mercoledì 4 settembre 2013

Referendum dei radicali. Un dovere di democrazia


Francesco-Gallo-Mazzeodi Francesco Gallo Mazzeo - Permettere al popolo italiano di esprimersi sui quesiti referendari proposti dai radicali è un appuntamento decisivo delle prossime settimane e dei prossimi giorni.
Quesiti che per la loro qualità e la loro fondatezza possono contribuire a dare una svolta decisiva alla crisi italiana che è innanzitutto una crisi burocratica e istituzionale a cui solo un grande intervento democratico e popolare può dare una svolta decisiva.
Non nel senso di legittimare le istituzioni perché non di questo hanno bisogno ma di dare alle istituzioni e alla delega il compito di affermare le grandi riforme senza di cui il Paese non ha avvenire. Firmare per rendere possibili questi referendum non significa dare un giudizio di adesione o negazione a ciascuno di essi, cosa per cui ci sarà tempo di dibattito e di approfondimento, ma rompere il clima stagnante che con gli opposti estremismi non rende possibile nessuna decisione economica politica e culturale.
Cioè non rende possibile intervenire in quelle che sono le cause strutturali del nostro declino, che è fatto innanzitutto di immobilismo dettato da reciproci veti, che bloccano il Parlamento in sterili discussioni e che non fanno comprendere ala gente lo stretto legame che c’è tra il diritto e la libertà. Perché quando il diritto viene negato ogni libertà viene negata, e la democrazia viene ridotta a pubblico da stadio che può imprecare o osannare ma non decidere.
Marco PannellaEcco, i referendum permettono al popolo di decidere di poter decidere, cioè di riacquistare un ruolo di fonte della sovranità che è un bene in se ed è la necessaria legittimazione di tutte le istituzioni di democrazia rappresentativa, che devono essere appunto di democrazia ma devono essere anche legislative, soprattutto decisive. Dei bisogni, delle aspettative e delle esigenze dell’attualità, delle grandi riforme che permettono di liberare energie, intelligenze ed economie ed infine permettere a tutti noi di utilizzare verbi al futuro: avrò, potrò, saprò e quanti altri fanno capire che la nostra storia non è all’epilogo ma può fondare una nuova grande era di libertà e di benessere.  
I referendum sono un’essenza della democrazia sulla grande linea volteriana di legittimare il dissenso e permettere alla maggioranze di decidere e fare applicare le proprie decisioni. I referendum quindi, hanno una forte carica democratica e di legittimazione di tutti i contesti democratici e paradossalmente dovrebbero essere proprio le istituzioni quando per motivi diversi non sono in grado di decidere a fare ricorso ad essi non come ad un giudizio divino ma come espressione di una volontà generale del corpo elettorale.
Rimane ormai poco tempo ai cittadini italiani per apporre la loro firma all’attuazione di un evento democratico previsto dalla nostra Costituzione che già in passato ha permesso di acquisire storiche conquiste di libertà.
Francesco Gallo Mazzeo
04 settembre 2013
Refereundum radicali 2013
 

Per la responsabilità civile dei magistrati
Divorzio breve
Abolizione finanziamento pubblico partiti
Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare
Per il rientro nelle funzioni proprie dei magistrati fuori ruolo
Per l’abolizione dell’ergastolo 

Per la separazione delle carriere dei magistrati

Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille
Niente carcere per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti
Contro l’abuso della custodia cautelare









33 commenti:

  1. Premetto che i referendum sono un dovere democratico. Ma dal momento che ogni consultazione elettorale ha un costo(in periodo di vacche magre starei attento a sprecare i soldi, bisogna scegliere tra il pane e la bicicletta), avrei messo la firma più convintamente se al primo posto Pannella avesse indicato "la riforma del porcellum". va bene abolizione finanziamento partiti. Gli altri vanno visti uno per uno, se fanno gli interessi del popolo va bene. Ma una domanda a FGM, che ci stanno a fare in parlamento mille deputati lautamente pagati?

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    1. Cosa fanno i mille parlamentari? Poco, molto poco!I soldi per i referendum sono bene impiegati, altro che sprecati.Quelli sprecati sono quelli per le auto blu e per le migliaia di enti inutili che spartiscono clientelarmente milioni e milioni di euro.FGM
      (Ma scrivo solo io?)

