lunedì 21 gennaio 2019

BACIAMANO E REDDITO DI CITTADINANZA

di Giangiuseppe Gattuso - Il baciamano di Francesco, un ambulante di Afragola, al Ministro dell'Interno in visita in quel comune merita una riflessione.
Ho letto numerosissime reazioni in rete e diversi interventi sui media, ho ascoltato l’intervista che “fanpage” è riuscita a raccogliere dopo il clamore suscitato. "Non mi ha dato niente, ho fatto un gesto d'amore perché non ho mai visto un presidente così. Ho detto solo Salvini dammi il reddito di cittadinanza e basta, Salvini non mi ha dato niente". Ha continuato a ripetere. Parole molto significative. Sincere, niente di preparato, frutto di una condizione sociale consolidata e piuttosto diffusa.

Afragola è un paesone enorme della cintura napoletana, una distesa urbana senza soluzione di continuità dove vivere dignitosamente è un sogno lontano. La disoccupazione, il lavoro nero, l'arte di arrangiarsi, il malaffare e la malavita, rappresentano una realtà “normale” in tante realtà del Sud Italia. Quella dove possono convivere l’opulenza più sfrenata e la povertà estrema, l’onestà, la bontà, la delinquenza e la mafia, il degrado sociale e l’alta borghesia illuminata. Una situazione conosciuta e consolidata nel tempo nella quale le istituzioni non hanno mai fatto il loro dovere fino in fondo. Così come le classi politiche incistate nella gestione del potere da sempre, che hanno rappresentato adeguatamente la società in ogni suo aspetto, anche quello più deteriore.

Salvini arriva in visita dopo una sequela di 8 bombe intimidatorie in 22 giorni contro piccole attività economiche per un tavolo tecnico con le autorità locali. L’incontro tra la folla scatena manifestazioni di giubilo. Fino all'eclatante antistorico baciamano. Qualcosa certamente di non piacevole a vedersi.

Credo sia un segnale evidente di ciò che la “politica” non ha fatto per i tanti, troppi, cittadini indifesi, caduti in disgrazia, disoccupati cronici, gente che vive nel degrado dove la dignità umana viene calpestata. Una situazione insopportabile e tremendamente ingiusta per un paese civile ed economicamente tra i grandi della terra. Ottavo tra le prime 10 economie globali. Ma che nel 2017 conta 5 milioni e 58 mila cittadini in povertà assoluta, in aumento e triplicati in 10 anni. E di questo enorme numero i bambini e i ragazzi sotto 18 anni sono oltre un milione e 200 mila.

Secondo Eurostat del 12 dicembre 2017 l'Italia è il Paese che, in valori assoluti, ha più poveri in Europa. Una classifica stilata facendo riferimento a indicatori sulla possibilità economica e della situazione sociale delle persone.

Insomma, senza troppo addentrarci nelle situazioni particolari, si tratta di una realtà che grida vendetta. Che dovrebbe scatenare reazioni ben più gravi di quelle a cui siamo abituati, e spingere le forze politiche, le istituzioni, le forze sociali a un’azione corale rivolta a frenare questa vergognosa e pericolosa deriva sociale.

Ecco perchè non si può stare zitti di fronte a certe reazioni, a dichiarazioni e iniziative politiche che mi sento di definire orripilanti. Che contestano il reddito di cittadinanza, un intervento importante che rivoluzione quasi il concetto di Stato Sociale, come un qualcosa di inutile e negativo. Un aiuto ai cosiddetti divanisti, ai fannulloni, a quei cittadini che vogliono vivere “Una vita in vacanza”. E che per questo bisogna addirittura indire un referendum per cancellare questa “ignominia” governativa. Da vergogna. Lo scrivo con tutta la sincerità e la consapevolezza che sono capace di avere. Mi mortifico io per tutti loro. E mi chiedo come sia possibile. Come può accadere che un provvedimento così significativo, rivolto ad una platea di cittadini di tutte le età bisognosi, che ha lo scopo di ristabilire principi di equità e di giustizia sociale. Uno strumento che in Europa mancava soltanto in Italia e in Grecia, sia così contrastato.

Un decreto che mette nero su bianco un punto qualificante del programma del M5S e del contratto di governo. Una bandiera dei grillini fin dal 2009. Che tende a riorganizzare i Centri per l’Impiego, il cui principale obiettivo è far incontrare domanda e offerta di lavoro nel territorio e si rivolgono ai disoccupati, ai lavoratori in cerca di nuova occupazione. In estrema sintesi ciò che facevano gli storici Uffici di Collocamento, che funzionavano. Con l’aggravante che queste “nuove” strutture sono state invece abbandonate a se stesse, con carenza di dipendenti e di personale qualificato. E i responsabili di questo sfacelo sono quelli di prima, i competenti. Gli stessi che protestano contro il Reddito di Cittadinanza e i Centri per l’Impiego che non funzionano. Ma che vergogna. Ci vuole davvero la faccia come il culo.

