sabato 25 aprile 2015

25 APRILE. UNA MEMORIA CONDIVISA

x-defaultdi Franco Luce - La nostra storia, in modo particolare quella legata alla “guerra di liberazione”
dall'occupazione nazifascista, è stata spesso usata come strumento di polemica e di divisione. L’Italia che guarda al futuro, ha bisogno, invece, di una “storia condivisa”. Sono frequenti le sollecitazioni, in occasioni di anniversari e celebrazioni, che spingono sulla necessità di richiamarci ad una memoria condivisa.

LiberazioneCredo, in primo luogo, sarebbe utile ragionare sull'esatta interpretazione del termine “memoria”. Ognuno di noi intende trasmettere ai posteri ed alle giovani generazioni l’esperienza vissuta in precedenza, che assume, a tutti gli effetti, i connotati di un vero e proprio “patrimonio genetico”. Purtroppo, questo senso soggettivo di concepire la memoria, con particolare riferimento a quelle importanti e gravi vicende che hanno portato alla guerra di liberazione, hanno prodotto nella nostra società significative e profonde lacerazioni, derivanti da motivazioni diverse, ma anche da quelle situazioni territoriali eterogenee, che hanno contraddistinto il delicato periodo storico compreso dal 1943 al 1945.

Bundesarchiv_Bild_101I-312-0983-03,_Rom,_Festnahme_von_ZivilistenPer un partigiano della Val d’Ossola resta difficile, anzi impossibile rimodellare la propria memoria, e di conseguenza accordarla con un reduce della divisione alpina “Monterosa” che ha operato con uno spirito totalmente opposto. La memoria, perciò è la risultante di tante componenti che sono radicati su eventi, ma soprattutto su “sguardi particolari” che resteranno diversi e non potranno mai essere modificati.
Allora è necessario, in questo caso, modificare sia il sentimento che il significato del termine “memoria”, e trasportarlo su un terreno su cui far germogliare quel tanto agognato processo di riconciliazione nazionale, costruito su un vero e proprio accordo, sulle proprie differenziazioni ed essere in grado di mettere alle spalle quel passato fatto di lotte aspre, ma anche, aggiungo, di imperdonabili errori, commessi sia dai “vincitori” che dai “vinti”.

Milano-Donne-partigiane-e-gappistiLa guerra di liberazione è sicuramente la base della nostra Costituzione Repubblicana, ma non possiamo dimenticare i nostri soldati morti o deportati che hanno dovuto indossare una “divisa” e si sono ritrovati, sebbene in ambito contrapposto a subire tutte quelle privazioni che una guerra porta al seguito. Non bisogna dimenticare, come ci insegna la storia, che si possono commettere errori, anche lottando per una causa giusta, e volendo esprimere un giudizio del tutto personale, ad esempio, non sono convinto sulla necessità dell’attentato di via Rasella a Roma, che causò la vile rappresaglia nazista e la fucilazione, alle Fosse Ardeatine, di 335 inermi cittadini.

L’universo italiano, di quel periodo strettamente legato al secondo conflitto mondiale, è costellato di tanti episodi di incerta ed inutile valenza sia umana che militare e che certamente hanno avuto ripercussioni negativi su quel particolare periodo storico. A mio parere, non è assolutamente disdicevole concedere ai “vinti” qualche risarcimento morale per poter raggiungere in qualche modo un “restauro” di un’immagine deteriorata, e contestualmente la richiesta ai “vincitori” di qualche piccola sconfessione che fino ad ora ha avuto carattere valoriale.

25-aprile-mattarella-900x450-1429892275Affiancare a ciò anche una onesta ricostruzione dei fatti per finalmente arrivare ad una vera e definitiva riconciliazione nazionale. Uso questi termini, perché com'è noto, la Resistenza, non è stata solo una guerra di liberazione dall'invasore tedesco, ma ha assunto a tutti gli effetti le connotazioni di una guerra civile, e quindi non ha accomunato gli italiani, anzi come tutte le guerre civili, ha portato al suo seguito vendette e storie non solo pubbliche ma anche private.