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  2. La fretta è una brutta bestia...intendevo dire che ci stanno a fare mille parlamentari, se poi le leggi ce li dobbiamo fare da soli? Non sarebbe meglio come dice Grillo la democrazia diretta dove le leggi ce li potremmo votare online? risparmieremmo cosi un sacco di milioni! La cosa mi brucia tanto più che dalla pensione i ladri di stato mi trattengono, irpef, tassa regionale e comunale ed il mio potere d'acquisto è sempre più scarso!

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  3. Calogero Fantauzzo4 settembre 2013 22:45

    Da tempo mi chiedo se i radicali e pannella, prima di morire farà uno sciopero della fame e della sete per esempio per le famiglie italiane senza un lavoro,senza una casa senza futuro!!!

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    1. Non escludo che Marco Pannella in futuro voglia supplire le deficienze del ceto politico anche nel campo della casa e del lavoro.FGM

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  4. Come si fa a non apprezzare l'impegno e le battaglie di Marco Pannella e dei radicali per la crescita politica sociale e culturale del popolo italiano. Quante iniziative sacrosante hanno portato avanti con sacrificio, a volte da soli e senza aiutini di vario genere. Hanno dato ai cittadini la possibilità di decidere su argomenti di interesse generale, come il divorzio e il finanziamento pubblico dei partiti e tanti altri.
    E a prescindere dal condividere o meno alcuni quesiti referendari bisogna fare di tutto per raggiungere l'obiettivo delle firme. Perché come dice bene l'autore, si tratta di un dovere di democrazia.

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  5. Considero lo strumento del REFERENDUM un qualcosa di veramente importante in termini di democrazia partecipata.
    Anzi a tal proposito vorrei che attraverso una vera riforma istituzionale venisse sensibilmente ridotta se non abolita la soglia di convalida, il cosiddetto QUORUM.
    Non è un caso infatti che quasi tutti i referendum celebrati non abbiano superato la soglia di sbarramento.
    Certo proporne dodici contemporaneamente non è il massimo della fruibilità e della possibità di singoli approfondimenti,ma questo è un dettaglio.
    Io personalmente ne condivido profondamente dieci su dodici,ma anche questo è un dettaglio.
    Nom è un dettaglio invece la gestione e la strumentalizzazione degli stessi.
    Certamente il vederne la condivisione in toto da parte di qualcuno che ha legiferato ed imposto quelle stesse leggi che oggi vuole abrogare, non depone bene ai miei occhi.
    Detto ciò, come sempre apprezzo l'impegno e l'onestà intellettuale del prof. Gallo, quindi rifletterò sul da farsi, ma reputo probabile che colga il suo appello, anche se non mi sentirò certamente in buona compagnia.

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  6. Pasquale Nevone5 settembre 2013 17:02

    D'accordo, caro prof. Gallo :andrò a firmare per la celebrazione anche i questi referendum.
    La invito, pertanto, a ricordare entro quale giorno si potrà sottoscriverli, mi pare che nell'articolo non sia citata la data del termine ultimo.
    Nel merito che dire?
    Dei referendum negli ultimi anni c'è stato un grande abuso, nonchè uno scippo da parte del "potere costituito" su quelli veramente "cruciali" mediante sotterfugi vari, quali: elezioni anticipate, leggi di modifica prima della consultazione o dopo l'esito del voto.
    Personalmente, farei una battaglia civile per l'istituzione del referendum propositivo per l'approvazione di un disegno di legge popolare. Oggi sarebbe devastante, visto che il nuovo Parlamento dal febbraio scorso ad oggi non ha approvato nessuna delle leggi chieste dai cittadini (elettorale, finanziamento dei partiti, riforme istituzionali, reddito di cittadinanza, etc..).
    Le nuove Camere hanno fatto "un grande balzo in avanti" : ci hanno confermato ( diciamo "congelato' ) lo stesso Presidente e lo stesso Governo.
    Poco importa se tutti i paesi del G7 hanno ripreso la crescita, e l'Italia invece rimane in PIL negativo, se nel mondo spirano venti di guerra per colpa della Siria di Assad, se il primo partito (il PD) è un palcoscenico di laeders e proposte le più inconciliabili, il secondo (M5S) è sull'Aventino, il terzo (PDL) è saldamente nelle mani di un unico "laeder maximo" che, tecnicamente parlando, è un "pregiudicato".
    Spero ed auspico un referendum ravvicinato: quello delle elezioni anticipate, con il seguente quesito: li mandiamo tutti in soffitta nello scatolone delle marionette rotte, oppure no?

