mercoledì 7 maggio 2014

Guardiamoci indietro per sistemare il futuro

Davide-Di-Bernardodi Davide Di Bernardo - Dicono di non piangersi addosso. Dicono che è inutile. Dicono che è sempre meglio guardare avanti, anzi ci fanno pure uno spot.
Eppure l'Italia che viviamo, i problemi che affrontiamo non sono causati da ciò che faremo, ma da ciò che avete combinato.
Come facciamo a creare i nostri grattacieli, ad avvicinarsi al resto del mondo, se il terreno è pieno di argilla pronta a franare, dove anche l'erba non riesce a venir su?
Ogni vostro errore, ogni cosa non detta pesa come macigni sulle spalle di chi ha provato a costruirsi un futuro qui, senza "amicizie" o "aiutini", solo con le proprie forze, solo col proprio sudore.
Ogni volta che avete fatto finta di non vedere, anche quando un appaltante dava mazzette per un contratto, tanto a voi toccavano le briciole, e vi bastavano.
Ogni volta che fuori o dentro lo stadio qualcuno spara e invece di scuotere politici e potenti, vi sedete al bar a guardare la TV che ne parla e l'indomani tornate a discute di Buffon e la Seredova.
futuro1Ogni cosa che cerchiamo di portare avanti, noi nati negli anni '80, l'abbiamo dovuta modificare in base a chi era al governo, prima con la scuola, poi col lavoro, oggi col futuro che non c'è.
Ci sono genitori che con la pensione minima mantengono i figli ancora a casa con 2 lauree, e padri che vanno a ballare mentre i ragazzi non hanno nemmeno 20 euro per prendere una pizza con la fidanzata.
Anche se siete ricchi e avete insegnato ai vostri figli che è meglio una raccomandazione e un Land Rover che uno zaino in spalla e una camicia sudata dal lavoro.
"Ma siate ottimisti" - ci dite! Lo siamo, per questo riusciamo ancora ad alzarci la mattina e spediamo centinaia di curricula, ingenuamente, pensando che qualcuno li leggerà.
Siamo siciliani, ma non siamo come i siciliani! Noi denunciamo e alziamo la testa, anche se poi mangiamo pane e cipolla; anche se poi nessuno ci difende, nemmeno voi.
Guardiamo avanti così non abbiamo il tempo di incolpare chi ha ridotto tutto a questo.
Guardiamo avanti così non vediamo la nostra terra che muore abbandonata anche dai contadini.
Guardiamo avanti così tra altri vent'anni potremo dire ai nostri figli di fare lo stesso, perché anche a loro non avremo lasciato nulla.
Davide Di Bernardo
07 maggio 2014












23 commenti:

  1. Caro Davide, è proprio come dici Tu: è meglio guardare avanti!

    Anche a me è toccato tanti anni fa di piantare tutto e tentare altrove la fortuna. Non Ti nascondo che i sacrifici sono stati molti, ma ben sopportati. In quell'epoca eravamo in tanti senza titoli di studio.......... ed oggi invece a passeggiare per le vie principali della città ci sono troppi "ragazzi / ragazze" con titolo di diploma o laurea, ma poca conoscenza della vita reale. Non so se hai visto la fiction alla TV sul sig. "IGNIS" e sai quanti di questi Signori ci ne sono stati.
    Ma, forse, a questa generazione i cognomi di personaggi come "Borghi-IGNIS, Fumagalli-CANDY, Steno Marcegaglia-ACCIAIERIE, Benetton-Maglierie, Del Vecchio-LUXOTTICA" ed altri e altri ancora questi personaggi che hanno fatto grande la Nazione nei decenni scorsi non dicono niente. Peccato, guai a parlare di concretezza! E' meglio promettere e continuare a illudere, tanto un giorno una raccomandata non verrà negata a nessuno (o quasi perché secondo l'ISTAT oltre 1 milione di cittadini hanno rinunciato anche a cercarla una occupazione!)

    Concludo: bisogna battersi, magari andando altrove, se le condizioni personali lo permettono: salute, coraggio, capacità di adattamento e tutto il bagaglio di esperienze che si farà con il passare degli anni!!
    In bocca al lupo!
    Ciao.

