2016 12:16

    C'est l'amour, l'amore, L'AMMMORE ! L'importante è l'amore
    Ormai, chi mi conosce, quando mi incontra la mattina per strada potrebbe dirmi : "Buongiorno, con chi ce l'hai stamattina?" Perché questo senso d'insofferenza verso le persone non riesco a nasconderlo più... e questo particolare momento mi riporta indietro agli anni settanta, all'introduzione del divorzio in Italia. Io ero una ragazzetta che non si filava tanto la politica, ma avendo genitori che amavano leggere i quotidiani per poi discuterne a tavola, qualche cosa recepivo anche io.
    Mio padre era favorevole all'introduzione del divorzio in Italia perché era una questione di coscienza, non era detto che se ci fosse stato, tutti i matrimonio si sarebbero automaticamente sciolti; mamma invece temeva che senza un vincolo "obbligatorio e sempiterno" molte donne, soprattutto le casalinghe, avrebbero dovuto sopportare la parte più dura.
    Un manifesto mi aveva colpito molto: c'era una donna, di mezza età, vestita in maniera dimessa, le braccia allargate, la borsa della spesa sul braccio e lo slogan che diceva: "Ho lavorato una vita con mio marito e adesso lui mi caccia e a me cosa resta? Niente! NIENTE!" Intuivo, fatalmente che il discorso si stava spostando, qui l'amore non c'entrava più nulla, la famiglia, era un po’ il capro espiatorio di tutti, alla fine, sia i favorevoli che i contrari utilizzavano questo referendum spostando l'attenzione dal bene della famiglia alle interpretazioni politiche, così, riassumendo se votavi DC, fatalmente eri contro il divorzio, se eri PCI eri favorevole, non parliamo dei RADICALI, che quelli nell'immaginario erano per l'harem !
    (Tra parentesi, possibile che non esista un qualcosa di meno aggressivo e tetro del termine "sorellastra, fratellastro, patrigno e matrigna? E non mi tirate fuori "figli di primo/secondo letto" perché quella è ancor più squallida)
    Quando io, da adolescente, stretta in un ruolo che non mi piaceva, una volta per fargli dispetto dissi a mio padre che avrei preferito essere la sorella di una conoscente, figlia di una persona che ai miei occhi pareva senza problemi di sorta, mio padre mi disse molto serenamente : - "Tu non sai cosa c'è dietro una porta chiusa!" In effetti è così, ora a distanza di quarant'anni capisco quanto perbenismo, luoghi comuni si nascondono dietro una facciata che è solo ad uso e consumo di chi guarda.
    Figuriamoci se dopo dette premesse io abbia voglia di schierarmi pro o contro le unioni civili... Ho un'idea, certamente, ma influenzata non tanto dalla leggi della politica quanto dall'amore e il rispetto fra le persone… ( questa è una sintesi dell’articolo pubblicato sul mio blog, per chi volesse leggere il testo completo cliccare…)

    RispondiElimina
  16. Sergio Bagnasco26 gennaio 2016 12:17

    Aggiungo.
    I bambini non sono mai un diritto
    Sono pienamente d'accordo.
    Non esiste il diritto ad avere un figlio, ad avere un coniuge o un partner, a fare sesso...

    Esiste il diritto inalienabile di ogni persona umana a
    - unirsi in matrimonio con altra persona o a stabilire una relazione di convivenza,
    - esercitare la propria sessualità,
    - avvalersi della propria capacità riproduttiva.

    Tutto ciò non significa che ogni persona abbia il diritto al figlio, al coniuge, al sesso.
    Chiara la differenza?

    Cosa c'entra tutto ciò con il ddl Cirinnà sulle unioni civili e le convivenze?
    Proprio nulla!