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  7. I referendum sono veramente uno strumento importante per la democrazia. E dobbiamo ringraziare i radicali però tutto quello che hanno sempre fatto. Per questo invito i lettori ad attivarsi per la raccolta delle firme. Il tempo stringe.

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  8. tutte le forme di democrazia diretta sono essenziali per la percezione del "sentire" della cittadinanza,cio' ha un valore maggiore per quelle realta', come la nostra, dove la democrazia indiretta o parlamentare e' inquinata da modelli elettorali inaccettabili per la qualita' e la quantita' del personale politico attivo.
    Non entro nel merito dei quesiti referendari perche' sono un po' "benaltrista" anche io.
    Purtuttavia mi irrita vedere Pannella a braccetto con Berlusconi che firma con tutte le tv in grande spolvero; oppure sentire che il Sicilia hanno raccolto piu' firme i PDL italoforzuti rispetto ai radicali medesimi (dettomi da un'attivista radicale), mi convince poco che i seguaci dell'ex ministro della Giustizia, che aveva la contrattualita' e i mezzi per trasformare il sistema penitenziario e la giustizia in qualcosa di piu' decoroso,oggi siano i paladini dell'amnistia.
    Cio' dopo aver tenuto al governo Giovanardi e i tenutari della legge Bossi-Fini.
    Non metto in dubbio alcuno la bonta' del pensiero del Prof. FGM, che leggo sempre con attenzione, sia per lo stile che per i contenuti, ma ogni tanto la butto ingloriosamente in politica e le ammucchiate attorno a questi quesiti mi insospettiscono lasciandomi nell'anticamera della verita'.

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  9. ah, dimenticavo!!!!
    Per l'amico Pino Vullo:
    Mizzica che sei rifardo!!!!
    Quattro miliardi piu', quattro miliardi meno!!!
    Se non mangi il pane ti mangi la ruota della bicicletta????
    Ritieniti abbracciato lo stesso.

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  10. Sono contenta per questo articolo che dimostra sensibilità verso argomenti così importanti. Non avevo informazioni su questi referendum e in questo modo ho potuto saperne di più. Farò di tutto per andare firmare e convincere anche altri amici a farlo. Un grazie ancora per lo sforzo e l'impegno encomiabile di Marco Pannella.

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  11. mariapia labita5 settembre 2013 21:27

    ricordo ancora i Referendum sul divorzio. Non avendo compiuto l'età per esprimere il mio voto, a quel tempo, fu mia madre, vedova da anni a chiedermi cosa avrei votato! Penso, al di là dei vari quesiti proposti che il referendum sia uno strumento importantissimo che ci permette di schierarci pro o contro. La mia domanda però è:" Il popolo, la società italiana odierna....è veramente attenta alle problematiche proposte? E' interessata a prendere coscienza e ragionar con la propria testa? Certamente tornando a Pannella.....non mi piace a braccetto con Berlusconi, non mi piace per niente.

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    1. Gentile Maria Pia, piuttosto che chiederci sempre quanto gli altri capiscano e facciano,se siamo d'accordo, vediamo quello che possiamo fare noi.FGM

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  12. Non ho condiviso la canea che si è scatenata contro i Radicali, i referendum da essi proposti ed in particolr modo contro Marco Pannella per il solo fatto che sulla loro richiesta ha apposto la sua firma Silvio Berlusconi prima, e dopo di lui esponenti del suo partito .
    Ho invitato,sommessamente, a separare le questioni,a non far si che la evidente strumentalizzazione berlusconiana mettesse in ombra la straordinaria capacità innovatrice dello strumento referendario e della migliore tradizione politico culturale dei Radicali.
    Purtroppo così non è stato.
    Anziché entrare nel merito dei quesiti ,da parte di una delle tifoserie contrapposte,si è preferito dare conto più della presenza del cavaliere piuttosto che ragionare politicamente sulla portata dei referendum stessi.
    Ciò la dice lunga sul grado di consapevolezza presente in amplissimi strati dell'elettorato italiano,per altro manipolato da una informazione in cui l'idea stessa di non essere partigiana assume i connotati di una bestemmia.
    Naturalmente,a chi ha avuto la benevolenza e la pazienza,di leggermi in questo Blog o in altre sedi,non sarà sfuggito il fatto che io consideri questa finta democrazia rappresentativa fondata su partiti sostanzialmente omologati ed omologabili,appunto una finzione.
    Democrazia delegata sostanzialmente a gruppi ed a soggetti politici i quali di fatto nemmeno detengono il fondamentale potere di scelta in quanto eterodiretti da poteri,quelli veri,che contano,che stanno altrove,nei santuari della finanza interna ed internazionale,tanto per dirla tutta,
    partiti,istituzioni che,quindi,col cavolo che rispondono o rappresentano noi cittadini.
    In questo quadro desolante i Referendum almeno segnano con forza una concreta e visibile vicinanza tra cittadini proponenti e livelli di risposta normativa e legislativa raggiungibili.



