lunedì 18 febbraio 2013

FARMACISTI ITALIANI. LIBERALIZZAZIONI E LAVORO

Antonella Puleodi Antonella Puleo (Farmacista) - Negli anni immediatamente successivi all'unità d'Italia non esisteva una normativa che regolamentasse uniformemente in tutto il territorio nazionale l'esercizio della farmacia. La legge Crispi (22 dicembre 1888, n. 5849) rappresentò il primo passo in materia.
All'epoca il farmacista che assumeva la qualifica di "Speziale" era colui che preparava, con il medico, i medicamenti necessari per la cura della malattia. Questa prevedeva la centralizzazione delle funzioni di vigilanza e d'autorizzazione in materia, riaffermazione del principio del libero esercizio della farmacia. La farmacia si configurava come un bene patrimoniale privato e, come tale, liberamente trasferibile a chiunque, anche non farmacisti; poteva essere aperta senza vincoli e limitazioni territoriali, con il solo obbligo della direzione responsabile di un farmacista, non necessariamente titolare o proprietario della medesima.
Successivamente la Riforma Giolitti (1913) rappresentò il processo di riordinamento legislativo: parte nel 1913 e si conclude con l'approvazione del REGIO DECRETO 27 LUGLIO 1934 n. 1265, Testo Unico delle Leggi Sanitarie (TULS). Nella riforma si afferma il principio che: l'assistenza farmaceutica alla popolazione, e quindi l'esercizio della farmacia, è un'attività primaria dello Stato, esercitata direttamente dallo stesso attraverso gli Enti locali (comuni), oppure delegata a privati per l'esercizio, in regime di concessione governativa. Trattandosi di concessione governativa "ad personam", la farmacia non poteva essere acquistata, venduta, trasferita per successione o a qualsiasi altro titolo.
Stemma Parafarmacie La titolarità poteva essere conseguita esclusivamente per concorso pubblico, espletato sulla base dei soli titoli di carriera e di servizio dei partecipanti. La concessione, che poteva essere revocata in qualsiasi momento nelle ipotesi previste dalla legge, durava quanto la vita del titolare. Con tali premesse, il titolare di farmacia pur rimanendo un privato, era legato da un rapporto di subordinazione speciale alla pubblica Amministrazione sanitaria che, nel preminente interesse pubblico, avocava la facoltà di imporre obblighi, adempimenti, e limitazioni all'esercizio. L'apertura delle farmacie non era più discrezionale, ma avveniva sulla base della pianta organica.
Ed è da un Regio Decreto che comincia la nostra storia e la limitazione dell’accesso alla libera professione di farmacista.
Diversamente da ciò che è accaduto in Germania nel 1958, quando grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale Federale si dichiarò nulla la pianta organica.
Nel luglio del 1956 un farmacista della Baviera fece domanda per la concessione dell’apertura di una farmacia in Traunreut. La domanda è stata respinta in virtù dell'articolo 3, comma 1, della legge bavarese delle farmacie (Pianta organica). Nella motivazione della notifica del rifiuto, il governo della Baviera sosteneva che, l'istituzione di una nuova farmacia non era di interesse pubblico, poiché i circa 6.000 abitanti della circoscrizione disponevano già di una farmacia e questa farmacia esistente era sufficiente per fornire la popolazione con i farmaci necessari. Inoltre, la presenza della nuova farmacia non era necessaria a causa del fatto che le basi richieste per l’istituzione di una nuova farmacia, per garantire le loro prestazioni, richiedevano un numero di circa 7.000 abitanti. Inoltre, si temeva che la libera concorrenza avrebbe potuto danneggiare economicamente le farmacie preesistenti.
Contro tale decisione il farmacista si è opposto con un ricorso presso la Corte Costituzionale Federale che dichiarò nullo l'art. 3 comma 1 della legge Bavarese delle farmacie (Pianta Organica). Per violazione dell'art.12, comma 1 della Costituzione Tedesca che garantisce la libertà di professione. La Corte ritenne che la Libertà di scelta Professionale ovvero la libertà di scegliere una professione e di praticarla sono elementi formativi di un unico diritto, ovvero il diritto di esercitare qualsiasi attività finalizzata alla sopravvivenza della persona.
Il Concetto di lavoro viene quindi interpretato nel senso più ampio, includendo non solo le occupazioni tradizionali e tipiche, ma anche quelle atipiche che la Farmacia tedescapersona adotta liberamente. La decisione della Corte Costituzionale che ha liberalizzato le aperture delle farmacie in Germania, l'11 giugno 1958 ha dichiarato: "Il legislatore non è libero, quando si tratta di regolamentare una professione, in quanto questo limita la libertà di scelta di questa professione". Come diretta conseguenza di questa sentenza "Niederlassungsfreiheit Act" si afferma che i farmacisti tedeschi possono liberamente stabilirsi secondo la propria volontà.
Dunque in Germania, l'abolizione della pianta organica è scaturita dal ricorso di un singolo farmacista che voleva esercitare liberamente la sua professione.
Con mezzo secolo di ritardo noi stiamo percorrendo la stessa strada e mi auguro che la Corte Costituzionale Italiana, che a breve si pronuncerà in merito al nostro ricorso, possa arrivare alle medesime conclusioni della sua omologa tedesca.
Ovvero che un professionista laureato e abilitato debba esercitare liberamente la sua professione, senza limiti e restrizioni.

Antonella Puleo
18 febbraio 2013

P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo riguardo la liberalizzazione delle farmacie in Italia. Un argomento, già altre volte trattato da PoliticaPrima, che interessa moltissimi giovani laureati che non riescono a svolgere liberamente la loro professione. Antonella Puleo, laureata in farmacia e dottore di ricerca, svolge la sua attività a Catania. Benvenuta e buon lavoro.
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167 commenti:

  1. Antonella Puleo18 febbraio 2013 15:10

    Ringrazio Giangiuseppe Gattuso per aver pubblicato il mio articolo. Dal 2008 sono impegnata, assieme a centinaia di colleghi titolari di Parafarmacia, nella lotta per la libertà di professione. La mia Laurea, conquistata a suon di sacrifici, non mi da diritto di esercitare liberamente la mia professione di farmacista, in virtù di una legge del 1934. Il sistema va scardinato, ma a quanto pare non è semplice. Gruppi di interesse, lobby fortissime, anche dal punto di vista politico, si oppongo a che ciò avvenga. Noi non ci rassegniamo e continuiamo a lottare, anche per le generazioni future di farmacisti.

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  2. e' una vergogna che il farmaco venga "legato" alle 4 mura della farmacia e non a noi farmacisti come garanti della sicurezza per il suo utilizzo.
    SI DEVE CAMBIARE.
    NOI SIAMO IL PRESENTE ED IL FUTURO.
    Dott.Riccardo, titolare di Parafarmacia.

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  3. Concordo totalmente con quanto affermato dalla collega Puleo,mi auguro che tanto la Corte Costituzionale Italiana quanto la Corte di Giustizia Europea diano una sferzata a cio che qui la politica e gli interessi di lobby non vogliono scardinare

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  4. Le liberalizzazioni servono solo ad ingrossare il fatturato della coop.SVEGLIA .e i primi a farne le spese saremo noi farmacisti.bersani vi sta utilizzando come cavie;e importante che programmi come report documentino i rapporti tra la coop e il pd.avremo ammassarsi di paraf. Nei pressi di ambulatori e ospedali,interi paesi senza farmacie.vogliamo questo?no.ed in questo senso va sviluppata la farmacia dei servizi,in modo da avere una farmacia sempre piu completa e vicina ai cittadini.

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  5. Bisogna dire no a liberalizzazioni che spostano quote di fatturato dalla farmacia alla gdo.QUESTO LA POLITICA DEVE SAPERLO.LA GDO ha distrutto le edicole,il 75 per cento delle edicole è sul lastrico.lo stesso può accadere con le farmacie.e la politica allora che fa?fassina del pd ha detto che non vuole smantellare il servizio farmaceutico.vedremo,il tempo è galantuomo.

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  6. E si, infatti i laureati in farmacia devono fare solo i dipendenti o aspettare i concorsi .
    Mi chiedo infatti come mai mi abbiano fatto fare un esame di stato ed abilitato alla professione , senza aggiungere solo nelle pareti della farmacia, lo avranno dimenticato.Infatti il medico e' solo medico tra le mura del suo ambulatorio , se mi sentissi male per strada dato che non sono nel suo ambulatorio e fosse nei paraggi non potrebbe prestarmi soccorso poiche' il medico e' solo medico tra le sue pareti ..non lo sapevo

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  7. concordo pienamente con la collega Puleo Antonella. Ogni farmacista laureato, abilitato , molte volte con specializzazioni , master universitari e dottorati di ricerca DEVE ed è un suo DIRITTO poter esercitare la professione al 100%. Non siamo secondi a nessuno . Basta con le lobby e i poteri forti, va avanti chi è capace e non chi eredita solamente!

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  8. Ma ancora se ne parla???...da un semplice cittadino....basta corporazioni.......10-100-1000 lenzuolate!!!!!!!!

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  9. Chi teme le liberalizzazioni (Grasso o Biondini mi pare......) ha solo paura di perdere una quota di mercato che secondo il proprio ragionamento da unto del Signore, gli spetta di diritto! Non è così. Nessuno può avere un diritto di nascita nello scegliere una professione, ma, tutti hanno il diritto di averlo, che siano figli di titolari che esercitano entro 4 mura già denominate "Farmacia", o che siano figli di persone qualunque, ma ancorchè laureati in farmacia, hanno anch'essi diritto di svolgere la professione che hanno scelto. Se questo significa una ridistribuzione del reddito, che ben venga, ed in un Paese libero e democratico, chi ha più professionalità avrà più clienti, chi ne ha meno, avrà meno clienti. Ma i laureati in farmacia ed abilitati dallo Stato con uguale esame di Stato sono TUTTI UGUALI. Basta lobbies, basta casta.Le coop. sono un'altra cosa!!!! Per fortuna i cittadini non sono scemi! Lo sanno anche i gatti che i titolari temono le coop. ma libero mercato in libero stato è regola economica valida in tutti i Paesi civili.

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  10. ancora con la storia delle coop e con il terrorismo psicologico ....io voglio esercitare in un piccolo paese ,saro' controcorrente ma datemi la possibilita' di farlo .....liberalizzazioni subito,basta con la farmacasta

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  11. E'la solita menata del titolare di farmacia quella della GDO ,qui non si parla di GDO ma solo ed esclusivamente del diritto di un professionista di poter esercitare la propria professione ,al solito i titolari di farmacia prendono a spunto cio che piu a loro conviene senza pensare che il gran kaos è dovuto proprio alla cecità della categoria ed al non volersi metter al passo coi tempi ,e basta con la storia dei piccoli paesi sguarniti ,lo sono da sempre grazie ai giochini dei vertici della categoria e di coloro che guardano da sempre al cassetto,prova ne è la vergogna continua del dispensare i farmaci con ricetta senza la suddetta,e non ci sono iene o striscia che tengano ,tutto continua come sempre

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  12. Antonella Puleo18 febbraio 2013 17:41

    Mi corre l'obbligo di intervenire. Prima di tutto credo sia opportuno mettere nome e cognome a seguito di ogni intervento, così come io ho messo la mia gradevolissima faccia e il mio nome e cognome. Così almeno sappiamo con chi si discute. Mera questione di correttezza in ogni conversazione e scambio di opinioni che si rispetti. Secondariamente leggere dello spauracchio della GDO francamente non fa più testo. Qui si parla di LIBERTA' PROFESSIONALE NEGATA a molti di noi e di una situazione di monopolio dura a morire. Mi sono all'Università a 30 anni. Ho conseguito la Laurea col massimo dei voti a 35 anni. Ho completato brillantemente un Dottorato di Ricerca a 38 e ho proseguito con la ricerca sino a comprendere quanto marcio fosse il sistema che favoriva i soliti noti. Quindi, con umiltà, ho cominciato una collaborazione in Farmacia, dove ho capito che c'era qualcosa che non andava. Comincia a chiedermi perchè io, che il farmaco lo conosco, e pure bene, dovevo fare la "commessa" per uno che lo conosceva meno di me. Mollai l'impiego, apri la mia parafarmacia, abusando della mia umiltà, e cominciai quella che considero una lotta sacrosanta. Io sono la Dr.ssa Antonella Puleo, Farmacista abilitata all'esercizio della professione. Io sono in grado di dispensare i farmaci, tutti i farmaci. Io voglio fare il mio mestiere a casa mia. La legge in vigore non mi piace e lotto per cambiarla, che vi piaccia o no. Basta dare in eredità le vostre farmacie ai vostri figli o venderle a cifre inaudite. Le leggi ingiuste vanno cambiate e non sarà con lo spauracchio della grande distribuzione che l'evoluzione delle cose sarà fermata. Ora è più chiaro?

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  13. Gentilissima dottoressa Puleo,non se la prenda piu' di tanto per i suoi colleghi ''ANONIMI''.
    L'ignavia non e' una caratterestica dei farmacisti,o non solo dei farmacisti,ma di tutto o quasi il popolo italiano,ammesso sia un popolo.
    Dante Alighieri li cosidero' i peggiori uomini quando li colloco' all'inferno.
    Comunque ,condivido ed apprezzo quello che ha scritto,ed aggiungo ,molti bene.

