mercoledì 25 settembre 2013

CHE SUCCEDE IN SICILIA AL PD E A CROCETTA?

Fabrizio-Ferrandellidi Sergio Volpe – È un momento difficile per il Governo della Sicilia. Forse il più delicato dal 28 e 29 ottobre 2012, quando Rosario Crocetta è stato eletto Governatore con il sostegno del PD.
Un risultato che ha messo all'angolo, fatto storico, tutto il centro destra. Un anno, quasi, alquanto travagliato che ha visto la politica siciliana alla ribalta nazionale e i rapporti tra Crocetta e il PD sempre più tesi, fino all'epilogo di lunedì 23 settembre scorso con la richiesta di dimissioni degli Assessori in quota PD. Che però non si dimettono.
E allora cerchiamo di capire come stanno le cose iniziando con una riflessione del giovane deputato Fabrizio Ferrandelli, avvicinatosi da qualche tempo a Matteo Renzi e al suo riferimento siciliano Davide Faraone.

Renzi e FaraoneQueste le sue parole. “Sin dall'inizio  da quando cioè un anno fa ho messo piede all'Assemblea Regionale Siciliana, sulle questioni dirimenti che riguardano la Sicilia e i siciliani non ho fatto sconti a nessuno e sapete quanto determinati siano stati anche i confronti con il presidente Crocetta: la divergenza sul tema dei precari, sul Muos, sul patto dei sindaci… tutti temi sostanziali e progettuali che stanno nella cornice del programma con cui abbiamo vinto le elezioni, seppur con maggioranza risicata. Vittoria certamente attenuata dal grande astensionismo ma che ci dà l’onore e l’onere di amministrare responsabilmente la Sicilia.

Rosario CrocettaIn questi 12 mesi sono stato il primo firmatario di 54 atti parlamentari tra disegni di legge, interrogazioni, mozioni e ordini del giorno… Insomma, ho fatto la mia parte perché questo mi hanno chiesto i cittadini. Gli stessi cittadini che probabilmente fanno fatica a capire perché da oltre un mese il Pd e Crocetta sono ai ferri corti. E questo è uno dei motivi per cui alla direzione regionale di lunedì 23 settembre non ho partecipato alla votazione.


Alcuni dirigenti del Pd rischiano, nonostante la bontà dei punti di vista e l’esigenza di un confronto maggiore, di alimentare una frattura che non è progettuale e che rischia di sembrare all’esterno uno “strappo” per le poltrone.
La politica è dialettica, non è muro contro muro. Mettiamo un punto, quindi perché non mi piace e soprattutto non è utile ai siciliani un Pd sull’Aventino.

È necessario, quindi, ricostruire le ragioni dello stare insieme per ricucire una rottura che non fa bene ai siciliani e preparare tempi nuovi. Unità serve, non divisioni e contrapposizioni, per riportare il Pd ad essere protagonista del cambiamento. Un congresso subito serve, quello sarà il luogo dove le idee si confronteranno e dove si ritroverà il senso dell’unità, dell’apertura e della serietà.


Si dovrà ripartire dalla straordinaria impresa del 28 e 29 ottobre 2012 e, ad un anno da quella appassionante vittoria, Pd e Crocetta devono ritrovarsi ed aggiornare insieme l’agenda del cambiamento. Stabiliamo una road map tutti insieme. Sì, una “road map for chance”, una tabella di marcia per il cambiamento.


PDUn nuovo Pd nascerà l’8 dicembre e credo che la Sicilia non possa aspettare oltre. Organizziamo gli stati generali del cambiamento ad ottobre, ad un anno esatto dalla vittoria del Pd e di Crocetta, dal titolo “Insieme Cambiamo la Sicilia”, e insieme al presidente aggiorniamo l’agenda del cambiamento. Poi il congresso. L’8 dicembre, infatti, il popolo del Pd verrà chiamato ad eleggere il segretario nazionale del Pd attraverso le primarie, e penso che i gazebi in Sicilia non si debbano smontare per celebrare così, una settimana dopo, il nostro congresso e lasciare che gli iscritti al Pd e gli elettori decidano cosa debba essere il nuovo partito in Sicilia, cosa debba fare e chi lo debba rappresentare”.


Fin qui Fabrizio Ferrandelli.


Quello che accade tra Crocetta ed il Pd, al netto di tanti bla bla bla, fa francamente cadere le braccia. Ovviamente le braccia... e non solo, cascano a chi come me ha sostenuto Crocetta ed anche il PD, gli altri ovviamente gongolano e ringraziano.

