sabato 17 agosto 2013

MUOS. La rabbia di un popolo

09 agosto manifestazione nazionale NO MUOSdi Angioletta Massimino - La Sicilia è stata scelta dalle forze armate USA come sede per la costruzione di un centro di comunicazione satellitare.

A pochissimi Km da Niscemi (in provincia di Caltanissetta), in contrada Ulmo e all’interno della Riserva naturale “Sughereta”, dichiarata SIC (Sito d’Interesse Comunitario), dovrebbe essere allestito, dalla Marina militare statunitense, un sistema di parabole che operano a frequenze di microonde (banda Ka) e di due trasmettitori elicoidali UHF che, insieme, costituiscono la stazione a terra del sistema di comunicazione a banda stretta.
Le maxi-antenne trasmetteranno con frequenze che avranno valori compresi tra i 30 e i 31 GHz, mentre i due trasmettitori elicoidali avranno una frequenza di trasmissione che oscilla tra i 240 e i 315 MHz. Potentissime onde elettromagnetiche che arriveranno a penetrare la ionosfera e i tessuti di ogni essere vivente, appartenente al genere umano, animale e vegetale!!!
Tale sistema, denominato M.U.O.S. (Mobile User Objetive System), basato su tecnologia avanzata, è destinato al completamento delle radiocomunicazioni satellitari e dà la facoltà di permettere una comunicazione, pressoché ininterrompibile, con le altre basi militari e con i sottomarini, tramite tre grandi antenne paraboliche dal diametro di 20 metri circa e due torri radio, alte quasi 150 metri, che guideranno, con le loro onde elettromagnetiche, anche missili e aerei senza pilota (denominati droni), faranno esplodere ordigni, consentendo di portare avanti una guerra a distanza.
E’ un impianto, dunque, da considerarsi bellico (di offesa e difesa)! Gestito dal Dipartimento della Difesa Usa, è una base USA e non della NATO e risulta essere anche un sistema per propagare e moltiplicare gli ordini di attacco convenzionale, chimico, batteriologico e nucleare, ad uso esclusivo delle forze armate degli Stati Uniti d’America.
Drone in voloI voli dei droni sui cieli siciliani comportano gravi pericoli, sia per la popolazione che per il traffico aereo civile, infatti i voli aerei su Catania-Fontanarossa e Trapani-Birgi vengono continuamente sottoposti a numerose limitazioni e i passeggeri sono costretti a subire ingiustificati disagi, con grave pregiudizio per l’economia dell’intera Isola e per il diritto di libertà di movimento, ma ciò che più preoccupa noi Siciliani è il fatto che l’iperattività di questi droni di Sigonella lascia immaginare probabili future azioni di guerra.
Con il completamento dell’opera, inoltre, la base militare assumerà un ruolo di obiettivo strategico mondiale, rafforzando la posizione, già grave, della Sicilia in quanto nodo centrale e quindi zona strategica nel Mediterraneo per le politiche di guerra americane, che consente agli USA di avere forti privilegi territoriali sull’Africa e sul Medio Oriente, mettendo, dunque, a serio rischio l’incolumità dell’intero popolo siciliano.
Diversi studiosi hanno già denunciato il pesante impatto di quest’opera sull’ambiente, sulla salute delle persone, sul traffico aereo e per tale motivo il MUOS è stato definito un pericolosissimo maxi-forno a microonde.
La costruzione del MUOS, inizialmente era stata prevista a Sigonella, ma successivamente fu sconsigliata quella sede, pertanto spostata a Niscemi, poiché si temeva, da un lato, il pericolo che le frequenze emesse avessero l’effetto di innesco di ordigni militari a detonazione (missili, bombe e altro) nei confronti delle installazioni esistenti nella base NATO di Sigonella e, dall'altro lato, i disturbi che essa avrebbe arrecato al traffico aereo dell’aeroporto civile di “Fontanarossa” (fonte documenti militari).
Il campo elettromagnetico creato dalle antenne MUOS, si attesta sopra i limiti di legge (legge n. 36 del 2001) per oltre 135 Km, secondo lo studio presentato dagli stessi tecnici, di conseguenza rappresenta dei gravi rischi anche per l'interferenza con l’aeroporto di Comiso, mettendo in discussione le tanto attese prospettive di sviluppo economico e turistico dell’Isola.