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  2. Pasquale Nevone8 maggio 2014 15:45

    Hai ragione su tutto.
    Una via di uscita per rialzarsi, però, bisogna individuarla e seguirla con ostinazione e coerenza.
    Per me, e ne sono convinto da tempo, ci vuole un patto generazionale tra padri e figli. Ma non quello che strombazzano il gatto e la volpe, e cioè politici ed industriali, e vale a dire esodiamo un padre e con il suo vecchio stipendio facciamo due redditi; 1 per il padre ed uno per il figlio che così potrà lavorare in una qualsiasi industria a gratis per le tasche dell'imprenditore perchè, tanto , paga tutto lo stato.
    Il patto deve essere insieme contro questo sistema ormai decrepito e vampiresco che sta crollando su se stesso, diciamo implodendo. Dobbiamo dire no a questa classe politica, tutta, che ci minaccia psicologicamente dicendoci che o ci teniamo loro o è la fine per tutti.
    Non è vero.
    Sarà la fine solo se continuiamo a tenerci loro.
    Mandiamoli a casa tutti.
    Mi spiace dirlo, ma in questo progetto la penso esattamente con Grillo, dal quale però mi separano tanti errori politici e rappresentativi che ha combinato.
    Piaccia o no, questa è la strada da percorrere.
    Tutto il resto è aria fritta.
    Non serve tanto una decrescita felice, ma un nuovo sistema socio-economico sostenibile, cioè fatto di sobrietà nei redditi (negli importi e da redistribuire) e nel comportamento etico (bandire tutte le prime donne e i primi uomini in preda al cannibalismo etico per la loro visibilità e protagonismo).

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  3. La soluzione è mandarli tutti a casa e dare fiducia a gente nuova per davvero.

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  4. Ma cosa scrivi Davide, i padri vanno a ballare ed i figli che hanno 2 lauree, non hanno i soldi per la pizza? Ma cosa scrivi se avete tutta questa preparazione , invece di stare attaccati alla gonnella ed alla borsetta di mammà andate a lavorare fuori dall'Italia, se avete gli attributi.

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    1. Tu non sai se altri hanno storie

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  5. Il prossimo 25 maggio per chi voterà Davide? Sarebbe interessante saperlo, è un test importante, si deciderà la linea politica nei confronti dell'Europa e dell'euro. Il governo e i partiti dovranno avere chiaro cosa fare e i cittadini con il loro voto daranno una indicazione precisa. Continuare tutto come prima o, invece, cominciare a riprenderci una parte di sovranità nazionale? Possiamo ancora sperare in una Europa solidale e unita? Io ho qualche dubbio.

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    1. Nunzio Battiato13 maggio 2014 10:33

      Davide ha ragione i padri hanno rubato il futuro ai figli. Loro fanno la bella vita con pensioni baby, fasulle, carriere favorite da Andreotti, Berlusconi e soci. Senza concorsi senza meriti senza titoli di studio. Hanno rubato le pensioni senza contributi facendole pagare ai figli che non avranno ne lavoro ne pensione. Bisogna fare la rivoluzione con il voto o con i forconi.

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    2. Vai a zappare la terra! Come si vede che non aspetti altro che andare a fare il precario.....! La rivoluzione di fa con le armi e non con le parole!

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    3. Ma tu sei anonimo. Zero. Nessuno. Nulla.

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  6. Pasquale Nevone10 maggio 2014 08:50

    I commenti dell'articolo li trovo stimolanti, anche se un pò pungenti.
    L'argomento proposto da Davide è complesso. Cioè, è difficile liquidarlo con osservazioni sintetiche.
    Comunque, credo si possa tutti concordare su alcuni punti:
    1 - non esiste una politica economica, nazionale ed internazionale, per i giovani;
    2 - e neppure per chi perde il lavoro;
    3 - e neppure per chi teme di perderlo;
    4 - e neppure per chi vorrebbe lavorare meglio e con più soddisfazione ed utilità sociale;
    5 - e neppure per le imprese sane e per quelle in difficoltà;
    6 - e neppure per le famiglie.
    Dunque il problema è che non esiste la politica, ma solo uno "scanazzo" imperante della cupidia economica non più arginata dalla politica che, invece, si è adeguata divenendo a sua volta uno "scanazzo" antidemocratico e sovversivo non più arginato, e forse già npn più arginabile, dai cittadini per bene, che sono pur sempre, per fortuna, la stragrande maggioranza ma assolutamente, purtroppo, ininfluente, quindi allo sbando psicologico e alla insignificanza rappresentativa e decisionale.
    Ce n'è abbastanza per indignarsi sul serio, e tutti quanti.
    Però, però..... Invece, invece....

