martedì 17 settembre 2019

IL CREPUSCOLO DEGLI DEI!

di Franco Gentile - Renzi lascia il Partito Democratico e dà vita ad una nuova formazione politica. Lo spiega bene nell'intervista di oggi su La Repubblica.
Non vuole fare cadere il Governo appena insediato e, anzi, "lo rafforza". "I prossimi anni" li vuole passare "in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini".... “c'è da costruire un nuovo modello di comunità politica, innovativo, non legato agli schemi ottocenteschi”. (alla fine dell’articolo il testo completo dell'intervista).

Insomma se ne sentiva davvero il bisogno anche se, una più una meno, il prodotto non cambia. Il "personaggio" aveva bisogno di emergere e ha trovato anche il modo di farlo incurante delle necessità vere del Paese ma per soddisfare, come l'omologo Salvini, il proprio "ego". E, ancora una volta, per rivestirsi di un manto variopinto di penne di pavone. Ne sente il bisogno.

Forse tutto ciò sarebbe il meno, se, purtroppo, i contraccolpi di tali decisioni non si riversassero, alla fine, sulla vita quotidiana di una sessantina di milioni di esseri umani.

Ma sia Renzi che Salvini fanno tutti questi terremoti "sponte propria"? 

Mi si consenta di dubitarne. L'ispirazione viene da altra fonte, apparentemente con le spalle al muro ma sostanzialmente sempre pericolosamente presente sulla scena politica: Berlusconi e le sue congreghe!

Lo scopo primario è eliminare il M5S! 

L'unica formazione politica che bene o male punta, dalle origini, al riscatto di quella dignità nazionale. Che da oltre trent'anni a questa parte è stata compromessa, se non annullata, dai governi che si sono succeduti con la più o meno condiscendente approvazione anche di quella parte del mondo politico operante, e che hanno sempre promesso ma mai mantenuto, di operare per il bene del "popolo". 

Proprio quel "popolo" che, purtroppo, recentemente, in barba ad ogni logica, si è lasciato ammaliare dalle promesse del "Cazzaro Verde" – ormai lo si può legittimamente definire così. Come a suo tempo da quelle del "BOSS" di Arcore e poi da quelle del "GIGLIO" fiorentino a cui si regalò, come recentemente è stato del "CV", il miracolo delle europee.

Bene! Oggi siamo al punto di partenza. 

Non desidero affatto essere il "portatore di sfortune" o meglio lo "iettatore pro tempora" e vorrei tanto sbagliarmi. Ma mi preoccupa la forza enorme e il freddo cinismo dei sicari contro il M5S. Che, credo, difficilmente potrà resistere contro questo fronte troppo vasto con le sole armi dei suoi principi fondanti dell’onestà e della trasparenza. L'Italia, quella di milioni di cittadini perbene, meriterebbe di più e ben altro. 

Ma, come si dice: "Chi vivrà vedrà!".… e vorrei tanto sbagliarmi!


Franco Gentile
17 Settembre 2019


Pd, Renzi annuncia la scissione: “Uscire dal partito sarà un bene per tutti.Anche per Conte”

17 SETTEMBRE 2019 La Repubblica
L'ex segretario ha rotto gli indugi. "Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro". L'ex premier rivendica il suo operato degli ultimi anni. E annuncia: "I parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c'è un numero chiuso, ma quasi". E la prossima Leopolda sarà un'esplosione di proposte"
DI ANNALISA CUZZOCREA
Nemici mai, giura Matteo Renzi. Ma l'ex premier ed ex segretario lascia il Pd. Non ascolta gli appelli di Zingaretti, non crede a un'unità che considera di facciata. "Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini", dice a Repubblica. E spiega le ragioni di una scelta destinata a cambiare tutto.

Ha davvero deciso lo strappo?
"I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti non avrà più l'alibi di dire che non controlla i gruppi pd perché saranno "derenzizzati". E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l'ho detto anche a Conte. Dunque l'operazione è un bene per tutti, come osservato da Goffredo Bettini. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Il ragionamento è più ampio e sarà nel Paese, non solo nei palazzi".

