venerdì 10 ottobre 2014

I “SOSTENITORI” DI MATTEO RENZI

Italy Politicsdi Giangiuseppe Gattuso – Non si era mai visto, almeno io non ne ho ricordo. Un annuncio, a pagamento, sul Corriere della Sera, a sostegno del Presidente del Consiglio. Nessuno si era sognato mai di farlo.
Piero FassinoSegno dei tempi che cambiano. Il sintomo di una situazione sicuramente difficile. Partiti che perdono iscritti, e sempre più liquidi, Parlamento in balia di pochi detentori del potere, spazi per la democrazia e la partecipazione sempre più ridotti. Proprio oggi Piero Fassino intervistato da Aldo Cazzullo sullo stesso giornale arriva ad affermare che se il Parlamento restasse chiuso per sei mesi probabilmente nessuno se ne accorgerebbe. Perché le decisioni che contano hanno una genesi che va oltre le istituzioni nazionali, i vincoli dell’Unione Europea impongono scelte che il nostro Parlamento, a volte, può solo ratificare.

I “sostenitori”, gente comune e personaggi conosciuti di elevato livello sociale, hanno pure aperto una pagina Facebook. Le motivazioni alla base della loro iniziativa riguardano questioni alcune condivisibili.
Renzi sostenitoriIl nostro Paese sta vivendo una delle sue più difficili stagioni. L’indeterminatezza delle scelte, il continuo rinvio delle decisioni, il declino dei suoi valori popolari hanno portato l’Italia sul limite di un baratro che potrebbe avere conseguenze ben più drammatiche di quanto visto fin qui. A questa urgenza sta cercando di rispondere Matteo Renzi con un governo creato con la decisione e il cipiglio di una volontà giovanile che non cerca sconti né per sé né per le scelte da affrontare.
E’ comprensibile che questa azione trovi ostacoli, critiche e anche attriti.
Ma non è accettabile che si lasci il suo sforzo privo dell’appoggio dei cittadini che si identificano con la sua volontà di non mollare, di battersi e di cercare un futuro per l’Italia e per i suoi giovani.

Noi, semplici italiani, con questo piccolo gesto intendiamo rompere il muro di silenzio che ha avvolto il Presidente del Consiglio dopo i duri attacchi di questi giorni.
Noi, come tanti altri, desideriamo andare avanti. Insieme a chi ci crede.
Matteo Renzi sta cercando di farlo. Noi siamo con lui.

E via di seguito le 108 firme di manager, avvocati, finanzieri, imprenditori e altro ancora. Un modo originale e ‘costoso’ per sostenere un tentativo come quello del giovane fiorentino ‘percepito’ da molti come l’ultima spiaggia. Dopo di lui il baratro.
Non mi sento di condannare l’iniziativa. Ritengo, anzi, sacro poter esprimere in ogni modo il proprio pensiero e manifestare apprezzamento nei confronti di chi si ritiene stia facendo bene. Certo, però, scrivere: “…intendiamo rompere il muro di silenzio che ha avvolto il Presidente del Consiglio…”, mi pare una solenne castroneria. Ma ci sta.

Il personaggio incarna cambiamento, spregiudicatezza, presunzione, voglia di gloria, e ambizione. Ma stenta, però, a indicare la via, il percorso che gli italiani hanno davanti per arrivare alla meta. Mi pare manchi del tutto una visione complessiva convincente da suscitare speranza e entusiasmo.
Il problema, come dice bene un nostro commentatore, è che servono presto, maledetti e subito posti di lavoro. Tanti posti di lavoro. E Renzi, come prima cosa ha pensato alla riforma del Senato con l’abolizione del bicameralismo perfetto. Adesso la riforma del mercato del lavoro e la spinosa questione dell'articolo 18. Ma queste iniziative legislative non porteranno, a breve, alcun nuovo posto di lavoro.
Per questo, per dare una scossa forte all’economia e alla crescita, servono enormi risorse, quantità di denaro al cui confronto gli interventi finora effettuati dal Governo Renzi sono poco più di pannicelli caldi.

