lunedì 12 agosto 2019

DI MAIO. PASSO INDIETRO E SCACCO MATTO A SALVINI

di Michele Ginevra - Sembrerebbe un paradosso, ma io credo che un passo indietro di Di Maio, in questa delicata e complicatissima situazione politica potrebbe aprire la strada a una soluzione utile e indispensabile per evitare di consegnare il paese alla destra pericolosa di Salvini e i suoi camerati alleati.
Analizziamo in dettaglio questa riflessione: è un dato oggettivo che per evitare di andare subito alle elezioni, come spinge con tutte le sue forze Salvini, non c’è altra strada che un dialogo, un accordo (chiamatelo come volete) tra PD e M5S, le due maggiori forze parlamentari che hanno i numeri per una maggioranza, così come prevede la nostra Costituzione.

Sì perché forse qualcuno dimentica che la nostra è una democrazia parlamentare, in cui i governi nascono in Parlamento con un voto di fiducia, così come democraticamente nacque il governo giallo-verde; quindi sgombriamo il campo da definizioni improprie come “ribaltone” o “tradimento elettorale” o altre sciocchezze del genere. I numeri in Parlamento sarebbero addirittura più ampi di quelli dell’uscente governo, perché il PD ha più parlamentari della lega; tuttavia il problema è strettamente politico. L’ostacolo viene dunque dai rapporti fortemente deteriorati, specie negli ultimi tempi tra M5S e PD. Su questo punto (che è il nodo centrale) ci torno dopo, perché c’è un’altra questione limitante che è tutta interna al PD: questo partito, nonostante abbia fatto il suo congresso ed eletto un nuovo segretario, è oggi tutto fuorché un partito unito, condizione indispensabile affinché vada in porto una nuova ipotesi di governo.

C’è nel PD la paradossale situazione che il nuovo segretario ha in mano la maggioranza del partito, ma non quella dei parlamentari PD, che in maggioranza (circa 100) sono di stretta “fede” renziana e farebbero fatica a “obbedire” a direttive della nuova segreteria politica. Questa divisione è venuta fuori in questi giorni in tutta la sua portata, quando Renzi ha aperto a un dialogo (finto?) con i 5 stelle, a cui ha subito risposto con un secco no Zingaretti. Ma perché i due sono così divisi? Le probabili motivazioni sono a mio avviso poco edificanti. Temo che per questi due galletti nel pollaio piddino, il rischio autoritario che corre la nazione sia di secondaria importanza rispetto alla contesa sull'egemonia all’interno del loro partito: Renzi tenta la carta dell’accordo con i 5 stelle, nella speranza di prolungare la vita a questo parlamento, dove ha ancora il controllo dei suoi parlamentari e probabilmente avere più tempo per organizzare un suo partito centrista a cui già sembra aderire persino la Carfagna e probabilmente qualche altro fuoriuscito forzista. 

Risultati immagini per zingaretti pd
Zingaretti ha invece tutto l’interesse opposto, cioè andare subito alle elezioni per essere lui a nominare i candidati e quindi avere il controllo dei futuri parlamentari PD. Ma l’ostacolo principale per il segretario piddino per un dialogo col M5S è rappresentato dal reale problema della sua credibilità politica di fronte ai suoi elettori, dopo le pesanti e fuori luogo accuse di Di Maio nella vicenda di Bibbiano.

Perché se è vero che in questi anni PD e M5S se ne sono dette di tutti i colori (ma è stato un insultarsi reciprocamente) è anche vero che in questa vicenda di Bibbiano Di Maio è andato ben oltre gli attacchi politici, tanto da meritarsi una giusta querela. Ecco quindi il secondo e ben più grande scoglio da superare: i rapporti tra M5S e PD, alla luce delle recenti vicende di Bibbiano in cui Di Maio è stato il principale attore. Ed è in questa problematica che potrebbe entrare in gioco Di Maio, che facendo responsabilmente un passo indietro potrebbe dare l’input per sbrogliare questa intricata vicenda. Il M5S ha sempre detto che tutti operano nell'interesse generale e non per velleità o orgoglio personale. 

