giovedì 12 dicembre 2013

Pepe Mujica, Uruguay. Esempio da imitare

Josè Pepe Mujicadi Giangiuseppe Gattuso – Un personaggio sui generis, un politico non catalogabile, un Presidente unico al mondo. José Alberto Mujica, 78 anni, detto Pepe.

Senatore della Repubblica, a capo dell’Uruguay dal 2010, ‘piccola’ repubblica presidenziale di 3.500.000 abitanti su un territorio di poco più della metà dell’Italia, tra il Brasile e l’Argentina, è un caso molto particolare di uomo politico. Ne aveva parlato qualche tempo fa Giuseppe Vullo, su questo blog. Pepe Mujica è un raro esempio di uomo delle istituzioni e rappresentante del popolo che, molto probabilmente, in Italia verrebbe preso per pazzo. E magari irriso dagli scienziati della politica nostrani, dagli intellettuali presenti in tv dalla mattina alla sera. In quei talk show dove si ha la presunzione di indicare la strada e determinare le scelte per il futuro di questo nostro Paese.

Pepe Mujica e la moglie Lucia TopolanskyLa notizia di questi giorni  sta facendo discutere governi, autorità, esperti e specialisti del settore scatenando reazioni contrastanti.  Il Senato dell’Uruguay, 30 membri oltre il suo Presidente, (la Camera dei Rappresentanti, invece, conta 99 membri) ha approvato una legge per la produzione, distribuzione e vendita della marijuana sotto il controllo dello Stato. Una riforma per regolamentare la cannabis, concedendo licenze per la coltivazione delle piante, non più di 6 per un singolo individuo, mentre per le associazioni è previsto la coltivazione di 99 piante per un massimo di 45 soci.

La marijuana sarà venduta nelle farmacie autorizzate, 40 grammi mensili a persona, a un euro al grammo. Si tratta di un esperimento per tentare di bloccare i trafficanti considerato che il proibizionismo non ha dato i risultati sperati. Pepe Mujica, pur avendo perorato l’approvazione della legge, ha comunque ammesso che “forse l’Uruguay non è pronto per questa esperienza”, e non si opporrà ad un eventuale referendum per l’abrogazione.

pepe2Ma al di la della ‘rivoluzionaria’ legge approvata, Pepe Mujica merita molto di più di questo articolo o di quelli scritti in questi giorni sui giornali italiani. Un personaggio semi sconosciuto per la nostra televisione che dedica alla ‘politica’ e, peggio, al chiacchiericcio e al gossip, infinite ore di trasmissioni su tutte le reti, e non ha mai prodotto un servizio, un approfondimento, un qualcosa per far conoscere al grande pubblico che esiste un modo altro di fare politica. Quello di Pepe Mujica. Ex guerrigliero tupamaro, tredici anni (1972-85) in carcere, anti-consumista, una vita all’insegna dell'austerità personale, ateo dichiarato.

mujica e lucia"Il presidente più povero del mondo" lo ha definito "Le Monde". Del suo stipendio da presidente ne trattiene solo il 10%, devolvendo il resto ad associazioni di promozione sociale. Mujica è spagnolo per parte di padre e italiano per parte di madre, molto amato dalla popolazione più povera e mal visto dalla classe benestante. Ha rifiutato la residenza presidenziale e vive, insieme alla moglie, la senatrice Lucia Topolansky, in una fattoria. Si dedica all'orto e gli piace coltivare i fiori, non fa uso di social network e non ha un conto in banca. Possiede due vecchi maggiolini Volkswagen e tre trattori per la coltivazione della terra. Nel giorno della sua elezione come presidente, il 29 novembre 2009, parlò ai suoi elettori: ''Sapete una cosa? E' il mondo alla rovescia. Voi dovreste stare qui sul palco e noi lì sotto ad applaudire''.

Rio20_logoMujica ha pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, il 21 giugno 2012, un discorso rivoluzionario. Ecco i passi più significativi. “Mi faccio questa domanda: che cosa succederebbe al pianeta se gli indiani in proporzione avessero la stessa quantità di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno resterebbe per poter respirare?