    Le polemiche sono solo pretestuose per interessi di bottega.
    Diversamente, non si comprende perché non si metta mano alla legge sulla procreazione assistita che ormai è un colabrodo.
    Come non si comprende la pretesa di dichiarare che non si è fatto ricorso all'utero in affitto.
    Ciascuno ha il diritto di mentire sui reati commessi.
    Chiedere di dichiarare di non aver commesso un reato equivale, nel caso, a chiedere di auto-denunciarsi, richiesta illegittima e incostituzionale, o a dichiarare il falso, richiesta inammissibile.
    Questa proposta di legge non si occupa di procreazione e tecniche procreative.
    Perché non si chiede la dichiarazione che non si mette al mondo un figlio per stuprarlo o avviarlo alla prostituzione?
    Polemiche strumentali esclusivamente per ragioni partitiche.

    RispondiElimina
  17. Lucia Forabosco26 gennaio 2016 12:40

    Io penso che quello che conta è solo il bene e l'interesse dei bambini cui devono con grande responsabilità provvedere i genitori....i figli in realtà si fanno per amore verso se stessi (l'istinto materno e paterno è una legge di natura che fa sì che ogni specie perpetui se stessa) e non un atto di amore verso i figli...quello viene dopo, perciò ogni atto deve essere compiuto con grande responsabilità.
    Solo a 44 anni mi sono decisa a fare un figlio....rispondendo a una mia necessità imperativa...ma sentendomi sempre colpevole e in debito con lui per averlo destinato alla condizione umana....di lotte e fatiche con qualche momento molto bello ma non potendogli offrire l'eterna giovinezza né l'immortalità....almeno è venuto sano, bello e intelligente....io comunque non sono una pessimista...lo si può vedere dai post che metto, ma questa è la realtà se la si vuole guardare in faccia...il mio ottimismo e la mia gioia di vivere sono una scelta....tanto non c'è alternativa a meno che non ti voglia crogiolare nella malinconia e allora whisky soda e rock and roll...buona vita a tutti.

    RispondiElimina
  18. Sono commosso nel vedere tanta attenzione per i bambini da adottare oppure no.
    Il tentativo di entrare nella vita e negli affetti degli altri è altrettanto commevente.
    Ma dei bambini che muoiono a centinaia di milioni di fame e di stenti, senza mai aver bevuto un sorso d'acqua potabile, di quelli che affogano in mare solo perchè vorrebbero sopravvivere, di quelli non ce ne fotte un emerito ''cazzo'' a nessuno.
    A volte, e questa è una occasione persa, si dovrebbe solo tacere.

    RispondiElimina
  19. Marisa Bignardelli26 gennaio 2016 15:01

    Benvenuto a Giorgio Bisagna. Ogni entrata è un arricchimento per tutti. E’ giusto tutelare tutti i cittadini ma mi sembra un controsenso parlare di matrimonio per le coppie omosessuali e dare il diritto al non matrimonio per gli eterosessuali. La mia opinione la sintetizzo. Sono per il riconoscimento dei diritti civili agli omosessuali (niente a che vedere con il matrimonio) N0 per le coppie eterosessuali!La loro è una libera scelta che non possiamo pagare noi. Finirà che avremo più matrimoni tra omosessuali che tra eterosessuali!Sì all'adozione dei figli del compagno/a se c'è stata una convivenza con loro!No all'utero in affitto che mercifica e disumanizza. E’ vero che molti bambini crescono in un clima familiare con violenza e tante storture. Molti sono i casi di affidamento temporaneo o nelle case famiglia. Molti adolescenti di buona famiglia e educazione, spesso, rivelano le stesse problematiche di chi non ha avuto rispettati i diritti di un’infanzia serena. Perchè? Tanti altri fattori entrano in gioco: il gruppo, le istituzioni, il sociale. Naturalmente, le coppie omosessuali non è detto che siano sinonimo di grande amore e dedizione. Il loro giusto diritto a dare amore si potrebbe concretizzare con un volontariato nelle case famiglia o dando aiuto ai tanti bambini extracomunitari. Grazie Giorgio e aspetto il tuo prossimo articolo!

