martedì 8 marzo 2016

QUESTI GRILLINI PROPRIO NON LI CAPISCO

Grillo Di Maio Di Battistadi Giovanni Caianiello - Si fanno eleggere parlamentari, nei consigli regionali, come sindaci o consiglieri.

Persone come Di Battista, che lavorava come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene, di microcredito e istruzione in Congo-Kinshasa e per i diritti all’alimentazione per l'UNESCO, che girava il mondo, tra Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Guatemala, Cuba.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
24-11-2013 Roma
Politica
Rai - trasmisione in mezz'ora
Nella foto: Paola Taverna, Luigi Di Maio m5s
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
24-11-2013 Roma
Politics
Rai -  in mezz'ora tv show 
In the picture: Paola Taverna, Luigi Di Maio m5sCome Luigi Di Maio, giovane imprenditore e titolare di una azienda di famiglia, Michele Giarrusso, avvocato di successo, e Manlio Di Stefano che lavorava come ingegnere per Accenture Technology Solutions e così tantissimi altri impegnati a costruirsi un futuro. Decidono di mollare tutto per svolgere due mandati da politici per poi ritornare a casa a fare, se gli va bene, quello che facevano prima. Proprio non li capisco.

Un successo clamoroso alle politiche del 2013. Subito alla prova, e di fatto, rifiutati da Bersani che avrebbe voluto i loro voti per il “suo governo”. Relegati all’opposizione perché rivoluzionari contrari al Palazzo. Protestano, vanno sui tetti e diventano il bersaglio preferito della Boldrini di SEL, alleata di governo, con loro fa il tiro al piccione e li sospende dal parlamento. Derisi perché sono i nuovi arrivati, i rompiscatole, decidono di non andare in TV perché faziosa come quasi tutti i giornali. Restituiscono parte dell’indennità e rifiutano i finanziamenti pubblici.

Fanno le campagne elettorali con cifre ridicole raccogliendo fondi tra gli attivisti. Una cosa mai vista prima. Odiati dalle lobby, dalle banche e dalla finanza, diventano gli antipatici, perché non amano il canguro che in Australia è un grazioso animale, e sono a favore della vivisezione delle leggi presentate dal PD e FI.

Certo, la scatoletta non era così facile da aprire, come pensavano, specie se i deputati e senatori vivono nel palazzo e la chiavetta ce l’ha qualcun altro. Le loro vite vengono costantemente passate ai raggi X, e come se non bastasse, sotto i riflettori finiscono anche i loro familiari. Fascisti. E in assenza di notizie se ne creano ad arte, nascono così scoop che a macchia d’olio girano sui TG e giornali che li propagandano con grande enfasi.

Vengono dipinti come pedine nelle mani di Casaleggio, Grillo ormai è a riposo. Le loro mail spiate dalla società che tutto può e che lucra alle loro spalle. Insomma,  la Casaleggio Associati e il blog di Beppe Grillo che tengono testa all’impero mediatico del centro destra e alla RAI governativa. Incredibile. Basta, però, dare uno sguardo ai bilanci pubblici delle aziende per percepire immediatamente l’entità degli “affari”. Nel 2014 i ricavi della galassia Casaleggio, compreso il Blog di Grillo, sono stati 1,5 milioni con una perdita di 152mila euro (C. Brusini Il Fatto Quotidiano 29 agosto 2015).

Fininvest logoPer fare un esempio, il gruppo Fininvest della famiglia Berlusconi ha un fatturato di quasi 5 miliardi di euro e circa 20 mila dipendenti. Come dire un rapporto di 1 a 333.

Le frecce di paglia colpiscono il bersaglio, si infrangono per la loro inconsistenza, ma comunque raggiungono lo scopo. La notizia fa scalpore e mai, invece, la smentita.

Patrizio Cinque sindaco BagheriaLa loro onestà è messa in dubbio, hanno perfino un sindaco “abusivo”, a Bagheria, capace di costruire la sua casa nientemeno prima che nascesse. Mentre a Quarto hanno fatto patti con la Camorra, incredibile. E infatti tutti ricordano le parole provocatorie di Grillo sulla mafia...

Ma la “politica”, partitica, è questa. Beppe Grillo, da anni faceva spettacoli e parlava di futuro, di tecnologia e finanza, in netta contrapposizione  all’operato dei  governi e politici. Molti applaudivano ma nessuno sembrava volersi  interessare sul serio ai suoi argomenti.  L’unica strada per farli valere era la via politica.

Piero Fassino PDL’idea, alla fine gliela suggerì Piero Fassino, che infastidito dalle sue contestazioni, dalla richiesta di prendere la tessera del PD e di candidarsi alle primarie come “alternativa al nulla", gli  rispose scocciato:  "Non possiamo dargli la tessera, se vuole fondare un partito lo faccia e vediamo quanti voti prende". Il risultato lo sappiamo.

Alessandro Di Battista M5SIn tutto questo, cosa fanno i 5 Stelle? Si saranno stancati di vedersi bocciare puntualmente ogni iniziativa di legge, emendamenti, ipotesi di regolamentazione, persino quando dichiarano di votare a favore?  La casta è casta e il palazzo è palazzo, difficile da demolire dopo decenni di scientifico consolidamento e sostanziale accordo tra chi ha in mano il potere.

Qual è, quindi, la loro tattica? Aspettare che i giaguari, i canguri ed i loro addestratori vengano tutti condotti nella riserva reale di (Poggio), in quella di Regina (Coeli), o altre destinazioni protette? Mentre fuori le pecore al pascolo, abbandonate e disorientate cercano nuovi pastori. Beh… se è questo il piano, considerata l’attenzione e l’impegno giornaliero dei magistrati, bisognerebbe dire che allora  sono a buon punto. Come dire, se non puoi batterli... lascia che si estinguano da soli.  

Giovanni CaianielloGiovanni Caianiello
08 Marzo 2016

54 commenti:

  1. "Rompicoglioni, disadattati, potenziali stupratori" ... proprio incomprensibili.

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  2. Raffaella Schiavone8 marzo 2016 22:35

    Bellissimo articolo,intelligente,simpaticamente ironico....Bravissimo Giovanni Caianiello....Prima era nel mirino Beppe...ora ci riprovano con Gianroberto,colpevoli di aver fatto aprire gli occhi a milioni di cittadini,colpevoli di aver creato il M5S,granellino di sabbia che ha inceppato l'ingranaggio,colpevoli di aver scoperchiato il vaso di Pandora,colpevoli di aver fatto venire alla luce inciuci e accordi fra i partiti,scientemente tenuti nasconti agli ignari cittadini.......Se ne facciano una ragione i detrattori del Movimento 5 Stelle,una volta aperti gli occhi,impossibile rimetterci su le bende o i prosciutti..............

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    1. Peter Schmailzl10 marzo 2016 07:28

      Sì, è proprio questo che da fastidio, la contaminazione con onestà d'un sistema politico basato esclusivamente su clientelismo ed omertà!
      Qualche "Grillino" farebbe bene anche al Ticino, anzi, a tutta la Svizzera!

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  3. I grillini sono prigionieri della loro vittoria elettorale, ottenuta per legittima protesta di gran parte degli italiani.Obiettivi alti, strategie per raggiungerli zero.

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  4. Non mi piacciono li articoli agiografici, le leccate, e nemmeno quelli che tali cose realizzano.
    Senza offesa.

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    1. Se non mi sono distratto, non ho sentito da parte sua gli stessi commenti agli articoli tipo quelli pubblicati dalla signora Falcioni. Forse gli unici articoli agiografici che apprezza sono solo quelli che parlano di Renzi e del PD?