Più chiaramente: Ha oggi  il Mondo gli elementi materiali per rendere possibile che 7 o 8 miliardi di persone possano sostenere lo stesso grado di consumo e sperpero che hanno le più opulente società occidentali? Sarebbe possibile tutto ciò? O dovremmo sostenere un giorno, un altro tipo di discussione? Perché abbiamo creato questa civilizzazione nella quale viviamo: figlia del mercato, figlia della competizione e che ha portato un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Ma l’economia di mercato ha creato società di mercato. E ci ha rifilato questa globalizzazione.

Pepe e maggiolinoStiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione ci governa? È possibile parlare di solidarietà e dello stare tutti insieme in una economia basata sulla competizione spietata? Fino a dove arriva la nostra fraternità? La sfida che abbiamo davanti è colossale e la grande crisi non è ecologica, è politica! Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la societá di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. Però loro devono generare questo iper consumo, producono le cose che durano poco, perché devono vendere tanto. Una lampadina elettrica, quindi, non può durare più di 1000 ore accesa. Però esistono lampadine che possono durare 100mila ore accese! Ma questo non si può fare perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo sostenere una civilizzazione dell’usa e getta, e così rimaniamo in un circolo vizioso. Questi sono problemi di carattere politico che ci stanno indicando che è ora di cominciare a lottare per un’altra cultura.

Non si tratta di immaginarci il ritorno all’epoca dell’uomo delle caverne, né di avere un monumento all’arretratezza. Però non possiamo continuare, indefinitamente, governati dal mercato, dobbiamo cominciare a governare il mercato. I vecchi pensatori Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara, dicevano: “povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più”. Questa è una chiave di carattere culturale. La causa della crisi è il modello di civilizzazione che abbiamo montato. E quello che dobbiamo cambiare è la nostra forma di vivere!

UruguayAppartengo a un piccolo paese molto dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese ci sono poco più di 3 milioni di abitanti. Ma ci sono anche 13 milioni di vacche, delle migliori al mondo. E circa 8 o 10 milioni di meravigliose pecore. Il mio paese è un esportatore di cibo, di latticini, di carne. È una semipianura e quasi il 90% del suo territorio è sfruttabile. I miei compagni lavoratori, lottarono tanto per le 8 ore di lavoro. E ora stanno ottenendo le 6 ore. Ma quello che lavora 6 ore, poi si cerca due lavori; pertanto, lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare una quantità di rate: la moto, l’auto, e paga una quota e un’altra e un’altra e quando si ferma a riflettere… è un vecchio con i reumatismi, come me, e la vita gli è già passata davanti”. È questo, quindi, il destino della vita umana?

Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”

Un discorso infinitamente bello. Un ‘Politico’ che i governanti della terra dovrebbero prendere a esempio. Così come i nostri politici, la classe dirigente, gli intellettuali. Tutti quelli che ogni giorno tentano di spiegarci che le cose stanno, invece, esattamente all’opposto. E i risultati si vedono.

Giangiuseppe-Gattuso  Giangiuseppe Gattuso
  12 dicembre 2013 

17 commenti:

  1. Sergio Potenzano13 dicembre 2013 12:52

    Un grande da tutti i punti di vista, un rivoluzionario della politica, mi ricorda tanto Papa Francesco, il rivoluzionario della Chiesa.
    Ecco perché è uno sconosciuto nel panorama mondiale della politica, non fa comodo a nessuno diffondere sui network e in generale nel panorama mediatico mondiale la sua storia e il suo operato.
    Il suo parlare schietto e semplice del suo amministrare uno Stato sembra inverosimile, la sua visione chiara degli effetti della globalizzazione che sta devastando i Paesi Sviluppati, dalla droga al consumismo, all’inquinamento etc. problemi dai quali si tiene lontano, ma anche delle soluzioni che Egli sta sperimentando nel suo Paese.
    Quasi un’involuzione voluta e salvaguardata, un semplice che ama la semplicità, che ha una visione della brevità della vita che gli consente di godersela grazie alla sua umiltà e al suo impareggiabile altruismo, basta riflettere sulla decisione di trattenere solo il 10% dello stipendio, per capire con chi si ha a che fare, un Presidente che rifiuta di vivere nel Palazzo Presidenziale per vivere nella sua fattoria, dedicando parte del suo tempo alla coltivazione della sua terra.
    Provo una grande ammirazione per questa persona e vorrei che si parlasse di più di Lui, che faccia da esempio a quanti hanno fatto della politica la fonte principale del proprio arricchimento, mettendo al primo posto la salvaguardia della Casta a qualsiasi costo.