    RispondiElimina
  20. Tutti i discorsi girano intorno al fatto che siamo cattolici, che abbiamo il Vaticano in casa, che siamo stati tirati su voglia o no, con una cultura cattolica. Abbiamo subito il lavaggio del cervello fin dalla nascita, siamo sempre stati condizionati da queste leggi cattoliche "fatte da uomini" non sicuramente da Dio. Il bene e il male ..... questo è bene, questo è male????? Ma chi decide? Chi valuta? Proprio quelli che fanno del vestito che indossano una bugia, una falsità! Ognuno deve essere libero di decidere come comportarsi, in quanto ai figli con genitori omo cresceranno sicuramente senza tanti complessi, liberi mentalmente e senza condizionamenti ne indottrinamenti e non si faranno, a mio parere, tante domande. Lo stato di fatto, deve tutelare tutti i cittadini sia etero che omo e deve dare loro la possibilità di sposarsi civilmente. La chiesa?? Pensi al suo gregge di preti, monsignori, vescovi, che non si comportano proprio come Cristo comanda, suore che partoriscono per opera dello spirito santo ...... ecco, che la chiesa preghi per queste persone "malate " visto che considerano "malati" anche degli omo, e lasci vivere gli altri come meglio credono. Se una donna ama un altra donna, se un uomo ama un altro uomo, che male c'è ?

    RispondiElimina
  21. Salvatore R. Mancuso26 gennaio 2016 15:36

    Unioni civili: Ok unanime a impianto del ddl Cirinnà dai senatori Pd. Consiglio d'Europa all'Italia: 'Riconoscere coppie gay'. E' tempo che l'Italia riconosca le coppie dello stesso sesso. E' questo il monito che arriva dal Consiglio Ue all'Italia. Incoraggio l'Italia - scrive il segretario generale del Consiglio Thorbjorn Jagland - a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso cosi come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani (Oliari e altri verso Italia del 21 luglio 2015) e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa (Ansa)

    RispondiElimina
  22. E' l'amore: questa è la parola magica. Si vuol far riacquistare all'amore il significato ottocentesco ma, a mio avviso, stentatamente, direi quasi ipocritamente. Parliamo dunque di un sentimento fra due persone adulte e di un sentimento di una coppia verso un bambino, un sentimento genitoriale insomma. La libertà e l'emancipazione ci hanno fatto capire che il rapporto affettivo fra due persone non dura una vita ed è suscettibile di strappi, lacerazioni, litigi, addii. Due persone si accoppiano perché si attraggono reciprocamente, perché, animalescamente, sentono un odore piacevole, suadente, familiare; perché il comportamento è reciprocamente piacevole; perché le fattezze fisiche sono oltremodo attraenti. Madre Natura ci ha dotati di un istinto sessuale che è giustamente funzionale ai suoi interessi: la procreazione. Ma io non mi son messo con la mia compagna (mia moglie) per procreare ma per i motivi o le sensazioni suddette. La vita ci ha portato, nelle mille disavventure e problemi, a conoscerci meglio, a saggiare le nostre forze, a sondare i nostri sentimenti a misurare le nostre sensazioni. Ci siamo affezionati, siamo diventati amici e, dopo quarant'anni, stiamo ancora insieme provando le stesse sensazioni che ho descritto poc'anzi. In questo sodalizio s'è intromesso, dopo due anni, un altro individuo di nome Laura. Non è stata agognata, programmata, voluta "a tutti i costi". Ci siamo affezionati col tempo ed ora proviamo quell'affetto che va sotto il nome di " amore". Questo, secondo me, è l'iter affettivo dell'uomo. Il volere a tutti i costi un figlio può essere dovuto, in questo momento - dato che non servono più mani per imbracciare un fucile o braccia per dissodare la terra - a motivi non molto edificanti: un senso di rivalsa, il costume imperante, un'auto gratificazione, un trastullo ecc.- Le coppie etero e quelle omo che vogliono a tutti i costi un figlio, vanno inserite a parer mio, fatte le dovute eccezioni, in una delle succitate tipologie. Ci sono tanti bambini che hanno bisogno di genitori, esseri deboli ed indifesi che hanno bisogno di protezione. Adottatene uno e proverete col tempo quell' affetto, quell'amore che, state pur certi, vi sarà ricambiato. Secondo natura e secondo il suo volere, dunque. Ci sono etero che non possono avere figli ed omo che sono incompatibili. Ed allora? Non vi amate abbastanza per cercare un utero in affitto? Non c'è abbastanza armonia per indurvi a parlare di inseminazione artificiale? Questo non è un problema che può risolvervi la politica perché il problema sta in voi, il problema siete voi, con i vostri complessi ed i vostri desideri innaturali. Ecco perché sarei molto drastico e prima di farvi avvicinare ad un bambino, sia etero che omo, vi analizzerei a fondo per essere certo che abbiate superato la vostra disabilità.