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    2. Purtroppo non sono un frequentatore assiduo e ogni tanto, anzi più di ogni tanto mi sfuggono alcune cose. Lungi da me apprezzare Renzi e il PD di cui mi onoro avere sempre parlato malissimo. Comunque grazie per il suggerimento. Andrò a leggere l'articolo della signora, ma non assicuro un commento, anche perchè potrebbe sembrare che io commenti a comando. Casomai sarà per un'altra volta.

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    3. Per quanto mi riguarda sono abbastanza soddisfatto della sua cortese risposta. La ringrazio.

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  5. Mah se dobbiamo confidare sulla magistratura allora non abbiamo via di scampo.
    Il potere partitocratico si autoriproduce e non bastano gli scandali e le manette per azzerarlo.

    Aldilà delle tante critiche che si possono fare al M5S da diversi punti di vista, credo che uno sia fondamentale.

    Paradossalmente, il M5S non ha consapevolezza del potere partitocratico che da sempre tiene banco.
    Lo critica e fa scelte che sembrano fuori dal sistema partitocratico, ma non propone soluzioni di sistema valide per tutti.

    Non propone un SISTEMA LEGALE di essere soggetto politico. Quindi, poiché la democrazia non consiste nella speranza che vinca il "giusto" e nemmeno che costui rimanga in eterno al potere, anche ammesso che loro prendano il potere e non si corrompano come a tanti è successo, c'è pur sempre il rischio che tornino all'opposizione e tutto torni come prima perché le regole del sistema non sono state modificate.

    In altri termini, non basta fare delle scelte per sé per risolvere il problema perché si consente che intanto convivano le altre modalità opache di fare politica.

    Serve un sistema di regole democratiche e trasparenti alla base del sistema politico.

    Non si può pretendere che voti per il M5S anche chi non è convinto della bontà di alcune soluzioni proposte solo perché loro sono "diversi".
    L'Italia è piena di movimenti che si annuncuivano diversi: dal PCI alla Lega passando per l'IdV e prima per FI di Berlusconi che avrebbe dovuto rovesciare l'Italia come un calzino.
    Sappiamo come è finita.

    Altra considerazione.
    Se entri nell'arena della politica istituzionale ne accetti le regole.
    Con quelle regole di merda entri in Parlamento e quindi sei esattamente come gli altri.
    Solo sporcandoti le mani con la merda dimostrerai di essere immune dalla tentazione del potere corruttore.

    Se non vuoi sporcarti le mani, allora stai fuori dalle Istituzioni e organizzi la rivoluzione.
    Se stai dentro fai la scelta "socialdemocratica" (nobile) di modificare il sistema dall'interno e questo richiede il coraggio di sporcarsi le mani.

    Ma questa è una questione di filosofia della rivoluzione; il primo punto è invece consapevolezza della realtà.

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    1. Premetto che non sono un fanatico né un difensore d'ufficio dei 5stelle, anzi ritengo che di errori ne facciano tanti. Detto questo, credo che paragonare questo movimento alle esperienze e ai "nuovisti" del passato sia un esercizio inopportuno in quanto gli elementi di novità introdotti da questa formazione politica non hanno riscontro con altre realtà, fin qui sperimentate. Non si era mai vista infatti tanta coerenza rispetto ai principi e agli impegni assunti con gli elettori; nessuno mai si era dimezzato lo stipendio e si era dato l’orizzonte di due mandati parlamentari; mai la questione morale ha assunto una tale valenza, al punto da dimettersi per questioni ritenute marginali da parte degli altri partiti. Nessuno, prima d’ora aveva mai mostrato tanto scrupolo nella selezione della classe politica. Potremmo continuare con altri elementi di forte discontinuità col passato ma credo che tanto basti per affermare che si è di fronte ad un DNA diverso che fa escludere accostamenti con altri soggetti politici. Questa mi sembra un’analisi oggettiva che, ovviamente, non fa dei 5stelle dei santi ma che, indubbiamente, costituisce una rivoluzione dal punto di vista dello stile e dell’etica politica.

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    2. Non è un paragone quello che ho inteso fare, ma ricordare che in ogni epoca ci sono stati movimenti e partiti che hanno suscitato tante attese.
      E' stato così con il PCI in storico duello con la DC... sebbene volesse poi governarci insieme.
      E' stato così con la Lega, in pochi anni passata da forza dalla minima presenza a importante forza politica presente in tutto il Nord Italia e addirittura diventata forza di governo.
      Grandi attese anche con l'IdV di Di Pietro.

      Ogni soggetto ha le proprie caratteristiche, come ogni epoca... Ma ci andrei cauto a parlare di DNA.

      La riduzione dello stipendio è un bel gesto simbolico, ma non serve a cambiare l'Italia se a esso non si accompagna una proposta per regolare i movimenti politici e uscire dall'attuale sistema in cui i partiti sono regolati dalle stesse norme che riguardano le bocciofile, ma gestiscono un fiume di denaro pubblico.

      Non bisogna confondere le scelte che il M5S ha fatto per sé con una proposta di riforma del sistema politico di cui ancora non si vede traccia.

      Se non fosse chiaro, e mi sembra che si faccia fatica a cogliere la differenza tra i due aspetti, è come dire che fare la scelta di convivere e di non sposarsi equivalga a riformare il diritto di famiglia. Non è così.

      Durata del mandato, questione morale... non sono affatto delle novità. Come non lo è la lotta al finanziamento pubblico ai partiti.

      Che il M5S abbia ancora da fare tanta strada nella selezione del personale politico lo dimostra il fatto che ben 37 parlamentari su 163 sono usciti dal M5S: ben il 22,7% degli eletti!
      Evidentemente lo "scrupolo nella selezione della classe politica" non è stato molto efficace.

      Quando lo stile prenderà corpo in proposte di legge approvate per modificare il sistema politico e istituzionale si potrà parlare di rivoluzione. Al momento non ci sono nemmeno le proposte di legge, figuriamoci l'approvazione.

      Benissimo, quindi, l'elemento di novità rappresentato dal M5S; senza sarebbe solo cresciuto l'astensionismo.
      Vorrei adesso, passato il momento di tumultuosa crescita, una maggiore elaborazione culturale per arrivare a delle proposte in grado di incidere sulle cause dei nostri problemi.

      E i problemi per me sono partitocrazia, clientelismo, corruzione.
      Impossibile uscire da questi problemi se non si arriva a un sistema politico fondato sulla trasparenza e la democrazia nei processi decisionali interni ai partiti, dove si elaborano le proposte, si selezionano le persone, si affidano gli incarichi.

      Il sistema politico è il primo motore della corruzione. Lo denunciò (e non era il primo) già nel 1981 Enrico Berlinguer nella celebre intervista rilasciata a Eugenio Scalfari: "La questione morale", appunto!

      Per scardinare il sistema politico basato sulla sistematica corruzione e complicità con la criminalità organizzata servono proposte di SISTEMA; non bastano le scelte individuali.

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    3. Il paragone c'era, perché hai riferito di altri gruppi sui quali era stata creata una certa attesa come Forza Italia e Idv. Io ho segnalato che non erano comparabili le precedenti esperienze. Inoltre non serve ricordare quello che è successo 40 anni fa con i radicali; l'analisi politica va condotta alla situazione politica odierna in cui regna il malaffare, la corruzione, l'immoralità e l'inconcludenza. E' nel contesto dell'attuale assetto politico-partitico che va calibrata la novità pentastellata, rispetto all'appiattimento generale della politica italiana, se ne vogliamo cogliere il senso profondo. Riferirsi al passato vuol dire parlare di rapporti e relazioni tra forze, appartenenti ad un altra era geologica. E questo non ci fa comprendere il presente, credo.