Una patrimoniale una tantum e, per un periodo limitato di tre/quattro anni, una tassazione straordinaria al 73%, o anche di più, dei redditi milionari? Ne abbiamo parlato il 16 settembre nell’articolo "Anche i ricchi, una volta, piangevano". E poi, ancora, interventi di emergenza come quelli effettuati qualche decina di anni fa, 37 per l’esattezza, in favore dell’occupazione giovanile? Perché no.

Insomma, Matteo Renzi, Presidente del Consiglio e Segretario nazionale con il 25% dei voti presi nel 2013 dal PD di Bersani, dopo i cento giorni, si è dato la scadenza dei mille. E facendo un salto ancora più lungo ipotizza in venti anni il tempo necessario perché l’Italia possa continuare ad essere un Paese leader. Il semestre europeo a guida italiana, intanto, sta passando via veloce senza cambiamenti e risultati apprezzabili. Il Patto del Nazareno, però, regge. Ed è quello che più conta.

Giangiuseppe Gattuso
10 Ottobre 2014

20 commenti:

  1. francesco giammarva11 ottobre 2014 22:47

    Si ritorna sempre sugli stessi argomenti per mettere.senza alcuna proposta alternativa.il bastone fra le ruote al programma poltico Renziano. Ma se non ci fosse Renzi oggi chi governerebbe il Paese.chi sarebbe in grado di traghettare la Nazione verso politiche di stabilità economica politica e sociale?
    Berlusconi è in "avaria" il centro destra si deve riorganizzare con ampie coalizioni! lo sciacallaggio qualunquista pentastellato porterebbe il paese a livelli Cambogiani metodo Pol pot, l'unica soluzione al momento è il Pd con suo bravo 41% alle Europee realtà politica con la percentuale più ampia nel comparto di apparteneza e con l'obbligo di riforme da attuare nel semestre di presidenza Europea per acquisire,come gia il summit di Milano lascia intendere,un potere contrattuale con ampi margini di manovra sui parametri prescritti. Se alle ultime consultazionii Europee i purtroppo per i malati di protagonismo,i rompi coglioni e gli sciacall, Renzii fosse stato sostituito da Bersani il risultato sarebbe stato lo stesso? non penso. lasciamo lavorare chi ha voglia di fare e benediciamo qualsiasi patto che dia stabilità al paese,ripresa economica e benessere per tutti chi non vuole tutto questo sta pascolando ruminando al Circo Massimo da oggi aperto alla transumanza

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  2. Il direttore si stupisce e non capisco perché.
    Io non sono affatto stupito dal fatto che tantissimi altri non abbiano firmato alcunché.
    Io non sono ovviamente nessuno, ma se mi fosse stato permesso, e se la mia firma fosse stata accettata e gradita, io ovviamente pagando l'avrei messa.
    Cosi come tanti anni fa, io ed il direttore, insieme a tanti altri amici acquistammo una pagina intera di un giornale proprio per mettere tante firme a sostegno di un politico dei tempi che furono.
    Caro direttore, non si può pretendere di far venire meno anche la speranza a chi vuole credere in qualcosa.
    E per concludere, non si può fare dietrologia su tutto e su tutti, Renzi ed il suo giovane governo sta tentando, credendoci, di fare delle cose.
    Ci riuscirà?
    E' possibile se non probabile che non ce la farà, ma questo a mio avviso non è un motivo per non tentare.
    Io non posso materialmente fare nulla per aiutare o favorire questo tentativo, posso solo con tutti i legittimi dubbi, sperare che possa farcela.
    Aggiungo e chiudo, non riesco a provare nostalgia per quello che ha recentemente preceduto questa esperienza.

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  3. Ho letto l’articolo... lo trovo interessante e reale, la penso allo stesso modo. Non mi piace Renzi, non per partito preso, ma per ragioni precise... che anche l’articolo mette in evidenza. Non mi fido di chi ha fatto un patto così scellerato...mi riferisco al Nazareno...e non mi fido di quello che dice, perché finora ha fatto cose... molto opinabili e pressoché inutili. Dice che è preoccupato della disoccupazione, ma cosa pensa di fare... non lo dice e non lo farà. Temo che sia un salto nel buio che porterà solo danni e nessun vantaggio per il paese... ecco... è questa la mia opinione.

