giovedì 13 febbraio 2014

Il sentiero meno battuto per cambiare l’Italia

matteo-renzi-segretario-del-pddi Giangiuseppe Gattuso - “Di fronte ad un bivio, nel bosco, scelgo il sentiero meno battuto. Quello più difficile, più impervio, più rischioso. Quello del cambiamento radicale.

Che si affronta con il coraggio di chi intende assumersi tutta la responsabilità che il momento richiede. L’Italia non ha tempo da perdere. Non è possibile attendere che si completino le riforme, che si definiscano le nuove regole istituzionali per poi, alla fine, quando tutto sarà pronto, pensare al Paese. O, invece, percorre l’altra strada, anche più comoda e affascinante, quella delle elezioni subito, con la legge elettorale che c’è”.

In queste frasi si può riassumere il messaggio lanciato da Matteo Renzi alla Direzione del Partito Democratico di oggi, 13 febbraio 2014, al Paese e alle forze politiche. La decisione è stata approvata con 136 voti contro 16 contrari e 2 astenuti.  Un cambio di rotta evidente che lascia perplessi. Una contraddizione con quanto affermato e sostenuto fino a qualche giorno fa.

È la concezione di un uomo che ama il rischio, anche se calcolato, e l’avventura. La convinzione che per affrontare le emergenze, la crisi più grave dal dopoguerra, ci sia bisogna non della prudenza e dell’attesa ma dell’impegno immediato, del cammino in salita, rischioso, per uscire dalla palude. Ha utilizzato la famosa frase utilizzata dal prof. ‘Keating’, (Robin Williams), nel film ‘L’attimo fuggente’ rivolgendosi ai suoi studenti: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso”. Tratta dalla poesia “La strada non presa”, The Road Not Taken, di Robert Frost. Non c’è nessuna staffetta - ha affermato Renzi -. La staffetta si fa quando si va alla stessa velocità e nella medesima direzione.

letta-renziC’è, invece, una marcata discontinuità, un ‘cambiare verso’, un patto di legislatura un Esecutivo nuovo da condividere con l’attuale maggioranza. Insomma. Un rischio. Un azzardo che ha scompaginato ogni previsione. Una decisione, da qualsiasi angolazione la si guardi, coraggiosa, e piena di incognite. Enrico Letta, domani San Valentino, si dimetterà. Ha fatto di tutto per evitarlo, ma, come è nel suo stile, con un garbo invidiabile. E il ‘suo’ piano presentato in extremis, Impegno Italia”, 58 pagine di buone intenzioni, sarà ‘acquisito’ dal Governo che verrà. Al suo posto Matteo Renzi, fino al 2018, l’intera legislatura.

LOGO PD xfbIl problema sarà quello di spiegare ciò che è successo al popolo del PD ed anche al Paese. Perché, comunque, è un fatto traumatico, una scintilla che può provocare un incendio impensabile. Ci sarà da capire cosa fare con l’Europa, con la povertà, con la disoccupazione, con i problemi enormi per i quali nasce questa ‘avventura’ governativa.

Ci aspettiamo, sul serio, cambiamenti radicali, per una svolta politica strategica, ambiziosa e alta. Dovrà "smontare" letteralmente il sistema Italia. E per il PD sarà una prova difficilissima da affrontare senza lacerazioni, che richiede unità, responsabilità e consapevolezza. Sarà l’ultima chiamata. Non c’è appello. Non sappiamo se sarà la strada giusta, se l’Italia ha bisogno di questo o, invece, come chiesto da più parti, andare di corsa al voto perché gli italiani possano decidere da chi e da quale Governo essere guidati.

Altre forze politiche, nuove sul serio, che rappresentano il cambiamento per antonomasia, sono pronte al passo decisivo. E non staranno a guardare.

Giangiuseppe Gattuso Giangiuseppe Gattuso
13 febbraio 2014

28 commenti:

  1. Le aspettative suscitate da Renzi avrannno presto il banco di prova nella funzione che aasumerà di capo del prossimo governo. Vedremo cosa saprà fare. Renzi ha una occasione straordinaria per dimostrare che non è un esecutore di ordini, ma un politico libero e indipendente da tutti quei poteri e potentati che hanno sostenuto la sua scalata finora e che, d'ora in poi, gli chiederanno il conto..