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    4. Basta leggere per comprendere che non ho fatto alcun paragone e alcun confronto.

      Ho ricordato che nelle storia italiana, anche recente, abbiamo avuto tanti movimenti che in ciascuna epoca ha rappresentato un elemento di "diversità" e ha rivendicato la propria diversità rispetto al resto del mondo politico.

      Nelle rispettive epoche quei movimenti sono stati vissuti come qualcosa di diverso in cui tanti hanno riposto molte aspettative.
      E' proprio la comprensione del perché quelle aspettative sono state tradite che aiutano a comprendere i limiti del M5S che cresciuto sull'onda del disgusto dice "metteteci alla prova" come se bastasse uno stile diverso e gesti simbolici per risolvere i problemi.
      A me sta benissimo metterli alla prova e spero che il M5S vinca a Milano, Roma e Napoli... tanto a livello locale abbiamo ben poco da perdere...

      Però, vorrei vedere delle proposte concrete in grado di scardinare il sistema di potere basato su corruzione, clientelismo e partitocrazia.
      Su questi fronti vedo il nulla, solo parole e gesti simbolici che non scalfiscono la realtà e non intaccano il sistema partitocratico.

      A partire dalla approvazione di una disciplina legale dei soggetti politici che partecipano alle elezioni per garantire trasparenza e democrazia nei processi decisionali interni ai partiti, nell'affidamento degli incarichi, nella selezione dei candidati.
      Su questo il M5S non solo non ha una proposta ma si è opposto a ogni riforma.

      Ancora oggi, i partiti e i movimenti politici sono delle semplici associazioni private, per la precisione "associazioni non riconosciute" (come persone giuridiche) regolate dall'art. 36 e successivi de codice civile.
      Esattamente come una bocciofila. Peccato che a soggetti politici con queste caratteristiche affidiamo il monopolio della politica nelle istituzioni e la gestione del denaro pubblico.
      Peccato che anche un mafioso possa fondare un partito e il guaio è quando non lo fonda ma lo fa fondare e lo finanzia.

      Se non si parte da questi aspetti ogni ipotesi di "aprire la scatoletta" si rivelerà una velleità.

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    5. Caro direttore Gattuso, mi creda, non ho mai letto un commento che rispecchia la realtà della politica italiana come quello di Sergio Bagnasco n. 5.0. Sergio in perfetta sintonia con il mio pensiero ha saputo mettere in evidenza con parole chiarissime l'attuale momento politico, ma è stato ancora più chiaro, allorchè ha spiegato che quella ipotetica situazione del 51% per disporre del pieno consenso non si potrà mai produrre, in sintesi ciò che tante volte mi sforzo di far capire che per poter governare un paese, non basta solo il consenso delle urne, ampio per quanto possa essere, ma è necessario il diretto consenso dato volta per volta da coloro che la politica la subiscano. Bravo Sergio devo ammettere che sai capire la politica guardandola dal suo giusto punto di osservazione. Complimenti!!!!

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    6. Ma infatti è proprio questa tua premessa: "Ho ricordato che nella storia italiana, anche recente, abbiamo avuto tanti movimenti che in ciascuna epoca ha rappresentato un elemento di "diversità", che costituisce un termine di paragone. Io sostengo invece che questa volta siamo di fronte ad un'altra storia, proprio per le peculiarità intrinseche che caratterizzano i 5 Stelle. Dopodiché ognuno dia i giudizi di merito che vuole. Anch’io aspetto di metterli alla prova ma questo non mi impedisce di ribadire che siamo di fronte ad una novità assoluta nel panorama della partitocrazia italiana e delle dinamiche che regolano le nostre istituzioni. Siccome ancora non governano, questo è ciò che possiamo dire serenamente sui 5 stelle. Comunque non è obbligatorio pensarla alla stessa maniera.

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    7. Usi in modo inproprio il termine paragone.
      Non faccio un confronto e non stabilisco somiglianze e differenze.
      Dico che in ogni epoca c'è stato qualcuno che ha proclamato la propria "diversità" e altri che hanno dato credito.
      Quindi, non mi basta un nuovo soggetto che dica "siamo diversi". Voglio valutare le proposte che fa per cambiare il sistema. E la riduzione dello stipendio o il limite dei due mandati non scardina proprio nulla.

      Comunque non mi sembra sia questo il succo del ragionamento...

      Il governo bisogna conquistarselo e per farlo occorre anche offrire soluzioni ai problemi istituzionale e sistemici.

      Non ho visto ancora una sola proposta di legge in grado di scardinare il sistema.

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    8. Prima occorre scardinare il modo di fare politica, eliminare i compromessi e le ambiguità che governano la politica e indicare nuove strade. Si chiama contesto ambientale. Questo è un risaltato già acquisito dai 5 stelle. Senza questa precondizione non vedo altri ragionamenti possibili.

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    9. Maurizio, amico mio, credo che non dovresti avere alcun dubbio sulla mia obbiettività di opinione. Per me tutte le forze politiche sono valide, quando promuovono il progresso di uno Stato e dunque di una società. Da appassionato, quale sono, di tante vicende politiche, ho sempre rifiutato di esprimere a priori qualsiasi giudizio negativo o positivo se non dopo aver potuto valutare l’operosità reale. Politica ed evoluzione degli eventi, dovrebbero teoricamente essere due rette parallele che non dovrebbero mai divergere o peggio intersecarsi tra di loro, ma per giudicare il rispetto di questa legge, le due rette dovrebbero essere osservate dopo un percorso più o meno lungo. Sono convinto che nessuna forza politica vada a governare per danneggiare la società in cui vive la sua stessa famiglia. Io non condivido e non condividerò MAI quando si boccia, a prescindere, qualsiasi possibilità di dialogo o di confronto. Nella storia dell'umanità non si è mai verificata l'ascesa al potere, di una compagine omogenea in grado di esprimere in autonomia un'unica azione di governo. Caro Maurizio la grande carenza degli italiani è la totale cultura politica, che impera sia in chi ci governa, che nelle tante opposizioni. Io non ci credo e non mi convince nessuno che un giorno potremmo fare una netta distinzione tra onesti e disonesti, tra bravi e cattivi governanti. Manca quella cultura che della politica ne fa un’arte non un privilegio. Potere, è un verbo o un sostantivo, bisogna solo interpetrarlo nel suo giusto significato. Purtroppo la mia convinzione scaturisce da una mia personale analisi: “ In Italia la politica si esercita non per costruire ma per demolire l’avversario, detto in parole povere: LOTTA DI POTERE. Devo ammettere, che l’articolo di Giovanni Caianiello di pregevole fattura a sfondo provocatoria, pone domande che a mio avviso includono già una implicita risposta, radicata di soggettivo convincimento. Però a queste domande, che considero affermazioni, bisogna farne tante altre che necessitano risposte precise, nel caso che si voglia mettere in evidenza la serietà e la convinzione di una forza politica emergente. Ne faccio una: “ Gli slogan riportati su cartelli e gridati nei tanti megafoni, RO…DO…TA’ , RO…DO ..TA’ dove sono andati a finire? Può cadere nel dimenticatoio o peggio sostituire un personaggio che si voleva eleggere addirittura Presidente della Repubblica?

