venerdì 19 agosto 2016

L’autunno caldo del Referendum Costituzionale

Italy Politicsdi Giangiuseppe Gattuso - Sarà un caldo autunno, quello del 2016, quasi rovente. Un appuntamento preparato per lungo tempo, per una battaglia che segnerà un solco profondo tra prima e dopo.

Tra chi crede ancora perfettamente valida la Carta Costituzionale concepita dall’Assemblea Costituente e chi, invece, vuole quella riformata dall’attuale governo. Due mondi contrapposti.

Le ragioni hanno origine da una concezione della democrazia e della politica singolare che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, le difficoltà di un sistema ancora immaturo. E di un popolo non del tutto consapevole delle sue enormi potenzialità. Siamo figli di una concezione della Politica altra, lontana, quasi prerogativa esclusiva di chi sa dove mettere le mani, uomini e donne di livello diverso, gente con alle spalle anni e anni di tirocinio. Un qualcosa da cui il cittadino comune è meglio stia alla larga per non creare danni. Competenza ci vuole, e professionalità. Che solo il “Politico” può avere. E ne abbiamo assaporato per intero il gusto amaro e le conseguenze.

Napolitano pro riformaUn sistema proteso prioritariamente a preservare se stesso tralasciando colpevolmente di affrontare con decisione i problemi del Paese e dei cittadini. Non si spiegherebbe altrimenti la corsa continua a nuove leggi elettorali, a meccanismi studiati nei minimi particolari per ottenere comunque un buon risultato per chi l’ha architettato, o, nella peggiore delle ipotesi, non troppo penalizzante e comunque in grado di determinare scelte importanti.

Così è accaduto nei decenni trascorsi, e così nelle ultime competizioni elettorali, quando i blocchi politici sembravano essere stabilmente due e le aggregazioni riuscivano a intercettare buona parte dell’elettorato con risultati non difficilmente prevedibili.

Di Maio Raggi Di BattistaFino alle Politiche del 2013. Quando tutto è diventato aleatorio, ogni certezza è svanita e gli schemi precostituiti sono andati in frantumi. I blocchi politici sono improvvisamente diventati tre e i ragionamenti a cui eravamo abituati da sempre sono diventati “vecchi” e non più adeguati alle nuove realtà.

Il sistema partitocratico, però, ha prontamente reagito attivando ogni mezzo e ogni contromisura immaginabile. L’inatteso risultato elettorale e la preoccupazione del pericolo di un cambiamento troppo repentino, ha spinto i leader dei maggiori partiti ad un accordo operativo per rieleggere Napolitano, fatto mai accaduto nella storia della Repubblica Italiana.

Enrico Letta e Matteo Renzi durante il tradizionale suono della campanella  utilizzata dal premier per dare inizio alle riunioni del Cdm a Palazzo Chigi, Roma 22 febbraio 2014 ANSA/ DI MEOCon l’ovvia conseguenza di un nuovo Governo di “grande coalizione”, con una maggioranza fatta da due aggregazioni politicamente ed elettoralmente contrapposte, guidato da Enrico Letta, vice segretario del PD. E sostituito, dopo l’ormai famoso “enricostaisereno”, da Matteo Renzi, segretario del medesimo partito. Ma andiamo ad oggi.

Il Governo, oltre le scelte e le iniziative importanti portate avanti con decisione, e sulle quali non entro nel merito, si è prodigato incessantemente e con caparbietà a impegnare il Parlamento su una modifica della Costituzione corposa e complessa. Mettendola in atto attraverso maggioranze variabili e risicate spaccando in due il Parlamento eletto, non dimentichiamolo, con una legge dichiarata incostituzionale. Assumendosi un compito non suo semplicemente perché la Costituzione è la Carta di tutti e non può essere materia di scontro e di divisione tra i partiti e, ancor di più, tra i cittadini.

Della necessità di tale riforma, tra l’altro, non c’è traccia nei programmi elettorali del 2013, e il grado di consenso popolare non è mai stato degno di nota. Segno che le esigenze prioritarie maggiormente sentite dalla popolazione sono altre e ben diverse e perfettamente conosciute.

Napolitano-RenziIn buona sostanza, credo fermamente, sia stata perpetrata una forzatura al nostro sistema democratico a cui si dovrà porre rimedio. Le preoccupazioni che si leggono sulla stampa internazionale sull’eventuale esito del referendum contrario ai desiderata del Governo, l’allarme di uno shock più grave del recente Brexit non possono e non devono avere alcuna influenza sulla nostra piena libertà di voto. L’errore grossolano di avere personalizzato il voto e coinvolto il governo in questa assurda battaglia non può essere giustificato in alcun modo.

Matteo Renzi e la sua “variegata” maggioranza si concentrino di più a governare il Paese, magari recuperando il tempo perduto, quasi sprecato, in questa inutile avventura riformatrice, e chissà che possa arrivare qualche risultato migliore per milioni di cittadini e le loro esigenze.

Silbio B e ParisiLe modifiche alla Costituzione, se dovranno essere fatte e per lo stretto necessario, vengano demandate, come saggiamente indicato da più parti, ad una nuova assemblea costituente eletta con metodo proporzionale puro in grado di rappresentare adeguatamente l’intero Paese in ogni sua più diversa espressione politica.

Giangiuseppe Gattuso
19 Agosto 2016

77 commenti:

  1. Così stanno le cose , così come tu le descrivi, Giangiuseppe, comresa la tua proposta finale che , se assunta dalle forze politiche di governo e di opposizione, segnerebbe un percorso nuovo ed alternativo a quello della divisione già in atto nel paese. L'attesa dell'autunno, e quella della pronuncia della Corte Costituzionale del 4 ottobre , porteranno consiglio?

    RispondiElimina
  2. Il primo pensiero mi lascia stordito in quanto il lungo tirocinio avrebbe dovuto far conoscere la costituzione, parola da tutti inneggiata, e invece da tutti ostacolata e ignorata specie da chi ha approvato le leggi in questi ultimi 30 anni. Per il resto posso dirti che la politica ha perso la sua funzione, i partiti pur di rimanere a galla hanno perso finalità scopi e identità, i cittadini sono stati soggiogati sia dai Media che dalla dispensa di denaro perchè molti hanno comprato i voti approfittando della miseria in cui è ridotto il cittadino.
    Gia dalla seconda elezione di Napolitano chi ha governato non era la rappresentanza del popolo ma del potere forte, che con l'abolizione delle Province e l'accentramento delle decisioni ha pianificato il resto degli articoli della costituzione per togliere il potere anche decisionale alla politica intesa come sevizio per il bene del popolo.
    Quello che è successo a Bologna nel preparare la festa dell'Unita,vietando ai partigiani di esprimere il no sul referendum ma di essere presenti ha scatenato l'ira di questi che così commentano :Se qualche stupido pensa di gabbare un partigiano, oltre che essere stupido dimostra di essere cretino. I partigiani sono quei cittadini che hanno creato i presupposti per scrivere quella che è la più saggia costituzione del mondo. Solo gente gretta, disposta a passare sul corpo della propria madre pur di fare i propri sporchi interessi, può pensare di stravolgerla. Voteremo NO e senza esitazione.