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  14. Il vero problema sono le rendite di posizione che un mercato chiuso ed arcigno come quello del farmaco riesce a mantenere inalterate da troppo tempo.Faccio volentieri una provocazione...Ogni lettore di questo forum chiuda un attimo soltanto gli occhi e pensi al primo farmacista che gli viene in mente.Bene ognuno di voi avrà immaginato verosimilmente il farmacista di fiducia.Ora la domanda è una soltanto...Vi sembra povero da non riuscire a pagare più gli stipendi(peraltro ridicoli..ed unici di tipo commerciale tra le figure professionali sanitarie!!!)dei suoi collaboratori come minacciato alla ventilata ipotesi di fascia c alle parafarmacie?Che macchina ha il farmacista in questione?E la seconda casa è al mare o in montagna?Bene signori miei questa non è una lotta di classe,ma solo farvi comprendere che nessuno crede ai pianti di miseria dei titolari di farmacia.Ovvio che non sono tutte rose e fiori gestire una farmacia,ma perchè in tempi non sospetti non si è ragionato insieme del problema che riguarda la nostra bellissima professione?Sapete che su facebook ci sono dei mediatori nelle compravendite di farmacie che millantano la vicinanza di studi medici compiacenti nelle prescrizioni???Bene io e tanti colleghi come me riteniamo che si debba salvaguardare la professione del farmacista.E questo si fa soltanto dando a chi ne abbia titolo e diritto di esercitare la libera professione anche al di fuori del SSN.Se non dovesse accadere tutto ciò allora che la farmacasta si prepari a ricevere la concorrenza estrema e spietata(questa si..) della grande distribuzione!!!E ricordatevi che ormai o è zuppa o è pan bagnato...

    alfonso albano candidato in sicilia1 con la lista Amnistia Giustizia e Libertà.

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  15. Antonella, il problema è che non fa mettere il nome. Sono Francesca Di Prima e ho messo io il commento sopra alle ore 17.30.

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  16. Francesca Di Prima18 febbraio 2013 18:22

    Riporto il commento scritto prima visto che mi hanno insegnato come inserire nome e cognome..........
    Chi teme le liberalizzazioni (Grasso o Biondini mi pare......) ha solo paura di perdere una quota di mercato che secondo il proprio ragionamento da unto del Signore, gli spetta di diritto! Non è così. Nessuno può avere un diritto di nascita nello scegliere una professione, ma, tutti hanno il diritto di averlo, che siano figli di titolari che esercitano entro 4 mura già denominate "Farmacia", o che siano figli di persone qualunque, ma ancorchè laureati in farmacia, hanno anch'essi diritto di svolgere la professione che hanno scelto. Se questo significa una ridistribuzione del reddito, che ben venga, ed in un Paese libero e democratico, chi ha più professionalità avrà più clienti, chi ne ha meno, avrà meno clienti. Ma i laureati in farmacia ed abilitati dallo Stato con uguale esame di Stato sono TUTTI UGUALI. Basta lobbies, basta casta.Le coop. sono un'altra cosa!!!! Per fortuna i cittadini non sono scemi! Lo sanno anche i gatti che i titolari temono le coop. ma libero mercato in libero stato è regola economica valida in tutti i Paesi civili.

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  17. Messaggio per i signori anonimi. Per inserire il nome e cognome basta, dopo avere scritto il vostro commento, fare clic nella freccetta accanto a "commenta come" e scegliere l'opzione "nome/URL. Dopodiché, nella finestrella che appare con scritto "modifica profilo", inserire nel primo rigo il vostro riverito nome e cognome e inviare senza scrivere altro nel rigo inferiore. Ovviamente chi ha un account google lo può usare benissimo e in questo modo il sistema inserirà anche la vostra foto, se l'avete. Come faccio io. Sembra difficile ma è semplicissimo. Saluti per tutti e buon lavoro.

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  18. Paola Romano Di Peppe18 febbraio 2013 18:46

    Grazie per la precisazione,non volevo essere anonima i due messaggi ,uno alle 16,22 ed uno alle 17,34 sono miei

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  19. L'intervento delle 17,20 e' mio

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  20. Antonella Puleo18 febbraio 2013 19:22

    Come sempre i miei colleghi e amici dimostrano correttezza. I have a dream. Mi piacerebbe che altrettanto facessero i colleghi, sicuramente titolari di farmacia, che hanno espresso la loro opinione. Comunque trovo estremamente stimolante questo dibattito e mi conforta il fatto che di noi ancora si parla. Mi piacerebbe altresì che non addetti ai lavori esprimessero la loro opinione, poichè, alla fine, la concorrenza, le liberalizzazioni, giovano soprattutto ai clienti/pazienti, ai quali in questi anni abbiamo messo a disposizione la nostra consulenza, professionalità, e soprattutto fatto risparmiare sull'acquisto dei farmaci da banco e integratori. Un tabù sino a qualche anno fa.

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  21. Bene, liberalizziamo la professione una volta e per tutte, i farmacisti delle parafarmacie hanno diritto e dovere di dispensare tutti i farmaci con obbligo di ricetta ai cittadini.

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  22. Alessandra Nicoletti18 febbraio 2013 21:03

    Il farmacista in quanto laureato e abilitato dallo Stato ha il diritto di esercitare LIBERAMENTE. Sono mesi che ci si dice che siamo schiavi della Gdo, che saremo schiacciati da questa, ma dispensare una farmaco non è come vendere un giornale! La gente ha bisogno del consiglio, ha bisogno della fiducia, ha bisogno di chiedere e conoscere.Non è una questione semplicemente di convenienza, ma soprattutto di competenza, non a caso c'è un corso di laurea alle spalle!!!! Iniziamo a a tracciare le differenze!

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    1. Antonella Puleo18 febbraio 2013 21:38

      Brava Alessandra. Giusta osservazione.

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  23. Il sistema tedesco andrebbe benissimo con un numero chiuso in facoltà simile a quello tedesco (in proporzione circa la metà dei ns farmacisti) e con un margine sul farmaco tipo quello delle farmacie tedesche (tra il triplo e il quadruplo del nostro), e un mercato farmaceutico come il loro (abbiamo gli etici con i prezzi tra i più bassi d'Europa e una spesa procapite per otc circa la metà dei tedeschi), per tacere di dettagli come la distribuzione diretta, etc....
    In ogni caso Se qualcuno mi spiega come mai la stragrande maggioranza dei paesi europei e tutti i maggiori tranne la Germania contingentano le farmacie (anche l'Inghilterra contrariamente a quanto taluni affermano) e nessuno parla di Medioevo mi fa un favore (Il Belgio , paese notoriamente arretrato, oscurantista e incivile sta da un decennio cercando di ridurre ex lege il numero delle farmacie); potrei citare tanti altri argomenti tecnici, ma mi accontenterei di una risposta a questi dubbi. Grazie. Luigi Nava

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    1. Antonella Puleo18 febbraio 2013 22:30

      Collega Nava, parliamo lingue diverse perchè apparteniamo a mondi diversi, pur avendo stessa cittadinanza. Tu parli (elenco in sequenza) di numero chiuso, margini, mercato, spesa procapite, distribuzione, a tanti altri argomenti tecnici che non hai snocciolato, ma che son certa ricalcano i precedenti. E ti credo che parli di tutto ciò... quantifichi, studi, elabori quali potranno essere le tue perdite di rendita ad una eventuale apertura del mercato ad altri soggetti. Io invece parlo di dignità professionale, diritti, meritocrazia, giustizia. Quanta distanza c'è tra due "colleghi" che hanno condiviso solo programmi universitari e numero di esami, le cui strade, evidentemente non potranno collimare mai, per via di numeri chiusi, mercato, spesa procapite, distribuzione e tanto altro materiale tecnico....

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    2. No, io parlo di argomenti tecnici, che giustificano tecnicamente determinate situazioni: anche il migliore degli irsc non può garantire un buon servizio se non ha i conti in regola. Se poi vogliamo parlare di farmacologia, rischio clinico e procedure di controllo in farmacie preferisco, ma non mi pare l'articolo di partenza facesse riferimento a questi argomenti. Cordialità LN

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  24. Ps: comunque io attendo che qualcuno, che la fa tanto facile come se fosse "buoni contro cattivi", mi chiarisse i miei dubbi: perché la Francia ha ALZATO un anno fa il quorum da 3500 a 4500 con provvedimento bipartisan? Perché il Belgio continua la moratoria sull'apertura delle farmacie da un decennio? Perché in Inghilterra si togli la legge delle 100 ore per ridurre ulteriormente il numero delle farmacie? Qualcuno qui si rende conto che raddoppiando le farmacie (convenzionate o meno) il reddito globale dei farmacisti tutti (inteso come somma dei redditi lordi e delle somme per la pensione) si ridurrebbe del 30-35% persino se nessuna di queste sedi fosse di società di capitali? Io parlo di fatti concreti, gli slogan lì lasciad altri.

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    1. libero rossotti19 febbraio 2013 11:13

      Perchè in Francia c'era un altro amichetto delle lobby,tal Sarkozy, eletto grazie ad un fntomatico piano di liberalizzazioni mai attuato(ricorda qualcuno??????).Detto questo, vorrei pure che i signori che parlano della Francia pubblicassero le tabelle degli stipendi francesi, per le varie mansioni in farmacia.
      ps. onde evitare la solita solfa, la tassazione francese è decismantee più alta di quella italiana sul lavoro privato,con tutele sindacali paurose.Attendo la tabella, facilmente reperibile.Quando si tirano fuori modelli esteri per giustificare le iniquità italiote siete divini!!!!!

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    2. Gli stipendi sono più alti ma lì hanno il tech, e quindi devono avere un solo farmacista ogni 1'200'000 di fatturato titolare incluso; quindi hanno stipendi più alti ma per farli qui si dovrebbero licenziare almeno almeno la metà dei farmacisti....

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  25. Ma è mai possibile che tanta gente, per giunta con qualche anno d'istruzione, non sappia ancora inserire commenti firmati e non anonimi??!!.
    Basta fare clic nella freccetta accanto a "commenta come" e scegliere l'opzione "nome/URL. Dopodiché, nella finestrella che appare con scritto "modifica profilo", inserire nel primo rigo il vostro riverito nome e cognome e inviare senza scrivere altro nel rigo inferiore. È semplicissimo. Saluti per tutti e buon lavoro.

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  26. Ma se mi firmo in fondo che fastidio da, scusi? Luigi Nava

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  27. Caro Luigi Nava, il fastidio è relativo e anzi le posso pure dire che non mi traumatizza nemmeno. Ma è molto più carino e razionale utilizzare l'opzione per inserire nome e cognome, tutto qua. Comunque benvenuto su PoliticaPrima.

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  28. Francesca Di Prima18 febbraio 2013 23:27

    In europa la situazione non è come proprio come appena descritta, infatti in Inghilterra la libertà di aprire una farmacia da parte di un farmacista è assoluta, fermo restando il consenso da parte del governo inglese sulla zona che deve essere considerata utile per l'utenza. Inoltre appositamente si è evitato di parlare di Polonia, Islanda, ed altri Paesi europei dove anche se contingentate le zone, non vi è numero chiuso come in Italia. Se è utile posto postare tutte le normative europee in qualsiasi momento. La vera paura dei titolari è solo ed esclusivamente quella di avere una contrazione delle entrate. Oltre alla paura di perdere la posizione lobbistica che fa credere loro di essere dei diversi, degli onnipotenti. Chiamiamo le cose con il proprio nome e non nascondiamoci dietro un dito. Di faziosità e falsità ne abbiamo piene le tasche. Tutti i farmacisti sono uguali e devono avere gli stessi diritti. Che piaccia o no! Il resto sono solo difese del castelluccio.......

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  29. In questo blog si è sviluppato un acceso dibattito quasi tutto tra colleghi farmacisti, un dibattito molto specialistico con uso e abuso di sigle incomprensibili e di termini e situazioni anche questi relativi alla categoria degli stessi che animano il dibattito.
    Io non sono farmacista, ma provo a spiegare agli abituali frequentatori del blog la situazione sulla quale verte il dibattito.
    Cominciamo col dire che il monopolio delle farmacie è particolarmente odioso (altro che tassisti) e va spezzato il prima possibile. Quella dei farmacisti titolari di licenza, cioè proprietari di una farmacia, è una casta praticamente intoccabile, protetta da vecchie leggi che dovrebbero essere al più presto cambiate ed adeguate ai tempi attuali.
    Le licenze sono regolate con la cosiddetta “pianta organica del comune”, che decide il numero massimo di farmacie, la distanza minima tra farmacie nelle varie zone della città, ecc. Quindi, non è che se ti laurei in farmacia e hai i soldi puoi ottenere una licenza: devi aspettare che un titolare che ce l’ha te la venda, e anche in questo caso ti servono tanti, tantissimi soldi, parecchi milioni di euro
    L’obiettivo di ogni titolare è di passare la farmacia ai figli, naturalmente. Che quindi spesso studiano farmacia. Ma non è detto che siano delle cime e quindi magari non arrivano a laurearsi in tempo prima della dipartita del genitore. Ma niente paura. La legge dice che la licenza rimane al figlio che ha 10 anni di tempo per laurearsi. E in 10 anni ci stai largo, vai, qualunque ragazzo anche insufficiente negli studi si laurea alla fine (questi sono diritti acquisiti, non si possono mica levare).
    Può succedere che il farmacista non abbia figli, oppure che i figli non siano interessati, e allora può decidere di passare all’incasso e vendere la licenza, che come potrete immaginare costa un bel po’e sono casi rari.