Il MUOS comprende quattro impianti di stazione a terra, ognuna delle quali serve uno dei quattro satelliti attivi, ubicate in Australia, Virginia, Hawaii e Sicilia; ma mentre per le prime tre basi sono stati scelti dei siti in zone desertiche, per la base costruita in Sicilia il sito prescelto si trova a ridosso dell’abitato di Niscemi ed essendo, tale sistema, caratterizzato da intense emissioni elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze, ha giustamente suscitato forti preoccupazioni nella popolazione.
La Marina Militare degli Stati Uniti presentò nel 2008 il progetto per la realizzazione della stazione europea del nuovo sistema di telecomunicazioni militari MUOS, mentre la stazione NRTF (Naval radio trasmitter faciliy) di Niscemi, presso la quale dovrebbe essere realizzato il MUOS, era già in funzione sin dal 1991.
L’inizio di questa triste storia si ebbe nel 2001 quando venne siglato un accordo bilaterale tra gli USA e l'Italia dal governo Berlusconi.
Il governo Prodi nel 2006 ratificò l'accordo e aggiungendo il formale riferimento al rispetto delle normative in materia di inquinamento ambientale ed elettromagnetico, dava mandato alla Regione Siciliana di dare i relativi nulla-osta.
I lavori del MUOS sono così autorizzati, l'1 giugno 2011, dall'Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione siciliana, data a cui fa anche riferimento il Protocollo d’Intesa tra il Ministero della Difesa, in persona del Ministro Ignazio la Russa, e la Regione Siciliana, in persona del Presidente Raffaele Lombardo, il quale, precedentemente, davanti al Consiglio comunale di Niscemi, contrario al MUOS, dichiarava: "Se non mi fossi convinto della sicurezza del MUOS, che non è barattabile con nessuna compensazione, io non sarei qui assolutamente a parlarvi, perché non c'è né “Punto nascita” in un ospedale, né Ponte sullo stretto, che tenga, rispetto alla salute dei cittadini...".
Praticamente l’On. Raffaele Lombardo propose ai niscemesi un “baratto”: un punto nascita in ospedale, o il ponte sullo stretto, in cambio del loro assenso alla costruzione del MUOS a Niscemi!!!
L’autorizzazione da parte della Regione Siciliana, non ha tenuto in debito conto le norme di attuazione previste dal Piano territoriale paesistico della Provincia di Caltanissetta per la Riserva naturale di Niscemi, approvato proprio dalla stessa Regione nel maggio 2008. Detto Piano inseriva, infatti, l'area naturalistica all'interno del cosiddetto "livello di tutela 3", limitando gli interventi alla mera conservazione del patrimonio naturale esistente "in un'ottica integrata di consolidamento delle funzioni ecologiche e protettive”.
Di contro, il Piano territoriale per la "Sughereta" (Sito di Importanza Comunitaria), vietava espressamente la "realizzazione d’infrastrutture e reti, tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili, nuove costruzioni e l'apertura di strade e piste".
Proprio quanto è stato, invece, autorizzato per il MUOS di Niscemi, facendo sì che di tanta bellezza, esistente all’interno della Riserva naturale Sughereta, se ne facesse uno scempio!!!
Fatto molto importante è che nel dare le autorizzazioni non si è tenuto conto neanche del cosiddetto “Principio di precauzione”, nei riguardi della salute dei cittadini, per le emissioni elettromagnetiche (art. 3 Dlg. 3.4.2006 n. 152), basato sul concetto che "prevenire è meglio che curare", o sul principio di Ippocrate "Primum non nocere", nato a seguito della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite di Rio De Janeiro del 1992, per tematiche strettamente ambientali, ed entrato a far parte del Trattato Costitutivo dell’Unione Europea (Maastricht, 1994), riguardante le responsabilità e i diritti degli Stati, per cercare di mettere insieme le esigenze dello sviluppo con quelle della salvaguardia ambientale.
Circa gli aspetti sanitari, tale principio risponde a una politica di gestione del rischio, laddove ci sia un elevato grado d’incertezza nei dati scientifici, contrapposti alla necessità di intraprendere subito iniziative atte a limitare un rischio potenziale serio, all’ambiente e alla salute umana, animale e vegetale, senza dover aspettare il risultato delle ricerche scientifiche.