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  4. Caro Gian dalla lettura dei quotidiani di questi tempi, si evince molto chiaramente che viviamo in un mondo ansioso, incerto che annega in uno stato di continua fibrillazione, come se da un momento all'altro, fossimo destinati tutti a cadere in un profondo baratro senza avere alcuna possibilità di poterne uscire. Per onestà intellettuale dobbiamo constatare che stiamo attraversando certamente un periodo di crisi epocale, e non parlo solo di quella economica ma soprattutto di idee. A volte il timore di non potercela fare annebbia anche la mente degli addetti ai lavori, ma nello stesso tempo arricchisce quella dei contestatori e di tutti coloro che sono certi di avere pronta la soluzione in tasca. Personalmente non credo nella potenza del destino, anzi mi verrebbe da sorridere a queste isterie da fine del mondo, credo soltanto nella potenza dell'uomo, sempre pronto a potersi costruire un destino diverso. L'abbiamo visto nell'arco dei secoli, sempre vincitore sulle grandi catastrofi naturali, figuriamoci se non è in grado di far fronte a una catastrofe di tipo economica. Il rischio di un default economico pare molto evidente per i paesi dell'euro-zona, ma ciò non può e non deve essere motivo valido per lasciarsi andare ad ansie e timori, anche perché sono eventi non ancora avvenuti. Naturalmente, dobbiamo pensare al nostro futuro e vederlo cosi incerto non ci rasserena. Il mio ragionamento mi porta a dar ragione a FRANCESCO GIAMMARVA, per il semplice motivo che, attualmente, l'Italia oltre alla crisi economica, soffre soprattutto di crisi di uomini e di idee e in tutto questo marasma vede l’unico relitto a cui aggrapparsi, nella figura di Renzi. D’altronde i risultati di maggio, vanno in questa direzione. Io direi, almeno per ora, di mollare l’ancora e attendere.

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  5. Non è chiaro cosa sta facendo Renzi per il futuro dell'Italia, certo sta smantellando il passato (rottamando, appunto) e vivacizzando politicamente il presente. Molti italiani, compreso me, lo stanno guardando con sospetto e con attenzione e lo lasciano fare sperando che li faccia uscire dalla crisi nera che stanno vivendo sulla loro pelle. I sostenitori di Renzi facciano pure quello che ritengono giusto, ma non dicano che Renzi è lasciato solo: Renzi ha l'ottima compagnia di Napolitano e della maggior parte dell'establishment italiano e internazionale, oltre al suo 40,8 % dei voti presi alle europee. Che cosa si vuole di più?

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  6. Gianni scusami ma abbiamo la "coazione a ripetere"....renzi...renzi...renzi...ma che cacchio...! Renzi non è mago merlino...! Renzi è il meglio che ci fosse, dopo i 20 anni di deprecabile e distruttivo berlusconismo...se non altro dal punto di vista estetico, etico, e dell'immagine. Ma Renzi non fa i miracoli e non ha la bacchetta magica per risanare in pochi mesi, le macerie lasciate da Berlusconi. Inoltre la Germania ci ha messo la camicia di forza ! La Merkel in una intervista ha dichiarato che l'Italia, con l'entrata nell'euro ha avuto una grande occasione per abbattere il debito pubblico e risanare l'economia. Ma purtroppo è stata sgovernata da un buffone e perciò "mea culpa", per gli Italiani autolesionisti che l' hanno votato e continuano a votarlo. "Sbagliare humanum est...ma perseverare è diabolico" ! Oppure chi è "causa del suo mal pianga se stesso" ! Augh ho parlato...buona domenica....

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    1. Caro Pino siamo alle solite. Voglio ricordarti per l'ennesima volta che nel ventennio del cosiddetto berlusconismo, destra e sinistra hanno governato in parti uguali il nostro paese, praticamente dieci anni a testa, e allora le responsabilità devono dividersele in parti uguali. Attribuire sempre e soltanto tutti i mali ad una parte politica soltanto è operazione surrettizia e intellettualmente disonesta. I signori della sinistra non hanno mai risolto il cosiddetto conflitto di interessi, non hanno abolito il porcellum, hanno approfittato personalmente dei vari condoni proposti dal governo di centro destra, se ne sono strafregati della moralità pubblica diventando maestri di corruzione, come e anzi meglio dei loro antagonisti. Perciò, quando si parla di macerie, ognuno si prenda le responsabilità delle proprie, smettendola di addossare tutte le colpe al nemico politico.