Per questo non dovrebbe essere difficile per Di Maio fare un passo indietro e lasciare spazio a Conte per un dialogo col PD di Zingaretti. Questi, con il passo indietro del suo principale “accusatore”, incasserebbe una sorta di riconoscimento dell’errore e uno scusarsi seppure in modo indiretto, e potrebbe iniziare più serenamente un confronto con l’attuale Presidente del Consiglio, per trovare un modo per impedire che il paese sia consegnato in mano all'autoritarismo pericoloso di Salvini. Naturalmente nessuno pensa a un governo organico PD-M5S, che sarebbe poco digeribile sia all'elettorato piddino sia a quello pentastellato. Si tratterebbe di un governo del Presidente, di scopo (non importa il nome) comunque di responsabilità che si assumerebbero le due principali forze, e soprattutto di breve durata. 

Un governo guidato dallo stesso Conte, persona equilibrata oggi molto amata dal paese, con ministri esterni concordati che si affiancherebbero ad alcuni dei 5 stelle, contrariamente alla proposta di Renzi che esclude la presenza di Conte e di tutti i ministri pentastellati , cosa che verosimilmente renderebbe inaccettabile la proposta stessa da parte del M5S. Un governo che possa fare poche cose utili e indispensabili per il paese, che anche il PD potrebbe votare: taglio numero di parlamentari (in fondo lo voleva persino Renzi) e di conseguenza nuova legge elettorale che eviti di avere la maggioranza dei seggi con il 40% come avviene adesso, salario minimo, che una sinistra non dovrebbe avere difficoltà a votare, e soprattutto fare la legge di bilancio in tempo per evitare l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’IVA, in modo da raffreddare i mercati e lo spread, che ci costa miliardi, a famiglie e imprese. 

In 6-8 mesi si potrebbe andare a votare. Ma se avessero anche il coraggio di proseguire l’accordo fino alla prossima elezione del Presidente della Repubblica (fra circa due anni) si eviterebbe il rischio di lasciarlo fare a una destra alleata con Berlusconi che potrebbe aspirare a quell'importante carica di garanzia per il nostro sistema democratico; insomma un vero e proprio scacco matto alle velleità autoritarie e reazionarie del ducetto verde e dei suoi camerati alleati.

Michele Ginevra
12 Agosto 2019

29 commenti:

  1. Devono sparire Lui Casalino Casaleggio e tutta la cricca del blog delle stelle che hanno distrutto tutto

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    1. Mariella Guerrini13 agosto 2019 07:43

      Peppe D'Elia sei confuso....

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    2. Mariella, ne sono convinto,senza il vecchio gruppo dirigente hanno speranza di recupero, lui ormai è come renzi.... bollito

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    3. HO LA NETTA SENSAZIONE CHE LEI SIA TREMENDAMENTE IN CONFUSIONE , DOVREBBE INFORMARSI MEGLIO PRIMA DI SCRIVERE ERESIE !!

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  2. Carmelina Siciliano12 agosto 2019 18:10

    Manco per niente

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  3. Di Maio dovrebbe passare la mano, non per raffreddare i rapporti col PD (che è la cosa minore), ma perché ha fallito la sua missione di capo politico. Quando un leader perde deve andare via.

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  4. Verrà calendarizzato il voto finale alla rifuzione dei parlamentari , 345 parlamentari in meno , verra chiesto ai singoli parlamentari di votare questa riduzione . Per quanto riguarda le elezioni anticipate è una datache stabilirà il Presidente della Repubblica . Il Predidente Conte si presenterà sia slla Camera che al Senato con un discorso sulle cose fatte , su quelle interrotte , a causa della crisi , e su quelle che erano in programma da fare nel prossimo futuro , sarà affiancato dai ministri 5Stelle . Poi la parola passerà a Mattarella ! Non ci sono in programma nessun accordo con sltre forze politiche che non dia dettato dalla trasparenza del Parlamento . Quindinesdun Renzi e nessun PD ! Così è , se vi pare .

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  5. Non sono d’accordo ed i motivi sono innumerevoli. Tra un minuto mi metto a guidare e non posso. Tornerò sull'argomento

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  6. Franco Gentile12 agosto 2019 20:36

    Mi sembrava strano che, dopo quanto accaduto, non si cercasse un capro espiatorio all'interno del M5S e, guarda caso quello che viene indicato è proprio quel Di Maio che ha portato in porto i provvedimenti più incisivi della vita di questo Governo. Ma siamo italiani....non vi è nulla di nuovo sotto il sole!