    RispondiElimina
  23. Raffaele Bonafede26 gennaio 2016 15:45

    La questione delle adozioni è un falso problema che diventa argomento di polemica solo perché la Chiesa ha deciso di andare alla ricerca dello scontro contro il Governo e la maggioranza che lo sostiene nel tentativo di spaccarla, alimentando antichi odi, divisioni e minando la coesione sociale. Le coppie omo potranno adottare i bambini solo nel caso uno dei due genitori naturali muore oppure se rinuncia alla potestà genitoriale e solo dopo un pronunciamento del giudice dei minori qualora lo fossero. Chi in questi giorni sta alimentando divisioni nella popolazione diffondendo a piene mani pregiudizi medioevali si sta assumendo una grave responsabilità di cui prima o poi verrà chiamato a rispondere. Non abbiamo bisogno del consenso della Chiesa per andare avanti.

    RispondiElimina
  24. Michele Maniscalco26 gennaio 2016 17:06

    Sono per la parificazione totale dei matrimoni
    Omosessuali a quelli etero sessuali come avviene nei 21 Paesi qui sotto elencati.
    Al giugno 2015 due persone aventi lo stesso sesso possono accedere all'istituto del matrimonio in 21 nazioni: Spagna, Francia, Regno Unito (tranne l'Irlanda del Nord), Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca (compresa la Groenlandia), Finlandia (da marzo 2017), Islanda, Norvegia, Svezia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Messico (nella capitale e in cinque Stati), Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda.

    Inoltre a Malta, in Israele e nelle nazioni caraibiche di Aruba, Curaçao e Sint Maarten, pur non essendo consentito alle persone aventi lo stesso sesso di accedere all'istituto del matrimonio, vengono registrati i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati altrove.

    RispondiElimina
  25. Alla fine della fiera i più deboli -gli unici deboli- sono proprio i bambini.
    Tutti i ragionamenti sono portati avanti da adulti che se la girano e se la cuociono a proprio piacimento secondo le proprie aspirazioni, i propri principi, le proprie idee; giusti o sbagliati che siano.
    Chi di noi affiderebbe da crescere un proprio figlio o figlia ad una coppia gay?
    In verità bisognerebbe chiederlo proprio a loro, ai bambini, per poterci capire qualcosa davvero.
    Lo so, la domanda è assurda e anche stupida, come il suggerimento a seguire; in ogni caso fuori dal percorso rispetto a ciò di cui si sta parlando sia riguardo le adozioni, sia per l'utero in affitto.
    Cominciamo allora con la possibilità da parte di omo di adottare un bambino.,...in nome dell'amore; ma basta questo perché un bimbo cresca sano?
    Non ci sono tante coppie etero che non potendo avere figli sarebbero ben contente di adottarne; e nel frattempo aspettano anni ed anni prima di poter “amare” genetorialmente un figlio per crescerlo come crescono gli altri bambini, con una mamma e un papà!
    Si invoca l'amore con troppa facilità....quando fa comodo; spesso si tirano fuori anche frasi evangeliche da mettere un po' dovunque come fossero ketchup.
    Non si può poi paragonare un male ad un altro male per giustificare il primo: voglio dire l'utero in afftto all'aborto. Ambedue sbagliati e basta!
    L'utero in affitto comporta la rinuncia al proprio figlio da parte di una mamma che per fame si sia offerta a questo “servizio”, magari pure ben pagato, ma in ogni caso doloroso per la perdita che ne segue.
    Ci si pone la domanda su un dopo in caso di morte di un genitore convivente omosessuale per un bambino che resterebbe giuridicamente orfano. Sia un giudice a stabilire se sia il caso di un affidamento o no al superstite: è una cosa da verificare al momento, e non da farne una legge nientemeno che su una pensata morte.
    Per quanto riguarda i diritti civili la trovo una cosa giustissima, perché estesa a tutte quelle persone, omo e non, che si uniscano per condividere i loro percorsi di vita.
    Non appartengo a nessuna chiesa, ho una religiosità laica e libera, ma non ritengo siano segni di progresso e di civiltà accettare supinamente in ogni campo quanto la scienza va raggiungendo nei suoi obiettivi sempre più ambiziosi; e che, come in questi casi, non tengono in conto che si sta parlando di esseri sì fisici, ma che hanno un'anima, un cuore, sono pensanti e capaci di emozioni.