Ringrazia tutta la nomenclatura di cui credevamo di esserci liberati, escludendo che si potesse realizzare un auto-affondamento simile.
L'amico Ferrandelli per quello che può cerca di capirci qualcosa, e di farla capire anche a noi, e per questo lo ringraziamo, ma la vicenda è troppo grave e non permette distinguo e tantomeno una sorta di scaricabarile sulle responsabilità.

Se il Presidente Crocetta ed il partito democratico tutto, non dovessero riuscire a trovare il buon senso e l'umiltà per una sintesi positiva, e quindi dovessero riconsegnare noi siciliani a quel sistema che non voglio nominare per non rischiare querele, ebbene, se dovesse andare cosi, il mio giudizio e quello di tantissimi altri sarebbe durissimo.

Non mi importa affatto percentualizzare le responsabilità tra Crocetta ed altri. Sarebbero tutti responsabili e tutti gravemente colpevoli di aver ucciso la speranza di un popolo. La smettano allora, impari Crocetta a rispettare i partiti che lo hanno voluto e sostenuto, imparino i partiti a rispettare un Presidente voluto e votato dal popolo.
Se non dovessero esserne capaci, allora spariscano si rendano invisibili ed indossino delle maschere per non farsi riconoscere.

Sergio-Volpe  Sergio Volpe

  25 settembre 2013

17 commenti:

  1. L'inedito ruolo di pompiere fa onore a Fabrizio Ferrandelli, e spero veramente che riesca a domare questo stupido e disastroso principio di incendio.
    Poi i miei complimenti a Sergio Volpe per l'articolo e per il pensiero franco e chiaro.

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  2. Difficile è fare un commento su questo articolo di Ferrandelli e S. Volpe che tuttavia ringrazio entrambi per la loro sofferta chiarezza. La sinistra ha avuto sempre il dono di farsi male da sola. Anche quando vince trasforma la vittoria in una sconfitta. Sono convinto che questa guerra per bande fratricida, sia nell'isola che nello stivale, presto riconsegnerà i nostri destini e la nostra rovina, nelle mani della destra, a sua volta una corte dei miracoli, nelle mani di un solo padrone. Ormai le parole non bastano più. Spero che i giovani Ferrandelli, Faraone e Renzi possano liberare il PD dalla nomenclatura e dal maledetto virus della sconfitta. Cosa deve succedere ancora per avere un sussulto di dignità ed amore per il prossimo. Nella formazione professionale ci sono stati 3 suicidi, tanti operatori sono senza stipendio da mesi e con difficoltà gravissima nella gestione della famiglia e con inusitate acrobazie per mettere assieme il pranzo con la cena. Loro i politici lo stipendio da 10 mila a 20 mila euro lo prendono regolarmente, mentre tagliano i nostri stipendi e pensioni per mantenere i loro privilegi. In verità solo i 5 stelle hanno fatto un timido tentativo, bisogna riconoscerlo, di tagliarsi a 2500 euro un appannaggio immeritato e che grida vendetta. Tutti ci ricorderemo di ripagarli con la stessa moneta e con gli interessi al momento del voto.

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  3. Sembra una barzelletta questa questione del governo regionale. Ma purtroppo è la realtà. Una vergogna per la Sicilia, per il PD e per che ha creduto di scegliere il meglio!

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  4. Mi viene in mente un vecchio adagio, del tipo: Hai voluto la bicicletta?, ora pedala!!!
    Onestamente devo dire che Sergio Volpe e Pino Vullo stanno dimostrando con le loro critiche a questa situazione del menga che si è venuta a creare nella politica regionale siciliana di essere intellettualmente onesti e anche in buona fede. Il loro problema è che sono stati troppo fiduciosi in una sinistra che è sempre la stessa; rissosa, inconcludente, poco attenta ai bisogni della gente, ma soprattutto una sinistra che esprime uomini sempre l'un contro l'altro armati.
    Accuse e controaccuse, Il segretario regionale Lupo che si esprime in questi termini: "Prendiamo atto che di fatto è il presidente della Regione ad avere preso le distanze dal Pd, e questo ci dispiace molto. In questi mesi lo abbiamo sostenuto con forza e anche in settimana abbiamo proposto un rafforzamento della giunta per aiutarlo a governare meglio la Sicilia che ha tante esigenze. Ora trarremo le giuste conseguenze: non ci riconosciamo più nell'azione del governo che sta commettendo errori gravi, non siamo più vincolati al suo sostengo e saranno gli assessori che si sentono del Pd a trarne le conseguenze. Da adesso valuteremo atto per atto",
    Crocetta che replica: "Il problema con quel pezzo del Pd che ha fatto votare una cinquantina di persone per togliermi il sostegno è legato solo alle poltrone. Tutto è nato per una questione di poltrone, facendomi addirittura i nomi degli assessori da sostituire, tra cui quello di Luca Bianchi".