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    10. Caro Franco, vorrei che tu credessi che io la penso come te sulle valutazioni generali di come dovrebbe essere la politica. E non è vero che io credo siano tutti marci e corrotti. Dico un’altra cosa e cioè che questa classe politica (e sottolineo questa) purtroppo non manca di dare prova di quanto sia lontana e avulsa dalla gente. Caro Franco la democrazia non regge se manca l’opposizione e i 5 stelle è bene che mantengano la barra dritta. È una garanzia anche per chi governa che può trarne solo beneficio per correggere i propri errori (ammesso che siano in buona fede). Tu dici che non dai a priori giudizi negativi o positivi se non dopo aver potuto valutare l’operosità reale. Il mio giudizio su questo governo infatti non è a priori ma a consuntivo delle sue prestazioni. Le condizioni del nostro Paese stanno lì a dimostrarlo. Io non penso che siano tutti ladri e disonesti, dico solo che quelli onesti non contano nulla perché emarginati dal potere e senza ruoli di comando. L’opposizione dei RO-DO-TA’ esiste ancora, il problema è che con tre reti pubbliche in mano a chi ha nominato i suoi vertici, e la concentrazione della carta stampata in pochissime mani, è dura far conoscere ciò che si fa. Ma quello dell’informazione è un altro problema.

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    11. Maurizio, non oso contraddire quanto da te riportato in commento per il semplice motivo che hai detto cose giustissime, le condivido e le sottoscrivo. Mi piace dialogare con te per l’affinità che ci lega sulla buona politica e sulla ipotetica speranza che un giorno si possa arrivare finalmente ad un positivo cambiamento di questa politica sempre più alle deriva. Come te, appassionato della vera “polis” cioè di quel tessuto connettivo in grado di far muovere nel giusto verso le varie istituzioni in uno stato moderno e democratico. Certo, caro Maurizio, il ruolo delle opposizioni è di vitale importanza, guai a privarsi di una forza di contrappeso atto a bilanciare una funzione di potere. Per mia abitudine, non mi sono mai messo di traverso a nessuna forza politica, convinto come sono, che ognuno debba esprimersi con la parte migliore del proprio intelletto. Io non condivido e non condividerò MAI, quando si afferma che la politica possa essere migliorata soltanto attraverso una dura opposizione, o peggio ancora, con la politica “dell’Aventino”. Presentare migliaia di emendamenti, significa bloccare l’attività parlamentare per un enorme danno per i cittadini che aspettano risposte. Gli sviluppi della Cirinnà è un esempio eloquente, in cui si evince la ferrea volontà di boicottare tutto ciò che può proporre una forza politica avversaria. Per onestà intellettuale, dobbiamo prendere atto che per migliorare una legge, non occorrono 5.000 emendamenti. Infine, caro Maurizio, proprio perché vorrei vedere il M5S al governo, avrei visto di buon occhio una sua funzione più attiva, diretta e decisa. Gli antichi greci espugnarono Troia con l’introduzione del famoso “cavallo di legno”. Con i servizi giornalistici e con la dura opposizione non avremo mai la possibilità di smascherare e prendere a pedate i corrotti ed i disonesti. Io nei miei servizi d’opinione su alcuni giornali locali, ho definito la stessa, la “Politica del tarlo”, in sintesi si deve entrare nella struttura per poterla demolire. D’altronde, ce lo ha dimostrato lo stesso Beppe Grillo che l’aula parlamentare non basta a stanare, corrotti, ladri e personaggi senza pudore. Ricordi quegli slogan che ci hanno fatto sognare? Io Franco Luce, sto ancora aspettando che venga finalmente aperta quella famosa “scatoletta di tonno”….. nel frattempo il marciume continua ad imperare.

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    12. Caro Franco, sulla Cirinnà non c’erano 5.000 emendamenti ma 500 che si sarebbero votati in due giorni. Ecco perché la richiesta del voto di fiducia è stata fuori luogo.
      Inoltre non si può dire in senso assoluto che l’opposizione non debba essere dura, come tu dici. Il grado e il livello di opposizione dipende da quello che un governo e una maggioranza pongono in essere. Quando si ritiene che chi governa sta facendo danni per il Paese e non apre al dialogo con l’opposizione, allora non si può essere morbidi. Quello che tu chiami “boicottare” l’azione di governo, se si guarda dal punto di vista della minoranza, significa impedire che determinati provvedimenti vengano approvati perché ritenuti sbagliati. Non a caso i regolamenti parlamentari prevedono persino l’ostruzionismo come strumento legittimo, proprio per fermare leggi ritenute inique, impopolari, ad personam o incostituzionali. Tutto dipende dai punti di osservazione. E’ chiaro che chi tifa per questo governo vorrebbe che tutto filasse liscio senza che le opposizioni alzassero un sopracciglio per disturbare il manovratore. Per loro l’azione dei grillini è solo un intralcio. Ma ognuno in questo Paese ha un ruolo e una funzione che fa bene a mantenere. Per quanto riguarda le scatolette da aprire, caro Franco, è difficile aprirle dall’opposizione. E’ da ritenere che quella famosa espressione si riferisse ad una condizione di governo, se gli elettori lo avessero permesso. Ma adesso aprire il tonno tocca a Renzi che pure aveva annunciato rivoluzioni, rottamazioni e invece si trova a fare le riforme costituzionali con Verdini

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    13. Dalle mie parti furoreggiava la Liga Veneta. Era circa il 1979 ... poi diventata Lega Nord, per farla breve. Nato come indipendentalista, era diventato il partito degli onesti ..... del Roma ladrona ... però a Roma ci sono finiti e dentro il Parlamento !!! Anche allora denunciavano a destra e a manca e sono finiti come si sa. I 5S è un altro partito non si sa bene come definirlo .... né di destra, né di centro, né di sinistra ..... è un partito non partito che però siede anche lui nel Parlamento italiano!! Promettono anche loro come fanno gli altri, promettono cose quasi impossibili da mantenere. Come faranno a scardinare i poteri forti?? La fanno semplice, ma semplice non è e non sono sicura che vinceranno a Roma!!! Troppi intetessi, inciuci .... è vero che dovremmo dare fiducia a questo nuovo movimento, ma non mi convince fino in fondo

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  6. Forza Italia è finita come sappiamo perchè Berlusconi si è circondato di emerite merde che prima lo hanno sfruttato e poi, quando lo hanno spremuto per bene, hanno tutti contribuito ad affossarlo. Se si aggiunge il gioco sporco della magistratura manovrata dagli ex comunisti e i complotti rivelati recentemente da importanti personaggi e giornali stranieri, si capisce come la conclusione non sarebbe potuta essere diversa.
    E ancora non si è scritta la parola fine, perchè c'è il terzo o quarto o quinto, non ricordo bene, processo Ruby.
    Mi chiedo, con tutti i soldi che aveva (e ha) chi glie l'ha fatto fare?
    E' diventato il mostro per antonomasia, il puttaniere, quello che ha combinato i più grandi disastri nella politica italiana, al di là dei suoi veri demeriti.
    Vabbè, ormai è andata. Ora ci deliziamo con Renzi, il quale riesce a fare le porcate più incredibili senza che a sinistra nessuno dica niente di serio.
    Così va il mondo nel secolo ventunesimo.

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  7. Per chiarire meglio mi cito (non è elegante ma non ha senso riscrivere ciò che è stato già scritto).

    Morra replicava alle critiche di Saviano; riporto un mio commento pubblico rivolto a Nicola Morra il 15 marzo 2015.

    "Caro Nicola Morra, il tuo ragionamento è largamente condivisibile e sono vere le critiche che muovi al sistema politico e al continuo stupro delle Istituzioni e della Costituzione che quotidianamente si consuma.

    Ebbene, nonostante ciò ritengo ci sia solo da scegliere se lottare per risolvere i nostri antichi problemi dall'esterno delle Istituzioni o se farlo anche dall'interno delle Istituzioni.

    Se si sceglie di stare anche nelle Istituzioni... sì occorre mediare, dialogare, sporcarsi le mani con chi alla pari (non è una valutazione di merito, ma un dato oggettivo) è nelle Istituzioni.

