lunedì 6 gennaio 2014

Lettera aperta a Matteo Renzi

matteo-renzi1di Mariapia Labita - Gent.le Segretario Nazionale del PD Matteo Renzi, raccolgo il suo invito! Lei, parlando di scuola statale ha detto che intende ascoltare la “Voce” dei diretti interessati.
A partire dai docenti, realizzando un confronto-dibattito in centinaia di istituti scolastici. Ho letto della riunione di segreteria svoltasi in data 5 Gennaio 2014 dove Lei avrebbe dichiarato che la legge elettorale potrebbe farsi in una settimana. Penso che solamente per questo dovrebbe potersi guadagnare il Guinness dei primati politici italiani e mi auguro che possa davvero riuscirci!
classe scolasticaDetto questo… passo al problema che MI/CI riguarda essendo una maestra precaria di 57 anni, come tanti che, avendo scelto di rimanere al Sud, in una GAE (leggasi Graduatoria ad esaurimento) totalmente IMBALSAMATA, non vedranno mai realizzarsi il sogno di un posto di ruolo! (dicono che sia stata una questione di scelta ma anche qui avrei molto da ridire sulle scelte… a costo di attirarmi le IRE dei colleghi che appunto “Hanno scelto” di andare al NORD.)
Premesso che le SCELTE sono dettate dai più svariati motivi, ritengo di NON aver MENO DIRITTO al ruolo di coloro che hanno scelto di partire. Certo è che, mentre le graduatorie del nord si esauriscono, quelle del SUD rimangono immutate per 10/15/20 ANNI ed anche più….
Sicuramente qualcosa che NON QUADRA ci deve essere!
Veniamo al dunque… capisco che Lei di graduatorie e di scuole possa anche non capirne una emerita mazza ma… non si può certo negare l’evidenza!
MARIAPIA LABITALa domanda è la seguente e la formulo “precisa e concisa” per non dare adito a interpretazioni e strumentalizzazioni varie da parte di chicchessia: “Se io, tu, lei… vecchio… storico… attempato… abbiamo DIRITTO al ruolo perché si è oltrepassato ogni umano LIMITE di anni destinati alla gavetta nel precariato”. “Se egli, lei e l’altra hanno, per LEGGE, la possibilità di tornare dal NORD dove avevano scelto di andare per ottenere il ruolo (purtroppo NON tutti tornano perché anche là esiste una GRADUATORIA di titoli, corsi, e via dicendo…)”.
COME INTENDE IL PD RISOLVERE QUESTA SCONCERTANTE SITUAZIONE?
Sicuramente NON potremo, all’apertura delle graduatorie prossima IMMINENTE decidere di trasferirci TUTTI al Nord!
Da semplice persona di scuola, alla luce dell’esperienza maturata in termini di proposte per la risoluzione definitiva del problema, “Credo” che si potrebbero conciliare le esigenze di tutti in maniera assolutamente INDOLORE e senza spreco di denaro in quanto noi precari siamo già in servizio presso le scuole con incarichi da Dirigente e dagli Ex provveditorati ora denominati AT (ambiti territoriali).
PrecariVede Matteo Renzi! C’è un limite a ogni cosa e, lo so… siamo considerati una Rogna per la Politica ma qualcuno deve pur mettere mani a questa cosa!
Abbiamo ormai dato allo Stato la nostra gioventù e bisogna, adesso, che lo Stato decida una volta per tutte dove e come collocarci nelle scuole. E’ una cosa che chiediamo da tempo ma “forse” si attende che la nostra voce si vada affievolendo mentre ci si cala sempre di più nel Baratro della Depressione e dell’Indifferenza. Probabilmente è così… ma fino a quando avremo voce e forza di reagire… forse NON ci vedrete nelle Piazze ma vi faremo accorgere di noi in altri modi, nei seggi elettorali, nelle conversazioni politiche e in rete dove ci muoviamo con disinvoltura. (no! Non si tratta di una minaccia ma dato che NON ci rappresenta nessuno! Mi consenta l’umano e civile reagire!)
Sono diversi anni che gridiamo a gran voce della necessità di una scuola che non sia a due velocità essendo tutti cittadini italiani! Sono diversi anni che si conteggia quante ore di lezione perdono gli alunni del sud rispetto ai loro coetanei del nord.
Ecco!
la scuola è finitaBasterebbe riconoscere anche solo un Tempo Scuola uguale per tutti gli alunni di questo Stato affinché si possa ottenere insieme alla Qualità dell’Offerta formativa anche un recupero di quella dignità che ci è stata sottratta insieme alla riduzione dei posti di lavoro.
Non vogliamo elemosine dal governo ma solo l’opportunità di poter lavorare per migliorare questa società sventurata dove si soffre di una mancanza di Sogni, Valori, Morale, Idee e Speranze.
Sono tutti aspetti che possono essere seminati e coltivati solamente in una Scuola che si riappropri del vero e profondo ruolo che le compete.
Riguardo ai Programmi scolastici poi… per molti aspetti mi trovo in sintonia con Lei, Matteo Renzi ma se ne discute seduti a un Tavolo Serio che non sia solo per Passerella Politica.
Noi precari, almeno parlo per molti di noi le Idee le abbiamo e sono anche Chiare. Senza la politica sono inattuabili, chiaramente, e quindi le porgo il più sincero degli auguri per il conseguimento di una Legge Elettorale adeguata ai bisogni di noi cittadini.
Grazie per l’attenzione
Mariapia-Labita  Maria Pia Labita *  6 gennaio 2014
 
