domenica 25 gennaio 2015

Acroliti del Museo di Aidone all’EXPO di Milano

acroliti-morgantina_scorcidisiciliadi Franca Ciantia - Gli Argenti di Morgantina partiranno. La decisione infine è stata presa da Crocetta per rispondere alle tante sollecitazioni, dal ministero e da Franceschini che temeva l’incidente diplomatico.
Di positivo nella delibera della Giunta Regionale si evince un certo impegno a tentare di ridiscutere l’accordo con il MET, mentre l’assessore Purpura, in un articolo su “La Sicilia”, assicura che gli americani si sono impegnati a curare l’eventuale restauro degli Argenti che dalle ultime analisi erano apparsi molto fragili.
L’altra notizia è che, in sostituzione degli argenti ellenistici, il MET presterà al Museo di Aidone una selezione di gioielli ellenistici di origine cipriota, appartenenti alla collezione Cesnola, e un quadro di Santa Rosalia di  Antoon van Dick  che sarà esposto alla Galleria Abatellis di Palermo. E per il miglioramento della condizione della sala degli Argenti, allo scopo di esporre adeguatamente i gioielli provenienti da New York, la Regione ha stanziato poco meno di 5000 euro.
AcrolitiMa mentre si sta per chiudere questa prima partita un’altra se ne apre che sta suscitando un dibattito molto animato: la Regione ha deciso che gli Acroliti delle dee Demetra e Kore simboleggeranno la madre terra nel padiglione espositivo siciliano alla EXPO; il sindaco di Aidone se n’è detto entusiasta perché il fatto che possano essere visti da milioni di persone sarà il migliore veicolo pubblicitario planetario per Aidone, Morgantina e i suoi tesori.
Ancora una volta come quattro anni fa si è conviti che basta possedere un bene per dirsi ricchi, dimenticando che per renderlo produttivo sono necessarie strutture turistiche, infrastrutture, cultura del turismo, cose che attualmente il paese non possiede. Contro la partenza per Milano degli Acroliti si è levata anche la voce autorevole di Malcom Bell III, il professore emerito di archeologia classica presso l'Università della Virginia, direttore dal 1980 degli Missione americana degli scavi archeologici Morgantina, nonché cittadino onorario di Aidone.
Bell ha preso carta e penna e ha rivolto al Sindaco di Aidone un accorato appello perché si prodighi a non permettere che gli Acroliti vengano spostati da Aidone e perché si rimetta in discussione il patto ricattatorio che porterà gli Argenti a viaggiare per quarant’anni, facendo la spola ogni quattro anni, tra Aidone e New York!
Contrariamente a noi turisti della domenica il professore Bell, che da più di trent’anni fa la spola tra la Virginia e la Sicilia, non crede che basti una strada disagiata per fermare chi ama l’arte e la storia che raccontano i reperti archeologici. In assenza degli acroliti, secondo M.Bell, “I molti turisti ed altri visitatori, fra cui i tanti ragazzi delle scuole di tutta la Sicilia, perderanno l’esperienza di stare di fronte alle divinità Demetra e Kore, realizzate in opere uniche del loro genere in tutta la scultura greca ed esposte in una esibizione lodata per la sua bellezza e raffinatezza. In un momento in cui il Museo di Aidone ha già dovuto soffrire la sottrazione involontaria del tesoro di argenteria “di Eupolemo,” mi sembra ovvio che un’altra perdita contemporanea di opere di ugual importanza sarebbe da evitare a tutti i costi.
L’assenza degli Acroliti danneggerebbe l’immagine del Museo e avrebbe un effetto economico negativo sul paese di Aidone. Le grandi opere non dovrebbero divenire casuali ambasciatori mondani: la loro bellezza e significato storico sono qualità meglio apprezzate nel loro contesto originario. Per questi motivi esprimo il mio parere decisamente negativo sul proposto trasferimento delle sculture a Milano”.