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  13. Per la verità mi ero riproposto di non scrivere più in questo blog, ma di fronte all'articolo del prof. Gallo non ho potuto fare a meno di farmi passare il voltastomaco e di scrivere un commento.

    L'argomento proposto dal prof. Gallo è della massima importanza nella vita democratica della nostra nazione. I referendum sono espressione diretta della volontà popolare, e, con i tempi che corrono, mi pare siano tra le pochissime cose che il popolo ha a sua disposizione per poter cambiare qualche legge obsoleta o non più rispondente ai bisogni della nostra società.
    Leggendo i titoli dei vari referendum mi pare che in caso di successo il popolo sarebbe riuscito ad operare delle riforme importanti che nessun governo avrebbe mai potuto fare.
    Ma, come giustamente dice il prof., l'importante non è aderire a questo o a quel referendum, cosa per cui ci sarà tempo di riflettere, ma operare in modo che si raccolgano le firme necessarie per la celebrazione di tutti i referendum e credo che ci sarà da lavorare sodo per raggiungere questo primo risultato.
    Fra i commenti ho letto della proposta di togliere il quorum. Mi dispiace per chi l'ha proposta, ma mi sembra un'insensatezza. Il referendum, per sua natura, può anche non riscontrare il parere favorevole del popolo. Se si toglie il quorum, qualsiasi referendum, anche votato favorevolmente da una sola persona, sarà approvato e basta, anche se il 99,999% dei votanti resta a casa, e questo non è un buon esercizio democratico. Non va bene neanche abbassare notevolmente la percentuale del quorum, perchè neanche questo è un buon esercizio democratico, dando vantaggio soltanto a chi sostiene il referendum.
    I referendum il Italia non sempre hanno avuto vita facile nè sono sempre riusciti nel loro intento.
    L'esempio più eclatante è quello per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il quale andando a colpire gli interessi della CASTA, è stato messo a tacere da un cavillo, quello di cambiare la dicitura di "finanziamento pubblico" in "rimborso elettorale".
    Andiamo a celebrare tutti questi referendum, ma personalmente sono convinto che ad ognuno di essi approvato, almeno a quelli che vanno a colpire gli interessi di qualche lobby, come quella dei magistrati, corrisponderà una legge truffaldina che ne vanificherà la riuscita elettorale.
    Ma di questo avremo tempo di parlare. Adesso adoperiamoci perchè questi referendum vengano celebrati.

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  14. Sull'istituto del referendum così come previsto dalla nostra Costituzione c'è poco da dire. C'è il problema del quorum che più di una volta ha inficiato il risultato, le 500.000 firme da raccogliere con pochi mezzi, non è previsto il referendum propositivo. Ma ciononostante è uno strumento di espressione democratica e un importante strumento di esercizio della sovranità in mano ai cittadini. Che, a volte, purtroppo non esercitano come dovrebbero.
    L'articolo di Gallo è molto preciso e stimolante. Prima, nessuno, ne aveva accennato. E non è bene. Spesso ci lasciamo trasportare dai sentimenti pro e contro qualcosa e qualcuno, tralasciando argomenti importanti e di carattere generale come quello di cui stiamo parlando.
    Ho sempre avuto simpatia per Pannella e per i radicali. Ho ammirato il loro impegno al limite del sacrificio fisico. Avrei voluto fare di più per loro. In passato ho anche preso la tessera pagando la quota annuale.
    Adesso però bisogna darsi da fare. I quesiti sono molti e tutti più o meno importanti. Il divorzio breve, la custodia cautelare, la responsabilità civile dei magistrati, il finanziamento pubblico dei partiti a altro ancora. Insomma, stiamo parlando di interventi legislativi che potrebbero cambiare il nostro Paese. Andiamo a firmare!

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  15. Noi firmiamo, firmeremo, ma state tranquilli che, così come e avvenuto altre volte un " Sistema" fondato sulla delega a delegati del nulla ci metterà lo zampino.