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  7. Il 25 maggio sarà un test importante per il futuro dì tutti. E per i giovani, ovviamente, ancor di più. La disoccupazione giovanile è arrivata ai massimi storici, l'esodo verso i paesi del Nord Europa è continuo e inarrestabile. E allora che si fa? Bisogna fare una rivoluzione pacifica, senza spargimento di sangue, usando un'arma micidiale che tutti i cittadini maggiorenni posseggono. Il voto.

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  8. Fare storia è una cosa seria. Fare progettualità è una cosa seria. Proviamoci! FGM.

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  9. Belle Parole sia nell'articolo che nei commenti, ma mi trovate Bastian contrario. La politica dovrebbe essere servizio e non potere di fare e sfare a discapito e discrezione di chi è al comando, ma anche aj cittadini dico la stessa cosa perché l'abuso etico è a tutti i livelli. Allora non piangiamoci addosso ma rimbocchiamoci le maniche e appropriamoci della libertà, della identità e cosa molto importante delle nostre radici. Oggi i giovani hanno relegato gli anziani e questo e tagliare le radici. oggi i giovani preferiscono gli animali ai figli e questo è togliere il futuro alla nostra generazione. Andare in Europa per farci fagocitare in quelle leggi che non tengono all'uomo ma solo al profitto meglio starcene a casa e dire no all'Europa. Ma se abbiamo le palle come i nostri padri del risorgimento allora tiriamole fuori e diamoci da fare e ripristiniamo le nostre radici.
    A Davide dico che a palermo sono sorti molti Pub frequentati da giovani fino alle 3 del mattino e a casa la mattina si alzano non prima delle 11; non basta mandare i curricula se si vuole lavorare e aspettare la politica.

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  10. Davide, per favore, mi spieghi con chi ce l’hai? Sembrerebbe che tu ce l’abbia con il mondo intero. Ma per aver fatto o ricevuto cosa?. Non l’ho capito, scusami. Non ho capito se ce l’hai con me, e con quelli della mia generazione, per aver fatto poi cosa?.
    In questo articolo, che rispetto, come tutti quelli che hanno un’idea, non ti nascondo che me la sono presa, perché ritengo che né io né quelli della mia generazione, abbiano fatto qualcosa contro i giovani delle generazioni sono venute appresso. Tu saprai, penso mi avrai letto, io non sono grillino, non sono per fare andare avanti l’antipolitica, ma la politica con la P maiuscola.
    Ho pensato molto prima di scrivere. Non volevo risponderti, ma sai perché poi mi sono deciso a scrivere? Perchè ho due figli che la pensano esattamente come te, che ce l’hanno con il mondo intero, proprio come te, e le discussioni, tra di noi, te li puoi immaginare… Ho 72 anni e penso, per quanto ho potuto, di aver fatto nel mio percorso di vita ciò che i miei genitori mi hanno insegnato.
    Venivamo dal dopoguerra, e da bambino ho dovuto stringere anche io la cinghia. Ho lavorato per una vita (mi sono ritirato solo quattro anni fa), certo non con le difficoltà che un giovane si trova adesso. I tempi della ricostruzione furono per fortuna, brevi, e ti posso dire, dopo aver lavorato in Comune a Palermo, a fare il geometra, non essendo soddisfatto, scelsi di fare un altro lavoro che più mi piaceva, che più mi interessava: il cooperatore sociale, ossia l’imprenditore del settore no profit. Praticamente costituii unna cooperativa sociale, e mi misi a lavorare di buzzo buono.
    Era quella la vita che volevo fare, stare vicino agli anziani, ai disabili, ai minori, tossicodipendenti, agli alcolisti, al mondo dei bisogni. E così nel 1990 mi dimisi dal Comune e, ancora per 28 anni ho percorso una strada nuova, iniziai questa nuova attività. Ho aperto tre comunità alloggio per minori, ho avuto le concessioni per fare l’assistenza domiciliare agli anziani ed ai disabili, ho partecipato a bandi pubblici per progetti comunitari, con i tossici e gli alcolisti ho avviato un’attività di recupero con il ritiro degli indumenti usati, infine, e non ultimo, ho realizzato un progetto, sempre con finanziamenti europei, per combattere la pedofilia.
    I miei figli, purtroppo, non mi hanno voluto seguire in questa attività, io ho lasciato loro, come ho fatto per me, la libertà di scegliere la vita che essi volevano. Non volevo dirti o raccontarti la mia vita perché sono o mi sento più bravo degli altri, ma è solo per dimostrare a te ed a chi lo volesse che bisogna sapersi spendere, e sapere che nella vita ognuno di noi è chiamato a fare delle scelte, ed avere perseveranza perché, prima o poi, arriverà per tutti la strada giusta.

