martedì 11 marzo 2014

IL PRIMATO DELLA POLITICA. C’È ANCORA?

Renzi

di Giangiuseppe Gattuso –Parlamento, Governo, Stato, problemi e urgenze da risolvere, e riforme. Ancora le stesse da anni.

Le responsabilità sono sempre di qualcun altro, come il cane che si morde la coda. Siamo al terzo governo non votato dai cittadini perché la legge elettorale non ha certificato una vittoria chiara, anche se il nostro sistema politico non prevede l’elezione del capo del governo. E tutti a chiedere e a proporre di farne una nuova, obbligati anche dalla sentenza della Corte Costituzionale sull’illegittimità del Porcellum. Se ne parla da anni e adesso, forse, ci siamo. Con un preciso compromesso, un accordo a due, stiracchiato, senza una visione complessiva.

Una soluzione a metà, che vale solo per la Camera. Uno stratagemma per rinviarne l’effettiva applicazione e così le eventuali elezioni. Dovrà essere prima abolito il Senato e il bicameralismo perfetto. Non meno di due anni di tempo. Una questione che, nell’era della cosiddetta prima repubblica, nessuno si sognava minimamente di fare. E invece pare sia la riforma salvifica e risolutrice di molti mali del nostro Paese.

Per tanti altri provvedimenti urgenti si va di rinvio in rinvio e ci si arrovella sulla reale capacità e volontà di cambiare le cose e di fare ciò che necessita. I Governi si susseguono e sembra che non ci sia mai un punto fermo, un inizio per avviare percorsi chiari e definitivi.

Quando, finalmente, si approva una legge, però, scattano immediatamente i meccanismi e le procedure burocratiche che facilmente ne limitano gli effetti positivi, ne bloccano anche per lungo tempo la reale applicazione, travisando a volte la volontà del legislatore. La questione, pertanto, riguarda il cosiddetto ‘Primato’ della Politica. Quel ‘primato’ che deriva dalla volontà popolare attraverso il voto democratico. E che autorizza la Politica e lo Stato a intervenire per ‘risolvere’ qualunque difficoltà, in ogni ambito economico e sociale. Ma è proprio così?

Giuseppe De Rita, con un editoriale sul Corriere della Sera del 09 marzo 2014, pone con lucida semplicità il problema. E ne rileva gli aspetti più deboli proprio adesso, nel momento dell’ingresso in scena, prepotente e controverso, di Matteo Renzi. Una personalità che assomma alla freschezza della gioventù e voglia di fare, una buona dose di cinismo, calcolo politico e ambizione. Il tutto in un momento difficile, complesso, grave, che richiede, sul serio, interventi forti e immediati. E con un concreto e sicuro ritorno.

Ma è qui che casca l’asino. Il ‘Primato’ della politica, il potere di ‘fare’ dei governi, dello Stato, hanno subito, nel tempo, una sensibile riduzione delle loro capacità d’intervento in ambito nazionale. E ciò come conseguenza dell’accresciuta invadenza dei poteri dell’Europa che hanno limitato le capacità decisionali dei poteri esecutivi dei vari paesi. Costretti, inoltre, anche a subire le influenze enormi della grande finanza mondiale.

Un problema, quindi, che obbliga la classe politica a riacquistare consapevolezza e a ripensare al ruolo da svolgere nella società. Insomma, la Politica deve ritrovare autorevolezza, serietà, lungimiranza. Non ci sono molte alternative e nemmeno tanto tempo. Altrimenti, le buone intenzioni, la voglia di fare, le ambizioni, rischiano di trasformarsi in sogni irrealizzabili.

Giangiuseppe Gattuso
11 marzo 2014  

10 commenti:

  1. Appare evidente che il Presidente del consiglio stia legando la sua fortuna politica al successo del suo programma e quindi dell'Italia intera.
    Ha dichiarato,e non ne aveva motivo, che nel caso non riuscisse metterebbe lui stesso fine alla sua storia politica.
    é certo che cosi come ha messo le cose, un suo insuccesso sarebbe la sua fine .
    Come finirà?
    Io certamente non lo so, so per certo che io farò assolutamente ''TIFO'' per i miei cari , per la gente a cui voglio bene comunque essi stessi la pensino.
    Questo non comporta nessuna adesione politica o partitica, ma ragionevolmente non posso e non voglio remare al contrario o gufare contro, quindi , caro Matteo Renzi vai avanti.
    Aggiungo che il tuo voler rischiare tutto, compresa la tua vita politica, a me piace, intanto devo riconescere che non è il coraggio quello che ti manca.