    RispondiElimina
  3. Quel primo luglio del 2014, quando Matteo Renzisi è insediato al governo, l'avevo guardato con curiosità, con una certa speranza e perchè no, anche simpatia, costringendo al silenzio quella parte di me, che conscia dei motivi ispiratori e dei modi che ne hanno determinato l'ascesa, non smetteva di essere strare all'erta e di accendere il lampeggiante rosso. Ed a distanza di due anni, devo constatare che aveva piena ragione. Da colui che aveva tradito in maniera così subdola il suo stesso compagno di partito, per soffiargli la poltrona, non ci si poteva aspettare che non lo facesse con i cittadini. Infatti, dopo essersi alleato con la destra nemica storica della sinistra ed accogliendola addirittura nel proprio governo, e con essa, sottratto diritti fondamentali ai lavoratori con l'abolizione dell'art. 18, completato dal Job Acts, che sono uno schiaffo alla ideologia della sinistra. Quella sinistra, che grazie ai sacrifici di lacrime e sangue di anni di lotta operaia aveva conquistato. Che questo governo non persegua una politica di sinistra, ormai lo hanno compreso tutti, persino i sempre meno affezionati rimasti a sostenere questa maggioranza, fose nel ricordo di ciò che avrebbe dovuto rappresentare. Invece, l'accentramento del potere ossessivo, ha prevalenza su ogni necessità dei cittadini, come la realizzazione della riforma madre per l'uomo solo al comando. Pochi sembrano rendersi conto che la deriva autoritaria del Capo del Governo è già in atto da tempo. Sono infatti, ormai ben oltre ottanta le leggi di iniziativa governativa imposte al parlamento composto da una maggioranza fisarmonica in continua mutazione, secondo il gioco delle poltrone e le convenienze del momento. Il potere legislativo del parlamento previsto dalla Costituzione, è quasi del tutto esautorato e trasformato un poco onorevole ruoleo notarile delle decisione del governo e peggio ancora dell'europa dei finazieri. Questa riforma, viene sottoposta alla decisione popolare, solo perchè non ha raggiunto il consenso necessario in parlamento, altrimenti i cittadini l'avrebbero subìta senza colpo ferire. Ma ciò che sconcerta di più è che una grossa fetta della popolazione, che non segue nepppure più i mezzi di "informazione", non ne conosce neppure l'esistenza, nè il contenuto e gli scopi. Se dovesse passare il SI, buona parte di cittadinni ne subirebbero le conseguenze senza neppure capirne la cause.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa Caianello ho appena letto quello che hai scritto ..mi dispiace ma manca la parte PIU' IMPORTANTE ..IL MOVIMENTO CINQUE STELLE PER CASO NON ESISTE PIU' ? TUTTO IL RESTO E' LA SOLITA VECCHIA STORIA DI CORRUZIONI INCIUCI LA SOLITA SCHIFEZZA DI SEMPRE PEGGIORATA DA UN DITTATORELLO ARROGANTE COME POCHI ROMA E TORINO NON CONTANO =NON TI CAPISCO A QUESTO PUNTO NON LO CITI NEMMENO DA LONTANO ..9-10 MILIONI DI ITALIANI NON CONTANO ? FORSE SONO IO CHE SBAGLIO PROBABILMENTE ..SCUSA IL MAIUSCOLO NON VOLEVO ASSOLUTAMENTE GRIDARE ...

      Elimina
    2. Caro Beroste, il fatto che non abbia citato il M5S nel mio commento, è perchè è indirizzato unicamente verso una critica nei confronti di chi pretende di immporci con ogni mezzo, anche oltre la decenza persponale ed onestà intellettuale, una politica ed un referendum improponibile e che neppure molti suoi stessi sostenitori, anche di quasta pagina, sembrano aver mai letto. Confondendo la scelta di ottobre, come uno scontro fra fazioni o ideologie. Dvrebebro invece, rendersi conto che questo referendum non è una coompetizione a chi ce l'ha più grosso, tra sinistra contro la destra, il centro o tutti contro ai Cinque stelle, ma una cosa seria, una scelta consapevole e responsabile, che determinerà il futuro dei nostri figli e del nostro paese. Non sottovaluto affatto il ruolo determinate dei pentastellati, ai quali non credo che vada solo il merito di aver coostretto la maggioranza a sottoporre la "deforma" al vaglio dei cittadini, osteggiandola in parlamento, ma anche, in molti, come tu ricordi, circa dieci milioni di cittadini, il risveglio e la consapevolezza che oltre al sistema incancrinito dei partiti di sempre, c'è anche altro, per esempio, che un deputato può anche essere onesto e fare esclusivamente gli interessi del popolo annzichè i propri, concetto di una semplicità disarmante, ma che ancora molti hanno difficoltà a decifrare.

      Elimina
  4. Alessandro Piergentili19 agosto 2016 21:08

    Ma quale shock dal brexit? Uk, la Brexit è una festa: vendite al dettaglio +5,9%
    A luglio vendite al dettaglio nettamente superiori alle attese. Merito del bel tempo e dell'aumento dei turisti stranieri. Sterlina ai massimi da due settimane sul dollaro. Mentre Renzi è pronto a giocare la carta Brexit morbida.
    http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.milanofinanza.it%2Fnews%2Fuk-la-brexit-e-una-festa-vendite-al-dettaglio-5-9-201608181101048477&h=YAQFeXsrd

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eugenio Magrini19 agosto 2016 21:09

      Signor Piergentili, giusto conseguenza di una svalutazione importante della sterlina. Ma i veri problemi sono altri Giapponesi coreani in fase di ritirata nel campo industriale. Letto l'articolo sulle centrali nucleari con la Cina.

      Elimina
    2. Alessandro Piergentili19 agosto 2016 21:28

      Eugenio Magrini, Se hai un cambio flessibile avrai un'economia flessibile, se hai un cambio fisso e un indebitamento in valuta straniera, per giunta sottoposto a regole teutoniche scritte in favore dei creditori e penalizzanti per i debitori sarai rigido e monolitico, nel tunnel del declino eterno.

      Elimina
  5. Massimo Arcioni19 agosto 2016 21:08

    Le 10 piaghe di Egitto se vince il SÌ

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eugenio Magrini19 agosto 2016 21:21

      Signor Arcioni non si preoccupi vincerà il NO così rimarremo con le undici piaghe per i prossimi 70 anni

      Elimina
  6. Il tuo, Giangiuseppe, è un bellissimo articolo, scorrevole ed esaustivo. Ci si presenta un autunno caldo con ricadute non indifferenti sulla politica, sulla società e sulla economia del Paese. La sicumera, con cui Renzi ha legato il risultato del referendum alla sua permanenza a Palazzo Chigi, si sta ridimensionando: sta incominciando a capire che è stato un gravissimo errore. Io non sono certo della vittoria dei NO e sarei stato d'accordo, l'ho sempre detto, con dei ritocchi costituzionali, specialmente per ciò che concerne il ridimensionato delle Camere e la decisa eliminazione del Senato, a cui avrei dato solo compiti etici ed ambientali e solo a carattere consultivo. Ma le modifiche costituzionali, come tu stesso saggiamente auspichi vanno affrontate con un coinvolgimento vasto e pienamente rappresentativo del volere popolare mediante un'assemblea costituente eletta con metodo proporzionale. La partigianeria italica si farà sentire in questo referendum e non c'è serenità nell'affrontare un problema cruciale per le nostre istituzioni. La tensione che si sta creando si evidenzia anche su FB e sul blog. Spero che la saggezza alla fine sia capace di coattare gli istinti più retrivi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marco Giulio Covre19 agosto 2016 22:39

      Ma scusate ma quanti anni sono stati impegnati su tali discussioni senza concludere nulla. ??? Gli stessi padri Costituenti hanno previsto di cambiare,senza tante assemblee Costituenti. Infatti hanno previsto che si possono cambiare a maggioranza,altrimenti si deve fare un referendum. Basta con gli spauracchi,attacchi alla democrazia...ecc...eccc... Si voterà,la maggioranza deciderà se Si o No.