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  2. Matteo Renzi è un tipo particolare. Conosciuto come “il rottamatore” si scopre che appena diventato segretario del PD comincia a circondarsi di trombati, Incapaci e riciclati. Ed ecco che nella direzione spuntano Romano Prodi e Massimo D'Alema e con loro tutti gli ex presidenti del Consiglio, presidenti di Regione, i sindaci delle città metropolitane, gli ex segretari nazionali e i candidati alle primarie: e quindi i vari Bersani, Epifani, Franceschini, Veltroni, Errani, Franco Marini, ecc. Fortunatamente restano fuori Rosi Bindi e Anna Finocchiaro.
    Andando indietro nel tempo si scopre che Renzi, quando politicamente era ancora in fasce, all’età di 17 anni, avendo la DC, nelle elezioni del 1992 perso il 5% dei voti, voleva già rottamare il segretario Forlani,
    L’ex ministro berlusconiano Gianfranco Rotondi con un intervento alla trasmissione radiofonica “Un giorno da Pecora” si espresse su Renzi con sufficiente chiarezza: “Sarà anche vero che uno deve fare il deputato al massimo quindici anni, ma è altrettanto vero che uno non può rompere le palle per vent’anni”.
    Adesso finalmente approda a Palazzo Chigi, dopo una guerra-lampo contro Letta. Questa premura non la capisco. Forse ha ragione lo stesso Letta quando dice: “Matteo Renzi ha sempre voluto prendere il mio posto". A Renzi, secondo quanto affermano fonti parlamentari, Letta rimprovera "l'ossessione del potere", il "cinismo per aver mirato da sempre alla poltrona del governo". Quello che però ha letteralmente fatto infuriare Letta è il riferimento fatto da Renzi in assemblea alla "palude", quando ha detto "usciremo dalla palude". "Io sono stato nella palude - ha detto Letta - percolpa del Pd". Un durissimo atto d'accusa contro il suo partito e contro Renzi, che avrebbe paralizzato il Paese per tornaconto personale.
    Renzi avrà da risolvere una montagna di problemi in grado di atterrare chiunque voglia prendersi la responsabilità di governare questo Paese. Oltretutto è sotto scacco di Berlusconi, il quale mettendosi d’accordo con Casini e Alfano ha, al senato, i numeri per mandarlo a casa.
    Perché Renzi vuole subito andare al governo? Forse il timore che il governo Letta, redivivo, possa poi far bene, infatti attuando le riforme di cui parla sempre Renzi, renderebbe più forte non solo lo stesso Letta ma anche quella parte del PD che vede Renzi come il fumo negli occhi. Oltretutto Renzi parla troppo e ogni due giorni si smentisce. Due giorni fa aveva detto che mai avrebbe buttato giù il governo Letta. Oggi ha fatto un dietrofront epocale. Insomma, è inaffidabile, la sua parola non vale oltre le 48 ore. A mio parere, un primo ministro con queste caratteristiche, finirà per rivalutare perfino Berlusconi, soprattutto nelle performance in politica estera.
    La cosa più grave, comunque, è che questi giochi di Palazzo avvengono in un momento difficilissimo per il nostro Paese. La cosa abominevole di tutto questo teatrino è che i politici continuano parlare della loro collocazione, delle loro poltrone, mentre la gente sta sopportando il peso di una crisi che ha fatto precipitare nella povertà quello che una volta era il ceto medio e nell’indigenza più assoluta chi prima della crisi era già povero.
    Renzi ci vuole provare? Faccia pure, se poi si brucia, poco male, ci sarà sempre un bischero che vorrà provare l’ebbrezza del potere.

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  3. Tutto accade velocemente, una velocità a cui non sono abituato e che non mi consete di avere una opinione chiara .
    Non sono pregiudizialmente favorevole a Renzi ed al suo modo di intendere la politica e la vita, ma non sono neppure contrario.
    Di certo da questo momento in avanti sapremo quali sono i progetti politici e sociali di Matteo Renzi, Sapremo qual'è la sua idea di futuro, su questo e su cosa sarà il PD avremo finalmente occasioni concrete per meglio capire.
    Concludendo, non ho al momento un opinione su quanto accade, nei prossimi giorni o nei prossimi mesi dirò la mia.
    Intanto non faccio il tifoso di nessuno.

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  4. Io, ho già da tempo, cominciato a mettere da parte i soldi per consentire ai miei figli, terminati gli studi, di andare via da questo pantano, per cercare di avere una vita migliore. La cosa che mi fà incazzare di più è che questi ladri e farabutti, con tutto quello che hanno sottratto alla collettività, i loro figli, li hanno già sistemati nei migliori college del mondo. Nessuno dica che è sempre stato così, perchè sa di mentire. I modelli questo paese li ha avuti, e seppur in numero sempre più ridotto, continua ad averli. Mi conforta, per esempio, che ancora ieri leggevo di quell'imprenditore abruzzese che ha distribuito ai propri collaboratori, una parte degli utili realizzati dalla azienda che è una delle ragioni della loro vita. Lui l'ha presentata come la loro azienda. Una persona fuori dal comune, di una umanità disarmante. Non mi ha colpito per il gesto che ha fatto, ma per come lo ha testimoniato, parlando del suo papà operaio, lavoratore infaticabile ed orgoglioso, ma prima di tutto uomo fiero e dignitoso. Ecco bisognerebbe che un pò di questi indegni, cominciando dai protagonisti delle vicende politiche dell'ultimo lustro si confrontassero con questo personaggio quasi fiabesco. Primo fra tutti quello scherzo della natura che è Brunetta, piccolo di statura, ma non solo di quella. La cosa sconcertante di questa storia, è che questa realtà imprenditoriale è nata, cresciuta e continuana a prosperare nella sua terra, dove si è anche adoperato a recuperare, a proprie spese, un antico borgo, salvandolo da un infausto destino, a cui noi tutti, purtroppo ci siamo assuefatti. Proprio così assuefatti, infatti quando si accetta passivamente che dei bambini o dei ragazzi possano perdere la vita sotto le macerie della propria scuola significa che abbiamo non solo perso l'amore per noi stessi, ma ci siamo privati della dignità. Dignità, che è al contrario, la forza a cui questo uomo attinge per realizzare tutto ciò in cui crede. Oltre al proprio padre un altro bel modello di riferimento, Adriano Olivetti, e detto questo ogni altra parola è superflua.

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  5. Antonino Bongiovanni14 febbraio 2014 09:56

    Non voglio dare giudizi affrettati su questa scelta, ma ritengo che il segretario stia rischiando troppo
    Se riesce a dare risposte serie e concrete alla gente, per le prossime elezioni sbanca, viceversa politicamente è finito tirandosi dietro tutto il PD
    Mi verrebbe da dire al segretario : caro Renzi o si fa l'Italia o si muore.

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  6. Non mi interessa sapere chi è l'anonimo, ne offenderlo, ne fustigarlo, come fanno gli ipocriti, che si scandalizzano anche in questo blog. I farisei fanno finta di non sapere che i social sono pieni di anonimi. Non parliamo degli anonimi in parlamento e nel paese. Qualche volta l'anonimato è una forma di autotutela. Comunque sia esprimo la mia solidarietà, per il disagio sociale espresso, all'amico anonimo, che invito a scrivere nelle modalità che lui ritiene, ed a farci conoscere il suo pensiero, anche il più feroce. Infatti non è più tempo di ipocrisie, false gentilezze e salamalicchi. Renzi docet.

