lunedì 7 dicembre 2015

PARIGI 2015. Una speranza per il futuro del pianeta

Paris2015 Salviamo il pianetadi Antonella Albertini - A Parigi si sta svolgendo il vertice mondiale sul cambiamento climatico, il COP21.

Iniziato il 30 novembre si chiuderà l’11 dicembre e si propone di raggiungere un accordo che deve entrare in vigore nel 2020; l’obiettivo è contenere l’aumento della temperatura planetaria a +2° C rispetto all’era del pre-boom industriale.

PARIS-CLIMA-0L’importanza di questo summit è evidente: il pianeta sta subendo un riscaldamento climatico dovuto in larga misura alle emissioni in atmosfera di crescenti quantità di gas serra, soprattutto anidride carbonica, e ad altri fattori comunque dovuti all’attività umana, in particolare alla produzione di energie per mezzo di combustibili fossili. La maggior parte degli incrementi di temperatura sono stati osservati a partire dalla metà del xx secolo. Tale innalzamento sta causando conseguenze nefaste: importanti riduzione dei ghiacciai e conseguente aumento del livello dei mari, aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi quali alluvioni, siccità, cicloni tropicali, ondate di caldo e di gelo, diminuzione della salinità degli oceani, dovuta allo scioglimento dei ghiacci, riduzione dello strato di ozono.

cambiamenti-climatici-clima-inquinamentoPer comprendere i danni enormi derivanti da tali cambiamenti basta pensare alla riduzione del PH degli oceani prodotto dall’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera; l’anidride carbonica presente nell’aria si scioglie in acqua formando acido carbonico che va ad aumentare l’acidità delle acque. Ciò crea alterazione dell’ecosistema rendendo difficile la sopravvivenza di molte specie acquatiche. Senza contare i danni in termini di vite umane ed economici, conseguenti agli eventi atmosferici violenti, morti ed esodi di massa. Secondo i dati climatici elaborati dall’IPCC (Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite) si può prospettare durante il ventunesimo secolo un aumento della temperatura compreso fra 1,4 ° C  e 5,8° C.

Da qui la necessità di porre rimedio a questo gravissimo problema che a lungo andare creerebbe danni incompatibili con la vita del pianeta.

ProtocolloKyotoNel 1997 a Kyoto, in Giappone, durante la Terza Conferenza delle Parti (COP3), venne stipulato il cosiddetto Protocollo di Kyoto, un accordo internazionale in materia ambientale sui cambiamenti climatici per ridurre l’emissione dei gas serra. Il Protocollo, però, entrato in vigore nel 2005, è stato un insuccesso perché il trattato non venne ratificato dagli Stati Uniti. Si basava su impegni vincolanti giuridicamente, tetti alle emissioni di CO2 imposti dalla comunità internazionale ai singoli paesi. Oggi la partita si gioca fra Stati Uniti, Cina ed India, i grandi inquinatori del pianeta.

La Cina è la prima generatrice di emissioni carboniche: superò gli Stati Uniti nella grande recessione occidentale del 2008. L’India rincorre la Cina, quest’anno la supera in velocità di crescita del PIL, i consumi energetici ne sono il riflesso. L’India è già il numero tre se l’Unione Europea non è considerata come un’entità singola. Gli americani restano però i massimi inquinatori su base individuale. L‘americano medio produce il triplo di gas carbonici di un cinese e il decuplo di un indiano. In queste misurazioni l’Europa finisce ai margini, produce “solo” il 9% di tutte le emissioni di CO2. Questo 9% è frutto della decrescita europea, così come il sorpasso Cina – Usa avvenne quando l’economia americana si fermò. Purtroppo l’Europa ha smesso di ospitare molte produzioni industriali ad alta intensità di consumo energetico.

Parigi Obama HollandeObama ha ammesso gli errori americani e si è impegnato a rimediare; al contrario Modi il premier indiano rivendica il diritto allo sviluppo utilizzando le fonti fossili per produrre energia. Gli scienziati avvertono sulla necessità di abbandonare il carbone e il petrolio fortemente inquinanti e insistono sulle energie rinnovabili. I segnali positivi ci sono, oggi una centrale su due funziona con il sole, il vento, l’idroelettrico. Nel 2040 in Europa si prevede che il 50% dell’energia provenga da fonti rinnovabili. Da qui al 2040 America, Europa e Giappone volteranno le spalle al petrolio. Il problema è che aumenterà il suo consumo in India e Cina.