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    1. Più che capro espiatorio si tratta di far valere il principio della responsabilità. Non si può fare il capo politico pretendendo di non pagare dazio e vivere solo di lusinghe e di onorificenze. Quando hai fatto perdere 6 milioni di voti al tuo movimento devi essere il primo a pagare, senza fartelo dire e senza cercare pseudo legittimazioni da 4 gatti iscritti a Rousseau. E' un atteggiamento da bambini, altro che leader.

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  7. Giacomo Alfano12 agosto 2019 20:37

    A me sembra che Di Maio non è consapevole di quello che gli sta succedendo attorno e oggi ha fatto quattro passi in avanti, con i veti si va a sbattere al muro, tra l'altro non mi sembra nemmeno vero che il PD abbia più parlamentari della LEGA (come dice Michele) e quindì non capisco dove si vuole andare senza Renzi e i suoi, ieri mi avevano fatto ben sperare le aperture di Grillo e dello stesso Renzi, In questo momento devo dire che non c'è nessuna speranza di fare un'alleanza M5S/PD e che la cosa più probabile siano le elezioni in Autunno con la scontata vittoria del Centrodestra unito (loro si che non hanno problemi a mettersi assieme).

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    1. Michele Ginevra12 agosto 2019 20:38

      ai parlamentari del PD si devono aggiungere i 14 di LEU e i quelli di + Europa, è un'imprecisione nell'articolo ma lo davo per scontato, viste le dichiarazioni di Fassina e della Bonino

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  8. Giacomo Alfano12 agosto 2019 20:47

    AGGIUNGO che i commenti che già ci sono e quelli che arriveranno su questo post ci faranno capire veramente qual'è purtroppo la realtà e che chi ha un po' di buona volontà sarà costretto ad arrendersi.

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  9. Gaetano Zangara12 agosto 2019 20:48

    Conte capo politico 5 S ed accordo con Pd e Lsu

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  10. Giuseppe Marchese12 agosto 2019 20:49

    Ma qui non si tratta di passi ma di angoli politicamente parlando, credo che giggino sia stato fin troppo prono a 90 gradi nei confronti di selfini, è giunto il momento che decida se mettersi in piedi oppure di stendersi completamente a tappetino, in ogni caso il movimento 5 stalle è finito alla resa dei conti conte non conta.

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    1. Raffaella Schiavone13 agosto 2019 07:45

      Si sta ragionando sul candidato premier

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  11. perché scacco? sarebbe una soluzione saggia encomiabile senza offendere chi ne apprezza la virtù non credi? penso che la più grande virtù dei sostenitori di ambo le parti sia quella di non alimentare mai il fuoco.

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    1. Giuseppe Marchese13 agosto 2019 07:46

      Claudio, prima di tutto bisogna vedere se giggino sa giocare a scacchi, la vedo dura, ma poi come sostengo non è questione di passi, ma di angoli politicamente parlando, bisogna capire se giggino vuole rimanere prono a 90 gradi a favore della lega nord, oppure alzarsi a 0 gradi oppure stendersi a tappetino a 180° gradi, sbaglia chi pensa stia facendo la capriola a 360°per ritornare prono a 90° in ogni caso alla resa dei conti il conte non cambia la sostanza, il movimento è finito, raggiungerà e deve andargli bene un 10% di consensi giusto quanti hanno beccato non rimanendo delusi l'obolo di cittadinanza, e bisognerà affrontare il dilaniarsi dalle future lotte interne fratricide per le ricandidature, queste ancora dovranno venire non dimenticate come funziona il tutto.

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  12. Silvio Barbata12 agosto 2019 20:50

    I "puristi" antisalviniani, falsi amici del M5S, si dovrebbero far un approfondito esame di coscienza...non si sono resi conto che hanno fatto il gioco di Salvini...!

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  13. Simonetta Camisotti12 agosto 2019 20:51

    Questi tatticismi della vecchia politica sono.stupidi ed infruttuosi. Perché Di Maio dovrebbe fare un passo indietro? Che c'entra, che logica ha. Quello si alza la mattina e sfiducia il governo Di Maio deve chiedere scusa? Siamo alla paranoia

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  14. Liliana Vasquez12 agosto 2019 20:53

    Perché di Maio dovrebbe fare un passo indietro? Quale sarebbe la logica?