Giangiuseppe Gattuso
21 Gennaio 2019

23 commenti:

  1. Vincenzo La Rosa22 gennaio 2019 15:58

    E' chiaro, non possono permettere che la gente si renda conto di come, un simile intervento, era possibile attuarlo e che si è scientemente optato per il mantenere una intera nazione in stato di indigenza, per tutelare gli interessi propri, degli amici e degli amici degli amici.....

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  2. I miei complimenti per un articolo molto bello, purtroppo alcune abitudini faticano a morire..

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  3. IL REDDITO DI CITTADINANZA, CHECCHE' NE DICANO I CRITICI ED I CONTRARI, NON E' ASSISTENZA, E' PROMOZIONE DEL LAVORO E DELLA OCCUPAZIONE, E' UNA MISURA DI POLITICA ECONOMICA
    ANTI-RECESSIVA. MA, SOPRATTUTTO, E'UN ATTO DI CIVILTA' CHE DA' DIGNITA' E TOGLIE DALLA CONDIZIONE DI POVERTA'ED INDIGENZA 5 MILIONI DI POVERI ASSOLUTI, RIDOTTI IN QUESTO STATO DAI GOVERNI DELL'AUSTERITA' E DELLA SUBALTERNITA'AI FAMELICI POTENTATI ECONOMICO-FINANZIARI SANGUISUGA DELLE RISORSE PUBBLICHE.

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  4. Armando Pupella22 gennaio 2019 16:16

    Mi pare sia prematuro dire che i centri per l'impiego non funzionano. In Italia c'è tanto lavoro da fare: Ricostruire i Comuni devastati da terremoti ed alluvioni, riparare ed ammodernare la rete stradale (vedi la Palermo-Agrigento). Il cemento di molti ponti e gallerie pare sia stato impastata con sabbia di mare anziché di fiume o di montagna; il sale della sabbia marina sorridendo ed arrugginendo i tondini di ferro fa sbriciolare il calcestruzzo.

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  5. Retaggi borbonici......duri a morire !
    Si spera tanto nell'inversione di politica, iniziata da questo governo, che tende a ridere dignità al ruolo di cittadino, fino ad ora declassato a quello di suddito!
    Anche il reddito cittadinanza, benché "piccola cosa", è un segnale di cambiamento...

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    1. Donato, verissimo, però Salvini avrebbe potuto tirare via la mano....

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    2. Monica Angeli è una foto.....millesimi di secondi, non sappiamo cosa è successo prima né tantomeno dopo!

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  6. Nessuno farà un referendum contro il reddito di cittadinanza
    Non è fattibile neanche per costituzione a mio parere
    Non credo si possa indire un referendum per togliere gli 80 euro, la cassaintegrazione o il bonus bebè
    Sarebbe assurdo

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    1. Il RdC è nel contratto di governo e non corre nessun rischio fino a quando esisterà questo governo

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  7. La lotta politica in Italia da circa 25 anni, da quando Berlusconi è sceso in politica, è degenerata in maniera abominevole e scomposta. I responsabili fondamentalmente sono quelli che si sono sentiti defraudati da Berlusconi del potere che credevano di avere in pugno, e dunque il PDS trasformatosi poi ini DS e PD. Questi, supportati da giornali come l'allora Unità, da Repubblica e da altri fogli simili, hanno inaugurato la stagione della DEMONIZZAZIONE, come modello di lotta politica. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, cioè un degrado vergognoso in cui tutti partiti, nessuno escluso, sguazzano in un mare di fango che ricopre, oscura e snatura qualsiasi cosa provenga dal partito avversario. Niente si salva dalla furia insensata con la quale viene condotta la lotta politica. L'ultimo caso (finora, ma ce ne saranno altri) è rappresentato dal reddito di cittadinanza. Tanto stanno dicendo e facendo soprattutto quelli del PD contro questo provvedimento che addirittura mostrano sondaggi in cui il 60% degli italiani sarebbero contrari, e propongono perfino un referendum per la sua abolizione. Cioè, un referendum contro un provvedimento che ancora non è partito. Io personalmente lo trovo molto restrittivo, ma insomma, meglio questo che niente.. L'amico Giangiuseppe sta sperimentando su cose che politicamente rientrano nei suoi "preferiti" l'abominio, l'infamia e l'obbrobrio di una lotta politica degradata e bestiale. Diciamo pure che ogni tanto, con certi suoi post, un pò ci si è avvicinato anche lui, ma soltanto un pò. Provare questo tipo di lotta sulle proprie preferenze può essere occasione di riflessione, anche per lui