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  7. L'articolo di Gattuso è ben costruito e molto sottilmente diretto ad una riflessione sulla politica gestita dall' unita d' Italia sino ad oggi. Il richiamo alle imprese, alla finanza e alle banche, mentre si sotterano i diritti dei lavoratori mal cela la volontà di tornare, se mai ne siamo usciti, da una mentalità di chiusura ad ogni ipotesi di democrazia. È scandaloso vedere che una ripresa economica sia ormai nelle mani di Germania, Francia e inghilterra. Esattamente come nella 2^ guerra mondiale. E mi chiedo che abbiamo combattuto a fare?

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  8. Franco Gentile12 ottobre 2014 20:22

    Giangiuseppe Gattuso pone un problema di riflessione su un atto di quella che potremmo definire “pubblicità politica” tesa ovviamente a lanciare sul mercato quello che potremmo benissimo denominare un “prodotto politico” sullo stile già adottato da colui che è stato definito “la Wanda Marchi” della politica e mi sembra naturale che il “figlio putativo” del personaggio ne segua le orme.
    In fondo che cosa ha dimostrato Renzi fino ad oggi? L'intenzione di dare all'Italia un assetto politico simile a quello a cui Berlusconi tendeva scendendo in campo nel 1992, portando con se la sua “bandiera” rappresentata da una tessera della P2: la Loggia di Licio Gelli che aveva quale scopo principale lo sradicamento della democrazia in Italia che sarebbe così divenuta la terra promessa dei poteri forti mondiali col ritorno ai fasti antistorici del liberalismo di marca “smithiana”.
    Ma Berlusconi sbagliò “recitazione” indebolendo la sua azione con uno spettacolo di penoso istrionismo.
    Il terreno su cui seminare ovviamente era fertile e sarebbe stato produttivo. L'assenza totale, dal 1953 in poi, di veri “statisti” fra i politicanti italiani, ridotto solo al ruolo di “arrivisti della prebenda”, ne favoriva la crescita producendo una cultura politica dove l'analfabetismo della visione sociale, vera sostanza di ogni politica democratica, è stata l'unica vera “azione” formativa adottata col popolo italiano.
    Dopo la caduta del fascismo, c'è qualcuno che sia in grado di affermare che in Italia le cose siano veramente cambiate in meglio? Temo di no. La prima azione che avrebbe dovuto essere portata avanti era quella di invitare ogni cittadino responsabile a saper scegliere, democraticamente e liberamente, da chi voleva essere governato. Ma ciò non avvenne! Per primo quel partito che avrebbe dovuto avere il maggior rispetto della “libertà” di cui si proclamava depositario esclusivo. addirittura inchiodandola sul proprio stendardo, si avvalse per affermarsi della suadente complicità dei sacerdoti per convogliare i voti su di sé e dando, così, vita ad un regime paternalistico, nepotistico e clientelare mai visto nella storia delle democrazie avanzate.
    ...continua

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  9. Franco Gentile12 ottobre 2014 20:23

