sabato 29 novembre 2014

Costruire una sinistra Post Ideologica

Sinistradi Nella Toscano - Il dilagare del pensiero unico dominante ci costringe a riflettere sul fallimento di tutti quei partitini della galassia della sinistra, che tutti insieme oggi raggiungono a malapena il 2%.
Penso che questa riflessione sia una necessità, perché sono convinta che se la sinistra non prende atto degli errori commessi non potrà mai trovare la strada per uscire da questa crisi nera, che l’ha portata alla sua quasi scomparsa, non solo in termini di rappresentanza, ma anche di idee e valori.
Sono profondamente convinta che per la tenuta democratica del Paese e necessario ed urgente sconfiggere il pensiero unico dominante e per farlo serve una sinistra autentica post ideologica che rilanci una sua propria visione del mondo, una visione alternativa all’esistente, da superare (e inevitabilmente da liquidare) con radicalità e coraggio, come abbiamo scritto nel nostro manifesto.
Sono altrettanto convinta che per ricostruire una sinistra autentica post ideologica non si può che ripartire dalla base, dai cittadini, facendo quindi il percorso inverso rispetto a quanto si è fatto fino ad adesso. Quindi, non più leader a unirsi o a scindersi, ma cittadini senza appartenenza partitica, che non si riconoscono più in questi partiti , che non rivestono incarichi di partito, che si mettono insieme sulla base di valori, idee e progetti, per difendere la Costituzione e la democrazia, per elaborare una nuova categoria di pensiero insieme ad una nuova visione solidarista del mondo in grado di penetrare le menti e le coscienze laiche e cattoliche progressiste anestetizzate dal pensiero unico dominante, in un processo di Liberazione graduale che porti alla sua rappresentanza politica.
Vendola SelAbbiamo voluto, anzi abbiamo scelto, e vogliamo dare un taglio netto alle drammatiche esperienze passate. Se guardiamo anche ai recenti risultati elettorali che ci consegnano il partitino di Vendola a poco più dell’1% e R.C. scomparsa non possiamo che rafforzare la convinzione di avere intrapreso la via maestra per costruire un partito di sinistra, che si ispiri ai valori di sinistra, che deve nascere lontano dai vari leader di questi partiti oramai quasi scomparsi.
Se la sinistra vuole essere una forza numericamente consistente non ha che da percorrere la via maestra che è quella che abbiamo indicato noi, inutile girarci intorno.
Proporci una riabilitazione politica dei dirigenti dei partitini ideologici ed in particolare per una quarantena salvifica per loro è inaccettabile.
Ma poi perché mai quando si parla di sinistra si deve sempre tentare di salvare questi leader che la sinistra l’hanno distrutta e di cui i cittadini non vogliono più sentire parlare?
Perché ci si oppone al ricambio di questi leader oramai incapaci di un minimo di autocritica e, peggio ancora, di un progetto credibile per una sinistra vera?
Laboratorio sinistraPerché continuare a perseverare ostinatamente ad usare le vecchie categorie di pensiero tentando persino di denigrare il senso etico e politico che noi diamo al significato del termine “post-ideologico” e di bollarci come dei settari?
L’obiettivo dei Partigiani Contro Il Pensiero Unico Dominante è unire il popolo autenticamente progressista laico con quello cattolico che non si riconoscono in nessun partito o partitino della galassia della sinistra!
Credo che la resistenza di alcuni intellettuali di sinistra è conseguenza del terrore di uscire dal recinto ideologico e percorrere terreni inesplorati.
Mentre dichiarano a parole la necessità di andare “oltre” poi non hanno il coraggio di uscire dal loro recinto ideologico.
Noi invece siamo già usciti da quel recinto ideologico e vogliamo guardare con occhi nuovi al futuro per costruire una sinistra vera, che si fonda sui valori veri della sinistra e vogliamo vigilare perché questi valori non vengano traditi come è sempre avvenuto fino ad adesso.
Nella ToscanoNella Toscano
28 Novembre 2014












15 commenti:

  1. Bello il tuo articolo Nella Toscano. Posso darti il Tu? Ma si dai, ormai l'ho fatto.
    Io sono stato un vecchio militante del pci (1958 - 1990), quindi posso essere annoverato tra i vecchi comunisti "triniraciuti" di democristiana memoria.
    E' vero sono vecchio, ma questo non m'impedisce di condividere il tuo articolo/proposta.
    Hai ragione, bisogna resettare tutto. E' tempo di finirla con coloro che mentre la destra governa, loro sono impegnati a litigare su chi è il vero interprete dell'ideologia.
    I Bertinotti, i Garavini, i Vendola, ma anche gli stessi D'Alema, Bersani, Cossutta (questo il peggiore con Bertinotti), sono stati i maggiori responsabili dell'avvento di (b)erlusconi. Tralascio i grupetti che erano collocati talmente all'estrema sinistra, tanto che raggiungevano dall'altra parte la destra. Questi avevano un credo esoterico, talmente ideologico che non si capiva se erano di sinistra o di destra. Il nulla insomma. Beh, tutto questo ci/li ha ridotti al nulla. La sedicente sinistra ha fatto la sua eutanasia nel momento in cui Bertinotti ha organizzato la manifestazione contro il governo di cui faceva parte. Ricordi? Voleva le 35 ore mentre in Italia c'erano migliaia di disoccupati.
    Condivido tutto ciò che proponi. Eccomi, sono pronto.
    L'unica cosa che ti prego di chiarire, è il fatto che i vecchi militanti come me, non possono essere lasciati fuori perchè hanno creduto in un progetto che allora pareva raggiungibile. L'aver militato non è una colpa, essere ancora qui, senza preclusione alcuna, e, sopratutto proponendo di raccogliere la gente di buona volontà, credo sia un merito della proverbiale pazienza e resitenza che noi vecchi abbiamo.
    Ah, volevo aggiungere che "l'ideologia" che oggi si può mettere al centro del nostro agire, potrebbe essere ciò che predica Papa Francesco. Mi pare una buona ideologia, condivisibile..... bast qualche tocco, quà e là..... ma nemmeno tanto. Grazie per questo tuto articolo.

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    1. Grazie a Te Mario, penso che chi ha cuore ed intelligenza capisce quando è arrivato il tempo di cambiare, non solo per il proprio bene ma anche per il Paese.
      Se leggi il nostro manifesto, di cui provo ad allegare qui il link potrai capire che noi non chiediamo a nessuno di rinnegare il proprio passato e tanto meno di impedire ad un vecchio militante di lavorare insieme a noi per il bene del Paese. Noi non vogliamo come compagni di viaggio chi ha avuto ed ha incarichi di partito, chi si è reso responsabile della distruzione della sinistra . La nostra è una scelta chiara, determinata e semplice da cui non vogliamo derogare perchè non vogliamo che questo progetto possa fallire così come è avvenuto nel recente passato a cominciare dall'esperienza di Ingroia. QUindi, se condividi e sottoscrivi il nostro manifesto sei il benvenuto. Lo allego con la speranza che potrai leggerlo. http://ricostruirestatoepartiti.altervista.org/bozza-manifesto-gruppo-facebook-partigiani-contro-pensiero-unico-dominante/

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  2. Scusa gli errori di punteggiatura ed altro, ma ho scritto tutto d'un fiato senza rileggere. La materia m'interessa troppo. Se qualcuno commenterà e ci sarà dibattito, tornerò a scrivere. Buona domenica.

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  3. Progetto ambizioso quello che propone Nella, un impegno enorme in una Italia che si scanna tra Matteo uno, Matteo due, e tra Silvio e Beppe. Non c'è altro e la gente, in fondo in fondo, se ne frega di tutti. Manca una vera coscienza politica e lo sappiamo benissimo. Manca una cultura e la voglia di esserci e di faticare per un qualcosa di comune per il bene di tutti. Insomma, sono moderatamente pessimista. Non mene vorrà la brava autrice dell'articolo.

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    1. No non te ne vorrò Roberto, ma ti invito a mettere di lato il pessimismo. Gramsci diceva: ottimismo della volontà e pessimismo della ragione. Parteipa e vedrai che tutto potrà cambiare, così come avviene sempre nella vita.