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  8. Ad Afragola evidentemente lo Stato non si è mai visto. Anzi, quando c’era aveva il volto dei tanti, troppi politici che spacciavano i diritti dei cittadini come favori. Fin dai tempi di Achille Lauro divenuto famoso per le sue pratiche elettorali: offriva un paio di scarpe per un voto ma ne dava solo una. L’altra si otteneva soltanto dopo il voto. O il democristiano Antonio Gava, vicerè di Napoli dagli anni ‘60 al 1990 anche lui, per strana coincidenza ex ministro dell’Interno, a cui baciavano la mano, o meglio, l’anello d’oro che portava al mignolo. Ai giorni nostri la politica ci ha regalato invece il governatore De Luca che dispensa fritture di pesce. Afragola è solo l’epifenomeno di una diffusa cultura politica che ha trasformato i cittadini in sudditi e li ha tenuti nella povertà e nel bisogno per renderli asserviti al potere. Ma nella vicenda dell’ambulante di Afragola c’è anche una vistosa incongruenza. Francesco, col gesto del baciamano, ha chiesto a Salvini il reddito di cittadinanza (proprio a lui che non lo voleva manco morto). La differenza con i politici del passato è che, il RdC non viene concesso ai frequentatori delle segreterie politiche ma ad una platea di 5 milioni di cittadini senza volto, senza colore politico che, per ottenerlo, non hanno bisogno di fare anticamera nelle sedi di partito.

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  9. Alba Ponticello22 gennaio 2019 17:23

    Giangiuseppe sono d'accordo con te. Per me quello non è un baciamano di sudditanza mafiosa, ma un gesto di speranza e di fiducia da parte di chi è suddito della povertà. Se tanta gente ,che pratica solo benestanti ,cominciasse a praticare anche persone bisognose, forse non sarebbe contraria al reddito di cittadinanza.

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    1. Silvana Arrichiello22 gennaio 2019 21:16

      infatti, Alba Ponticello, è un povero cristo che, probabilmente, sa solo apporre una firma e che ha notizie solo tramite le tv che hanno eletto Salvini deus ex machina dell'intero governo

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    2. Vinz McAngi Hebdo22 gennaio 2019 21:17

      Il senso di quel baciamano mi è parso più simile a quello che si fa al Papa. Chi ci ha voluto vedere un'icona mafiosa è in malafede. E se pure non fosse in malafede rasenta comunque il ridicolo.

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  10. Sig. Gattuso mi spiega perché non sono stati tolti gli (0 euro di renzi, da lei stesso definiti una mancia vergognosa, ben 11 miliardi, ed invece sono stati fatti a debito? Se vuole le indico con precisione le sue dichiarazione sugli ottanta euro.

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  11. Sono i compagni di merende a colpi di Rolex e Champagne. Sono coloro che credono che gli aiuti dati alla povertà facciano diminuire i loro stipendi e pensioni d'oro. Sono coloro che sberleffano un governo che in 8 mesi ha messo in atto politiche sociali che loro non hanno messo in atto. Sono coloro che intrecciano affari e patti con massonerie e potere economico e temono di perdere privilegi e agi...

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  12. Giuseppe Bavari22 gennaio 2019 21:22

