venerdì 10 aprile 2015

TORTURA. IMMANE VERGOGNA ITALIANA

Fu Tortura
di Giangiuseppe Gattuso e Sergio Volpe - Nel luglio del 2001, a Genova, lo Stato, per mano di suoi servitori, si è macchiato di un reato gravissimo.
Ha perpetrato per diverse ore una scientifica operazione di “macelleria messicana”, come l’ha definita un funzionario ‘pentito’ della polizia, Michelangelo Fournier, all'epoca vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma.
Durante il G8 di quell’anno, a partire dal 19 luglio, ci furono manifestazioni organizzate dai “movimenti no global”, da lavoratori dei cobas, da gruppi pacifisti, e altri movimenti e sindacati. La sede del Genoa Social Forum e il coordinamento delle oltre 1000 associazioni del controvertice venne stabilita all’interno della scuola Diaz.

Manifestazione Genoa Social Forum
Le manifestazioni pacifiche, alle quali parteciparono 300.000 persone, furono turbate dall’azione provocatoria e violenta di una minoranza di delinquenti organizzati, i cosiddetti Black Bloc. I fatti di allora dimostrarono una sostanziale inadeguatezza nella prevenzione e nella gestione dell’ordine pubblico che portarono a numerosi gravi fatti culminati con la morte, nel pomeriggio di venerdì 20 luglio, del giovane manifestante Carlo Giuliani.

carlo-giulianiE nella giornata di sabato 21, dopo incidenti e devastazioni provocati da infiltrati Black Bloc, tra le 22.30 e mezzanotte, con l’irruzione in grande stile all’interno della scuola Diaz, dove successe di tutto. E le ‘iniziative’ delle forze dell’ordine continuarono anche all’interno della caserma di Bolzaneto.

diaz-pestaggiCosì descrive i fatti il dott. Roberto Settembre giudice a latere del processo su quelle violenze ed estensore della sentenza di condanna di numerosi addetti all’ordine pubblico.
 “Le vittime furono oltre 250, le ore di tortura, nei giorni dal 20 al 23 luglio 2001, fino a 36 ore consecutive.Ragazza occhio pestoI torturatori decine, decine e decine di agenti della polizia di Stato, della polizia penitenziaria, di carabinieri. Uomini e donne, giovani e anche anziani, picchiati a sangue. Persone ferite o fratturate alle braccia, alle costole, alle gambe, e picchiate anche sulle ferite. Denti rotti a manganellate, sangue ovunque, minacce, umiliazioni. Uso di gas asfissianti in cella, marchi scritti sulle guance delle vittime col pennarello per distinguerle da altre vittime e la distruzione dell’io praticata in modo sistematico (fame, freddo, sete, sonno, dolore fisico, sangue, vomito, urina, terrore, solitudine, paura, stanchezza terrificante) con effetti sconvolgenti sulla psiche delle vittime”.

Corte Europea Diritti dell'uomoTutto questo non è bastato, però, a individuare con precisione i colpevoli e a condannare adeguatamente i responsabili di questa immane vergogna. In Italia, 65 anni dopo la Convenzione europea, firmata a Roma il 4 novembre 1950, per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e 31 dopo quella di New York, entrambe ratificate, non esiste il reato di tortura. E proprio per questo la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pesantemente condannato l’Italia.

Una misura mortificante per un sistema democratico e civile com’è (o dovrebbe essere) il nostro Paese. Da sempre il Parlamento non è riuscito ad approvare una norma che contempli questo gravissimo e inumano reato. E i casi per i quali sarebbe stata oltremodo necessaria sono numerosi e gravissimi. Non possiamo dimenticare, tanto per citarne qualcuno, i nomi di: Stefano Cucchi 2009 carcere Regina Coeli Roma, Salvatore Marino 1985 Questura di Palermo, Federico Aldrovandi 2005 Ferrara. Ma forse questa sarà la volta buona. Una legge seria, che faccia da deterrente perché non accadano altri casi, che dovrebbe avere il sostegno di tutte le forze politiche e, in primis, proprio quello delle forze dell’ordine.

Cestaro con frattureIl ricorso alla Corte Europea per i fatti di Genova è stato presentato da Arnaldo Cestaro, 62 anni quando successero i fatti. Quella notte mentre dormiva all’interno della scuola Diaz, venne svegliato all’improvviso dall’irruzione di centinaia di poliziotti che iniziarono a massacrare a bastonate chiunque si trovasse in quegli spazi. Cestaro subì un pestaggio micidiale che gli procurò la rottura di un braccio, di una gamba, e ferite alla testa. Ha ottenuto, pensate l’enormità, un risarcimento di soli 45 mila euro, nonostante patisca ancora pesanti conseguenze fisiche.

Genova-2001-De-GennaroChe dire. Crediamo sia stata una delle pagine più buie della nostra repubblica. Non si è mai saputo chi ha dato ufficialmente gli ordini e si è anche consentito ai responsabili politici e di governo di allora e ai dirigenti responsabili della sicurezza e dell’ordine pubblico di superare indenni quelle vicende, e addirittura di continuare a rivestire altissime cariche dello stato facendo carriera, come se niente fosse.

E allora ci chiediamo come sia possibile tutto questo. Perché non c’è una reazione di sdegno generale, di manifestazioni spontanee, di assunzione di responsabilità. Perché il Governo, i vertici istituzionali, e lo stesso Presidente della Repubblica, finora, non hanno fatto una piega. E, anzi, quasi da ogni parte, ci si preoccupa di preservare e salvaguardare, a prescindere, le forze dell’ordine e i loro rappresentanti, perché non si legiferi sotto l’influenza psicologica della sentenza della Corte Europea.
Crediamo, invece, sia proprio questo il momento giusto per affermare solennemente che mai più potranno accadere simili misfatti. Per dimostrare che nelle istituzioni non ci possono essere zone d’ombra e nemmeno connivenze nei confronti di chi si è macchiato di peccati così gravi.

Renzi-MattarellaPresidente Mattarella, Presidente Renzi, nessuno di voi due ha la minima responsabilità dei fatti di Genova. E proprio per questo, riteniamo, avete tutta la responsabilità morale per lanciare un segnale forte e chiaro: chiedere scusa, semplicemente e coraggiosamente scusa. A quei giovani e giovanissimi, italiani e stranieri, a quelle donne e a quegli uomini brutalmente calpestati e terribilmente umiliati senza pietà, da indegni rappresentanti di quello Stato di cui, oggi, siete i massimi responsabili.

GiangiuseppeSergio-Volpe
Giangiuseppe Gattuso      Sergio Volpe10 Aprile 2015

P.S.:Per avere una migliore comprensione dei fatti accaduti, delle violenze, dei pestaggi, del “massacro ingiustificabile che ha gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero” (cit. Corte di Cassazione), abbiamo ritenuto opportuno inserire il link del bellissimo DocuFilm della Rai sulle violenze di Genova al G8 del luglio 2001.(cliccare per visualizzare il filmato). Un ora e 17 minuti di testimonianze, di filmati delle manifestazioni degli scontri.
Inoltre, crediamo sia utile sapere che fine hanno fatto alcuni dei responsabili dell’ordine pubblico di quel tempo e di quelle tristi giornate del luglio 2001 a Genova.1) Spartaco Mottola, ex numero uno della Digos di Genova, è stato promosso questore.
2) Francesco Gratteri, imputato di grado più alto per i pestaggi alla scuola Diaz, da questore di Bari è diventato direttore della Direzione nazionale anticrimine.
3) Gilberto Caldarozzi, vice di Gratteri, è finito alla direzione dello Sco.
4) Vincenzo Canterini, capo del VII reparto mobile di Roma, promosso vice questore.
5) Alessandro Perugini, imputato per le violenze nella caserma Bolzaneto, da vice capo Digos promosso a vice questore.
6) Giacomo Toccafondi, medico dirigente dell'Asl 3 di Genova, noto per i fatti della caserma Bolzaneto, che secondo i magistrati era uno dei quattro dottori che avrebbero partecipato alle violenze nella caserma, ha ricevuto tutti gli onori. La corte di Appello ha scritto «che anziché lenire la sofferenza delle vittime, l’aggravò, agendo con crudeltà su chi inerme e ferito, non era in grado di opporre alcuna difesa».
7) Gianni De Gennaro, allora capo della polizia, uscito indenne dai processi, è stato capo dei servizi segreti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Monti, presidente di Finmeccanica nominato dal governo Letta e confermato da Renzi.

Meglio di così…
- Il Governo dell’epoca era presieduto da Silvio Berlusconi. Il suo Vice, Gianfranco Fini, presente a Genova in quelle ore. Il Ministro dell’Interno, Claudio Scajola. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. Il Governo Berlusconi II fu il cinquantasettesimo governo della Repubblica Italiana. Rimase in carica dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005, un totale di 1.412 giorni. È stato il governo più longevo della storia della Repubblica Italiana. Sulle drammatiche vicende di Genova nessuna commissione d’inchiesta venne mai istituita.

78 commenti:

  1. rosalba mirenda10 aprile 2015 18:23

    E' difficile commentare, è difficile perché si resta increduli ancora oggi su quanto accaduto.Resta la speranza che facciano una buona legge contro la tortura.Ciò che mi meraviglia amcora che venga data la parola in TV (già siamo in democrazia) a gente come Salvini,Meloni, Santanchè che applaudono a tali violenze

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    1. 'che facciano una buona legge' chi? gli stessi che hanno messo Di Gennaro (ll'allora capo della polizia che gestì tutta la situazione G8 riguardo la sicurezza) in un più che prestigioso e responsabile posto in politica??? è come chiedere alla volpe di fare la guardia alle galline!!!