    RispondiElimina
  26. Nel marzo del 1946, il governo approvò un decreto legislativo che dava il diritto di voto alle donne Italiane.
    Quello fu un gravissimo errore fatto da DE GASPERI e TOGLIATTI.
    Oggi ce ne rendiamo conto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E per scrivere questa solenne idiozia ovviamente è bene farlo in forma anonima!

      Elimina
  27. Ho contlollato, confesso che non lo sapevo, ma è proprio vero quello che ha scritto l'anonimo.
    Io non commento anzi non pubblicherei commenti anonimi, però devo dire che è un ragionamento che andrebbe sviluppato.

    RispondiElimina
  28. Giuseppe Nonno bit Fazzina26 gennaio 2016 23:00

    ... è scientificamente dimostrato che i nei paesi meno sviluppati, quelli più retrogradi, quelli dove regna una società chiusa e un po' ignorante, non si è mai riusciti a far comprendere che legiferare a favore delle coppie gay , non ha mai tolto o leso nessun diritto delle coppie etero.

    RispondiElimina
  29. Giuseppe Guerrera26 gennaio 2016 23:02

    Il matrimonio è una invenzione giuridica e l'unione naturale è l'unione di due persone, uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo.
    Queste unioni sono sempre esistite in natura e solo con l’invenzione delle religioni sono state disciplinate nella finalità della procreazione e nella certezza della paternità.
    Si ritiene che le società naturali non debbano più sottostare al confinamento giuridico del matrimonio.
    Un nucleo familiare può ben essere costituito da soggetti che non hanno necessariamente la finalità procreativa ma genitoriale (gay e lesbiche), oppure che hanno un legame affettivo (non necessariamente sessuale) senza finalità alcuna, se non il compiacimento e il reciproco sostentamento nella convivenza (nonna e nipote).
    Queste forme familiari devono trovare tutela giuridica.
    Nel pieno rispetto dell’autodeterminazione, “ordinare gli istinti” non significa necessariamente reprimerli.

    RispondiElimina
  30. Armando Pupella26 gennaio 2016 23:08

    Nella civiltà greca e romana l'omosessualità era diffusa, ma mi pare non si parlasse di matrimonio, parola che deriva da mater, madre. Madre e padre, non il mammo e la papa'. Naturale, Watson!
    Ho letto che di Giulio Cesare si diceva che era l'amante degli amanti di sua moglie.