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  4. Parole sagge, pensiero entusiasmante,prospettive possibili, ma... c'è un "ma": dove, nel quadro culturale esposto dall'Autrice e tenendo d'occhio gli odierni sondaggi sulla consistenza delle entità politiche, esistono degli elettori italiani che possano condividerne il pensiero e l'azione?
    Manca totalmente, nel popolo italiano il senso della solidarietà, dello stato, della cultura sociale che possa far sperare che si possa arrivare a realizzare gli auspici dell'Autrice.
    Lei stessa ammette che gli "uomini di sinistra" che hanno imperato fino ad ora hanno sbagliato tutto e che, pertanto, non sono e non saranno in grado di dare vita ad una "sinistra" moderna e civile e allora? Se non son stati capaci loro che erano animati da una ideologia e, si può ben dire, hanno trovato un terreno vergine nel quale seminare il "giusto" a ridare una coscienza veramente democratica agli italiani, come si può pensare che oggi si trovi qualcuno che si metta a capo di un rinnovamento, che si impone radicale, e di un movimento politico che operi in tal senso?
    Abbiamo visto come, ad esempio, il M5S, nato bene e con idee sane, si sia, alla fine, dimostrato privo di quella forza innovatrice che richiederebbe la formazione di una nuova cultura sociale e il tutto perché molto probabilmente il suo "Leader", abituato ai successi teatrali di una serata, si sia adagiato sulla convinzione che le "urla", gli "insulti" e le "gag" "cabarettistiche" fossero sufficienti a cancellare le incrostazioni di una politica interessata più al bene di parte se non addirittura individuale, di intere generazioni, ed è finito come è finito... Stiamo assistendo ad un rafforzamento della Lega il che indica chiaramente che la gente è socialmente, incapace di uscire dai confini dello sciovinismo nazionalista, addirittura regionalista, per aspirare a formare il "popolo" di un paese che si ponga di fronte al mondo intero come portatore di un nuovo modo di intendere il rapporto umano. A mio parere, prima di realizzare il sogno dell' Autrice ci vorranno anni e almeno un paio di generazioni ma, e la domanda viene spontanea, chi saranno, fra personalità di oggi, i maestri che le educheranno?
    In Italia, al momento, non ne vedo nessuno visto che sono ancora in giro "docenti" del calibro e del "valore fasullo" alla Berlusconi!

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    1. Franco Ti invito a leggere il nostro manifesto così ti sarà tutto più chiaro e lì troverai le risposte alle Tue domande. Guarda che noi non stiamo cercando un leader, non crediamo nei condottieri, abbiamo esperienza amara in questo Paese dei vari condottieri, noi siamo persone semplici intellettuali che vogliamo il bene del Paese, che abbiamo chiara la consapevolezza che così non si può continuare, così come abbiamo chiara la consapevolezza che per cambaire dobbiamo completamente staccarci dal passato per ricostruire. Una casa solida non si costruisce sulle macerie, ma si cerca un nuovo sito dove poter piantare solide fondamenta. Non sarà una cosa breve? Sicuro, per costruire una cosa solida ci vuole tempo, ma se non la si comincia a costruire la casa non potrà mai realizzarsi. E allora non lasciamoci prendere dal pessimismo, ma carichiamoci di buona volontà e lavoriamo insieme per riuscire in questa impresa titanica.
      Il link del nostro manifesto è questohttp://ricostruirestatoepartiti.altervista.org/bozza-manifesto-gruppo-facebook-partigiani-contro-pensiero-unico-dominante/