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  2. francesco giammarva10 aprile 2015 18:31

    ottimo articolo ben strutturato che analizza però solo una parte della incapacità delle istituzioni nella fallimentare gestione dei disordini del G8 di Genova. Viene da domandarsi innanzi tutto come orde di teppisti provenienti anche da altri paesi Europei possano raggiungere indisturbati una città come Genova, metterla ferro e fuoco e nella maggior parte dei casi farla franca
    La storia la conosciamo tutti e solo pochi sappiamo la grave mancanza nel nostro ordinamento giudiziario del reato di tortura..........oppure lo sapevamo e tacevamo per opportunità presenti e future!! per ristabilire in tempi brevi e con metodi inumani l'ordine pubblico?? ci dobbiamo domandare come mai i nostri legislatori non si sono mai accorti di una cosi grave lacuna nel nostro ordinamento giudiziario?? i politici che all'epoca governavano hanno anche questa responsabilità che è e la madre della "sospensione della democrazia nei giorni del G8": Poi se Il dottore De Gennaro ritenesse opportuno fare un passo indietro penso che le istituzioni e i cittadini ne sarebbero soddisfatti visto il suo ruolo all'epoca dei fatti!!Ciononostante sono d'accordo nella condanna inflitta al nostro paese non sono d'accordo che i responsabili non paghino con la galera e principalmente non sono d'accordo con Prefetti e Questori e istituzioni preposte incapaci di gestire l'ordine pubblico con le precauzioni e la prevenzioni che certe manifestazioni obbligano!!

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  3. quando leggo articoli di questo genere mi prende una stanchezza terribile e rimango di malumore a lungo.......Troppe cose non hanno funzionato e continuano a non funzionare in questa nostra Italia! Tutta questa violenza che ci ha circondato e ci circonda e ci continuerà a circondare ahimè.......verso dove andiamo mi chiedo. E poi sempre questa mancanza di chiarezza sui fatti che non mi pare accettabile in una società che si ritiene evoluta,democratica,civile. Mi consolo pensando che gli uomini, allorchè toccheranno il fondo, comprenderanno che per avere PROGRESSO, bisogna ripartire dall'essere Società civile dove il bene di uno è quello che si riflette nel bene di tutti, dove la tutela dei diritti di ognuno è quella della tutela dei diritti altrui senza distinzione religiosa, politica, di genere e provenienza...........una Società dove la VIOLENZA deve essere messa alla gogna

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  4. Liliana Olivieri10 aprile 2015 18:53

    Certo che essere condannati dalla corte di Strasburgo è un'onta indelebile per l'Italia che merita tutto il biasimo e lo sdegno che abbiamo sentito allora e sentiamo ancora oggi. E questo sdegno diventa disgusto nel constatare come non c'è stata nessuna condanna sia per chi ha dato gli ordini e neppure da coloro che li hanno eseguiti, addirittura alcuni autori di questi massacri sono addirittura saliti di ruolo. Niente hanno potuto neppure i giudici che volendo condannare la mattanza hanno iniziato a indagare e interrogare coloro che sono stati protagonisti di una violenza inaudita. Niente, non è stato concesso loro di proseguire le indagini e indire un processo. Naturalmente se al governo al momento dei fatti c'era un pregiudicato pluri condannato la giustizia non poteva certo essere messa in atto. Comunque anche oggi con Renzi che certo non è un esempio di limpidezza e con un presidente della repubblica troppo discreto e silente si puo' sperare molto. Mi auguro che un monito di Strasburgo possa essere messo in atto perché le forze dell'ordine continuano ancora nella loro opera di violenza contro coloro che osano disturbare con le loro proteste!

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  5. Non si può rimanere indifferenti alla violenza, l' indifferenza è complicità

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  6. Beh, che dire.
    Brillante ricostruzione dei fatti.
    Non sono d'accordo solo nel momento in cui si vede nel PDR e nel primo Ministro una possibilitá di "risposta" seria a quanto accaduto e a quanto accade in Italia.
    Perche il nostro é il paese in cui la politica arriva dopo.
    Stamane al tribunale di Milano code per entrare dovute ai controlli solo DOPO la strage avvenuta.
    Sono omicidi di stato tutti quelli che avete nominato , Carlo, stefano. Salvatore e Federico.
    Al tempo del G8 ero troppo piccolo e non capito, ascoltavo una canzone a lui dedicata "casa del vento , la canzone di Carlo" ( se non la conoscete vi suggerisco di ascoltarla anche solo una Volta in memoria di Carlo e dei fatti di quei giorni) molto bella ho I brividi ancora adesso solo a scrivervelo, ma non capivo, non capivo come era possibile che un ragazzo di 20anni debba essere ucciso da chi dovrebbe proteggerlo solo perche manifests un idea diversa ( possiamo stare a discutere sul come si manifesta per giorni, ma un ragazzo di 20anni é stato ASSASSINATO DALLO STATO e non c'e scusa che tenga).
    Crescendo ho cominciato a capire, non faranno mai una legge sul reato di tortura, non faranno mai leggi che potrebbero dopo creare problemi a loro, perche a loro poco interessa, nessun colpevole dopo quanti anni?le solite sstorie all italiana.
    Non credo che PDR e Renzie faranno o spenderanno parole a riguardo, sono conniventi, non erano loro a coprire quelle cariche a quel tempo, vero, ma le ricoprono adesso con il favore dei responsabili di quelle barbarie.
    Riflettiamo.
    "Il Fiore della ribellione,
    ha un seme che é volato via
    e in qualche altra splendida Terra
    un giorno rifiorirá"

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  7. Gabriele Marolda10 aprile 2015 20:19

    Tortura, si fu tortura. Lo pensavamo in molti, ma solo l'umiliante condanna della Corte europea ha finalmente indotto il nostro governo ad apprestarsi con tanto vergognoso ritardo a colmare questo vuoto nel codice penale.
    Ho molto apprezzato la brillante esposizione operata dagli Autori, e condivido la sensazione di orrore che gli incredibili fatti criminosi ancora oggi ridestano nelle coscienze.
    A proposito del quasi ingenuo appello alle massime autorità del Paese, fa rabbia sentire il capo del governo che conferma ogni stima a De Gennaro, allora Capo della polizia e oggi Presidente di Finmeccanica, neanche sfiorato dal dubbio dell'inopportunità di una tale dichiarazione, specie dopo le prese di posizione del presidente del PD e della Serracchiani.
    Un'altra pagina nera della Repubblica, che si aggiunge alle tante altre che abbiamo sofferto.

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  8. Antonella Lo Presti10 aprile 2015 20:28

    Quando in un paese si arriva così a ledere la libertà di manifestazione, di pensiero, di parola, tra l'altro previsti dalla nostra preziosa Costituzione Italiana (scritta dopo cinque lunghi anni di guerra e di deturpazioni fisiche e mentali a 6 milioni di ebrei e non) penso non ci sia altro che pregare Dio di illuminare coloro che diedero tali ordini affinchè possano tornare esseri "umani".

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  10. Raffaella Schiavone10 aprile 2015 21:05

    Fosse stato per i nostri politici la faccenda era bella che chiusa!!Per la prima volta ringrazio l'Europa....Ho visto il film documentario citato nell'articolo....da stare veramente male......

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  11. Encomiabile, da parte dei due editorialisti, la scelta di affrontare un argomento impegnativo come questo e di aver fornito una rappresentazione obiettiva e puntuale dei fatti. Una condanna netta, senza se e senza ma nei confronti di una brutta pagina della storia della nostra Repubblica che dopo 14 anni grida ancora vendetta e brucia, soprattutto alle vittime e alle famiglie dei malcapitati, vittime dei torturatori e assassini di Stato. Non c’è bisogno di dire che la Polizia, nel suo insieme è una istituzione sana e rispettosa della legalità e dei principi democratici. Proprio per questa ragione tocca proprio alle forze dell’Ordine e ai suoi massimi vertici isolare e condannare comportamenti di suoi rappresentanti, che nulla hanno a che fare con la sicurezza e la difesa del nostro territorio. A Genova, purtroppo, oltre a consumarsi una vera e propria spedizione punitiva che scatenò un vortice di violenza inusitata da parte di agenti della polizia di Stato, si organizzò subito un volgare depistaggio, una narrazione distorta dei fatti. La polizia si trasformò in vittima e sembrava che alla “Diaz” erano stati i manifestanti ad usare violenza contro i poliziotti. Alcuni partiti, e segnatamente quelli di centro destra, si prodigarono subito ad assecondare la versione innocentista della Polizia e condannarono i giovani ancora sanguinanti e tumefatti dalle botte e dalle torture subìte, usando i soliti argomenti qualunquistici, per cui le forze dell’Ordine hanno sempre e comunque ragione. A Genova, invece, le responsabilità degli uomini in divisa furono subito evidente e indifendibili. C’è voluta l’Alta Corte europea per i diritti dell’uomo per stabilire che Il blitz della polizia alla scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, “deve essere qualificato come tortura”. Per questa ragione trovo molto opportuno anche l’appello lanciato da Gattuso e Volpe ai vertici dello Stato affinchè si scusino con il Paese, nel suo insieme, perché i fatti di Genova sono una ferita, non ancora rimarginata, che lacera una Nazione e un Popolo democratico. E, vergona delle vergogne, c’è voluto lo schiaffo della Corte Europea per ricordare all’Italia di non avere nel suo codice penale il reato di tortura. Vorrei concludere esprimendo una opinione in merito al dibattito acceso sull’opportunità che il dr. De Gennaro, capo della Polizia e massimo responsabile dell’Ordine pubblico ai tempi di Genova, permanga ai vertici di Finmeccanica. Personalmente penso che, aldilà di ogni responsabilità giudiziaria di De Gennaro, assolto dalla Magistratura, vi siano motivi irrinunciabili per affermare una responsabilità morale che discende dal ruolo di un uomo delle istituzioni che ha ricoperto un ruolo troppo delicato e sensibile nel nostro Paese. Le dimissioni di De Gennaro sarebbero salutari per sgomberare ogni possibile ombra di dubbio, sull’intransigenza che in casi come questo, uno Stato è tenuto a mantenere. A volte i gesti e i comportamenti contano più dei fatti.

