sabato 2 gennaio 2016

Inceneritori e inquinamento... non è un ossimoro!

Inceneritori e inquinamentodi Gisa Siniscalchi - La conferenza COP21 di Parigi si è conclusa con un accordo globale per un piano d'azione che porti a limitare il riscaldamento terrestre sotto i due gradi, un buon risultato, ma, al solito, un ma c'è sempre.
COOP21
Entriamo nel merito di questo accordo, si è detto che l'obiettivo a lungo termine, è limitare il riscaldamento; ogni paese presenterà ogni cinque anni nuovi contributi per avviare piani più ambiziosi; impegno a comunicare al pubblico i risultati ottenuti, in trasparenza e controllo; Impegno ad aiutare con finanziamenti i paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni.
Un risultato abbastanza equilibrato e soddisfacente, ma siamo sicuri che si farà il possibile per tenervi fede? Una notizia ha fatto nascere qualche dubbio. È in essere una bozza di decreto per la realizzazione di altri 9 nuovi impianti di incenerimento di rifiuti nel nostro Paese dislocati in Toscana, Umbria, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo, Sardegna e in Sicilia addirittura due.
Non è certo il modo migliore di realizzare gli obiettivi dell'accordo appena firmato.
rifiuti-discaricaLo smaltimento dei rifiuti umani è un problema per ogni paese, l'incenerimento è in antitesi alla raccolta differenziata, anche se viene percepito come recupero, poiché ha bisogno di essere alimentato dai rifiuti per poter funzionare, ma non è così semplice.
La raccolta differenziata è essa stessa problematica se a monte non esiste un efficace piano di recupero e riciclo dei rifiuti, negli anni si è assistito a raccolte differenziate fino a superare l'80%, in alcune città, ma senza un sistema di smaltimento ottimale, una vera e razionale gestione integrata dei rifiuti.

Dal punto di vista ambientale, si ha bisogno di un cambiamento di priorità che abbia come primo punto la riduzione stessa dei rifiuti, da integrare poi con il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero, e solo alla fine lo smaltimento. Si ha bisogno di educare i cittadini, le famiglie, a produrre meno rifiuti possibili incrementando la raccolta differenziata. Lo scopo primario è ridurre il più possibile i rifiuti non riciclabili, ovvero quelli da portare in discarica o agli inceneritori, e recuperare col riciclaggio tutte le materie prime che si possano riutilizzare, in modo che diventino nuova ricchezza e non più inquinamento.

riufit in marePer fare questo c’è bisogno di controllo da parte degli operatori, del rispetto delle leggi e delle regole imposte. Molti scandali hanno riguardato lo smaltimento dei rifiuti, come sempre dove circolano grosse somme di danaro, esiste il malaffare; questo è avvenuto negli anni, anche per lo smaltimento di scorie tossiche, il cui costo è elevato, molte aziende hanno preferito risparmiare affidandosi a persone non idonee, e alla criminalità organizzata che ha avvelenato interi territori, corsi d'acqua, e parte delle nostre bellissime coste.
Ma questo è un discorso che avrebbe bisogno di più spazio di cui parleremo in un altro momento. Il problema di questo momento sono i nuovi inceneritori da realizzare, e le conseguenze che ne deriverebbero.
Il recupero e il riciclaggio è certamente il metodo migliore, lo si utilizzava moltissimo in passato, e nei tempi antichi, in alcuni testi di Platone se ne parla, nei momenti di scarse risorse, si cercava di recuperare tutto ciò che si poteva, come ad esempio il legname e ogni altro materiale riutilizzabile. Oggi siamo nel tempo dell'abbondanza, del superfluo, si tende ad eliminare ciò che non serve più, tanto si può facilmente ricomprare; è un atteggiamento che non paga, la produzione di rifiuti e lo spreco impera nei paesi "sviluppati" mentre vi sono aree del mondo in cui manca persino il necessario per vivere.

La crescita dei consumi e la grande urbanizzazione, con l'aumento abnorme della spazzatura e la difficoltà di reperire zone da adibire a discarica, hanno reso la gestione dei rifiuti un’emergenza continua, e ad aggravare tutto si aggiunge l’irresponsabilità, e le cattive abitudini di buona parte della società.
italiaSMog1-1024x682Il riciclo costa meno del fabbricare ex novo, ne è un esempio l'alluminio, come anche il riciclo di vetro, carta e metalli, meno significativi dell'alluminio ma ugualmente efficaci nel risparmio di energia.
Ci sono molti rifiuti, che possono essere recuperati, come quelli domestici, l'umido ad esempio che può diventare concime, così anche i materiali di scarto di lavorazioni, che possono essere una fonte di reddito per chi opera in questo settore.