    Per mettere su una parafarmacia (una delle liberalizzazioni di Bersani) serve almeno un farmacista, ma non serve una licenza. Le parafarmacie possono vendere farmaci da banco (SOP, ovvero farmaci Senza l’Obbligo della Prescrizione medica). Ad esempio, il Moment, l’aspirina, il paracetamolo. Attenzione, deve comunque essere un farmacista a venderti il farmaco, non un commesso qualunque.
    6) Idem per la grande distribuzione. Se Coop o Esselunga volessero vendere farmaci, dovrebbero assumere dei farmacisti, usare una porzione del negozio e metterci un banco con dietro un farmacista che vi da i farmaci. Anche per una “semplice” aspirina.
    Per difendersi, i farmacisti titolari invece tirano spesso fuori la storiella della grande distribuzione che metterebbe i farmaci sugli scaffali, con le commesse che ve li passano alla cassa. Ma non è vero, pura menzogna propagandistica.
    La Casta si scaglia contro le parafarmacie, perché tutto quello che potrebbe far diminuire i loro incassi milionari (in euro ovviamente) viene da loro combattuto e proposto come un attentato alla salute pubblica, alla salute dei cittadini.
    I farmacisti titolari sono tutti milionari, tutta gente che si è arricchita sulle necessità della povera gente, e questo li rende odiosi, sgradevoli e antipatici. Il cerchio, poi, si chiude quando ad ogni stormir di foglie la potente FEDERFARMA promette scioperi e serrate per difendere i loro privilegi.
    Eppure il mio farmacista è una persona simpatica, disponibile ed è anche un mio amico!!! E’ la casta e i suoi privilegi che non vanno.

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    1. Ovviamente non ho fatto un'esame completo della situazione, ci vorrebbero pagine e pagine, mi sono limitato all'essenziale.

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  30. Per i parafarmacisti.vi propongo uno scambio:vi cedo la mia farmacia rurale sussidiata con quorum di 700 ab.in cambio me ne vado in centro cittá ad aprire una para,tanto dei vecchietti del paese che me frega,l importante è il cassetto..aspetto proposte da qualche benefattore delle paraf.sono d accordo con luigi nava,qui faremo come in francia dove tornerá il quorum a 4.000. Le paraf. Dei farmacisti fallirranno ,mentre la coop no.bersani vi ha usato come cavie?fate 2 +2
    ... ragazzi,fin quando non avanzerete proposte serie nessuno vi considererá;é lampante che cercate la furbata per risanare le attivitâ.e che v interessa solo il guadagno facile.come ha detto tremonti,non siamo all ikea.attendo offerte per la rurale da qualche para

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    1. Prepara il contratto fratello

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    2. Andrea
      Campione, chi te l'ha ordinato il medico di prendere in gestione una sede di 700 anime???!! fammi capire, genio!!
      1 parafarmacista ci sarai tu vista la tua preparazione superficiale, a parte ricette di coumadin e statine, non credo vedrai altro!!
      2 quanto vuoi per la bottega?!
      3 proposte serie? FnC ai SOLI farmacisti abilitati!!! fuori la gdo!! paura di una sana concorrenza vero?!?!
      Si fanno chiamare imprenditori ma hanno il monopolio!! che coraggio!
      4 il collega Nava perchè non ci dice quante farmacie ha in famiglia... invece di giocherellare con la cabala..!
      5 ci sono 4000 para, 3/4 sono di titolari di farmacia ed il resto diviso tra gdo e farmacisti indipendenti!! quindi fiunitela di sparare idiozie!! ma guarda in che mani deve essere la salute pubblica!!!

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  31. Francesca Di Prima19 febbraio 2013 08:59

    accetto!

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  32. @sig Pepe : si vede Lei non è farmacista, ha scritto parecchie sciocchezze: dalla definizione all'elenco dei SOP (fa confusione tra SOP e otc) ad altre come il fatto che il comune decida le distanze che sono invece normate a livello nazionale agli anni per laurearsi in caso di morte del titolare (ora sono appena 2, il tempo più breve d'Europa ), mi perdoni ma discutere con chi denota totale ignoranza dell'argomento e pretende pure di essere lui a "fare il quadro" non mi attira.
    @di Prima: scusi tanto se ho dimenticato un paese chiave e così analogo al nostro per caratteristiche sociali e geografiche come l'Islanda nel fare il quadro della situazione europea limitandomi a stati secondari come Francia e Spagna, o Inghilterra , di cui è lei a dire cose improprie, infatti lì esiste una legge detta control of entry", risultato: noi abbiamo una farmacia ogni 3300 abitanti loro credo siano attorno (vado a memoria, ma so di non sbagliare di molto) ai 4500...vogliamo fare a cambio? Non parliamo poi della Germania, li si c'è la libertà ma io il sistema tedesco me lo prenderei SUBITO, anche domani, ma TUTTO INTERO però , voi citate solo i pezzettini strumentali ai vostri argomenti (ah, a proposito, a me come farmacista il libero sistema tedesco INTERO va benissimo , chissà però cosa penserebbero i cittadini di un paese con tanti piccoli comuni come l'Italia di un sistema, quello teutonico appunto, che ha portato una media di una farmacia ogni 1000 abitanti a Berlino e una ogni 7000 in molte zone rurali).

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    1. Egregio sig. Nava,
      la prego di essere cortese col suo interlocutore, e cambi la parola sciocchezze in inesattezze, perchè dire che io abbia scritto sciocchezze non è il massimo dell'educazione.
      Io comunque l'avevo detto già che non sono un farmacista e pertanto la sua precisazione è pleonastica.
      Poi, andando alla sostanza del discorso, anche aggiustando tutte le mie inesattezze, mi vuole dire, di grazia, in che cosa cambia il senso del mio discorso? La situazione non cambia e la verità è sempre quella che tutti sappiamo ma non dobbiamo dire perchè altrimenti , magari, ci accusate presso la FEDERFARMA e fate indire una serrata nazionale contro chi scrive sciocchezze contro la casta dei farmacisti. Il fatto è che voi vivete la vostra situazione come assolutamente "normale" e forse non riuscite a realizzare che è una situazione di grande privilegio al pari di quella dei notai, ma avete la faccia tosta di lamentarvi se qualcuno osa fare proposte che potrebbero far diminuire di qualche centesimo i vostri, a mi parere, troppo lauti guadagni. Invece di ringraziare il Padreterno notte e giorno per la fortuna che avete, non trovate niente di meglio che lamentarvi se, Dio ne scansi, qualcosa non va secondo i vostri desideri. Sono contento che il tempo per prendere la laurea sia stato ridotto a 2 anni e ne prendo atto con un pò di soddisfazione. Riguardo le altre mie "sciocchezze", riconosco che dovrei impiegare un pò del mio tempo per addottrinarmi meglio, ma non credo che la cosa possa di giovamento in questo dibattito.

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    2. ...possa essere di giovamento in questo dibattito.

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    3. guardi che la mia precisazione era una sorta di figura retorica per dire che ad essere pleonastica era la sua dichiarazione di non essere farmacista, fatto del tutto evidente vista la sequela di errori messi insieme nella sua disamina. LN

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  33. Il commento sopra ho dimenticato di firmarlo: Luigi Nava; ora il sig. Gattuso mi sgriderà, e a ragione, per questo ulteriore "inestetismo"...

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    1. Mio caro dott. Luigi, non la sgriderò affatto, ma vorrei ricordarle che la "forma", a volte, è ancora più importante della sostanza. E nella farmaceutica moderna, mi pare, è diventata preponderante. In questo blog, invece, è solo questione di estetica, razionalità, e carineria nei confronti di chi legge.
      Per quanto riguarda il merito del vostro contendere, in passato, mi sono permesso di scrivere qualcosa a cominciare dal luglio del 2011. Non sono affatto un farmacista, ma solamente un cittadino attento ai fenomeni sociali. E dovrà convenire con me che il problema, non foss'altro per il dibattito che si accende, esiste in tutta la sua indubbia evidenza!
      Per quanto riguarda Nino Pepe... non lo sottovaluti, non glielo consiglio!

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  34. libero rossotti19 febbraio 2013 11:35

    Si insomma...facciamola breve...volete un sistema chiuso dove un laureato continua a prendere uno stipendio da fame? io no!!!Ciò lede interessi privati?NOn men efraga una cippa ...l'interesse privato è il mio......lì non ci pensa nessuno...liberalizzzare tutto!!!
    Aloora si tafli la testa al toro: pubblichiamo i cud e le dichiarazioni dei redditi...forza...io la mia la metto tanto non ho nulla da nascondere......perchè le palle hanno le gambe corte!

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  35. Un articolo bellissimo quello di Antonella Puleo!
    Era ora che si parlasse di questo argomento così importante, che non riguarda solo i farmacisti "da collocare", ma gli stessi clienti, che vivono spesso situazioni di disagio per il concentramento del servizio in zone "tutte lì"; in coda col numerino in mano!
    E' evidente che quella dei farmacisti "titolori" è una casta che difende a denti stretti i suoi privilegi!
    Se poi ci mettiamo l'arroganza con cui lo fanno, non c'è remissione!
    Propongo che il figlio del netturbino, o del professore o dello stesso gesippino (..toh!) abbiano anche loro il diritto di ereditare il posto paterno; e, magari, per chi è richiesto, con cinque anni di tempo per laurearsi!
    Non capisco i dieci....!.
    Sì, è innegabile, si tratta di una casta che difende non solo la proprietà-eredità della professione, ma in primiis i ricchi guadagni!
    Avete mai fatto un conto approssimativo?
    Avete mai osservato quanti clienti entrano in un'ora in farmacia, affollando la bottega dei signori del farmaco? Quelli che, a volte, te la fanno pure calare dall'alto; e che nello stesso tempo accettano di stare tutto il giorno lì, in piedi, a staccare e attaccare bollini, col bisturino in mano, sulle ricette.....,nell'attesa del momento felice dei conti di chiusura?
    Intanto, nel turno quotidiano, la gente, per lo più pure sofferente, aspetta...!
    Tra l'altro nelle farmacie si vendono una quantità di prodotti, ben reclamizzati, che nulla hanno a che vedere con la salute!
    Profumi, foulards, scarpe, creme di bellezza.....
    Ti fanno trattamenti gratuiti, sconti e omaggi!
    Bisogna ridistribuire lavoro, per ridistribuire guadagni!
    ....Non dobbiamo dimenticare il decreto Bersani!
    Meditate gente, meditate!

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    1. Antonella Puleo19 febbraio 2013 12:14

      Grazie per i complimenti. Li accetto di buon grado e spero d'essere stata chiara. Un collega (Nava) chiede insistentemente perchè in Francia hanno innalzato il quorum. Il collega che ha risposto ha detto bene... la lobby è lobby ovunque. Si tutela, si prende cura di se e della sua sopravvivenza, si chiude, lavora pazientemente e mai apertamente, come succede invece negli USA, dove le lobbyes sono riconosciute e "regolamentate". Domenica si vota e UDITE UDITE son candidati 22 farmacisti tra Camera e Senato. E che diavolo ci stanno a fare 22 farmacisti in Parlamento se non a difendere stenuamente gli interessi della lobby?

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  36. MA E' POSSIBILE CHE ogni volta la parola liberalizzazione faccia rima con GDO?
    sapete e sappiamo che nn è cosi'...e poi siamo farmacisti e non parafarmacisti...la laurea in farmacia l'ho sudata...

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  37. Antonella Puleo19 febbraio 2013 12:27

    Una precisazione. Più che altro una preghiera. Non chiamateci parafarmacisti. Capisco che ormai il termine fa parte del lessico comune, e viene utilizzato per distinguerci dai titolari di farmacia, ma è comunque frutto di una distinzione che appunto noi vogliamo abolire. Quindi, malgrado ciò vi costi uno sforzo muscolare ulteriore, se volete far riferimento a noi, indicateci come titolari di parafarmacia. Perchè col tempo i termini vengono adottati in libertà e l'accezione negativa viene rimossa. E non mi sta bene. L'accezione negativa del termine parafarmacista c'è e rimane.

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  38. dati,marginalità,sostenibilità del sistema.
    Belle parole..
    l'occhio è veloce ,ma la mano lo è di più...
    spauracchio della gdo, parafarmacie,sop,otc, pianta organica,dpc, sconti, liberalizzazioni...
    e avanti col gioco delle tre carte.
    e il paziente?
    si getta fumo negli occhi per far dimenticare che ad oggi l'accessibilità alla titolarietà è legata quasi esclusivamente a due parametri:
    1)lavoro del papino
    2)spessore del portafoglio
    Il limite è sicuramente mio,ma non trovo un legame tra questi due parametri e la preparazione del singolo farmacista che può serenamente laurearsi con la media del 18 in 10 anni.
    E qui riparte il gioco delle tre carte..
    l'importante non è il farmacista ma la farmacia, che è inserita in un network che garantisce sicurezza e qualità del servizio..
    già..
    Magazzinieri al banco,etici dati come caramelle, fustelle che svolazzano da un camice all'altro,truffe ciclicamente scoperte ai danni del ssn e quindi a danno di tutti noi.
    e via sul banco altre tre carte, l'occhio è veloce,ma la mano lo è di più..
    sono poche mele marce, il sistema è ottimo, ma si può sempre migliorare, non si deve liberalizzare,ma semmai adoperarsi perchè i concorsi vengano svolti..
    salvo poi bloccarli quando finalmente si fanno e destinare le nuove sedi in frazioni di comuni con qualche decina di residenti.
    Numeri appunto e le solite tre carte.
    L'importante è poter sostenere che i concorsi ci sono, le sedi ci sono, semmai sono i farmacisti che non le vogliono perchè vogliono la sede comoda di città.
    Poco importa se la maggior parte di queste sedi siano in comuni di 40/200 residenti,dove NESSUNA attività può sopravvivere.
    Una sede numericamente vale uno, quella sulla carta,con 10 residenti e quella urbana bella ricca.
    Sempre sede è, fa statistica, fa numero, ingrassa la dialettica di chi sostiene che le sedi a concorso ci sono, insomma serve a oliare il meccanismo delle tre carte...
    Il farmaco che non richiede ricetta, otc e sop è già liberalizzato,qui si parla di prodotti che richiedono OBBLIGO di ricetta.Se davvero consideriamo secondaria per l'accesso alla titolarietà la preparazione del farmacista e consideriamo irrinunciabile la capillarità del sistema, beh mettiamo un bel distributore con lettura ottica delle ricette,almeno il distributore illeciti non ne fa.
    Il paziente può serenamente fare a meno del consiglio e della supervisione di un farmacista che sta dietro al banco grazie solo al lavoro di suo papà o allo spessore del suo portafoglio.