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  12. Salvatore Di Maggio10 aprile 2015 21:50

    Capita di sovente nel nostro paese che gli eventi tragici siano interpretati da destra e da sinistra secondo le rispettive convenienze. E' certo che senza le violenze dei manifestanti non ci sarebbero state le torture da parte delle forze dell'ordine. Solo che in questo modo si attiva e giustifica una spirale di violenza/vendetta che potrebbe condurre anche alla guerra civile. Per risolvere il male alla radice basterebbe una legge che punisca severamente e con rito abbreviato sia la violenza che la tortura. Ma questo è impossibile perché una scelta del genere non paga elettoralmente !!!

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  13. non ho da aggiungere visto quanto si è detto, ma voglio sperare in un riconoscimento e quindi un chiedere perdono degli organi istituzionali della repubblica e questo non ha parole ma con fatti che possano evitare simili misfatti negli anni che seguono.

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  14. Antonella Deri10 aprile 2015 23:34

    Con questo articolo è stato toccato un argomento scottante,un peso che pende sull'Italia da 14 anni, sì perchè dal 2001 ad oggi sono passati ben 14 anni e c'è voluto la Corte Europea per stabilire che, tra il 20 e il 23 luglio, la polizia di stato ha praticato TORTURA su oltre 250 persone. Ora serve URGENTEMENTE, una legge contro la tortura, per questo mi appello al nostro Presidente della Repubblica Mattarella e al Presidente del Consiglio Renzi, tocca a loro fare in modo di togliere questo masso che pesa sull'Italia lavorando ad un disegno di legge OTTIMO, visto che il governo Berlusconi,che c'era all'epoca dei fatti non istituì nessuna commissione d'inchiesta.

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  15. Allora: definire questi esseri servitori dello stato... mi irrita tremendamente, non sono stati che dei macellai, mascalzoni, assatanati di brutale violenza, poiché hanno soltanto dato libero sfogo ai loro istinti più bestiali, di una violenza repressa, con una impietosa becera gratuità, infierendo con inaudita crudeltà, incuranti delle grida e delle implorazioni di pietà da parte di quei poveri ragazzi che pacificamente protestavano. Che onta per l'Italia buona ed ancora pulita... che schifo e che vergogna di fronte al mondo intero a cui abbiamo dato un'immagine indecorosamente sporca della nostre forze dell'ordine... un'onta per l'immagine dell'Italia da lavare con severissime condanne per tutti, da quelli che stavano al potere, Berlusconi che faceva il gaudente felice a Fini, all'ultimo degli asserviti al sistema di m....
    Che schifo! Cosa ricorderanno questi giovani che, dimostravano il loro dissenso? E il mondo? Come ci giudica? E quanti ragazzi uccisi, massacrati da un potere di cui si arrogano, i poveri Cucchi, Aldovrandi e tanti altri ancora, OMICIDI PERPETRATI CON LA LUCIDA VOLONTA' DI UCCIDERE, a manganellate, a calci, a pugni.
    Che vergogna! Che amarezza! VIGLIACCHI!
    Bravissimo... Arnaldo Cestaro che ha pensato bene di denunciare tutto alla Corte europea tali misfatti che sarebbero rimasti nell'oblio, mentre i mascalzoni che governavano o che dirigevano questa indegna gentaglia, faceva, allegramente carriera! che nausea! Un plauso dal più profondo del cuore!
    Pagine della nostra storia che ci disonora, da cancellare da dimenticare, anche se sarà molto difficile riuscirci....
    Condivido, urlando con fermezza, l'invito al nostro Presidente della Repubblica che stimo ed al presidente del consiglio Renzi di chiedere delle pubbliche scuse alle vittime, alle loro famiglie, all'Italia tutta (almeno alla parte buona... e civile), ed al mondo intero. Sono molto scossa nell'avere rivissuto questa barbarie!

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  16. Mariateresa Pertini11 aprile 2015 00:18

    E' stato detto e denunciato tutto da chi ha visto e chi era presente...la furia "omicida" ha guidato la mano di quei poliziotti su ORDINI precisi dal capo. Credo non sia ancora arrivata la giustizia giusta...

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  17. Francesca Cottoni11 aprile 2015 00:25

    Mi ricordo benissimo, una mia amica che risiede a Genova al telefono mi disse che per tre giorni non si poteva uscire da casa. Mi disse che sembrava di stare in guerra, sicuro sono successe cose brutte, se tutto questo è vero chi ha sbagliato deve pagare. I violenti vanno fermati ma ci sono modi e modi. Ma spesso si vede come le forze dell’ordine quando ci sono manifestazione picchiano con i manganelli ciecamente, questo non deve accadere. Fermate i violenti ma lasciate fare le manifestazione al popolo, un diritto sacrosanto, articolo 21 della costituzione... tante cose vanno cambiate in Italia

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  18. Michele Maniscalco11 aprile 2015 00:40

    In quei giorni del luglio 2001, guardando i servizi televisivi durante le manifestazioni di piazza, prima della "macelleria messicana" mi facevano rabbia quei gruppi di teppisti, venuti da tutta Europa solo per rompere vetrine, bruciare auto e attaccare le forze dell'ordine, a viso coperto. (sono del parere che chi va a viso coperto alle manifestazioni lo fa per commettere atti illegali) Anche per la morte del Povero Giuliani ho avuto i miei dubbi: è stata legittima difesa? nelle immagini in televisione l'ho visto con un estintore alzato con tutte due le mani al disopra della testa mentre stava per scagliarlo contro un ragazzo delle forze dell'ordine sulla camionetta. Poi sono venute le altre immagini quelle della "macelleria messicana" e, la quasi, simpatia che avevo avuto il giorno precedente per le forze dell'ordine presenti in quelle manifestazioni si è trasformata in sdegno. La rabbia e l'incapacità del giorno prima di contenere e circoscrivere gli incidenti, li ha trasformati in bestie. Hanno letteralmente massacrato persone in locali chiusi, inermi, mentre dormivano e non avevano nessuna possibilità di scappare. Inventandosi, dopo, di aver trovato armi offensive quindi hanno agito per difendersi. Sono d'accordo che Renzi e Mattarella pure essendo completamente estranei ai fatti, dovrebbero far sentire la loro voce contro chi nonostante tutto è stato promosso nella carriera.

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  19. L'articolo del Direttore, in questo momento, è quanto di meglio si potesse scrivere sull'argomento.
    I contenuti, sono, se ce ne fosse stato ancora bisogno, un ulteriore elemento di chiarezza su quanto successo a Genova, durante il G8 del 2001.
    Ebbene, cosa successe a macelleria eseguita? Qualche blamda condanna, e tutti promossi (sic transeat res mundi).
    Così vanno le cose nel mondo. In Italia in particolare, dove vige una democrazia che si distingue dalla dittatura, perchè questa "opprime il popolo, mentre la democrazia lo costringe ad opprimersi da se stesso".
    Non ho molto altro da aggiungere, se non un lungo elenco di fatti successi nel nostro Paese, finiti sempre tra i misteri secretati, ora dall'uno, ora dall'altro governo.
    A partira da Piazza Fontana, Banca dell'agricoltura, Italicus, strage alla stazione di Bologna. I morti a Genova e Reggio Emilia, nel tentativo di golpe dei fascisti "governativi", 1964, 1970, ecc. ecc.. Sono tutte date che chi ama la democrazia, e conosce la storia, non può dimenticare.
    Genova, la scuola Diaz, c'è voluta la Corte Europea per dire chiaramante che fu tortura. Ma la tortura in Italia è un fatto noto, assodato, perpetrato nel tempo.
    Nel 1961, partecioavo al congresso Nazionale della F.G.C.I, a Bari.
    Manifestammo pacificamente davanti all'ambasciata amaricana, scadevamo slogans tipo: Cuba si, Yankee no.... Cuba si, Yankee no.... Improvvisamente, spuntò da un vicolo il famigerato battaglione Padova (la celere), che con i manganelli, e le corse delle camionete, spaccarono gambe e braccia a noi manifestanti. Senza nessun preavviso, senza che avessimo fatto nulla, rotto nulla. Sic transeat res mundi, allora come ora.
    Cosa hanno cambiato i vari governi che si sono succeduti? Nulla, anzi berlusconi (il governo era il suo nel 2001) fece pestare di più e meglio che noi a Bari, almeno noi eravamo svegli, quelli dormivano pacificamente, Li colpirono col coraggio che contraddistingue i vigliacchi.
    Renzi? Cosa ha cambiato Renzi. Ah si, ha riconfermato il capo dei macellai di Genova alla direzione di Finmeccanica. Lo dicevo: sic transeat res mundi (cos' vanno le cose del mondo.... o pressapoco).