    Vedi Caro Giangiuseppe, sarebbe doveroso ammettere gli errori piuttosto che cavalcarli o parlarne esclusivamente nelle "segrete" stanze per fini non sempre Nobili. Permettimi di ricordarti che un giorno di molti anni or sono ho avuto la sfortuna di imbattermi presso l'ARS in un giovane militante tra i medi ranghi locali del M5s quanto all'epoca inesperto Architetto, il quale, in caso di sisma, credette di potere equivalere i reali valori accelerometrici acquisiti istantaneamente al suolo con quelli eventualmente torsionali contestualmente registrati ai vari piani di altezza rispetto al piano stradale che per ovvietà non sono strettamente riconducibili alla reale energia rilasciata da un Generico sisma al suolo. É noto agli strutturisti, infatti, che il naturale comportamento elastico di tipo torsionale di un relativo edificio costruito in cemento armato rispetto ad un altro, in ordine anche e soprattutto all'altezza dei piani rispetto a quello stradale e alla reale distanza esistente tra i manufatti oggetto di eventuale consistente scuotimento sismico di tipo orizzontale e il baricentro della specifica struttura, dipende molto dalla tecnica costruttiva, dalla vetusta' strutturale, dalla reale consistente energia rilasciata al suolo e dal tempo di durata dell'evento. A tal proposito, è stato del tutto inutile avergli ricordato che le torsioni cui sono soggetti gli edifici in cemento armato tendono allo zero tanto più ci si approssima al piano stradale e ancor di più rispetto a quello di fondazione. La premessa mi è stata utile ricordarla per la semplice ragione che il mio giovane interlocutore, probabilmente ancora Architetto sulla "carta" non mi chiamò mai più per quanto aveva promesso che lo avrebbe fatto. Bene, tornando al post, devo ammettere che per una serie di ragioni che toccano la sfera sociale, anche se il 4 Marzo non ho dato la mia preferenza al M5s bensì al cdx, nel seguito sono divenuto un convinto sostenitore del Governo Giallo-Verde, insediatosi a seguito dei noti motivi, e un altrettanto estimatore del Presidente Giuseppe Conte e dei Suoi Vice nonché Ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Tuttavia, ho sempre temuto che il reddito di cittadinanza difficilmente avrebbe potuto essere erogato nel valore e nel numero così come presentato oltre avere intravisto tutta una serie di correlate problematiche che non avrebbero consentito di addivenire con precisione assoluta alla distinzione tra i poveri ed al loro effettivo numero. Tali reali difficoltà di calcolo si sarebbero indubbiamente tramutati in una cifra annuale da erogare molto più elevata rispetto agli 8 miliardi stanziati dalla manovra economica alla luce del fatto che 1miliardo necessiterebbe per la creazione dei centri di avviamento al lavoro e gli stipendi da erogare ai vari dipendenti.

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    1. Giuseppe Bavari22 gennaio 2019 21:24

      L'analisi dei costi che personalmente ho riservatamente eseguito hanno incrementato i miei sospetti volti a sostenere la tesi secondo cui molto difficilmente potessero essere trovate le coperture per erogare 780 euro a 5 milioni di poveri per 8 mesi nel solo 2019 pur considerando la prima erogazione da effettuarsi non prima di Maggio del corrente anno. Purtroppo, se esegui il semplice prodotto tra 5 milioni x780x8 comprenderai tu stesso quanta differenza esista tra gli 8 miliardi contenuti dalla manovra e quelli realmente necessari da erogare. Bene, mi dirai tu, ma i richiedenti o gli aventi Diritto al Reddito di cittadinanza non sono affatto 5 milioni...!!! Perfetto, ti rispondo io, in tal caso, piuttosto che citare cifre a caso, vorresti usarmi la cortesia di riferirmi il numero esatto degli aventi Diritto al Reddito di cittadinanza e l'aliquota mensile associata...!? In conclusione, Luigi Di Maio mi è molto simpatico e spero che abbia il successo che merita, ma la simpatia e la Stima non si convertono in miliardi di euro da erogare mensilmente se si tiene conto di quanto occorra contestualmente per soddisfare la manovra 'quota 100', non decurtare denaro alla sanità, avere il giusto riguardo per altre forme di welfare, etc..., etc. Ciò scritto, non credo che il recupero del denaro dalle pensioni d'oro o la piccola decurtazione effettuata da quelle appena sopra i 3 mila euro potrebbero far fronte alla reale necessità mensile utile per l'erogazione del dignitoso reddito di cittadinanza agli aventi Diritto senza che nasca un evidente conflitto tra i poveri. In definitiva sono a favore dell'erogazione del reddito di cittadinanza e contrario a qualsivoglia referendum che intendesse abrogarlo, ma le cifre in gioco devono essere note al fine di non creare gravi disavanzi pubblici e soprattutto illusioni tra coloro che votando per il m5s erano certi di ottenere temporaneamente il reddito di cittadinanza in attesa di avere un dignitoso posto di lavoro. Rivolgo i miei più Sinceri Auguri affinché il Governo possa gestire al meglio una cotale critica situazione e possa ottenere il successo auspicato. P.S. la premessa e tutto quanto di seguito scritto ha l'unica pretesa di pormi neutrale rispetto ad uno spinoso problema ma comunque con il mio vivo auspicio che non si commetta l'errore di pensare che muovere una critica al M5s significa esservi contro: l'esatta analisi dei calcoli deve prescindere da ogni supposta o concreta simpatia rivolta nei confronti di Luigi Di Maio o del M5s e che, per tal motivo, siano da considerare infallibili.