Cosa non ha ottenuto dalla nascita del nuovo governo che giustifichi l'addio?
"Non è questo il punto. Se penso a come erano rappresentate le istituzioni un mese fa dico che il Conte bis è un miracolo. Aver mandato a casa Salvini resterà nel mio curriculum come una delle cose di cui vado più fiero".

Anche se per farlo il Pd non è passato dal voto?
"Si chiama democrazia parlamentare! Il leader della Lega usava il Viminale per educare all'odio. Quando, in evidente stato di sovraeccitazione, chiede pieni poteri, può accadere qualsiasi cosa: l'uscita dall'euro, la nomina dei suoi amici che chiedono tangenti ai russi alla guida di Eni. La recessione che avrebbe seguito la campagna di promesse e fake news non avrebbe solo fatto aumentare Iva e spread: avrebbe messo in ginocchio le imprese".

Adesso però lei spacca il Pd indebolendo proprio il fronte anti-Salvini. Che senso ha?
"È il contrario. Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell'unità come bene supremo non funzionino più".

L'unità è una richiesta che viene soprattutto dalla base. Zingaretti ha fatto di tutto per mantenerla. Cos'è che gli rimprovera?
"Non ho un problema personale con Zingaretti, né lui ha un problema con me. Abbiamo sempre discusso e abbiamo sempre mantenuto toni di civiltà personali. Qui c'è un fatto politico. Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all'americana capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle".

Rischia di passare alla storia come colui che ha ucciso il partito che aveva l'ambizione di unire la tradizione socialdemocratica e quella cattolica, i Ds e la Margherita. Lo sa?
"Ma dai! Sono cinque anni che mi dite che rovino il Pd. Basta con questa tiritera sul passato. C'è un futuro ricco di difficoltà, ma bellissimo, là fuori. Lo andiamo a prendere? Lo costruiamo? O ci limitiamo ad aspettarlo rinchiusi nelle nostre correntine? Diciamo la verità: c'è una corrente culturale nella sinistra italiana per la quale io sono l'intruso".

Perché ha spostato a destra il Partito democratico?
"Ho portato il Pd al massimo mai raggiunto: 41%. Ho garantito anni di governo che hanno portato le unioni civili, il dopo di noi, le leggi sul sociale e sulla cooperazione internazionale. Abbiamo fatto un incredibile piano per le aziende. Finalmente si è iniziato una lotta all'evasione fiscale seria. Il Pil era negativo e lo abbiamo portato in terreno positivo. Chi guadagna poco ha almeno gli 80 euro, su cui tutti fanno ironie ma che nessuno tocca. Quando sono arrivato c'erano 20 milioni di euro sulla povertà, quando sono andato via 2,7 miliardi, e altri 2 sulle periferie. C'è più sinistra in questo elenco che in anni di rivendicazioni e convegni della ditta".

Quello che rivendica lo ha fatto grazie anche alla famiglia politica che ha guidato.
"Lo abbiamo fatto insieme. Sarebbe facile far polemica oggi. Il primo gesto del nuovo Pd è stato mettere alle riforme un deputato che ha votato No al referendum e al lavoro un dirigente contrario al Jobs Act. Ma non è questo che mi fa uscire. Mi fa uscire la mancanza di una visione sul futuro".

Sembra una vendetta.
"Ho votato la fiducia persino al governo coi grillini, figuriamoci se mi preoccupano i risentimenti o le vendette. Mi hanno sempre trattato come un estraneo, come un abusivo, anche quando ho vinto le primarie. Ancora oggi c'è una corrente culturale che paragona i due Matteo mettendoli sullo stesso piano. È il riflesso condizionato di quella sinistra che si autoproclama tale e che non accetta di essere guidata da uno che non provenga dalla Ditta. Del resto il contrappasso è semplice: io esco, nei prossimi mesi rientrano D'Alema, Bersani e Speranza. Va via un ex premier, ne torna un altro. Tutto si tiene".