Non solo inceneritori, dunque, infatti anche i più moderni, che con sono capaci di produrre energia, hanno un problema rilevante riguardante l’emissione di sostanze nocive. E molti studi epidemiologici hanno dimostrato la stretta connessione tra l’insorgenza di tumori e l’inquinamento ambientale. L'inceneritore deve essere l'ultima spiaggia, l'ultima possibilità da prendere in considerazione, non la prima soluzione.
La soluzione definitiva risiede in un cambiamento di direzione globale, in un cambiamento culturale incentrato su una drastica riduzione del consumismo, sul rispetto della natura e dei suoi tempi, a una produzione di beni rivolta al necessario e non al superfluo. Ecco, forse così vivremmo tutti un pochino meglio.

Gisa Siniscalchi
Gisa Siniscalchi

Fusignano (RA)
02 Gennaio 2016

18 commenti:

  1. Michele Maniscalco3 gennaio 2016 11:09

    Come al solito un ottimo articolo di Gisa Siniscalchi.

    Condivido tutta la sua esposizione per quanto riguarda la raccolta differenziata, il riciclo completo di tutti materiali riciclabili, la riduzione drastica del consumismo ecc.

    Ma in ultima analisi ritengo che i Termovalorizzatori siano necessari per quel 20% di rifiuti non riciclabili. Le discariche non dovrebbero esistere.

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    1. Grazie Michele si è vero...le discariche non devono esistere ma gli inceneritori o termovalozizzatori dovrebbero essere meno nocivi...e non in aumento...invece di costruirne di nuovi...forse si potrebbe studiare un modo affinché siano meno dannosi alle persone e all'ambiente.

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    2. Michele Maniscalco3 gennaio 2016 12:10

      Ho visto un termovalorizzatore in Danimarca dove sopra si può sciare.
      Ultima generazione.

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    3. In Danimarca....ecco io li vorrei quà...in Italia....anche...!!!

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  2. Voce fuori dal coro...utile ...necessaria...Brava Gisa..(y)

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  3. Miochele Maniscalco3 gennaio 2016 12:23

    a proposito di termovalorizzatori ricevo da un amico Danese residente a Copenaghen quanto segue. Rientrata dalla Cina la Sirenetta è stata ricollocata sullo scoglio a poche bracciate da un inceneritore che brucia i rifiuti e li trasforma in aria calda per gli edifici vicini,con meraviglia dei turisti italiani che arrivano in Danimarca lasciandosi alle spalle immagini devastate di città dove non si trova il modo di liberarsi della “monnezza”.



    Il primo inceneritore costruito da queste parti, nel comune di Frederiksberg, risale al 1903 e fu realizzato volutamente all’interno del centro urbano, a due passi dell’ospedale, proprio perché il calore recuperato dall’incenerimento fosse distribuito ad abitazioni e servizi della comunità. Di sicuro lo sanno la pattuglia di ingegneri, architetti e professori universitari che a fine giugno 2011 si sono presentati nella città più green d’Europa guidati da Paolo Buzzetti presidente dell’Ance (associazione costruttori). In una sorta di full immersion hanno avuto modo di conoscere dei mostri sacri della progettazione urbana sostenibile, come l’Ing. Bjaeke Ingels, giovane genio, noto soprattutto come “Big”, ideatore dell’ultimo gioiellino, il nuovo termovalorizzatore di Copenaghen che sarà pronto nel 2016, una vera e propria montagna, pensata per nascondere l’inceneritore sotto un’attrazione turistica, in modo di avere, al di sopra dei laboratori di trattamento dei rifiuti, un impianto di risalita-belvedere con punti di ristoro e addirittura una pista di sci al centro della città. Tutto questo nella speranza che chi vive nel terrore (non motivato) apra gli occhi e chi invece governa la città si dia una mossa.


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    1. Sarebbe fantastico...avranno imparato qualcosa i nostri? Lo spero vivamente, il mio ottimismo gioisce, ma il mio pessimismo, poco, ma c'è ha paura che ciò che potrebbero aver imparato passa in secondo piano per il nostro venditore di fumo fiorentino...temo temo grazie Michele per questa bellissima informazione.

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  4. L'ottima Gisa ha fatto un artico eccellente che finisce con una piccola nota d'ottimismo. Io credo che il problema dei rifiuti sia molto ostico e difficilmente risolvibile. Non credo in un cambiamento culturale se non a lunghissimo termine; e questo bisogna che sia stimolato in tutte le sedi educative, non trascurando però una forte attenzione da parte delle autorità a far rispettare le normative ecologiche. In quanto alle trattative fra gli Stati per salvare questo pianeta - perché di questo si tratta - ritengo che essi Stati non hanno alcun potere o non ne hanno abbastanza per combattere il nefasto influsso delle lobby. Siamo in mano ad opportunisti senza scrupoli che solo un miracolo potrebbe far rinsavire.