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    1. Francesco Salvi15 aprile 2015 09:31

      Semmai si scrive sic transit gloria mundi «così passa la gloria del mondo.
      Frase che, secondo il rito tradizionale, il cerimoniere ripete tre volte davanti al pontefice neoeletto, mentre fa bruciare un batuffolo di stoppa sopra una canna d’argento; è pronunciata anche nel linguaggio comune, in occasioni meno solenni, e talora in tono scherzoso, con riferimento alla caducità delle cose umane.
      Impari sia il latino sia l'italiano e non giochi a fare l'intellettuale se non ne ha gli strumenti.
      La polizia non carica se si manifesta pacificamente.
      Se lei è stato "caricato" assieme agli altri, beh un motivo ci sarà stato.
      Smettetela voi di "caricare", con stereotipate frasi da slogan (peraltro pure scorrette).

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    2. Giuseppe Spippola15 aprile 2015 09:39

      Sempre addosso alla Polizia eh?

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    3. Sig. Francesco Salvi, non sapevo che le si arrabbiasse perchè ho tralasciato il "gloria". Se lo avessi saputo..... lo avrei fatto apposta a scriverlo in quel modo. Per quanto riguarda il gioco all'intellettuale, non è un problema che mi riguarda. Non ho mai pensato di esserlo, e tanto meno sò scrivere come un membro dell'accademia della Crusca.
      Faccio quel che posso, mi esprimo come posso, e, sopratutto non do giudizi sugli altri, e nemmeno critico i loro scritti. Ah, l'ultima cosa che desidero dire è questa. Mi faccio i fatti miei, lei cerchi di farsi i suoi.

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    4. Tra l'altro Sig. Salvi, il detto latino "sic transeat res mundi", ha un significato preciso e diverso da quello da lei citato....... non è colpa mia, se l'odio politico la porta a offendere le persone che non la pensano come lei. Io cercherò di migliorare il mio Italiano. Lei cerchi di imparare l'educazione.

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    5. Francesco Salvi15 aprile 2015 15:27

      Allora se il brocardo ha un altro significato, lo spieghi, non si limiti a generiche affermazione per mera vanità e fatua presunzione.
      Quando si parla, si fanno citazioni, riferimenti et similia, bisogna essere in grado di spiegarli o, quantomeno, si devono conoscere.
      Io non la odio, come lei asserisce, né mi adiro (non si dice si arrabbia, questo lo si usa per i cani). Il fatto è che non sopporto chi parla a vanvera.
      Vede Buatton, io non sono uno che segue il politicamente corretto, concetto ipocrita attraverso il quale si consumano le più empie oscenità alla logica e si vitupera la cultura.
      Se devo dire a qualcuno che ha detto un'idiozia, glielo dico; e non si tratta di maleducazione, bensì di aderenza a quel principio autenticamente Cristiano (da Cristo), secondo il quale: "sia il tuo parlare si si o no no".
      E’ attraverso il parlare chiaro che si evita all’asino che si reputa cavallo, di crederci per davvero.
      Il detto, spesso declamato dai catto-cristiani, conformisti e bacchettoni, di "non giudicare il prossimo tuo", non trova alcuna rispondenza negli scritti cosiddetti sacri, né nella logica, né nella neuroscienza (dal momento che il pensare implica il giudicare) e nemmeno, ancora, nell'approccio intellettualmente onesto che bisogna avere in ogni disputa.
      Comunque, non la odio (come lei dice), non ho intenzione di offenderla (come lei ritiene), non mi sento di averla offesa (come vuol far credere e suggerisce ai lettori), ma ho solo espresso liberamente il mio pensiero critico, aspro si, ma pur sempre critico, a fronte di idee e concetti insussistenti da lei espressi.
      Se lei si offende per quanto ho detto, il problema è suo e solo suo; dal momento che le parole la mettono in crisi, evidentemente lei ha poca stima di se stesso.

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  20. Michele Maniscalco11 aprile 2015 10:18

    Gentile Signor Botteon.
    Lei scrive "a partire da Piazza Fontana", io direi a partire da Portella delle Ginestre. la prima strage di stato.
    Se il direttore di questo blog Giangiuseppe Gattuso sarà d'accordo, in occasione del prossimo i° maggio, potrei scrivere qualche cosa su quanto è accaduto in quel lontano 1947. Sono uno dei pochi ancora in vita, che quel giorno erano presenti sulla spianata di Portella delle Ginestre.

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    1. Sarebbe una testimonianza preziosa. Una documentazione a futura memoria. Michele, puoi cominciare a lavorarci per farne un articolo importante per PoliticaPrima e per la verità storica dei fatti. Buon lavoro

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    2. Francesco Salvi15 aprile 2015 09:33

      Essere presente non significa affatto sapere come siano andate le cose...
      Sono curioso di leggere quello che scriverà

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    3. Michele Maniscalco16 aprile 2015 11:53

      Egreggio Signor Salvi, ammesso e non concesso che il Dirttore di questo blog deciderà di pubblicare i miei ricordi del I° maggio 1947 forse rimarrà deluso di quanto io scriverò. la mia srà una esposizione dei fatti che ho visto e viissuto all'età di 11 anni in quel I° maggio a Portella delle Ginestre. se criticherà il mio italiano, accetterò con umiltà le sue correzioni.

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    4. Francesco Salvi16 aprile 2015 14:33

      Mi fa piacere che lei accetta le mie correzioni con umiltà. Invece il sig. B, mi vuole querelare.

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  21. Michele Maniscalco11 aprile 2015 10:29

    Se fosse d'accordo.

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  22. Difficile commentare quanto detto, dato che nell'articolo c'è tutto lo sdegno che qualsiasi uomo civile prova.
    Viaggio spesso per lavoro e non di rado vado all'estero. Sinceramente sono stanco di essere commiserato, guardato come quello che appartiene ad un popolo che ha un potenziale infinito in termini di biodiversità, in termini di cultura di storia di patrimonio umano-professionale che ci invidiano in tutto il mondo... per poi rappresentarci nel mondo così, come degli...non riesco a trovare un termine.
    La sconfitta peggiore è che abbiamo fatto disamorare i nostri figli alla politica, dato che il solo messaggio che passa oggi è che la politica è qualcosa di sporco e di immorale, per un verso o per un altro.

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  23. Quando accaddero quei fatti, mi trovavo a Torre Pellice come deputato della chiesa valdese; la quale chiesa, pacificamente, in testa il pastore Giampiccoli, scese in piazza a chiedere giustizia e verità.
    Gli episodi più pesanti si ebbero nei giorni successivi a Bolzaneto ! Braccia spezzate, facce sfigurate, senza pietà!
    Nel 1989 era stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la legge di ratifica della Convenzione Onu contro la tortura. Da allora Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno continuato a chiedere al parlamento italiano di rispettare l'impegno preso allora; e finalmente dopo rinvii e “annacquamenti” vari, le cose sembra stiano avviandosi verso l'approvazione definitiva di una legge che riconosca e condanni il reato di tortura.
    Ci voleva il preside della scuola Diaz per riaprire il caso due anni fa!
    Il ddl sul reato di tortura, con un voto quasi unanime -su invito del ministro Orlando (per fare bella figura a Strasburgo) - a parte i 14 contrari e i 50 astenuti, è stato approvato alla Camera con 244 sì, e ora viaggia verso il Senato.
    Le pene per i torturatori prevedono l'immediata espulsione dal servizio (ovviamente) e la reclusione da 2 a 20 anni.
    Ma che cosa spinge un essere umano a torturare un suo simile!
    Come può quella mano non fermarsi davanti alla deturpazione e al dolore!
    Che nasconde dunque il cuore dell'uomo!
    Istinto di potenza, indifferenza al male, libidine alla distruzione, umiliare, sottomettere chi vuole tenere la testa alta!
    La tortura ha una storia lunga quanto la storia stessa.
    E questo sgomenta!
    E' stata anche legale e utile come mezzo di persuasione a collaborare, distruggendo completamente la volontà della persona, e riducendola al livello più basso, quello del traditore.
    Non è facile resistere, anzi è proprio impossibile, se non in casi di altissimo livello morale, che si sono però spesso conclusi con la morte del torturato tra spasmi atroci.
    Per non andare troppo lontano, Galilei abiurò per porre fine alla sofferenza inflittagli dal boia di turno.
    Giordano Bruno per non farlo, fu bruciato vivo in Firenze con la bocca tappata da uno straccio perché non potesse neanche gridare!
    Meglio fermarsi qui....
    Ma ci sono anche altri tipi di tortura che la legge ancor oggi ha difficoltà a riconoscere come tali e che vanno sotto il nome di violenza: alle donne, ai bambini, ai vecchi, ai sequestrati.
    E poi, ricatti e minacce nel mondo del traffico illegale, e altrettanto frequenti, sotto forme “ben vestite”, anche in quello ritenuto legale.
    L'ultimo episodio del tribunale di Milano è emblematico: da condannare, voglio dire...!
    Cosa c'era dietro gli assassini commessi dal quell'uomo impazzito? Impazzito perché?
    Quali storie di ricatti, imbrogli, tradimenti si muovono dietro questa storia che avrà sicuramente una conclusione giusta, di condanna per lui, ma che non ripagherà mai le vite perse di tante persone perbene, che stavano solo applicando la legge; né si apriranno mai del tutto gli occhi verso tutti quei retroscena, verso quel mondo così torbido che regola -di fatto- i
    malaffari....e gli affari!