    RispondiElimina
  31. Giorgio Bisagna afferma : " Personalmente ritengo che uno stato laico debba tutelare tutti i cittadini......." Lo stato è tenuto perché la tutela della parità dei diritti è sancita nei principi fondamentali della Costituzione. L'articolo affronta gli argomenti con tale delicatezza da sconsigliare posizioni preconcette. Condivido l'analisi , i dubbi e la difficoltà di addentrarsi nella questione etica espressi dall'autore. Con cautela cercherò di esprimere il mio modesto pensiero. Parlare di unioni civili comporta analizzare tutti i tipi dove, concretamente, questa unione si manifesta. Non si tengono in considerazioni le unioni affettive ed assistenziali fra parenti: figli che dedicano la loro vita ad assistere i genitori, fratelli e sorelle che si assistono a vicenda e si possono fare tantissimi altri esempi. Per dimostrare la totale mancanza di diritti su questi casi porto un esempio che vale per tutte le situazioni. Una donna che rinuncia a formarsi una famiglia, casi diffusi nel Sud, per assistere i genitori non ha diritto alla reversibilità della pensione, si meriterebbe un riconoscimento per non avere fatto economizzare lo stato grazie al suo contributo assistenziale non retribuito. Questo ragionamento può sembrare una stonatura. Come sono convinto del riconoscimento civile, con le dovute tutele, di tutti i tipi di unioni volontarie non regolate dal classico matrimonio, con la medesima convinzione ritengo pari riconoscimenti alle unioni di necessità. In merito alla questione dei bambini, il principio fondamentale è la loro tutela e questa potrebbe essere garantita con l'affidamento a coppie formate da due soggetti del medesimo sesso. Mi viene difficile accettare la ricerca surrogata dei bambini. " Bambini a tutti i costi non è un diritto" , non possono essere paragonati ad un oggetto da esibire. Se la coppia sente la necessità di avere un bambino, non potendolo avere in modo naturale può adottarne uno fra i tanti sfortunati privi di famiglia. Per completare il quadro occorrono norme trasparenti che facilitano ed accelerano le adozioni.

    RispondiElimina
  32. antonella albertini27 gennaio 2016 22:11

    Sono soddisfatta che il governo Renzi affronti il problema dei diritti delle coppie omosessuali; fino ad oggi nessun altro aveva avuto il coraggio di affrontare questa spinosa questione per non urtare la suscettibilità del Vaticano. La Chiesa cattolica ha tutto il diritto di esprimere i suoi principi, ma lo Stato, uno Stato laico, non può e non deve subire alcun condizionamento. La religione non va mischiata con il diritto a garantire uguali regole ed opportunità a tutti i cittadini. Ben venga una legislazione che tuteli tutte le coppie, etero e omosessuali.Siamo rimasti solo noi o pochi altri a non voler riconoscere giuridicamente le coppie omo. É opportuno colmare questa lacuna. Personalmente sono d'accordo anche a dare loro la possibilità di adottare bambini; la tipologia di famiglia oggi è molto variegata; l'unica cosa importante é che sia fondata sull'amore e sul rispetto reciproco. Le leggi italiane che regolano le adozioni sono molto rigide e garantiscono controlli serrati sia prima sia dopo l'adozione. Per cui si possono affidare tranquillamente anche a coppie omosessuali bambini, che altrimenti vivrebbero negli orfanotrofi. Sappiamo bene quanto bambini non hanno più famiglia a causa delle varie guerre; quindi ben vengano le adozioni. Sono in totale disaccordo sull'idea di permettere legalmente l'utero in affitto per procreare.Mi sembra terribile questa idea perché rappresenta un nuovo ed ulteriore modo di sfruttamento del corpo femminile, una nuova forma di schiavitù aberrante, concessa solo per necessità economica.

    RispondiElimina
  33. Concordo con l'articolo che si inserisce sul solco di quanto già rilevato dal presidente della Conferenza episcopale italiana, Cardinal Bagnasco, il quale ha rilanciato l’appello di Papa Francesco a non sovrapporre i diversi tipi di unione:
    «La famiglia - dice - è antropologica, non ideologica», e sottolinea, "i figli non sono un diritto, che si può acquistare o meno, ma il frutto dell'unione biologica tra un uomo e una donna"

    RispondiElimina