Come nel nostro caso del MUOS di Niscemi!!!
“Principio di precauzione” che ha consentito ai cittadini della Sardegna occidentale di vincere il ricorso al TAR (sentenza depositata il 27/01/2012) per le progettate installazioni militari sulla costa, mentre a noi Siciliani ha dato la qualifica di antiamericanisti e insurrezionalisti.
Non dimentichiamo, inoltre, che il processo a Radio Vaticana si è concluso con la condanna degli inquinatori elettromagnetici, essendo stata ampiamente dimostrata la correlazione fra l’elettrosmog prodotto dalle antenne e l’aumento di patologie tumorali, tra cui la leucemia, nella popolazione circostante (sentenza Cassazione febbraio 2011).
Nonostante lo stato avanzato dei lavori del MUOS, continuano in buona parte della Sicilia le iniziative di mobilitazione e di protesta contro il nuovo sistema di telecomunicazioni militari. Mobilitazioni del Comitato dei Sindaci dei Comuni del comprensorio interessato (Niscemi, Comiso, Riesi, Acate, Butera, Gela, San Cono, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Piazza Armerina, Enna, Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mazzarino, Palermo e Modica) che hanno indetto cortei, mobilitato studenti e associazioni ambientaliste.
I sindaci, in un appello congiunto, chiedono alla Regione Siciliana e al Consiglio dei Ministri di adottare "ogni utile provvedimento finalizzato alla revoca delle rispettive autorizzazioni, rilasciate per l'inizio dei lavori del MUOS", alla luce dei rischi per la salute della popolazione, evidenziati da molti scienziati tra cui anche il Prof. D’Amore dell’Università della Sapienza di Roma, che nella sua relazione evidenzia sia i molti dubbi sulla innocuità del sistema MUOS, sia le inesattezze e le insufficienze degli studi preliminari alla costruzione del Muos. Importante, inoltre, tra gli altri, uno studio dei ricercatori del Politecnico di Torino, prof. Massimo Zucchetti (ordinario di Impianti nucleari del Politecnico di Torino e ricercatore affiliato del MIT – Massachusetts Institute of Thecnòlogy) e Massimo Coraddu, (Consulente esterno - Dipartimento di Energetica, Politecnico di Torino) i quali nella loro relazione tecnica sul MUOS, presentata il 4 novembre 2011, concludono evidenziando “gravi rischi per la popolazione e per l’ambiente, tali da impedirne la realizzazione in aree densamente popolate, come quella adiacente la cittadina di Niscemi”.
Altra relazione è stata presentata, sempre da Zucchetti e Coraddu, e da altri, il 27 Maggio 2013 a Roma, presso l’Istituto Superiore di Sanità, basata sul principio di precauzione e di proporzionalità, che così conclude: “è possibile affermare, sulla base dei principi di precauzione e di proporzionalità, che gli effetti complessivi delle fonti di emissioni che già agiscono (stazione NRTF) e di quelli che agiranno nel territorio di Niscemi (MUOS) sconsigliano l’installazione di ulteriori apparati emittenti, quali il prospettato sistema MUOS”.
Purtroppo, per ovvi motivi, si è preferito tener fede ai risultati dell’Istituto Superiore di Sanità, tralasciando appositamente e vilmente di evidenziare che il parere dell'ISS sia solo orientativo, oltre che lacunoso e di parte, in quanto contrariamente agli accordi intervenuti tra gli esperti chiamati a pronunciarsi, è stata divulgata solo una parte del rapporto non allegando gli allegati, come convenuto, che esponevano posizioni e dati più critici, per cui la posizione complessivamente ritenuta, dallo stesso ISS, risultava essere “SOLO ORIENTATIVA”, cioè non assolutamente certa!!!
A Niscemi, intanto, mentre la querelle continua, al danno ambientale si sommano ogni giorno i rischi per la salute delle persone, il tutto in una cessione di territorio e in una rinuncia alla propria sovranità nazionale.