      Elimina
  7. Lillo Olivieri19 agosto 2016 21:24

    ...è sufficiente la battuta..."LA BOSCHI CHE RISCRIVE LA COSTITUZIONE È UN PO' COME IL SENATORE RAZZI CHE RISCRIVE LA DIVINA COMMEDIA"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eugenio Magrini19 agosto 2016 21:27

      Lillo sai se penso all'ipocrisia dei ns padri costituenti quando scrissero popolo sovrano sai il ridere

      Elimina
  8. BELLISSIMA SIMILITUDINE RAZZI IN COMPENSO ABBIAMO UN DELINQUENTE DI RARA ABILITA' DENIS VERDINI IO AVREI DI GRAN LUNGA PREFERITO RAZZI !!

    RispondiElimina
  9. Maria D'Amico19 agosto 2016 21:31

    Secondo il mio parere ormai non è più un referendum ma un voto a questo governo. Il No lo manda a casa il Si rafforzerà Renzi a fare ancora di più tutto quello che vuole senza tenere completamente conto di quello che vogliono gli italiani, e credo che più che caldo questo autunno sarà rovente al massimo e pagherà caro il non ascoltare e fare finta che tutto va bene. io VOTO NO.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giuseppe Chimento19 agosto 2016 21:45

      Cara Maria D'Amico, ma se vince il sì, mi fa capire come fa lei a dire che gli Italiani vogliono un'altra cosa?

      Elimina
    2. Maria D'Amico19 agosto 2016 21:58

      Se vince il si vuol dire che gli sta bene questo governo vedremo tutti voteranno spero liberamente

      Elimina
  10. Analisi e conclusioni impeccabili. Si potrebbe aggiungere che il tentativo di massacrare la Costituzione, adesso si fa sempre piú insidioso grazie ai cambi delle direzioni delle reti Rai calibrate sulle posizioni del sì al referendum.C'è da registrare la latitanza e l'insipienza di Mattarella che continua a far finta che il problema dell'informazione sul referendum (vergognosamente sbilanciato sul SI) non esista. Il presidente della Repubblica continua a non prendere posizione sul bavaglio messo ai promotori del NO. E dire che lui dovrebbe essere il primo garante della Costituzione a cui ha prestato giuramento solenne. Ha ragione Giangiuseppe, occorre costituire un organo di garanzia per la modifica della Carta, sulla falsariga della Costituente mettendo insieme personalitá di spiccato spessore giuridico, esperti di diritto costituzionale di diverse estrazioni politiche poiché la Costituzione non appartiene nè a Renzi né a Boschi nè a Verdini per i loro squallidi calcoli politici. La Costituzione è del popolo italiano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eugenio Magrini19 agosto 2016 22:55

      Maurizio buona sera potrà appartenere a tutti fuorchè al popolo italiano che come previsto dai ns bravi padri costituenti non avrebbe mai dovuto contare nulla nella storia dell'Italia. Ma in fondo vedo che sono l'unico a non essere contento mentre tutti siamo felici dell'attuale situazione. Bene.

      Elimina
  11. Ho letto il tuo articolo ...non ci sarebbe ..niente da dire ..ma secondo me l'ho anche scritto a Caianello che stimo comunque ..non hai fatto riferimenti ad una importantissima forza politica ..quale ? Dai e' facile ha avuto 9 milioni di voti ed ha mandato in parlamento 160 onorevoli ..non lo capisco .. siamo protagonisti come spettatori di uno straordinario golpe organizzato da tutte le forze politiche per fermare questa FORZApolitica che sta dilagando in maniera preoccupante sicuramente per i politci corrotti e disonesti diciamo un buon 48 per cento ..a riveder le stelle stanotte sono in Sardegna particolarmente brillanti ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beroste, pare che la tua sia un'ossessione, pretendi che o c'entra o non c'entra si debba parlare per forza del M5S. Il Direttore ha scritto un ottimo articolo ed il commento va fatto al servizio, non alla tua voglia spasmodica di dover citare il il movimento. Perchè non presenti un servizio su questa nuova forza politica, così apriamo un bel dibattito e tu sarai accontentato.

      Elimina
  12. Much ado about nothing. Molto rumore per nulla.

    RispondiElimina
  13. Sergio Potenzano19 agosto 2016 21:44

    Con Renzi e co. palese la sensazione di vivere in un paese dove vige una dittatura camuffata da democrazia...
    Non ricordo, dal dopoguerra ad oggi una gestione politica più becera di quella attuale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. fINALMENTE qualcuno che la pensa come me sono pienamente d'accordo la frase gestione politica piu' BECERA DI QUELLA ATTUALE e' bellissima !Purtroppo ..

      Elimina
  14. Il direttore ha fatta una disamina della situazione che si determinerà col referendum, che le persone con un minimo di esperienza ed onestà intellettuale non possono non condividere. Però sono vere anche altre cose. Per esempio: Vogliamo riconoscere o no che due camere sono un doppione? Vogliamo riconoscere che le province sono enti perfettamente inutili, anche se previste dalla Costituzione? Personalmente penso che anche le regioni siano diventate dei poltronifici per sederi che non avrebbero trovato altri spazi. Di più: Altri stipendi. Cosa voglio dire? Semplice: Che la Costituzione va comunque aggiornata con le esigenze che i tempi attuali richiedono. Un esempio? Ma vogliamo togliere o meno metà dei Parlamentari? Vogliamo abolire per davvero tutte le province? Credo che la maggioranza del popolo Italiano sua d'accordo su questo. Se cosi è, da qualche parte bisogna pur iniziare. Certo, Renzi ha sbagliato tutto,anzi il suo modo di porsi è diventato addirittura provocatorio. Ma che nelle sue tante CIANCE/PROMESSE non ci fossero anche degli argomenti ai quali la maggioranza di noi ha creduto, beh, questo bisogna riconoscerlo.
    Certo che ci vuole un'assemblea costituente eletta con metodo proporzionale. Ma vi pare che di questi tempi qualcuno voglia regalarci una legge elettorale cosi democratica?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio commento sarebbe un doppione di ciò che ha scritto Mario e, pertanto, non ritengo di dover aggiungere altro condividendo, parola per parole, punti e virgole, quello che lui ha scritto. Un elogio è doveroso però farlo all'Autore che con maestria e passione ha sottoposto alla nostra riflessione una "realtà" inconfutabile.
      Una unica domanda però io aggiungerei all'interrogativo che l'articolo si pone: gli italiani tutti sono veramente consapevoli delle conseguenze future dell' esito del referendum? Da certi interventi sembrerebbe di si e da altri no....ma la massa, quella che conta, cosa farà? Sarà essa capace di meditare sulle conseguenze, mai così gravi come quelle di oggi su una decisione ( votare "si" - votare "no" - astenersi) che mette in gioco il mantenimento o la perdita di ogni entità nazionale, democratica, sociale? Non è facile fare una previsione ma certamente qualcosa è necessario che cambi. Le "riforme" vanno fatte ma "cum granu salis" e cioè senza stravolgere i principi fondanti della Costituzione in materia di libertà, welfare, sovranità popolare. Sarà così?
      Personalmente me lo auguro anche se i dubbi sono altissimi!

      Elimina
    2. L'abolizione delle Province è un segno eclatante dell'impreparazione di questa classe politica che, così facendo, non solo ha messo il carro davanti ai buoi ma ha trovato un modo per ridurre i trasferimenti necessari a finanziare servizi essenziali al territorio, e tra questi basta citare il mantenimento della rete stradale e degli edifici scolastici e il controllo ambientale.

      Di fatto hanno solo cancellato un "nome" e gli organi elettivi di un'istituzione senza indicare come e chi dovesse perseguire i compiti istituzionali della Provincia e, soprattutto, senza provvedere ai trasferimenti finanziari necessari allo svolgimento degli stessi compiti.