    ...segue
    Che ci si poteva attendere da tale azione? Niente altro che quello a cui ancor oggi stiamo assistendo, e non per caso gli eredi storici di quel partito stanno oggi dalla parte di Renzi e lo sostengono.
    Mi vien da sorridere leggendo quanto ha detto Fassino sulla impossibilità del Parlamento, alle volte, di poter legiferare nel giusto ma di dover sottostare ai dettami europei. Perché? Perché ci si è fermati alla sola “unione monetaria” e non si è mai, almeno tentata, la formazione di una “unione politica”. La sola “unione monetaria” ha fatto si che fosse il capitalismo a regnare, creando le condizioni di precarietà economica che, ovviamente, ostacolano e riducono l'importanza dell'azione socio-politica dei vari stati ed in particolare di quelli come l'Italia che trasformata in potenza industriale ma priva dl materie prima da trasformare è costretta, a produrre sottocosto e, ovviamente, a vendere sottocosto e a non potersi permettere di promuovere quel livello di vita a cui tutti avrebbero diritto, così come il lavoro che non è come dice Renzi, un “dovere” ma un sacrosanto “diritto” e, col lavoro, dar vita a quello “stato sociale” che ne farebbe una “società avanzata” anziché una società soggetta alla sola legge del mercato e del denaro.
    E' evidente che per mantenere lo “stato quo” è necessario che ci siano governi autoritari e forti non compatibili con una vera “democrazia”.
    A questo punto come si può concludere la nostra chiacchierata? Direi con una riflessione serena e profonda da parte di chi ancora a cuore le sorti dell'Italia e, principalmente, dei suoi cittadini. Prendere coscienza che i cittadini onesti amano la libertà nella tranquillità e vorrebbero essere gli artefici di una pace politica duratura e fruttuosa per le generazioni future; ciò può avvenire solo quando il popolo, sottratto al ricatto del bisogno, può liberamente scegliersi, e non in forza di uno spot pubblicitario, i propri amministratori.

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  10. Rosalba Ferrara12 ottobre 2014 20:28

    Rosalba Ferrara
    Pensavamo, o speravamo, da ingenui, che il ventennio Berlusconiano, Montiano, Lettiano, l'avessimo lasciato alle spalle. Ma ecco che arriva il Don Chisciotte, il rottamatore (che non ha rottamato nessuno, anzi, si è abbarbicato a chi non doveva e non poteva), il giustiziere, il protettore dei poveri l'annullatore delle tasse (triplicate). E scopriamo, in pochi direi, che non ha questa armatura, e quindi viene infettato da questo VIRUS chiamato ANNUNCITE, che si è radicato ampiamente, e per il quale ad oggi non abbiamo trovato un vaccino. Le riforme annunciate in 100 giorni, sono lievitate a 1000, adesso si parla di una ripresa in 20 anni. Tutto ciò è sinonimo di incertezza, incompetenza, si, incompetenza, perché negli ultimi 2 mesi sono volati senza un controllo adeguato oltre 67 miliardi verso altri paradisi. Ma tutto ciò non importa , perché fin quando avremo la possibilità di comprare una bella pagina bianca, come le riforme, ci si può mettere dentro tutto ciò che si vuole. ci si vanta di aver avuto un 41%, ma ricordiamoci che non erano elezioni politiche, ma europee, quindi meno valenti, e la percentuale dei votanti era del 57,22%. Una piccola riflessione, oggi c'è chi pascola come detto, ma pascola su un terreno pulito, senza corruzione,appalti truccati, indagati, mazzette, e incarichi di comodo.Finisco con una massima a me cara.ONESTO E' COLUI CHE CAMBIA IL PROPRIO PENSIERO, PER ACCORDARLO ALLA VERITA', DISONESTO E' COLUI CHE CAMBIA LA VERITA' PER ACCORDARLA AL PROPRIO PENSIERO.

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    1. francesco giammarva13 ottobre 2014 00:24

      Mi sembra doveroso precisare che alle Europee è stata data una valenza politica da tutti i partiti compreso il M5s che si dava (di maio docet) al 60% dato che secondo menti eccelse del movimento li avrebbe legittimati ad una marcia su Roma,richiedere le dimissioni di Napolitano e a mappare la spartizione dei ministeri e premierato tra parlamentari dediti a pestare i piedi come bimbi discoli: Alle amministrative sempre del 25 maggio u,s su 4068 comuni il 90% e andato al PD al M5s sono andati Livorno Bagheria e Civitavecchia per un totale di 265.000 cittadini amministrati senza togliere che il M5s in un anno dalle Nazionali ha perso 3.000.000 di voti passando dal 25 al 20% oggi !9% per quando riguarda il pascolare cosa possono fare se non questo? La politica pulita esiste ancora non trinceriamoci dietro i soliti steriotipi abbiamo vissuto tutti il ventennio passato in Italia.............politici e comuni cittadini!!! L'importante è che il pensiero sia rivolto alla ricerca della pura verità rimanendo ancorato alla propiia morale ed etica,quelli che pascolano non hanno logiche ma soltanto sperare nel fallimento del paese per creare una sottomissione Orwelliana..........lasciamoli pascolare!!