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  39. Abolire la laurea in farmacia : serve solo a creare castatioli in serie, tutto in distribuzione conto asl, via cremine e ciabatte.

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  40. Indecorosa gazzarra tra farmacisti su orrendo privilegio. Attività sanitaria e soldi pubblici dati in eredità a parenti lontani ed acquisiti, purchè si nomini un precario laureato in farmacia direttore tecnico. Nel frattempo i suddetti eredi vendono il privilegio, l'attività commerciale sanitaria 4-5 milioni di euro. Ma poi al banco ci sta il magazziniere a dispensare pillole come noccioline. L'importante fare soldi e farsi liquidare 2 milioni l'anno di farmaci inutili a spese dello stato. Ci fermiamo qui per cartà di patria.

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    1. Bravissimo!!!!!!!!

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    2. "Soldi pubblici dati in eredità" dolente nota

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  41. Non mi intendo tantissimo della materia, però una somanda vorrei porla ai tanti farmacisti,perche' mai una concessione per l'attivita' deve essere considerata alla stregua di una proprieta',e quindi andare in eredita'?

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  42. Complimentandomi con la collega Puleo, vorrei usare il suo intervento per ampliare il discorso soffermandomi proprio sul fatto che la dr.ssa Puleo sia una donna e che questo rende ancora più forti le sue parole. Chi parla ancora di GDO e Farmacia in contrapposizione contina a guardare il dito. Il vero problema è che in Italia vale ancora il detto "popolare": "la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri". La nostra è una battaglia innanzi tutto di riconoscimento dei nostri Diritti, tanto che li mettiamo avanti agli interessi economici (ci farà fuori la GDO? Vedremo! Intanto saremo liberi). Io ho sempre pensato che le ingiustizie che da vent'anni a questa parte crescono nel nostro settore, tanto dall'essere arrivati ad un punto di non ritorno (ricordo che Bersani non avesse almeno un po' liberalizzato sarebbero arrivate sanzioni che sarebbero state pagate da tutti i cittadini, come sempre, a beneficio di pochi), servissero come esperimento da rapportare a tutta la società: un grande numero di donne collaboratrici, l'utilizzo del tirocinio gratuito come "nuova formula" di contratto atipico, quanto sarebbe stato il grado di sopportazione di una condizione evidentemente di disparità di diritti e di sfruttamento di lavoratori. Inoltre il nostro settore ci indica come può essere diverso il riconoscimento di un diritto a seconda di chi lo porta avanti. Mi riferisco anche al lavoro femminile. Quante volte ho sentito dire che i problemi dei nostri bassi stipendi era colpa del fatto che la nostra categoria è piena di donne, che si lamentano ma si accontentano. Allora penso al significato delle parole di Monti e penso che l'aumento del numero di donne nel lavoro possa servire per portare verso il basso dignità e stipendi medi di tutti. Poi penso alla collega Puleo e a tante altre colleghe e penso alle parole di Bersani, di una sinistra che ancora nella parità dei diritti ci crede, allora le donne possono essere si una grande risorsa nel mondo del lavoro ma per migliorarlo e per una vera dignità della donna e della parità tra uomo e donna che miri in alto e non ad un appiattimento verso il basso del lavoro. Quindi noi possiamo essere stati gli apripista di una società sbilanciata, un'Italia delle corporazioni, dei potentati. Oggi speriamo di diventare il simbolo di un Paese nuovo, privo di corporazioni e di diritti differenti solo per nascita e/o per censo e/o per fortuna, ma che il merito e le possibilità, le opportunità, siano uguali davvero per tutti. Vedere caso enac, o quanti "esodati" hanno lasciato prima per far assumere il figlio/a o quanti in Italia vorrebbero lasciare posti statali ai figli. Ma può crescere un Paese così? E si continua a vedere il "maligno" nella GDO?

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  43. vabbe', contino a leggere...diciamo...inesattezze, sorvolo su tutto perchè manca tempo e voglia, solo le seguenti domande:
    perchè la francia ha alzato il quorum?
    perchè il belgio vieta nuove aperture per alzare il quorum?
    perchè in inghilterra si è rimossa la legge delle 100 ore che consentiva le deroghe a quella del control of entryil tutto sempre al fine di evitare che aprissero troppe farmacie?
    mi fermo qua ma potrei continuare con tantissimi esempi, ma la logica è la stessa
    poi: perchè una farmacia tedesca deve percepire per un farmaco con la mutua una cifra tra il triplo e il quadruplo di una farmacia italiana?
    mi rifermo qui, io non dico che il ns sistema sia l'unico possibile, anzi: firmerei immediatamente per adottare (ma in toto!) uno qualsiasi dei sistemi di francia, inghilterra e germania, ma solfe che richiamano il medioevo per un sistema che ha una sua logica, che per carità può piacere o meno, e che ha logiche simili in moltissimi paesi avanzati francamente esaspera.

    faccio solo due quesiti ancora, così potrete fare un test autovalutativo delle vostre competenze nel settore dell'assetto farmaceutico territoriale: a)secondo voi i farmaci in italia sono cari rispetto alla media europea? b)se oggi ho una farmacia che guadagna 100, e domani ne ho due ciascuna quanto guadagnerà se avete sisposto a) si b) 50 fidatevi, non ve ne intendete. senza rancore LN

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    1. Antonella Puleo19 febbraio 2013 15:17

      Ti sei risposto da solo: non ci intendiamo di guadagni e di sostenibilità.... ci intendiamo di farmaci e quelli vogliamo dispensare. Ti abbiamo già risposto. Rileggiti le risposte. Senza rancore.

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  44. ps: mi scuso se il tono è a volte eccessivamente "secco" e quasi scortese, non è mia abitudine, ma dovete considerare l'esasperazione per la solfa della "casta" che aveva forse un senso negli anni 80 ma oggi veramente non ne ha più, e per il fatto che l'ipad non mi consente di rileggere e apportare correzioni se non con molta difficoltà, nonchè il fatto che ammetterete che leggere...imprecisioni....guarda caso a senso unico possa infastiire. cordialità LN

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    1. Casta, casta casta. Perché se ne deve vergognare? Vergognare no, ma neanche negare, la invito a leggersi da un buon vocabolario il significato di casta. In poche parole anche uno strato della popolazione che grazie a leggi civili si separa da altri strati sociali. Lei comunque dice molte inesattezze con l'aggravante di esserne consapevole, visto che è del settore. Soprattutto quando dice che sono le nostre le inesattezze. Quanto alla allusione che due farmacie non guadagnano quanto una ... parla di finanza "creativa" tipo Novi Ligure?(il faticoso lavoro di defustellare?). Ci spieghi meglio il concetto, credo che molti cittadini sarebbero interessati a saperne di più. Qui potrei sbagliarmi ma ci ho letto maliziosamente questo e sicuramente lei è un esperto in materia. Noi siamo fifferenti anche in questo, mi creda. Cordiali saluti.

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  45. Antonella Puleo19 febbraio 2013 15:29

    Oggi Michele Serra ha scritto:Chi è abituato al monologo, al minimo sentore di dialogo va in paranoia. Nava non è che non ti sappiamo rispondere.... semplicemente non ci sentiamo di dire le cose che vorresti sentire. Perchè altri Paesi alzano in quorum? Perchè continuano ad applicare una legge ingiusta. In Germania non mi risulta ci siano state tragedie o che il sistema farmaceutico non sia efficiente. Semplicemente son fate fatte delle scelte e "il mercato" si è autoregolamentato. Tu chiedi: perchè una farmacia tedesca deve percepire per un farmaco con la mutua una cifra tra il triplo e il quadruplo di una farmacia italiana? Per lo stesso motivo per cui in Germania un collaboratore guadagna il doppio rispetto agli schiavetti laureati d'Italia. Scelte.... Sarà che non ce ne intendiamo, ma non per questo avalliamo scelte che non condividiamo. Il tuo sistema ti sembra perfetto? Bene. Combatti per mantenerlo in piedi così com'è, ma lascia che chi lo vede imperfetto e ingiusto lotti per modificarlo. Non dire agli altri che non se ne intendono solo perchè stanno minando una tua posizione di rendita. Non ti fa onore. Collega.

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  46. Collega Puleo, Lei purtroppo continua a dire imprecisioni (sullo stipendio dei collaboratori tedeschi, confronti i "lordo tutto"), e la logicadella risposta sui quorum la lascio giudicare a chi legge. Bene, abbiamo capito che i governi di Francia, Belgio, Inghilterra e tanti altri sono cattivi e voi puri paladini della giustizia...ma qualche dubbio che ci siano delle logiche tecniche non vi sfiora, eh?

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  47. ps: onestamente io dico agli altri che non se ne intendono se scrivono (ripetutamente) cose sbagliate (occasionalmente oviamente capita anche a me, e il perseverare nell'errore che, sinceramente, irrita) LN

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  48. Incredibile davvero che ci sia ancora questo dibattito stucchevole collega Nava.Io e gli altri colleghi non siamo diversi da lei o dagli altri titolari di farmacia.Abbiamo fatto la stessa carriera di studi per essere chiamati farmacisti come lei che la farmacia ce l'ha!!!Si adegui al cambiamento.Si dice dalle mie parti...calati juncu ca passa la china.

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  49. Dicono che questo sistema va bene, che questo sistema funziona così e che così deve restare per garantire un buon servizio... salvo poi dire che se questo sistema li ha messi in ginocchio a causa dei ritardi nei pagamenti, del basso costo dei farmaci e bla bla bla e che farà chiudere tante farmacie se sarà liberalizzata la professione... la professione non i farmaci! Allora sto sistema funziona o non funziona? Ho capito che uno può metterci una vita a laurearsi e avere la farmacia perchè papi l'aveva o ha il portafoglio pieno... e questo soggetto è un buon professionista? Si aggiornerà davvero?!? E poi ci sono quelli che magari hanno dottorati e master ma non sono figli di nessuno e saranno a vita commessi sotto pagati al banco... scavalcati dalla moglie di, dal marito di, dal magazziniere e via dicendo! Come può il paziente essere tutelato da un farmacista che mai sarà invogliato ad aggiornarsi e a migliorarsi se l'unico, vero canale d'accesso alla titolarità resta il denaro o il papi farmacista? E se è vero come dite che la libera professione non è sostenibile economicamente è sostenibile che nel 2013 ci siano ancora queste disparità?!

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  50. Andrea G.
    Salve dottori, non faccio parte del vosto mondo ma, come tutti, sono un vostro cliente e vado spesso in queste parafarmacie e devo dire che trovo sempre competenza, preparazione e professionalità oltre a molta umanità...io per lavoro viaggio molto, lavoro per una grossa società che fa affari coi gioielli, quindi mi capita di essere oggi qui e domani lì..e mi è capitato di entrare in molte di queste parafarmacie..la sensazione è sempre stata la stessa che ho espresso poco sopra.... non capisco perchè io non possa scegliere dove acquistare le medicine.. in fondo le pago io... chi lavora in queste parafarmacie ha la laurea come chi lavora in farmacia..perchè lì poosso prendere un antibiotico e di là no? scusate se ho scritto sciocchezze ma io proprio non lo capisco.. buona serata.

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  51. Scusate nel mio commento precedente delle 17.36 non ho inserito il nome! Luigina Di Nardi

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  52. Francesca di Prima19 febbraio 2013 18:53

    Diceva un certo Voltaire........non la penso come te, ma, darei la vita per permetterti di dire quello che pensi! Parole antiche, ma alle quali si dovrebbe fare riferimento anche oggi.Purtroppo quando qualcuno non la pensa come te ecco che vengono giù strane parole, si appellano gli altri come incompententi, faziosi,imprecisi, (salvo poi dare la colpa di tali esternazioni al moderno ipad)e quant'altro. Cosa non si direbbe per difendere il proprio orticello! Qualsiasi tesi, facinorosa o meno, non cambia la sostanza che:
    1) i laureati in Farmacia hanno le stesse conoscenze e competenze;
    2) è il denaro che muove il mondo, anche, o forse soprattutto, il mondo della Farmacia;
    3) se un sistema è sbagliato si può cambiare;
    4) esistono sedi idonee a far valere i propri diritti se questi vengono negati;
    5) è di tutta evidenza che alla categoria dei titolari dispiaccia molto dividere il proprio reddito con altri di pari titoli e che questo sia l'unico motivo che li fa, per cosi dire, imbufalire dinanzi ai colleghi che la pensano diversamente.

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    1. Antonella Puleo19 febbraio 2013 19:19

      Francesca ti stimo....