    RispondiElimina
  2. Il coraggio di mettere in atto quello che si ritiene giusto al di là di schieramenti e patteggiamento. Una politica per il popolo senza secondi fini a scopo elettorale.

    RispondiElimina
  3. Gianni caro mi sono commosso nel leggere il tuo articolo, non perchè mi hai citato, non perchè io avevo già scoperto è scritto su questo blog di questo personaggio straordinario...ma mi sono commosso per il fatto di sperimentare e di avere la conferma della tua profonda sensibilità, ho la conferma che anche tu hai introiettato le teorie della decrescita felice, una consapevolezza della responsabilità che dovrebbe accomunare tutti gli stati ed i cittadini del mondo, nel rispetto dell'uomo e della terra che ci ha accolto e ci tiene in vita. Cosa dire di più del presidente dell'uruguay oltre quello che scrissi in precedenza ed oltre di quello che hai scritto tu in questo articolo? L'unica cosa che posso dire che se i nostri politici avessero un centesimo delle virtù di Josè Pepe Mujiica, il nostro paese sarebbe ricchissimo, soprattutto di felicità e non di dannazione e disperazione. Ringraziamo Dio perchè ogni tanto ci manda degli uomini che vengono ad illuminare il mondo e ci insegnano la via da seguire. Di questi uomini oltre Mujiica, naturalmente è d'obbligo citare Papa Francesco, un faro per l'umanità, e Mandela recentemente scomparso. Vorrei concludere dicendo che l'invenzione del denaro e del capitalismo è un'invenzione del diavolo. Il demonio che rende l'uomo peccatore, ladro, traditore, infame, superbo, sempre in preda alla bramosia del potere e dell'avere a scapito dei nostri fratelli. CMQ ti ringrazio e ti auguro buone feste.

    RispondiElimina
  4. Forse l'articolo più bello nella storia del nostro blog.
    Anch'io leggendo mi sono commosso ed emozionato.
    Potrei e vorrei scrivere un commento lunghissimo,, ma non lo farò, e non lo farò per rendere più evidente una mia riflessione.
    Sono profondamente convinto che un uomo del genere in Italia non riceverebbe nulla di più che scherno e derisione, altro che presidente.
    Noi tutti, io compreso, dobbiamo e vogliamo essere rappresentati da omuncoli impresentabili e di cui dobbiamo solo vergognarci.

    RispondiElimina
  5. Maria Emilia Baldizzi13 dicembre 2013 15:19

    Ti ringrazio di aver scritto questo articolo, Giangiuseppe, raccontando della vita e delle scelte di quest'uomo straordinario,ma il cui esempio dovrebbe diventare "ordinario"nella nostra vita.Il concetto di decrescita felice è talmente lontano dalla cultura dei nostri governanti che mi sembra impossibile che in Italia venga mai applicata e favorita. Ma l'esempio di Josè Pepe bisogna farlo conoscere.

    RispondiElimina
  6. i grandi uomini sono degli anticipatori che danno fastidio , ma poi , alla fine le loro idee si affermano

    RispondiElimina
  7. mariapia.labita14 dicembre 2013 19:20

    L’articolo è semplice e allo stesso tempo profondo. Esprime quel senso della vita che caratterizza chi l’ha intensamente vissuta e ne ha colto il vero significato. Si riscontra proprio nelle parole “ Veniamo al mondo per essere felici” . E’ questa una domanda che spesso mi pongo essendo una persona che non vive di apparenza e di maschere ma di cose vere, reali, sincere…..MI torna in mente un proverbio cinese letto da ragazzina: Tu vuoi la felicità? Comincia a diffonderla intorno a te perché essa non è in nessun altro luogo se non in te”. La vita in fondo è breve anche se viviamo fino a 100 anni suonati e dovremmo imparare a spenderla nel migliore dei modi, facendo del nostro meglio come cittadini del mondo.