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  5. Ho letto con particolare attenzione quanto riportato da Nella Toscano, anche se condivido in gran parte la sua tesi però, come spesso mi succede, vengo investito da una forza centripeta che tende a farmi convogliare su una tesi alquanto semplicistica. Forse sarebbe il caso di impostare questa analisi del momento politico su un diverso asse di ragionamento. In realtà, sarebbe più opportuno traslare il discorso su un fenomeno di base che coinvolge l’intera classe politica italiana, da qui, porsi una domanda molto semplice: “Esiste ancora una differenza sostanziale tra una politica di destra e una politica di sinistra?” A mio modesto parere, rispondo con un secco no. Le differenze non di forma, ma di sostanza è spesso il tempo ad uniformarle e quindi ad annullarle, come appunto si sono uniformate ed annullate tutte quelle differenze che hanno contrapposte le ideologie della sinistra a quelle della destra. Certamente la fisica ci insegna, nella dinamica delle masse, che esiste anche una forza d’inerzia, che si contrappone a qualsiasi cambiamento di stato, e questa è l’area degli estremismi. Credo che a nessuno sfugge che stringendo un corpo metallico con una mano appena estratta dalla propria tasca, avvertiamo una sensazione di freddo, che va uniformandosi, col passare del tempo, alla temperatura del nostro corpo. Perciò la fase traumatica del dualismo destra –sinistra, credo sia passata da un po’ di tempo creando al tempo stesso una certa uniformità di idee e progetti. Tuttavia, da prendere in seria considerazione, che nello scenario della politica italiana, tutt’ora, esiste un enorme vuoto, nella cosiddetta area di centro, dove si tende di confluire da parte dei due schieramenti contrapposti. Si parla spesso di questo ipotetico centro che sia la destra che la sinistra vorrebbero occupare, la prima in forma esplicita (Berlusconi), la seconda con strategie politiche complesse e spregiudicate (Renzi). Da qualche anno, tutti i sondaggi effettuati in Europa concordano nel dimostrare che agli occhi di una maggioranza di cittadini la divisione sinistra-destra è sempre più sprovvista di significato. La sinistra e la destra sussistono, ma sussistono come delle "immagini di spazio" dal contenuto impreciso: ciò che le distingue viene percepito in misura sempre minore. In Francia, già a marzo 1981, circa un terzo degli elettori stimavano che le nozioni di destra e di sinistra fossero ormai superate e non permettessero più di rendere conto delle posizioni dei partiti politici. Nel 1987, aveva raggiunto la metà e addirittura a novembre 1989, il 56%. Quest'ultima cifra si ritrova in occasione degli altri due sondaggi pubblicati a dicembre 1990 e a luglio 1993. Da allora, non sembra essere variata. Questa evoluzione è notevole per quelle ragioni suddette con una scalare tendenza che si accentua regolarmente: di anno in anno. La domanda preoccupante che ognuno di noi dovrebbe porsi è questa: “Quando si raggiungerà la completa uniformità tra la destra e la sinistra?” io spero MAI, in quanto le differenze più nette tra le varie ideologie,vengono create solo attraverso un passaggio traumatico: una rivoluzione sociale.

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    1. A questo punto voglio rispondere con le parole del nostro manifesto, così sarà tutto più chiaro:
      Manifesto dei “Partigiani contro il pensiero unico dominante”
      Ormai la deriva autoritaria sostenuta dal pensiero unico dominante sembra un passaggio obbligato nella storia contemporanea del nostro Paese.
      E certamente non può essere sconfitta creando l’ennesimo partitino dello zero virgola pelo di pulce per cento.
      Non è questo l’obiettivo di questo movimento.
      L’obiettivo di questo movimento – che ha individuato come contraddizione principale il pensiero unico dominante che proclama la democrazia, mentre di fatto, in concreto, la va sempre più riducendo ad una finzione (di cui sono evidenti manifestazioni i leaderismi e i populismi) ed alla nuova espressione del neoliberismo che ha devastato il nostro Paese in ogni suo aspetto- è quello di ricostruire una sinistra autentica post ideologica che rilanci una sua propria visione del mondo, una visione alternativa all’esistente, da superare (e inevitabilmente da liquidare) con radicalità e coraggio.

      L’obiettivo di questo movimento, è di unire le risorse intellettuali dei suoi militanti per elaborare una nuova categoria di pensiero insieme ad una nuova visione solidarista del mondo in grado di penetrare le menti e le coscienze laiche e cattoliche progressiste anestetizzate dal pensiero unico dominante, in un processo di Liberazione graduale che porti alla sua rappresentanza politica.
      La storia recente del movimento qualunquista-autoritario del comico Beppe Grillo e il tradimento del “partito ecologista”hanno dimostrato che nel Paese c’è una forte domanda di cambiamento radicale della politica da parte del mondo progressista post ideologico laico e cattolico.
      Questo, insieme al dato incontrovertibile che nel Paese il primo partito quello dell’astensione, dimostra che pure nel mix di motivazioni contrapposte e per nulla in sintonia tra di esse, esiste un popolo autenticamente progressista (di sinistra ma anche cattolico) privato di una sua rappresentanza politica.
      Parliamo dunque di milioni di persone e di percentuali che possono potenzialmente avere la forza per governare il Paese.
      continua