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    2. o fate la rivoluzione o fate blà blà blà

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  53. Possibile che un laureato senza "pedigree" (azienda di famiglia o patrimoni milionari) non abbia possibilità professionali se non quella di fare il dipendente sottopagato (per titolo di studio, preparazione e responsabilità)? le facoltà di farmacie sono delle fucine che sfornano manodopera qualificata a basso costo...
    Dov'è la meritocrazia? e il diritto ad esercitare la libera professione dopo aver conseguito una laurea ed aver superato l'esame di stato?
    in nome di cosa? della tutela della salute? della sostenibilità del sistema? naahhh, per conservare dei privilegi, lo status quo dato da un'attività economicamente redditizia, quindi mantenere uno stile di vita superiore alla media.
    Che sia data la possibilità a chi si laurea di poter esercitare la professione per libera scelta e non perchè si deve seguire l'albero genealogico o sfruttando le finanze a disposizione

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  54. bah, scusate ma continuo a sentire (oltre i soliti luoghi comuni sulle prospettive dei giovani -ne conosco che hanno vinto i concorsi e altri che si sono caricati un mutuo- e imprecisioni slogan triti e ritriti.
    prendo atto che i governi di mezza europa sono in mano ai mafiosi e per questo hanno la balzana e criminale idea di contingentare il numero delle sedi....strano, eh?
    io cerco di dare dati e portare evidenze tecniche, al di là del mio interesse, ad esempio il valore delle farmacie sino a qualche anno fa ipertrofico al 200-250% del fatturato è oggi al 100-120%, la fine della "bolla" come titolare non mi fa comodo ma ammetto che questi valori fisiologici consentono al titolare di andare in pensione senza dover fare la fame (visto che ha solo la pensione enpaf di 500 euro) e a un giovane capace di ammortizzare l'acquisto; comunque è inutile sprecarsi più di tanto, perchè i farmacisti non avranno alcuna voce in capitolo sulla riforma, che verrà decisa o dalla politica o dalle sentenze di corte di giustizia europea e corte costituzionale (che sono ansioso di vedere). e tanto per la cronaca vi dico la mia, e magari vi sorprenderete di scoprire che sono più vicino all'on.Bersani di molti di voi: SE deve essere liberalizzazione, liberalizzazione totale sia! ben vengano i capitali e la gdo che almeno con la loro forza scremeranno i pochi farmacisti capaci e capitalizzati in grado di sopravvivere, molto meglio questo dell'iperparcellizzazione che con l'effetto moltiplicatore dei costi fissi ci farebbe fare la fine delle farmacie greche degli anni '80. Molti(ex titolari e tantissimi collaboratori)secondo me finiranno a rimpiangere a calde lacrime i 1'450X15 mensilità più i contributi per la pensione.
    se poi aveste ragione voi, e il superfrazionamento della distribuzione finale consentisse comunque ai farmacisti di continuare a lavorare con dignità e più liberi di prima, sia chiaro: ben venga! ma purtroppo i numeri del settore che, immodestamente, mi pregio di conoscere piuttosto bene, come li giro li giro non mi dicono questo, ma sarei lieto di sbaglaiarmi. LN ps: solo una preghiera, basta citare il sistema tedesco a pezzetti, vi prego, studiatevelo e poi ne riparliamo, io comunque firmerei DOMANI per uno qualunque tra i sistemi tedesco, inglese e francese (ma presi interi, eh? non il pezzetto di comodo), più europeista e liberista di così....

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    1. Luoghi comuni? è normale che passino quasi 20 anni tra un concorso ed un altro? è mai stata seguita la norma che prevede la revisione della pianta organica ogni 2 anni? che ci siano paesi da 7-8 mila con sede unica? Luoghi comuni? assegnazioni di farmacie in gestione provvisoria (qualcuna il 14 di agosto...) poi sanate? Farmacisti condannati per truffa, ai quali viene requisita la titolarità, ed al successivo concorso vincono una nuova sede (con una commissione compiacente, composta da compagni di merenda), luoghi comuni? farmacie in vendita a cifre spropositate e con una buona fetta da versare in nero? tutti luoghi comuni? ha ragione tutti slogan e luoghi comuni

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    2. Invece ituoi sono "luoghi" di abissale profondità vero?scendi a combattere per la pagnotta con il mondo contro poi ne riparliamo

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    3. risposto sotto. LN

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  55. @dr Serpi : quella sulle sanzioni se Bersani non avesse liberalizzato è l'ennesima sciocch...ehm...imprecisione: ma se tantissimi paesi UE hanno il contingentamento delle farmacie e il monopolio delle stesse sugli otc (Francia e Spagna per dire le prime due che mi vengono in mente) e non hanno mai avuto nessuna sanzione! È questo che rende il confronto impossibile: l'inventarsi le cose a beneficio delle proprie tesi.

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    1. Qual'è il quorum in Francia ed in Spagna? Inoltre non è sempre vero che ciò che si decide all'estero è giusto. Anche in Europa c'è la necessità di liberalizzare, la Germania è sicuramente apposto, altri Stati no. La sanzione da parte dell'Europa per l'Italia era pronta. Io non ho detto inesattezze, caro anonimo ... Abbia pazienza, non si nasconda. Altrimenti qui io dico bianco e lei replica nero. Ho già detto che chi continua su questa strada guarda il dito e non la luna che presto gli cadrà in testa. Vada oltre questi mediocri ragionamenti. infatti quello che lei mi contesta (dicendo una sciocchezza) era semplicemente una parentesi in un ragionamento a cui mi rendo conto lei non potrà mai arrivare. Pazienza. Me ne farò una ragione.

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    2. in Spagna 2'200 ma hanno il monopolio sull'otc, in Francia è stato porato a 4'500, in Germania niente quorum ma in proporzione alla popolazione hanno e laureano circa la metà dei farmacisti, in pratica contingentano a monte invece che a valle; le sanzioni non riguardavano la farmacia (come prova la situazione di francia e Spagna). Lei giudica soggettivamente "mediocri" i miei ragionamenti, io guidico oggettivamente (visto che scrive sfondoni a ripetizione) pessime le sue competenze in merito ai sitemi farmacutici territoriali. LN

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  56. Scusate, ovviamente sono sempre Luigi Nava

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  57. @ dr serpi, ogni volta che la rileggo noto una nuova perla che alla prima frettolosa lettura mi era sfuggita: davvero le devo spiegare perché la somma dei redditi moltiplicando le sedi per X diminuisce più della semplice suddivisione del reddito (cioè per usare parole sue "perché due farmacie non guadagnano come una)? Davvero sta messo così, non dico ad economia aziendale perché non è che io abbia particolari qualifiche in merito, ma almeno a logica? Senza offesa, ma veramente qualcuno "non se ne intende".... LN

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    1. Continua a guardare il dito ... E' per questo che l'Italia va male, è grazie agli intenditori da bar come lei. Può scrivere quello che vuole, ma resta ciò che è.

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  58. @anonimo "luoghi comuni": no, momento, già io non dico questo sistema sia perfetto, figuriamoci se non riconosco le sue storture dovute a cattiva applicazione; sui concorsi non espletati, assegnazioni "amicali", mancata revisione delle piante (ed altro) e relative sedi assurdamente bloccate siamo tutti d'accordo, ci mancherebbe! Peraltro problemi del genere non sono specifici del sistema farmacia ma del clientelismo e della corruzione del sistema Italia. Ma non erano questi gli argomenti dell'articolo di partenza e non è questo che io contesto. Si vuole cambiare il sistema farmacia Italia ? bene, ognuno porti avanti le sue tesi ma senza bugie ideologiche tipo che la pianta organica è un istituto medioevale sconosciuto nel resto d'Europa o che i prezzi dei farmaci in Italia sono alti, o che OGGI un farmacista titolare guadagni centinaia di migliaglia di euro perché queste sono balle e chi le racconta è incompetente o in malafede.Io non ho mai sostenuto che il ns sistema farmaceutico fosse l'unico possibile, ma so, numeri alla mano cosa è impossibile.Luigi Nava ('stavolta mi sono ricordato di firmare....)

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  59. Poi mi intrigano le assurdità logiche : il riferimento alla sentenza della corte costituzionale tedesca è veramente incomprensibile (a parte che, come detto, ma magari ci casca il sistema tedesco INTERO).....ma a voi risulta che 'stanotte ci hanno annesso e abbiamo adottato la costituzione tedesca? O sono ancora diverse? No, per sapere.....LN ps: comunque tra un paio di mesi avremo una (nuova, perché non è la prima) sentenza della NOSTRA C.costituzionale e ne prenderemo tutti serenamente, spero, atto, di qualunque segno sia.

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  60. Francesca Di Prima19 febbraio 2013 23:48

    è la prima sentenza quella che verrà dalla corte costituzionale e di conseguenza corregga l'imprecisione dato che ha sbagliato!!!!!! e cancelli la parola incompetente con la quale ha apostrofato qualche collega,e anche se comprendo che lei si senta superiore, se ne faccia una ragione, non lo è!!!!!

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    1. Le ho risposto sotto. LN

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    2. Comunque non considero incompetente chi sbaglia, altrimenti lo saremmo tutti; ma chi sbaglia ripetutamente.

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  61. dai dsai falla corta ...stai difendendo il giardino di casa e mi sta pure bene ....ma nn farlo sembrare uan cosa decente.

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  62. Un surreale dialogo tra anonimi; siamo al teatro dell'assurdo di Jonesco. Cari anonimi, perchè non la piantate, oppure vi firmate? Non si capisce niente. Anonimo ad anonimo,, risponde anonimo tre ma anonimo uno rivendica il diritto di dire la sua. Avete fatto di un serio articolo un pollaio dove non si capisce chi sia il gallo o le galline.

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    1. veramente io mi firmo sempre, seppure in calce e non in testa, è un vezzo,o meglio una pigrizia, le spiace? LN

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    2. bravo, benissimo!

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  63. @drssa Di Prima: le riporto un estratto della sentenza della C-Costituzionale del 2008 che fa riferimento ad anche un'altra precedente: "...infatti, il diritto alla salute, costituzionalmente riconosciuto dall'art. 32 della Costituzione, non comporta l'obbligo per il legislatore di rimuovere qualsivoglia condizione obiettiva all'istituzione di farmacie, al contrario ne legittima la programmazione allo scopo «di garantire la più ampia e razionale copertura di tutto il territorio nell'interesse della salute dei cittadini» (sentenza n. 4 del 1996, che – diversamente da quanto eccepito dal rimettente – ha già valutato la conformità della disposizione impugnata anche con riguardo all'art. 32 della Costituzione)".

    Solo per citare un esempio di sentenze passate della Corte Costituzionale. Drssa Di Prima, che io mi senta superiore o inferiore è irrilevante, ovviamente mi capita di sbagliare, in ogni caso quando me ne rendo conto lo ammetto e chiedo scusa, per cavalleria non pretendo le sue scusa ma almeno che ammetta l'errore. Luigi Nava

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    1. Caro dott. Nava, lei imperterrito continua a inserire commenti utilizzando sempre l'opzione anonimo, le viene così difficile usare "nome/URL" (che si trova appena un gradino sopra) per evitare questa baldoria di anonimi... che non è bello a vedersi?
      E ciò vale anche per tutti gli altri..., chi non è del vostro gruppo ha difficoltà a capire cosa dite e anche tra voi non sarà una cosa facile. Per favore...!

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    2. Francesca Di Prima20 febbraio 2013 18:28

      Caro dott.Nava leggo l'estrapolazione della sentenza da lei citata e vi leggo cosa del tutto diversa da ciò che lei afferma .......non so leggere forse? o non capisco, oppure viceversa lei non ha letto con attenzione la sentenza che cita....leggittimare la programmazione delle farmacie è una cosa, e lo scopo è non permettere che si svuotino i paesini, consentire alle parafarmacie con titolari farmacisti di vendere anche i farmaci di fascia C è un'altra cosa. Ne conviene? Giusto per non confondere chi legge.....Cordialità

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  64. e si parla sempre di denaro.
    Torniamo alle tre carte?
    Io vorrei capire come può essere tutelato un paziente se le sole vie d'accesso alla professione sono spessore del portafoglio e ereditarietà.
    vorrei capire cosa possa spingere un farmacista, al di là di rari casi di passione smodata verso la professione ad aggiornarsi continuamente se tanto non cambia nulla.
    Se è titolare o figlio di, può rimanere capra che tanto conserva sempre la farmacia
    Se non è titolare e non ha un portafoglio abbastanza spesso può essere il miglior farmacista d'Italia che resterà dipendente ad elemosinare la cotoletta con zero possibilità di carriera.
    E poi ci stupiamo dei casi di Novi Ligure..

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  65. se questi sono i farmacisti, poveri pazienti.

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  66. Vorrei ringraziare il collega dottor Nava perchè grazie ai suoi ragionamenti in difesa del proprio orticello sta rendendo un grande servigio alla causa scendendo quasi nel ridicolo agli occhi dell'opinione pubblica..
    Spieghi ad un suo paziente/cliente cosa differenzia lei farmacista da me farmacista.Poi gli faccia tutti i discorsi sulla sostenibilità del sistema...ma si ricordi che i cittadini non sono stupidi.Grazie collega per il tuo contributo.

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    1. se lo faccia spiegare dai governi di francia, spagna, belgio, inghilterra (legge del "control of entry" e rimozione della legge delle "100h"), etc... oppure se lo faccia spiegare dalla corte costituzionale nella sentenza che ho postato. se poi la corte cambierà orientamento (cosa asssolutamente possibile) ne prenderemo tutti atto. di ridcolo io ne ho letto tanto, ma non voglio più infierire. LN

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    2. Andata. Quindi ci mette la firma per il sistema Inglese di adesso? OK! E' Fatta!