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  24. Certo condanno il mal capitato che ha sparato su vittime innocenti pero' devo anche dire che vi sono pene molto diverse a secondo di chi le commette e quindi a volte il raziocinio scompare .Dovremmo dare piu' giustizia sociale per tutti e non chi paga un buon avvocato ha la meglio su tutto.Per quanto riguarda le forze dell'ordine , secondo il mio punto di vista hanno un addestramento non molto adeguato non mi posso dilungare per la delicatezza dell'argomento , ma meno male che arrivata l'europa.

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  25. Un articolo che fà riflettere su quei terribili fatti. leggendo gli interventi che mi precedono, credo che tutti ricordiamo lo sgomento che ci accompagnò in quei giorni.
    Dato che i responsabili istituzionali;perché i responsabili e le responsabilità furono chiare fin dal primo momento,non hanno mai pagato,rimane una forte amarezza nei confronti di uno Stato sempre meno capace di dare risposte

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  26. Ricordo perfettamente le sensazioni di quei giorni. Giusto qualche settimana prima avevo partecipato ad una manifestazione tenutasi a Napoli in occasione del vertice OCSE. Anche lì la tensione fu palpabile e gli scontri violentissimi. Ero allora minorenne, i miei genitori mi pregarono di non andare a Genova, ed io non andai. Dei giorni di genova si può dire tanto, si può parlare della folla oceanica scesa in piazza da tutta europa, della sua variegata composizione, della carica ideale dei tanti e di quella più distruttiva di alcuni. un ragazzo perse addirittura la vita. Tuttavia la pagina probabilmente più buia, oscura e deplorevole fu proprio quella della scuola diaz. La violenza, la rappresaglia fascista e squadrista, già abominevole come concetto in sé, diviene ancor più insopportabile e preoccupante quando a perpetrarla sono forze militari e di polizia. Certo che fu tortura, e dispiace che quasi si cada dalle nuvole quando i giudici internazionali non hanno fatto altro che sentenziare quella che avrebbe dovuto essere un'ovvietà. Non fu però un caso, ed hanno senz'altro fatto bene gli autori dell'articolo a ricordare le altre vittime (soltanto alcune) delle atrocità di Stato. Bisogna premettere che non si tratta di un fenomeno soltanto italiano, basti vedere gli ultimi altisonanti episodi registrati nelle periferie U.S.A.
    Ciò nondimeno in Italia siamo all'avanguardia in questo deplorevole settore, ancor più aggravato dalla insostenibile situazione carceraria. La nostra miglior qualità sul punto è quella di riuscir sempre ad occultare o comunque a non perseguire i colpevoli. Le poche condanne inferte per i fatti della diaz fanno da eco alla "nessuna" per la morte di Stefano Cucchi. Sono soltanto esempi. Ho letto da qualche parte che l'italia è sempre il paese del "dopo", dura verità, ma in certi casi meglio questo del paese del "mai". Ben venga oggi una legge sulla tortura, ben venga l'introduzione di norme volte a garantire maggiore trasparenza delle attività di polizia. Infine, a chi si meraviglia del fatto che ancora qualche "politico" nostrano si fregia di difendere tali indegni atti (Salvini, Meloni, La Russa, etc.) ricordo che purtroppo l'italia può fregiarsi di un ulteriore primato: il fascismo lo abbiamo creato noi, fa parte di noi, e sta alla parte civile che è in ognuno di noi stessi impegnarsi per ricacciarlo e soffocarlo negli angoli più bui e vergognosi della nostra storia e delle nostre anime.

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  27. A distanza di ben 14 anni e, bisogna dirlo, ad opera di un privato cittadino purtroppo coinvolto personalmente nella vicenda, una Corte Internazionale emette una sentenza che ci colpisce duramente non nel corpo ma nell'intimo come uomini e come cittadini.
    L'Italia, la maestra del diritto e della civiltà (ovviamente quella ricordata dalla storia non quella che sta vivendo) viene indicata come un paese che si è macchiato di uno dei reati più avvilenti e disonoranti: LA TORTURA di esseri umani.
    Andando indietro nel tempo viene da domandarsi: perché si è arrivati a tanto? Forse una risposta esiste e, a rifletterci su, ci appare in tutta la sua, orripilante, sostanza: potrebbe essersi trattato di una “prova generale” utile ad essere applicata per accelerare i tempi del tempo, che, purtroppo, stiamo vivendo o che dobbiamo attenderci se si continua nel dare fiducia a quella parte della società che dalle origini, diciamo dall'inizio dell'era cristiana, si da da fare per arricchire il potere più disumano che è dato dalla riduzione in schiavitù etica ed economica, e, pertanto più malleabile, del vero padrone della terra: il popolo nella sua parte più vulnerabile: la povertà! E la schiavitù dal bisogno!
    La prova non riuscì, ci fu chi reagì ed oggi, anche se a distanza di anni, una sentenza dà la prova inconfutabile delle intenzioni di chi si assunse la responsabilità di tentare l'esperimento.
    E' pressoché, a mio parere, inutile dire che al potere era andato da pochi giorni colui che, sborsando fior di milioni, aveva fatto cadere il governo Prodi. Costui era Silvio Berlusconi: membro della P2, entrato in politica per incarico della mafia e dei poteri economici più retrivi, ed è a costui che va addebitata ogni colpa per quanto avvenne. Certo ebbe degli utili servi che oggi occupano ancora poltrone prestigiose per “grazia e volontà” del governo in carica che è composto dagli epigoni di quel “prestigioso statista” oggi tenuto a margine, purtroppo non ancora estromesso definitivamente, di quel mondo politico che sta lavorando per togliere definitivamente al popolo la sua sovranità, unica, vera ricchezza, della povera gente che dovrebbe esercitarla per dare al Paese amministratori onesti e capaci e invece si troverà costretto, ove non intervenga il Capo dello Stato, a votare un Parlamento di “nominati” e servi dei padroni di sempre: il capitale e la mafia!

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  28. Gloria Trizzino11 aprile 2015 19:50

    Il gatto e la Volpe hanno fatto tana. Ma hanno ragione. L'articolo pur se di facili conclusioni, rinnova il problema italiano di chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati ed è quindi facile per l'Europa sancire la cattiva condotta delle nostre istituzioni e della mancata tutela dei cittadini che subiscono sia fisicamente (a volte con la vita) sia moralmente arroganze, soprusi e violenze inaudite. Quello però che colgo è una strana coincidenza temporale tra i fatti di Milano, di Genova, di Roma e le sentenze della Corte Europea. È un caso? Forse.
    Di certo è comunque inquietante vivere sotto l'egida di un susseguirsi di attacchi senza che nessuno paghi. A mio avviso non possiamo pretendere che il Presidente ed il premier sanino le vecchie ferite, ma di certo possono mettere un freno a divisioni di potere che avvantaggiano soltanto i furbi che credono di potersi fare giustizia da soli e possano nascondere la mano omicida. Si uccide in molti modi: picchiando, plagiando, isolando, togliendo il rifornimento idrico o la luce. Basta, abbiamo il diritto alla vita che ci lasciassero vivere senza tanta bruttura.

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  29. Caso strano l'italia umiliata e insultata in tutta europa e alla fine condannata come infamia per quello che fanno questi signori e nessuno va in galera siamo ridicoli

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  30. Ho vissuto quei giorni a Genova, la mia città, come un incubo, oggi a distanza di anni, ripensandoci la sensazione è la stessa. Paura, sgomento, impossibilità di comprendere la ragione di tanta violenza e di tanto orrore.
    Ci sono ferite che non si possono rimarginare, non sarà la sentenza attuale a farlo.considerando che i colpevoli, oggi sono promossi ad alti incarichi,.
    Le domande resteranno, sopratutto. PERCHE'?. e tanti altri perchè, un esponente del Goverrno alla Caserma San Giuliano, a che titolo c'era? Perchè sono stati ammucchiati tutti in due scuole?
    Se per avere una parvenza di giustizia è stato necessario attendere la sentenza della Corte Europea, significa che siamo alla frutta, in tutti i sensi, e senza giustizia, sociale, legale.non andiamo da nessuna parte.
    Siamo una nazione che è abituata a considerare le stragi di stato, come "suicidi" collettivi..ma la tortura non puo' essere autoinferta.
    Giustizia è stata fatta? Forse, ma, ripeto, il ricordo di tutto quell'orrore, non sarà dimenticato.

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  31. che dire, e stato un avvertimento a chi e disposto a manifestare.Guardando come sono stato promossi le "persone" coinvolte si vede che gli ordini venivano da molto in alto. Certo e sicuramente anche un caso che ad ogni manifestazione importante spuntano i famosi Black Bloc. Ora alla condanna, certo l'Italia e stata condannata , chi paga ? Il popolo. Cambia qualcosa? Credo proprio di no, perché la globalizzazione fa comodo alle grande imprese, insomma al capitale, le banche cosi come alle poche persone che tengano la maggioranza del capitale. Sono convinto se si mette in atto una manifestazione dei lavoratori un giorno in tutta la zona EU ci saranno manganellate per tutti in ogni angolo del Europa...........

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  32. Sig. Maniscalco, attendo con ansia il suo articolo sullla strage di Portella delle ginestre. Quella, secondo me, è stata una strage voluta dai padroni e organizzata dallo stato........ "democratico...cristiano".

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  33. Mi associo al vostro appello e condivido ogni singolo punto dell'articolo. E sono contente che L' Europa abbia reso giustizia anche se per me giustizia ci sarà solo quando i colpevoli pagheranno per quello che hanno fatto.

