lunedì 27 gennaio 2014

UN SICILIANO "GIUSTO TRA LE NAZIONI"

il lavoro rende liberidi Giuseppe Vullo - In occasione della “Giornata della Memoria” voglio raccontarvi una storia vera. La vita di un eroe siciliano dimenticato.
Non è famoso come Oscar Schindler e neanche come Giorgio Perlasca, però dal gennaio 2013 anche lui ha un albero nel Giardino dei Giusti d'Israele. Quest'uomo è nato a Favara, in provincia di Agrigento, il 12 maggio 1889 e lavorava al municipio, come mio nonno nato anch'egli nel 1889, e come lui dipendente comunale, quindi si conoscevano bene. Il fatto mi ha colpito.
11.11.1938 Corriere della Sera la vergogna delle leggi razzialiQuesto eroe siciliano dopo la Prima Guerra Mondiale, in quanto reduce, trovò un posto di lavoro nel suo comune. All'avvento del fascismo si rifiutò di prendere la tessera del "partito nazionale fascista" perciò fu inviso ed osteggiato dai notabili fascisti del suo paese e fece alcuni mesi di prigione. Nel 1931 vinse un concorso come applicato nel comune di Varese, prese la sua valigia di cartone, assieme alla moglie Giuseppina ed i 4 figli ed emigrò dal profondo sud al profondo nord.
11-600x400A Varese grazie alle sue doti umane e professionali fece carriera e diventò capo dell'ufficio anagrafe. Da questa posizione di rilievo, e delicata, durante l'occupazione nazi-fascista, rilasciò centinaia di documenti falsi ad ebrei ed antifascisti, che cosi poterono sfuggire alla caccia dei loro persecutori. Ma il 7 gennaio del 1944, a causa delle accuse di un delatore, fu arrestato come collaborazionista e traditore della Repubblica di Salò. Quelle imputazioni prevedevano la fucilazione.
Qualche giorno prima era stato avvisato da un prete, in relazione con il Comitato di Liberazione Nazionale, un certo don Luigi Locatelli, che le SS sarebbero venute per arrestarlo, consigliandolo perciò di mettersi in salvo in Svizzera. Ma egli si rifiutò perché aveva dato la sua parola al podestà di Varese, Castelletti, e anche per evitare, così, le sicure ritorsioni nei confronti della sua famiglia.
Calogero MarroneL’emigrante di Favara, profondo sud, venne arrestato dalle SS e trasferito a Dachau dove, il 15 febbraio 1945, fu assassinato dalla barbarie nazifascista. Un uomo semplice, ma con un bagaglio di ideali e di valori oggi, purtroppo, sconosciuti. Questo grande conterraneo, non ebreo, eroe per caso, e quasi dimenticato dalle nostre istituzioni, è stato dichiarato "GIUSTO TRA LE NAZIONI". Il suo nome era Calogero Marrone.
OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Giuseppe Vullo
27 gennaio 2014




10 commenti:

  1. Sulla barbarie nazista non ci saranno mai abbastanza parole per condannarla, come non basteranno mai le parole per deplorare, biasimare, e condannare tutte le altre forme di barbarie che hanno fatto del secolo scorso uno dei secoli peggiori di tutta la storia dell'umanità. A proposito, sembra che dobbiamo rifare le somme riguardo i morti procurati in varie parti del mondo dalla follia comunista. Ai circa 120 milioni di vittime di cui si sapeva già bisogna aggiungervi quelli procurati tramite anche micidiali carestie da Mao Tze Tung, un tiranno capace di manipolare chiunque e qualunque cosa potesse aiutarlo a conquistare il potere. Mao fu responsabile della morte di oltre 70 milioni di persone, una vera e propria maledizione del ventesimo secolo, ben più grande di quelle che furono Adolf Hitler e Joseph Stalin. Quando parliamo di barbarie nazifascista non dimentichiamo le altre barbarie, altrimenti facciamo un torto alla verità e alla storia.
    La vicenda raccontataci da Pino Vullo è la conferma, se ce ne fosse ancora di bisogno, che gli eroi che nel loro piccolo diedero il contributo a contrastare la vergogna dei regimi nazifascisti sono molti di più di quelli che si conoscono. La vicenda di Oskar Schindler è stata raccontata in un grande film, questa del nostro conterraneo è sconosciuta, ma entrambi, e giustamente, hanno il loro albero nel giardino dei giusti, perché possiamo pensarla come vogliamo, ma Israele conosce e onora le persone che hanno aiutato gli ebrei in quelle terribili circostanze, anche a costo della loro stessa vita. Questo fa diventare eroi delle persone semplici ma giuste e rette. Sono contento di conoscere questa vicenda e mi inorgoglisce il fatto che il protagonista sia un nostro conterraneo. Allora i siciliani non sono soltanto mafiosi, ci sono fra loro anche degli eroi.