    RispondiElimina
  8. GRILLO politico fai da te e dilettante allo sbaraglio. Rischia l'abbraccio mortale del caimano e la tenaglia RENZI- Letta. Le piazze dominate dai forconi e dagli studenti. Dove erano i grillini. zero. L'unica dichiarazione del dilettante Grillo contro i giornalisti che non gli piacciono se non parlano bene di lui e poi udite, udite la sua perla vomitevole: " i 5 stelle non sono ne di destra ne di sinistra", la stessa dichiarazione fatta per anni da bossi e dai leghisti e prima di loro dall'uomo qualunque. Quindi Beppe Grillo sei un "qualunquista"? Ma vaffa...a quel paese. Sai che ti dico ? abbiamo fatto bene a votare RENZI, il quale ha una faccia pulita, ha molta voglia di fare, potrebbe essere nostro figlio, è partito con il piede giusto. L'unica cosa che puoi fare è rincorrere il fiorentino gianburrasca del PD. ps la storia edificante di Mujiica interessa poco dalle nostre parti. Interessa più il gossip ed il chiacchiericcio.

    RispondiElimina
  9. Oltre all’impatto emozionale per le dichiarazioni del Presidente dell’ Uruguay occorre
    Passare ad una breve valutazione politica nostrana.
    Per nostrana intendo la politica dei paesi ricchi o presunti tali.
    Tutto cio’ che ha determinato una totale deregolamentazione della finanza globale ha cancrenizzato tuto cio’ che invece era la ricchezza dei popoli in termini di civilta’, benessere, servizi e dulcis in funda anche crescita sana e felice (non me ne vogliano i decresciologi)
    Quando la bolla speculativa ha mostrato la sua vera natura, cioe’ quella di gettare nella melma i piu’ poveri e fare arricchire i piu’ ricchi, pochi hanno colto il senso politico di tale evento.
    Il terrore di creare regole per il mondo della finanza ha portato i paesi europei e gli USA a rimpinguare le casse delle grandi Banche che hanno continuato imperterrite le loro politiche finanziarie, restituendo qualcosa agli stati erogatori e impoverendo sempre piu’ la popolazione di questuanti bisognosi di credito per la sopravvivenza delle loro insulse ativta’ finalizzate alla normale vita quotidiana.
    Anche Letta, nel suo discorso, per alcuni punti elevatissimo, ha citato una seria attenzione verso i rischi che gli investitori si sentissero non attratti dagli investimenti inItalia.
    Ma la domanda nasce spontanea: Gli USA stampanti dollari hanno rimesso in movimento il mercato imponendo alle Banche atteggiamenti diversi e controllati; la BCE, nel suo rigore ha crrearo condizioni di malessere maggiore per i piu’ deboli.
    Trasferendo i raggionamenti del presidente dell’Uruguay a quello che e’ il contesto europeo dovremmo ipotizzare una classe politica che si trasformi da scarafaggio a essere umano. Iniziare a capire le motivazioni del malessere profondo dei vecchi e nuovi poveri e redistribuire seriamene le risorse.
    Tutto cio’ che e’ alternativo a questo passaggio e’ da considerare retorica pura (abolizione nel 2017 del finanziamento ai partiti) o pigliata per il culo (nuova legge elettorale fra2 anni).
    Nel frattempo l e personacce forconaie scendono in piazza e per sputtanarle basta dire che sono pagate da Berlusconi, che viaggiano in Jaguar, che sono infiltrate da nazisti anti bancari semiti.
    Se analizzassimo le papere che escono dalla bocca dei nostri politici classici e consolidati nelle istituzioni avremmo forse piu’ rispetto per chi scende in piazza a bloccare qualche autostrada e qualche TIR pieno di elettrodomestici.

