domenica 15 novembre 2015

PARIGI, ANCORA PARIGI. ORRORE INFINITO

Bandiera a luttodi Giangiuseppe Gattuso - Non dobbiamo avere paura. Non possiamo avere paura. Parigi colpita gravemente, Parigi come Roma, come qualsiasi altra città d’Europa. Parigi siamo tutti noi. Come lo siamo stati per Charlie Hebdo.

E come dovremmo essere sempre quando la furia umana raggiunge limiti impensabili. 

C'è una guerra non dichiarata. Senza confini, senza trincee, anonima, senza scampo. Era cambiato il mondo, l’11 settembre 2011, con la tragedia delle torri gemelle a New York. E appena dieci mesi fa, il 7 gennaio 2015, l’altra strage, quella della redazione del giornale satirico e del supermercato di Parigi costata la vita a 20 esseri umani.

Abbraccio capi di stato[6]La reazione popolare fu enorme, l’11 gennaio Parigi invasa pacificamente da una folla immensa insieme a cinquanta capi di stato, ministri, sindaci e rappresentanti di ogni religione.

Folla immensaBandiere di ogni colore, cartelli e scritte estemporanee per difendere la libertà, la civiltà, i valori imprescindibili della convivenza umana. Sembrava l’inizio di una nuova era, di una nuova politica per combattere il terrorismo di qualsiasi natura e per riaffermare i principi della libertà e della democrazia.

E, invece, rieccoci a contare le vittime, a soffrire insieme ai nostri fratelli francesi, a ricordare le altre stragi come quella dello scorso 18 marzo in Tunisia. Allora i morti al Museo del Bardo di Tunisi furono 23, di cui quattro italiani.

BataclanE adesso ancora Parigi. Un concerto al teatro Bataclan, musica, giovani, divertimento. E poi spari a raffica, esplosioni, sangue dappertutto, morti, tanti morti. Terrore infinito. A due passi dallo stadio strapieno mentre si gioca l’amichevole Francia-Germania. E sentire i francesi che cantano la Marsigliese mentre escono dallo stadio fa una certa impressione.

Torre EiffelVenerdì 13 novembre 2015. Una data, anche questa, che resterà nella storia. 129 vittime, in gran parte giovani, e centinaia di feriti molto gravi. Una carneficina. Una strage assurda, immonda, schifosa. Una incredibile inumana volontà di fare male, tanto ma tanto male. Una specie di gara a chi uccide di più e nel modo più violento. Un’organizzazione precisa, infiltrata nella società europea, ragazzi cresciuti tra noi, vittime di menti perverse e mandanti oscuri(?). L'Isis.

Morto a terraMa cui prodest? Qual è il fine di queste azioni ignobili, quale può essere la forza da spingere uomini poco più che ragazzi a uccidere, a farsi esplodere per uccidere di più insieme a se stessi. Quale Dio può volere questo e quale può essere lo scopo vero dietro queste atrocità. E il cosiddetto stato islamico ha un qualche beneficio da tutto questo? È pensabile che spargendo sangue e terrore possa ottenere un qualche vantaggio? O, invece, c’è dell’altro. Qualcosa che personalmente non so spiegare, non ho i mezzi per farlo.

Abu-Bakr-al-Baghdadi-014-1Le reazioni a caldo, a volte scomposte, non servono e possono creare esse stesse altri problemi. È forse quello che vogliono, che qualcuno vuole. Per scatenare qualcosa di più grande di più pericoloso. Il problema è l’Islam? Due miliardi di musulmani in ogni parte del pianeta e dell’Europa? No non può esserlo. Sarebbe una follia, una guerra planetaria in nome di un unico Dio, una stupida e inutile generalizzazione. C’è bisogno, è vero, di una forte riflessione interna all’Islam stesso per fare emergere le ragioni perché accadono queste tragedie e avviare un ‘necessario’ e vero cambiamento culturale.

Ma tocca sempre a noi, al nostro mondo, alla civiltà laica e libera fare arrivare messaggi di pace di convivenza, di solidarietà, e di tolleranza.

310x0_1412374797149_medium_141004_000642_to031014pa_095E se c’è un problema che si chiama Isis, se tutto il male è concentrato in quel gruppo di esaltati, se i pericoli per la libertà e la democrazia del mondo sono i rappresentati dal Califfato, credo che la comunità mondiale ne debba prendere atto. A cominciare dalle multinazionali del petrolio, dai fabbricanti d’armi di quei paesi del civile occidente che lucrano vergognosamente sulle tragedie del mondo.

Giangiuseppe Gattuso
15 Novembre 2015

31 commenti:

  1. No Giangiuseppe , il pericolo non è solo l'Isis ma tutto l'Islam radicale. Anche se si riuscirà a sconfiggere l'Isis, cosa che non mi sembra realistica, sorgeranno nuove sigle, e già ce ne sono una decina, e si continuerà a contare i morti ed a vivere nel terrore.Bisogna purtroppo notare che l'Isis, o Al Qaeda etc,, non nascono a case ma sono parte de quell'area ed hanno un grosso appoggio popolare. Deve essere il popolo arabo a sconfiggere il fondamentalismo islamico e non mi pare che questo popolo manifesti la minima intenzione di farlo.