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  11. Davide Di Bernardo mette nel suo articolo tutti i motivi di insoddisfazione verso un sistema cha ha portato l’Italia al punto in cui siamo, un sistema ereditato dalle precedenti generazioni che, anche per il fatto di essere venute prima, sono il bersaglio di tutte le recriminazioni e le lamentele.
    Apprezzabile l’intervento di Filippo Ales, sul quale concordo.
    I problemi risultanti dalla lettura dell’articolo sono tanti. In queste ore, i tempestivi arresti a tutto campo, da Scajola a Greganti e Frigerio, tanto per non scontentare nessun partito, sembrano accaduti per dare ragione a Davide.
    I giovani oggi hanno tutte le ragioni di questo mondo per prendersela con chi è vissuto alla grande in un sistema dove la corruzione l’ha fatto da padrone ogni qualvolta c’era del denaro da movimentare, da spostare e di cui impossessarsi.
    La verità è che questo sistema ha sempre emarginato i giovani, ha tenuto lontano dal vero potere le giovani generazioni, con la scusa che non erano preparate all’uso dei meccanismi relativi all’esercizio dello stesso potere.
    Abbiamo assistito alla riluttanza di politici alloggiati in parlamento da una vita, a tirarsi fuori, a non ricandidarsi; per intenderci, un nome per tutti, Rosi Bindi.
    Abbiamo assistito a una specie di guerra degli adulti contro i giovani.
    Il sistema del malaffare gongola se i giovani fuggono.
    Vogliamo per l’ennesima volta pensare alla famosa fuga dei cervelli? Se in Italia ci fossero condizioni non dico ideali, ma appena normali per svolgere dignitosamente il proprio lavoro, non credo che giovani ricercatori e scienzati prenderebbero la via dell’esilio.
    Tornando a parlare di corruzione, persino le mazzette, come dice Travaglio in uno dei suoi ultimi editoriali, sono roba per vecchi.
    Gli stessi nomi passano dalla tangentopoli degli anni ’90 agli episodi di corruzione attuali. Greganti, Frigerio sono sempre gli stessi e i partiti che li hanno tenuti ancora nelle loro file invece di buttarli fuori dalla vita politica sono altrettanto colpevoli e corrotti.
    Io credo, molto pessimisticamente, che la corruzione sia una cosa endemica in una umanità che, nonostante gli sviluppi tecnologici, non riesce ad evolversi e a diventare una società giusta, rispettosa dei diritti delle persone, solidale verso i deboli e i poveri, rimanendo invece una specie di giungla dove continua a vigere la legge del più forte, dove pesce grosso mangia pesce piccolo, dove i deboli e gli inermi vengono impietosamente eliminati.