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  67. La fretta mi impedisce di dedicare ulteriore tempo anche per capire come inserire il mio nome in testa al commento (d'altronde mica è colpa mia se esiste l'opzione "anonimo" e poi uno si firma in fondo), però non posso ignorare il cortese invito del sig. Gattuso, padrone di casa, e quindi abbandono la discussione. In definitiva dico solo che mi auguro di sbagliarmi (sono sincero!) e che abbiano ragione i colleghi di opinione diversa dalla mia, perchè se si rivelerà che un mercato farmaceutico come quello italiano può avere dei professionisti che vivono dignitosamente della loro professione e una rete di farmacie efficienti, il tutto pur senza contingentamento (guarda casa presente, in forme diverse, in moltissimi paesi con una struttura del mercato simile al ns) e ciascuno proporzionalmente alle proprie capacità, io non potrò che esserne felice, in quanto sono convinto che allora sarò tra quelli che andranno bene (magari invece sono solo uno stupido titolare viziato e presuntuoso e sarò il primo a fallire). Ma purtroppo le mie cognizioni del settore e delle esperienze estere mi dice che non funziona così. Ad maiora per tutti i farmacisti onesti e preparati, indipendentemente da dove operano, e scusate se a volte la fretta e l'esasperazione mi hanno fatto usare toni un po' sopra le righe. Luigi Nava

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    1. quante farmacie ha in famiglia, dr nava?

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  68. Non lasci la conversazione dottor Nava...argomentando le cose si crea un dibattito e questo è alla base delle democrazie.Ci dica invece che la salute(e di conseguenza la malattia..) sono democratiche ma invece la farmacia è aristocratica!!!Di unti dal signore ne abbiam piene le tasche,vorremo solo dignità per ciò che siamo,dei Farmacisti con la effe maiuscola tanto quanto lei.Se Federfarma e la Fofi non avessero adottato due pesi e due misure per i loro iscritti forse oggi ci sarebbero farmacisti collaboratori soddisfatti dal lavoro che svolgono presso terzi.Forse i farmacisti senza farmacia verrebbero trattati da professionisti sanitari e non da commessi.Forse se si revisionasse la obsoleta pianta organica...forse forse forse.Invece ora anzichè paventare l'insostenibilità del sistema laddove uscisse la fascia c anche nei supermercati perchè non si fa tabula rasa e si parte dal principio liberale e democratico di poter esercitare la libera professione al di fuori del SSN?Forse i medici non lo fanno già?E ci sono pregiudizi?Non mi sembra almeno tra i medici...ma i farmacisti si sa son altra cosa!!!

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    1. non posterò nuovi commenti ma per educazione risponderò a chi mi si rivolge direttamente e cortesemente, però evitando ogni accenno polemico e tesi di parte, altrimenti sarei solo subdolo nel dire che rispondo per educazione.
      a parte quella che mi pare l'ennesima inesattezza visto che le ricordo che Federfarma può annoverare per statuto tra i suoi iscritti solo Titolari, vorrei solo rettificare un'affermazione che Lei mi "mette in bocca":io non ritengo affatto che si arriverà per forza all'insostenibilità con la fascia C nei supermercati, anzi, come scritto sopra- evidentemente si è distratto, capita anche a me-considero molto peggio se dovesse essere liberalizzata solo per i farmacisti senza consentirla ai capitali; come dicevo sono più vicino io all'on.Bersani di molti di voi. senza rancore alcuno LN

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  69. Antonella Puleo20 febbraio 2013 12:08

    Quando mi sono iscritta alla Facoltà di Farmacia pensavo di dovermi occupare di farmacie e legislazione farmaceutica, ma non pensavo di dover fondare la mia professione e professionalità esclusivamente sul marketing, sulla sostenibilità dei sistemi economici, sulle statistiche e sulle rigorose leggi di mercato. Se avessi voluto occuparmi di economia avrei scelto la Facoltà di mio figlio Nicolò, appunto Economia. Ci perdoni Nava per la nostra più che comprensibile "ignoranza" più volte da lui ribadita, in materia di economia, ma noi ci occupiamo di farmaci ed l'unico obbligo che abbiamo nei confronti della società, che abbiamo scelto di servire quando abbiamo varcato la soglia della Facoltà di Farmacia. Benchè io sia una donna minuta e fragile, credo d'avere la forza di andare avanti e di combattere per me stessa, per i colleghi e per le future generazioni di Farmacisti. Così farò, ascoltando, non nego quasi con divertimento, i sempre più nervosi e irritati interventi di chi sino ad ora ha goduto di privilegi a noi negati. L'aggressività è sintomo di nervosismo e dire agli altri "non capite nulla" abortisce la voglia di dibattere e confrontarsi. Quanto al pentimento dei 1400 euro e delle 14 mensilità, le confesso "Sire" che non rimpiango nulla e da quando son fuggita a gambe levate dalla farmacia in cui lavoravo sono più forte, più motivata, persino più bella... guardi un pò. E son certa che salirò, salirò ancora, sino ad ottenere la cosa a cui tengo di più: la libertà. Ossequi.

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    1. non posterò nuovi commenti ma per educazione risponderò a chi mi si rivolge direttamente e cortesemente, però evitando ogni accenno polemico e tesi di parte, altrimenti sarei solo subdolo nel dire che rispondo per educazione. gentile collega Puleo, anche io preferisco di gran lunga la farmacologia e la parte tecnico-scientifico-clinica, tuttavia anche la farmacoeconomia e lo studio degli assetti di sistema sono parte della ns professione, e penso sia pacifico che, come scrivevo, oggi come oggi anche l'irsc di più alto livello non può dare un buon servizio senza bilanci in ordine. la mia aggressività (peraltro non credo poi eccessiva) è senz'altro sintomo di nervosismo, ma da stanchezza. io non dico che "non capiate nulla", ma se scrivete diverse "inesattezze" (pianta organica in europa, sentenze c. costituzionale, etc...)sono costretto, per pignoleria genetica da farmacista, a rilevarle. senza alcun rancore LN

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    2. ps: le mensilità del contratto dei farmacisti sono 15, a proposito di inesattezze LN

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    3. Antonella Puleo20 febbraio 2013 15:21

      lo so bene... ricevevo infatti la tredicesima a Pasqua e la quattordicesima a Natale.... qui è una mia inesattezza vera, forse perchè poco avvezza a ricevere ciò che mi spettava.

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    4. Antonella Puleo20 febbraio 2013 15:30

      infatti la titolare della farmacia dove lavoravo, al cui banco stavano i fratelli (RISPETTIVAMENTE PANETTIERE E RAGIONIERE PROMOSSI SUL POSTO A FARMACISTI), poveretta si dimenticava le nostre buste paga nel cassetto per settimane, pensando che fossimo amebe e che ci nutrissimo di aria fritta. Ottenere lo stipendio era ogni santo mese una impresa ardua, poichè c'era sempre una scusa pronta: il mutuo della quarta casa al mare, l'assicurazione del parco macchine (Ferrari inclusa e non scherzo) .... hai Dr. Nava... quante cose ignora lei della sua categoria e quante cose vorrebbe che noi digerissimo... Non si impunti sulle cosucce ma faccia un serio esame di coscienza sulla categoria... E mi creda, il mio caso non è isolato...

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    5. Su questo (e conoscendo alcuni titolari buiaccari non ho motivo di non crederle, anche se vedo altrettanto colpevoli i sindacati che non fanno il loro lavoro) ha tutte le ragioni e, per quel che vale, la mia solidarietà. Ma io credevo parlassimo di sistemi, non di persone. LN

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    6. Antonella Puleo20 febbraio 2013 15:43

      A me piace molto parlare ANCHE di persone, perchè i sistemi son fatti dalle persone, per le persone. I sistemi non sono concetti astratti. Francamente a volte ho qualche difficoltà a seguirla. Sarà perchè sono femmina e male mi amalgamo col freddo e algido ragionamento a cui le vuol portare, ignorando che le nostre istanze, come quelle che portarono la Germania a cambiare le regole, son frutto di bisogni di persone.

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    7. Ci sono farmacisti titolari che fanno chiudere parafrmacie per non avere concorrenza.

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  70. E Antonella non sei sola a continuare a lottare...prendendo in prestito una bellissima metafora di questi giorni posso dire che una smacchiatina al giaguaro gliela daremo ;-)

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  71. se mai avrà un attività sua si trovi un commercialista bravo e paziente, dr. Serpi. ne avrà bisogno.

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  72. continuate cosi che riceverete in premio una fornitura di pannoloni.

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  73. @ sig. Gattuso : visto che dovevo rispondere alla dr.ssa Puleo ma non volevo essere scortese verso una richiesta del "padrone di casa" ho provato a inserire il nome, ma credo il sito non sia ottimizzato per Apple e quindi tramite iPad non riesco
    @ dr.ssa Puleo: sono costretto a postare ( ma moralmente non è un nuovo post) perché l'ipad non recepisce la funzione "rispondi" di questo sito: quello che voglio dire è che possiamo fare le regole più belle e giuste del mondo, ma se poi la gente è disonesta e non le segue non servono a nulla. Quindi a me dispiace che lei abbia avuto esperienze con colleghi di così bassa statura morale, ma questo attiene ai comportamenti, che possono essere diffusi o meno, dei singoli, in nessuna norma del sistema farmaceutico sono autorizzati gli abusi che lei descrive, quindi è un problema di persone e non di regole. Ora posso capire il ragionamento secondo cui certe regole hanno portato a situazioni chiuse che facilitano tali abusi nonché possono metter persone veramente inadeguate in posti di responsabilità , e questo lo rispetto, io stesso ho spesso detto che una liberalizzazione (poiché nullavè tutto male e nulla è tutto bene) se non altro potrebbe liberare la professione da gente che ha ottenuto il titolo a calci senza nessuna vocazione solo al fine di tenere il titolo in famiglia, persone che non fanno il bene dei cittadini, della professione e, in ultima analisi, forse neanche di loro stessi.Su tutto ciò non ho problemi a concordare, ma la negazione del senso originario e dell'utilità attuale delle regole che ci sono
    , e che per carità si possono cambiare, o peggio ancora la descrizione di situazioni non reali e la negazione di problemi concreti (esistenza del contingentamento in altri paesi, prezzi dei farmaci, ipotesi di margini a dir poco ottimistici rispetto alla realtà , confronti con altre professioni che non hanno alcuna attinenza, effetto moltiplicatore dei costi fissi sulle sedi farmaceutiche convenzionate o meno, etc...) non aiuta a individuare i cambiamenti più razionali ed equilibrati (non che nessuno, e tantomeno i politici, chiederà la mia o la sua opinione, peraltro). L'impressione è che molti colleghi credano, lo dico senza offesa, che sia un po' un film dove ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall'altra, e che bastera' il "liberi tutti" per far trionfare la giustizia e la meritocrazia; purtroppo le cose sono un tantinello più complesse.Cordialmente LN

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  74. Francesca Di Prima20 febbraio 2013 18:36

    Caro dott.Nava leggo l'estrapolazione della sentenza da lei citata e vi leggo cosa del tutto diversa da ciò che lei afferma .......non so leggere forse? o non capisco, oppure viceversa lei non ha letto con attenzione la sentenza che cita....leggittimare la programmazione delle farmacie è una cosa, e lo scopo è non permettere che si svuotino i paesini, consentire alle parafarmacie con titolari farmacisti di vendere anche i farmaci di fascia C è un'altra cosa. Ne conviene? Giusto per non confondere chi legge.....Cordialità

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    1. Ribadisco che non sarà la prima volta che la C.Costituzionale (così come la C. Di Giustizia UE) si esprime sull'assetto farmaceutico, e sinora (e sottolineo "sinora", gli orientamenti giurisprudenziali possono cambiare, per carità ) sempre a favore della programmazione delle farmacie sul territorio, e quindi della pianta organica. Certo se vuole giocare sul fatto che si tratta di parafarmacie e non di pianificazione di farmacie faccia pure (anche se a me il nesso pare evidente, uscita la fascia C glielo dice lei ai colleghi con sedi -non poche- da meno di 1000-1500 abitanti senza flussi turistici, per non parlare di quelle da meno, che devono restare li è non aprirsii una bella FNC magari anche in un posto più comodo?) ma non siete voi che insistete tanto sulla denominazione FARMACIA non convenzionata? Comunque prima, terza o ventesima tanto conterà solo l'ultima, attendiamola tutti serenamente. LN

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    2. Francesca Di Prima20 febbraio 2013 19:15

      la prego dottore......offende la mia intelligenza con queste ridicole affermazioni. Io l'ho smentita sulle sue affermazioni che la corte costituzionale si sia mai pronunciata sinora sulla fascia C e lei se ne esce con questi giochetti......crede che in titolari di parafarmacia siano degli analfabeti? si legge benissimo ciò che cita nella sentenza ed è ben altra cosa....se poi vuole continuare a dire che il sistema non è sostenibile ( per i titolari ovviamente) possiamo trovarci d'accordo, ma, io aggiungo, che chi è più capace nel libero mercato non perderà nulla, chi è meno capace sono affari suoi. Con questo non significa che io sia più capace di lei, magari sono una capra in economia, ma un diritto è un diritto, e non può essere negato solo perchè qualcun'altro che finora ha goduto di benefici non vuole perderli. Sono molto serena e fiduciosa nella giustizia e le sentenze sono abiutuata a rispettarle. Vedremo come lei ben sa in tempi brevi chi avrà riconosciuto il proprio diritto, la casta o gli intrusi......ad maiora!