Dalla fine di gennaio ad oggi si sono costituiti numerosi comitati NO-MUOS in tutta la Sicilia orientale e da ultimo quello delle mamme NO-MUOS, perché queste antenne sono considerate «pericolosissime» per la salute degli esseri umani (e viventi in genere, piante e animali), poiché provocano leucemie, anche infantili, tumori, infarti, melanomi, linfomi, malformazioni fetali, sterilità, aborti, alterazione del sistema immunitario, tumori del sistema emolinfatico, come evidenziato in numerosi studi epidemiologici.
C’è poi, l’ipertermia con conseguente necrosi dei tessuti e l’organo più esposto è l’occhio (cataratta indotta da esposizione a radiofrequenze o a microonde).
Nel 2002 sono stati in servizio in quel luogo diversi militari ragusani e molti di loro si sono ammalati di leucemia.
Questo vuol dire che le 46 antenne presenti, anche se molto più piccole di quelle che vogliono piazzare, sono già pericolose e andrebbero smontate, figurarsi la somma dei due sistemi: MUOS più NRTF!!!
Il dimissionario Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, affermava che “il MUOS è di interesse strategico per la difesa militare della Nazione e dei nostri alleati".
Il governo Monti ha rincarato affermando: "Non sono accettabili comportamenti che impediscano l'attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione".
L’ex Ministro della Difesa, Antonio Martino, recentemente ha affermato, in un’intervista su Panorama, che "Il MUOS serve a noi, non agli americani".
Con queste parole si vorrebbero giustificare le dure repressioni messe in atto, ormai quasi giornalmente, dalle Forze dell'ordine!!!
A forza di manganellate, su uomini e donne, vengono sgomberati i blocchi stradali dei manifestanti, che intendono impedire il transito di mezzi pesanti, necessari al completamento dell'opera.
Da 9 mesi, ormai, il presidio permanente attua una sospensione dei lavori dal basso, bloccando giornalmente tutti gli automezzi che tentano di entrare nella base americana.
Giorno 30 Marzo 2013, giorno successivo alla revoca dei lavori del MUOS da parte della Regione Siciliana, si è svolta la manifestazione nazionale contro il MUOS, nella quale si è radunato non solo il popolo siciliano, ma il popolo italiano, più di 13.000 persone provenienti da diverse parti d’Italia, tutte unite contro un unico obiettivo: impedire che queste mega antenne vengano costruite sul suolo siciliano ed ovunque, che si revochi immediatamente l'installazione del MUOS e si smantellino le 46 antenne NRTF già esistenti.
09 agosto manifestazione nazionale NO MUOSGiorno 9 Agosto 2013 si è svolta un’altra manifestazione nazionale, dopo la “revoca della revoca” dei lavori del MUOS da parte della Regione Siciliana, in seguito al pronunciamento dell’Istituto Superiore di Sanità e alla minaccia di dover pagare, la Regione Sicilia, la somma di 18 miliardi di Euro per il ritardo provocato nella costruzione della base MUOS, base americana la quale per la prima volta è stata pacificamente invasa da migliaia di manifestanti, evento a cui hanno fatto seguito le azzardate dichiarazioni del Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il quale ha evidenziato che nel movimento NOMUOS, ci sono infiltrazioni mafiose. Cioè: NOMUOS = Mafia?
Scoppia-la-guerra-tra-Crocetta-e-gli-attivisti-No-MuosLa Mafia, di solito, sta sempre dalla parte dei potenti e con gli americani, o con i costruttori delle “Grandi Opere” (come il MUOS) a cui vengono affidati gli appalti, vedasi la “ditta Piazza” che ha eseguito i lavori del MUOS per aver ricevuto l’appalto dalla Marina militare statunitense, ditta alla quale era già stato ritirato il certificato antimafia!
Il Presidente Crocetta, a causa di queste sue azzardate dichiarazioni ha ricevuto una querela collettiva per diffamazione aggravata, da molti siciliani, e non solo, compreso il Prof. Zucchetti. L’esistenza di un accordo tra il governo italiano e il governo statunitense risulta dall’analisi giuridica dei trattati precedentemente firmati dai due Stati. Ciò che resta un tema complesso è il passaggio di competenze venutosi a creare tra lo Stato centrale italiano e la Regione Sicilia, visto che l’art. 117 della Costituzione pone la competenza in materia di sicurezza nelle sole mani del governo centrale.