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    1. Peter Schmailzl15 novembre 2015 22:48

      Credo che l'islam radicale sia solo un erbaccia cresciuta su un terreno saturo di delusione e vuotezza spirituale, ed è per questo che temo molto di più la generazione di giovani adulti, senza valori, senza ideali, ma pieni d'odio e disprezzo, facile preda per i seminatori di pseoudoideali strumentali. Potresti cancellare, con un atto magico l'islam e tutte le religioni.... salterebbe fuori un'altro estremismo.

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  2. Sono d'accordo "solo il popolo arabo può sconfiggere il fondementalismo islamico".

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  3. Non dobbiamo avere paura dice il caro Gianni...io penso invece che dobbiamo averne...non paura statica..ma quella che innesca il coraggio...per agire e ancor più per farsi domande.
    Cui prodest è la prima...al di là del fondamentalismo di chi compie simili massacri, al di là dell'odio verso gli "eretici" e verso l'occidente e anche verso le donne...una recente scoperta, in una fossa comune i corpi di 80 donne, sono vittime innocenti anche queste, al di là del fanatismo "religioso" vi è altro, errori politici e strumentali degli occidentali che quei territori li hanno sfruttati e depredati ..che hanno ignobilmente parlato di esportazione di democrazia, fornendo armi e sostegno un pò a casaccio a gruppi più o meno radicali...è da pensare, il mostro assasino è stato creato così. E ora si deve avere il coraggio di ammettere le colpe e il coraggio di combattere uniti, non la Russia che aiuta la Siria, non solo, non gli USA troppo teneri con Israele, e con alcuni gruppi ostili ad Assad, nanon la Francia che manda le truppe, per salvare i pozzi di petrolio, serve invece una azione concreta e unanime, cosa che è certamente complicata dai troppi interessi personali degli stati...sia europei che mondiali...le armi le vendiamo noi, la tecnologia ugualmente ...e se si cominciasse da qui?

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  5. Caro direttore, il tuo articolo è buono e tempestivo, ma per la prima volta mi ticca dire che "non ho parole".
    Prima di tutto vorrei esprimere la mia solidarietà alle vittime, ai morti, ai feriti, a tutto il Popolo francese, all'Umanità.
    Che dire? Non ho parole ho detto, e forse il silenzio sarebbe il miglior commento al fatto.
    Ma noi siamo vivi, i nostri figli, i nostri fratelli, i miei nipotini, siamo tutti membri di una società che deve vivere in pace. Non possiamo essere, e tanto meno restare in balia di menti malate che ti possono uccidere mentre cammini ignaro per la strada.
    Anch'io sono tra quelli che pensano che la religione, in nome della quale (anche) uccidono, non sia quella giusta. Peraltro ritengo che nessuna religione lo sia (non sono un credente).
    La storia ci insegna che questo "oppio dei popoli" non ha portato mai bene.
    Come si può sostenere le "ragioni" di chi uccide in nome di un Dio che non hai nessunissima prova che esiste? Nel dubbio, perchè lo fai?
    Io non credo che si tratti solo di una guerra di religione, certo questa serve per alimentare il fanatismo, ma c'è dell'altro, sono quasi sicuro che c'è molto altro dietro questi gesti infami ed efferati.
    L'occidente ha le sue responsabilità, inutile negarlo.
    L'occidente si è arricchito sfruttando le loro risorse, e questo fatto pesa non poco per "giustificare" da parte loro gli atti terribili che comettono.
    Il petrolio, l'oro nero che le multinazionali (chiamate 7 sorelle) si sono prese a prezzi imposti da loro, non è una cosa da trascurare.
    Tutto il resto, che non sto ad elencare, che i vari Stati Europei, Francia ed Inghilterra in testa, che si sono presi con la colonizzazione di quelle terre è un retaggio culturale che molti di loro si portano dentro.
    Sia chiaro, non sto giustificando nulla, tento solo di capire (male forse) i motivi per cui delle menti umane arrivino a gesti di questa bestialità.
    Se penso all'azione di guerra di Bush in Irak, scatenata unicamente perchè la sua inettitudine ha permesso l'11 settembre, beh, non è una cosa ininfluente rispetto alla "giustificazione" delle imprese barbare di queste uomini che dicono di uccidere in nome della fede.
    E' vero, Oriana Fallaci lo aveva detto, loro non rispettano la nostra cultura. Ma nessuno pensava che scatenassero una guerra barbara per imporre la loro.
    Allora che fare? Io credo che tutti i Popoli civili (mussulmani civili compresi) dovrebbero coalizzarsi per sconfiggere i fanatici dell'isis e di tutte le altre formazioni collaterali. Per fare questo occorre che a monte ci sia una analìsi seria dei vei motivi per cui i fanatici hanno scatenato questi atti terroristici vigliacchi. Ripeto, io non credo si tratti solo di religione, ma anche di religione. Credo anche che se non si derimono tutti gli altri motivi, sarà inutile anche coalizzarsi. Mi auguro che la ragione faccia superare gli ostacoli che ancora ci sono, se non altro, in nome della vita.