    RispondiElimina
  10. Avevo già scritto sul precedente articolo di Giuseppe Vullo e ritorno a farlo su questo. Qualche mese fa ho ascoltato, in you-tube, un discorso fatto da Josè Pepe Mujica ai capi di stato del Sud America e lo avevo, pure, conservato: tanto mi era sembrato originale. Praticamente Mujica capovolge il discorso capitalista e liberista. Perché cercare ricchezza, perché fare arricchire i soliti speculatori e le banche che hanno messo in crisi il mondo intero, quando si può vivere bene e meglio con quello che possiamo realizzare noi stessi?. Egli stesso ne ha dato l’esempio. Appena eletto Presidente dell’Uruguay, decise di continuare a fare la vita di sempre, e di quegli 8.000 dollari che gli toccano come emolumento mensile, ne trattiene un decimo e i nove decimi li da ai poveri, a chi ne ha bisogno. La decrescita felice, come la chiama Vullo.
    Mi sembra un discorso bello, nuovo, da vecchia Comune! E pensavo tra me e me che, se volessimo rivoltare questo mondo ed attuare le teorie di Mujica, dovremmo cambiare totalmente vita.
    Occorre una vera rivoluzione culturale nella società. Dovrebbero cambiare modelli e genere di vita la tv ed i media, che sono quelli che propagandano il nuovo. E chi lo va a raccontare questo ai miei figli, ma soprattutto ai miei nipoti, che sono pieni di cose inutili, che finora noi compriamo loro perché lo hanno visto in tv o perché ce l’ha l’amichetto o il compagnetto di scuola.
    Molto bello il discorso, ma ci vorranno secoli per attuarlo. Comunque ritengo che non si può fermare il progresso,le invenzioni, lo sviluppo in genere, ma anche quello sociale in particolare, perchè si fermerebbe il mondo.
    Però chissà che una speranza di vivere in un mondo diverso non ce la da Papa Francesco che vuole una Chiesa povera fra i poveri. Che magari non riesca lui a risolvere il problema, dove non arrivarà Mujica. Auguriamocelo!

    RispondiElimina
  11. Che invidia per questo popolo governato da un Grande Presidente, pensare che Lui e sua moglie tutte le mattine mungono le loro vacche per bere il latte, mentre noi italiani tutte le mattine ( ovviamente chi c’è l’ha !) andiamo a lavoro per comprare il latte d’asina che permette ai nostri politici, ai loro figli, parenti e amici di riempire le piscine per fare il BAGNETTO quotidiano…!
    In una delle sue meditazioni Papa Francesco ha detto: “ I soldi servono per sviluppare l’umanità, ma quando diventano l’unica ragione di vita, distruggono l’uomo e suoi legami con il mondo esterno”.
    E’ proprio l’attaccamento al denaro la radice di tutti i nostri mali!
    Immaginiamo ora se in Italia potrebbe essere semplice approvare una legge che levi alla criminalità il monopolio della droga leggera…! Ma il nostro è un altro mondo non è la favola dell’Uruguay.
    Però adesso che si avvicina il natale, è bello pensare che esistono uomini, come Mujica che una volta concluso il suo mandato nel 2015, dichiara di voler adottare 30 bambini poveri e che come, Papa Francesco mettono la loro vita a servizio di un popolo facendo se stessi un modello da imitare!


    RispondiElimina
  12. Viviamo in un mondo talmente pieno di ingiustizie di storture politiche, ideologiche e sociali che verrebbe voglia di scappare e andare a vivere, se fosse possibile, in un altro pianeta, in un altro mondo incontaminato, regno di pace e di fratellanza tra i popoli e le razze. Viviamo in un mondo in cui Il razzismo moderno, la schiavitù di marca americana, la successiva segregazione razziale, il neocolonialismo, l’eugenetica moderna, il concetto delle tare socio-ereditarie, il mito della superiorità ariana, non sono affatto incidenti di percorso, capricci e misteri della storia, o frutto di qualche mente bacata, ma il naturale sbocco di talune dottrine filosofiche maturate all’interno del pensiero illuminista, proprio quello del secolo detto dei lumi. Infatti, senza il sostegno dei filosofi e dei ricercatori illuminati, difficilmente sarebbero state accettate le obbrobriose schiavitù dei Neri d’America, il vergognoso genocidio dei Pellerossa, la sottomissione forzata delle popolazioni africane e la ripresa della persecuzione ebraica da parte del regime hitleriano.
    Lo stesso Francois-Marie Arouet de Voltaire (1694-1778), pur nella sua indiscutibile grandezza, pur definito come padre della democrazia e strenuo difensore della causa animalistica, era azionista di una delle maggiori compagnie atlantiche specializzata nella tratta dei Neri.
    Voglio ricordare che In epoca illuminista sorsero addirittura nuove scienze a sostegno del razzismo biologico, come la frenologia o la cranioscopia (F.J. Gall, 1758-1828), e la fisiognomia, tese a dimostrare lo stretto legame tra l’aspetto fisico, la struttura del cranio, l’angolo facciale, e la personalità dell’individuo.
    In un mondo in cui l’economia, e quindi il vero potere, è in mano a potentissime logge massoniche come la Commissione Trilaterale, l’organizzazione segreta Bilderberger e i meno conosciuti ma non per questo meno potenti “Comitato dei Trecento”, “CFR (Council on Foreign Relations”, “Teschio e Tibie” (non mettetevi a ridere perché la cosa è seria), “Tavola Rotonda”, “Il Club di Roma” e, dulcis in fundo “Le Nazioni Unite-ONU), tramite potenti banche di (loschi) affari come la Goldman Sachs e simili, un personaggio come José Alberto Mujica è una vera e propria anomalia, un potenziale pericolo per l’establishment mondiale, la variabile impazzita che potrebbe far crollare il sistema.
    Il personaggio si dichiara ateo, ma il Padreterno non si preoccupa se qualcuno non gli crede, e il fatto che Mujicari devolva il 90% del suo stipendio di presidente in beneficienza, il fatto che si stia prodigando e stia dedicando la sua vita per il benessere e la felicità del suo popolo, lo rende vicino a Dio molto più di preti e cardinali che predicano bene e razzolano male, affondando nei vizi e nell’egoismo più anticristiano.
    Francamente non penso che il suo modello sia esportabile nelle cosiddette nazioni occidentali. Rappresenta una nazione di poco più di 3 milioni di abitanti, una regione italiana medio bassa, e può permettersi nel suo piccolo orto cose che altrove non potrebbero verificarsi, come, appunto, la legge sulla cannabis.
    E’ comunque un grande, e il suo esempio potrebbe, chissà, produrre l’effetto del lievito sulla produzione del pane. Io lo ammiro tantissimo e mi auguro che personaggi come lui possano spuntare un po’ ovunque, in modo da cominciare a pensare che veramente il mondo possa cambiare rotta, virando verso un futuro sostenibile che possa salvare il nostro pianeta da una fine che ritengo certa, anche se non ho in mente un termine temporale.
    Per chi volesse saperne di più sulle organizzazioni che governano l’economia mondiale basta aprire questa pagina http://www.disinformazione.it/organizzazioni.htm