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  12. SERGIO POTENZANO13 maggio 2014 13:03

    Questo articolo che, a primo acchitto può sembrare quasi banale, visto che tratta l'annosa questione della rivalità tra le vecchie e nuove generazioni, in realtà è molto interessante e va trattato con la massima attenzione perché è molto importante far capire ai giovani, quindi ai nostri figli, che quello che sono, lo sono non solo per colpa nostra, ma anche per merito nostro.
    Alcuni giovani ritengono che avere una laurea ed essere disoccupati sia un demerito e quindi un'ingiustizia, io ritengo di dargli ragione a metà, in quanto non sono laureato solo perchè mio Padre non me lo ha potuto permettere, era necessario che io, come i miei fratelli lavorassimo, anche se per pochi soldi, perché dovevamo sfamarci.
    Bene, ho sempre lavorato facendo anche lavori molto umili, e non ho mai rimproverato a mio Padre di non avermi fatto studiare, perché ha fatto quello che ha potuto, oggi invece continuo a fare sacrifici per permettere ai miei figli di laurearsi, e francamente mi infastidisce molto sentire i giovani laureati prendersela con i vecchi che non hanno creato le condizioni per permettere loro di avere un lavoro, a questi, compresi i miei figli, dico: vi abbiamo permesso di studiare, dandovi un'arma che potrà permettervi di non essere sfruttati da nessuno, vi permettiamo di fare le ore piccole, facendovi uscire la sera con gli amici, vi svegliate quando volete e non vi facciamo mancare nulla, non possiamo permettervi di avercela con noi se non trovate lavoro, quindi datevi da fare, tirate fuori le unghie e conquistatevi una posizione, createvelo o inventatevelo, il lavoro non viene a cercare voi, siete voi che dovete cercarlo.
    Vi lamentate che i vecchi politici non mollano le loro poltrone, e io vi dico che fino a quando voi vi lamenterete e non farete nulla per togliergli le poltrone, le cose rimarranno tali e quali, noi vi abbiamo dato gli strumenti per farlo, FATELO !

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  13. “La verità è che questo sistema ha sempre emarginato i giovani, ha tenuto lontano dal vero potere le giovani generazioni…”
    Così inizia il suo commento Nino Pepe. E, continuando, sostiene, in buona sostanza, che c’è stata, e c’è ancora, una sorta di “guerra” degli adulti contro i giovani.
    Per carità, non sto qua io a difendere questo sistema. Anzi. Ma nemmeno si possono sostenere, con troppa superficialità, tesi così forti. Davide ha lanciato il suo grido di dolore e altri commentatori sottolineano le colpe dei padri. Bella vita, pensioni baby, fasulle, raccomandazioni, etc. Tutto vero. E allora? Ecco il problema. Bisogna darsi da fare. Con le unghia e con i denti. Combattendo. Partecipando alla vita politica. Si alla vita Politica. E non, come fanno tantissimi giovani che se ne disinteressano totalmente. Un grave errore. Un disimpegno che non fa altro che aggravare le cose. Come quello di tantissimi cittadini che hanno repulsione della politica. Come quello di tanta gente che lascia libero il campo, che si ritira dall’impegno sociale e politico dando così spazio a chi, invece, al loro posto, occupa le leve del potere, spesso, per il loro tornaconto.
    Diciamoci la verità. C’è la crisi, c’è la disoccupazione, c’è la corruzione, c’è l’interesse privato che sovrasta quello pubblico, c’è la cattiva politica. Ma noi, e i giovani in particolare, cosa facciamo? Qual è il nostro contributo per cambiare in meglio le cose? Forse non andando nemmeno a votare? Cosa facciamo per contrastare il malaffare, cosa facciamo per contrastare chi opera per i suoi interessi fregandosene del bene pubblico, quali iniziative abbiamo intrapreso, quali proteste, quali sacrifici abbiamo fatto e siamo disposti a fare? Pochi. E sfido chiunque a sostenere il contrario. Così facendo non c’è scampo. Saremo costretti a subire la volontà di chi è più forte e ha capito tutto della vita.