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    2. Rosalba Ferrara14 ottobre 2014 17:06

      Confermo ciò che ho scritto. Preciso che non appartengo a nessun colore politico, e quindi, penso di avere la capacità di poter valutare dal di fuori ciò che, chi è dentro non riesce a percepire, per simpatia, o convinzione politica e di partito. Oggi la politica è malata e marcia fino all'osso, c'è un impoverimento totale, si gioca sporco sulla pelle delle persone, favorendosi a vicenda. Non mi piace chi prepotentemente oscura il dialogo e la democrazia, chi non è coerente con se stesso e con gli altri. Se vogliamo parlare di livelli cambogiani, li abbiamo quasi raggiunti, non abbiamo bisogno di aspettare i pentastellati, facendo un piccolo giro in prossimità dei supermercati. I discorsi che sentiamo tutti i giorni sono di FAREMO, e poi si tolgono i diritti al lavoratore, totalmente e vergognosamente. Renzi all'inizio ha incarnato la speranza, ma ha deluso!, in molti hanno capito il suo gioco., la prova è la mancanza di iscritti e non me ne dispiace, chissà,farò parte dei Gufi...

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  11. Michele Maniscalco12 ottobre 2014 20:49

    Politici ed economisti non azzeccano una previsione a tre mesi. Adesso Renzi si è improvvisato anche mago: prevede il futuro con 20 anni di anticipo. Veramente a me sembra più che altro un azzeccagarbugli.

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  12. Giuseppe Floris12 ottobre 2014 21:01

    La maggior parte di quel ..osannate cartello di fan sono di stampo MASSONICO e si tratta di gente ricca e non di cittadini qualsuiasi sono in pratica quelli che hanno foraggiato da parecchi anni renzi ..per me e anche per altri milioni di ITALIANI VERI ..e' solo un BUGIARDO SPARABALLE E FIGLIO DI BUONA DONNA ...E POI CHE CREDIBILITA PUO AVERE UNO CHE SCRIVE QUESTI CINGUETII contro BERLUSCONI E POI ...CI FA IL PATTO DEL NAZARENO ...GO HOME ROTTAMATI SEI GAME OVER ...

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  13. Calogero Dolcimascolo13 ottobre 2014 09:05

    Nussuno riuscirà a risollevare questo paese fino a quando resteremo nell'Unione Europea. Quanto ci costa l’Unione Europea? E a cosa serve? E a chi serve? Non lo diranno mai ai cittadini. Non vedete il ministro Padoan che dice che nemmeno nel 2015 usciremo fuori dalla crisi dopo vari annunci di una modesta ripresa? Il collasso socio-economico del paese sta arrivando.

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  14. Gabriele Marolda13 ottobre 2014 09:17

    Osservo con preoccupazione il progressivo indebolimento delle istituzioni democratiche e il tentativo ormai manifesto di esautorarle in favore di un accentramento dei poteri nelle mani di un'oligarchia. Quel 25% aveva votato sperando in un governo che si occupi sopratutto del lavoro, della lotta alla dilagante evasione fiscale, alla corruzione, alle mafie, di una redistribuzione della ricchezza, oggi nelle mani di un numero sempre più ridotto di persone, di una drastica riduzione della disoccupazione.
    Non si può pretendere che in pochi mesi il Paese sia messo nelle condizioni più favorevoli per la ripresa di una navigazione sicura. ma qui pare che, aldilà degli annunci i più svariati su mirabolanti cambiamenti ben poco si sia fatto.
    L'iniziativa del sostegno attraverso la pubblicità non pare utile al raggiungimento di una presa di coscienza della reale consistenza delle possibilità di successo dell'azione del nostro giovane presidente, nulla aggiunge, nulla toglie.