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  7. Sicuramente Renzi è un giovane straordinario. Coraggioso, incosciente, quasi kamikaze. Al contrario del nipote Letta, pavido, permaloso e rancoroso. Lo dico sinceramente tremo per il futuro(politico) del fiorentino. Citando Frost e scegliendo la strada meno battuta, egli vorrebbe assomigliare ai grandi della storia...G Cesare, Cristoforo colombo, ma nella sua smisurata ambizione egli dimentica i suoi nemici( egli direbbe tanti nemici, tanto onore), se non fosse che tra i nemici ci sono i fratelli coltelli ed i falsi amici. Poltronisti, pregiudicati, ladri, cialtroni, fannulloni. Egli l'unica speranza che ha è di accattivarsi il popolo, perciò nei primi 100 giorni proceda a tappe forzate con programma straordinario, es. 1) subito reddito di citadinanza 2) task force per il lavoro 3) taglio pensioni indecenti 4) finalmente la patrimoniale 5) Conflitto d'interessi che già il pavido Alfano rifiuta, in omaggio al suo padrone.6) Infine legge elettorale Se non fosse che in parlamento ci sono tanti coltelli e pugnali, pronti ad ammazzarlo entro le idi di marzo. Quindi se quello che serve non glielo fanno fare, gli suggerisco la strage di san valentino un bagno di sangue con elezioni subito, ma con una legge elettorale diversa da quella messa in cantiere. Se in tutti i casi i nemici saranno troppi e dovrà perire politicamente, lo faccia in modo eroico. Ovvero muoia Renzi con tutti i filistei. Nel senso che se fallisce lui manderemo in parlamento le orde di grillo.

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  8. Caro amico Peppino ti ringrazio per avermi espresso la tua solidarietà. Al momento non sono nelle condizioni di esprimere un giudizio su quanto accade in queste ultime ore. E' troppo presto e molto ancora, certamente, deve accadere. La mia speranza è che quel che può accadere, di traumatico o violento o ancora farsesco, accada. Certo la partita è veramente importante, e se mi trovassi impegnato su quel campo di sicuro una mossa la farei, chiamare a raccolta i quarantenni ed a questi proporrei un programma sulle emergenze del paese, lavoro, risanamento del territorio, scuola (come fonte conoscenza e dispensatrice di saperi e competenze), riqualificazione delle fonti energetiche, recupero e valorizzazione dei beniculturali, seria promozione del turismo, rilancio dell'agricoltura e della zootecnia non tralasciando di innovare il comparto della pesca e dell'acquacoltura. I progetti ci sono, ce ne sono da decenni, è la volontà di fare quella che è mancata. Hanno voluto che la nostra gente si recasse a mendicare il lavoro per farne dei clienti. Hanno voluto allettare imprenditori o improvvisati tali, con agevolazioni che alla fine ne hanno fatto o dei taglieggiati o dei soci. Operando due semplici mosse come eliminare tutte le agevolazioni e semplificare le procedure burocratiche ed accompagnando con dei semplici vademecum su come operare correttamente nei singoli campi di incidenza, questo paese si troverebbe proiettato nel futuro. Tutto questo andrebbe presentato nella piazza più importante di Roma dove i partecipanti metterebbero non solo la faccia. Starete già pensando visioni, follie? Ma provate a pensare se solo si riuscisse a fare incontrare nelle piazze di paesi e città i cittadini non più disposti a tollerare tutto questo, e che in forma assolutamente libera da simboli o bandiere facesse pervenire un messaggio non solo forte nei numeri ma perentorio nei contenuti, certamente non potrebbero più non tenerne conto. Già in precedenza ho scritto che la gente ha ancora vivo il ricordo di Genova, ma è pure vero che a Torino prima e ancora qualche giorno fà operatori per l'ordine pubblico di fronte ai loro fratelli che manifestavano hanno dismesso le loro protezioni. Anche le forze dell'ordine mandano i loro messaggi che sono in questo senso molto eloquenti ed assolutamente rassicuranti. Ogni tanto anche io ho voglia di sognare. Un ringraziamento per l'attenzione accordatami.

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  9. il coraggio lo ho sempre apprezzato, memore della frase che il grande Manzoni mette in bocca a don Abbondio, " il coraggio chi non lo ha non se lo può dare " e lo apprezzo soprattutto in questo momento , anche se a molti , meno anziani di me, può apparire un azzardo , credo che se supportato dai noi cittadini , può produrre veri e duraturi cambiamenti reali( non con il famoso ed irreale " tutto cambi perché tutto resti come prima" gattopardesco ne con i cialtroni violenti, che hanno dato pessima prova del nuovo già nato vecchio , ma con un reale capovolgimento copernicano, tutto da dimostrare e da costruire con il coraggio degli intrepidi