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  16. io firmerò certamente. Premetto che condivido praticamente la totalità dello spirito sotteso ad ognuno dei quesiti, alcuni dei quali dispiace dover vedere sempre riproposti in battaglie quasi perse.
    Da questo punto di vista ha anche ragione il Dott. Vullo, quando lamenta l'ignavia della classe politica dirigente che negli anni non è stata in grado di fare proprie, di portare a compimento, o quantomeno di affrontare queste e tante altre riforme a mio parere doverose.
    L'articolo è comunque apprezzabile ed assume il suo più grande valore soprattutto nell'affermazione del diritto del cittadino a partecipare alla formazione del diritto mediante lo strumento referendario,per molti versi sempre osteggiato non solo da chi si pone in una posizione di potere costituito, ma anche da chi, per ignavia o per altri calcoli, decide di affermare la propria contrarietà rispetto a una proposta mediante il suo sabotaggio a monte. Sarebbe bello se a firmare non fossero soltanto coloro che condividono gli obiettivi e gli eventuali risultati concreti sottesi ai quesiti referendari, ma anche coloro che, pur contrari, non hanno paura di affrontare il dialogo ed il confronto democratico.

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  17. Illustri Volpe-La Menza mi sembra non di scarso rilievo, anzi condivisibile, il sospetto che vi assale nel condividere lo strano sponsor che Pannella abbraccia in pompa magna su tutte le televisioni. Spero che ne farete argomento di discussione "nel pensiero politico" di oggi pomeriggio. Se no...che farete...parlerete di filosofia politica? O del sesso degli angeli ? Il materiale di riflessione è enorme, molto di più, degli inutili referendum, che soprattutto oggi appaiono un passatempo per ricchi, giocosi alambicchi di intellettuali borghesi e della "casta radicale". Infatti tra questi referendum non c'è ne uno che interessi i "POVERI",ovvero per es. il reddito di cittadinanza, come dare "pane e lavoro" al proletariato ed alla ex classe media. Il referendum per l'abolizione "del finanziamento ai partiti" e già stato fatto ed abolito con oltre il 90 per cento. Dimostrazione palese della presa per i fondelli e del non rispetto della volontà popolare! Altri importanti argomenti di discussione del vostro simposio: perché in tutto il mondo si parla della guerra in Siria ed in Italia dei problemi di un condannato per frode fiscale che minaccia il governo ed il presidente della repubblica, nel mentre a Palermo si dimostra che il de cuius è pesantemente coinvolto nella trattativa stato-mafia. Il de cuius farà cadere il governo suonando le sue trombe( video-cassette-televisive)? Ed il presidente suoni le sue campane a reti unificate per dire di che è la colpa della crisi. Argomenti scottanti ? Piuttosto che i placidi temi referendari, dove "I CARNEFICI E LE VITTIME" stanno assieme, seppur con lieve riluttanza?! Buon lavoro.

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  18. Sarebbe anche ora di smetterla, prenderci in giro non serve a nulla. Gli elenchi di firme dei referendum popolari, previsti dalla Costituzione, vengono depositati in fondo ai cassetti e lì dimenticati. Disattendere sempre più articoli della Carta Costituzionale è una nuova moda, non importa chi ha cominciato o chi lo fa di più, sia a destra che a sinistra.

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  19. Senza andare nello specifico dei referendum in questo momento di emergenza io avrei messo al primo posto: Se rimanere o no nell'euro e se modificare la legge elettorale... gli altri poi.

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  20. Credo che se avessimo dei politici responsabili non ci sarebbe bisogno di referendum guardo l'italia ed i suoi abitanti in modo attonito non riesco piu' ad avere entusiasmo per nulla , abbiamo distrutto tutto quello costruito dai nostri nonni e forse genitori auguri .Non riesco piu' a guardare una trasmissione di politica, o di attualita' mi sale una grande nausea.

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  21. Se i referendum sono un mezzo per cambiare questo sistema fatiscente andiamo tutti a firmare non ne possiamo più di sentire sempre le stesse parole. I governi passano e anche i parlamentari ma non cambia mai nulla!!!

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  22. Tutti alla ricerca di una vetrina politica, ma le leggi che si vogliono a parole abrogare chi le ha fatte? Berlusconi vuole abrogare la Bossi-Fini?
    è tutto ridicolo, Pannella per primo.