      Ed è questo uno degli esempi che, comprovano come necessaria la premessa fatta da Giangiuseppe in merito all'impreparazione della classe politica sulle cui scelte è legittimo l'accettazione con beneficio d'inventario.

      Elimina
  15. Mario Cecchini19 agosto 2016 22:08

    L'avere personalizzato il Voto e coinvolto il Governo alla scelta del SI, è stato stupido oltre che rischioso. Ma Renzi ha voluto dimostrare all'Europa di avere il controllo sul Paese... e mal gliene incoglierà....

    RispondiElimina
  16. Giovanni Tuzzolino19 agosto 2016 22:10

    la stampa internazionale ha voluto dare un assìst all'ormai perdente Renzi. La paura è la ormai piena consapevolezza della gente che spianerà la strada ai 5stelle

    RispondiElimina
  17. Michele Maniscalco19 agosto 2016 22:12

    “L’autunno caldo, anzi bollente” (per il governo) il primo per un referendum.
    Erano anni che non sentivo parlare di autunni caldi per i nostri governi. C’è stato un periodo in cui gli autunni erano tutti caldi per i nostri governi. Sindacati e metalmeccanici avevano sempre da reclamare per cose importanti a ogni ripresa del lavoro dopo le ferie. Adesso che i metalmeccanici sono scomparsi come categoria e i sindacati dormono ci voleva Renzi a far diventare L’AUTUNNO CALDO, anzi caldissimo.
    “Tra chi crede ancora perfettamente valida la Carta Costituzionale concepita dall'Assemblea Costituente e chi, invece, vuole quella riformata dall'attuale governo. Due mondi contrapposti.”
    Secondo me Giangiuseppe, non so se volontariamente o no, ha sorvolato sul “terzo polo dei votanti” cioè quelli che voteranno NO! A prescindere dalla riforma, ma per mandare via Renzi. Io faccio parte del terzo polo. Renzi si è accorto adesso del grande sbaglio che ha fatto personalizzando il referendum. Senza la su famosa frase: “se vince il NO mi dimetto e mi ritiro dalla politica”. Secondo me senza questa dichiarazione avrebbe vinto il SI perché, come dicono in tanti, Gran parte della popolazione non è informata, non conosce la Costituzione e non sa distinguere tra il bene e il male che questa riforma può portare, ma è informata della linea politica che Renzi sta portando avanti e quindi andrà a votare NO per mandarlo a casa.
    Ho visto in fotografia la Lombardi e me la ricordo quando il M5S ha voluto la trasmissione in diretta per umiliare Bersani. La Lombardi è stata una protagonista. Conseguenza? È nato il governo Letta prima e il Governo Renzi poi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco un'altra prova di quello che Giangiuseppe citava in premessa....l'impreparazione a sostenere un ruolo politico da parte dei rappresentanti istituzionali.

      Solo uno sprovveduto circondato da sprovveduti avrebbe potuto dire una cosa del genere

      Elimina
    2. Michele Maniscalco20 agosto 2016 10:15

      Francesco Salvatore. Non mi offendo se mi dice che sono uno sprovveduto. Infatti non pretendo di essere preparato come lei. Ma, fortunatamente, in questo blog, Giangiuseppe Gattuso da diritto di parola anche agli sprovveduti e diritto di replica alle persone preparate come lei. Non so lo "SPROVVEDUTO" si riferisce alle mie considerazioni sulla Lombardi oppure a tutto il commento: comunque grazie lo stesso.

      Elimina
    3. Michele Maniscalco, non mi permetterei mai di criticare una persona e tanto meno una come te. Lo sprovveduto era riferito a Renzi che ha personalizzato il referendum

      Elimina
    4. Michele Maniscalco20 agosto 2016 23:29

      OK. Equivoco chiarito. Grazie per la precisazione.

      Elimina
  18. Daniela Di Martino19 agosto 2016 22:23

    Il NO e' certo...penso che il "circolo dei vecchi combattenti" se ne faccia una ragione.

    RispondiElimina
  19. Alessio Sayeva19 agosto 2016 23:00

    Un popolo cosciente vota informandosi, leggendo e non per sentito dire Purtroppo spesso la gente si fida del sentito dire e questo ha sempre danneggiato la buona riuscita di elezioni e referendum. Votate si o no, ma votate seguendo il vostro credo e seguendo una logica e una idea. Io voto NO perchè la costituzione nostra è la più bella di tutte e non va alterata. Deve essere il popolo a chiederlo e non un burattino fascistello boy scout travestito da primo ministro

    RispondiElimina
  20. Luigi Cianciolo19 agosto 2016 23:10

    Caro GGG ma tu sei veramente convinto che l'annuncio di una prossima ventura uscita dell'Inghilterra abbia effettivamente provocato uno shock? Ed a chi? A che cosa? Di certo avrà cagionato parecchi timori ai tanti disonesti che affollano i vari governi, o quanti costoro rappresentano nelle varie organizzazioni internazionali che gestiscono immense risorse e che rispondono a regole banditesche e terroristiche, un esempio lo abbiamo avuto qualche tempo fa con la paventata pandemia dell'avaria, che comporto un dissipamento enorme di risorse in favore di alcune multinazionali. Ma lo volete capire che siamo ostaggi di un manipolo di assassini approfittatori che con il danaro della comunità internazionale decide della vita e della morte di nazioni e popoli interi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alessio Sayeva19 agosto 2016 23:11

      Uno shock non lo sappiamo ancora, lo vedremo una volta finito il processo di uscite da parte della Gran Bretagna. I risvolti negativi ci saranno, ma anche positivi per me, io oggi come oggi vorrei andarmene dall'Europa perchè è solo una unione dove i più ricchi comandano e se la scoattano a discapito dei più poveri. Un paese forte deve essere guida e non un acquirente che guadagna sul tuo debito e ti manda in rovina, l'Unione Sovietica era ben diversa da questo punto di vista, Mosca comandava, dirigeva, ma non ti lasciava allo sbando, tutt'altro. Mi piacerebbe vedere tanti europei ribellarsi ed uscire dall'Europa, un effetto domino devastante voglio vedere. tanto che mi frega, peggio di come stiamo, non possiamo secondo me....Cominciamo col mandare a casa il catto clerizzato boy scout di Renzi, servo dei potenti USA e Germania, poi chiediamo una Brexit pure noi.....

      Elimina
  21. Peter Schmailzl19 agosto 2016 23:15

    Proteggere la costituzione italiana da interventi a renderla strumento di demolizione della democrazia è un passo importante, ma solo un primo , importantissimo , passo, il prossimo deve essere la riconquista dell'impegno politico d'ogni cittadino, non solo nelle elezioni e referendum, il cittadino deve essere consapevole della sua responsabilità, senza qusta , anche la migliore costituzione e inutile. Condivido l'analisi di Giangiuseppe, precisa e senza mancanze di rispetto, ma vorrei anche ricordare al singolo la propria responsabilità.

    RispondiElimina
  22. Qualche piccola osservazione.

    1) Il confronto non è tra chi considera perfettamente valida l'attuale Costituzione e chi ritiene migliore il testo proposto da questa maggioranza.
    Personalmente ritengo da tempo che la nostra Costituzione abbia molti limiti ma non accetto di cambiarla in peggio.
    Questa riforma non risolve alcun problema e ne creerebbe di nuovi.

    2) Questa riforma oltre a essere pessima nel merito è indigeribile nel metodo. Voluta soprattutto dal pessimo presidente Napolitano che ha scritto il programma di governo anche favorendo la caduta di Letta. Una riforma fatta da un Parlamento che non rappresenta il popolo italiano né nella composizione né nella consistenza dei gruppi parlamentari.
    Un Parlamento dei partiti che in ogni caso non avevano presentato questo programma di riforme, di cui non c'è traccia nemmeno nella piattaforma programmatica sulla cui base Renzi è diventato segretario.