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  10. Matteo Renzi domani salirà al colle per ricevere l’incarico di premier, di capo del nuovo governo. Napolitano ha fatto sapere che non ha intenzione di perdere tempo e che le classiche liturgie delle consultazioni saranno ridotte al minimo indispensabile e, in classico stile renziano, farà in modo che il nuovo governo si metta subito a lavorare perché l’Italia non ha tempo da perdere.
    Vedremo finalmente all’opera Matteo Renzi e, già dai nomi che formeranno la sua squadra di governo e lo aiuteranno in questa immane fatica, vedremo ancora se sarà capace di dare quella svolta che il paese tutto aspetta. Potremo verificare se quanto ha annunziato, durante le primarie del suo partito, corrisponde ai fatti e se saranno rispettati i tempi di attuazione di quell’”Impegno Italia” che egli stesso, nella Direzione del P.D di ieri ha dichiarato e tutto il partito , con il documento approvato a larga maggioranza, si è impegnato di portare avanti.
    Impegno Italia è il programma che Enrico Letta aveva, con un lavoro certosino, preparato ed il P.D. vuole dimostrare la continuità con il precedente governo ma, nello stesso tempo, la discontinuità dalla “palude” in cui si trova il paese. Non è più tempo di programmi, ne abbiamo fin troppi, ma di fare, di agire nell’interesse dell’Italia.
    L’Italia ha bisogno un governo che cominci ad investire, a partire dalle opere pubbliche (scuole ed ospedali), in modo da evitare i pericoli di crolli nelle scuole, come è avvenuto stamani in un asilo della nostra città, in cui sono rimasti feriti due bambini, per la mancata manutenzione ordinaria necessaria, o l’assenza della cura del suolo e del territorio che sono la causa per cui i nubifragi ogni anno, portano danni e morti.
    In questo campo si vedrà se Renzi sarà capace di sforare l’ormai famoso 3% del PIL, e di dare un’altra spallata al bicameralismo perfetto, alla abolizione del Senato e delle provincie, ed alla riforma de capitolo V della costituzione. Queste, insieme alla riforma elettorale sono riforme indispensabili che possono incidere a cambiare uno stato ormai vecchio e che, insieme al taglio dei costi della politica, consentiranno il riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni ed alla politica. Io ci credo, auguri Matteo!

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  11. io invece, e mi dispiace dirlo, guardo la politica e la vedo lontana dai bisogni di noi cittadini comuni mortali! E mentre loro dai vari Palcoscenici di turno ci addormentano con le solite frasi fatte....qui si muore di fame! Qui nessuno pensa agli ultimi, qui si continua ipocritamente a sbandierare il CAMBIAMENTO.Ma come? Dove stanno le soluzioni? Si passano la PALLA del POTERE e chi perde è il comune cittadino che ha fame di lavoro, che non vuole sussidi ma solo sapere cosa ne sarà del suo futuro. Questo vale per i vecchi e anche per i giovani italiani che non sanno più in cosa e chi credere. INtanto la gente continua a preparare la borsa per partire verso un Paese più vivibile...AMEN

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  12. ritorniamo con i piedi sul pavimento.
    L'analisi parte sempre da un dato iniziale, se possibile.
    Questo governo viene alla luce per fare quattro riforme serie e importanti e poi tornare alle urne.
    Il terrore per quella che viene regolarmente utilizzata come prassi, per stabilire le linee di gestione e governo della cosa pubblica, e' un'arma a triplo taglio.
    Appena insediati i presidenti del consiglio si danno tempi brevi per ipotizzare programmi e tempi lunghi per attuarli.
    I proclami di Letta con l'appoggio del ncd sono stati disattesi alla grande; Renzi prende la palla al balzo e dice di voler accelerare; con un piano che ha vita breve per programmare e vita lunga per attuare.
    Non sono molto convinto che i mandanti di questo sistema nuovo siano motivati dal bene comune. La resurrezione di un modello vecchio staffettista ha provocato gia' in passato danni permanenti; la personalizzazione parapresidenzialista e' stata gia' subita in maniera mortale. Se Renzi esce da queste logiche avra' vita lunga politicamente, se si arrocca in un personalismo protetto dai potentati economici avra' vita lunga governativa, ma scarso respiro politico.
    Non voglio urtare le sensibilita' di alcuni commentatori, ma ho la sensazione che politicamente ne tragga grande beneficio il Cavaliere.

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  13. Calogero Dolcimascolo14 febbraio 2014 21:33

    Devo ammettere che l’on.le Letta è stato un galantuomo al servizio al paese; lo stesso ben sapendo che la sua maggioranza era nata dall’esigenza di dare un Governo a tutti i costi è andato avanti con molta prudenza, sperando che le riforme istituzionali e la legge elettorale dovevano porre le basi per una migliore governabilità e nel contempo dare un’azione politica mirata a quelle esigenze che si aspetta un paese quasi stremato economicamente e con mille emergenze quotidiani da affrontare.
    Peccato il giocattolo è stato rotto dallo stesso PD che per necessità si trova come alleati partiti come Scelta Civica e il nuovo centro-destra di Alfano e che con il medesimo PD sono antagonisti ideologici.
    Oggi il rischio di Renzi è notevole perché eventuali provvedimenti governativi non possono seguire solo le logiche della sinistra e di conseguenza lo stesso Premier deve fare i conti con gli alleati.
    Quello che ha fatto Renzi e quasi inconsueto, anzi ricordo l’ha fatto qualche volta Craxi ma ben sapendo che aprire la crisi gli serviva per rilanciare il programma di governo con gli stessi alleati, quel pentapartito che aveva una sola opposizione di rilievo il PCI.
    L’operazione di Renzi, devo ammettere che è poco condivisibile, mi è sembrato come se lui continuasse a fare le primarie nel PD o come fanno i grillini che consultano l’oracolo del web per farsi dire come comportarsi nelle aule parlamentari dimenticando sia la sovranità del Parlamento; in questo caso Renzi dovrà fare i conti con il PD delle stanze dei bottoni e delle lobby e non con quello dei gabezo delle piazze e con gli altri alleati che hanno conti in sospeso con Berlusconi. Non parlerei di franchi tiratori pronti a colpire al momento giusto ma di qualcosa di molto più importante che potrebbe arrivare ben presto dall’unione di FI-NCD e Casini che rompera il giocattolo del nuovo Governo di Matteo Renzi per ritornare da dove siamo ripartiti un anno fa. Chi perderà veramente la partita politica sarà il PD destinato alla riapparizione di Lazzaro dopo che avrà scontato le sue pene ai servizi sociali.