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  14. In verità, non avrei voluto rispondere. Perché a certi "giudizi generalisti" senza conoscere la persona che scrive sono a mio avviso inutili e ignoranti, ma dopo una sempre sorridente chiamata di Gattuso ho riletto tutto e deciso di rispondere.
    Spiegare ciò che ho scritto non è mia abitudine, ma sembra doveroso: Chi è nato negli anni '80 ha subito discriminazione legislativa a più non posso e questo non sono io a dirlo, ma diversi studi (qui riassunti http://www.linkiesta.it/generazione-anni-ottanta) e soprattutto il ritratto dell'Italia odierna.
    Chiusa, spero, la parentesi che ha dato spunto al mio discorso, vorrei parlare con chi come ALES mi chiede con chi ce l'abbia.
    Io ce l'ho con tutti coloro che hanno fatto finta di non vedere, contro l'omertà che ha contraddistinto la Sicilia, con coloro che hanno portato avanti la classe politica che continua a governarci, e non parlo nemmeno di Berlusconi, ma di prima ancora, delle basi.
    Ce l'ho con chi non ha denunciato, con chi si è accontentato di fare il carpentiere in un appalto truccato, ce l'ho con chi oggi critica i giovani dicendogli che stanno fuori "fino alle 3 del mattino e a casa la mattina si alzano non prima delle 11", generalizzando come fa lo stato con i tifosi o Berlusconi con i Magistrati.
    Io ce l'ho con chi ha avuto la sua possibilità, anche sudandosela come ALES, perché non capisce che a noi tolgono anche questa o ce la uccidono dopo averla assaporata.
    Non è questione di opinioni, ma di punti di vista.
    Chi crede di aver faticato non sa quanto devono faticare gli onesti oggi per creare qualcosa, molto più di chi, con leggi e modi diverse andava avanti decenni fa!
    Prima ci si arrangiava e si andava avanti. Oggi no!
    Oggi anche portare le pizze a casa è diventato un settore competitivo.
    Proprio come scrive PEPE, i corrotti messi nei posti migliori stanno distruggendo tutto, ancor di più, si veda l'Expo che aspetto da anni come opportunità di crescita, dato in mano alla peggiore delle cose: la Mafia. Perché, come scrivevo qui tempo fa, la mafia non è una cosa chiusa, ma un virus che colpisce chiunque e si diffonde come la peste distruggenti tutto ciò che tocca e non lasciando nulla per chi viene, nulla!
    Non attacco nessuno direttamente, solo chi leggendo si rivede nel politico corrotto, nell'appaltatore corrotto, nel silenzioso che vede, perché loro potranno anche lamentarsi se i figli non lavorano, ma la colpa è loro, non nostra.
    Con questo non voglio nemmeno generalizzare in maniere positiva.
    Miei colleghi che "fino alle 3 del mattino e a casa la mattina si alzano non prima delle 11" ce ne sono, ma c'è anche chi con la laurea in lettere fa il pane tutte le notti, chi da ingegnere edile lavora a Milano in un B&B.
    In ultimo vorrei rispondere a quei (mi scusi Direttore) COGLIONI come RIPOSTO e ANGEL che giudicano senza conoscere o come POTENZANO (c'è chi fa tanto, caro), lavoro da quando avevo 15 anni, non per le caramelle, ma per mantenere casa con i miei fratelli e mia madre. Nel frattempo mi sono laureato col massimo dei voti e il giorno dopo sono andato a "spalare letame!". Ho fondato un'azienda con fatturati altissimi e fidi in banca, bruciata da un incendio doloso, denunciato, ricostruita e poi fatta chiudere. Nel frattempo altra laurea, stavolta specialistica e diverse attività legate all'azienda in Francia, Svizzera, Trento e Ravenna. Poi responsabile amministrativo e di Gare d'Appalto in due ditte edili, poco pagato e licenziato una volta accumulate troppe provvigioni, naturalmente "prima di essere regolarizzato"!
    In attesa di pubblicazione, tirocinante presso testate on-line registrate e se volete vi incollo anche il CV.
    "invece di stare attaccati alla gonnella ed alla borsetta di mammà andate a lavorare fuori dall'Italia, se avete gli attributi" FATTO!

    Grazie Direttore per l'opportunità di ampie vedute che dà a tutti, vi aspetto a Catania...aspetto altri commenti.