    3) Il nostro sistema non è mai stato bipolare. Le componenti esterne ai due poli sono sempre state tante. Era inevitabile che prima o poi qualcuna avrebbe "sfondato". È successo nel 2013 con il M5S ma era successo anche prima - in misura più contenuta - con la Lega e l'IdV, per fare solo qualche esempio.

    4) Le valutazioni di Confindustria e di certa Stampa italiana ed estera sui rischi di una eventuale vittoria del NO sono semplicemente ridicole e immotivate, come ho avuto già modo di commentare dettagliatamente.

    5) La Costituzione da quando esiste è stata modificata in ben 43 articoli; quasi sempre modifiche che hanno generato tanti problemi. Su tutte cito le modifiche che hanno introdotto il giusto processo, la riforma delle autonomie locali, il pareggio di bilancio.
    Dimostrazione che il problema non è l'intoccabilità ma toccare con amore e non per violentare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido in toto e aggiungo che il NO è un modo originale di portare avanti una rivoluzione pacifica per evitare una deriva approssimativa che rispecchia l'impreparazione morale e politica dell'attuale classe politica.

      Elimina
    2. Marco Giulio Covre20 agosto 2016 12:02

      In primo luogo la vittoria del ''Sì'' non è un colpo di Stato.
      Se il parlamento in doppia lettura e il referendum dovessero dare via libera alla riforma, siamo dentro la Costituzione, non fuori.

      Elimina
    3. Questione di punti di vista e direi anche di sensibilità per il rispetto sostanziale delle regole democratiche.

      È un fatto oggettivo che questo Parlamento non è rappresentativo della volontà popolare perché costituito da persone nominate dai partiti, che si sono sostituiti agli elettori coartandone la libertà di scelta, e alterato nella consistenza dei gruppi parlamentari da premi elettorali incostituzionali.

      È un fatto oggettivo che nei programmi elettorali dei partiti non c'è traccia di questa riforma costituzionale e di questa volontà costituente, che quindi all'origine non ha il supporto del mandato popolare.

      È un dato oggettivo che la dottrina costituzionale da sempre dibatte su quale sia il limite del concetto di "revisione costituzionale". Ha sempre prevalso la tesi che si tratti di un intervento manutentivo all'interno del quadro istituzionale esistente. Questa è una riforma che porta a un nuovo assetto istituzionale per il quale si è sempre pensato ci volesse una assemblea costituente o, espediente discutibile, una commissione dedicata e rigorosamente proporzionale.
      Siamo fuori da queste previsioni sinora considerate e non abbiamo un Parlamento che rispecchia i pesi delle forze politiche.

      È un dato oggettivo che questo Parlamento non è stato sciolto per un necessario principio di "continuità dello Stato" ma la Corte ha anche indicato la necessità di una durata limitata. Se è discutibile sul piano giuridico che questo Parlamento sia o non sia legittimato a riformare la Costituzione, sul piano politico direi che la legittimazione proprio non c'è. Non solo per i ricordati vulnus costituzionali nella formazione del Parlamento stesso ma anche perché abbiamo una maggioranza totalmente priva di consenso popolare.
      Chi ha votato il NCD? Nessuno
      Chi ha votato ALA? Nessuno

      Non solo non abbiamo scelto i parlamentari ma addirittura abbiamo forze politiche che nessuno ha votato e che quindi rappresentano il nulla, sul piano politico e del rispetto sostanziale delle regole democratiche.

      Un parlamento che sembra esistere solo perché più della metà dei parlamentari è di prima nomina e ancora hanno molte casacche da indossare: abbiamo il 25% dei parlamentari che ha cambiato formazione politica. Chi rappresentano costoro dal momento che non hanno il sostegno del voto popolare diretto?

      Tutto questo non è un colpo di Stato ma che susciti qualche perplessità mi sembra ragionevole.

      Poi ci sarà il voto referendario a sancire il passaggio e su questo occorre rilevare che non c'è parità di accesso ai media tra i sostenitori del SI e del NO.
      Anche questo è un dato su cui riflettere perché il voto popolare è legittimante se si favorisce il corretto confronto tra le parti.
      Conoscere per deliberare.

      Elimina
  23. Articolo interessante. Giangiuseppe Gattuso con la sua analisi ci prospetta un caldo autunno per la battaglia referendaria. Un popolo già fortemente diviso per motivi storici, territoriali, economici e culturali farà fatica a superare la pericolosa contrapposizione fra chi sostiene la contestualità della Costituzione e chi difende la riforma. Non tutti gli italiani, compresi i politici, conoscono i valori della Costituzione e il suo legame storico con La Resistenza. All'apertura dei lavori della Costituente Piero Calamandrei, parlando della durata della Costituzione diceva: << Dobbiamo volere che duri: metterci dentro la nostra volontà. In questa democrazia nascente dobbiamo crederci, e salvarla così con la nostra fede e non disperderla in schermaglie di politica spicciola e avvelenata. >> Queste parole descrivono l'attuale momento pieno di veleni. La mancanza di una corretta informazione è aggravata da una serie di ricatti interni ed esterni che non tengono conto della sovranità popolare. La revisione dei precetti costituzionali è prevista dall'articolo 138 con un concetto ben chiaro: NESSUN SACCHEGGIO DELLA COSTITUZIONE. Quando si procede con revisioni di singoli precetti il cittadino riesce a comprendere. Quando la riforma interessa interi blocchi tale da menomarne l'impianto ispiratore va ritenuta illegittima e respinta con lo strumento democratico del voto. Malgrado l'evidenza degli effetti negativi che subirà il sistema politico istituzionale italiano, non si comprendono le contrapposte valutazioni dei costituzionalisti. Ai più sfugge il fatto che questa riforma è stata imposta da un governo, con un bassissimo indice di gradimento, alle Camere in un particolare momento di crisi della democrazia parlamentare. L'iniziale personalizzazione dell'esito referendario, le posizioni favorevoli di settori economici e l'occupazione di tutto il sistema informativo per il SI al referendum è sintomatico di un accanita difesa del regime. Dal governo attendiamo altre riforme finalizzate a rendere più giusta la società. In questa battaglia referendaria non ho alcuna fiducia nei partiti. La loro scelta è pretestuosa, non è finalizzata alla difesa della Costituzione ma opportunità politica. I loro SI e i loro NO non entreranno mai nel merito della riforma, sono interessati allo scontro politico che accentua la divisione tra i cittadini. - "DIVIDE ET IMPERA" - Concludo con le parole di Gustavo Zagrebelsky: " Nella campagna per il referendum costituzionale i fautori del SI useranno alcuni slogan. Noi, i fautori del NO, risponderemo con argomenti. Loro diranno, ma noi diciamo."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in effetti Lorenzo Romano ha coniato il vero titolo della consultazione referendaria....IL REFERENDUM PER IL REGIME

      Elimina
  24. Carlo Capilupi20 agosto 2016 09:49

    Ottime osservazioni, caro Gattuso. Come osservi giustamente, la nostra Costituzione non può essere manipolata e storpiata frettolosamente da quattro gatti che non hanno i requisiti necessari per poter mettere mano ad alcun articolo della Carta. Solo un'assemblea costituente, composta da persone sagge e competenti, che abbiano incarnato il vero significato della parola "democrazia" (quella cioè proiettata sugli interessi e sulle istanze dei cittadini e non del potere oligarchico-lobbistico), rappresentativa delle più ampie forze politiche in Parlamento, può avere il diritto di modificare (semmai ce ne fosse il bisogno e l'urgenza) la Costituzione. Non accettare che questa cricca di personaggi equivoci, ombrosi, autoreferenziali e accentratori determinino un cambiamento epocale orientato alla trasformazione subdola della nostra repubblica da parlamentare a presidenziale, è un obbligo morale di tutti coloro che conservano intatto il senso della partecipazione democratica alla vita politica e intendono mantenere viva e forte la rappresentanza del popolo sovrano in Parlamento. VOTARE NO, dunque, al Referendum di autunno.