* Maestra precaria di Palermo posizione 56 in graduatoria ad esaurimento scuola primaria. Attualmente con Incarico a Tempo determinato presso la D.D. Garzilli di Palermo: ottimi alunni, ottimi Cervelli da convincere in tutti i modi a rimanere nella nostra Terra per renderla bella, pulita, onesta, vivibile, fiorente.



















6 commenti:

  1. Sergio Potenzano7 gennaio 2014 13:19

    Mentre mi accingo a postare un commento sull'articolo di Maria Pia Labita rifletto su ciò che ha scritto il Prof. Gallo in questa pagina, sul lato sinistro dellla pagina principale del Blog " Non siamo soli, ma siamo pochi, pochi ad impugnare la scrittura, la parola, pochi a non passare dagli astratti furori alla quiete nella non speranza, pochi a tentare l'organizzazione.
    Ma non abbiamo alternative, dobbiamo continuare a seminare ragione e speranza: vigile, attenta, propositiva, colta."
    Un pensiero profondo e quanto mai veritiero che ci porta a continuare a crederci e lottare per dare a questa nostra terra martoriata dall'ingiustizia il doveroso contributo per rinascere a vita nuova.
    Lo sfogo di Maria Pia Labita non deve passare inascoltato, tutti abbiamo il Diritto/Dovere di fare, passando dalle parole ai fatti, per ridare dignità a quanti dopo lotte durate decenni continuano a rimanere precari, soprattutto trattandosi di servizi essenziali come l'insegnamento nelle scuole, non è giusto precludere ai precari la possibilità di un onesto e dignitoso lavoro che dia garanzie per un vita vissuta serenamente.
    A Maria Pia Labita la mia solidarietà e l'augurio che possa al più presto occupare un posto di lavoro di ruolo.

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  2. franco scancarello8 gennaio 2014 08:06

    La signora MariaPia, inaugura una bella iniziativa la lettera aperta a Matteo Renzi, che spero Caro Gianni si possa continuare anche su altri temi. Non mi viene difficile comprendere le problematiche sollevate e condividerli, non fosse altro perchè mia moglie , da insegnante elementare, ha in parte vissuto le stesse problematiche.
    Se ci si rivolge con fiducia a Renzi, significa che è riuscito a toccare le corde degli operatori scolastici e a dire cose semplici che però ridanno la giusta dignità ad una categoria, quale gli insegnanti e i professori, fin troppo sacrificati dalla politica nella scala delle professioni di fondamentale importanza per la preparazione alla vita delle future generazioni.
    Perchè non dovremmo dare fiducia a Matteo, perchè dovremmo pensare per forza che tutto quello che dice è farcito di furbizia e di propaganda? Lo abbiamo fatto in passato con politici meno simpatici e meno coerenti e siamo stati traditi, adesso si consentirà a tutti di dare fiducia ad un uomo, un padre, un politico e un giovane brillante, simpaticone e con gli occhietti birbanti, la speranza non deve mai venire meno.
    Semmai speriamo che riesca a liberarsi, anche in Sicilia da quanti tentano di asfissiarlo e di chiuderlo dentro i recinti tradizionali di una sinistra inadeguata, supponente e presuntuosa che da noi è ancora una netta minoranza.
    Se saprà fare questo e darà al PD siciliano una classe dirigente veramente nuova, illuminata, meno supponente e più aperta alla società che è ricca di altre e migliori esperienze, allora anche in Sicilia potrà aspirare a diventare il Primo partito, diversamente resterà il terzo.

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  3. Io spero veramente che Renzi possa leggere questa lettera scritta con tanta signorilità che forse il destinatario non merita. Non merita perché la politica non merita, ci riempiono di paroloni, di promesse, di speranze: diremo, faremo, domani, dopodomani, le elezioni, l'imu, la tari, la tasi, la IUC. Letta dovrà fare altrimenti ... !!! Sentirò tutte le categorie, ma in questo momento è più importante cambiare il partito. Abbiamo rottamato e adesso dove li buttiamo, che tipo di differenziata si fa. Dice bene la professoressa: "non elemosine" non la chiediamo e non la vogliamo, vogliamo lavorare onestamente e alla luce del sole facendo il nostro dovere e pretendendo i nostri diritti, nessun lavoratore è di serie B, del resto le tasse le paghiamo tutti alla stessa maniera. Complimenti prof. siamo tutti con Lei così come con tutti i ragazzi che non lavorano specialmente gli INOCCUPATI altra categoria bistrattata.