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  5. L'ottima Gisa ha fatto un artico eccellente che finisce con una piccola nota d'ottimismo. Io credo che il problema dei rifiuti sia molto ostico e difficilmente risolvibile. Non credo in un cambiamento culturale se non a lunghissimo termine; e questo bisogna che sia stimolato in tutte le sedi educative, non trascurando però una forte attenzione da parte delle autorità a far rispettare le normative ecologiche. In quanto alle trattative fra gli Stati per salvare questo pianeta - perché di questo si tratta - ritengo che essi Stati non hanno alcun potere o non ne hanno abbastanza per combattere il nefasto influsso delle lobby. Siamo in mano ad opportunisti senza scrupoli che solo un miracolo potrebbe far rinsavire.

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  6. Massimo Loreggian3 gennaio 2016 14:11

    Buongiorno a voi. È difficile qualsiasi soluzione, anzi molto improbabile. La cura di una SOCIETÀ non si può trovare in una BUONA SOCIETÀ materiale. La cura di un UOMO non si può trovare in un BUON UOMO materiale! Una cura materiale qualsiasi guarda al sintomo e mai alla sua causa. Ci sarebbero ben altre cure, ma per quelle occorre una rivoluzione interiore per la quale si è difficilmente disposti. Per di più esse dovrebbero essere prioritarie in ciascun individuo moralmente libero e in grado di avere intuizioni sul futuro. Non è certo una religione ( oltre a quelle effettive se ne hanno in ogni settore della vita...) che potrà far progredire l'umanità. Purtroppo ad esse ci si affida ancora colmi di speranze...materiali! Come qui è facilmente comprensibile non mi appello né al Buonsenso né a qualche Saggezza Mistica. Di sicuro credo che il vero dilemma da risolvere sia quello che definiamo Libero Arbitrio. Allora ci sono due domande che si possono portare a coscienza: "la prima domanda è se esista una possibilità di esaminare l'entità umana in modo che tale esame si dimostri essere un sostegno per tutto ciò che giunge all'uomo attraverso esperienza o scienza, di cui egli ha però la sensazione che non possa sostenere da sé e possa venir spinto dal dubbio e dal giudizio critico nella sfera dell'incertezza. La seconda domanda è se l'uomo, in quanto essere che vuole, si possa attribuire la libertà, oppure se essa non sia una mera illusione che sorge in lui, perché non vede le fila della necessità alle quali è legato il suo volere, come lo è ogni evento naturale. (...) - dalla pref. de " LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ" , di RUDOLF STEINER. Questo è il nocciolo della questione UOMO - SOCIETÀ. Altre soluzioni accontentano il momento che si vive, ma dura quanto il problema sollevato. Altri problemi si annoteranno nei libri legislativi; tutti avranno il conto che si pagherà, ma non pagano la FAME di SAPERE come far proseguire sanamente l'umanità! Io sostengo l'INDIVIDUALISMO ETICO la cui moralità cerca il meno possibile una moralità derivata da altre moralità. Buona domenica.

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  7. Concordo pienamente : il futuro sta nella raccolta differenziata fatta da tutti in modo consapevole. Le industrie da parte loro devono cambiare rotta : sarà capitato a tutti di fare la spesa e una volta riposta in dispensa trovarsi sommersi dagli imballaggi che la contenevano senza parlare poi delle sciocchezze che contengono certi prodotti atti ad invogliare i bambini ma che riempiono i cestini in modo superfluo

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  8. La drastica riduzione dei consumi, anche se augurabile in certi Paesi e l'Italia è tra questi anche se è da distinguere tra consumi e consumi, mi sembra perlomeno non realistica in un mondo in cui 3/4 degli abitanti non sanno neanche cosa significhi consumare. C'è sicuramente una connessione tra insorgenza di tumori ed inquinamento ambientale ma c'è anche da dire che la durata della vita media in queste parti del mondo è aumentata di un buon 30% e che ogni 5 anni la vita media aumenta di un anno. Ora nella lotta all'inquinamento i Paesi dell'UE hanno fatto grandi passi in avanti e quasi 1/3 dell'energia viene da fonti rinnovabili. Non è così in Cina, India, Brasile e paesi emergenti dove di inquinamento si muore.

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  9. Il problema non sono gli inceneritori....sono "le ceneri"!