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  6. Escludendo gli amici che scrivono in questo blog, personalmente diffido di chi ha sempre una risposta su tutto e ritiene di aver compreso sempre ogni ciclo della nostra storia, mostrando certezza delle proprie convinzioni. Dico questo perché ho sempre pensato che la realtà è sempre più complessa di come appare in superficie. Tutti siamo convinti che dietro la guerra dell’Isis girano interessi economici da parte di soggetti che li armano e li foraggiano, ma se fosse solo un problema economico saremmo nell’ambito dei rapporti diplomatici su cui molti stati, estranei agli interessi criminali, potrebbero fare breccia e avviare una trattativa. Il mondo arabo è una realtà troppo diversa dalla nostra cultura e soprattutto sconosciuta a molti. Persino negli atti criminali, come quelli che stanno destabilizzando il mondo occidentale, hanno introdotto tecniche e filosofie per noi impensabili. In Italia abbiamo conosciuto il terrorismo rosso e nero degli anni ‘70. Quelle azioni avevano una finalità molto precisa che era quella di abbattere fisicamente la classe dirigente di quegli anni per affermare (con metodi criminali) “il potere del proletariato”. I brigatisti, dal loro punto di vista, conducevano una battaglia politica che cercava consenso tra la gente, alimentando la loro esasperazione nei riguardi del malgoverno e dal monopolio della D.C. Anche per i terroristi italiani si parlava di finanziamenti di altri Paesi interessati al rovesciamento dell’assetto politico italiano. Eppure quel fenomeno, che sembrava invincibile, fu sconfitto. E la ragione della sconfitta dipese molto dalla mobilitazione generale della società civile, dei sindacati ma, soprattutto dagli ergastoli che furono comminati ai terroristi, dai pentiti fino alla definitiva sconfitta. Gli assassini dell’Isis, non possono certo contare sul consenso popolare, non temono le azioni giudiziarie. Non temono neppure la morte tanto è vero che si fanno esplodere insieme alle loro vittime. Per questo avvertiamo tutti un senso di impotenza e di crescente preoccupazione. Gli assassini della strage parigina avevano solo vent’anni e mentre i nostri giovani a quell’età esplodono di vitalità, i criminali islamici esplodono con le cinture piene di tritolo. Le loro società sono comunità prive di valori istituzionali, non hanno la cultura del diritto e in Libia ci sono 4 o 5 governi diversi, guidati dai clan. Come volete che ne veniamo fuori?

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  7. Michele Maniscalco15 novembre 2015 10:39

    Oggi ci sono due articoli di Politica Prima che trattano lo stesso argomento. Uno di Caianiello apparso già nei giorni scorsi più o meno simile a quello di oggi e ho fatto già il mio commento.

    Il secondo di Giangiuseppe Gattuso che come sempre è chiaro ed equilibrato.
    Se si ritiene che il problema è l’Islam non c’è niente da fare. Non si possono attaccare e sconfiggere militarmente 2 miliardi di persone sparse in tutto il mondo.

    Se si ritiene che il problema sono le frange estremiste si possono isolare e sconfiggere. Certamente non con bombardamenti indiscriminati, ma con attacchi mirati e con truppe di terra. I curdi hanno dimostrato, anche se poco e male armati, di poterlo fare.

    Per quanto riguarda il petrolio si parla sempre delle multi nazionali come se lo rubassero come accadeva una volta. Hanno i mezzi per estrarlo e lo pagano regolarmente. Se i pozzi finissero in mano al Califfato la situazione peggiorerebbe.
    Quello che è inaccettabile da parte di tutto l’occidente la gran massa di armi di tutti i tipi che fa arrivare in tutte le zone dove ci sono guerre e rivolte. I governi nazionali, se lo vogliono, possono e debbono effettuare uno strettissimo controllo delle esportazioni onde evitare che poi vengano usate contro loro stes