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    3. Guardi che io intendevo una pronuncia della corte costituzionale sull'assetto farmaceutico in generale. D'altronde le parafarmacie esistono da appena sei anni e mediamente per avere una sentenza in C.costituzionale c'è ne vogliono cinque! Adesso, per favore, non pretenda di decidere quello che IO voglio dire, oltretutto le parafarmacie non le avevo neanche nominate! Luigi Nava

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    4. Che poi scusi, ma che mi doveva importare di sostenere che vi erano già state sentenze sulle para (ribadisco cosa pure molto difficile per limiti temporali) quando ho premesso che gli orientamenti giurisprudenziali possono comunque cambiare e che tanto conta solo l"ultima"? A volte mi pare si cerchi la polemica anche dove non ce ne sarebbe motivo alcuno...LN

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  75. Di Prima Francesca20 febbraio 2013 18:50

    volendo continuare a smentire che in Europa solo la Germania ha un mercato più libero, riporto l'autorevole rivista di categoria "Punto Effe" dove è evidenziata la situazione in Europa, cosi, giusto per non citare cose a casaccio, ma perchè tutti possano vedere quale è la realtà europea. Digitate il link sottostante.Non credo ci sia altro da ggiungere.
    http://www.puntoeffe.it/rivista/2011/15/4-5-6%20parliamone.pdf

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    1. È piuttosto esatto, come si vede dei cinque maggiori paesi 3 hanno il numero chiuso, due no. Ma quella è solo una tabellina riepilogativa, non un'analisi. Dei due che non contingentano uno (UK) è composto di quattro nazioni (Ulster, Inghilterra, Scozia e Galles) il più importante dei quali sotto tutti i punti di vista è ovviamente l'Inghilterra , qui vige il "control of entry" che non consente aperture a piacere con il risultato di un quorum molto più alto del ns; confesso di non sapere nulla di Scozia, Galles e ulster. Solo per amor di precisione e onesta' intellettuale aggiungo una nota, ma di segno opposto, sempre a correzione della tabella da Lei linkata: la regione autonoma spagnola della Navarra ha abolito la pianta organica. Se poi vogliamo parlare della Germania occorre dire che con un rigoroso controllo delle immatricolazioni loro laureano, in proporzione alla popolazione, la metà (circa) dei ns farmacisti e hanno molti meno farmacisti di noi pur avendo il 30% di popolazione in più , in pratica hanno semplicemente spostato il contingentamento da valle a monte del percorso universitario (e infatti ho già detto che il sistema tedesco va benissimo).Il contingentamento (a monte o a valle) è peraltro solo un aspetto del problema faccio, un esempio: se potessimo avere i margini tedeschi, o i servizi retribuiti uk o i nuovi francesi, se si abolisse la diretta, se si introducesse la figura dei techs come in uk, Francia e Germania, si potrebbero certamente allargare moltissimo le maglie del contingentamento senza grossi traumi. SE. Luigi Nava

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    2. Ah, dr.ssa Di Prima, visto che considera (giustamente) puntoeffe così autorevole (parole sue) linki ai colleghi lo studio della su detta rivista sulle conseguenze dell'aumento del 30% delle sedi (era un allegato apposito al numero mi pare del 2/2012). Magari può essere utile a qualcuno un pochino troppo idealista. LN

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    3. Antonella Puleo20 febbraio 2013 19:22

      Lettura interessante Franci.... Hai ragione mia cara amica, nient'altro da aggiungere.... evidentemente le fonti da cui trae spunto il collega Nava sono più autorevoli. Mi sembra un po come quando Berlusconi fa vedere i suoi sondaggi... non combaciano mai con quelli degli altri. Chissaperchèmaisuccede....

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    4. Risposto assieme alla dr.ssa Puleo. LN

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    5. volevo dire "alla dr.ssa Di Prima". LN

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    6. Che poi rileggendo non ho capito quale affermazione verrebbe smentita secondo la collega Di Prima...mah....LN

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  76. Francesca Di Prima20 febbraio 2013 19:22

    le conseguenze sono problematiche per chi perderà i fatturati di cui fino adesso ha goduto, non per chi ancora non li ha quei fatturati e vorrebbe averli.....giusto dottore? lo posti lei il link io ho già postato quello che ho ritenuto dovesse essere posto all'attenzione dei lettori di questo blog. Cordialità

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    1. @ Di Prima: ma chè qualche centinaio o forse due-tremila, non so, titolari di para nell'immediato di possano guadagnarci qualcosa non credo sia in dubbio (io mediamente non li vedo bene comunque sul medio termine, ma riconosco che la loro situazione al momento è mediamente osì precaria che probabilmente mi muoverei anche io così ).. Bisogna vedere che prezzo pagheranno il servizio farmaceutico (non chiedete i di spiegare il perchè: troppo lungo) e tanti colleghi che non possono/non vogliono mettersii in proprio
      @drssa Puleo: onestamente un commento gratuito e ingiusto, i dati corrispondono, tanto che li ho integrati nella mia risposta.

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    2. come al solito non mi sono ricordato di firmare la soprastante risposta per le colleghe. Luigi Nava

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    3. Bravo! Come vede, con un pizzico di buona volontà, finalmente è riuscito a commentare con nome e cognome.
      Meglio tardi che mai. Ma spero che il suo esempio venga imitati dagli altri colleghi. Sempre buon lavoro.

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    4. perchè oggi non sono sull'ipad, con il quale proprio non si riusciva.

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    5. il collega ha ragione

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  77. dottor Nava mi dica cosa pensa delle posizioni liberiste della senatrice Simona Vicari che si è palesemente dichiarata paladina di federfarma e mi parli dell'imparzialità del presidente Mandelli che rappresentando tutti i farmacisti d'Italia si candida con quel partito di cui fa parte anche la senatrice Vicari e che da sempre tutela solo i titolari di farmacia ma si continua dopo quasi 20 anni a millantare il partito delle libertà...parola di cui ci si riempie tanto la bocca.Mi dica sinceramente cosa ne pensa collega.Anche questo potrà servire ai lettori del blog per capire meglio come stanno le cose..

    http://quellichelafarmacia.com/11711/liberalizzazione-farmacie-simona-vicari-pdl-giu-le-mani-dalle-farmacie/#.USZAYx002Tw

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  78. Non conoscevo la senatrice (seguo i politici meno che posso), ma perché, voi sareste contrari a porre fine allo scempio della distribuzione diretta? Come cittadini avreste da guadagnarci (sappiamo tutti che la farmaceutica ospedaliera, a differenza della territoriale, è un buco nero e la diretta il buco nero del buco nero, molte asl non forniscono neanche i dati!); e anche come farmacisti (sia che si sia titolari di farma, questi ovviamente per primi, ma anche collaboratori o titolari di para, questi specialmente in prospettiva) credo che sarebbe giusto e vantaggioso. Un po' come il discorso del l'onorario, è poco lungimirante non capire che un onorario di due euro scarsi a pezzo contro gli otto della Germania è negativo per tutti i farmacisti, chi più chi meno, chi in prospettiva chi subito. Per quanto riguarda mandelli credo si dovrebbe dimettere ma non per conflitto di interessi ma perché mi pare cialtronesco tenere due diversi incarichi elettivi: si tradisce la fiducia di chi devi rappresentare con il max del l'impegno .Luigi Nava

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    1. Poi per carità , non conosco ne dettaglio la posizione della senatrice, ma , liitandomi alle frasi che leggo sul link, ma in linea di principio siete contrari quando dice di voler sottrarre il farmaco a logiche mercantili"? Certo è chiaro che si tratta di un politico vicino a federfarma, e qui trovo giusto che la avversiate su alcuni punti che io posso sostenere, ma questo è normale, ognuno fa i suoi interessi (o quelli che crede tali...) anche voi avete (o credete di avere) i vostri referenti politici, e ben più importanti di una se misconosciuta senatrice, fa parte del normale corso delle cose, credo... LN

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  79. in definiiva TUTTO QUELLO CHE VOLEVO DIRE ERANO SOLO DUE COSE:
    A. il contingentamento delle farmacie non si può dire sia un privilegio medioevale sopravvissuto solo in Italia in quanto adottatto da molti paesi europei, importanti ed avanzati; questo perchè risponde a delle logiche tecniche e ha un suo preciso senso e utilità; ciò detto non mi sogno affatto di dire che sia l'unico sistema possibile per organizzare la rete territoriale.
    B. se voglio cambiare il sistema (perchè non mi piace ideologicamente, perchè lo trovo non più attuale, o per mille altri motivi tutti, quale più quale meno, legittimi) e voglio la libera apertura (contro la quale io non ho nulla in contrario in linea di principio) sarà il caso di studiare un attimo come inserire questo elemento nel mio sistema prima di andare allo sbaraglio (se mi piace tanto un pezzo di un'altra macchina, dovrò un secondo studiarmi se e come compatibile con la mia prima di montarlo e nel caso apportare qualche modifica al pezzo o alla macchina prima di rompere qualcosa, no? allora forse il prendere il pezzetto del modello tedesco "libera apertura" e sbatterlo dall'oggi al domani in Italia ignorando che le farmacie tedesche hanno un margine a pezzo quattro volte in nostro e un numero di laureati che è la metà circa in proporzione alla pololazione non mi pare il massimo del raziocinio).

    Credo nessuno possa dire che il punto A sia falso e il B irragionevole; il ministro inglese che qualche hanno fa volle riformare il sistema delle farmacie prima fece redigere un "libro bianco" da tecnici del settore, lavoro durato oltre un anno, e dopo con le idee chiare prese una decisione, qui i professori si presentarono con l'uscita della fascia C poi trasformata in diminuzione del quorum senza aver mai,ci scommetto, visto un bilancio di una media farmacia urbana o una dcr in vita loro o avere idea di quale impatto ciò avrebbe avuto nella dislocazione delle sedi e sugli standard di assortimento o di servizio. Grazie. LN

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  80. bisogna azzerare la casta dei farmacisti e di tutte le caste protette dalla cattiva politica, punto e basta. la parola agli elettori.

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  81. Buonasera, sono un laureando in farmacia e leggendo l'articolo della dott.ssa Puleo ho avuto un "déjà vu": quelle parole ero sicuro di averle già sentite! Così corro a prendere il libro di legislazione farmaceutica (Marchetti-Minghetti)dal quale evidentemente anche l'autrice dell'articolo ha studiato e vedo che a pagina 146, come ben ricordavo, dopo le parole "...La farmacia si configurava come un bene patrimoniale privato e, come tale, liberamente trasferibile a chiunque, anche non farmacisti; poteva essere aperta senza vincoli e limitazioni territoriali, con il solo obbligo della direzione responsabile di un farmacista, non necessariamente titolare o proprietario della medesima", correttamente riportate dalla dottoressa, il testo prosegue con:" Questo ordinamento portò a inconvenienti notevoli e incompatibili con l'interesse della collettività, poiché determinò, fra l'altro: il concentramento degli esercizi farmaceutici nelle zone commercialmente più remunerative, con il totale abbandono delle altre, specialmente le rurali; la gestione su basi puramente commerciali di un servizio che pur rimaneva di pubblica necessità, anche se affidato a privati..."
    Tengo a precisare che non è mia intenzione sminuire l'autrice dell'articolo, ma ho ritenuto opportuno riportare l'intero testo in modo tale che ognuno possa farsi un'idea in merito a partire da una fonte completa ed obiettiva, nella fattispecie un testo universitario.

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  82. Tra l'altro la citazione letterale di un testo sottoposto (suppongo) a copyright, oltre che essere sicuramente non corretto da un punto di vista morale se non se ne cita l'autore e addirittura ci si firma in calce facendosi passare per artefici del testo intero, potrebbe (notate il condizionale, non sono un avvocato) avere profili legalmente rilevanti; questo peraltro non ho difficoltà ad ammettere che non c'entra con il "succo della discussione" ma lo faccio notare consigliando ad autore e amministratori di valutare se modificarlo almeno nella forma o rimuoverlo. Luigi Nava

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    1. Ovviamente sempre che Diego ci dia informazioni corrette. LN

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  83. Il libro è "Legislazione farmaceutica" sesta edizione. Autori: Paola Minghetti, Marcello Marchetti
    Casa Editrice Ambrosiana

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    1. Non dubitavo. Solo non mi pareva equanime prendere in automatico e pubblicamente per buona una notizia che, sia pur in modo indiretto, non faceva onore a una collega con cui avevo precedetemente polemizzato.

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  84. Antonella Puleo24 febbraio 2013 12:54

    Carissimo collega Nava, in vita mia mi sono imbattuta in ogni sorta di gente, ma mai come in questo contesto ho potuto assaporare il nulla condito col niente. Ma come ti permetti di accusarmi di plagio??? Come ti permetti di dire che io ho finto di scrivere di mio pugno tutto ciò che hai letto? E te ne sei accorto solo adesso che la prima parte della mia lettera era l'esatta citazione degli eventi storici che si son susseguiti nel tempo e che è carne viva della legislazione farmaceutica che persino uno studente conosce? Evidentemente non hai mai aperto il testo da cui è tratta nè lo conoscevi. E' ovvio che il susseguirsi di eventi è tratto da un testo storico. La tua lamentela è sterile e inutile, poichè avrebbe un senso se ciò che ho citato fosse falso e inesatto per date ed eventi. Completo il senso di disgusto leggendo e riportando la tua affermazione: "Tra l'altro la citazione letterale di un testo sottoposto (suppongo) a copyright, oltre che essere sicuramente non corretto da un punto di vista morale se non se ne cita l'autore e addirittura ci si firma in calce facendosi passare per artefici del testo intero, potrebbe (notate il condizionale, non sono un avvocato) avere profili legalmente rilevanti"....... Ti ha disturbato il mio articolo vero? Non avendo più argomenti per controbattere ti affidi all'effimero e inutile tentativo di screditarmi. E' la seconda parte dell'articolo che dovrebbe suscitare in te interesse... la prima, visto che sei un laureato in Farmacia, dovresti conoscerla e RICONOSCERLA ad una prima lettura .... L'articolo è ben scritto ed ineccepibile. Fattene una ragione. Nessuno ha rubato nulla o detto che i riferimenti storici erano di mio pugno... Io mi vergogno per ciò che ho letto... e tu?