    RispondiElimina
  25. Stefano Fiorentino20 agosto 2016 09:53

    Pensiero articolato. Io penso intanto che si doveva evitare il pronunciamento a mo' di plebiscito. Era meglio spacchettarlo. Altro sospetto che mi tenta è che queste riforme, comunque a maggioranze variabili, puntino ad inchiodare i parlamentari al perdurare nella legislatura sino a scadenza naturale. Per cui le posizioni mi sembrano pezzi di un gioco delle tre carte. Questo vale a Roma come a Palermo. Da qui la convinzione che nessun governo cadrà comunque vada.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Francesco Salvatore20 agosto 2016 09:56

      Queste riforme tendono a trasformare il governo dello Stato nel governo di un azienda svincolando al massimo le poltrone dei parlamentari dal meccanismo elettivo.

      Elimina
  26. Alba Ponticello20 agosto 2016 10:54

    Articolo chiaro ed esaustivo:lo condivido pienamente

    RispondiElimina
  27. Armando Pupella20 agosto 2016 11:20

    Complimenti per l'articolo e il suo pacato stile. Questo tormentone estivo che si protrarrà sino in autunno mi ha stufato e non se ne avvertiva la necessità dinanzi ai gravissimi problemi economici, finanziari, occupazionali che non saranno risolti da questa strana riforma della Costituzione se verrà approvata col referendum. Su questo argomento e sulla legge elettorale italicum, quasi un porcellum bis, ho commentato diversi articoli di Politica prima. Riassumo brevemente: non sono per lo statu quo costituzionale, ma per una seria ed efficace riforma della Costituzione, SENZA DEFORMARLA, che riduca gli ENORMI costi della politica, anzi della partitocrazia, ENORME SPESA ASOCIALE ED IMPRODUTTIVA che gravando ANCHE su buste-paga ed aziende compromettono la competitività del made in Italy, sul mercato nazionale ed estero, con conseguente disoccupazione, cassa integrazione, miseria, ipertartassamento, devastante debito pubblico, aumento di truffe furti rapine, SUICIDI DI DISOCCUPATI ED IMPRENDITORI, decadenza economica-occupazionale-sociale-morale-demografica. Dopo il risorgimento economico , posti catastrofe seconda guerra mondiale, un altro miracolo economico è possibile ed urgentissimo.

    RispondiElimina
  28. Gli articoli del direttore non deludono mai se non altro per l'obbiettività che tutte le volte mette. Complimenti!
    Personalmente voterò NO e poi no e no e ancora no!
    perchè dovrebbe starmi bene che mi venga tolta la possibilità e il DIRITTO di votare i senatori? sono stufa e arci stufa degli inciuci di palazzo e dei suoi nominati che tutto fanno tranne che rispettare la democrazia.
    E la costituzione? scritta da un pluricondannato per corruzione e mafia come Verdini??? NO GRAZIE!
    E che dire delle riforme? la cosiddetta "buona scuola" che ha fatto incazzare tutti gli insegnanti e studenti d'italia! E quella sulla giustizia? che mette i magistrati sotto ricatto! per non parlare di quella elettorale, l'italicum, che tutto è tranne che democrazia!
    E Renzi che si affanna a dire che verranno risparmiati 500 milioni di euro dai 100 senatori tolti? BALLA COLOSSALE! perchè i senatori a vita, cioè tutti, rimarranno li con i loro lauti stipendi e rimborsi vari! cambierà solo che non avranno voce in capitolo!
    Non sò voi....ma io sono satura e disgustata dalle mille e mille bugie di Renzi! Non gli credo piu e non gli crede piu neanche la maggior parte degli italiani tutti delusi! insegnanti, studenti, pensionati, imprenditori, agricoltori, commercianti! tutti, se potessero, lo lincerebbero. Facciamocele due domande và....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marco Giulio Covre20 agosto 2016 14:59

      Grazie per le sue illuminazioni!! E di tutte le sue presunzioni,che tutti gli Italiani la pensino come lei,il problema è proprio questo, che si scambino le proprie opinioni, come pensiero unico degli Italiani. Se permette per questo ci sono le elezioni. Prima ancora il referendum,dove anche gli ignoranti,come li cataloga lei, possono esprimersi con un Si o un NO. O siamo al solito paradigma,se non la pensano al modo suo,sono tutti ignoranti?? Il settarismo malattia infantile a cinque stelle. P.S.: ora i programmi sono le nausee delle persone.....proprio con il suo NO manterrà gli inciuci....., altra cosa,le riforme che le fanno venire la nausea, se permette saranno i cittadini con il loro voto a trarne un giudizio,quando sarà il momento delle elezioni, confermando o mandando a casa chi le ha fatte,altri si prenderanno la responsabilità di governare,si chiama democrazia,o meglio democrazia dell'alternanza. Le delegittimazioni nei confronti di chi la pensa in modo diverso non portano lontano. Anzi mi fanno paura.

      Elimina
    2. Ma che buffonata indegna persino di uno spettacolino di periferia ....Brava Stefania, hai detto tutto, senza fronzoli e orpelli, concordo pienamente su tutto ciò che hai scritto ...io ho la nausea!

      Elimina
  29. Giovanni Tuzzolino20 agosto 2016 11:58

    Renzi ha 3 grossi problemi: il no vincente, il sistema elettorale e l'economia a terra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono problemi di Renzi, sono problemi nostri. Il problema di Renzi è di avere a che fare con un'opposizione acefala ed incapace. Ed incapace perché acefala.

      Elimina
    2. il primo lo ha creato Renzi, il secondo lo ha crato Renzi il terzo lo ha fatto esplodere Renzi nel senso che ha scippato un Governo traballante al suo compagno di partito per farlo sprofondare ... che è ciò che veramente sta a cuore ai pescecani della finanza (gli strozzini del mondo)

      Elimina
  30. Lo stiamo dicendo da mesi che questa riforma è prerogativa di chi ha interessi particolaristici e individuali e spero che anche questo rigoroso contributo serva a far capire agli scettici che al popolo non serviva la schiforma. Per il resto vorrei far notare come giustamente hai scritto che durante la fase elettorale il Pd e lo stesso Renzi non aveva parlato della Cost. Ed io se fossi una elettrice piddina mi sentirei esclusa dalle decisioni politiche del pd e soprattutto presa in giro. Io ovviamente non ho mai votato Pd e mai lo potrei votare, serva l'esempio per far capire che se uno dice A e poi fa B, "sempre pu culu ti pigghia". Francesismo a parte, non rimane che pregare per Santa Rosalia .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. antonella albertini21 agosto 2016 14:57

      Complimenti per il commento veramente esaustivo e chiaro.....