Vuol dire che la svolta inizia nei paesi sviluppati e ci vorrà tempo prima che anche i paesi meno sviluppati seguano la strada delle energie rinnovabili.

Parigi 2015 nazioni partecipantiNon ci resta molto tempo, però, speriamo di avere buone notizie al termine del summit di Parigi. Per quanto ci riguarda, non possiamo certamente influire sulle decisioni del COP21 dove partecipano 180 paesi; tuttavia possiamo adottare delle piccole accortezze che ci consentono un minor consumo energetico, che oltre tutto fa bene anche alle nostre tasche!!  Possiamo mettere i doppi vetri alle finestre, comprare un auto Euro 6, mettere pannelli fotovoltaici  quando possiamo. Nel frattempo… speriamo che ce la caviamo…

Antonella AlbertiniAntonella Albertini
Baschi (TR)
07 Dicembre 2015

12 commenti:

  1. In effetti siamo gia' in ritardo di 30 anni minimo ..da poco e' scoppiato un altro disastro ecologico in brasile .e' un problema quasi irrisolvibile ..concordo con la frase finale e non ho altro da aggiungere ..speriamo che ce la caviamo !!

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  2. Parigi 2015 è una tappa importante e forse ultima per mettere mano alle condizioni ambientali del pianeta Terra. Se è vero, come dicono eminenti scienziati, che il riscaldamento è in piena evoluzione e sappiamo come fare e cosa fare per bloccarlo, è da idioti, oltre che da banditi, non farlo. Purtroppo, però, c’è sempre il problema delle disparità, delle disuguaglianze tra nazioni che rende tutto più difficile. Paesi come l’India e la Cina con il loro spaventoso numero di abitanti devono essere aiutati altrimenti ci sarà un ulteriore fallimento. E tocca, come sempre, al cosiddetto mondo occidentale industrializzato e ricco. Se non c’è un cambio di passo, un approccio diverso e una rivoluzione culturale sulle nostre abitudini di vita non ci sarà scampo. E, come dice bene, Antonella, speriamo che ce la caviamo…

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  3. i nostri eroi, capi dei vari governi mondiali, dopo che hanno contribuito alla distruzione del pianeta per i loro interessi e traffici economici (più o meno leciti...), si accorgono finalmente, ora, dopo almeno quasi mezzo secolo che la vita della terra e' in grave pericolo, sino allo spostamento dell'asse terrestre, allo smog che ammorba tutte le grandi città ma anche i centri piu' piccoli, ora che siamo arrivati ad un punto di non ritorno, si riuniscono per decidere cosa? L'Amazzonia e tante zone limitrofe soggette a un continuo disboscamento, a un inquinamento ambientale che causa l’estinzione dii molte specie animali e della rigogliosa e superba flora. Tutto il pianeta soffre il massacro sconsiderato in Kenia degli elefanti per ricavarne l'avorio che lestofanti cinesi importano clandestinamente perchè abili cesellatori ne fanno oggetti pregiati, dei rinoceronti, per ricavarne dal corno un afrodisiaco che invece è solo una stupida credenza popolare... e tanto, tanto altro ancora si potrebbe dire sullo scempio che l'uomo scellerato perpetra ai danni della natura e di se stesso, soprattutto, solo se lo capisse. Non ci resta che affidarci a quello che ancora la natura ci dona: al vento per l'energia eolica, all'acqua, al sole, e a quanto rimane delle risorse naturali e che Dio ci aiuti.

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  4. antonella albertini7 dicembre 2015 15:22

    Ne sono assolutamente convinta; solo incrementando la produzione di energia pulita potremo salvarci. Abbiamo l'opportunità di sfruttare il calore del sole, il vento e l'acqua, non vedo perché dobbiamo continuare ad ottenere energia dal petrolio e dal carbone, altamente inquinanti e produttori di sostanze tossiche. Il pianeta sta rischiando la sua sopravvivenza, non possiamo perdere altro tempo

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  5. Faccenda complicata. Sono anni che si parla di questi problemi e credo che qualcosa si sia fatto . Oggi nei paesi dell'UE la produzione di energia proviene da fonti rinnovabili per 1/3 del fabbisogno e si dice che per il 2050 nell'UE quasi tutta l'energia arriverà da fonti rinnovabili. La Cina sta pagando, e pagherà sempre di più, la sua arroganza ed il suo menefreghismo. Oggi l'aria in Cina , ed anche in India, è irrespirabile e se va avanti così moriranno tutti d'inquinamento. C'è il problema Stati Uniti che non si sa dove vuole andare ma che qualcosa devono fare. Che fare? E' indubbio che la Terra diventa sempre più sovrappopolata e che per sfamare miliardi di bocche si dovrà produrre sempre di più. Come salvare capre e cavoli?