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  85. Antonella Puleo24 febbraio 2013 13:01

    ......potrebbe (notate il condizionale, non sono un avvocato) avere profili legalmente rilevanti"....... Vergogna vergogna vergogna vergogna e rivergogna.......

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    1. Dott.ssa Puleo, vorrei farLe notare che quando si riporta un fatto storico è indispensabile inserirlo in un opportuno contesto, onde consentire a chi ascolta o legge di costruire nella propria mente quella catena di cause ed effetti che ne consentono la piena comprensione. Pertanto, così come ha fatto per la Riforma Crispi, giustificata dalla mancanza di una legislazione uniforme, sarebbe stato corretto da parte sua non omettere quel periodo che ho riportato nel mio commento e che rappresenta la logica spiegazione dei motivi che spinsero i legislatori a varare Riforma Giolitti. Certo, in questo caso il suo articolo avrebbe perso il suo scopo, ma se alla storia togliamo il nesso causa-effetto otteniamo solo un fantastico racconto.

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    2. Antonella Puleo24 febbraio 2013 14:45

      La riforma Giolitti ha aggravato la questione e i legislatori che legiferarono a tal proposito hanno comunque dato vita ad una legge ingiusta contro la quale stiamo lottando. Lo scopo del mio articolo è far comprendere come le leggi ingiuste, a prescindere dal motivo per cui son state poste in essere, vanno cambiate. E' come se i detrattori della legge sul divorzio asserissero all'epoca che il matrimonio si fondava su una legge giusta e su principi e dettami di carattere etico e religioso e che quindi era impensabile che venisse cambiata. Che discorso è???? Che ce ne frega delle motivazioni vecchie di secoli? Un'ingiustizia è un'ingiustizia e va riparata, sempre. I vostri tentativi di smontare la questione sono falliti. L'impianto accusatorio della legge regge ed esiste. Il fantastico racconto presto diverrà realtà.... Mio caro laureando (che tanto laureando non sembra)..... è su questo che si basa lo sfascio del paese in cui viviamo. Tenere in vita leggi ingiuste adducendo scuse inutili e dando loro corposità solo perchè 50 anni prima, in un mondo ben diverso da quello in cui viviamo, qualcuno, in base a quelle esigenze, ha legiferato di conseguenza. Grazie a chi non ci sta oggi abbiamo l'aborto, il divorzio e tante altre conquiste che gente come voi ostacola in nome di una validità storica di dogmi desueti e anacronistici, di indubbia utilità per chi gode di privilegi e di ben altra natura per chi è tagliato fuori dai sacrosanti diritti. Io alla storia non ho tolto nessun nesso causa-effetto. E' la storia che toglierà a chi non vuol rinunciare a privilegi, retaggio di leggi comode, ciò che è stato loro ingiustamente concesso. Anche il suo tentativo, mio caro "studente"...... è fallito miseramente.

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    3. Antonella Puleo24 febbraio 2013 14:59

      State volutamente trascurando la SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO, quella scomoda.... quella che volutamente non citate... e cioè che in altre parti d'Europa una legge simile alla nostra è stata cambiata. Il mio articolo ora regge??? Regge meglio se vi sforzate di vederlo in toto?? Concludo e dico CONCLUDO dicendo che vi fa solo rabbia che qualcuno esplicitamente metta in discussione una legge che sino ad ora ha difeso gli interessi di pochi. Accusare gli altri di "disonestà intellettuale" non servirà a convincere la gente che i privilegi restano privilegi e vanno aboliti. Ho concluso e non replico più e sottolineo che il mio articolo è eccellente. FATEVENE UNA RAGIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    4. Preg.ma dott.ssa Puleo, anch'io intendo concludere la discussione e sorvolando sulle sue illazioni circa il mio curriculum universitario le faccio notare che qui non si tratta di mantenere in vita leggi obsolete, nè dogmi religiosi e che nel momento in cui afferma che la pianta organica vada abolita "a prescindere dal motivo per cui è stata posta in essere" dimostra che se nei piccoli centri e nei quartieri più poveri non vi fossero farmacie a lei non importerebbe nulla, essendo stata proprio questa la necessità che ne ha determinato l'introduzione, come afferma il testo dal quale lei stessa ha preso spunto. Riguardo al resto dell'articolo, una volta riconosciuta l'importanza basilare della pianta organica come strumento di tutela della salute di TUTTI i cittadini va da sé che la sua presenza nel nostro ordinamento risulta indispensabile. La invito inoltre a non prendere il mio parere come un attacco personale e ad essere più rispettosa dei suoi interlocutori e delle loro idee come io rispetto il suo punto di vista.

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  86. Antonella Puleo24 febbraio 2013 13:29

    Ho impiegato settimane per tradurre dal tedesco il testo originale della sentenza della Corte Costituzionale tedesca e ho fatto di tutto per riportare date ed eventi di una precisione inconfutabile e tu butti fango sul mio lavoro adducendo scuse risibili sul fatto che non ho citato la fonte della parte iniziale del mio scritto. Chi mi conosce e mi segue da anni sa che scrivo da Dio, che ho idee mie e le pongo in essere con la facilità con cui tu bevi un sorso d'acqua. Le tue affermazioni non potranno mai scridate il mio lavoro. Un consiglio Nava.... digita il mio nome su Google e scoprirai un mondo a te sconosciuto. I miei articoli vengono pubblicati da anni e hanno fatto rumore e incoraggiato i miei colleghi a condurre una battaglia che tu non potrai svilire con nessun mezzo. Ti piacerebbe che l'articolo fosse rimosso??? Potrebbe pure accadere, ma non servirebbe a rimuovere l'interesse che ha suscitato.

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  87. Illustre dottsa Puleo: tanti anni fa ho fatto il medico condotto di linosa dove non esisteva la farmacia, perciò cumulavo su di me anche tale carica . Da ciò si evince che il medico può espletare il ruolo di farmacista ma non il contrario. Dico ciò perchè ho letto una sua affermazione dove lei asserisce che la ricetta medica è un pezzo di carta dove sta scritto PR o R (prendi o recipe). Trascurando il fatto che il medico per scrivere tale pezzo di carta è sottoposto ad un lungo iter di studi, e che dietro la ricetta c'è un atto medico, come la visita, la diagnosi e la presa in cura del paziente con conseguenti grandi responsabilità. Al contrario oggi non risulta che i farmacisti abbiano grandi laboratori per la preparazione di medicamenti galenici magistrali. Oggi per lo più il farmacista è un commerciante protetto, da convenzione asp, dispensatore di farmaci industriali, Invece che professionista "speziale" di una volta. Spesso al banco della farmacia troviamo un tirocinante o un fattorino-magazziniere. Sono d'accordo con la liberalizzazione delle farmacie e che si abolisca al più presto l'assurdo privilegio della convenzione asp, ovvero soldi pubblici, dati in eredità anche a nipoti lontani ed acquisiti del farmacista deceduto, i quali poi monetizzano vendendo la convenzione pubblica milioni di euro. Sarebbe come se il medico di famiglia potesse trasmettere la propria convenzione con il SSN ai propri eredi. Dopo questa precisazione per amore di verità, le faccio i complimenti per il dibattito da lei suscitato. Vedo che lei traduce dal tedesco se crede posso esserle d'aiuto. Cordiali saluti.

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  88. @drssa Puleo: A)prendere uno scritto, enuclearne un ampia parte, inserirlo in un proprio elaborato senza citare in alcun modo la fonte, firmare il tutto in calce a me non pare il massimo, poi faccia lei.B) io per primo ho detto che il fatto era comunque irrilevante nel succo della polemica e suggerivo (pensi un po' , davo un consiglio che mi pareva di ragionevolezza e con tutti i condizionali del caso) di rimuoverlo O MODIFICARLO; quindi le sue accuse mi appaiono insensate C) il dirsi che "scrivo da dio" (nientemeno?) da sola è comico
    @dr Vullo: in determinati casi il medico può gestire un più o meno piccolo assortimento di farmaci, ma anche un farmacista in determinati casi può dispensare un farmaco con obbligo di prescrizione senza la stessa, ma questo non abilita il primo alla professione del secondo ne viceversa); se non sbaglio ai tempi dello scandalo doping un medico dello staff della Juventus fu condannato anche per esercizio abusivo della professione di farmacista. Luigi Nava

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  89. @dr Vullo: ah, io non mi ritengo un commerciante (anche se ammetto che i peggiori colleghi ci vanno vicini) come non ritengo i mmg degli scribacchini-impiegati (anche se i peggiori ci vanno vicini). Che si trovino garzoni a volte a dare i farmaci è disdicevole come che a volte si trovino le segretarie a scrivere le ricette. Sul resto sorvolò. Luigi Nava

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  90. Un'ampia ....malefico ipad! LN

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  91. Antonella Puleo24 febbraio 2013 17:30

    C'hai provato e hai toppato. Che rimuovi?? le centinaia di commenti e l'interesse suscitato??? Che brutta bestia l'invidia. E se hai pazienza te ne scrivo una ancora più bella, ma tanto tanto bella. Appena è pronta te la metto qui. Stavolta Nava, anche se faccio una citazione ti metto una bibliografia che per leggerla tutta rischierai di perdere di vista il focus del discorso, che tanto s'è capito che a te non interessa. Interessa solo impedire alla gente di smontare il tuo bel castello dirondirodirondello....

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  92. Antonella Puleo24 febbraio 2013 17:31

    e confermo: scrivo da Dio.... :-)

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    1. Antonella Puleo24 febbraio 2013 17:36

      Hai trovato pane (duro) per i tuoi denti. Fattene una ragione. Io mollo solo se schiatto e per fortuna, finalmente, godo di ottima salute. A proposito..... buon voto.... che Dio ve la mandi buona.

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    2. Dottore' , guardi potrei pure farmi prendere dalla polemica e alzare i toni come fa lei, ma non è da me specialmente nei confronti di una signora prima che di una collega. Ribadisco: ho detto io per primo che la copiatura non modificava i termini del ns confronto e proprio per questo suggerivo, o,tre tutto infarcendo il consiglio di condizionali relativi alla reale necessità di farlo, di eliminare quella parte O MODIFICARLA (proprio perché era solo la parte di inquadramento storico, non certo il cuore dell'elaborato). Ma perchè si vuol vedere polemica anche dove non ve ne è? Non ha mica ammazzato nessuno, ciò detto se pretende che io concordi che prendere uno scritto, copiarlo, inserirlo in un proprio scritto e firmare commendevole pretende troppo, se poi aggiunge che io mi sarei dovuto ricordare a memoria un passaggio di un testo studiato 15 anni (senza contare che questo blog non è frequentato solo da farmacist)i e che quindi non si necessitava citazione....che posso di'? Luigi Nava ps: per quanto riguarda come scrive ognuno ha i suoi gusti letterari, scusi, ora vado a finire Anna Karenina che non avevo mai letto, lei intanto butti giù qualcosa che poi magari faccio un confronto. LN

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    3. Ma tanto per curiosità : sui punti A e B di cui dicevo prima di questo inciso letterario, concorda? LN

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  93. Antonella Puleo24 febbraio 2013 18:03

    Ecco la differenza tra lei e me. Lei non ha mai letto Anna Karenina, io l'ho letto per la prima volta quando avevo 16 anni, e per questo scrivo da Dio. Mi son spolpata Tolstoj e tutto Dostoevskij e da loro ho imparato a scrivere, da Dio. Ma sa che quasi quasi lei mi è pure un poco simpatico? Uno che legge Anna Karenina dimostra curiosità per l'universo femminile e uno che mi chiama Dottorè mi fa ridere tra i denti e far ridere qualcuno è sempre ottima cosa. Ora Dottò io vado.... perchè sto un pochetto al seggio a vedere come proseguono le operazioni di voto. Mi raccomando Dottò, voti bene...

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  94. @dottore', leggo e ho letto molto. Non ho la pretesa di aver letto tutto. Controlli bene il voto. E si ricordi che l'on. Bersani, sicuro prossimo presidente del Consiglio (lmi volto così può compiere gesti apotropaici), ad un'analisi tecnica delle posizioni probabilmente è più vicino a me che a tanti titolari di para. Luigi Nava

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  95. Ps: Guerra e pace, in compenso, credo (credo, è passato 1/4 di secolo...)di averlo letto attorno ai 14 anni. LN

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  96. Pps: ah: "dottore'" va apostrofato e non accentato, e "dio", a mio modestissimo avviso, in questo contesto è meglio scriverlo minuscolo, altrimenti risulta vagamente blasfemo. Di solito lascio correre cose così considerandole solo sviste di digitazione, ma capisce: la tentazione di correggere un dio è forte. LN

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  97. Avevo aperto una parafarmacia ed un farmacista invidioso mi ha fatto chidere.

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  98. questa torrenziale polemica sembra una guerra di parole tra ricchi e poveri

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  99. Antonella Puleo24 febbraio 2013 20:31

    ascolta, stiamo utilizzando impropriamente un blog e stiamo facendo un uso "quasi privato" di uno strumento che merita d'essere utilizzato in altro modo. Se hai qualcosa da aggiungere a questa acerrima infinita disputa fallo in privato. Basta scrivere sciocchezze e rendere melensa e stucchevole una cosa nata per altri scopi più "nobili". Io chiudo qui questa inutile conversazione. Se vuoi possiamo continuare a beccarci in privato. Sono su fb. Digita il mio nome e scorri le foto. Fermati quando trovi quella di una stupenda donna dai tratti mediterranei.

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  100. Infatti ho cercato di tornare ai punti A e B. Però in effetti è meglio chiudere qua, tanto non saremo noi a decidere cosa è giusto o sbagliato o male e bene; saranno le Corti e la politica. LN

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