E su questo, oggi, dobbiamo ragionare al di là delle memorie personali e famigliari, oltre ad incentivare la ricerca di verità e moralità storica. Solo così, nel futuro che ci attende, il 25 Aprile potrà essere celebrata come festa di tutti gli italiani.

Franco Luce aprile 2015Franco LuceStornarella (FG)
25 Aprile 2015








10 commenti:

  1. Nessuna nazione al mondo ha mai festeggiato la perdita di una guerra. non vedo giapponesi che festeggiano le bombe di Hiroshima e Nagasaki.

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  2. Michele Maniscalco25 aprile 2015 21:51

    "Far germogliare quel tanto agognato processo di riconciliazione nazionale".
    Non esiste guerra senza errori.
    Nei mie modesti ragionamenti accosto l'attentato di Via rasella ai missili di Hamas sulle colonie israeliane. Quelli di Hamas sanno benissimo che la reazione dell'esercito israeliano è molto peggio di quella dei nazisti a a Roma. Non più 10 a uno, ma cento a uno compresa la distruzione delle case. Perchè continuano con gli attentati? Qualcuno dice che lo fanno per mantenere vivo l'odio contro gli israeliani.

    Che io sappia, nei territori occupati dai Nazi-Fascisti, per gli uomini validi dai 18 ai 40 anni, la scelta era la montagna o la divisa dei repubblichini di Salò. Tanti hanno scelto la montagna perchè la ritenevano la parte giusta, così come chi ha scelto la divisa. Con la differenza che se avessero vinto i Nazi-Fascisti oggi non si parlerebbe di riconciliazione perchè i partigiani, considerati traditori, sarebbero stati tutti fucilati.

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  3. bruno la menza26 aprile 2015 11:08

    colgo nei commenti di Guido e Michele un atteggiamento calcistico su quelli che furono gli eventi bellici della seconda grande guerra.
    I partigiani che chiedono rispetto per la loro storia non sono come i brasiliani che hanno perso la partica in semifinale con la Germania. Hitler non era l'allenatore della squadra nazista, Mussolini non era Trapattoni. La festa di ieri era la festa della liberazione dal giogo dittatoriale. L'affermazione giusta potrebbe essere,come disse Sandro Pertini: non esiste liberta' senza giustizia sociale". In poche parole la democrazia e' un fatto compiuto solo se dai l'opportunita' VERA di determinare il futuro della nazione. Se poi la retorica delle bandierine o la sfilata dei novantenni che all'eta' dei nostri figli decisero la comodita' del campeggio fra le nevi e le montagne invece delle scomode caserme nazi-fasciste sia un fatto gradevole o meno lo lascio alla sensibilita' di chi osserva. Ieri mi ha colpito l'intervista ad un ex partigiano che dopo anni ha deciso di parlare: la nostra scelta merita rispetto; ho gli incubi di quando sono stato torturato per la liberta'; merito rispetto. Meritano rispetto i morti trucidati dai nazisti; meritano rispetto tutti coloro che hanno fatto crollare i regimi dittatoriali. Erano ragazzi dell'eta' che oggi impone : Iphone di ultima generazione , musica ad alto volume, disprezzo per la cultura al punto da far chiudere librerie e musei etc etc. Quei ragazzi che si allontanano da questi stereotipi sono considerati con scarso rispetto dalla massa dei divoratori di programmi defilippissiani; non hanno il sogno di fare il tronista. La morte di migliaia di milioni di persone non e' un errore, non e' un effetto collaterale. Non e' vero, caro Michele che si possono omologare i partigiani con i repubblichini; avevano modelli esistenziali diversi. Non mi sento di omologare Galilei con chi lo ha processato senza cercare di capire cosa volesse dire.

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    1. Michele Maniscalco26 aprile 2015 21:28

      Bruno, mi dispiace se mi sono espresso male e non aver fatto capire da che parte sto.
      Se in quegli anni mi fosse trovato a nord di roma e avesse avuto l'età per farlo avrei scelto "la comodità del campeggio tra le nevi della montagna".

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    2. Michele Manisclco27 aprile 2015 07:54

      Sopra leggi : fossi e avessi.