Dato che in materia di competenze, riguardo la sicurezza della nostra Nazione, la Costituzione esiste per il governo centrale, allora dovrebbe esistere ed essere rispettata anche in riferimento ad altri articoli, quali:
Art. 1: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
VIOLATO, perché tutto il popolo italiano, e soprattutto siciliano, non è stato informato dell’installazione di questo mega sistema di antenne, altamente nocivo, e tutto è avvenuto in gran silenzio. Molti niscemesi fino al 6 Ottobre 2012 (prima giornata di manifestazione nazionale contro il MUOS) non sapevano nulla dello scempio che era stato fatto all’interno della Riserva naturale "Sughereta", né delle 46 antenne del sistema NRTF esistenti dal 1991. In ogni caso, oggi, dato il notevole aumento di casi di tumori, leucemie e altre gravi malattie, a Niscemi e dintorni, noi Siciliani vogliamo, in rispetto della sovranità popolare, che siano smontate le 46 antenne esistenti dal 1991 e che non sia costruito il M.U.O.S.!!!
Art. 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
VIOLATO, perché tale base è stata costruita dentro una Riserva naturale, la "Sughereta", per di più dichiarata SIC (Sito di Interesse Comunitario), dove, anziché la tutela, se ne è autorizzato lo scempio, la distruzione, l'abbattimento di alberi secolari di sughero, dal diametro di oltre 5 metri, gli unici rimasti in Europa!!!
Art. 11: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...”.
VIOLATO, perché il MUOS è uno strumento di guerra (di attacco e difesa) e da esso vengono telecomandati i droni (aerei senza pilota) che andranno a colpire in qualunque parte del mondo, portando morte e distruzione, per cui l’Italia verrebbe ad essere coinvolta indissolubilmente alle politiche belliche USA e la popolazione siciliana esposta a rischi bellici dipendenti dalle guerre altrui, mentre noi Siciliani vogliamo la pace e non la guerra, vogliamo la vita e non la morte!!!
Art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...”.
VIOLATO, perché il sistema di antenne NRTF, esistente dal 1991, emette onde elettromagnetiche ad una frequenza di molto superiore al limite massimo consentito dalla legge (L. 36 del 2001 e Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 8 Luglio 2003, prevede che in prossimità di abitazioni e in luoghi in cui è prevista la presenza continuativa superiore alle 4 ore, per tutelare la popolazione dagli effetti di una esposizione prolungata, il campo elettrico debba trovarsi al di sotto della soglia di 6 V/m). Limite superato che, pertanto, ha causato morte e malattie per tantissime persone, essendo stato costruito, tale sistema di antenne, a pochi km dalla popolazione, senza tener conto del nostro diritto alla salute, mentre in Australia, Virginia e Hawaii tali basi americane MUOS sono state costruite in zone desertiche, proprio per tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Non si capisce perché in Sicilia tale base americana è stata costruita, invece, vicino alla popolazione. Siamo forse cittadini di serie B?
Art. 80: “Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi”.
VIOLATO, poiché per il tipo di accordo stipulato per il MUOS, che rappresenta un trattato internazionale, in Italia esiste il limite dell’art. 80 della Costituzione, mentre nella questione MUOS, non c’è mai stata alcuna approvazione da parte del Parlamento e questo rende illegittimo l’accordo e tutti gli atti amministrativi che ne discendono, tesi peraltro sostenuta anche dall’Avv. Nello Papandrea, uno degli avvocati dei comitati NO MUOS, che così prosegue: “Inconsapevolmente tutti i cittadini Italiani, senza nessun consenso da parte del Parlamento, sono stati coinvolti nella politica bellica Statunitense che si muove fuori dai limiti previsti dall’art. 11 della Costituzione (per il quale la guerra è consentita solo come strumento di difesa). Questa seconda considerazione ci dice che, anche ai sensi dell’art. 80 della Costituzione, il trattato sulla realizzazione del MUOS non sarebbe approvabile da parte del Parlamento perché incostituzionale per violazione dell’art. 11 (saremmo coinvolti in conflitti anche in posizione di aggressori senza potercene dissociare)”.