Franca CiantiaFranca Ciantia
25 Gennaio 2015

 
La lettera integrale di Bell
19 gennaio 2015. Egr. Sig. Vincenzo Lacchiana Sindaco di Aidone
Egr. Sig. Sindaco, ho appreso con grande rammarico della proposta di mandare gli Acroliti di Morgantina all’Expo di Milano. Avendo lottato per molti anni per fare tornare le preziose sculture in Sicilia, nel 2009 ho avuto la soddisfazione di vedere le due divinità finalmente esposte in una mostra pubblica degna della loro importanza storica e culturale, dentro il Museo Archeologico di Aidone che è la loro giusta casa. Allora non immaginavo che gli Acroliti avrebbero mai potuto uscire, se non per i più seri motivi. Come gli argenti ed altri capolavori, gli Acroliti sono “inamovibili” di natura. Il grande progetto di rimpatriarli era condiviso da molte persone -dai cittadini aidonesi, dalle autorità siciliane e italiane e dagli archeologi americani che lavorano a Morgantina. Eravamo tutti uniti nell’obiettivo di ricontestualizzare le sculture nel specifico luogo dov’erano venerate per secoli e da dove furono strappate illegalmente. Volevamo portarle a casa.
L’assenza degli Acroliti nel Museo sarà quindi sentita con disappunto dagli studiosi che vengono appositamente per vederli. I molti turisti ed altri visitatori, fra cui i tanti ragazzi delle scuole di tutta la Sicilia, perderanno l’esperienza di stare di fronte alle divinità Demetra e Kore, realizzate in opere uniche del loro genere in tutta la scultura greca ed esposte in una esibizione lodata per la sua bellezza e raffinatezza.
In un momento in cui il Museo di Aidone ha già dovuto soffrire la sottrazione involontaria del tesoro di argenteria “di Eupolemo,” mi sembra ovvio che un’altra perdita contemporanea di opere di ugual importanza sarebbe da evitare tutti i costi. L’assenza degli Acroliti danneggerebbe l’immagine del Museo e avrebbe un effetto economico negativo sul paese di Aidone. Le grandi opere non dovrebbero divenire casuali ambasciatori mondani: la loro bellezza e significato storico sono qualità meglio apprezzate nel loro contesto originario.
Malcom Bell IIIPer questi motivi esprimo il mio parere decisamente negativo sul proposto trasferimento delle sculture a Milano. Ben più importante oggi per Aidone sarebbe una revisione pensata e ragionevole dell’accordo impraticabile sugli argenti, firmato nel 2006 dalla Assessorato, dal Ministero e dal Metropolitan Museum of Art.
Distinti saluti, Malcolm Bell
(Professor Emeritus, McIntire Department of Art University of Virginia, Direttore Missione Archeologica Americana di Morgantina)













6 commenti:

  1. Non ho le competenze del professor Bell e capisco il suo punto di vista. Ma forse non è poi cosi male esporre le opere d'arte all'Expo. Un numero enorme di persone potrà ammirare queste bellezze e probabilmente Aidone ne avrà un riscontro. Ovviamente è anche vero che bisogna lavorare molto per invogliare il turismo culturale verso siti importanti come Morgantina

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  2. Michele Maniscalco25 gennaio 2015 23:10

    Secondo me ha fatto bene il Sindaco a dare l'autorizzazione affinché i due capolavori, unici al mondo, del museo di Aidone fossero esposti alla EXPO di Milano. Circa 20 milioni di persone di tutto il mondo potranno ammirarli e venire a conoscenza che in Sicilia esiste Aidone con questi capolavori e con un museo che li ospita. La propaganda è tanta che nessuna altra occasione potrebbe eguagliarla. I pochi mesi in cui mancheranno da Aidone saranno largamente compensati.

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  3. Ma non avevano deciso per tenerli ad Aidone, vista la loro fragilità? ma Crocetta, il sindaco di Aidone e tutto il circo Barnum di ignoranti, non si rendono conto che il danno culturale che arrecano alla Sicilia, terra, già disperata di suo, è enorme? Non ho parole se non la sgradevole sensazione che viviamo in un clima di estremo declino culturale e, ahinoi, morale! Che ci ripensino! Non fa loro, alcun effetto il monito lanciato dall’esperto americano, Bell, al sig sindaco di Aidone? A me si... e tanto! Povera Sicilia! Povera Italia!

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  4. expo di milano sarebbe una vetrina mondiale.

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  5. L'economia di Aidone ha bisogno del suo museo e dei pezzi pregiati scoperti dall'archeologo americano Bell. Come al solito ci vogliono scippare anche la cultura.

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  6. Francamente chiuderei morgantina per quello che ci costa. Sono cento volte superiori le spese per pagare il personale. Almeno questi nostri musei riuscissero a pareggiare le spese.

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