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    1. È la logica del principino della responsabilità politica. Chi guida un movimento, chi riveste il ruolo di Capo politico perdendo 6 milioni di voti in un anno non può restare al suo posto. Deve lasciare l’incarico senza neppure lasciarselo chiedere. Non importa di chi sia la colpa, ma chi sta all’apice del Movimento è sempre il primo a doverne rispondere.

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  15. La riflessione di Michele Ginevra non può essere liquidata con due battute. La mia convinzione è che qualsiasi confronto ed eventuale accordo deve avere l’obiettivo di salvare la legislatura, per il bene del Paese. Prima di entrare nel merito del confronto bisogna spogliarsi della presunzione di quelle certezze che hanno creato delle barriere impedendo quel civile dibattito indispensabile in Politica. Poiché la nostra Costituzione prevede una forma di governo parlamentare, la maggioranza che lo sostiene deve essere cercata nel Parlamento e non nelle piazze come vorrebbe qualche politico che sta incominciando ad avere le giuste contestazioni. Non si può governare con le bugie e le minacce. Partendo dal Parlamento, sancta sanctorum della “Sovranità Popolare”, si possono formare maggioranze diverse. Se vogliamo impedire un accordo delle destre, si deve avviare un dialogo tra PD e M5S. Un dialogo che deve mettere da parte l’acredine del passato. Un dialogo trasparente e soprattutto condotto dai veri rappresentanti delle forze politiche. Per essere più chiari: Grillo può vantare la rappresentanza del M5S invece Renzi non rappresenta il PD. Però entrambi sono inaffidabili: il primo ha impedito, nel 2013, un accordo PD-M5S; il secondo, nel 2018, ha impedito un accordo M5S-PD. Deve essere trovato un accordo programmatico per tutta la durata della legislatura, il giusto periodo per ultimare provvedimenti indispensabili e riforme istituzionali. Se tutto questo veramente lo si vuole, nel Parlamento il Centro Sinistra e il M5S hanno i numeri per formare una maggioranza: alla Camera il 55,54% del consenso popolare con 349 deputati; al Senato il 55,22% del consenso popolare con 171 sentori. Risultati elezioni politiche del 4 marzo 2018. Se prevarranno considerazioni personali che nulla hanno a che fare con la nobiltà della Politica, tanto vale andare votare subito con un governo del Presidente che non otterrà la fiducia del Parlamento. Con quali rischi: quelli descritti da Michele Ginevra. Però, in politica, non tutto è scontato!

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  16. Pasquale Palumbo13 agosto 2019 07:47

    Si se Di Maio passa il testimone a Conte cambia tutto compresi i sondaggi!

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  17. Flavio Ranalli13 agosto 2019 07:49

    qualche errore e ingenuità, ma ricordiamoci che è lui ad averci dato la credibilità per arrivare al governo e a costruire un contratto che ha funzionato fino al punto di aver avuto il plauso dell'Europa per la qualità dei provvedimenti a favore dei cittadini in difficoltà. Ricordiamoci che Di Battista è un trascinatore ma la politica di un Paese corrotto come il nostro non la cambi prendendo di petto tutto e tutti. Fico, Nugnes e compagnia cantante non sarebbero in grado di elaborare nessun programma elettorale, chiusi come sono nella loro torre d'avorio, perchè per governare ci si deve rivolgere alla più grande platea possibile, non ai fedelissimi.

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  18. "La Notizia" è un giornale serio ed è l'unico non avverso ai 5 stelle oltre al Fatto, a giorni alterni.

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  19. È arrivato D'Alema, il governo si fa: PD, Leu, 5S e chi altro, a sinistra, voglia!

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  20. Michele Angelo Privitera13 agosto 2019 10:58

    è uno scenario possibile, con cui si potrebbero risolvere tante cose. Ai vertici del Movimento servono persone di spessore.

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  21. Manuela Pitorri13 agosto 2019 10:59

    Analisi interessante e condivisibile. Tuttavia non credo che sia peregrina la riflessione di Calenda: il governo di ragazzini gialloverdi ha fatto le sue mosse, spesso discutibili peraltro, e adesso che bisogna dare la copertura economica prendendo provvedimenti impopolari devono scendere in campo gli adulti? Onestamente non so cosa sia meglio per il nostro paese, perché posto che Salvini non è capace di governare potremmo anche togliercelo dalle palle per sempre. Relegandolo all'opposizione potrebbe anche rinforzarsi, lui è bravo a balle è dichiarazioni di intenti.

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