    Può sembrare una contraddizione e tento di spiegare il mio punto di vista, tanto se ti ho già annoiato hai la libertà di smettere di leggere.

    Voi del M5S siete in parlamento con la stessa legge con cui ci sono arrivati gli altri, ovviamente.

    Siete delegittimati tanto quanto gli altri.
    Lo siete oggettivamente, formalmente e giuridicamente.

    Gli elettori hanno votato il M5S come altri hanno votato altri partiti.
    Ogni parlamentare è privo del sostegno diretto che è il fondamento del nostro sistema costituzionale.
    Non è una mia opinione ma quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 1/2014 che ha bocciato il porcellum.

    C'è di più.

    Se il M5S avesse vinto le elezioni (e nel nostro sistema basato sulla centralità parlamentare non esiste il concetto "vincere le elezioni") ottenendo la maggioranza assoluta, sarebbe stato delegittimato politicamente poiché avrebbe vinto con due premi incostituzionali.

    Quindi, come la giri giri un parlamentare del M5S è, come ogni altro parlamentare, oggettivamente, formalmente e giuridicamente un usurpatore della sovranità popolare.

    Usurpatore non per responsabilità propria, ma perché con le regole incostituzionali stabilite dagli altri siede sullo scranno parlamentare.

    Poi possiamo discutere di onestà, che non è una qualità ma un pre-requisito, e poi anche di capacità.
    L'onestà va riconosciuta a chiunque, fino a prova contraria. La Lega, per fare un esempio, era percepita come forza politica onesta e verace...
    Anche Di Pietro, che guarda caso è sempre scivolato proprio sulla gestione del partito.

    La capacità per valutarla necessita di mettere le persone alla prova.

    Insomma, se voi foste al governo da soli sareste delegittimati come coloro che ci sono perché incostituzionale è il processo che vi avrebbe portato al governo.

    Certo, sappiamo che c'è il principio della continuità storica, che legittima il parlamento, ma è una necessaria astrazione perché diversamente imploderebbe il sistema.

    L'astrazione giuridica ci porta all'attualità del quotidiano, ma possiamo confondere questo livello con la legittimità politica che solo dal voto popolare, uguale e personale, deve discendere?

    Per questa realtà oggettiva, era auspicabile un confronto chiaro e preciso su pochi punti prioritari per portare il paese fuori dalle sabbie mobili istituzionali, tornare al voto con una legge nuova e riprendere il percorso per realizzare quella promessa di democrazia presente nella nostra Costituzione.

    Lo sai che in apertura del tuo intervento quando scrivi di confronto e contributi delle diverse formazioni politiche hai espresso concetti con forza sostenuti da Calamandrei in Assemblea Costituente?
    Lui voleva anche una rigorosa disciplina dei partiti perché non può esserci democrazia se non sono democratici i soggetti politici che hanno il monopolio della politica nelle istituzioni.

    Buon lavoro."

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  8. neppure io li capisco? sono veramente rompi coglioni sti "grillini"! perchè: 1) restituiscono la meta dello stipendio per realizzare per aiutare piccole medie imprese. 2)hanno restituito i rimborsi elettorale 42 milioni di euro. 3)sono contro le missioni di pace il libia, sira, afghanistan pilotate dalle lobbies states. 4)sono contro il bail in. 5) sono contro l'esproprio della 1 casa, in caso tu non abbia pagato le rate del mutuo. 6) sono contro l'ilva(mica uccide?!). 7) sono contro mafia capitale. "sti grullini" c'hanno scassato il cazzo con la parola: "onesta!!!" minchia basta!!! il popolo italiota e piddiota vive meglio ad essere ladro, lobotomizzato, cane da riporto e neo-servo del sistema. diciamolo pure: "a noi ci piace essere leccaculi, servi, ipocritichi e frignoni"

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    1. Come fai ad accusare gli italiani di leccaculismo nel momento in cui hai la lingua escoriata per la lunga leccata che ti sei fatta proprio ora.

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  9. E' veramente un bel dibattito quello qui in corso. Caianiello ha scritto un articolo di fine ironia, bello, comprensibile anche da coloro che ritengono che la politica sia una cosa seria.
    Io sono uno di quelli, per questo mi sento di affermare che l'attuale politica non lo è affatto.
    Non lo é nemmeno quella dei grillini, anche se condivido tutte le loro provocazioni, ed il sarcasmo che ci mettono.
    Condivido in pieno il loro esempio, quello di dimezzarsi gli stipendi e di destinare il risparmio a chi ne ha bisogno. Questa é una fase in cui vanno bene le loro provocazioni, ma non si può andare avanti così.
    Posto che sono d'accordo con chi ritiene che questo Parlamento sia stato eletto con legge elettorale illegittima, resta il fatto che questo Paese deve pur essere governato.
    Ecco allora rispuntare il bisogno della buona politica. Quella che risolve i problemi, non quella che li crea.
    Attualmente le premesse per una buona politica non le vedo. Certo, il M5S si sta dando da fare per dimostrarci quanto inetti, e ladri siano gli altri. Ma questo non ci basta più, ora occorre che siano loro a dirci come intendono governare. Abbiamo capito che non sono disonesti, ma ci dicano come intendono governare l'economia e le altre "picciolezze" che i
    governi passati non hanno mai risolto.

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    1. https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/materiali-bg/volantinoA4.pdf
      Scusa Mario se uso questo metodo ma sarebbe troppo lungo da scrivere e il tempo è sempre quello che è. Un saluto ciao!

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    2. Va beh, non è un problema. Un saluto.

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  10. Un articolo chiarissimo punto per punto. L'ho trovato completo. I miei complimenti a Caianiello che scrive sempre in modo scorrevole e comprensivo. C'è sempre onestà di cuore e onestà intellettuale in tutto quello che scrive. Non posso che avvalorare, sempre, la stima. Ma l'onestà, purtroppo, non viene piu percepita. La normalità è contare sulle conoscenze, accettare piccoli compromessi che vengono recepiti come "peccatucci veniali" e che invece sono il chiaro segno che questa società, tutta, è infettata in ogni sua vena e capillare. A volte è anche scoraggiante, come scrive Giovanni verso la fine dell'articolo. Ma il futuro dei miei figli e di tutti i ragazzi/e di buona volontà (e ce ne sono tantissimi!!!) mi sta troppo a cuore. Il tempo ci darà ragione (anche se non ne abbiamo piu molto)

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Giuseppe vullo9 marzo 2016 09:44

      Condivido il Sig niemand che mi ha rubato il commento sul linguaggio ironico ed anche la sostanza articolo Caianello!

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  12. Michele Maniscalco9 marzo 2016 09:52

    Il titolo di questo articolo trae in inganno. Fermandosi solo al titolo si pensa: critica contro i grillini. Questo induce il Signor Greco a commentare senza leggerlo. Poi, spinto da una grillina che l'articolo lo ha letto, va a leggerlo es i accorge che è un osanna per i pentastellati. Direbbero i siliani, " ci calau u caciu nne maccarruna" (lo ha gustato il formaggio sui maccheroni) si ricrede ed è contento. Tipico di molti grillini, amano criticare, ma non sopportano di essere cricati.

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  13. vivo a Roma.. la capitale dell'assistenzialismo. quì ogni mattina, migliaia di timbratori cartellino si alzano e si recano sul sito a loro assegnato (lavoro mi sembrava eccessivo). un esercito silente di persone che non fanno nulla, non producono nulla ma costano tanto. (PT, corte dei conti, RAI, regione, comune, AMA, ATAC, COTRAL e tante altre siglette) Bene questi sono gli elettori delle varie sigle politiche che hanno avuto il tanto agognato posto dal politico di turno. Ora capite bene perchè il M5S è così osteggiato. è praticamente impossibile smantellare questo sistema clientelare.