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  14. Maria Emilia Baldizzi14 febbraio 2014 21:49

    Dopo tutti questi autorevoli e interessanti commenti(lo dico senza ironia) permettetemi una digressione futile...giusto per alleggerire il tema..Quando parla Renzi..non riesco a distinguerlo da Crozza ! Forse è Renzi che imita Crozza?

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  15. Mi stupisco, illustri commentatori e direttore, di non rilevare una eccessiva critica all’operazione effettuata in questi giorni da Matteo Renzi. Devo riconoscere di aspettarmi molto di peggio.
    Sicuramente, come molti di voi notavano, è arrivata l’ora della verità, allo scoccare della quale conosceremo quanto vale davvero il segretario del PD. Una cosa è certa: le idee, lo stile, il comportamento rispetto ai problemi di questo Homo Novus attirano la simpatia e se non incoraggiano, almeno stimolano un’euforica voglia di crederci per una sola volta. I motivi di questa fiammella interiore sono ovvi: troppi temporeggiatori abbiamo visto alla guida del paese e a furia di imitare “il più grande tra i romani”, essi sono nell’inerzia e il paese nello sfracello. A riguardo, voglio fare un esempio per tutti e cioè quello del dossier del 2011 di Passera per il rilancio dell’economia. Esso, in parte attuato dal governo Monti, prevedeva l’ICI (Obbiettivo raggiunto con il nome di IMU), l’Iva al 23 % (E c’eravamo quasi arrivati) e infine la patrimoniale di circa 85 miliardi (Obbiettivo mancato) annunciata da Monti a inizio mandato e poi sparita dalla sua bocca. I risultati di quella esperienza non devo trarli io ma una cosa è certa: l’esempio rende e così anche la seguente identità: Governo timido, incapace di fare riforme = palude per la paese.
    Qualcuno potrebbe chiedermi: “Ma ti piace questo stile (come definiva qualcuno prima di me) “kamikaze”? E in tutta sincerità io direi che mi preoccupa.
    Poi, non preoccupa i mercati (e quindi viva Renzi!), ma visto che i mercati non sapranno mai la mia miserrima opinione, allora mi permetto di dire che a me sta cosa che a fatto a livello politico mi sempre davvero sprovveduta e poco accorta. Di certo non mi piace a livello giuridico. Tanto per cambiare la cosa è complicata.

    1. La politica è una cosa squallida. No scusatemi la politica con la “p” minuscola, insomma: la corsa al potere, è una cosa squallida. Per questa sua natura, una buona analisi non più certo rimproverare a Renzi il modus operandi.
    Lo stile però in politica è importante e allora due cose, le si devono evidenziare e sono due grosse mancanze di stile. La prima mancanza di stile – ma forse è solo una nota di colore - è legata al confronto tra personalità di Letta, che ha lottato da galantuomo la battaglia e quella di Renzi che, bisogna riconoscerlo, non ha certo giganteggiato nel confronto. La seconda mancanza di stile, collegata alla prima, è questa mancanza di linea politica che si esprime in una serie di contraddizioni. Devo rilevare anche che le contraddizioni non le noto sulle cose da fare ma sulle valutazioni rispetto al potere corrente e con ciò si potrebbe anche spiegare una strategia per acquisire il potere. Ma il problema è un altro: il caro segretario ha tradito chi credeva in lui quale rottamatore della vecchia politica acquisendo il potere con metodi della vecchia politica. (Egli aveva detto che sarebbe andato al governo solo dopo le elezioni). Ora che ne sarà del suo elettorato?

    2. Come si spiega questa manovra d’acquisizione del potere? Come si spiega questo alto tradimento di Renzi a Renzi stesso?
    La cosa me la sono spiegata così.
    Primo elemento. A maggio ci sono le elezioni europee: una prova per la segreteria renziana. I sondaggi davano Berlusconi e Grillo avanti. La conseguenza di un risultato timido alle elezioni sarebbe stata il tramonto dell’astro nascente.
    Secondo elemento. Le riforme richiedono tempo e la vita del governo si sarebbe allungata. Il governo si sarebbe preso i meriti dei primi segnali di ripresa. Il fenomeno Renzi sarebbe un po’ scemato. Inoltre, si aggiunge che essendo, dei progetti di riforma derivati dalla volontà politica del partito, l’iter legislativo sarebbe iniziato su proposta parlamentare con la conseguenza che – come accaduto per l’Italicum – il pacchetto finale non sarebbe più stato a firma Renzi.

    (Continua sotto)

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  16. Quale era la strada per uscire da quest’impasse? Andare al governo.
    Così facendo però le cose cambiano e Renzi salva la carriera. Guardando all’orizzonte del 2018 il buon segretario: 1 Si salva dal rischio d’uscire dalla scena troppo presto. 2 Diventa il padrone della scena politica, fa quello che deve e vuole fare per rilanciare il paese. 3 Lo fa attraverso la proposta legislativa d’iniziativa governativa che gli consente di mettere la fiducia sugli articoli ogni qual volta la volontà originaria sia tradita. 4 Portando a casa qualche buon risultato, il premier riuscirebbe a far scordare agli elettori i colpi di coda degli ultimi giorni e a vincere le elezioni.

    Il piano sembra funzionare e soprattutto sembra buono. Anche per l’Italia. Infatti, credo sia indubbio che Renzi per prendersi in mano questa matassa voglia dipanarla davvero, e questo per il paese, in una sola parola, vorrebbe dire assistere a una primavera dopo un lungo inverno.