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  13. Ci saranno parecchi delusi col reddito di cittadinanza. D’abitudine vissuto come una mancetta data dai politici che rappresentano lo Stato in cambio di consenso clientelare , dove la Stato rappresenta il solito soggetto debole , fottuto da pratiche di comodo . Stavolta non è così! Stavolta lo Stato esercita la parte del leone, il protagonista che amministra il sostegno ai cittadini in difficoltà occupazionale, ed i politici, sono umili servitori dello Stato di Diritto ! Fallo capire a chi non vuole o è scettico nel capire che già sussurrano, fatta le legge trovato l’inganno. Gli eventi saranno chiarificatori , per chi vive ancora nella dimensione del passato . Purtroppo per quest’ultimi, stavolta hanno messo su una macchina che dal centro, possono controllare ciò che avviene nelle periferie, in qualsiasi momento ed in qualsiasi fase del processo!

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  14. Franco Casadidio22 gennaio 2019 21:33

    E pensare che l'autore del baciamano è convinto che per il Reddito di Cittadinanza debba ringraziare Matteo Salvini!

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    1. E si. Perchè Salvini quando parla alle imprese del suo nord, dice che il RdC non lo voleva Poi quando si trova nel profondo sud, se lo intesta come Lega. Provi a dire ad Afragola che è contro il Rdc.

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  15. In una situazione politica meno conflittuale e con una comunità più solidale, un qualsiasi provvedimento a favore degli emarginati sarebbe stato accolto con un consenso corale. La contrapposizione politica e gli egoismi fanno venir meno il senso di giustizia, di eguaglianza e di solidarietà. In una simile situazione difficilmente si riesce a cogliere l’importanza di un provvedimento che doveva essere preso per tempo onde evitare il continuo degrado sociale. Fin dall’inizio ho pensato che il “Reddito di cittadinanza” previsto nel progetto originale rappresentava un salto di qualità. Il M5S avrebbe dovuto puntare sulla esclusiva realizzazione di questo provvedimento. Non si doveva parlare né di flat tax né della Fornero, i due provvedimenti sono, per la disponibilità insufficiente delle risorse, incompatibili con la realizzazione di un vero “Reddito di cittadinanza”. Analoghi strumenti sono già esistenti, variano da Paese a Paese e sono concepiti non solo per offrire sostegno a chi è disoccupato ma anche per garantire maggiori risorse a chi, nonostante il lavoro, vive ai limiti della sicurezza. Il modello danese, ispirato ai principi dell’universalismo, è tra i più avanzati ed è basato sul pilastro dell’assistenza sociale. Il sussidio è tra i più ricchi: la base per un singolo over 25 è di 1.325 euro (escluso l’aiuto per l’affitto, che viene elargito a parte), che arrivano a 1.760 per chi ha figli. I beneficiari che non hanno inabilità al lavoro sono obbligati a cercare attivamente un’occupazione e ad accettare offerte appropriate al loro curriculum, pena la sospensione del diritto. La proposta del 2013, quella originaria del M5S si avvicinava a quella danese. La sua realizzazione, nella versione originale, doveva essere, in questa fase iniziale, l’esclusivo cavallo di battaglia del M5S. Il “Reddito di Cittadinanza” è un provvedimento giusto che dovrebbe essere abbinato a quello del salario minimo. Chi passa dall’assegno di sostentamento al mondo del lavoro deve avere uno scatto salariale, che possa spingerlo a cercare di migliorare la sua situazione. Un paese capace di dare un giusto stipendio ai suoi lavoratori e, contemporaneamente, di garantire un livello minimo di sostentamento a chi è senza lavoro sarebbe senza dubbio una nazione all’avanguardia. Se queste due strade però non saranno percorse di pari passo, il rischio concreto è quello di un sostanziale assistenzialismo che sarebbe controproducente, oltre che per le casse dello stato, anche per il fine del Reddito di Cittadinanza: creare nuovi posti di lavoro che andrebbero a coprire così i costi del suo mantenimento. Comunque vada si deve cogliere l’aspetto positivo del provvedimento che avrà bisogno di modifiche se non altro per adeguare l’assegno alle diverse situazioni. Don Lorenzo Milani diceva: “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.

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  16. Santuzza Andriano23 gennaio 2019 21:19

    Si tratta di diabolica cattiveria umana. Riuscirebbero a mistificare anche l’affetto della propria madre così come sono arroccati al male. Amen

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