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  2. Ho visto l'immagine del corriere della sera che riporta la notizia delle leggi razziali. Mi pare che questa sia stata una delle peggiori pagine della nostra storia. Meno male che c'è stata gente come Calogero Marrone, un vero eroe che ha pagato con la vita il suo essere 'uomo' giusto..

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  3. Maria Emilia Baldizzi27 gennaio 2014 08:48

    Grazie signor Vullo per averci fatto conoscere questa storia.Mi ha fatto sentire orgogliosa della mia terra.

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  4. GIUSEPPE VULLO27 gennaio 2014 09:42

    P.S. Per onor di cronaca Calogero Marrone è il nonno di Manuela Marrone, fondatrice della lega, moglie di Bossi e madre di Renzo detto il trota. Quest'ultimo tempo fa si vantava di non essere mai sceso sotto Roma. Qualche giorno fa invece è andato a favara (agrigento), alla ricerca delle sue radici. Ha visitato la casa dove è nato il bisnonno Calogero Marrone. Anchio come l'amica Baldizzi mi sento riscattato ed orgoglioso, dall'eroe dimenticato, CALOGERO MARRONE. Per la verità anche la mia famiglia ha dato un contributo di sangue nell'ultima guerra, provocata dalla follia nazifascista. Mio zio, che si chiamava Giuseppe Vullo come me, è stato mandato in russia e non è più tornato. In cambio al mio paese gli è stata dedicata una strada: via soldato Vullo. Quindi in questi giorni vedendo film di tutti i generi sull'ultimo conflitto, Mi sono chiesto cosa ci facesse mio zio, una giovane inconsapevole, dalla caldissima Sicilia alle fredde steppe della russia, grazie a Mussolini che aveva bisogno di 500 morti per sedersi con il vincitore Hitler ! Sembra un romanzo ma è una triste storia.

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  5. Bello é ricordare e far conoscere sia le barbarie che gli atti eroici, ma se restano fatti assestanti a che prò, se nel mondo specie in Africa si continua ad eliminare intere etnie,perchè fissarsi su oscenità, mentre per le vie dell'Africa ci sono atti di cannibalismo? I così detti grandi del mondo pensano solo a globalizzare il tutto per arricchire i pochi e affondare i popoli nella miseria più assoluta. Si portano il benessere ma a caro prezzo e io preferisco non ricordare, ma denunziare quello che succede oggi.

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  6. La storia di C. Marrone, un terrone "giusto tra le nazioni" è stata pesantemente sottovalutata anche in riferimento alla parentela acquisita postuma tra l'eroe siciliano terrone ed il leghista polentone Bossi. Il leghista che per tanti anni ci ha offeso chiamandoci : terroni, mafiosi, parassiti, ignoranti. Umberto Bossi di Varese non conosce la storia della sua città dove un terrone come C. Marrone ha dato la vita per salvare tanti polentoni. Infatti tutte le persone(ebrei e antifascisti) che si sono salvate grazie ai documenti rilasciati da Marrone erano del nord. Solo recentemente Varese ha reso omaggio al nostro eroe dedicandogli una piazza. Ha ragione Nino Pepe quando dice che la Sicilia non produce solo mafiosi, ma la nostra terra produce anche eroi sconosciuti.

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  7. Sono interessanti le storie che ci racconta l'amico Pino Vullo, perchè credo sia doveroso in un giorno dedicato alla memoria che ci fermiamo un attimo per conoscere anche i giusti tra le nazioni, che sono più vicini a noi e che non conoscevamo, per onorarle, insieme agli altri "giusti": Non confondiamo però la storia di chi volontariamente ha usato il coraggio e portare avanti i suoi ideali pagando con la vita, con la famiglia Bossi - Marrone che ignoranti e ladri sono stati e tali restano, e che ci fanno vergognare delle loro radici siciliane, dalle quali prendono il nome.

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  8. Sergio Potenzano28 gennaio 2014 13:05

    Veramente una storia singolare quella di Calogero Marrone, che non solo ci onora perché Siciliano, ma ci fa consapevoli di tante storie vissute da nostri connazionali che non sono arrivate fino a noi perché non ritenute meritorie di passare agli onori della cronaca di allora.
    A pensarci vengono i brividi, è davvero incredibile il modo in cui privavano gli uomini della propria dignità ed infine anche della vita, un olocausto che se non fosse per le prove inoppugnabili, potrebbe sembrare una storia fantastica interamente inventata, ma tutti sappiamo che non è così, una crudeltà inenarrabile che negli anniversari riporta alla memoria questa tremenda storia, dove alcuni eroi hanno lasciato testimonianze degne di essere ricordate per sempre.