    RispondiElimina
  2. D'accordo con Sergio Volpe(M Renzi) un ragazzo ammirevole, coraggioso che mette in gioco tutto se stesso e la sua vita politica. Peccato che molti nel suo partito remino contro(dagli amici mi guardi Iddio). Perfino acerrimi nemici come la Camusso hanno dovuto applaudire ad una manovra economica per il popolo. Ma avremo le Idi di marzo in senato ? Ed i vari "bruti" verranno dal PD? Es. Finocchiaro, Bindi etc. con la scusa delle quote rosa...il che sarebbe un assurdo per il più giovane premier della storia con un governo di 8 uomini e 8 donne, che più rosa non si può. Speriamo che il PD non sia autolesionista e suicida come al solito, ma aiuti le riforme del suo segretario.

    RispondiElimina
  3. In effetti su Renzi mi devo ricredere.

    RispondiElimina
  4. Renzi è un ottimo venditore e saprà battere Berlusconi proprio su questo terreno. La sua ambizione enorme, inoltre, lo porta a fare dichiarazioni e promesse rischiosissime.

    RispondiElimina
  5. Hitalicum? c'è ben poco di italico in una legge elettorale che, con i suoi cavilli aritmetici, non assicura ampia rappresentanza degli italiani in Parlamento. Non si può giustificare il cosiddetto hitalicum per assicurare stabilità di governo, la quale si può ottenere meglio e democraticamente con la SFIDUCIA COSTRUTTIVA ALLA TEDESCA applicata al proporzionale anche senza soglia di sbarramento. Se non ricordo male, in Germania, dopo la dittatura nazista sino ad oggi, si sono verificate due sole crisi di governo, risolte in pochi minuti. Il bicameralismo perfetto va mantenuto, ma dimezzando il numero di Senatori e Deputati, ANCHE per render più spedito l'iter parlamentare, ed a tal fine bisogna modificare i regolamenti parlamentari; centinaia di emendamenti , per una leggina, sono un'indecenza. Per favore, il Parlamento rispetti se stesso e gl'italiani. Abolire o modificare il Senato? No, grazie. Un Parlamento, come l'attuale, eletto con l'incostituzionale porcellum, no ha i crismi per stravolgere la Costituzione, c’è ben altro da abolire e modificare.

    RispondiElimina
  6. Mi dispiace essere in contrasto con chi mi ha preceduto nel commentare questo articolo del direttore. Io vorrei capire perchè il bicameralismo perfetto va mantenuto. Anche dimezzando il numero dei senatori, cosa cambia rispetto al senato attuale? Praticamente nulla, tranne il fatto che gli interventi ostruzionistici delle minoranze saranno inevitabilmente dimezzati. Mi oare troppo poco, anzi niente per un'eventuale (non) riforma in tal senso. Il bicameralismo perfetto è un'assurdità, alimentata dal fatto che il sistema elettorale consente di avere due modi diversi di eleggere deputati e senatori. Questo fa si che chi è scontento dell'approvazione di una legge alla Camera, abbia la speranza di "aggiustare" tutto quanto al Senato, con un'altra maggioranza, quella scaturita dalla legge elettorale relativa al Senato.. Abolire o modificare il Senato? Si, grazie.
    Due parole sul primato della politica, tanto caro al direttore.
    Il primato della politica non esiste, i nostri politici non sono mai stati e continuano a non essere "primi". La Politica con la P maiuscola, non ha mai avuto un primato su alcunchè. Se veramente la Politica avesse il primato che le si vuole attribuire, le cose in Italia sarebbero andate e continuerebbero ad andare diversamente. La politica non conta nulla, perchè è soltanto il "braccio" delle menti che stanno altrove e al di sopra.
    Spesso si parla di poteri forti, di potere bancario, di Bilderberg, di Trilaterale, di potentissime logge massoniche, degli "Illuminati",di grandi banche d'affari. Soprattutto è la Massoneria il centro occulto dei poteri forti. Ne parliamo un pò?
    La massoneria è un fenomeno mondiale, organizzato cioè su scala mondiale. Il vertice del Grande Oriente, in tutto il mondo, si trova nella corona inglese. Sono appartenuti alla massoneria quasi tutti i Presidenti degli Stati Uniti, e personaggi come Gheddafi e Arafat, presidenti Francesi, Re Del Belgio, di Olanda, e via discorrendo. Ovverosia i vertici del mondo.
    E’ una creazione della massoneria – come, perché, e in che misura, sarebbe un problema tutto da studiare e approfondire – l’ONU, ma anche la Croce Rossa , il WWF (il cui presidente è Filippo Di Edimburgo).