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    2. Se questi dati sono reali altrettanto realistica è l’esclusione di tentare di unire quella forza con simboli o nomi appartenenti all’era ideologica ai quali ostinatamente continua a fare riferimento la galassia della cosiddetta sinistra italiana che ormai è vicina a scindere anche l’atomo.
      Noi vogliamo ripartire dalla società civile recidendo ogni rapporto con l’attuale sistema dei partiti tutti omologati al pensiero unico dominante e dai movimenti espressione di qualunquismo autoritario.
      Noi vogliamo ripartire dalla convinzione di Enrico Berlinguer che senza una alleanza tra il popolo autenticamente di sinistra e quello cattolico progressista che con esso condivide i valori più profondi della nostra esistenza, (dialogo aperto dal Cardinale Carlo Maria Martini prima e dal Cardinale Tettamanzi poi) non si può conquistare una forza numericamente in grado di governare il Paese con un’etica solidarista in chiave post ideologica ed in contrapposizione etica e politica all’edizione odierna liberista del PD che perde iscritti e militanti in caduta libera e riesce a guadagnare consensi solo grazie ai media che controlla.
      E vogliamo ripartire dalla tesi di Norberto Bobbio (“Non ci può essere democrazia senza socialismo come non ci può essere socialismo senza democrazia”) ricollocandola temporalmente ai giorni nostri in chiave post ideologica e sostituendo “socialismo” con “SOLIDARISMO” termine non ideologico nel quale può identificarsi in pieno quel popolo progressista sia laico che cattolico.
      Noi vogliamo ripartire da qui per il lavoro di elaborazione che vogliamo realizzare -insieme a chi lo condivide- di un pensiero davvero alternativo a quello unico dominante attraverso un nuovo percorso politico di sinistra post ideologica.
      Noi vogliamo andare “oltre” con coraggio e imparando dalle lezioni del passato.
      Per ricostruire una sinistra autentica post ideologica che rilanci una sua propria visione del mondo, una visione alternativa all’esistente, da superare (e inevitabilmente da liquidare) con radicalità e coraggio.
      Non revisionando alcunchè.
      Ma andando oltre l’era ideologica e quella del pensiero unico dominante.
      Abbiamo fissato questi riferimenti di partenza ricollocandoli temporalmente ai giorni nostri in un pensiero post ideologico.
      E per noi andare oltre significa rivoluzionare le nostre vecchie categorie di pensiero ed elaborarne una che va “oltre” quelle categorie senza perdere i valori universali che storicamente hanno prodotto.
      Senza smarrire “La Via Maestra” dei valori nati nella Resistenza antifascista e custoditi nella nostra Costituzione.
      Perché post ideologico per noi non significa qualunquismo o persino pensiero unico dominante.
      Post ideologico per noi vuol dire portare con noi i valori richiamati per fondare una sinistra autentica.
      Una sinistra del popolo e per il popolo a partire dai più deboli e dagli ultimi.
      °°°°°°°°°°°°°°°°
      Tutti coloro che condividono con noi questo manifesto possono sottoscriverlo e se saremo tantissimi possiamo pensare di dare una speranza nuova al Paese.
      Promotori:
      Nella Toscano
      Leonardo Libero
      Renato Palaia

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  6. Michele Maniscalco30 novembre 2014 18:46

    Condivido tutto il commento di Franco Gentile.
    Concordo con Botteon per le colpe di Bertinotti.
    Ricordo quando ha fatto cadere il Governo Prodi e la sua frase successiva: "almeno adeso posso dire piove governo ladro". Infatti poi è arrivato il diluvio con Berlusconi.l

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  7. Rosalba Ferrara30 novembre 2014 21:11