    Francamente uno spettacolo deprimente, ma assolutamente in linea con la povertà politica di questi personaggi assolutamente incapaci di ben figurare nel palcoscenico della politica siciliana.

    Purtroppo, mentre i bisogni della popolazione aumentano in maniera esponenziale, questi politici piccoli piccoli perdono il loro tempo a litigare.
    Quello che undici mesi fa era stato un successo, adesso si è rivelato un flop.che ha partorito la solitudine di Crocetta e l'implosione della componente siciliana partito democratico.
    Bisogna anche dire che in campo nazionale lo stesso PD non sta tanto meglio. Dal mio punto di vista se son rose fioriranno: il PD farà cadere il governo Letta per sostituire l'attuale premier con Renzi, si andrà a nuove elezioni e il PD non riuscirà a vincerà neanche contro il Berlusconi azzoppato che sappiamo.
    Vedremo.

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  5. Sergio Potenzano26 settembre 2013 10:41

    Un bell’articolo, complimenti a Sergio Volpe, una chiara , e allo stesso tempo, allarmante dimostrazione della attuale realtà politica Siciliana, sulla quale tanto si è discusso e che purtroppo continua a lasciarci l’amaro in bocca, perché oramai un teatrino dove si assiste giornalmente alle lotte intestine per l’esercizio del potere, quasi come se vivessero in un mondo dove contano solo le cose loro, dimenticando i grossi problemi che sta vivendo il popolo siciliano.
    Continuo a stimare l’operato di Fabrizio Ferrandelli, instancabile lottatore che continua imperterrito la sua lotta personale contro le ingiustizie a favore dei più deboli, e questo gli fa onore, perché rimane uno dei pochi che ancora possono permettersi di camminare tra la gente a testa alta, poiché non gli si può rimproverare nulla.

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  6. Dopo aver letto con attenzione l'articolo di Sergio Volpe ed i successivi commenti, mi è balzata alla mente la celebre frase: "bisogna che tutto cambi, affinchè tutto rimanga com'è!"
    La frase, è il nucleo centrale di tutto il magnifico capolavoro di Tomasi di Lampedusa...almeno per quanto riguarda la tematica politica.... esprime la triste verità che riguarda partiti politici e movimenti che, in prima battuta, sembrano portare importanti innovazioni in realtà lasciano tale e quale il passato.

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  7. Maggioranza, opposizione, governo, sono impantanati in lotte intestine che nulla hanno a che vedere con strategie, interventi economici, de-burocratizzazione, sviluppo e incentivi per rimanere in Sono d’accordo con le conclusioni dell’articolo di Sergio Volpe, dove egli sostiene che la vicenda siciliana, ed in particolare la vicenda Crocetta – Partito Democratico, fa cadere le braccia, soprattutto a chi, come me, ha sostenuto entrambi per fare entrare un po’ di aria nuova nel palazzo della politica siciliana.
    “E’ una vicenda troppo grave che non permette distinguo o tantomeno una sorta di scaricabarile sulle responsabilità”, dice Volpe e sono d’accordo. Come è noto, non sono stato mai tenero con il Presidente Crocetta, perché gli contesto di non essersi dedicato a tempo pieno a fare gli interessi dei siciliani, come aveva tra l’altro promesso in campagna elettorale, ma è sceso in campo a contestare la sua parte politica, ossia il PD, facendogli concorrenza con una fantomatica lista “Megafono”, prima per raccattare deputati in seno all’ARS, mettendoli alle sue dipendenze con promesse varie, e poi per raccattare voti da usare in uno scontro all’interno dello stesso PD.