    Fu una creazione massonica il cosiddetto gruppo Bilderberg, e lo fu anche la cosiddetta commissione Trilaterale.
    Per capire il problema che potenzialmente può crearsi, in virtù di questa fratellanza tra esponenti di spicco di ogni parte del mondo, si cita spesso l’episodio del Britannia, del 1992; in quell’anno, sul Piroscafo Britannia, della Corona inglese, si riunirono alcuni vertici della finanza e della politica mondiale, tra cui Draghi e Prodi e si decise che sarebbero state privatizzate alcune aziende italiane. Passarono in mani straniere dopo questa riunione la Buitoni , la Invernizzi , Locatelli, Ferrarelle, ecc... Inoltre in quell’occasione, stando a quello che riportano alcuni storici e giornalisti, pare – ma il condizionale è d’obbligo – che si decidesse l’affossamento della lira che infatti avvenne negli anni seguenti, ove la nostra moneta conobbe una svalutazione senza precedenti (fine della svalutazione era quella di far acquistare le nostre aziende ad acquirenti stranieri, per un prezzo irrisorio).
    Questi sono quelli che comandano, che determinano il successo o il fallimento delle varie politiche economiche e sociali messe in atto dai vari governi pro tempore. Ricordiamoci che i politici sono tutti provvisori, anche quelli più longevi, mentre i poteri che governano il mondo e le nazioni sono sempre presenti e sempre più determinanti, perpetuandosi e tramandandosi il potere di generazione in generazione.
    Allora, invito tutti quelli che tengono al cosiddetto "primato" della politica a smetterla con queste sciocchezza, perchè la Politica non ha alcun primato. Io parlerei anzi di "sottomissione" della politica..

    RispondiElimina
  7. Pasquale Nevone24 marzo 2014 10:46

    Un caro saluto a tutti gli amici di questo blog.
    Torno a leggervi con piacere ed intervenire dopo un bel pò di "avventure sanitarie" personali, cioè da "paziente", che mi hanno impegnato abbastanza.
    L'argomento di questo articolo di certo non è nuovo, ma è pur sempre centrale, direi apicale, quando si parla di politica, anche quella cd. "del fare", come da qualche mese è di moda dire.
    Voglia dirla in breve.
    Forse sbagliamo quando parliamo della "necessità" che la politica abbia il "primato" nelle istituzioni e nella società civile. In questo senso, l'amico Nino Pepe, ha ragione: la politica, quella con la P maiuscola (penso voglia alludere ai valori etici e civili), non ha mai avuto il Primato. I politici che hanno lottato per questo sono stati sempre emarginati, snobbato o "eliminati" in varie forme.
    Il primato, invece, lo detiene da sempre il "potere", anche questo con la P maiuscola.
    Il problema è che, almeno oggi, ed intendo nell'attuale società post informatica e della rete, i cd. "cittadini", cioè tutti noi intesi come "insieme" di persone, e non più di individui anonimi muniti solo di un numero di "matricola", non abbiamo imparato a votare, cioè a scegliere il partito ed il leader che, nel momento in cui votiamo, ha oggettivamente una marcia in più, cioè il programma e le capacità migliori per il bene comune. Un partito ed un leader ai quali , per riuscire a governarci bene, gli manca solo il "potere", cioè avere il "consenso" elettorale di una vera maggioranza assoluta dei cittadini, al netto di trucchi legislativi tecnici e falsificanti, di astensioni, di porcellum o italicum vari.
    La politica oggi è irrilevante ed irrisoria perchè è entrata in corto circuito interno, vuole insieme il consenso, il potere, il carisma, la seduzione, la stima, il rispetto, l'amore ed il timore di tutto e di tutti. troppo. No?

    RispondiElimina
  8. Primato della polirica? Il primato e' di genny a carogna !! Lo stato e' morto in diretta televisiva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ho nessuna fiducia in Renzi ..per me sara un mio parere uno che fa un patto con un condannato non merita nessuna affidabilita e' marcio e basta :

      Elimina
    2. Amico anonimo mi sembri un po' in ritardo...vedi di commentare cose più fresche... Pino Vullo

      Elimina