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  8. Cui prodest? Si chiede l'autore Giangiuseppe Gattuso nel suo articolo interessantissimo e stuzzicante, che mi invita a “stravagare” un po' (ma poi non tanto...).
    La risposta più immediata ci porta a dire: alle multinazionali, ai mercati, alle grandi potenze “chi di qua e chi di là”; oppure al fanatismo religioso, al fondamentalismo.
    E in gran parte le cause e il prodest sono proprio questi.
    Ma c'è di più, c'è qualcosa di radicato nel cuore dell'uomo, nel suo emozionale, nel suo soffrire il vivere, che lo spingono a ricercare un profondo senso del divino, eterno e potente; altro da sé perché egli è mortale e impotente rispetto all'esistere; in una dualità-diversità santificata di due popoli, un dio di qua e un dio di là (nonostante il loro essere lo stesso dio di Abramo) che si affrontano; ad essi dii, ognuno nel suo, fedeli: i discendenti di Giacobbe e i discendenti di Esaù. I quali dai tempi dei tempi ambiscono al riconoscimento di “quella” eredità che li dovrebbe proiettare in una successione eterna! Data sì da un padre, Isacco, ma di natura divina.... anche se tale eredità resta ancor oggi “incerta” trattandosi di fatto di due dei, alla fine pure loro in guerra per il primato!
    Potrebbe esserci di peggio?!
    Le due figure bibliche sono davvero profetiche.
    Da una parte il forte rozzo cacciatore che torna vittorioso con la sua preda: il peloso Esaù; dall'altra il ragazzone Giacobbe vissuto nelle tende e nelle cucine a guardare come si preparavano vivande: riflessivo dunque, accorto....al punto da capire al volo il da farsi per vincere la partita: corrompere!
    Così egli riceve l'investitura dal padre, “gabbato” anch'esso dall'astuto figlio al quale poi, però e ohimé, (sempre secondo la narrazione biblica) questa eredità costerà carissima nei secoli dei secoli.
    Una metafora che sta a dire quanto caro sarà imporsi sull'altro – in questo caso su chi è fermo nel suo fondamentalismo di fede- utilizzando l'astuzia del ricercatore-scopritore di cose, di progresso e di scienza.
    E viceversa, altrettanto duro, sia il doversi imporre di chi resta fortemente legato ad una fede “statica” inamovibile che regola la stessa politica e le leggi di guerra.
    A questo punto possiamo dire come appaia inutile e falso sentirli parlare, ambedue, di misericordia!
    Perché si tratta di una misericordia riservata ciascuna al proprio popolo: due misericordie in guerra tra di loro.... (pure esse!).
    La misericordia biblica recita: “Non uccidere l'innocente” al settimo comandamento. Il fatto è che l'innocente è sempre quello della mia parte.
    Il Corano parimenti parla di misericordia, ma riguardo gli infedeli stranieri la sura cinque recita: “Terminati i mesi di haram ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate.”
    Due, alla disperata ricerca dell'Uno Eterno: mal vestito di un potere senza misericordia!
    La verità è che quell'agognata unità divina non appartiene ad un vincitore di battaglie o di astuzie, per quanto bravo possa egli essere!
    E dunque!
    Potrà terminare mai tutto questo?!
    Se sì, quando?
    Finale a sorpresa.....
    Quando il “femminile divino” sostituirà la brutalità del violento maschio Esaù e dell'astuto, non meno brutale, imbroglione Giacobbe.
    Essa unità è nello (nella: visto che è femminile in tutte e due le tradizioni) spirito/a, come percorso rinnovatore appartenente al pensiero, alla filosofia, in una spiritualità oltre ogni religione.
    Questa spirita abbatterà le barriere, perché il femminile-sapienza invaderà di tenerezza (bellezza) il mondo ricostruendo la ricercata unità in una dea con una sola umana misericordia...di successione eterna!

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    1. llissimo commento, che apre a qualcosa di realmente bello, la bellezza del non essere ne vincitore ne vinto, ma solo essere senza seguire religioni imposte da altri, senza leggi che siano oppressive, senza regole di partitismi, solo la bellezza della misericordia unica per ogni essere umano...è un bel sogno, un sogno possibile.
      Che sia per questo che la parte femminile dell'umanità è sempre stata subalterna?
      Che abbia sempre impaurito la parte maschile dell'umanità, e per questo motivo oppressa e lasciata da parte?
      Domande che nei secoli sono rimaste sempre nascoste, sempre inascoltate, forse è finalmente arrivato il momento di darvi risposta.

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    2. La donna è restata nei pressi della tenda perché partoriva e allettava figli; l'uomo, il procacciatore di cibo l'ha resa dipendente per fame.
      Oggi la parità ha messo in crisi questo sistema patriarcale provocando nel maschio le reazioni violente a cui assistiamo ogni giorno.
      Ma il femminile si imporrà non perché prepotente, ma perché sano di tenerezza.
      Grazie del commento che completa con valore il mio.

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    3. Grazie a te, è un bel sogno che al di la della prepotenza e prevaricazione maschile, deve avverarsi, è assolutamente necessario, per il bene del mondo intero..auguriamocelo, tutti, anche gli uomini, che comincino a perdere il negativo che abita nel loro cuore, possono, certo che possono.