      Elimina
  31. Leggendo i punti della riforma sulla costituzione non ritengo opportuno che si faccia questo referendum, poiché è una lama a doppio taglio e vincendo il si porterà ad un peggioramento della nostra costituzione. Già molto disgustata della politica di Matteuccio che ha portato l'Italia al declino e vuole continuare ancora con questa pagliacciata? Se stiamo a vedere il suo operato non vi è nulla dove non potersi lamentare iniziando dalla Buona scuola, i tagli alla sanità ,le pensioni e tutte le bugie che fino ad oggi ci siamo dovuti sopportare e cosa grave da un presidente del consiglio non eletto da noi cittadini, perché ci hanno tolto pure la libera facoltà delle elezioni. Ora mi chiedo ma per quanto ancora dobbiamo rimanere a guardare e sopportare questa inutile persona che ha distrutto il nostro paese e chi sa cosa ancora continuerà a portare alla distruzione più totale??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eugenio Magrini20 agosto 2016 14:57

      Signora Gallo mi dispiace ripetere sempre le stesse cose ma forse è necessario. Buona scuola lei sa che in Europa il ns livello è ultimo e nel 2015 nelle prime cento università non c'è un'italiana. Poi mi scusi quando è stata l'ultima volta che ha eletto un presidente del consiglio o un governo. Poi sulla sua conclusione giusto concordo ma la prego mi dica come, Solo per rammentarle dal 1946 ad oggi, 65 governi lei non ha votato per più di 15 volte forse. Come la mettiamo. Non le è venuto il dubbio che sono 70 anni che ci prendono in giro Attenzione non è una difesa al Renzi

      Elimina
    2. antonella albertini21 agosto 2016 14:54

      Giusy, mi puoi spiegare perché con le modifiche approvate dal Parlamento la nostra Costituzione diventerebbe peggiorativa? Scusami, ma non hai dato nessuna spiegazione che invece sarebbe molto importante conoscere

      Elimina
    3. antonella albertini21 agosto 2016 15:08

      Caro Pino, solo l'opposizione é acefala?? Ahahah

      Elimina
  32. Condivido, aggiungo che non siamo un popolo da sistema maggioritario. Al bianco o nero coltiviamo una gamma di altre molteplici sfumature. Al proporzionale bastava apporre dei correttivi che garantissero la governabilità.

    RispondiElimina
  33. Caro Direttore, ho letto con molta attenzione il tuo servizio e sono d’accordo con te, non per viso di circostanza, ma per convinzione. Devo farti i miei complimenti, perché hai saputo cogliere il comune sentire, “A COMMUNI OBSERVANTIA NON EST RECENDUM”, avrebbero detto in altri tempi i nostri antenati. Come mi sono espresso in altre circostanze, la superficialità non mi è mai piaciuta, ho sempre cercato di leggere in profondità e poi fare le mie debite riflessioni. Devo confessarti che anch’io, come te, nutro le stesse previsioni sulll’aria che si respirerà nel prossimo autunno, sarà una stagione in cui affronteremo una consultazione referendaria ormai svuotata nei suoi contenuti essenziali. Non ci sarà assolutamente una valutazione di merito, e nessuno sarà interessato a capirci qualcosa, se non, la caduta del governo. D’altronde, è stato lo stesso Renzi ad offrire questo ghiotto boccone all’intera opposizione parlamentare. Ormai, nessuna affermazione mi stupisce e nessuna opinione mi ferisce, per quanto sia contrastante alla mia, ma sarei dell’avviso che tutti dovrebbero abbassare i toni in una situazione già tanto equivoca e degenerata. Devo complimentarmi con te, caro Giangiuseppe, anche per aver messo in rilievo quel dualismo, fulcro fondamentale di due essenze o principi opposti inconciliabili in cui si configurano due componenti: un sistema politico ancora immaturo e una totale mancanza di consapevolezza, da parte del popolo, di quel potere a lui assegnato dalla Costituzione. Nella vita politica, tuttavia, se non vogliamo cadere in un qualunquismo dove tutte le idee giacciono sullo stesso piano, è estremamente necessario operare tra esse una distinzione di sorta, attraverso una idea più critica e articolata di quello che si debba intendere per pluralismo. Che nelle lotte politiche le parti in gioco sferrino duri colpi e vogliano vincere la partita adoperando tutti gli strumenti in loro potere, è cosa da tempo risaputa, né vi è da attendersi che le cose cambino proprio in questo momento così teso e difficile della nostra storia. L’altro concetto fondamentale da te messo in rilievo , che rispecchia i postumi di un errore politico è la rielezione di Giorgio Napolitano. L’esistenza di un timore diffuso da parte delle forze politiche tradizionali, di potersi verificare una profonda metamorfosi della situazione esistente ha contribuito alla formazione politica di governo assolutamente eterogenea. Poi, è la stessa “Fisica” a dettarci le conseguenze attraverso una sua legge fondamentale: “ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria”, in sintesi, una opposizione altrettanto disarticolata ed eterogenea. Non è finita! A questa grave situazione di disorientamento politico per onestà intellettuale, deve aggiungersi l’azione dirompente di una stampa corrotta e servile. Certo, se la copertura mediatica di determinati avvenimenti, o il sostegno di una particolare classe politica, viene preferita alla qualità degli articoli e alla varietà dei temi trattati, ecco che il giornale non ha più motivo di esistere per il cittadino, non rappresentando un mezzo di informazione, ma l’emblema di un servilismo di potere. Questi dovrebbero essere gli strumenti e le modalità attraverso i quali l’opinione pubblica dovrebbe prendere corpo e allo stesso tempo interagire con la politica? Fino a che punto ha senso parlare di partecipazione e di scelta dei cittadini, quando chi ci governa può impiegare mezzi e risorse per costruire il consenso? E quindi come capire, come muoversi, nell’universo di parole che prima le edicole e ora la rete ci mettono a disposizione, per essere cittadini consapevoli? Queste, caro Giangiuseppe, sono le tante anomalie che mi convincono a sottoscrivere il tuo servizio, oltre a rappresentare il “carburante” necessario ad alzare la temperatura dello scontro politico sul referendum d’autunno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. antonella albertini21 agosto 2016 14:49

      Caro Franco, mi piacerebbe sapere quali sono i giornali asserviti al potere e corrotti e che cosa intendi per " corruzione della stampa".

      Elimina
  34. OTTIMO ARTICOLO. Sarà caldo l’autunno per noi e i politici. Renzi poi ci ha dato l’ultimatum “O me o senza di me” Personalmente voterò NO. Io credo che sia anche possibile qualche cambiamento costituzionale, ma non accetto i pastrocchi della competente Maria Elena Boschi e di Renzi un ambizioso pericoloso. Tutti, credo, siamo consapevoli, che il nostro voto sarà decisivo a cambiare. Ci lamentiamo sempre di una casta magnona, sniffante, parentopolica, truffaldina, che ha personalizzato la politica per non cercare il cambiamento?una salutare doccia fredda farà bene. Magari si arriverà a tenere pure conto dell’insoddisfazione e dello sdegno di noi poveri cittadini. Tasse più alte d’Europa, un ceto medio distrutto. Renzi non è un rottamatore ma uno sfasciatore. Mi aveva conquistato, l’ho votato e ancora più forte è la rabbia e la delusione. Napolitano continua a far politica. Certamente e lucidamente vuole Renzi. Non possiamo pretendere che voti NO ma che taccia SIiiiiiiii. Abbiamo un presidente in carica che parla poco, quasi letargico e un ex presidente che parla troppo. Bersani resta l’uomo del circa, forse, ma se. Se riflettiamo il SI sarà l’apoteosi del regime renziano, sarà uno sfregio democratico, sancirà le pecche di un governo, mai votato, in politica estera. Sancirà che cresciamo meno del resto d’Europa.Adesso i nostri parlamentari si godono 41 giorni di ferie più tutte le assenze che hanno fatto. Si riprenderanno bene. Intanto le loro vacanze sono protette da un’assurda assicurazione e pare che in parlamento ci sarà la stanza massaggi. Cambiare è ormai necessario. Ci prenderemo i rischi ma saranno sicuramente meno del non cambiamento. Grazie al nostro direttore e al suo articolo, dove la riflessione è un obbligo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. antonella albertini21 agosto 2016 14:44

      Perché Napolitano dovrebbe tacere? È un cittadino come tutti gli altri e ha pieno diritto di esprimere le proprie valutazioni.