Parla di fuoco amico, ma ammesso e non concesso che Bersani, Epifani, D'Alema siano usciti dal Pd per farle la guerra, lei non sta facendo lo stesso? Non sta tradendo la fiducia di chi ha votato il Pd anche per le sue idee?
"Scriverò una lettera aperta agli elettori dem, ma non accetto lezioni da chi ha votato altre liste alle ultime elezioni. Con il nuovo governo e con la fase nuova che si apre, per lo più in un sistema proporzionale, è evidente che non puoi passare la giornata a discutere al tuo interno se vuoi battere il populismo nel Paese".

Quindi è d'accordo con il ritorno al proporzionale?
"No. Ma lo rispetterò se è parte dell'accordo di governo. Sogno che Zingaretti e Di Maio si sveglino un giorno proponendo il monocameralismo, il doppio turno, un sistema in cui la sera sai chi ha vinto le elezioni. Non cambio idea".

È quello che vuole Salvini.
"Non conta, se è giusto. Ma so che c'è un patto tra Pd e 5 stelle sulla legge elettorale e non sarò io a violarlo o a votare contro. Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche. Faremo comitati ovunque. Non posso farlo se tutte le mattine devo difendermi da chi mi aggredisce in casa mia".

Suona come un agguato: ha fatto partire il governo, ora si stacca per avere una quota di maggioranza decisiva?
"Sarebbe stato un agguato se lo avessi fatto tra sei mesi. Farlo il giorno del giuramento significa partire con chiarezza, stabilizzarlo. Non chiedo nulla. A Zingaretti lasciamo la maggioranza dei parlamentari. Mi avrebbe fatto comodo godere della rendita di queste ultime settimane per avere un potere d'interdizione nel Pd. Ma bisogna dire, non interdire. Fare, non bloccare. Proporre, non contrattare. E io credo che ci sia uno spazio per una cosa nuova. Che non è di centro o di sinistra, ma che occupa lo spazio meno utilizzato dalla politica italiana: lo spazio del futuro".

Lo chiama futuro per non prendere posizione? E prepararsi a raccogliere pezzi di Forza Italia?
"Non è così. Mentre noi litighiamo sul nulla, sta cambiando il mondo. L'intelligenza artificiale rivoluziona le aziende, la quotidianità, la vita nelle città: il populismo non conosce l'intelligenza artificiale, il populismo è stupidita naturale. Noi possiamo fare dell'Italia un laboratorio di innovazione spaventoso, mantenendo i valori di umanità e di umanesimo che abbiamo nel dna. Ecco perché era fondamentale difendere le povere vite prese in ostaggio da Salvini sui barconi".

Quanti verranno con lei?
"I parlamentari saranno trenta, più o meno. Non dico che c'è un numero chiuso, ma quasi. La vera sfida saranno le migliaia di persone che sul territorio faranno qualcosa di nuovo e di grande. E la Leopolda sarà un'esplosione di proposte. Ci riconoscerete dal sorriso, non dal rancore. Voi la chiamate scissione, io la chiamo novità. E non mi sentirete mai parlare male di Zingaretti o Orlando o Franceschini: a loro mando un abbraccio e auguro buon lavoro. Quando una storia finisce, finisce. Restiamo amici, se vi va. Ma anche se non vi va, per noi non sarete mai nemici".

Tiene dentro ai gruppi pd uomini ancora suoi per esercitare un doppio potere?
"Il potere, il diritto di parola sulle nomine, sono sciocchezze. Io le nomine le ho fatte quando ero premier. Ad esempio se Enel viaggia così forte è perché abbiamo scelto un board e un CEO straordinari. Non sono interessato a mettere il naso nelle nomine, ma voglio dire la mia sulla strategia. Perché continuiamo a tenere divise Leonardo- Finmeccanica e Fincantieri? Che senso ha? Non rischiamo di farci mangiare da partner europei che investono più di noi sullo spazio e sulla difesa?".