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  9. Michele Maniscalco15 novembre 2015 16:03

    Mi piace postare questo stralcio dell'editoriale di Scalfari come commento all'articolo di Giangiuseppe perché coincide col mio pensiero


    Ci troviamo dunque di fronte ad un piccolo esercito, anzi piccolissimo, ma estremamente mobile e difficilmente individuabile prima che agisca. Aggiungo anche che questa guerra "sui generis" è la causa di due effetti assai pericolosi. Il primo è che la guerra contro i barbari impone vincoli molto stretti alla nostra vita privata. Il secondo è che dal punto di vista politico questa situazione rende molto più forti i movimenti e partiti di una destra xenofoba: guadagna terreno ed è un pericolo evidente per la democrazia. Concludo ponendomi una domanda: poiché bisogna sgominare l'Is e i suoi capi, qual è la guerra che dobbiamo fare e vincere? Le nazioni aggredite ed i loro alleati debbono scendere sul terreno che sta tra Siria, Iraq e Libia, ma non solo con bombardamenti aerei ma con truppe adeguate. Ci vuole un'alleanza politica e militare che metta insieme tutti i membri della Nato a cominciare dagli Usa e in più i Paesi arabi, la Turchia (che nella Nato c'è già), la Russia e l'Iran. Credo che sia questo il modo di agire nell'immediato futuro. Se non si fa, la nostra guerra con la



    barbarie terrorista non vincerà. Molto tempo per decidere non c'è. Nel frattempo l'Europa federale dev'essere rapidamente costruita a cominciare dalla difesa comune e dalla politica estera. Sono questi i soli modi per difenderci dal terrore e dalla sua disumanità.

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    1. Concordo, questo pensiero è anche il mio, una reale allenza di tutti i paesi europei e mondiali, un attacco mirato e completo al cuore di questo problema, è l'unica soluzione, anche per stroncare la deriva xenofoba, e il sogno di una Europa federalista di cui ho parlato in un recente mio articolo, potrebbe essere una buona cosa, finalmente, dare un senso alla immigrazione, che con ogni probabilità sarebbe meno immane se si sconfiggesse il fanatismo dell' Isis, andare a colpire dove esiste, tutti, America e Russia comprese, con l'ausilio del paesi dove vive ed è nata questa barbarie...ce la faremo? Ce la possiamo fare???

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  10. Marisa Bignardelli15 novembre 2015 20:52

    In questo blog non poteva mancare la tua voce Giangiuseppe e tu hai scritto un lucido articolo. Fa chiarezza nella mia testa. NO!In tutto ciò che sta succedendo che ci sia una a una regia satanica e grandi interessi economici dell’occidente, non ci sono dubbi! Personalmente non voglio, cedere alle emozioni e alla rabbia di tante vittime innocenti cadendo in generalizzazioni. I musulmani non sono tutti terroristi e fondamentalisti, gli emigranti non c’entrano ma la vigilanza deve essere alta. Vorrei sentire dalla parte sana del mondo musulmano tante proteste e prendere tante distanze. Tutto ciò non è avvenuto perché?Forse non siamo noi in guerra ma la guerra è proprio tra i musulmani e noi siamo intervenuti peggiorando la situazione !Se non ci fossero,per il mondo occidentale interessi in Siria e Libia se la Francia e l’America non fossero intervenuti noi ne saremmo fuori?Se ci fossero ancora Gueddafi e Saddam Hussein ci sarebbe stata tutta questa emigrazione?Le bande armate dell’Isis con le loro teatrali esecuzioni vogliono solo farci paura?Sono più la domande che il commento ne sono consapevole! Ho solo tanta voglia di capire! Niente può giustificare ciò che è successo e che succederà ancora. Non voglio aver paura a ogni viaggio che faranno le mie figlie! Non è più tempo di parole e spero che le grandi menti (mah) che governano il mondo trovino una soluzione. Lo strazio di tanti giovani, di tante intelligenze e promesse mi fa male ci fa male!La guerra si deve fare contro chi? Dove? Io so solo che non vogliamo più mettere candele alla finestra!

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  11. Sento adesso su tg 1 che è avvenuto un altro attentato in Turchia, poco fa, oggi che si apre il G20... Si dice con insistenza che a breve, sarebbero colpite l'Italia e la Gran Bretagna! Francamente non so come si possa non aver paura di fronte a simili prospettive... Con certezza si sa che i fornitori di armi sono italiani e americani... il che lascia spazio a molte, tristi considerazioni. Con la medesima certezza si sa che tra gli addestratori degli ASSASSINI ci sono degli italiani! Ho appena sentito che tra gli attentatori della strage dei nostri fratelli francesi ci sono 2 ragazzi giovanissimi. ANCHE QUESTO E' UN ORRORE NELL'ORRORE! COSA FANNO DI CONCRETO I POLITICI? MI SI DICA COME SI FA A NON AVER PAURA DI FRONTE A QUESTA STRATEGIA DEL TERRORE! METTIAMOCI BENE IN MENTE CHE SIAMO GIA' IN GUERRA... MA SIAMO IMPREPARATI, DISARMATI, ATTONITI... IO SPERO DI TUTTO CUORE CHE, OVE SI POTESSE... IL SANTO PADRE RINVII, A TEMPO INDETERMINATO, IL GIUBILEO! EGLI STESSO HA DETTO CHE I TERRORISTI ABBIANO MESSO IN ATTO 'UNA GUERRA DISUMANA’ ... RIFLETTIAMO E PONDERIAMO BENE.

