domenica 29 novembre 2015

Rischio ambiente. Le api stanno morendo

Salviamo_le_api2di Gisa Siniscalchi - "Se l'ape scomparisse dalla terra all'umanità resterebbero quattro anni di vita; niente api, niente più impollinazione, niente piante, niente alberi, niente esseri umani."
Einstein apiUna frase quasi profetica, attribuita a Albert Einstein, poiché si sta registrando una moria di api consistente, già da molti anni. Un fatto preoccupante, tanto che anche l'Unione Europea ha promosso studi e ricerche per accertare una qualsivoglia correlazione tra la scomparsa delle api e l'uso eccessivo di pesticidi in agricoltura. Questo può essere una delle ragioni, ma non la sola.
Le cause scatenanti sono molte, cambiano anche a seconda delle aree geografiche del mondo e ciò rende complicato trovare una soluzione a questo problema.
Ape impollinaÈ un fatto che la quasi totalità della produzione agricola dipenda dall'impollinazione senza la quale nessuna pianta può crescere e dare frutti, con il rischio di non trovare più frutta e verdure sugli scaffali dei supermercati o nei mercati, o molta di meno. Nel nostro paese gli agricoltori hanno scoperto che le multinazionali farmaceutiche per produrre pesticidi per l'agricoltura usano sostanze come i neonicotinoidi, nocivi per le api; dopo la denuncia al ministero, hanno ottenuto la sospensione di questi prodotti da multinazionali come la Bayer, che ha presentato un ricorso per fortuna rigettato dal ministero. Come dire che le piccole api operose hanno sconfitto il grande Golia.
Anche gli organismi geneticamente modificati, gli OGM, pare abbiano la loro parte di corresponsabilità alterando il loro sistema immunitario. Le api oltre a fornire il miele e i suoi derivati, come la propoli, ottima contro le malattie dell'apparato respiratorio, hanno una sensibilità ambientale che dà indicazioni molto precise, e infatti non amano gli OGM che evitano con cura e se lo fanno un motivo ci sarà, non sono naturali, e dunque li rifiutano.
Si è anche scoperto che alle povere api nuocciono anche le onde elettromagnetiche dei nostri cellulari; fanno perdere loro il senso dell'orientamento e non riescono più a tornare alle arnie.
varroaUn’altra causa, molto grave, è rappresentata da un acaro, Varroa descructor, un parassita proveniente dall'Asia che si è diffuso a macchia d'olio in Europa e nel resto del mondo, ad esclusione dell'Australia. Si nutre del sangue e si riproduce nei favi, intaccando fortemente il sistema immunitario. Non esiste un mezzo biologico per combatterlo, e gli anti acari esistenti a volte procurano altri problemi più che risolverli. Vi è anche un problema di "malnutrizione" specie dove esistono monocolture, in questi casi le api si nutrono sempre dalla stessa pianta, un po’ come se noi mangiassimo solo pane, saremmo carenti di vitamine e così è per le api... sono più deboli e si ammalano più facilmente.
FavoLe responsabilità quindi sono diverse e non tutte riconducibili alle attività umane, anche se la mano dell'uomo ha un ruolo preponderante. Ad esempio le monocolture, concentrate in un solo luogo, le coltivazioni intensive e i cambiamenti climatici dovuti al modo sbagliato di agire verso la natura. Ben venga il progresso ma nel rispetto degli equilibri naturali, riducendo la folle corsa al consumismo. Insomma, io credo che dovremmo rallentare, limitare i consumi, lasciare che la natura segua le stagioni senza le forzature a cui ci siamo quasi abituati, non ha senso secondo me, avere le ciliegie a novembre se non si abita in Cile.
Salviamo le apiC'è anche da chiedersi perché le organizzazioni e i gruppi di pressione ambientalisti ignorino quasi del tutto questa che è una vera e propria apocalisse ambientale e una minaccia per l'esistenza dell'uomo. Sono forse troppo impegnati sul fronte del riscaldamento globale o ci sono altri motivi più specificatamente economici? È solo un altro esempio di come il business in maniera disonesta usa ed abusa dell'eco-sistema per aumentare i profitti? Domande lecite che aprono ipotesi terribili, quali la volontà di estinguere totalmente le api con le gravi conseguenze che questo comporterebbe. In tutti i casi rappresenta una devastante minaccia alla catena alimentare e un crimine per l'ambiente e per l'umanità.
estrazione_miele1245827560Noi persone comuni pensiamo alle api come le laboriose fornitrici di miele e magari al dolore di una loro puntura! Non si deve dimenticare invece che il loro ruolo nell'eco-sistema è ben più importante. E anche se, in alcuni paesi come la Cina, sono addirittura gli uomini ad impollinare manualmente le piante, non si potrà mai sostituire o eguagliare il lavoro perfetto che le api fanno da millenni.
Non si deve perdere il contatto con le nostre radici, con la natura, con la terra e con quello che serve a mantenerlo vitale. Per questo ci si deve impegnare per trovare una soluzione efficace per la loro salvezza... e la nostra.
Gisa SiniscalchiGisa SiniscalchiFusignano (RA)
29 Novembre 2015










9 commenti:

  1. Gisa ciò che scrivi è santa verità ma su una cosa vorrei dire la mia. Gli ambientalisti credo si possano dividere in due categorie: quelli veri e quelli finti. I veri( per così dire) stranamente pensano al surriscaldamento per prendere voti i finti paradossalmente ci mettono la faccia . Lo so che ti sto confondendo. Cercherò di spiegarmi meglio, anche in virtù di ciò che è successo oggi, a Siracusa,in occasione della Marcia globale per il clima. Nella città di Archimede devi sapere che da due anni a questa parte si organizza la marcia e anche quest'anno nessun " vero ambientalista" ( per intenderci quello che a ridosso delle elezioni sventola bandiera verde) ha partecipato alla marcia per il clima. Eppure qualche finto ambientalista si è unito a noi e gli altri invece si sono limitati a guardare come a dire : cretini andate tanto io sono esente da danni ambientali. Grazie ancora per le perle di informazione che ci fornisci

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  2. Michele Maniscalco30 novembre 2015 09:20

    Leggo su Internet e lo metto come commento all'interessante articolo di Gisa Siniscalchi.

    Anche le api vaccinano i loro piccoli per proteggerli dalle malattie e lo fanno con una proteina chiamata vitellogenina. La scoperta, fatta da ricercatori delle universita' di Helsinky e dell'Arizona e pubblicata sulla rivista Plos Pathogens, potrebbe essere la chiave per proteggere questi insetti, sempre piu' minacciati dai cambiamenti ambientali.

    Le api sono un fondamentale 'strumento' per l'esistenza della catena di produzione dell'agricoltura, praticamente tutte le piante da frutta e il 90% del grano prodotto al mondo non sarebbe prodotto senza l'invisibile lavorio di api e gli altri insetti impollinatori.

    Negli ultimi decenni la popolazione delle api e' drasticamente calata praticamente in ogni area: si stima che negli Stati Uniti siano passate da 6 milioni a 2,5 in meno di 60 anni. Tutto questo e' dovuto a una combinazione di fattori quali l'inquinamento dell'aria, l'uso dei pesticidi e parassiti ma i ricercatori non sono ancora riusciti ad avere una idea chiara sulle vere cause del fenomeno.

    Per questo la scoperta dei meccanismi usati dalle api per trasferire le difese immunitarie, una sorta di vaccino naturale, potrebbe avere una grande importanza non solo per la ricerca ma anche a livello di produzione agricola mondiale. Secondo lo studio la chiave del 'vaccino' delle api e' la vitellogenina, una proteina del sangue gia' nota per la sua importanza nel mantenimento delle difese immunitarie ma la cui azione non era stata ancora ben compresa.

    Questa molecola agirebbe, secondo i ricercatori, come una sorta di colla nella quale rimangono 'impastati' frammenti di batteri nocivi sconfitti dalle difese immunitarie delle api adulte. Attraverso la pappa reale questo materiale viene involontariamente trasmesso alla regina, che a sua volta lo trasferisce alle uova deposte.

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  3. Meno male che ancora esistno i "LAPARA" che con le loro Arnie piene di buone Api si spostano nei frutteti e nelle campagne per favorire l'IMPOLLINAZIONE! Diversamente neanche la frutta ed alcune verdure avremmo più in abbondanza! Vecchi mestieri ma grandi risorse!

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  4. Bellissimo. Una buona cosa la ricerca, qualcosa si muove per fortuna..grazie Michele per l'informazione e per il commento.

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  5. Bellissimo. Una buona cosa la ricerca, qualcosa si muove per fortuna..grazie Michele per l'informazione e per il commento.

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  6. Credo che il filo conduttore di tutti i problemi ambientali e quindi della qualità della vita degli ultimi decenni sia l'aver abbandonato i ritmi naturali. Ci siamo autocelebrati ed investiti di poteri distruttivi. Coltivazioni intensive, il tutto e subito in ogni aspetto della vita ci ha soffocato di cose ed inquinato il cervello.

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  7. È veramente interessante il tuo articolo, Gisa, e non sono da meno i commenti. Tutti dovrebbero essere a conoscenza di tali ricerche perché tutti siamo legati alla loro esistenza , anche perché la loro sensibilità o reazione ad agenti esterni sopperisce o ci fa riflettere sui danni provocati a noi umani, come le onde elettromagnetiche. Questi sciami laboriosi, che si fermano sui fiori del mio balcone, da sempre attraggono la mia attenzione perché danno una sensazione di vitale entusiasmo. La loro costante moria ci rattrista ma ci deve far riflettere sulle condizioni di altre specie, sulla nostra stessa esistenza e sul precario ecosistema del Pianeta.
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  8. È veramente interessante il tuo articolo, Gisa, e non sono da meno i commenti. Tutti dovrebbero essere a conoscenza di tali ricerche perché tutti siamo legati alla loro esistenza , anche perché la loro sensibilità o reazione ad agenti esterni sopperisce o ci fa riflettere sui danni provocati a noi umani, come le onde elettromagnetiche. Questi sciami laboriosi, che si fermano sui fiori del mio balcone, da sempre attraggono la mia attenzione perché danno una sensazione di vitale entusiasmo. La loro costante moria ci rattrista ma ci deve far riflettere sulle condizioni di altre specie, sulla nostra stessa esistenza e sul precario ecosistema del Pianeta.
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