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  14. Ho poco da dire ONESTA QUASI ASSOLUTA ..RINUNCIA A42 MILIONI DI EURO ..DIMEZZAMENTO DEI LORO STIPENDI O INDENNITA' METTERE I CITTADINI AL PRIMO POSTO ..SONO QUASI VERGINI NESSUNO SCANDALO E NESSUNA OMBRA ..abbiamo in Italia avuto IL FASCISMO la DEMOCRAZIA CRISTIANA ...IL SOCIALISMO ..IL BERLUSCONISMO ...IL RENZISMO ....MI CHIEDO PERCHE' NON DOBBIAMO O POSSIAMO PROVARE IL GRILLISMO ...!!!!

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  15. Michele Maniscalco9 marzo 2016 10:16

    "di fatto, rifiutati da Bersani che avrebbe voluto i loro voti per il “suo governo”.
    Così scrive Caianiello.
    La richiesta di Bersani, dopo avere esposto il suo programma in 8 punti, era di farnascere il suo governo con i voti determinanti dei grillini. La risposta di una dei presenti all'incontro pubblico è stata e perché non ci date i vostri voti e il governo lo facciamo noi? Cosa in quel momento impossibile perché l'incarico lo da il Capo dello Stato. Se avessero accettato, essendo determinanti al 100% per la durata del futuro Governo Bersani, sarebbe stato come far parte del governo con la posizione comoda di non esserne direttamente responsabili. In qualsiasi momento della legislatura avrebbero potuto sfiduciarlo se le leggi da approvare non fossero state concordate.
    Adesso si accusa il governo Renzi di rimanere in vita grazie ai voti dei verdiniani. Eppure questi voti sono marginali. immaginate invece, dato l'alto numero dei parlamentari pentestellati cosa avrebbero potuto per l'Italia?

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    1. Carissimo Michele, sono d'accordo. Hanno sbagliato ad umiliare Bersani. E' stato un errore politico molto grave. Non avrebbero perso la loro verginità se avessero fatto ciò che dici te.

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  16. Franco Gentile9 marzo 2016 11:09

    Quelle del Dr, Caianiello sono verità inconfutabili.. ma fra i commentatori c'è un commento che anch'esso è una verità inconfutabile: quello del Sig-Principato Trosso ed è incontestabile perchè la sua evidenza l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ed è contenuta nei commenti, negli insulti, nelle vanterie alla Renzi della maggioranza del corpo elettorale che non riesce proprio a liberarsi dalla miseria della propria esistenza posta al servizio dei potenti e di una "casta politica" che vive alle spalle di questi e del popolo, quello vero e debole, italiano.........il risultato? Credo sia sotto gli occhi di tutti se lo si vuol guardare con obbiettività e senso di disgusto verso la disonestà legiferata da coloro che governano.

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  17. Concordo pienamente con quanto scritto da Sergio Bagnasco. È esattamente quello che penso, condivido ogni punto semplicemente perché è vero! Sono seduti in parlamento anche loro a fianco dei "nemici" .....

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  18. Giovanni Caianiello nel suo articolo, con ironia, esalta la politica e il comportamento dei parlamentari del M5S. Rappresentano i paladini che vogliono demolire il palazzo e annientare la casta ma, ovviamente, il potere reagisce. Se questo è il modo di intendere la politica siamo al paradosso. La radice del successo elettorale del M5S nasce dalla rabbia della gente stufa della cattiva politica. Una volta entrati nel palazzo, l'azione di una forza responsabile è quella di contribuire alla realizzazione di una buona politica. Il M5S avrebbe potuto aprire la scatoletta, la chiave gli era stata offerta da Bersani, lo scherno è prevalso sull'analisi politica. Grande opportunità persa e, i risultati negativi sono evidenti. I parlamentari del M5S hanno il merito di un approccio etico diverso alla politica che li distingue dagli altri. La gente, dopo anni di attesa, vuole vedere cambiare le cose e non tollera più la politica basata sulle contrapposizioni. L'alibi della purezza non giustifica la presa di distanza da tutti e il dissenso su tutto. Federico Pizzarotti, in occasione del Ddl Cirinnà criticando il M5S per l'occasione persa, prese in prestito una frase di Don Milani: << A che servono le mani pulite se restano in tasca? >>. Esiste una sola politica, quella vera che risolve i problemi con il contributo di tutti. Concludo con la convinzione che il M5S modificando il suo atteggiamento potrebbe, come auspica tanta gente, imprimere il cambio di marcia. A quei simpatizzanti non dialoganti che alternano silenzi agli insulti mi sento di dire: " Proprio non vi capisco ".

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  19. Marisa Bignardelli10 marzo 2016 09:57

    Questi grillini si rendono conto dei danni che stanno facendo ai politici?Anni e anni passati a trovare leggi per attribuirsi buoni stipendi, vitalizi, privilegi di tutti i tipi. Anni a pensare cosa scroccare ancora al popolo italiano, come sistemare figli, mogli, parenti vicini e lontani e poi…………ecco arrivano i grillini a rovinare tutto. INCONCEPIBILE!Danno parte degli stipendi, denunciano malefatte, non accettano compromessi, si oppongono a qualche innocente malefatta, aprono gli occhi agli italiani. Si presentano in televisione con facce pulite e controbattono con stile e educazione. Le loro voci non si soprappongono mai, non urlano. Stiamo scherzando?Chi si sentono di essere?I liberatori della casta?Poveri politici!Temere l’onestà non è nel loro DNA. Al simpatico e ironico articolo di Caianiello, non posso che rispondere con altrettanta ironia!

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  20. Fanno sempre discutere i grillini. E non c’è dubbio, rappresentano ancora la novità più evidente degli ultimi decenni di vita politica. Senza per questo ripercorrere le vicende che hanno condotto all’attuale situazione cerco di cogliere il senso dell’articolo di Caianiello.
    Il M5S ha un merito inconfutabile. Quello di avere coinvolto semplici cittadini nella politica. Un fatto di per se enorme. Che ha portato nelle istituzioni, ad ogni livello, gente che mai avremmo immaginato potesse farlo. Per questo c’è stata anche tanta improvvisazione, ingenuità, inesperienza e altro ancora. Tutte cose che hanno determinato la fuoriuscita di parecchi eletti improbabili. Ci sta.
    Per quello che ho capito del movimento e delle finalità del suo ispiratore credo ci sia alla base di tutto un’idea di partecipazione attiva dei cittadini che consapevoli del loro ruolo e delle loro potenzialità si impegnano a gestire la cosa pubblica. E lo fanno senza interessi personali, senza finanziamenti occulti e nemmeno pubblici. Insomma l’antitesi del professionismo politico. Una sorta di visione quasi utopica della Politica. Anche se affascinante. Ovviamente tutto questo non fa che scontrarsi direttamente e violentemente con il sistema politico consolidato che, in buona sostanza e con pochissimi veri cambiamenti, si perpetua dal dopoguerra.
    E qualsiasi ragionamento si voglia fare sulla base di parametri riferiti alla politica partitica, per come l’abbiamo conosciuta e interpretata, non funziona. Semplicemente perché i grillini sono altro e nemmeno lontanamente paragonabile ad altri movimenti e partiti vecchi e nuovi.
    La loro forza è tutta nei principi ispiratori sui quali si fonda il movimento e che viene percepito, almeno da una parte della società, specialmente tra i giovani, come una presenza positiva. Non si spiegherebbero altrimenti i dati dei sondaggi che certificano la loro forza elettorale al secondo posto e quasi sempre vincente nelle ipotesi di ballottaggio. Per certi versi, incredibile.