    RispondiElimina
  13. Grazie per questo emozionante articolo.
    Sono uruguayano e orgolioso di avere un presidente così, dopo decenni di corruzione, di governi e presidenti che hanno venduto l'Uruguay (e nemmeno al miglior offerente) abbiamo uno che non lo compri con niente, che ha una visione chiara, concreta e disarmante della realtà del nostro paese e del mondo in genere.
    Grazie.

    RispondiElimina
  14. Gabriele Marolda25 maggio 2015 09:39

    Grazie per aver condiviso queste riflessioni con i tuoi amici e per avermene fatto parte.
    Avevo letto di questo meraviglioso politico, che, pur essendo dichiaratamente ateo, più d'uno ha confrontato con il santo padre Francesco.
    Certo, il presidente dell'Uruguay non è tra i grandi della terra per la modesta rilevanza del suo piccolo Paese nella scena politica mondiale, ma il suo stile di vita ne fa un gigante, un grande esempio che sta agli antipodi dei nostri piccoli politicanti, un paladino dei valori più alti dell'umanità.

    RispondiElimina
  15. Michele Maniscalco25 maggio 2015 22:32

    Non avevo mai letto niente sul Presidente Mujica. Adesso, in questi ultimi mesi prima attraverso l'articolo del Dott. Vullo, poi con qualche ricerca su internet, oggi con l'articolo di Giangiuseppe Gattuso, ho "conosciuto" il Presidente che tutte le nazioni dovrebbero avere: "Non si tratta di immaginare il ritorno all'uomo delle caverne, nè di avere un monumento alla arretratezza. Però non possiamo continuare,indefinitivamente, governati dal mercato, dobbiamo cambiare e governare il mercato".
    Sempre attraverso le mie informazioni internet leggo: durante la presidenza Mujica c'è stata crescita economica, diminuizione della disoccupazione e della povertà. I salari sono aumentati del 23%.
    Quindi sempre di crescita si tratta, ma non misurata col PIL.
    Al posto di " decrescita felice" Io la chiamerei "crescita alternativa"
    Oppure "una diversa Crescita".

    RispondiElimina
  16. Sig Maniscalco lei mi sorprende sempre io scriverei un articolo su di lei...perchè se tutti fossero come lei il mondo sarebbe migliore.

    RispondiElimina
  17. Michele Maniscalco26 maggio 2015 09:55

    Dott. Vullo io la ringrazio. Lei è troppo buono con me.

    RispondiElimina