Letta a Radio Capital ha detto: "Non posso credere che Renzi vada via perché non c'è un sottosegretario di Pontassieve".
"Per rispetto della sua intelligenza non commento una simile idiozia".

Quand'è che ha deciso?
"Quando ho visto i ragazzi della scuola di formazione "Meritare l'Italia". Sono bellissimi i giovani che si avvicinano alla politica. Ho preso lo stipendio di agosto da senatore e d'accordo con mia moglie l'ho destinato alla scuola. Mi interessa costruire una Casa dove i millennials possano fare la differenza. E se questo mi costringe a ripartire da zero, lo faccio col sorriso. Riparto con lo zaino per una strada meno battuta: parlando con la gente non coi gruppi dirigenti".

Come si chiama il nuovo partito?
"Il nome non glielo dico, ma non sarà un partito tradizionale, sarà una casa. E sarà femminista con molte donne di livello alla guida. Teresa Bellanova sarà la capo delegazione nel governo. Una leader politica, oltre che una ministra. Per me le donne non sono figurine e l'ho sempre dimostrato. In ogni provincia a coordinare saranno un uomo e una donna: la diarchia è fondamentale per incoraggiare la presenza femminile".

Appoggerà le intese Pd-M5S alle regionali?
"A me l'alleanza strategica con Di Maio non convince. Non ho fatto tutto questo lavoro per morire socio di Rousseau. Per me la politica è un'altra cosa rispetto all'algoritmo di Casaleggio. Ma non voglio disturbare il Pd. La nostra Casa non si candiderà né alle regionali né alle comunali almeno per un anno. Chi vorrà impegnarsi lo farà con liste civiche o da indipendente. La prima elezione cui ci presenteremo saranno le politiche, sperando che siano nel 2023. E poi le Europee del 2024. Abbiamo tempo e fiato".

Puntando a quale obiettivo? Non teme che le sue idee, andando altrove, rischino di sparire?
"Il mio amico Franceschini me lo ha scritto ieri sera via sms. Uscirai dal Pd e non ti considererà più nessuno. Può darsi. Mi piace da impazzire quando mi dicono che sono morto. L'ultimo che lo ha pensato si sta ancora leccando le ferite. Faceva il
ministro dell'Interno. Adesso lui è tornato al Papeete e il Viminale è un posto più civile".

Che succederà alla Leopolda?
"La Leopolda non è mai stata una manifestazione di partito. La aprirà Dario Nardella, che è mio fratello e che resterà nel Pd. Certo sarà chiusa come sempre dall'intervento di Teresa Bellanova e sarà la sede in cui presenteremo il simbolo. Ma sarà uno spazio di libertà per tutti. Parleremo dell'Italia 2029, dei prossimi 10 anni, non dei prossimi 10 giorni".

Perché un Pd diviso dovrebbe essere più efficace contro il centrodestra. Non lo rafforza?
"Io voglio fare la guerra a chi semina odio. I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini. Voglio sperare che anche il Pd si preoccupi di lui e non di Matteo Renzi. Non ci sono più alibi, non c'è più il parafulmine, ognuno cammini libero per la sua strada. In mezzo alla gente, non solo nei gruppi parlamentari. La guerra voglio farla a Salvini, non a Zingaretti. Lascio la comodità e mi riprendo la libertà. Ma c'è da costruire un nuovo modello di comunità politica, innovativo, non legato agli schemi ottocenteschi. Io ci proverò con tutto il mio entusiasmo e la mia determinazione. Saremo in tanti".

18 commenti:

  1. Non voglio giudicare un ..personaggio come Renzi la storia lo ha giudicato ..ampiamente .solo i FATTI daranno un metro per un giudizio sano ..sono sempre state troppo le parole di renzi quasi un bla bla bla e poi ovviamente fatti zero ma basta diamo tempo e poi vedremo di solito i palloni troppo gonfiati esplodono tipo salvini .....