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    1. Analisi impeccabile, oggettiva e condivisibile. Sia da parte di chi si professa grillino d'acciaio che da parte di chi, semplicemente, prende atto della realtà così come essa si presenta ai nostri occhi.

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    2. Caro Direttore, non posso che condividere ogni parola della sua perfetta analisi, che centra in pieno il senso dell'articolo.

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    3. Caro Giangiuseppe, a mio avviso non è rilevante dibattere sul grado di novità rappresentato dal M5S: lo facciamo da anni e ormai è una realtà istituzionale.

      Quando una nuova, giovane e non blasonata squadra di calcio irrompe nel campionato di prima categoria, tutti guardano con interesse e simpatia questi giovani la cui somma dei cartellini molto spesso non arriva al campione n. 2 delle nobili e storiche squadre. Ma la nuova squadra, che si tratti del Chievo o del Frosinone o del Sassuolo…, non ha il compito di riformare il gioco del calcio.

      Tornando al nostro tema, la questione è capire se il M5S sta elaborando risposte ai problemi del Paese, a partire dai problemi istituzionali e di sistema politico che dipendono da noi e non da forze esterne, da congiunture internazionali, dal prezzo del petrolio…

      Discutere di politica e fare politica significa azzardare valutazioni sulle soluzioni prospettate. E la premessa è, ovviamente, partire da una analisi che porti a individuare le cause dei problemi e non fermarsi agli effetti.

      Se pensiamo che il problema sia che i politici rubano… siamo fuori strada. Si tratta della conseguenza di un problema, un effetto e non una causa.

      La causa sta in un sistema politico che delega a una ristretta cerchia di persone ogni scelta, senza alcuna garanzia di trasparenza, controllo e democrazia nei processi decisionali.

      Se su questa premessa metodologica siamo d’accordo, allora possiamo guardare con molta simpatia il M5S, ma va anche incoraggiato a fare un salto di qualità. Perché, come ho più volte scritto, non basta che il M5S faccia per sé delle belle scelte (e non è questo il luogo per analizzarle), se non elabora una proposta di riforma del sistema dei partiti e del ruolo dei partiti nella società civile per liberarci dalla occupazione partitica che dura da decenni.

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  21. Mi sembra che ci stiamo incartando.

    Provo a mettere qualche punto fermo.

    La nascita del M5S è stata salutata dal mondo politico in modo sprezzante: antipolitica, populismo, dilettanti, qualunquisti…
    E’ un vecchio vezzo dell’establishment. Ritengo profondamente sbagliato definire “antipolitica” l’impegno di chi raccoglie firme su proposte di legge di iniziativa popolare o candida propri esponenti nei comuni e nelle regioni italiane per essere parte attiva del rinnovamento del Paese.

    Anche da parte del M5S c’è stata (e in parte c’è tuttora) una chiusura rispetto alle altre forze politiche: nessuna disponibilità alla collaborazione; tutti riuniti in un fascio di lazzaroni da mandare a casa. Una chiusura che prendeva corpo nella richiesta agli elettori: “dateci la maggioranza per governare”. In questo il Movimento è assimilabile alla scelta renziana di trasformare il voto per rinnovare il Parlamento in voto per la scelta del partito di governo del Paese. Posizione che fa a pugni con la Costituzione e con la teoria del parlamentarismo sempre difesa dal Movimento.

    Primo elemento di critica: deficit di elaborazione politico-culturale.

    Poco interessante stabilire chi ha iniziato prima. I due comportamenti sono stati sostanzialmente contemporanei: il M5S nasce sull’onda del “tutti a casa”, “tutti ladri” e “PDmenoelle” (per sottolineare la perfetta sovrapposizione tra PD e PDL); e immediata è stata l’accoglienza a suon di demagogia, populismo, antipolitica.

    Resta il tema centrale: rinnovare la scena politica. Come?

    Il punto di maggiore degenerazione parlamentare è stato raggiunto con il porcellum, che dal 2005 assegna esclusivamente ai Partiti il compito di decidere chi mettere in Parlamento. Il M5S ha sempre contestato il “parlamento dei nominati”; lecito attendersi, pertanto, una proposta di riforma della legge elettorale da sottoporre intanto agli italiani per averne il sostegno. Invece, il M5S arriva in Parlamento senza una soluzione per la legge elettorale; proposta che in modo un po’ sommario arriverà solo a marzo 2014.

    Altro punto fermo: il M5S critica il sistema elettorale con il quale, gioco forza, ha “nominato” i propri rappresentanti, ma entra in parlamento senza una proposta di riforma elettorale.

    Ancora. Gli eletti del M5S sono delegittimati esattamente come tutti gli altri che siedono in parlamento perché eletti con la stessa legge elettorale incostituzionale sia nei premi sia perché impedisce agli elettori di scegliere i propri rappresentanti.

    Ancora. Se avesse ottenuto la maggioranza dei seggi, il governo del M5S sarebbe stato politicamente delegittimato tanto quanto qualsiasi altro governo.

    L’effetto combinato delle considerazioni esposte – oggettive, sino a smentita argomentata con logica e non con umori viscerali – avrebbe dovuto suggerire una collaborazione con la forza di maggioranza relativa per far nascere un Governo e realizzare in un tempo predefinito alcuni punti precisi e poi andare al voto. Tutto ciò si poteva ottenere anche con un appoggio esterno condizionato, senza entrare in maggioranza, e tenendo Bersani appeso per le palle.
    Il M5S ha legittimamente deciso diversamente, ma le motivazioni sono poco convincenti: se si entra nelle Istituzioni, in un sistema in cui si sa già a priori che potrebbe non esserci una maggioranza predeterminata, occorre avere la disponibilità a lavorare insieme per fare il meglio possibile nell’interesse del Paese.
    Anche questo è un modo per dimostrare la propria “diversità”: sporcarsi le mani e rimanere puliti dentro.
    Non fare questo, significa perseguire lo schema ventennale delle due fazioni contrapposte, cdx e csx, mentre il Paese sprofondava; significa avvalorare la tesi che dal sistema parlamentare si passi al sistema di elezione diretta del partito di governo e quindi al sostegno “nei fatti” al nuovo porcus italicus: il super porcellum del PDacinquestelle?!

    Se non è così, allora non si comprende quale sia la posizione VERA del M5S sul sistema elettorale e sul ruolo del Parlamento perché le ha smentite tutte.