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  4. bruno la menza26 aprile 2015 11:39

    anche se non autorizzato trascrivo la riflessione mandatami da mia sorella ;al limite mi puo' fare causa :
    Sandra la Menza piccola riflessione: E le riflessioni si traducono in flebili lacrime
    Urlo dell’anima svanito nel nulla
    Corpi calcolati nelle foibe in metri cubi
    Corpi calcolati nelle fosse comuni dei campi di sterminio in metri quadri
    Corpi calcolati nei barconi in metri lineari
    Nulla è cambiato se non il metro di misura adottato
    Per il cuore degli uomini si va ai numeri relativi

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  5. Marcello Morelli26 aprile 2015 17:12

    Articolo molto equilibrato, largamente condivisibile. Celebrare ricorrenze divisive non aiuta a ricomporre la frattura fra gli Italiani che peraltro viene sapientemente alimentata da chi vuole speculare con fini politici sulla tragedia della guerra civile. Ammiro la Spagna e la lungimiranza di Franco che alla fine della guerra civile, ben più sanguinosa e crudele, volle che i Caduti degli opposti campi riposassero fianco a fianco quale segno di pacificazione nazionale nel grande cimitero monumentale della Valle de los Caidos.

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    1. Il signor Morelli si capisce che è un militare di destra.

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  6. Marisa Bignardelli28 aprile 2015 20:27

    Questo articolo meritava tantissima attenzione.Vorrei partire dalla fine "al di là delle esperienze personali e familiari dobbiamo incentivare la ricerca di verità e moralità storica"Qual è la verità storica?Il 25 aprile è nil giorno che ricorda il sacrificio dei partigiani per la libertà e democrazia.Tante sono le manifestazioni e tante,tantissime le bandiere rosse(Sono d'accordo con Marcello Morello che non bisogna speculare per fini politici sulla tragedia della guerra civile)Tutti siamo informati sulle nefandezze fasciste ma cosa sappiamo di quello che Napolitano definì IL LATO OSCURO DELLA RESISTENZA? Conosciamo la fine dei 7 fratelli Cervi uccisi dai fascisti ma chi ricorda la storia dei 7 fratelli Govone ,6 uomini e una donna ,uccisi perchè uno di loro indossava la camicia nera.Quanti ricordano la strage di Odenzo ?598 allievi e ufficiali,fucilati e gettati dal Piave a molti sono toccate atroci tortire prima di essere uccisi.Donne rasate ,denudate e stuprate.Non andò meglio alle giovanissime ausiliare volontarie.Allora mi chiedo Furono tutti dei patrioti ?combatterono per la libertà e democrazia o volevano sostituire il regime fascista con un regime comunista?Tanto ci sarebbe da chiedersi e da dire !!!Rendo onore ,con forza a tutti quei partigiani che credettero veramente alla libertà e democrazia.Rendo onore a tutti gli italiani che combatterono con una divisa ma credendo nel valore della patria.Rendo onore a coloro che furono vittime di una tragedia e non poterono avere nemmeno la possibilità di scelta!!I Concordo nel non considerare eroi coloro che misero la bomba in Via Rassella !alla fine potevano anche consegnarsi ed evitare 335 morti innocenti Salvo D'acquisto si fece avanti,senza aver fatto niente.NON RENDO ONORE a Salvini e alla sua ignoranza "I siciliani non hanno partigiani perchè troppo vigliacchi"Il governo Badoglio dichiarò che la guerra continuava ai soldati tedeschi e italiani contro gli anglo-americani e dunque la Sicilia si trovò a contrastare lo sbarco americano del 10 luglio 43 Poi,dopo l'8 settembre Badoglio passò dalla parte del nemico,lasciando un esrcito allo sbaraglio!!Tutti ricordiamo la famosa scena di un Alberto Sordi che non riesce a capire perchè i tedeschi,loro alleati gli sparano contro!!Dunque 25 aprile RICONCILIAZIONE NAZIONALE e non divisione e uso a fini politici !!!

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  7. Flavio Genova9 maggio 2015 17:36

    Nessuno festeggia una sconfitta.

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