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  12. Mirella Celauro15 novembre 2015 23:08

    ...troppo da dire... troppa confusione di idee e comportamenti. Non solo la Francia ma tutta l'Europa non è attrezzata per controbattere su livelli diversi questo assalto barbaro! Sapevi che l'intelligence francese è carente? lo sapevi che sono state sempre tollerate le presenze di frange estremistiche? e chissà quanto altro non sappiamo!!! Potremmo parlare di una "colpevole sprovvedutezza" di tutta questa fasulla Comunità Europea che vive più di emozioni che di azioni pensate?

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  13. Rosalba Ferrara15 novembre 2015 23:11

    Quale è il senso di tutto ciò che è successo a Parigi?Quale mano o convinzione dirige tutto questo orrore? Tutti leggiamo il significato secondo le emozioni del momento, o dobbiamo considerare che siamo in piena guerra? Oppure per pigrizia mentale e ignoranza, non approfondiamo ciò che ha provocato questa mattanza. Potremmo pensare, per esempio, che la religione è un paravento, che l'isis che ci propinano i media è progettata e costruita dalle grandi potenze per loschi affari ed interessi. La Casa Bianca non contraddice la versione francese che ci sia l'isis dietro questo attacco. Ma a quanto ha affermato in un intervista il leadir siriano, Bashar al-Assad, che ha chiesto in modo esplicito al Qatar e all'Arabia Saudita, di adottare misure efficaci, per fermare il sostegno ai terroristi, sia logistico che politico, ed attacca l'Europa in modo forte e chiaro, di subire la manipolazione da parte degli USA e dai centri del potere mondiale, prevedendo, che se gli europei avessero fornito armi ai terroristi, l'Europa, sarebbe diventata un terreno propizio, e ne avrebbe pagato il prezzo. Ci hanno ubriacato sulla scemenza di avere aperto le porte alla primavera Araba, Tanto da abbattere il regime di Gheddafi,, dove un irresponsabile Presidente americano e un mediocre presidente francese, con velleità napoleoniche , sono stati in parte responsabili di tutto ciò che oggi ci troviamo di fronte.

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  14. Dopo aver letto l'articolo del direttore Giangiuseppe Gattuso, potrei limitare il mio commento nel dire che lo condivido totalmente. E' tale lo sbalordimento provocato dalla tragedia di Parigi da non trovare parole di commento sull'episodio, ad eccezione del sentimento di abbracciare i fratelli francesi. Il giorno della tragedia l'unica mia esternazione è stata siglata dalla frase: "Aujourd'hui, je suis francais" Il desiderio di capire mi tormentava e, tutt'ora, mi tormenta. Ho trascorso tutta la notte con gli occhi incollati alla TV. Ho ascoltato tanti dibattiti, dai quali ho sentito le solite cose e, nessuna è stato in grado di dare risposte alle mie intime domande. Sulla certezza delle convinzioni di chi ho ascoltato, nelle varie trasmissioni, condivido il commento di Maurizio Alesi. Una sola cosa mi è chiara: "Nessuno è autorizzato in nome di Allah e, non ci sono giustificazioni che tengono". Come Michele Maniscalco condivido l'analisi del fenomeno e, la domanda finale che Eugenio Scalfari si pone alla conclusione del suo odierno articolo.

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  15. Salvo Castellese15 novembre 2015 23:30

    Articolo condivisibile. Sulla questione che oggi invade i media e suscita dibattiti continui, ho già avuto modo di esprimere le mie riflessioni che di seguito riporto con piacere: Oggi non occorre che si ascolti un uomo che parla da un balcone a Piazza Venezia per sapere che si è entrati nel terzo conflitto mondiale. Siamo chiamati, tutti e ciascuno di noi, in prima persona, a difendere giorno per giorno, il nostro territorio, i nostri cari, e ad alzare di molto il livello di sospetto e di attenzione. Queste sono le regole che detta la Nuova Guerra. Ormai la guerra, questo tipo di guerra, segue la struttura della nostra società che, come si sa, anche attraverso la digitalizzazione e l'informatica, utilizza i confini degli Stati soltanto per ragioni politiche e di indipendenza. I confini, come accade ormai in tutti gli altri settori della vita, come il lavoro, lo studio, la socializzazione tra gli individui, il commercio, etc... non hanno più la funzione delimitativa e individuante che avevano fino a 30-40 anni fa. Così è per quella che io chiamo la guerra all'oscurantismo e alla barbarie, che è stata apertamente dichiarata nel settembre del 2001 dall'Islam radicale e integralista contro l'Occidente infedele e che non vede più Stati contro Stati, ma Stati contro il Terrore", all'interno e al fi fuori di essi. Le uniche armi che abbiamo sono quelle della chiusura, a tempo indeterminato (o almeno fino a quando i terroristi e le cellule invasate dell'ISIS non saranno neutralizzate) delle frontiere ad immigrati e quelle della intensificazione del sistema di controlli e sicurezza degli Stati, senza dimenticare i controlli anche contro attacchi "chimici" o batteriologici e altre schifezze simili che possono minare la salute e la vita di una intera popolazione Soltanto così procedendo dovremmo, quantomeno ridurre al minimo i rischi per la nostra vita, la nostra fede religiosa e la nostra cultura.