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  34. Rosalba Ferrara12 aprile 2015 11:58

    Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste. Dopo 15 anni di silenzio degli onesti, dove gli onesti hanno fatto i disonesti, la Corte di Strasburgo, ci condanna doverosamente per violazione all'articolo 3 della Convenzione Europea, "sul divieto di tortura e trattamenti inumani", e per non avere nel nostro codice penale il reato di tortura. Ciò significa che i fatti accaduti al G 8 di Genova nel 2001, da parte delle forze dell'ordine non sono stati puniti adeguatamente, gli abusi aberranti, sono stati archiviati a causa dell'impossibilità di identificare i colpevoli. Dopo anni è stata definita come "Mattanza", a vedere e ricordare le immagini forse è stato come sgozzare i maiali. In assetto di guerra, con il viso coperto, come comuni criminali, assalivano persone inermi, con i manganelli, usati al contrario, come martelli,. e continuando a colpire ed infierire con crudeltà su giovani e anziani sanguinanti, dove nessun grido di pietà riusciva a fermarli. Una violenza gratuita e inaudita, mortificandoli con atti inqualificabili. Questa vergogna immane è continuata per ore a Bolzaneto. Quella notte, i vertici del Viminale, e le forze dell'ordine persero i residui di quella dignità, tanto decantata. Nessun politico italiano è stato chiamato a rendere conto dell'accaduto, considerando che è stata una sospensione dello stato di diritto. Queste vergogne furono nascoste da bugie e insabbiamenti dove uno Stato è stato ed è ancora assente, cautelando con sfrontatezza, oggi come allora i colpevoli, con cariche istituzionali .........!.VERGOGNA....i

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  35. Marisa Bignardelli12 aprile 2015 12:43

    leggendo l'articolo mi son venuti i brividi !!!Non è facile aggiungere qualcosa a quanto è stato detto!Abbiamo avuto un assaggio,con il G8 del 2001,di che cosa può fare uno stato terrorista!!!Soltanto dire che abbiamo bisogno di una legge contro la tortura,mi fa star male!!!Nel nostro codice penale è un aggravante l'omicidio con crudeltà!!!Riflettendo il fatto che tutti i responsabile non abbiano pagato ,anzi abbiano fatto carriera,non mi fa solo star male ma mi fa pensare male!!Tutto preordinato,tutto voluto,una precisa regfia per scoraggiare ogni dissenso?Mi chiedo che ne sia stato dei veri violenti e devastatori italiani e non.Da quelli Genova,i pacifisti,lo Stato ,i poliziotti si doveva difendere e prendere le dovute cautele!!Il G8 2001,resta una pagina di storia di cui vergognarci !!!

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  36. Cara signora Bignardelli ..i suoi brividi sono più che giustificati, almeno dal punto di vista mio personale. La fotografia descritta sul G8 a Genova nel 2011 credo che non abbia bisogno di ulteriori commenti, ma solo espressioni di giudizi negativi che cozzano contro le normi basilari che regolano i rapporti tra lo Stato ed i suoi cittadini. Simili barbare rappresentazioni, oltre ad aver scosso l’opinione pubblica mondiale, hanno sollevato diversi quesiti relativi all’uso della tortura con pretestuosa funzione della tutela dell’ordine bubblico.Una violenza estrema perpetrata ai danni di chi vorrebbe esprimere il proprio dissenso ad incontri che regolano quei rapporti che rivestono interessi delle società di tutto il mondo. Non esistono giustificazioni particolari alle ragioni per cui polizia o apparati militari appartenenti a un paese democratico ricorrono a tal genere di violenza estrema. L’interesse per la tematica è sostenuto anche dalla consapevolezza che la tortura, nonostante la pressoché unanime condanna internazionale, sia oggi una realtà molto diffusa. In sintesi rappresenta uno strumento adottato per ragioni di esercizio del potere, di imposizione all’obbedienza o per punire i colpevoli . Considerata la totale condanna per qualsiasi forma di turtura, a Genova quali colpe dovevano espiare i ragazzi della scuola Diaz? Credo che si è voluto infliggere , con quella azione vigliacca di dissuasione, solo la privazione di una libertà prevista dalla Costituzione della Repubblica. Con ciò si intende ottenere il duplice effetto di devastare il corpo e schiavizzare l’anima, o psiche, di incutere e diffondere un terrore non solo verso i dissenzienti che rivendicano una loro libertà, ma in tutto il corpo sociale. Chi pratica questo terrorismo sa, che, colpendo una parte della contestazione, per la legge psichica della proiezione nel prossimo e quella fisica del dilagare per contagio, anch’esso è minacciato. A Genova, non si è trattano di un’azione atta a salvaguardare l’ordine pubblico, ma un atto di vera e propria guerra, praticata con una chiara forma di tortura come mezzo di persuasione più che di dissuasione. Chi ricorda l’emblematica frase latina …si vis pacem para bellum?

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  37. Innocenzo Nuccio Puccio12 aprile 2015 21:36

    Allora vediamo chi sono i responsabili e li premiamo con qualche poltrona importante , un bel posto di responsabilità , in Italia purtroppo nessuno viene punito secondo la legge !!!

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  38. A me preme mettere in evidenza un solo particolare e cioè , che anche questa volta, com'è nel caso della legge porcata , si è ottenuto un giudizio grazie al ricorso di un singolo cittadino , ... Allora , mi chiedo , io, noi, cosa ho , abbiamo , fatto; e se io non fatto niente , purché , adesso dovrei ergermi a giudice per gli altri ? Allora penso che prima di lavare la pagliuzza agli altri prima di togliere la mia trave . In altre parole vorrei dire che siamo molto bravi a ciarlsre piuttosto che organizzarci sul da farsi

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  39. Marcello Morelli14 aprile 2015 12:30

    Bande di criminali misero a ferro e fuoco interi quartieri di Genova e assaltarono le Forze dell'ordine con tutti i mezzi disponibili. Qualche manganellata di troppo alla Diaz? Può essere, ma lì non c'erano turisti in vacanza, c'erano i partecipanti alle violenze o nel migliore dei casi chi ne aveva passivamente tollerato le delinquenziali azioni. Io sto con la Polizia!

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  40. Caro Direttore, ti prego di intervenire verso coloro che per odio politico fanno i "censori" maleducati degli scritti degli altri (miei). Mi riferisco a Francesco Salvi, che non conosco, e nemmeno tengo a conoscerlo.
    Questo signore io non l'ho mai offeso, e nemmeno letto ciò che scrive, anche e perchè ho capito da che parte sta. Commenti pure i contenuti dei miei scritti (se vuole), ma non la forma, e nemmeno la grammatica che uso. Io non ho fatto le scuole "alte" come, probabilmente, ha fatto questo signore. Lui sarà uscito dall'università, la quale università sviluppa tutte le qualità, compresa la maleducazione. Su questo sito sono stato oggetto di minacce, ora sono nelle mire di questo catone il censore della mutua. Mi sto stufando, vedi tu quello che puoi fare per mantenere il dibattito entro i limiti, e le capacità che ognuno di noi possiede. Un saluto.

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  41. Francesco Salvi15 aprile 2015 16:17

    Nel rimandarla al mio commento di risposta (veda sopra) è inutile che piagnucolando, chiama in soccorso il Direttore del sito.
    Sappia che quando si parla in un blog è come se si parlasse in piazza.
    Pertanto, caro amico, si assuma le responsabilità di ciò che scrive e, quindi, tenga conto sia gli elogi sia le critiche.
    Come le ho detto sopra, se le parole la offendono, è lei che ha un problema, e con se stesso evidentemente.
    Se uno scrive in un blog, ripeto, è come se parlasse al pubblico.
    Viceversa, non si scrive pubblicamente e si sta zitti.
    Infine, sappia che nei contenuti ci sta anche la forma e la grammatica, perché attraverso questi ultimi due strumenti si espongono, appunto, i contenuti.
    Poi, un ultimo appunto sull'università.
    Caro Botton, la cultura non la fornisce l'università, ma i libri.
    Per ultimo, lei continua ad insistere con il piagnisteo della maleducazione.
    Bene, spieghi in cosa sarebbe consistita la mia maleducazione, altrimenti si stia zitto e rifletta sulle mie repliche, piuttosto che piagnucolare.

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  42. Francesco Salvi15 aprile 2015 16:20

    Dimenticavo signor buatton,
    da che parte starei io? Che vuole dire?
    Poi di quale mire parla?

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  43. Francesco Salvi15 aprile 2015 16:35

    Ma poi mi spieghi signor Botteon,
    quando un dibattito si dice essere entro i limiti?
    Me lo spieghi per cortesia.
    Forse si è nei limiti quando ci si lascia andare a mielosi e melensi commenti di compiacimento per ogni fesseria che ognuno scrive?
    Forse si è nei limiti con gli auto-compiacimenti su ogni insulsaggine che si scrive?
    Forse si è nei limiti quanto accecati dalla propria voglia di apparire a tutti i costi, si scrive ogni sorta di fesseria, aspettandosi il beneplacito degli altri?
    Mio caro e adorabile Botteon, se vogliamo cambiare veramente l'italianità, allora dobbiamo avere il coraggio di porci in discussione con gli altri, di accettarne le critiche e, principalmente, avere il coraggio di dire quello che si pensa.