    Il pensiero di Nella Toscano è ambizioso, sentito, ma lontano anni luce dalla realtà, dai desideri di chi oggi subisce le angherie di chi governa in nome di questa Sinistra, Ai tempi, si ai tempi, la sinistra che oggi chiamiamo elegantemente sinistra, era comunismo, a difesa del povero, a difesa dei diritti al lavoro, alla qualità della vita e dell'uguaglianza, che oggi disconosce il fallimento di tutto ciò. A nulla è valso, quando nel 2004 si riunirono in un Congresso Fondativo, 15 formazioni politiche di sinistra europee, con un comune obiettivo di interesse politico e sociale, con a capo un Fausto Bertinotti, che ha fatto tutto meno che il suo dovere, e l'interesse della sua Italia. Oggi con la distruzione di quegli ideali, che avevano fatto di un partito,il partito del Popolo, con scelte scellerate degli organi direttivi non trasparenti, dove aleggia la corruzione, ha costretto tutti o quasi a riflettere, sul fallimento totale di una sinistra, che non è più compattabile e ricostruibile, e dove nessuno si sogna di riconoscere gli errori , anzi calca la mano fin quando può e gli è possibile. I partitini lasciano il tempo che trovano, con il su e giù del momento.

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  8. La corsa o lo scavalcamento a sinistra, fanno parte di una storia infinita che non ha mai termine ne può averne.
    Diventa quasi un parlarsi addosso tra pochi intimi, roba da terrazze Romane, comunque rimane sempre piacevole ed interessante seguire percorsi e ragionamenti di persone certamente sensibili ed attente.
    Mi permetto di dire che a mio avviso è profondamente sbagliato considerare ''DESTRA'' tutto quello che non vi piace o non condividete.
    Vengo al punto, io come milioni di Italiani mi sento un uomo di sinistra e voto e sostengo il Pd, a suo avviso probabilmente io sono ''DESTA'', ma allora se vista da sinistra anche lei sarà destra e cosi via all'infinito.
    Concludo dicendo che bisogna coniugare il dire belle cose ed anche tentare, nei limiti del possibile, realizzarne una parte.
    Spero veramente che lei riesca a realizzare i suoi progetti e che siano tendenti ad unire e non a dividere un mondo, il nostro, già di suo minoritario in questo paese.

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  9. Il problema è che non esiste una sinistra da cui si possa vedere che io sono destra, gentile Volpe.
    Io voglio, lotto per costruire una casa nuova che si rifà ai valori della sinistra e della Costituzione, senza nostalgie per un passato che non è stato davvero glorioso. Noi vogliamo andare semplicemente oltre, vogliamo recidere ogni legame con chi fino ad oggi ha detto di essere sinistra mentre stava lavorando per distruggerla. Non è difficile da capire se si ha la mente ed il cuore scevro da pregiudizi. In quanto al PD solo chi si è voluto illudere e chi vuole continuare ad illudersi può pensare che sia un partito di sx. Basta vedere le politiche che sta portando avanti renzi per capire che di sinistra non c'è assolutamente niente, di contro c'è molto del piano di rinascita ...

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  10. Intervenire dopo questo coro di plauso mi serve solo a non sentirmi sola. Siamo tanti, tantissimi a sentirci "sfiduciati" e abbandonnati a noi stessi e soprattutto senza alcuna via di uscita che non sia accettare la nostra colonizzazione. Ma il vero dramma non è, a mio avviso, la mancanza di una sinistra e /o destra, ma il sempre maggiore differenziale tra ricchi e poveri, tra cattolici e acattolici, tra tolleranti e oscurantisti. La mia età mi consente di ricordare che da che mondo è mondo movimenti e partiti si sono costituiti come "socialisti" ossia per il bene del popolo eppure con la gestione del potere sono diventati integralisti senza coscienza.Diciamo che l'Italia dopo la seconda guerra mondiale ha dimostrato una solidarietà nazionalistica che ci ha fatto sperarein una autonomia di potere che purtroppo non abbiamo saputo sfruttare. Colpa di chi? Di tutti noi e dei nostri antenati che non abbiamo saputo cogliere le opportunità offerte dalla fisionomia del territoriodelle sue bellezze artistiche e dalla natura del territorio che poteva offrire artigianato ed agricoltura, non imprese multinazionali che hanno i loro esclusivi interessi. Aggiungiamo che le scissioni si sono verificate tra oriente e occidendte e ancora di più nel Clero. Non voglio dilungarmi , ma ricordo che lo stesso Renzi invito' i cittadini a collaborare con il governo. Bene appena ricevuto il consenso ha fatto e sta facendo quello che è sotto gli occhi di tutti: ripetere operazioni che ricordano il ventennio, che sta diventando eterno. Se volete sono disponibile ad analisi serie e non da strilloni.

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