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  16. Scusate, completo una frase del mio commento: "Nessuno è autorizzato ad uccidere in nome di Allah e, non ci sono giustificazioni che tengono".

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    1. Il Corano, purtroppo, afferma qualcosa di diverso.

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  17. Lucia Vittoria Di Marco16 novembre 2015 08:34

    A Beirut 43 assassinati dall'Isis, e 200 feriti. Se non sei occidente non fai notizia...

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  18. Nessuno riuscirà mai a farmi odiare un musulmano, un cattolico o un buddista. Odio lo stato che ha addestrato uomini ad ammazzare altri uomini servendosi di un dio qualunque, per il suo solo scopo economico, di prevaricazione, di colonizzazione.
    (Rita Pani)

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  19. Gloria Trizzino16 novembre 2015 13:25

    Caro Giangiuseppe leggo ora il tuo articolo che, pieno di dubbi e di dolore, si sofferma sulla strage di venerdì scorso. Condivido in pieno quanto esponi anche perché sono solo riflessioni che ci immobiliscono e ci confondono, se è ancora possibile, le idee. Mi sono permessa in un commento di affermare che non conosciamo queste bestie ne' dove si annidano, perché allora sarebbe facile combatterle.oggi siamo tutti a rischio. O meglio, a mio avviso lo siamo sempre stati, ma il concentrarsi delle azioni terroristiche e sapere che noi, noi Italiani, abbiamo fornito da sempre le armi. Mi fa pensare che l'oro ed il sangue valgono più della loro stessa vita. Se fossi in grado di muovermi farei un viaggio, perché niente e nessuno cancella dalla mia mente la morte di Marcella Mariani o la scomparsa di Adriana Alpi e tante altre. La nostra vita è trascorsa così ridendoci sopra. Sbaglio?
    Parlano di mancanza di lavoro, ma mi facciano il piacere, andassero a scavarsi le proprie tombe perché tocca a tutti. Siamo nati per morire, ma non per vivere mutilati della parola e degli arti. E poi ci sono i concerti rock che ci fanno ....compagnia.

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  20. Siamo improvvisamente tutti francesi. Da ieri, molti contatti del mio profilo hanno vestito la bandiera francese sulla loro immagine. Io non farò altrettanto e non perchè non sia vicino alle famiglie delle povere vittime innocenti, verso le quali provo tanto dolore, ma perchè sono contrario alla disparità fra morti a secondo della loro nazionalità. Per esempio, quanti lo hanno fatto con la bandiera russa dopo i morti dell'aereo fatto esplodere sul Sinai? I russi forse non meritano uguale participazione al loro lutto? E quanti lo hanno fatto con quella egiziana, irachena,afgani etc.. o per quelle vittime dell'attentati Jiadisti in Kenia, anche loro vittime di efferati terroristi? Io non ne ho trovato traccia. Esiste dunque una diversa sensibilità secondo la nazionalità di chi muore? Sono le tv, i giornali o facebook a decidere quando dobbiamo indignarci e chi sono i morti più morti degli altri? E' possibile che non abbiamo più nemmeno la capacità di decidere autonomamente che sentimenti provare, quando e verso chi? Io comincio a propendere per questa ipotesi.

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    1. Caianiello, sono perfettamente d'accordo.

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  21. antonella albertini16 novembre 2015 22:41

    In un attimo siamo piombati nella paura, nell'incertezza della vita; quello che è successo a Parigi ci spinge inevitabilmente a cambiare modo di vita, a guardare con sospetto il vicino in metrò, ad avere paura di andare in aereo. Nostro malgrado limita la nostra libertà che è uno dei principi di base della nostra società, del mondo occidentale. É un pericolo subdolo perché difficilmente individuabile, proviene dal cuore delle nostre città. Con angoscia leggo dai giornali che i terroristi sono francesi, nati e vissuti in Francia; non c'è stata integrazione. Il pericolo é in mezzo a noi, ci cammina a fianco per strada. Siamo vittime di politiche che non abbiamo scelto; la follia di cacciare e uccidere Saddam Hussein, la presunzione di eliminare Gheddafi, la guerra in Afganistan, la scelleratezza di armare i ribelli in Siria. Una serie di errori clamorosi che hanno destabilizzato un'area geografica e hanno provocato solo odio e rancore. Le cause di questo terrorismo ci sono e andrebbero analizzate senza ipocrisie. La soluzione non é quella francese di andare a bombardare perché accanto ai terroristi si fanno tantissime vittime civili. Serve un'azione mirata verso i colpevoli che risparmi i cittadini indifesi; serve un'azione condivisa e portata avanti insieme a Turchia, Iran, Arabia Saudita, Siria. Solo i popoli mussulmani possono sconfiggere l'isis , con l'appoggio dell'Occidente. E attenzione a parlare di guerra di religione, non lo è : è una guerra del terrore che vuole distruggere i principi della nostra vita