    Davide

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    1. sergio potenzano16 maggio 2014 17:51

      Ho letto adesso il Suo commento, Lei da sempre del Coglione a chi non la pensa come lei? Evidentemente due lauree non le sono bastate per farla una persona migliore.
      (Per la cronaca) io a 15 anni avevo già 10 anni di lavoro sulle spalle, non ho avuto il tempo di giocare come Lei. Le augur o un mondo di bene (caro).

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  15. Un tema molto interessante quello posto da Davide. E i commenti esprimono modi personali di pensare e di vedere le cose. Come è giusto che sia. Io sono un quarantenne e mi sento di condividere la storia di Davide e comprendo le difficoltà che ha dovuto affrontare. L’Italia è veramente difficile per chi anche avendo buona volontà vuole costruire il proprio futuro. Non ci sono spazi e le opportunità sono davvero scarse, l’oppressione della burocrazia è asfissiante e la crisi economica blocca ogni iniziativa. Proprio per questo il signor Renzi, se non vuole passare per il pallista nazionale più giovane della storia, deve mettere in atto provvedimenti seri e concreti. E magari evitare di prendere impegni e fare promesse ogni giorno. Non ce lo possiamo permettere e i grillini incombono.

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  16. Davide carissimo, grazie per la risposta articolata, ma interessante. Purtroppo non ci conosciamo ma, certamente, ora non avrei scritto quel commento dell’altro giorno. Lo avrei sicuramente scritto con un altro tono, anche se in fondo, io ho parlato del principio di libertà e di responsabilità, le uniche cosa di cui non mi pento di avere inculcato ai miei figli.
    Ma il tuo articolo ha aperto una visuale nuova, diversa dove si può parlare di tutto. Per esempio io ho condiviso molto il commento del direttore che incita i giovani a fare attività politica. E’ anche questo un principio di libertà e nello stesso tempo di responsabilità, per imparare a costruirsi delle regole, e per dare un contributo alla collettività. Certamente non nel senso che intende Giangiuseppe, (mi riferisco alle posizioni di Grillo) nel senso cioè di distruggere tutto, non collaborare con nessun partito, e magari poi ricostruire, possibilmente uscendo dall’euro o dall’Europa.
    Siamo ormai cittadini europei e questo è il tempo del fare, di collaborare, di essere uniti, è il tempo di migliorarla, questa Europa, sburocratizzarla. Noi, e forse di questo non ne parla nessuno, con le elezioni andiamo ad eleggere anche il capo del Governo europeo, cioè il Presidente della Commissione. Sfruttiamo appieno questa evenienza per una crescita vera delle nostre economie, spendendo bene i soldi che tornano a noi dall’Europa, specialmente in una regione, come la Sicilia, in cui non abbiamo brillato né sul come, né sulla scelta. Invece di fare discorsi più o meno utili, anzi inutili, questa è una scelta ed una occasione da non perdere.

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  17. Mario (giovane deluso da tutti)16 maggio 2014 12:32

    Domenica 25 maggio, esattamente tra nove giorni andremo a votare, per chi lo farà, per l'elezione del parlamento europeo. E allora quale momento migliore per fare sentire la forza dei giovani in questo paese. Sarà il momento per capire cosa ce ne facciamo di una Europa per come l'abbiamo vista fino adesso, che non si occupa degli immigrati che sbarcano a migliaia sulle coste italiane e che non si adopera per la disoccupazione giovanile che fa paura. Forza giovani di belle speranza, forza!

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  18. Avviso agli autori e ai commentatori.
    A volte ci si lascia prendere all'impulso e, anche senza volerlo, si scrivono parole fuori luogo. Capita a tutti e umanamente è anche comprensibile. Mi sento però di ricordare che questo blog, come tutto ciò che è su internet, è visibile da tutti e, inoltre, per una precisa scelta originaria, non ha un controllo preventivo dei commenti. Tutto ciò ha finora funzionato e non c'è quasi mai stato bisogno di interventi correttivi. Esorto, comunque, chi scrive a volersi attenere alle regole della buona creanza e del rispetto reciproco.
    Buona continuazione su PoliticaPrima.

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