    Ho una sola paura. La morale greca insegnava due principi, uno di questi era: “Niente di troppo”. In buona sostanza ogni uomo doveva, “Conosciuto se stesso” (questo era l’altro principio), darsi dei limiti, sapere dove bisognava che si fermasse per non offendere la divinità e da essa essere punito. La ricorderei al mio segretario. "Stai rischiando tanto! La divinità delle elezioni, il popolo, potrebbe non perdonare la tua tracotanza, caro Matteo".
    Io spero sempre che tutto vada bene!

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  17. "Non voglio farlo. Non adesso, non così. Non accetterò le vostre lusinghe, non accetterò di prendere il potere con una manovra di palazzo. Io non sono D'Alema, non sono Amato, non sono Andreotti, io sono Matteo Renzi e sono diverso da tutti gli altri. Il sogno di fare il Presidente del Consiglio non è solo il mio sogno, è diventata la speranza della parte di questo Paese che vuol cambiare, e non è giusto, nei confronti di chi coltiva questa speranza, che io lo sprechi così. Non mi farò nominare e poi logorare da chi gioca con il destino dell'Italia. So che chi oggi mi lusinga e mi offre sostegno non è mio amico. Non mi interessa di allearmi con nessuno di loro, l'unica alleanza che voglio è quella con i cittadini e per questo, se mai un giorno coronerò il nostro sogno sarà solo dopo essere passato da elezioni democratiche". Matteo Renzi

    C'è da rimanere allibiti per la disinvoltura con la quale Renzi si mette sotto i piedi queste parole uscitegli dalla bocca. Mai nella storia della repubblica era arrivato così vicino al soglio uno così impunito, menzognero, falso, traditore dei suoi concetti, gli stessi che ha usato per prendere per il culo quelli che schifati e nauseati dalla politica screditata e corrotta, pendono dalle sue labbra, manco fosse la Sibilla Cumana!
    Ancora non è Presidente del Consiglio e già la Camusso ha messo i paletti, dicendo che si aspetta che Renzi metta al primo posto della sua agenda il tema del lavoro. E già lo vedo, quando si tratterà di eliminare il Senato, ridurre i costi della politica, risolvere i problemi degli esodati, dell'articolo 18, delle pensioni sempre più povere e sempre più tartassate, della patrimoniale sulle grandi ricchezze, e chi ne ha più ne metta.
    Mi chiedo, visto il personaggio che scivola letteralmente sulle parole e sui concetti, come si fa a fidarsi di uno come questo?, uno pronto a tassare anche la pensione di sua nonna (si è fatto un gran parlare di questo qualche mese fa), uno che per arrivare al suo scopo non si fa scrupolo di passare sul cadavere (politico, ovviamente) di compagni di partito e amici.
    Bene, amici miei, questo quì corre, è velocissimo, ma per andare dove? Ancora non ce lo ha spiegato.
    Un'ultima piccola cosa. Come può un partito votato dal 24% degli italiani, che è minoranza sia alla Camera (togliendo l'effetto porcellum) che al Senato, concepire una manovra di palazzo pensando di fare e sfare a suo piacimento governi, premier e ministri, senza passare la parola agli italiani, senza andare alle elezioni? Un'arroganza mai vista, una prepotenza addirittura inquietante, tutte cose avallate da un presidente della repubblica frutto di un partito comunista filo sovietico, amico di quella Russia che ha sempre fatto strame di concetti come libertà e democrazia.
    Come mai Grillo e il suo movimento stanno zitti? Come mai costoro non alzano alto il loro "vaffanculo" contro il PD e tutto quello che sta combinando questo partito minoritario nel Paese ma dalle ambizioni e dalle mire infinite?
    Mi viene il sospetto che Grillo sia forte con i deboli e debole con i forti. Un vaffa al Cainano è molto più semplice e facile di un vaffa al PD.


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    1. Calogero Dolcimascolo16 febbraio 2014 14:32

      Le tue analisi sonno sempre attente e reali; le lotte interne al PD non seguono interessi primari del paese e lo ha dimostrato Renzi mettendo fuori gioco prima D'Alema, Prodi e Letta. Assistiamo solo a giochi delle lobby politico-affaristico di un partico di sinistra irriconoscibile.

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  18. Si è scatenato un gioco al massacro contro Renzi e contro il presidente della repubblica. Tutti lo fanno con leggerezza come se abbattere le massime istituzioni, fosse una bazzecola senza conseguenze. Se si bruciano Napolitano e Renzi, si spappola il PD, avremmo la "tempesta perfetta". Riflettiamo cosa resterebbe per tenere in piedi il paese? Ci resterebbero, guarda un po', due grandi statisti come Berlusconi e Grillo, e forse l'esercito(umiliato dal caso marò). Quindi il caos sarebbe totale. Pertanto l'intervento dell'esercito, sarebbe una strada obbligata. La scelta sarebbe tra disordine e mancanza di libertà, oppure ordine e mancanza di libertà. Ma la storia ce lo insegna il popolino tra il pane e la libertà ha sempre scelto il "pane".

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  19. Che la situazione è rischiosa ed ha raggiunto il suo punto più basso mi sembra evidente, per cui non capisco i ricatti di Alfano e company. Oggi ci troviamo con delle consultazioni lampo, in 2 o 3 giorni, butti fuori un governo e ne fai un altro, Neanche in tempi di guerra. Napolitano si trova con due partiti che non fanno le consultazioni. Ed un partito, forza Italia, che farebbe le consultazioni con un pregiudicato espulso dal senato e che accusa ripetutamente il quirinale di essere un golpista. In tutto questo il parlamento non viene neanche consultato. Ditemi quale è la funzione del parlamento (di nominati e non eletti). Gianni tu che sei un grande analista politico dimmi se questa non è una situazione "straordinaria e pericolosa". Mettiamo il caso che Napolitano venga a mancare improvvisamente(io al posto suo mi sarei già dimesso), una crisi di nervi, l'età avanzata, un malore etc. Mettiamo il caso che Renzi non riesca a fare un governo? In senato con i veti ed i ricatti i numeri sono molto risicati. C'è poco da stare allegri. Preghiamo, nonostante tutto, per Napolitano e Renzi.