    Ricordiamo che il governatore della Sicilia è stato eletto con l'appoggio politico dell' Udc e del Partito Democratico e dello stesso “Megafono”, che secondo gli accordi sarebbe dovuto andare a confluire nel PD. Il risultato atteso è stato ben diverso... l' Udc essenzialmente esiste solo “sulla carta” in Sicilia, scomparso dalla scena politica nazionale, il “Megafono” è diventato partito a se e non sembra voler traghettare in nulla che non sia Crocetta che, per la cronaca, è comunque iscritto al Partito Democratico.
    Il partito democratico che non fa altro che battagliare su ruolo e poltrone assessoriali, rinunciando a qualsiasi “dignità” politica nella gestione del proprio peso politico, facendosi dilaniare da correnti e da vecchi rancori dei rottamati, che come dimostrano i fatti tutto sono tranne che rottamati.
    Lo stesso pd, dichiara di ritirare i propri assessori dalla giunta di governo, senza fare i conti preventivi, con il fatto che gli assessori decidono di non dimettersi....
    “ Siamo al mercato delle vacche, senza voler offendere gli amici bovini”. Ma qui in ballo c'è la Sicilia e i Siciliani che, pur avendo mandato loro in parlamento, queste persone non meritano questo sterile teatrino. Teatrino in cui attori e pubblico coincidono in una rappresentazione, ben riuscita, del peggio che la politica può esprimere.
    E non è certo l’attivismo dell’on.le Ferrandelli, con i suoi 54 atti parlamentari, che ci può convincere. Avrei preferito che l’amico Ferrandelli fosse andato in direzione regionale del PD e che avesse detto là le cose dette a noi, e si fosse assunto le proprie responsabilità, votando. Sarebbe stato più credibile l’appello fatto agli amici per il prossimo congresso.
    Ma sopratutto, appare evidente, come ormai il Parlamento Siciliano sia un organismo decisionale di se stesso, che l'unica attività parlamentare in essere, quando l'aula non è deserta, è quella legata a fare il braccio di ferro e a sgomitare per far si che all'interno e solo all'interno di quel palazzo si arrivi a quell'equilibrio che lasci contenti esclusivamente i propri inquilini. Non mi sovviene nessun trattato o più semplice, buon senso comune, che mi ricordi che la funzione di un Parlamento sia questa. E per dirla tutta non mi sembra che quello nazionale stia su logiche diverse.
    La Sicilia sta affondando, è già semi sommersa da quella che era crisi e che oggi è disperazione.

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  8. QUELLO CHE RIESCE A FARE O TENTARE DI FARE L'ON. FERRANDELLI ALMENO LO RENDE NOTO E TENTA DI CONDIVIDERLO,GLI ALTRI SONO A CHI L'HA VISTO.
    BUONO ED ONESTO L'ARTICOLO DI VOLPE.

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  9. le dichiarazioni del maggiorenti del PD nazionali sembrano la barzelletta del secolo.
    Si susseguono pèroposte di analisi pubbliche, di ritorno al buonsenso etc etc.
    Epifani non incontra crocetta, Lupo spara a zero sugli assessori che non si dimettono, Marziano difende l'esecutivo e Bianco difende Bianchi (che pero' si e' dimesso nella mani del PD e di Crocetta medesimo)

    Il peccato d'rigine sta nell'elezione diretta del Governatore.
    Se la politica e' dialettica e mediazione fra le parti, con il reciproco rispetto e con la buona fede palpabile e controllabile, nessuno puo' attribuire colpe agli altri e meriti alla propria azione di governo.

    L'assenza di Crocetta all'incontro con i Sindaci la dice lunga sul rispetto istituzionele del Governatore.
    L'ingerenza sulle vicende del PD, con un occhio al megafono e l'orecchio al citofono del partito, la dicono lunga sulle furbizie del Presidente della regione.
    Lo dico da estimatore pregresso di Crocetta.
    "non voglioessere un governatore" l'ha detto lui.
    Non esiste l'Io ma il Noi l'ha detto lui
    Aiutiamo i pip l'ha detto lui
    I pip sono infestati di mafia l'ha detto lui.
    Avremo un assessore disabile che si occupi di disabilita' l'ha detto lui.
    Io e il mio amico Sergio Volpe ci commuvevamo da teste di cazzo quali siamo.
    Ora becchiamocci questo teatrino in attesa di risvolti politici senza P maiuscola.
    In quanto all'onorevole Ferrandelli, al netto della notoria amicizia e simpatia, vorrei che esca dallo strabismo divergente che lo porta ad assumere posizioni drastiche su crocetta e poi difenderne l'esecutivo in coma profondo.
    L'altro occhio e' ovviamente rivolto al partito per captare in tempo le posizione dei cupernicani (seguaci di cuperno),dei marziani seguaci di marziano e dei fantasmi seguaci di Lupo
    Non mi piace questo spettacolo: sto troppo in mezzo alle persone per non percepire la disaffezione crescente verso il mondo dela politica.
    Solo alcuni maniaci come noi continuano a tollerare queste pantomime che nascono negli ambiti condominiali e si estendono fino agli scranni parlamentari.
    La gioa di avere sconfitto la destra in atto non viene accompagnata dalla contentezza di una buona gestione della regione siciliana.