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  10. antonella albertini3 gennaio 2016 22:16

    Sono d'accordo con Michele; la raccolta differenziata deve essere la priorità di ogni comune. Nel mio si fa la raccolta porta a porta e secondo me funziona benissimo; fra l'altro sono stati raggiunti risultati eccellenti. Inoltre è opportuno ridurre i rifiuti; alla Coop ci sono i distributori di molti alimenti e detersivi e ciò permette una drastica riduzione degli scarti dei contenitori. L'umido va utilizzato per produrre concime, in giardino noi abbiamo la compostiera dove vengono collocati fiori e foglie da buttare. I termovalorizzatori rappresentano una soluzione ottima per smaltire rifiuti indifferenziati, permettendo di evitare l'accumulo di rifiuti in discarica. Conosciamo bene la situazione delle discariche in molte città italiane. Gli esempi portati da Michele sono chiarissimi e spiegano quanti benefici si possono ottenere dagli inceneritori. La cosa importante é controllare che non vi arrivino rifiuti speciali pericolosi. La normativa che abbiamo in Italia dovrebbero garantire che i rifiuti pericolosi vengano smaltiti secondo procedure diverse. Non dimentichiamo che molto dipende da noi cittadini, da come gestiamo a casa il problema dei rifiuti

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  11. La scelta più risolutiva dovrebbe essere quella del riciclaggio, ma intorno agli inceneritori girano troppi interessi e così si tende ad aprirne altri -guarda caso- nel centro-sud. C'è anche da dire che Il riciclaggio a tutt'oggi ha costi troppo alti e la resa è minima , sempre rispetto ai costi. I prodotti che se ne ricavano nel poi sono pure di scarsa qualità. La verità è che dovremmo cominciare ad economizzare sugli acquisti di materiali inquinanti, non solo riducendo, ma anche riutilizzando, compreso il famoso vuoto a rendere. Non sarebbe male tornare al vetro e all'uso di stoviglie di ceramica anche nelle nostre mense, quelle di tutti i giorni e di più quelle delle feste. Il consumo di piatti e bicchieri di plastica in occasione del Natale è stato altissimo e sconsiderato. Dunque è anche un fatto culturale. La scelta delle ditte produttrici è ovviamente una scelta economica che cade inevitabilmente sui prodotti dal costo finanziario ridotto, anche se dall'elevato impatto ambientale.

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  12. Giuseppe Vullo4 gennaio 2016 11:22

    Sono totalmente d'accordo con la profssa Fausta Fabri una saggia decrescita consumistica...potrebbe rivelarsi felice !

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  13. Esatto...è quello che credo ed esprimo in questa mia riflessione...speriamo..

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  14. Gli inceneritori certamente creano dei problemi, ma quelli di ultima generazione sono più affidabili rispetto ai precedenti.
    Ovviamente i rifiuti devono essere organizzati, smaltiti e stoccati secondo severe norme che prevedono l’esclusione di materie che bruciate possano liberare fumi e scorie particolarmente tossiche: quindi le balle di rifiuti devono essere rigorosamente trattate. I fumi di combustione per legge devono essere continuamente monitorati e filtrati in modo da garantire il minor impatto possibile sul territorio sul quale l’inceneritore è costruito.
    Vi sono molte discussioni in corso sull’utilizzo e la costruzione di inceneritori per la paura che, se non controllati adeguatamente, possano essere fonte di malattie e di avvelenamenti.
    In realtà gli studi statistici condotti fino ad ora e ancora in corso NON SONO STATI IN GRADO DI FORNIRE DATI CERTI SUI QUALI BASARE UN DIBATTITO CORRETTO. Di certo L’INCENERITORE è un sistema funzionale che riduce il volume dei rifiuti (fino a meno del 10% del valore iniziale), adottato da molti paesi e in larga misura (la Svizzera dicono che riesca a bruciare il 100% dei propri rifiuti trattati).
    Inoltre l’ottimizzazione nel corso del tempo ha permesso di rendere sfruttabile il calore della combustione dei rifiuti, generando energia elettrica, dando così vita al termine “termovalorizzatore“.
    Non capisco perchè all’estero li adottano tranquillamente e noi, in Italia, dobbiamo sempre trovare motivi di polemica. Noi abbiamo il problema degli ambientalisti, dei Verdi (di fuori e rossi di dentro, come i cocomeri) sempre sul piede di guerra contro tutto quello che è il progresso tecnologico.
    I Verdi meriterebbero di vivere nel medioevo, dove ci si riscaldava con la legna con la conseguenza che le città avevano un grado di inquinamento enormemente superiore a quello attuale.

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