    - Fine prima parte -

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    1. Devo ammettere per onestà intellettuale che quanto argomentato da Sergio Bagnasco è di un lucido raziocinio incredibile, direi quasi impossibile da controbattere. Il commento è senza dubbio una seria presa d’atto di quanto avvenuto in questi ultimi anni. La diagnosi politica rispecchia esattamente i tanti episodi che hanno reso ancora più pesante il clima politico di quest’ultima legislatura, giustamente etichettata “di nominati”. Pertanto, come afferma l’amico Sergio, stando così le cose o sono tutti “buoi” o sono tutti “asini”, nessuno può fregiarsi il diritto di definire, l’altro “cornuto”. In effetti, come fatto rilevare nel commento, ci stiamo avvitando in una specie di disputa ti torto e ragione, mentre sarebbe stato utile oltre che costruttivo, poter raggiungere un accordo di massima, e poi rivolgersi agli elettori con una nuova legge elettorale. Il primo passo, e mi ripeto per l’ennesima volta, era quello di trovare un accordo di programma tra le due forze maggiormente rappresentative. Se qualcuno ha letto i miei commenti già fatti in altri servizi, noterà che non mi sono mai smentito. Per questo sono in perfetta simbiosi con Sergio Bagnasco, a prescindere del personali simpatie politiche. Qui pare, che nessuno si accorga che la nostra situazione è davvero drammatica e non vedo ancora all’orizzonte una forza politica che potrebbe cambiare tale situazione. Credo di non affermare nessuna novità o una visione campata in aria, basta prendere in esame la grande disaffezione all’urna, per dimostrare che questa concezione è fondata. Il popolo italiano è stanco e non cambierà il suo modo di intendere la politica, se non vede risultati concreti. Certamente come fa notare il nostro direttore Gattuso, il M5S è una NOVITA’ , il problema è che questa novità raccoglie solo un quarto dell’elettorato e purtroppo non basta. Anch’io avrei visto con favore un accordo Bersani-Grillo, per poter misurare la valenza reale di quel famoso “CAMBIAMENTO” proposto dal segretario PD, invece si è scelto la lotta ad oltranza fino a quando verrà annientata ogni forma di “vecchia politica”. Questo cari amici del blog, non avverrà MAI, sono alchimie che non avranno mai un risultato concreto, o se ci sarà di poca entità. Chi ricorda il roseo orizzonte dell’era Berlusconi? La fine del PENTAPARTITO e della spartitoria politica….. L’EMBLEMA di una figura imprenditoriale all’avanguardia…. UN MILIONE di nuovi posti di lavoro….. IL CONTRATTO con gli italiani ecc. In sintesi una grande novità e poi…… Se non prendiamo coscienza che Dio è uno, e nessuno è in grado (per chi crede) di poter prendere il suo posto sulla terra. La politica se fatta bene (non avviene quasi mai) è un’arte, altrimenti è una “brutta bestia” e per poterla portare su un sentiero transitabile, occorre la volontàdi più persone,sebbene con idee diverse. Grazie Sergio.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Caro Franco, ti ringrazio per l'apprezzamento e al contempo mi dispiace che anche in questa occasione non si entri nel merito delle critiche, che non mi pare siano demolitrici.

      Suonare le fanfare è abbastanza facile e anche riempirsi di speranzosa fiducia. Occorre però evitare che la speranza viri nelle illusioni e poi nella delusioni.

      Per questo cerco di avere sempre un approccio logico e razionale, scientifico, senza disconoscere il peso delle emozioni nelle scelte politiche.
      Ma le emozioni non possono guidare le scelte politiche nel medio e lungo periodo. Possono esprimersi nel non voto o nel voto di protesta, ma poi deve subentrare l'analisi.

      La necessità di rinunciare alle illusioni sulla esistenza è la necessità di rinunciare a una esistenza che necessita di illusioni per essere vissuta.

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    4. Aggiungo una riflessione proprio sull'elettorato del M5S.

      Nel 2013 si votò per il Parlamento e contemporaneamente per alcune regioni. Tra cui la Lombardia e il Lazio.
      Se andate a controllare il comportamento degli elettori vi accorgerete che nello stesso momento coloro che scelsero per le regionali il M5S furono significativamente meno di chi scelse il M5S per il Parlamento.

      Come interpretare questa differente scelta effettuata nello stesso momento dallo stesso elettorato?

      Se analizzate il voto in Campania per le recenti regionali del 2015 vi accorgerete che il numero dei votanti è diminuito nonostante la ricca offerta che includeva il M5S.
      I due schieramenti storici prendono in assoluto molti meno voti rispetto a 5 anni prima e il M5S riesce a intercettare solo una frazione dei voti in uscita dagli altri partiti mentre la gran parte va a ingrossare le file dell'astensione.

      Come interpretetare questi movimenti di voti?
      In una regione tormentata come la Campania, nonostante il fallimento del cdx e la frattura nel csx... il M5S non rappresentava abbastanza un elemento di cambiamento?
      Perché in tanti, più di 5 anni prima, hanno preferito l'astensione al M5S?
      Chi si astiene non è "un comprato": è disponibile sul mercato elettorale; perché il M5S non li ha attratti?

      Le situazioni sono meno granitiche di quanto sembri e tra il nero e il bianco c'è una sconfinata varietà di grigi.

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  22. Michele Maniscalco10 marzo 2016 11:05

    Peter Schmailiz ritiene che sia una fortuna l'avere bloccato Pino Granata. No, è una perdita per questo Blog. Nel penultimo articolo è stato Sergio Volpe a dare l'addio ai commenti su Politica Prima, oggi forse anche Pino Granata. Spero che non sia così, Diversamente i commenti a senso unico diventano noiosi. Già di commenti in dissenso politico ce ne sono pochissimi, se poi siamo contenti che se ne vadano tutti significa la morte di questo blog. L'unanimità in politica non è mai stata buona. Se tutti fossimo d'accordo con l'autore dell'articolo, quando si parla di politica, i commenti diventerebbero superflui.

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  23. - Seconda parte -

    Passo indietro.

    Il M5S critica da sempre il sistema dei partiti e l’occupazione che i partiti hanno fatto nel tempo delle istituzioni e della società civile. Punto sul quale mi trova perfettamente d’accordo.

    Peccato che il M5S non tragga le conclusioni dalle proprie critiche e non elabori una proposta per il superamento del sistema partitocratico.

    Infatti, la partitocrazia trova la propria ragione di esistere nella mancata attuazione dell’art. 49 della Costituzione, nella mancanza di personalità giuridica dei soggetti politici che partecipano alle elezioni, nel totale arbitrio con cui i Partiti, ovvero le segreterie partitiche, decidono ogni cosa.

    Non basta che un soggetto politico decida di avvalersi delle consultazioni online (con metodi discutibili sotto ogni profilo) o con le primarie (con metodi discutibili sotto ogni profilo) per scegliere i candidati, occorre un sistema legale valido per tutti e che diventi il minimo comun denominatore del sistema politico.

    Occorre una rigorosa disciplina legale per introdurre democrazia e trasparenza nei processi decisionali interni ai partiti, nell’affidamento degli incarichi, nella selezione dei candidati.

    Solo attraverso questo passaggio sarà possibile scardinare il sistema partitocratico che continua a prosperare proprio perché mancano questi meccanismi di democrazia e trasparenza: serve una soluzione di sistema.

    Anche su questo punto il M5S è assente. Si è limitato a fare delle scelte per sé, a fare gesti importanti dal valore non solo simbolico, ma non ha elaborato alcuna riforma del sistema dei partiti e dei soggetti politici che concorrono alle elezioni. Quindi, lascia che continuino a esistere criteri arbitrari e partitocratici. Non solo, si è opposto a ogni tentativo di mettere mano alla materia.

    Così facendo il M5S non sta operando per scardinare il sistema partitocratico.
    Evidente che anche nel caso in cui dovesse ottenere la maggioranza dei seggi, gli altri sarebbero sempre eletti con i sistemi partitocratici di sempre e basterebbe una scissione interna per provocare un ribaltone.
    In fondo, il sistema liberamente scelto dal M5S per la selezione dei candidati ha garantito che ben 37 parlamentari su 163 sono usciti dal M5S: il 22,7% degli eletti!
    E nulla può garantire che non si ripeta.

    Conclusione unica e incontestabile sino a prova contraria: il M5S non sta scardinando il sistema partitocratico perché si limita a scelte esteriori e in parte simboliche che non incidono sulle cause sistemiche della degenerazione partitocratica e affaristica della vita politica e istituzionale.

    Se il M5S non farà un avanzamento culturale e progettuale è destinato al fallimento e sarà per tutti una grande occasione mancata!

    Spero che queste parole aiutino a uscire dagli schemi tipici delle tifoserie, che proprio non mi appartengono.

    Mi fermo, ho già abusato della vostra pazienza… ammesso che qualcuno sia arrivato a leggere sino in fondo.

    Grazie.

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  24. .... sui blog ... le Cassandre si sprecano .... e i grandi illuminati , imperversano .....

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