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  20. Comunque la si guardi questa vicenda del governo Renzi ha dell’incredibile. E se poi la si osserva dal punto di vista delle regole parlamentari, dei principi della democrazia, del rispetto della volontà popolare, siamo fuori da tutto.
    Tralasciando le dichiarazioni a raffica del segretario PD sul governo Letta, sulla sua sostituzione, sulle cose da fare, e sull’ipotesi che riguardava se stesso, possiamo solo prendere atto che, forse, in politica (magari la p minuscola) tutto questo ci sta.
    Ma, onestamente, è molto difficile da digerire. La ciliegina sulla torta, in contrapposizione alla lega e al M5S, riguarda la delegazione di forza Italia guidata da Berlusconi che va da Napolitano. Un nonsense. Una vergogna istituzionale. Per il resto, speriamo bene. E speriamo in un prossimo futuro diverso e migliore. Utopia?

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    1. Caro Giangiusepppe, consentimi una piccola precisazione. La vicenda Renzi non ha dell'incredibile, e non siamo fuori le regole parlamentari, dei principi della democrazia. Lo diceva poc'anzi a "Ballarò" Il Presidente emerito della corte Costituzionale Onida. il quale però riteneva un'anomalia la situazione della cassazione, che a distanza di otto mesi ancora non decide sugli arresti domiciliari, nè sull'affidamento ai servizi sociali. Se si fosse verificato ciò Berlusconi non sarebbe potuto andare al colle ed essere ricevuto da Napolitano

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    2. Con i tempi normali della (in)giustizia italiana il processo mediaset per cui Berlusconi è stato condannato in via definitiva a quest'ora sarebbe ancora fermo alla condanna in primo grado, ma trattandosi di Lui, abbiamo visto com'è andata a finire. A me pare che lo scopo principale, cioè la condanna definitiva, sia stato raggiunto. Ora, a questi poveri magistrati, che, mischini, hanno corso a rotta di collo per arrivare al verdetto definitivo, vogliamo dare un pò di tempo per pigliare fiato, vogliamo loro dare un congruo periodo di riposo necessario per ritemprare lo spirito e il corpo dopo aver corso tanto? D'altronde il più è fatto e non si cancella. Per gli arresti domiciliari o i servizi sociali c'è sempre tempo.
      Se nel mentre Lui continua ad essere il leader di un grosso partito, che nei sondaggi viene dato costantemente in crescita, e non c'è una legge che gli impedisca di essere appunto un leader di partito, perchè gridare alla vergogna e al nonsense se alle consultazioni Lui viene ricevuto, come prevede la prassi, dal presidente della repubblica? Trovate una legge che Gli impedisca di essere il leader di Forza Italia e allora avrete ragione di lamentarvi.
      Ma poi, dimostratemi che tutti quelli che vengono ricevuti per le consultazioni dal capo dello stato siano delle persone di specchiata onestà, e non dei ladri, farabutti e merde, e io sarò d'accordo con voi.

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  21. Pasquale Nevone16 febbraio 2014 10:09

    Penso che questa crisi di governo sia davvero il momento più buio della nostra storia repubblicana.
    I conti non tornano. Per nessuno e su niente.
    La stragrande maggioranza dei cittadini che poco si intende e ancora meno segue la politica, pensa che questo sia un momento di grande confusione ed incertezza. Insomma che ci dibattiamo in una vera e gigantesca palude.
    Non è vero.
    Infatti, politologi e veri politici sanno benissimo che quando c'è grande confusione, invece c'è grande chiarezza in politica. Cioè, si sa chi è contro chi, e perchè e con quale obiettivo.
    Riassumiamo.
    Monti e Napolitano avevano l'Italia in mano, con l'appoggio ed il plauso dei centri di potere nazionale ed internazionali. Purtroppo, per colpa di Monti che ha perso la testa per il potere facendosi un suo partito che nella sua follia di autoreferenzialità doveva sbancare alle elezioni, ha rovinato il progetto di commissariare un Italia allo sbando, ed è il responsabile della nascita di una mostruosa ed incontrollabile "macchina da guerra" sfascista : il M5S.
    A questo punto, abbandonata a se stessa, l'Italia politica ha fatto quadrato, cioè le larghe intese, sul vecchio Napolitano e sul giovane cucciolo della casta trasversale Enrico Letta, allo scopo di prendere tempo per tirare su il fiato e trovare un nuovo equilibrio politico.
    Questo progetto è fallito prima dei 18 mesi chiesti e ottenuti da Letta al suo insediamento. Ciò è avvenuto perchè lui è solo una "faccia" e perchè il suo programma di governo, in effetti, era solo uno squallido copione scritto da un gruppo di potere troppo avido e vecchio per capire che per sopravvivere anche le iene sanno che ogni giorno devono mangiarsi una sola preda, e non tutte in un unico boccone.
    Renzi, invece, che nel suo piccolo non è una faccia, un pupo, un gregario, ma un leader determinato e lucido e nel capire i segni ed il ritmo dei tempi attuali, è stato adottato ed appoggiato da quei centri di potere iniziali (quelli intelligenti e lungimiranti), traditi da Monti e Napolitano, per ritrovare il nuovo progetto di governo attendibile per l'Italia: Renzi al governo e Prodi alla Presidenza. Nuovamente un governo di un giovane e di un vecchio, ma questa volta di due che sono veri leaders, e francamente gli ultimi rimasti immediatamente spendibili.
    A questo aggiungiamo che Renzi ed i suoi amici e padri adottivi (vedi Carlo De Benedetti, Corriere della Sera, Financial Time , etc..) hanno capito che la riforma elettorale e del Senato sarebbe stata impallinata alle Camere, con l'immediato discredito di Renzi e sodali. Letta infatti tifava con i partitini contro Renzi.
    A me sembra tutto chiaro.
    L'unico dubbio che ho: la casta "perdente" ha ancora la forza di fuoco necessaria per abbattere Renzi?
    Credo però che, invece, anche la vecchia casta perdente si stia accordando con quella vincente per salire, anche se da gregaria, sul carro del vincitore di Firenze.