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  22. La guerra e l'odio generano guerra,odio,vittime innocenti che mai si sarebbero aspettate che la morte era lì,pronta a ghermirle e in un momento di allegria e spensieratezza.Per i terroristi è un obbligo morale combattere e uccidere gli occidentali che reputano infedeli e usurpatori delle loro terre....una follia...un fanatismo esasperato... sono convinti di avere un premio nell'aldilà per una vendetta compiuta...
    E noi? Forse quando si finirà di bombardare il Medio Oriente, si aprirà uno spiraglio per la pace...
    Il terrorismo è la conseguenza estrema, aberrante, suicida e omicida dell'ingiustizia sociale e dell'imperialismo....
    Nessuno ci chiede di intervenire in Medio Oriente eppure interveniamo trucidando donne, bambini...persone inermi....non ci sono bombe lanciate a fin di bene...ma bombe lanciate per uccidere....la guerra è una follia...ma la pace è difficile ad attuarsi e comunque.....togliere la vita ad innocenti è il più grande peccato di arroganza,presunzione, assenza di valori e di qualsiasi eticità che si volesse condurre a un credo o una fede. Musulmani perfettamente integrati qui in Italia ci sono e io ho lavorato in una scuola di una di queste comunità con grandissima soddisfazione... è stato uno scambio reciproco,soprattutto di affetto, stima, rispetto,ci sono brave e oneste persone fra loro... non si può quindi fare di tutta l'erba un fascio... ma poichè ci sono pure questi folli fanatici integralisti, ora dobbiamo difenderci come non è mai successo fino adesso. Considerata la giovane età dei terroristi e l'arresto dei loro parenti, penso ì che questi fanatici colpiscono chi voglia interferire nei loro paesi con intenti non proprio democratici...ed è pur vero che in nome di una democrazia male interpretata ci arroghiamo il diritto di sostenere o buttare giù quei dittatori che da una parte siano ritenuti necessari per mantenere gli equilibri del loro popolo e dall'altro invece e sono gli stessi, vengano considerati pazzi sanguinari...America e Russia docent... e noi,come sempre aspettiamo che decidano….ma nel frattempo rischiamo di brutto
    considerata la giovane età.. penso che questa integrazione in moltissimi casi non avvenga...

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    1. Peter Schmailzl16 novembre 2015 22:55

      Finalmente una presa di posizione sensata e chiara, grazie Carmen.

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    2. Salvatore Di Maggio17 novembre 2015 14:59

      Dalle chiacchiere è ora di passare ai fatti !!!!
      L'ITALIA come altre Nazioni Europee è nel mirino dell'ISIS .
      I nostri governanti hanno l'obbligo di prevenire azioni contro i cittadini italiani, hanno l'obbligo di attuare tutte le misure indispensabili per proteggere l'incolumità degli italiani!!!
      I proclami pubblici non servono alla CAUSA occorrono FATTI .
      Suggeriamo a Mattarella, Grasso, Boldrini, Renzi, Alfano e a tutti coloro che ricoprono incarichi istituzionali alcuni rapidi ed utili provvedimenti.......
      - Togliere immediatamente tutte le scorte ai politici, magistrati, etc.....e comandare i migliaia di Agenti a sorvegliare obbiettivi sensibili come scuole, ferrovie, aeroporti, stadi, ed altri siti dove sono a rischio i semplici cittadini. L'ISIS compie stragi contro le persone inermi !
      - Richiamare in Italia i migliaia di Militari italiani impegnati in missione di pace all'Estero.......la pace e la tranquillità va garantita in primis al popolo italiano.
      - Le nostre navi devono difendere e proteggere i nostri confini, non devono andare a raccogliere i nostri invasori e futuri nemici del popolo italiano.
      - Controllare con attenzione tutti coloro che sono arrivati in Italia e rispedire nelle loro nazioni i non aventi requisiti di asilo.
      - Provvedimenti durissimi contro gli immigrati che non rispettano le nostre Leggi. Accoglienza a chi ne ha veramente necessità e a chi rispetta le nostre Leggi.
      - Interventi immediati per gli Italiani in difficoltà. Priorità assoluta è il bene e la sicurezza degli italiani!!! In seguito essendo gli italiani un popolo dal grande cuore si penserà agli immigrati .
      -Chiusura immediata delle frontiere con controlli severissimi per coloro che entrano nel nostro territorio.
      -Carcere certo ed esproprio dei propri beni per chi ruba denaro pubblico e per chi trae vantaggio economico illecito da situazioni di emergenza o di accoglienza.
      INIZIAMO A TRANQUILLIZZARE GLI ITALIANI CON I FATTI E NON CON LE SOLITE CHIACCHIERE DI CIRCOSTANZA!!!
      L'ISIS HA CHIARAMENTE DICHIARATO GUERRA ANCHE ALL'ITALIA .......
      D I F E N D I A M O C I !!!!!

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