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  6. Mi piacerebbe moltissimo sperare in un impegno dei grandi della terra ed in un piano concreto per la difesa del pianeta e di ogni specie vivente che vi abita, ma sono sinceramente molto perplesso. Dunque, quelli che si riuniscono a Parigi, sono gli stessi che inquinano il pianeta. Gli stessi che fanno affari con il petrolio, con il carbone,nemico numero uno dell'ambiente. La Cina e gli Usa, sono i maggiori paesi inquinatori, che da soli producono inquinanti pari al 40% del totale, e continuano a basare la propria politica industriale ed economica rispettivamente, sempre sul carbone ed il petrolio. Gli Usa, combattono ancora guerre in giro per il mondo per l'accaparramento del greggio, vedi la Libia, l'Afganistan, l'Iraq e la Siria. Lo stesso fanno anche tanti altri paesi con loro allineati, come anche il nostro, come cagnolini sotto il tavolo dei padroni ad elemosinare le briciole. Mi piacerebbe sperare, ma quali sono i presupposti perché questo summit possa essere diverso dal disastroso vertice di Copenaghen del 2009?

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  7. Michele Maniscalco7 dicembre 2015 17:03

    “ Oggi la partita di gioca tra Stati Uniti. Cina ed India.” E l’Europa?
    Secondo me i primi a dovere essere messi sotto accusa per la situazione attuale sono gli Stati uniti che con la loro arroganza industriale ( guardiamo alla produzione di armi che per i loro interessi se ne infischiano delle conseguenze nefaste) hanno contribuito fortemente alla situazione attuale. A Kioto non hanno voluto firmare un impegno vincolante. Oggi, con, Obama sembrano disposti a fare qualche cosa.
    L’Europa, dopo aver trasferito gran parte della sua industria inquinante non se la può cavare dicendo: noi la nostra parte l’abbiamo fatta installando centrali eoliche e solari. No, come di anche Giangiuseppe Gattuso, l’Europa intera, gli Stati Uniti e il Giappone devono aiutare finanziariamente L’India per potere anch’essa raggiungere i parametri come gli altri entro il 2040 e costringere la Cina affinchè anch’essa
    si adegui.

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    1. Michele Maniscalco7 dicembre 2015 17:06

      sopra leggi(come dice anche Giangiuseppe Gattuso)

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  8. Michele Maniscalco7 dicembre 2015 21:00

    A Pechino "allarme rosso" per smog
    per la prima volta è ufficiale foto video

    Km 0, led, docce brevi: anche così si salva il pianeta
    RepTv Il ministro Galletti "Dall'Italia 4 miliardi".

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  9. Gabriella Sanchini8 dicembre 2015 07:57

    Purtroppo non abbiamo ancora introiettato un concetto fondamentale:la Terra bene comune , la Terra casa di tutti! E non ci immedesimiamo abbastanza nell'idea che quanto succede, anche a migliaia di Km da noi, ci riguarda da vicino, molto da vicino! Il mare è uno solo, anche se cambia denominazione, l'aria è una sola, anche se in questo momento osserviamo con distacco i cinesi che camminano per strada con le mascherine e ai quali è stato addirittura impedito di uscire di casa attraverso la chiusura di scuole e il traffico a targhe alterne. Non possiamo risolvere il dramma ambientale alzando le spalle perchè tanto "non siamo in Cina"! E pensare che se un vicino di casa lascia per sbaglio un sacchetto di immondizia per qualche ora sotto la nostra finestra, siamo subito pronti a inveire...o peggio !

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  10. A Siracusa è stata organizzata la marcia globale per il clima. Volete sapere in quanti eravamo? Una quarantina. Non mi perdo d'animo ma è evidente che qualcosa non va, nei cittadini.

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  11. Aspettiamo la conclusione del summit di Parigi ...e speriamo...

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