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  44. Caro signor Slalvi, o staulvi? Ah no, adorabile salvi, il suo livello è troppo "alto", io non posso "alzarmi" fino a lì. I battiscopa non li raggiungerò mai. Visto che ognuno sceglie i propri interlocutori anche quando parla in pubblico, lei non farà mai più parte del mio. E la storia per me finisce quì. Io non piagnucolo, ma mi rivolgo al Sig. Direttore che è sicuramente una persona diversa da lei....... molto diversa.

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  45. Francesco Salvi15 aprile 2015 17:13

    Botteon finchè lei parla in questo sito, o altro blog con accesso illimitato, lei parla al pubblico. Le piaccia o no.
    Quindi qualsiasi cosa lei, o altri, scriverà, che non mi troverà d'accordo, vedrà il mio libero manifestare del pensiero.
    Aspetto con ansia i suoi prossimi articoli...

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  46. il giustiziere15 aprile 2015 17:34

    Mah è vero siamo in una pubblica piazza virtuale, perciò se qualcuno grida si sente e se offende si vede. Il sig Salvi sembra Giordano o Tafano cioè anonimo ! Se non lo è presenti referenze. Mentre Botteon è persona di sinistra, ma conosciuto e non merita di essere offeso ! Infatti il sigr fantomatico Salvi fa il "saputello"con la storia del latino, e se io le parlassi in greco e la offendssi, lei che direbbe Salvi o anonimo che lei sia ??

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  47. il giustiziere15 aprile 2015 17:46

    Mario Botteon non c'è bisogno di rivolgerti al direttore, puoi stare tranquillo e non ti fare intimidire dal "destrorso" sig. Salvi, perchè se lui parla latino io parlo greco, latino e pure siciliano e lingue straniere.

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  48. Caro Giustiziere, è vero che siamo in una pubblica piazza, ed è vero anche che chiunque ha il diritto di commentare i miei scritti. Ma è altrettanto vero che è mio diritto non replicare a dei personaggi che mi sono sgraditi. Per quanto riguarda la mia citazione latina (io non conosco il latino), mi è stata "fornita", durante un dibattito, da un insegnante di latino di un liceo classico della mia provincia. Come vede, io non nascondo nulla, nemmeno la mia ignoranza. Si figuri se nascondo la mia appartenenza alla sinistra (non ho tessere però). C'è gente invece, che oltre a nascondersi vigliaccamente dietro ad un anonimato, non ha il coraggio di presentarsi con nome e cognome veri, compresa la residenza dove abitano, così come su questo sito hanno fatto in tanti. Per quanto concerne la mia citazione latina, "sic transeat res mundi", l'ho mutuata da un insegnante di latino in un dibattito sostenuto nella mia città. Forse ho fatto male a fidarmi, ma la spiegazione che mi ha dato dopo avergli chiesto il significato, è che significa, più o meno questo: "così vanno le cose del mondo". Non è così? Pazienza, ho sbagliato a fidarmi, ma non per questo mi lascio prendere per i fondelli. Per quanto riguarda i miei studi, chiunque li può trovare sul mio profilo di facebook, e si noterà che non ho fatto gli studi al liceo, e tanto meno all'università. Ma ho lavorato, e tanto. Pensionato con 49 anni e 6 mesi di versamenti all'INPS. Ho frequentata l'università della vita, che non insegna a mettere la punteggiatura giusta, e nemmeno ad usare la grammatica, ma insegna ad avere rispetto per le persone. Grazie del suo intervento. Riceva un cordiale saluto.

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  49. il giustiziere15 aprile 2015 19:40

    Mario io ammiro i lavoratori come te, grammatica o no, latino o no, hai tutta la mia stima ed amicizia. Io sono intervenuto per un atto di giustizia. Il sigr Francesco Salvi, noto personaggio televisivo, ti ha umiliato e offeso, perciò lo invito a chiederti scusa e non essere arrogante, ma umile. Io non ho problemi a disvelarmi. Ma poichè qui si tratta di riparare un torto, per ora mi firmo giustiziere. Perchè chi di anonimato ferisce di anonimato perisce. Qui ho concluso.

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  50. Comunque ti ringrazio. Un saluto.

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  51. Ogni tanto in questo blog si accende il fuoco e qualcuno soffia pure. PoliticaPrima, come sapete tutti, non ha un controllo preventivo sui commenti. È stata una scelta, prevalentemente mia, per dare a chiunque la possibilità di esprimere un pensiero, una posizione, un dissenso. Qui si cerca di parlare di Politica, di stimolare l’approfondimento, di evitare facili generalizzazioni. E lo scopo principale rimane quello di sensibilizzare i cittadini nei confronti della Politica, nella speranza di riavvicinarne qualcuno. Impresa non facile.
    In tre anni e mezzo di presenza in rete, 760 articoli e quasi 11.000 commenti, abbiamo riscontrato pochi casi di interventi fuori luogo e pochissimi quelli che hanno reso necessario un intervento risolutore.
    Oggi, chiamato in causa da Mario Botteon, per la sua generosa e spassionata partecipazione fatta di articoli e numerosi commenti, sento il dovere di intervenire.
    Su PoliticaPrima esiste la più ampia libertà d’espressione, non esistono pregiudizi, non ci sono schieramenti precostituiti, non siamo fiancheggiatori di nessuno e intendiamo, sempre e comunque, salvaguardare lo spirito per il quale è stato creato questo blog. Maggiori approfondimenti potete trovarli cliccando i pulsanti posizionati sotto la testata.
    Per quanto riguarda la vicenda, credo si possa ridurre tutto a uno spiacevole equivoco. Botteon è abituato a scrivere, anche di fretta, le sue riflessioni per le quali, con grandissima onestà intellettuale, non ha mai preteso essere la verità. Manifestando, sempre, la sua origine di lavoratore impegnato in politica senza particolari, a volte inutili, titoli accademici. E ha sempre manifestato con chiarezza le sue posizioni. Possano piacere o no.
    Salvi, che anch’io non ho il piacere di conoscere, ha, dal suo punto di vista sottolineato alcune inesattezze, scritte da Botteon, con una attenzione al limite del rigore. E anche con una piccola dose di saccenteria che ha potuto urtare la sensibilità di Botteon.
    Detto questo, faccio appello a tutti perché si possa continuare a dibattere, anche aspramente, ma sempre nei limiti del rispetto reciproco. E rivolgendo l’attenzione, principalmente, al merito di ciò che viene scritto evitando le personalizzazioni.
    Se, poi, chi ancora continua a firmarsi con nomi di fantasia, per motivazioni che difficilmente riesco a comprendere, potesse, invece, mostrarsi con la sua identità, sarebbe sicuramente molto meglio.
    Buona PoliticaPrima a tutti.

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  52. Francesco Salvi16 aprile 2015 08:48

    Caro Direttore, lodevole intervento, tranne che per il saccente che non le consento, forse sarebbe andato bene professorale.
    So bene di non riuscire simpatico, ma come avevo prima detto al Boatton, non sono per l’ipocrita politicamente corretto.
    Ultima precisazione e poi mi taccio.
    Le comunico che io mi chiamo Francesco Salvi e, se vuole, le mando fotocopia del mio documento d’identità e quant’altro possa servire alla mia identificazione. Ovviamente, però, me ne dovrà spiegare le motivazioni e se ciò rientra fra le condizioni per interloquire in questo sito.
    Volevo poi dire al caro Boatton, che nel suo ultimo commento v’è un gesto di umiltà che gli fa onore.
    Poteva dirlo prima però, senza il crocerossino e commovente intervento di un caricaturale Charles Bronson.
    Quello brandiva una pistola fumante, il nostro minaccia l’uso di un fumoso greco.
    Ora non posso più scrivere, tremo dalla paura.
    Sa com’è, il fatto che il nostro Bronson dica orcoglionamente di essere siciliano, chissà perché mi riporta alla mente, prepotentemente, coppola e marranzano.

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    1. Carissimo Francesco, avrà notato che ho utilizzato "piccola dose di saccenteria" e nulla più. Per il resto va tutto benissimo. In questo blog non c'è alcun bisogno di carta d'identità e, per quel che mi riguarda, a me interessa e mi fa piacere avere persone che hanno la voglia e la capacità (dotta o meno) di esprimere concetti e posizioni. Anzi, se vorrà proporre un suo articolo ne sarò felice.
      Con tanta cordialità e a presto su PoliticaPrima.
      Dimenticavo, sarebbe carino l'utilizzo del tu.

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    2. Il giustiziere16 aprile 2015 11:17

      Salve sei un impostore, arrogante maleducato, perché continui a storpiare e sfregiare il cognome di Botteon! Sappi che ti tengo d'occhio ! Furbetto del blog!

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    3. Il giustiziere16 aprile 2015 11:31

      Ma che dialogo lacrimevole tra direttore e salvo , carissimo Francesco ho usato una piccola dose di saccente e lui ma la prego mi chiami "professore! Perché no imperatore? Ma mi faccia il piacere!

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    4. Avviso. Il prossimo commento dello stesso pseudonimo (o similari) di analogo oggetto, sarà immediatamente eliminato.

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    5. Ma lascialo storpiare il mio cognome, questo denota la sua pocchezza intellettuale. Per quanto mi riguarda ho deciso che a questo signore non risponderò più. A meno che le offese non siano da denunciare alla Magistratura.