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  2. Renzi non è mai stato un dio

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  3. Antonella Possoni17 settembre 2019 12:36

    ora tutti a parlare di renzie... il grande statista stratega!

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  4. Mariella Milazzo Rosario Mercadante17 settembre 2019 12:37

    Come prima cosa ha telefonato a Conte per dirgli di stare sereno.

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  5. Le parole di Renzi suonano come un "Conte stai sereno" e Conte, almeno per ora sereno può stare, di sicuro fino a quando, dalle parti di Rignano non penseranno di essere abbastanza forti per andare al voto.
    Fino ad allora, Conte avrà tutte le ragioni per non allarmarsi.
    Renzi, infatti, per ora, non può permettersi di andare al voto, perché i suoi renziani verrebbero decimati nelle candidature dal suo segretario di partito, che invece, proprio per questo, al voto ci voleva andare eccome, avendo persino inciuciato con Salvini la caduta del governo per il voto immediato.

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    1. Mariella Milazzo Rosario Mercadante17 settembre 2019 18:19

      Giovanni Caianiello, forse sfugge che sta creando un altro gruppo parlamentare e un nuovo partito che farà pesare e pagare a caro prezzo il suo voto al governo, non dimenticando che è stato il primo a volerlo non certo per il bene del paese. E infine lo vedo più interessato a prendersi il partito di Berlusconi che recuperare voti dal PD

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    2. Il partito di Berlusconi sembra come un osso che tanti cani vorrebbero azzannare. Ma non è così

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  6. Secondo me, fate troppe discussioni perse.
    Le cose, si risolvono e basta.
    Abbandonate questi due pazzi che vogliono destabilizzare lo Stato. Più gli date corda, tanto più, loro si danno arie.

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  7. Stefania Sardisco17 settembre 2019 13:16

    Babbeo Renzi ha di sicuro qualcosa in mente. Ma a me, almeno per il momento, non preoccupa. Si sapeva che si sarebbe nuotato in una vasca di squali. Conte e i 5⭐ non si faranno trovare impreparati.

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    1. Antonio Annibale17 settembre 2019 18:22

      Stefania Sardisco almeno adesso il quadro politico è piu chiaro una destra che era infiltrata nelle file della sinistra adesso avete capito. Perché il pd non faceva nessuna scelta di sx perché semplicemente .non lo era. Speriamo che Renzi faccia un centro destra vero. Cosi il quadro sara più chiaro x tutti senza queste infiltrazioni sterili che poi non portano ha niente forse lui ora può contare qualcosina in termini di voti necessari x andare avanti con il governo ma e tutta questione di prezzo

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  8. Insomma considerare Renzie un dio, mi sembra eccessico. Al massimo un coniglio che si crde leone!

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  9. Boschetti Vinicio17 settembre 2019 18:23

    Vedrai porterà dai 30 ai 50 voti in più al Governo

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  10. Antonio Annibale17 settembre 2019 18:24

    Ma questi quando taglieranno le poltrone sara difficile schiodare i renziani da quei banchi x parecchi di loro la politica la vedono non come un servizio ma come un affare. La colpa è del popolo che vota questa gente. Ameno che non sono di parte .....allora ci sono più milionari che operai in questo. Paese ....bo'.........

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  11. Renzi anche se non l'ho mai votato e un politico al di sopra di tutti gli sprovveduti attuali che ci governano

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  12. Vuoi dire il crepuscolo dei cogl.........??

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  13. E così ci prende pure ... il finanziamento per il nuovo partito?

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  14. Di certo Renzi è un gigante rispetto ai nani che si vedono in giro. Anche Grillo è un gigante e forse anche Conte, il resto è ben poca cosa, slogan vuoti e volgarità.

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  15. Non ho letto l'intervista a Renzie, leggere il renziepensiero è qualcosa che mi da il voltastomaco. Credo che non bisognerebbe commentare in alcun modo un simile pagliaccio, il tempo è l'unica cosa preziosa che possediamo.

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