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  15. Pasquale Nevone13 ottobre 2014 20:22

    Il momento che stiamo vivendo è troppo complesso per poter essere decritto e, meno che mai, compreso nella sua interezza.
    Sicuramente da noi piccoli cittadini di questo mondo ricchi di informazioni distorte e poveri di verità.
    Certamente c'è chi sa perfettamente come stanno veramente le cose, in economia e in politica. E certamente c'è chi fa parte del ristretto "comitato dei saggi" che stanno "guidando" il popolo ignaro ed inerme verso la luce di un governo finalmente buono.
    Noi non li conosciamo, ma costoro esistono.
    Conosciamo soltanto il dolore dei morsi di questa crisi sulla nostra carne e su quella dei nostri figli.
    Annusiamo, con il nostro istinto animale, che non è finita e che ci aspettano prove più dure.
    Sappiamo che quando prendono il potere gli uomini della provvidenza, allora siamo già nel buio più profondo.

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  16. Una domanda al Direttore: Renzi, come hai tu detto, non ha una visione complessiva convincente da suscitare speranza e entusiasmo.
    Penso sia vero, ma cosa dovrebbe fare per mostrare agli italiani questa visione complessiva convincente che adesso non ha?
    Il Patto del Nazareno è quello che finora ha tenuto in vita il governo. Io non so se sia positiva per il paese la vita di questo governo, ma di fronte al fatto che l’opposizione al suo governo viene principalmente dal suo stesso partito, quel partito democratico che per una buona metà dei suoi componenti non lo può soffrire, cosa avrebbe dovuto fare Renzi? Mollare tutto e tornarsene nell’Azienda di famiglia?, oppure trovare in qualche modo una maggioranza parlamentare che gli consenta di andare avanti come presidente del consiglio? La risposta è fin troppo ovvia.
    Mi pare che continuare con questo sfottò sul Patto del Nazareno sia ripetitivo ma soprattutto poco producente. Anche per la signora Siniscalchi la colpa più grande di Renzi è lo scellerato patto, sempre quello del Nazareno. Ma insomma, non potremmo guardare un po’ più avanti, anziché rimestare sempre i soliti triti argomenti?
    Ci sono cose molto pesanti da contestare a Renzi, altro che il Patto del Nazareno. La più grave di tutti è quella di non aver fatto niente per la creazione di nuovi posti di lavoro, preferendo gingillarsi (e qui dò ragione al Direttore) col senato e l’abolizione del bicameralismo perfetto, e poi con l’abolizione dell’archeologico articolo 18 senza per giunta abolirlo veramente, essendosi abbassato i pantaloni di fronte alla Camusso (mamma mia che spettacolo!) e a quella CGIL che è l’emblema dell’arretratezza culturale e politica in cui versa il PD che con una mano vota la fiducia al governo e con l’altra decide di andare in piazza con i veterosindacati.
    Nel mentre continuo a chiedermi come mai stiamo ancora nell’EURO che ci sta portando letteralmente alla rovina economica; come mai non si stia intraprendendo un percorso che ci porti a recuperare la nostra sovranità nazionale, fuori da questo sistema monetario che ci sta letteralmente asfissiando.
    Mi chiedo anche perché il nostro governo, questa volta rappresentato da Renzi, non sia in grado di ribellarsi allo strapotere politico ed economico della Germania che ha lucrato immensi benefici economici dall’Euro e continua giorno dopo giorno a guadagnarci, a spese di tutti gli altri paesi della zona Euro. Abbiamo l’occasione di poter fare un grande asse Italia-Francia nel ribellarci a questo stato di cose, e… non stiamo facendo niente. Cioè, il nostro governo, il nostro premier Renzi non sta facendo niente.
    L’Italia, la sesta potenza economica mondiale, sta dando prova di grande debolezza soprattutto in politica estera, dove facciamo ridere i polli, non riuscendo a difendere i nostri diritti e le nostre ragioni e dimostrando di essere governata da un branco di dilettanti, incapaci e inadeguati. Caro Renzi, tu sarai anche un bravo ragazzo, ma la tua squadra è come la Nazionale Italiana di calcio ai mondiali di qualche mese fa. Sarà buttata fuori nei gironi eliminatori.

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  17. Condivido in toto il commento di Franco Gentile, quindi non aggiungo nulla a ciò che lui ha già detto. Chiedo cortesemente, e senza nessun amore per la polemica, al Sig. Pepe, di dimostrare con esempi comprensibili e chiari, quali vantaggi avrebbe l'Italia (gli Italiani) ad uscire dall'euro. Grazie dell'eventuale risposta.

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