      Elimina
  35. Caro Giangiuseppe aggiungo a quello che hai chiaramente esposto che c'è una differenza fra gli autunni caldi di una volta e quello che si prospetta quest'anno: prima si protestava per avere qualcosa in più ora per difendere qualcosa che si ha

    RispondiElimina
  36. antonella albertini21 agosto 2016 10:20

    La modifica della Carta Costituzionale, approvata dal Parlamento, non riguarda la Prima parte della nostra Costituzione ( Diritti e Doveri dei cittadini) ma solamente la seconda parte ( Ordinamento della Repubblica) e si pone l'obiettivo principale di una governabilità e stabilità più certe. Questo sacrosanto obiettivo mi sembra ampiamente giustificato dal fatto che negli ultimi dieci anni abbiamo avuto sei governi contro i tre della Germania e della Gran Bretagna. La nostra storia recente documenta che il bicameralismo non garantisce sempre maggioranze omogenee in entrambe le Camere. Nel 1994 il centro-destra guidato da Berlusconi vinse alla Camera ma non al Senato, dove raggiunse la maggioranza grazie ad alcuni senatori transfughi che passarono dal centro-sinistra al centro-destra. Nel 1996 Prodi ebbe la maggioranza al Senato ma non alla Camera. Nel 2006 Prodi fu autosufficiente alla Camera ma non al Senato. Nel 2013 a Bersani successe la stessa cosa.l'eliminazione della necessità di avere la fiducia del Senato garantisce sicuramente maggioranze certe e governabilita, fattori indispensabili per guidare una Nazione. D'altra parte nel mondo delle democrazie non ci sono altri esempi di sistema bicamerale. Personalmente non vedo che cosa ci sia di strano se un governo, che ha ottenuto la fiducia in Parlamento secondo le regole vigenti, propone una modifica della Carta Costituzionale nella parte che riguarda l'organizzazione dello Stato e ne ottiene l'approvazione a maggioranza del Parlamento. D'altra parte la nostra Carta Costituzionale risale al 1948 é potrebbe non essere più rispondente all'esigenze dei nostri tempi, come ho dimostrato nella prima parte del mio commento. Sicuramente Renzi ha sbagliato a legare al suo destino politico l'esito del referendum; tuttavia presane consapevolezza sta cambiando giustamente posizione. Il movimento 5stelle e Forza Italia, almeno una parte, sono per il No, fondamentalmente per ostacolare Renzi. I grillini , come loro consuetudine, non sono mai scesi nel merito delle questioni tecniche della riforma. Forza Italia prima ha contribuito a far approvare la modifica in Parlamento, poi una parte di esso ha modificato posizione e ora sta facendo campagna per il NO. Con la riforma il Senato passerebbe dai 315 componenti attuali a 100 senatori, con conseguente risparmio economico.Il Senato diventerebbe Camera delle autonomie regionali, riforma auspicata da destra e da sinistra fin dagli anni 70. Alcune competenze regionali tornerebbero statali, come ad esempio il SSN. Senza dilungarmi oltre, concludo dicendo di essere fortemente favorevole alla riforma,ma auspico una modifica dell'Italicum perché, passando ad un sistema monocamerale, è necessario garantire maggior rappresentatività delle forze politiche. Quindi abbassamento della soglia di sbarramento o sua eliminazione,assegnazione del premio di maggioranza non ad un partito ma ad una coalizione, affinché si possano avere maggioranze omogenee per idealita' e progettualita'. Solo con idealita' e progettualita' condivise si può governare una Nazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lungi dal voler dissuadere chi è per il SI, ritengo doveroso precisare che:

      1) in base all'attuale ordinamento il Governo ha il compito di governare e non di legiferare, soprattutto in leggi costituzionali, ciò non è avvenuto nella sostanza;

      2) le modifiche costituzionali sono state approvate mettendo la fiducia, aspetto non secondario che rafforza quanto detto al punto 1);

      3) i risparmi economici conseguenti alla riduzione del numero dei senatori è irrisorio e il suo peso nel valutare la riforma è pretestuoso;

      4) il Senato non rappresenta le regioni in quanto i suoi componenti non sono espressione dei territori regionali;

      5) il Senato continuerà continuerà ad avere competenze legislative in campo nazionale a dispetto delle esigenze di snellimento del processo legiferativo;

      6) i Senatori continueranno ad avere l'immunità parlamentare e questo fa pensare a male in merito ai criteri con cui verranno scelti.

      Elimina
    2. antonella albertini21 agosto 2016 22:53

      Il governo ha proposto la modifica e ne ha ottenuto l'approvazione dal Parlamento, come si conviene. Il Senato sarebbe composto da senatori scelti a livello territoriale regionale. Ci sarà sicuramente uno snellimento nelle procedure legislative perché non sarebbe più richiesta l'approvazione in entrambe le Camere. La verità è che ci piace lamentarci di tutto è tutti, ma siamo contrari ad ogni tipo di cambiamento. Sono quaranta anni che si parla della modifica del Senato, ma non se n'é mai fatto nulla.

      Elimina
  37. Ottima analisi di questo autunno che ci aspetta..condivisibile...aggiungo un paio di note personali.
    La Costituzione italiana venuta fuori da una assemblea di persone competenti che hanno impiegato molto tempo nello stilata in maniera che potesse anche essere revisionata per adeguarla ai tempi, non può essere stravolta ed offesa da persone incompetenti, le quali temo non ne conoscano granché nè può essere modificata in tempi brevi e soprattutto non da un governo e un parlamento illegittimo frutto di una legge elettorale bocciata dalla Consulta.
    Detto questo si evince che lo scopo primario di questa schiforma è la sopravvivenza di questo governo che ha ormai dato ampie prove di pressapochismo e becero autoritarismo..ne è prova lampante il controllo sui media e la lotta senza quartiere ai sostenitori del no.
    Sono per il cambiamento che reputo necessario, ma non accetto, non in questo caso, un cambiamento peggiorativo e chiaramente di parte.
    Tutte le persone con un minimo di conoscenza e di discernimento non posso non rendersi conto di ciò che sta accadendo al nostro paese...la deriva quasi dittatoriale...l'uomo solo al comando che si sta cercando di attuare, non possiamo permetterlo.
    Votare NO è indispensabile, per salvare noi stessi e se questo ci libera da questo governo..ben venga, ma il motivo principe di questo NO è la salvaguardia della Costituzione...che potrà essere revisionata con altri mezzi..altri tempi e soprattutto altre persone.

    RispondiElimina
  38. L'articolo è talmente esaustivo che non sarebbero necessari altri commenti!
    AL referendum voterò, e cercherò di fare votare NO, non è possibile che un gruppo di pasticcioni, con a capo un arrogante fascitelllo, possa mettere mano alla Carta Costituzionale, alterandone anche i valori. Troppa fatica, troppo sangue e scorso per avere una Carta che ci viene invidiata.
    Oggi, se qualche cambiamento dovesse essere fatto, ad esempio, il dimezzamento dei parlamentari potrebbe avvenire senza stravolgere la Costituzione.
    Inoltre, se sarà il NO a prevalere, ci sono buone possibilità di tornare a votare, sempre non ci venga proposto un nuovo Premier nominato senza legittimazione popolare, che , comunque, immagino, migliore di questo, La Costituzione va maneggiata con cura, non per farne un uso a scopo di vittoria elettorale.
    Altri potranno farlo, altri all'altezza dei Padri Costituenti, non questi.

    RispondiElimina
  39. Sandra Zingaretti21 agosto 2016 21:48

    Uno spaccato degli ultimi anni... sebbene non ci sia stato bisogno di "riformare" la nostra Costituzione.

    RispondiElimina