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  4. Giorni fa scrivevo che Matteo Renzi avrà pure tanti difetti, può essere sfottuto da Crozza in tutte le salse, il M5S non gli da ascolto, i vecchi papaveri lo odiano, ha dei trascorsi di spettacolo, è stato ad Arcore e via dicendo. Ma prima di crocifiggerlo diamogli il tempo di lavorare, prendiamo atto delle sue proposte, diamogli un minimo di fiducia. Vedremo tra qualche mese i risultati, capiremo se il M5S avrà sbagliato o meno, e sapremo se tutto ciò che dice potrà essere tramutato in fatti. E questa problematica sollevata da Mariapia è di primaria importanza.

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  5. Premetto che l'articolo della signora Labita è sacrosanto, e tutto quello che viene fuori è un'amara denunzia di situazioni insostenibili che devono essere sanate al più presto.
    Non mi pare sia una buona idea affidare ad un blog anche valoroso come il nostro qualcosa come una lettera aperta.
    In questo modo Matteo Renzi difficilmente potrà leggere questa lettera, che pertanto resta quello che è, cioè uno degli articoli di cui vive il nostro blog.
    Inoltre non mi sembra che il destinatario di questa missiva abbia la statura, la forza e la volontà necessaria per risolvere i problemi tanti e gravi oggetto della lettera in questione.
    Chi è Renzi? Il segretario di un partito che fin dalla nascita non ha mai dato buone prove di sè, anche quando si è trovato al governo. Ricordo ancora, ai tempo dell'ultimo governo Prodi, lo spettacolo desolante che davano quotidianamente i suoi ministri. Un ministro si alzava la mattina e diceva una cosa; nel pomeriggio successvo arrivava puntualmente la smentita di un sua collega, ministro anche lui, e questo giorno dopo giorno per tutta la durata di quel governo. Ho tutta la documentazione in materia, se qualcuno non ci crede.
    Renzi, ora come ora, da segretario del PD, non può fare nulla per risolvere i problemi prospettati dalla signora Labita.
    Tanti pensano a lui come il prossimo premier, ma ancora non siamo nemmeno ai preliminari, ci deve essere una tornata elettorale con una nuova legge, perchè il porcellum non c'è più; il segretario PD deve vincere le elezioni, deve avere la maggioranza per formare il governo, e tutti questi passaggi non sono affatto scontati.
    Insomma, io una lettera a Renzi non la manderei.
    E poi, il nuovo governo avrà le sue priorità, dovrà rispondere agli elettori del mantenimeno delle promesse elettorali e non credo che i problemi degli insegnanti precari, con i pochi voti che potrebbero smuovere, saranno oggetto di promesse elettorali.
    TRADUZIONE: a Renzi cosa importerà qualcosa di questi problemi?.Poco o nulla.
    Sono pessimista?, forse. Ma come non esserlo, quando il governo pretende dagli insegnanti 150 euro già erogati in seguito ad aumenti che non sono andati in porto? Una cosa talmente ridicola che oggi lo stesso governo ha annunciato che non vorrà indietro questi 150 euro.
    E allora, di che cosa stiamo parlando?

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  6. Un tempo i politici non se ne stavano seduti in poltrona a fare il gioco delle tre carte. Andavano nelle fabbriche, visitavano gli ospedali, correvano sul posto in caso di necessità, sentivano i sindacati (quando erano sindacati....!); c'era quella politica di strada ( che tra l'altro oggi dovrebbe essere più praticabile grazie ai nuovi mezzi di comunicazione) che rendeva solleciti alle richieste del popolo. Così si capiva ciò che si doveva fare, concretamente. Ora: levo qua e metto là, tiro a destra e allungo a sinistra, distraggo l'opinione pubblica con problemi che nulla hanno a che fare con il mondo del lavoro, e cerco nuove alleanze e punti di forza per continuare a vivacchiare. Il tutto con la "sovrintendenza" di un re ostinato nel mantenere lo status quo, compreso se stesso, e non si sa perché. Destra e sinistra affiancati sapendo di perdere questa strampalata partita a due. Contrattano e diffidano, tra ricatti e minacce, facendo spesso proposte ridicole (vedi i 150 euro da ritirare agli insegnanti). Intanto "loro" non si diminuiscono un bel niente e continuano a mangiare tra uno scandalo e l'altro. Mi dite come sostenere un governo siffatto, per quanta fede si possa avere verso qua o verso là? Quali gli elementi per una difesa?

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