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  22. I governi nascono e muoiono in Parlamento,così ha detto Enrico Letta ma le sue parole sono state disattese proprio dal suo partito.
    Ora,aspettiamo Matteo Renzi al varco.Si presenta con due grossi vantaggi....è un uomo giovane ed ha la consapevolezza di non potere più dire "stiamo lavorando per l'Italia",ma di dovere subito lavorare,far veder risultati,portare l'Italia fuori dalle sabbie mobili in cui è impantanata.Compito difficile e rischioso ma si deve tentare.Abbiamo gradito la sua filosofia della rottamazione della vecchia classe politica ma allora se pensa di circondarsi di persone nuove,giovani e pure,non confermi la Bonino che nella faccenda Marò non ha dimostrato alcuna autorità e potere decisionale contro l'India che sta facendo il buono e il cattivo tempo,fregandosene dei rapporti e dei moniti internazionali,Abbiamo gradito la sua simpatia,la sua comunicabilità,la sua sincerità ma è stato molto bravo a glissare
    su domande importanti relative alla sua progettualità politica,salvandosi in corner con le solite parole obbligate....non c'è più tempo...ora dobbiamo fare.Matteo Renzi ha avuto una sfolgorante carriera che lo ha fatto approdare a Palazzo Chigi,dopo una guerra lampo con Enrico Letta e col passaggio del testimone in una staffetta che è stato uno sgambetto politico.Molti non hanno gradito questa gambizzazione,non soltanto parte degli stessi elettori de PD ma parte anche di molti simpatizzanti di centro destra l ...non è sembrato un atto democratico..Sicuramente si sarebbe preferito un maggiore rispetto delle regole DA CHI,agli inizi del suo cammino politico
    proclamava che mai sarebbe arrivato al governo per mezzo di inciuci o patti nascosti o senza il consenso popolare.Ma non ci meravigliamo più di tanto...sappiamo come vanno queste cose..
    ma Renzi è il salvatore della Patria e certi errori se li deve risparmiare .
    Io personalmente spero che non si tratti dell'ennesima operazione di marketing,preparata a tavolino,finalizzata a lanciare politicamente e mediaticamente un volto nuovo,predisposto a curare gli interessi propri e dei potenti...

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  23. Vorrei cominciare questo commento con una battuta che un mio amico, quando entrai in politica mi fece “caro Filippo, ricordati se vuoi fare politica sul serio che la politica è una giungla e tu dovrai diventare una bestia”.
    Sarà, perché non ho condiviso questo principio, sarà perché ritenevo allora, come ritengo ancora oggi, la politica un’attività di servizio a favore della comunità di cittadini, sarà la mia formazione religiosa, fatto sta che io non ho fatto politica agli alti livelli, sono rimasto ai margini, ma avendo raggiunto lo scopo che mi ero prefissato, e fatto nella mia vita quello che mi piaceva fare. Aveva forse ragione l’amico mio?
    Ho voluto raccontarvi questa storia vissuta, che risale a cinquant’anni fa, per allacciarmi ai fatti e fare un paragone con la situazione politica che stiamo vivendo oggi. Io non considero la politica una giungla, ma nemmeno posso immaginare che sia affare da educande in cui si rispettano le buone creanze, in cui Vendola dichiara di considerare il licenziamento di Letta poco ortodosso e anziché proporre un ingresso al governo di SEL per mettere in difficoltà Alfano, si tira fuori.
    Vorrei fare una considerazione: ma dove erano prima tutte le opposizioni parlamentari e buona parte dei partiti di maggioranza che accusavano il governo Letta di inefficienza, mentre ora difendono Enrico Letta e la buona creanza?. Insomma le cose sono due: o Letta aveva operato bene, e quindi doveva continuare, oppure era necessaria una svolta che desse uno sprint risolutivo per i problemi gravissimi in cui versa il paese e farlo uscire dalla palude e dall’inerzia in cui si era cacciato, e quindi cambiare. E tutto il partito democratico, con un atto democratico ha votato per cambiare pagina, per proporre un nuovo governo con Renzi premier. Non ci vedo proprio niente di male in questa decisione. Oppure per le riforme, ritenute da tutti indispensabili dobbiamo aspettare le calende greche?. Permettetemi un ultima annotazione che credo sarà sfuggita a buona parte degli osservatori. Il primo luglio, e per un semestre, l’Italia avrà la presidenza europea; è un buon momento per portare in porto qualche risultato importante per il paese, un’occasione unica che, certamente Renzi avrà valutato.

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  24. I mercati hanno decretato entusiasmo per Renzi ma la sinistra pd sicuramente se ne andrà.

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  25. Renzi frenesia riformista. Grillo motore immobile. Renzi il premier più coraggioso e più giovane della storia. Grillo non ha inciso in nulla nelle cose importanti. Ancora avrebbe la possibilità di aiutare Renzi ma non lo farà. Cosi lo costringe a trattare sotto banco con il decaduto Berlusconi. Non mi sembra un bel risultato per 5 stelle. Il popolo vuole governo non slogan populisti. Fai in fretta Renzi. L'italia non può aspettare.

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