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  10. Situazione difficile, delicata, incredibile. Mai visto nulla di simile. In Sicilia e nel Paese. Siamo alle comiche finali. Ma non c'è niente da ridere. C'è, invece, di che essere preoccupati. C'è la vittoria di una democrazia malata, di un sistema partitocratico fuori dal tempo. Un Governo nazionale che naviga a vista tenuto in vita da chi, sostanzialmente, ha tutto l'interesse di buttarlo a mare. Un disastro annunciato da tempo che solo i sordi potevano non sentire. I dibattiti televisivi tra rappresentanti dei due partiti di governo semplicemente ridicoli. Scene di teatro tragicomico. Interi gruppi parlamentari che firmano le lettere di dimissioni e che nello stesso tempo dichiarano di sostenere il Governo. Che ogni giorno, più volte al giorno, si lanciano accuse di golpe, di tradimenti, di comportamenti anticostituzionali, in nome del bene del Paese...! “ Se cade il Governo siamo rovinati, se c’è la crisi si interrompe il circolo virtuoso che si è innescato, perderemo il treno della ripresa”, e via dicendo. Insomma, dobbiamo tenerci le larghe intese. Siamo obbligati perché non ci sono altre soluzioni. Re Giorgio ha voluto così, le garanzie erano state promesse. E adesso vanno mantenute.
    Che scene, che tristezza, che vergogna. E in questa situazione, quasi quasi, l'affaire Crocetta, e le debolezze del PD siciliano fanno sorridere.

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  11. Che senso ha il Megafono in una situazione politica come quella che c'è in Sicilia. Che senso ha lo stesso Crocetta e il suo governo. Che senso ha il PD e l'aut aut agli assessori che però non si dimettono! Forse era meglio quando si stava peggio

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  12. I fatti, tanto dettagliatamente qui descritti e le considerazioni dei commentatori, provano la innegabile capacità dei politici italiani, di equlibrismo estremo, che consentire al governo nazionale, regionale ed a partiti e movimenti politici di rimanere sulla corda e di tenervi anche noi.
    Ma qualunque equilibrista, nonostante la grande abilità, prima o poi scenderà dalla corda, lo spettacolo continuerà con altri numeri, del circo della politica ed elettorali. .

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  13. Caro Volpe, dobbiamo al più presto salire o scendere in politica.Non mi convince nessuno, nè pro, nè anti. Brava gente, quando è brava gente, ma niente di pù.FGM
    ps. Non c'è niente da ridere

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  14. Nell'ultimo dispaccio segretissimo, con tanto di ceralacca, mi si dice che quel centrodestra, apparentemente moribondo, stravincerà a mani basse ! In fondo come avete fatto a fidarvi di un piccolo uomo e falso rivoluzionario qual è Crocetta e di un Pd da scuola Cepu. Io per mia grande fortuna, essendo esiliato nell'isola di Montecristo, non avrò il "privilegio" di esercitare il diritto-dovere di voto. Forse un alibi alla mia cotardia, ma oggi splende alto il sole e questo mi basta.
    Edmond Dantes

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  15. EDMOND DANTES SEI UN CODARDO E BASTA !

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    1. E sono felice di esserlo ! Non più illuso e sognatore, ma libero da tutti. Mercedes, ti aspetto presto in quest'isola come ai vecchi tempi.
      Tuo Edmond

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  16. La Sicilia e l'Italia sono alla deriva.
    Le istituzioni e la politica fanno solo "contenimento della spesa pubblica", come dire che "razionano i viveri" ai cittadini "naufraghi".
    La possibilità che la Sicilia e l'Italia trovi "in extremis" un colpo d'ala che li rimetta in quota è da escludere assolutamente, perchè mancano uomini e progetti nuovi,concreti, sostenibili e realizzabili.
    L'unico salvagente certo è l'Europa e la sua burocrazia finanziaria e contabile: Decorso infruttuosamente il 15 ottobre p.v. il patto di stabilità ed il bilancio 2014 ce lo faranno loro, lasciando la nostra classe politica nei suoi chiacchericci, e con essa i cittadini elettori ridottisi e considerati ormai ( n Italia e all'estero) come imbecilli rissosi ed incomprensibili, e pertanto definitivamente inaffidabili.
    Insomma siamo, e resteremo, commissariati di fatto dall'Europa e dal FMI. Tutto il resto è noia.

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