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    1. Non capisco dove il signor Alberti trovi il ridicolo di Pannella. Poi si può consentire o dissentire, ma questo è un altro discorso.FGM

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  23. Il tema, proposto dal prof. Gallo, mi sembra di particolare interesse, anche perché la nostra costituzione ci dà la possibilità di ricorrere a questa forma di democrazia diretta solamente per abrogare le leggi varate al parlamento, e rendendolo valido solo se il diritto di voto viene esercitato da oltre la metà dei cittadini che compongono il corpo elettorale. I quesiti referendari, proposti da Pannella e dai radicali, sono certamente interessanti, ma non mi spiego, per la verità, come mai nessuno in Parlamento, come commentava qualcuno prima di me, che conta mille persone, non abbia avuto la sensibilità, singolarmente o in gruppo, di presentare una delle proposte di legge in merito. E poi come mai si propongono un numero così eccessivo di referendum?
    Vero è che la costituzione dà la possibilità di ricorrere a questo strumento, ma è consentito solo per alcune materie e mettendo alcuni paletti. Ma poi dodici referendum sono certamente troppi, senza pensare che gli elettori debbono avere il tempo di essere informati sulle varie proposte? E poi c’è il problema dei costi. Non costano troppo allo stato italiano?. Mi sa che ci sia una forma di strumentalizzazione politica ed in questo sono d’accordo con quanto detto da Pino Vullo. Alcuni quesiti sono superati, quale l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, poi ci sono quelli riproposti, quali la responsabilità civile dei magistrati o l’abolizione dell’ergastolo, se non sbaglio. E poi a me sembra che si vogliano far passare per intero tutti e dodici referendum, perchè se la gente va votare per uno, poi li vota tutti in blocco.
    Io andò a votare quando sarò chiamato, come ho sempre fatto, vagliando quali votare e quali no, ricordando che è un diritto fondamentale dell’elettore anche l’astensione. Ma soprattutto mi auguro che il Parlamento possa, prima che essi vengano celebrati, riuscire a modificare le leggi sottoposte a referendum abrogativo si da rendere vano questo ulteriore espressione di voto, che fa stancare la gente oltre questo ancora inutile sperpero di soldi.

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  24. Sergio Potenzano6 settembre 2013 15:01

    I referendum sono uno strumento importante per legittimare l'espressione del popolo Italiano su questioni interne che potrebbero favorire gli interessi di pochi, deleggittimando, di fatto, le fondamenta della democrazia.
    Condivido pienamente l'intero articolo del Prof. Gallo.

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  25. Spesso i Radicali hanno contestato i media e i grandi partiti di non dar voce alle loro battaglie. Ma questa volta, i dodici referendum presentati vanno a toccare temi bollenti del panorama politico attuale: dal finanziamento pubblico ai partiti all’immigrazione fino ai sei quesiti sulla giustizia. E non a caso, proprio su questi ultimi i Radicali possono contare su una gamma multicolore di sostenitori. Nei dodici quesiti spiccano infatti i sei relativi al capitolo Giustizia. Concordo in generale con la necessità di intervenire sulle materie oggetto dei futuri referendum, ma un’attenta lettura dei quesiti suggerisce alcune osservazioni e un po’ di cautela.

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  26. Mi fate sapere quanto costano i referendum e quali vantaggi portano ai disoccupati?

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    1. Gentile Anonimo, il costo dei referendum si potra' certamente sapere e sara' di gran lunga inferiore al costo dello status attuale in tutti i settori di cui si chiede di conoscere la volontà popolare. Il problema della disoccupazione è dovuto anche all'enormità della crisi che stiamo vivendo e al nostro sistema sociale e mi creda che per risolverli, se il ceto politico continuerà a dormire, ci vorranno tanti altri interventi diretti e democratici del popolo:FGM

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  27. Ogni giorno che passa mi rendo conto che in Italia c'è sul serio un drammatico problema democratico. Che si chiama Berlusconi e la Giustizia. Perché delle due l'una. O il condannato definitivo ha ragione e allora altro che ricorsi e proteste televisive e finte di piazza, ci vorrebbe una rivoluzione. Se, invece, avesse torto allora ci dovremmo chiedere come mai ancora in un paese 'moderno', 'democratico', 'occidentale', possa esistere una questione come questa. Altro che referendum! Forse bisognerebbe farne proprio uno ad hoc.

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  28. Intanto proviamo a rendere possibili questi referendum e non facciamo indigestione di quello che si potrebbe fare e non si fa!FGM

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