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  9. Giuseppe Vullo25 gennaio 2015 23:15

    VORREI RICORDARE AL DIRETTORE DI QUESTO BLOG LA BELLA E COMMOVENTE STORIA DI "CALOGERO MARRONE", "UN SICILIANO GIUSTO TRA LE NAZIONI", DA NOI SCRITTA IL 27 GENNAIO 2014. VI MANDO IL VIDEO DEL SUO RICONOSCIMENTO E GRATITUDINE DI VARESE.blob:https%3A//www.youtube.com/877ce4f3-8fad-4959-bf12-0f3628149f6a

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  10. Giuseppe Vullo25 gennaio 2015 23:26

    CALOGERO MARRONE, il Perlasca di Favara, “Giusto tra le nazioni”
    di Redazione | 1 febbraio 2013




    Funzionario al Comune di Varese, nonno di Emanula Marrone, moglie di Bossi, ha sottratto interi nuclei familiari ebrei ad una morte sicura

    altQuasi 70 anni trascorsi nel dimenticatoio. Da Favara, paese di nascita, a Varese, città di residenza e lavoro, la storia aveva “cancellato” dalla memoria Calogero Marrone, ai molti sconosciuto fino a pochi anni fa. Adesso Calogero Marrone è “Giusto tra le nazioni”. Il 25 ottobre scorso il ministro Paola Severino, nel suo viaggio di Stato in Israele e durante la visita al memoriale Yad Vashem, aveva chiesto ufficialmente il riconoscimento per Marrone, il capo dell’Ufficio anagrafe di Varese che nel 1945 fu deportato a Dachau per aver aiutato molti ebrei a fuggire in Svizzera.
    Il riconoscimento era stato chiesto unitamente a quelli di don Pietro Pappagallo, a Cyril Kotnik (nonno materno di Walter Veltroni) e al maresciallo Felice Faraglia, tutti protagonisti in circostanze diverse del salvataggio di cittadini ebrei durante il regime nazifascista.

    Si conclude dunque il percorso per il solenne riconoscimento a Calogero Marrone, avviato 5 anni fa grazie anche alle testimonianze di alcuni ebrei che avevano ricevuto l’aiuto del funzionario.
    La storia di Marrone è stata raccontata da Franco Giannantoni e Ibio Paolucci nel libro “Un eroe dimenticato”
    altIn questi ultimi anni le amministrazioni comunali che si sono succedute a Palazzo di Città della cittadina che ha dato i natali al nostro “Perlasca” hanno valorizzato la figura dell’eroico cittadino favarese, attraverso incontri nelle scuole, convegni ed iniziative varie. Il Comune di Favara ha anche collocato sul muro della casa natale di Marrone, sulla centralissima via Vittorio Emanuele, una lapide di marmo, meta ogni 4 novembre e 25 aprile del corteo commemorativo con tanto di banda musicale al seguito.
    Calogero Marrone è “balzato” sulle cronache per un matrimonio illustre che una sua diretta nipote, Manuela ha consumato con un politico del Nord, dalla voce dura e dal fazzoletto verde al collo: Umberto Bossi. Manuela Marrone, la “first sciura sicula”, come titolò il Giornale, rivelò con orgoglio ed in pompa magna le sue origini siciliane. La “sciura sicula” ha conservato il cognome del nonno, anche dopo il matrimonio con Umberto Bossi, in omaggio al grande nonno siciliano. Le gesta di Calogero però non hanno prodotto sconti ai “terroni” nel mirino leghista da sempre. Anni fa, Renzo Bossi, conosciuto dall’Italia intera come “il trota”, effettuò un blitz proprio a Favara per conoscere i luoghi di origine di Manuela. Tra i siti visitati non poteva mancare la casa natale del nonno. Ma dopo poco tempo, per una strana coincidenza, l’abitazione di Via Vittorio Emanuele fu demolita, per un rischio crollo. Insomma, “il trota” fu uno degli ultimi ad ammirare la targa, adesso “allocata” in qualche deposito. Anche a Varese la figura di Calogero Marrone è stata ricordata con una targa, voluta dal Comune e dalla comunità ebraica, posta all’entrata dell’ufficio anagrafe, nel luogo dove il nostro “eroe” falsificò carte e documenti per salvare da un sicuro viaggio nei campi di concentramento, gli appartenenti alla razza ebrea

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