Mi chiedo perché siamo arrivati a perdere in questo modo così indecoroso la nostra sovranità nazionale e diventare vittime di tanta arroganza e presunzione!!! La Sicilia, negli anni, si è trasformata in una zona di conquista statunitense a causa del proliferare di basi e stazioni militari, di cui poco si parla o si vuol parlare. Negli anni ’80, fu Comiso (comune in provincia di Ragusa) ad essere al centro dei dibattiti, a causa dell’installazione di missili nucleari nella locale base NATO. Nel ’43 le truppe degli alleati fecero accordi con le organizzazioni mafiose del luogo, sempre disponibili a fare concessioni territoriali in cambio di vantaggi economici.
Mentre risalirebbe al 1953 (nel pieno della Guerra Fredda) un patto bilaterale USA-Italia che consentirebbe ai primi di potenziare le basi militari senza autorizzazione.
La “buona volontà” di Crocetta e di quant’altri, oggi si scontra, quindi, con una realtà radicata settant’anni fa, all’epoca dello sbarco alleato (estate 1943) e a seguito dell’occupazione militare dell’Isola. Un’occupazione – quella da parte statunitense – che prosegue ancora oggi con le installazioni americane sparse nel territorio, grazie a Trattati bilaterali Italia-USA, che non hanno tenuto conto di altri Trattati Internazionali (Parigi 1947), nelle cui norme era sancito il divieto di creare basi militari nelle Isole italiane (Sicilia e Sardegna): Art 50 - comma 2 - “In Sicilia e Sardegna tutte le installazioni permanenti e il materiale per la manutenzione e il magazzinaggio delle torpedini, delle mine marine e delle bombe saranno demolite o trasferite nell’Italia continentale entro un anno dall’entrata in vigore del presente Trattato” e al comma 3 - “Non sarà permesso alcun miglioramento o estensione delle installazioni esistenti o delle fortificazioni permanenti della Sicilia e della Sardegna”.
In Italia la NATO (o USA) ha, per quanto si è a conoscenza, 116 strutture in tutto. In Sicilia sono numerose le basi sotto etichetta NATO e, magari, non ufficialmente USA. La base NATO più nota è Sigonella, in provincia di Catania, al centro di un vivacissimo scontro politico-diplomatico a metà degli anni Ottanta, ma Sigonella è soltanto la più famosa.
Sempre in provincia di Catania, basi NATO si trovano a Caltagirone, Vizzini e Motta S. Anastasia e poi Marina di Marza (Ragusa), Monte Lauro (Siracusa), Niscemi (Caltanissetta), Trapani, Centuripe (Enna), Augusta (Siracusa). Infine tre isole: Lampedusa, Pantelleria e l’Isola delle Femmine.
Per tutto ciò, la nostra lotta diventerà la lotta di un popolo sempre più numeroso, non solo siciliano, perché vogliamo esercitare i nostri diritti, primo fra tutti il diritto alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione, e poi il diritto alla sovranità sul nostro territorio, garantito dall’art. 1 della Costituzione!!!
E’ ora di dire basta agli inganni, all’opportunismo e al menefreghismo dei politici tutti, servi del potere, che in questa battaglia ci ostacolano in tutti i modi ed è facile capire il perché!!!
Noi Siciliani non ci stiamo più a sacrificare la nostra salute e quella dei nostri figli, o a immolare le nostre vite, non per il bene della nostra Nazione, ma solo per gli interessi economici, politici e bellici di un altro Paese, vogliamo la pace e non la guerra, pertanto, chiediamo che sia rispettata la sovranità sul nostro territorio e i nostri diritti garantiti dalla Costituzione italiana, conseguentemente vogliamo la smilitarizzazione della Sicilia, il blocco dei lavori del MUOS e lo smantellamento di quanto già costruito, comprese le dannosissime 46 antenne del sistema NRTF, nonché il ripristino dello stato dei luoghi, all’interno della riserva naturale “Sughereta”, così come si trovavano precedentemente allo scempio che se n’è fatto, e che sia riconosciuto il danno che l’elettrosmog provoca alla salute!
Angioletta Massimino  Angioletta Massimino
  17 agosto 2013