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  53. Francesco Salvi16 aprile 2015 13:18

    Botteon gli errori concernenti il Suo cognome sono dei refusi.
    Ringrazio il Direttore e concludo, dovendo doverosamente rispondere al sig. Botteon circa una eventuale denuncia alla magistratura.
    Sig. Botteon, come ho già ammesso, so di essere poco simpatico, ma sono sincero e non offendo mai le persone.
    Forse le ledo nella loro vanità, questo si, ma non nel loro decoro e onorabilità.
    Come con gli altri, così con lei.
    Tuttavia, se ritiene di querelarmi, faccia pure, ci chiariremo in Tribunale, sede ove lei, però, dovrà anche chiarire (o provare) le specifiche accuse contenute nelle seguenti frasi , da lei scritte nei commenti di questo articolo, che di seguito mi pregio ricordarle.
    Frasi e affermazioni contro le istituzioni che le ho chiaramente contestato (oltre all’uso del latinismo):

    CITAZIONE:
    “(…) il famigerato battaglione Padova (la celere), che con i manganelli, e le corse delle camionete, spaccarono gambe e braccia a noi manifestanti. Senza nessun preavviso, senza che avessimo fatto nulla, rotto nulla. Sic transeat res mundi, allora come ora (…)”
    CITAZIONE:
    “Cosa hanno cambiato i vari governi che si sono succeduti? Nulla, anzi berlusconi (il governo era il suo nel 2001) fece pestare di più e meglio che noi a Bari, almeno noi eravamo svegli, quelli dormivano pacificamente, Li colpirono col coraggio che contraddistingue i vigliacchi.”
    CITAZIONE:
    “ (…) Renzi? Cosa ha cambiato Renzi. Ah si, ha riconfermato il capo dei macellai di Genova alla direzione di Finmeccanica. (…)”
    CITAZIONE:
    “(…) Quella, secondo me, è stata una strage voluta dai padroni e organizzata dallo stato........ "democratico...cristiano". (…)”.
    Cordialmente


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  54. Almeno abbia il coraggio di affermare che il mio cognome lo ha storpiato di proposito, altro che "refuso". E offendendomi anche, infatti buatton ha diversi significati. Non faccia il furbo.
    Per quanto io dovrei sostenere in una eventuale causa, prenda nota, perchè confermo tutto quanto lei ha riportato quì sopra. Insista, e vedrà che ognuno dovrà rispondere delle sue offese.
    Lei non è simpatico, lo ha affermato lei stesso, io aggiungo anche che è sgradevolmente offensivo. Stia al suo posto, non sono stato io ad iniziare questa diatriba. Non sono stato io ad offenderla. Per quanto riguarda le mie "offese" alle Istituzioni, rispondo in qualsiasi sede. Per quanto riguarda le sue offese nei miei confronti, se continuerà, la avviso che ricorrerò alla Magistratura.

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  55. Ho letto l'intensissimo dibattito, su quanto scritto da Mario Botteon, non privo di sterili polemiche, che oltre a mostrare poca sensibilità e molta presunzione, poco o nulla ha prodotto in merito agli spinosi fatti del G8. E non mi sono piaciuti gli strali contro l'intervento preciso e mirato a cui va il mio plauso per la signorilità e grande correttezza che ha mostrato alle provocazioni.
    Molti sono i commenti pertinenti ed interessanti anche se non bisogna confondere un blog, dove, giustamente si può e si deve parlare in piena ed assoluta libertà, ma senza perdere mai di vista il dovere dell'assoluto rispetto che si DEVE alle opinioni degli altri. E questo in nome della buona educazione, qualunque siano i titoli di studio, accademici e quant'altro, che credo proprio non interessino a nessuno...
    Non è bello ritrovarsi in una piazza... e assistere ad una sterile piazzata! Benvenuto, quindi, caro nuovo amico prof..., benvenuto e buon lavoro. E un carissimo rispettoso saluto all'amico Botteon di cui ho sempre ammirato gli interventi! Un meritato "Bravissimo" al nostro direttore e moderatore che ha mediato una situazione ... che rischiava di trascendere...
    E, inoltre, credo sia meglio per tutti evitare di parlare di querele e di magistratura.
    W la libertà di parola! W PoliticaPrima!

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    1. Francesco Salvi16 aprile 2015 15:45

      Grazie per il benvenuto, ma non sono prof. né l'ho mai detto, a meno che non si scambi il titolo accademico con l'aggettivo "professorale", da me usato come replica al Direttore.
      Per quanto riguarda i fatti del G8 sono d’accordo, in parte, con quanto affermato nell’articolo dal medesimo Direttore e l’altro articolista, specie quanto dice, uso parole loro: “(…) fatti di allora dimostrarono una sostanziale inadeguatezza nella prevenzione e nella gestione dell’ordine pubblico che portarono a numerosi gravi fatti (…)”
      Quello che non tollero, e non permetto, è l’attacco indiscriminato alle Istituzioni di questo paese e ciò, perché noi siamo le istituzioni.
      Vede cara Signora, in fatti come questi e tanti altri, è facile fare della demagogia attaccando indiscriminatamente le istituzioni, piuttosto che avanzare delle critiche concrete, aderenti ai fatti, con disamine coscienziose delle dinamiche che li hanno caratterizzati.
      Il G8 non è solo quello che è accaduto alla Diaz, ma un insieme di eventi dove ci sono precise responsabilità anche di altri, non solo delle Istituzioni.
      Per quanto riguarda il povero Giuliani, ad esempio, oltre a delle sentenze della Suprema Corte, c’è anche una sentenza della CEDU (sez. IV, del 25/08/2009, n. 23458), che ha acclarato definitivamente che la morte del giovane fu dovuta a legittima difesa.
      Prima di attaccare le Forze dell’Ordine, bisognerebbe documentarsi su come funziona la gestione dell’ordine pubblico in Italia, a chi compete e chi ne ha la diretta responsabilità; essendoci, anche su questo, una specifica legge che ne disciplina compiti, funzioni e meccanismi di risoluzione delle criticità.
      Infine, una cosa sono le offese alla persona, altra le critiche, anche aspre, alle opinioni espresse. Se poi, per non sentirci offesi, vogliamo sempre ragione, allora il discorso cambia. Basta però che ciò lo si dica chiaramente.
      Sono dell’idea, giusta perché alla base di ogni valido ragionamento, che quando si afferma qualcosa, bisogna prima dimostrarlo, oltre che con i fatti, usando anche la terminologia adeguata.
      Forse, se ci troviamo a questo punto in Italia, è anche dovuto al timore di non dire chiaramente quello che si pensa, non avere il coraggio di dire a chi erra che ha sbagliato, per la solita ingiustificata paura di sentirsi impopolari, oppure rimproverati col luogo comune di: -“Non giudicare gli altri”; oppure, peggio:- “Non è politicamente corretto” o, ancora, sentirsi tacciare per “fascista”.

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    2. Francesco Salvi16 aprile 2015 16:11

      Io, ad esempio, non ho mai querelato nessuno, e ciò per diversi motivi:
      1) non ho mai offeso nessuno e difficilmente mi sento offeso dalle critiche, anzi mi giovo delle stesse perché, se fondate, mi aiutano a crescere;
      2) mi so difendere da solo e faccio autocritica e, principalmente, presto attenzione a quello che dicono gli altri, non concentrando su di me i "riflettori", auto-celebrandomi;
      3) non ho paura delle parole che gli altri usano contro di me, né dalle stesse mi sento leso; posto che solo chi ha poca stima del valore di se stesso, teme le parole del prossimo;
      4) quando affermo qualcosa, prima mi accerto che la stessa sia ancorata ad un fatto o ad un argomento veridico (metodo che deve valere sia per chi ha le scuole cosiddette alte, sia per chi le ha basse);
      5) e, principalmente, se mi rendo conto di avere sbagliato, lo ammetto, senza aggrapparmi agli specchi.

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  56. L’ERVA TINTA
    4° Quarto-scriba

    L’ erva tinta nun sicca mai
    si dicìa ‘na vota senza fari pecca
    ma l’antichi ànnu tortu assai
    picchì ora sicca e comu sicca.

    A distanza di tantu beddru tempu
    li cosi cangiaru senza aspittari
    e passaru ddritti comu un lampu
    cu la ramigna ca si misi a siccari.

    Si putissiru turnari l’antichi avi
    nun cridissiru ca a picca a picca
    st’erva tinta vita longa ‘unn’havi
    e ‘npocu tempu arriva ca sicca.

    Ma chi successi ccà, comu fù?
    N’aspiassiru a tutti quanti natri.
    Nenti successi ccà e nenti fù!
    Ci arrispunnissimu sempri natri.

    L’erva tinta sicca e comu sicca!
    Stamu siccannu natri avvilinati
    pensa si l’erva tinta nun sicca
    fussimu tutti persi e arruvinati.

    Totò Mirabile

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  57. Non stavamo parlando di tortura?!

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    1. Ci siamo stufati di essere torurati ed ora ci masturbiamo. Chiarisco subito dato che sono una signora, intendevo "masturbazione mentale" ! Ora basta per favore siamo seri.

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  58. Gloria Trizzino16 aprile 2015 17:06

    Caro direttore, mi hai tirato una palla veramente accesa e per curiosità tutta femminile mi sono sforzata di leggere. Tu e Volpe, l' ho detto, avete fatto un gol da campioni e sapevo che avrebbe fatto venire a galla le due "fazioni" politiche più colorate, ma oggi le fazioni non sono due, ma molte molte di più. Almeno io la penso così. Se poi dobbiamo scontrarci anche sulla lingua latina, greca, italiana etc. Sarà il caso di fornirci una matita rossa e blu ed un quaderno a righe e a quadretti. Il fiocco lo mettiamo secondo il livello di conoscenza. A te i miei complimenti.

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  59. Ottimo articolo, una vergogna per il Paese quanto accaduto in quei giorni del G8 a Genova.

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