P.S. Pubblichiamo questo corposo articolo (un trattato) sulla vicenda MUOS che la nostra amica Angioletta ci ha inviato. La sua tenacia è veramente encomiabile e per questo merita la nostra attenzione.
L’articolo, comunque, è stato pubblicato anche sul sito Il Sud-Est.it.
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6 commenti:

  1. Brava Angela, gli italiani onesti sono con te, NO MUOS!!!!

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  2. MIMANDA PICONE21 agosto 2013 11:22

    ANGIOLETTA CON QUESTI NO MUOSI DOBBIAMO METTERCI CONTROLAMERICANI?

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  3. Se dobbiamo entrare nel merito, le onde elettromagnatiche a bassa densità usate nel MUOS non sono dannose per l'organismo umano, per cui tutto il resto sono soltanto chiacchiere.
    I grillini e i vari signor no che affliggono il nostro paese se ne facciano una ragione e la smettano di aizzare il popolo alla ribellione.

    Il Fatto Quotidiano, un giornale abbondantemente di sinistra che non può essere tacciato di conservatorismo o peggio ancora di essere amico del governo Berlusconi che a suo tempo stipulò il patto sul MUOS con gli americani, riporta:

    Nessun pericolo per la salute. Secondo la relazione conclusiva dell’Istituto superiore di Sanità “i risultati delle misure sperimentali effettuate dall’Ispra” sulle antenne del sistema Muos degli Usa a Niscemi(Caltanissetta) “indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura”.
    Marcello D’Amore, docente alla Sapienza, in una relazione ha sostenuto che “il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte, interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili, effetti sulla biocenosi e sulla fauna del sito d’importanza comunitaria Sughereta di Niscemi”. Una valutazione ERRATA per il fisico John Octting della Johns Hopkins dell’università di Baltimora: “Le onde elettromagnetiche del Muos fanno meno male di un forno a microonde”.
    Oggi il verdetto dell’Istituto Superiore di Sanità: “L’impatto delle antenne presso la stazione Nrtf – si legge nella relazione del 12 luglio di cui l’Ansa ha preso visione – può essere considerato separatamente da quello delle antenne attualmente in funzione”. Secondo lo studio “non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici” e “anche nell’ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili”.
    Per quanto riguarda le possibili interferenze su apparecchiature elettromedicali “non sono prevedibili particolari problemi, connessi alla messa in funzione delle antenne Muos in quanto i livelli di campo elettrico nei luoghi dove è possibile la presenza di tali apparecchiature sono inferiori a 0,6 V/m, compatibili quindi con i normali livelli di campo elettromagnetico di fondo”. Nessun rischio, prosegue la relazione, anche per dispositivi come “pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantati”.

    Anche lo scienziato Antonino Zichichi sostiene che il MUOS non è dannoso per l'organismo umano. Solo che per questa opinione il demagogico governatore Crocetta lo buttò fuori dal suo governo togliendogli la delega di assessore.

    Mi pare di aver detto l'essenziale sull'argomento MUOS.

    Capisco la passione che ci mette Angioletta Massimino, ma il ponderoso articolo è soltanto espressine di una posizione preconcetta secondo la quale chi dice che il MUOS non è dannoso mente.

    Tuttavia una voce come quella di Angioletta nel nostro blog è sempre bene accetta, e anzi colgo l'occasione per invitarla a mandarci altri articoli che possano darci altri argomenti per discutere, dibattere, e perchè no?, polemizzare amabilmente.

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  4. Angioletta Massimino22 settembre 2013 17:57

    Dall'ISS ci si aspettava, in astratto, un parere "super partes" che in maniera certa e catogorica, alla luce di studi, esperimenti e ricerche che avrebbero dovuto fare, ponesse fine ai dubbi sorti e ai pareri contrapposti in merito alla dannosità delle onde elettromagnetiche del MUOS. Così non è stato, ma il parere dubbioso dell'ISS è stato fatto passare ugualmente come certo e incontrovertibile, contro cui non è dato appellarsi!!! Viviamo un clima da REGIME, dove non esiste né giustizia, né equità, eppure qualcuno vuol farci credere di trovarci in uno "Stato di diritto"!!!

    https://www.facebook.com/notes/massimo-zucchetti/la-grande-imparzialit%C3%A0-dellistituto-superiore-di-sanit%C3%A0-sul-muos/10153248260270245

    http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1365&tipo=6

    Angioletta Massimino

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  5. Ognuno ha modo e ragioni di lamentare il fatto che ci troviamo di fronte ad un regime. Quando le cose non vanno come noi speriamo, siamo tutti pronti, io per primo, a gridare al regime.
    Io credo che qualora l'ISS avesse dato un parere diverso sulla pericolosità del MUOS, e quindi avesse detto che il MUOS è pericoloso, che le onde elettromagnetiche emesse dal MUOS sono dannose per l'organismo umano,e che quindi va bocciato,, credo che Angioletta Massimino non avrebbe scritto e nemmeno pensato parole come " Viviamo un clima da REGIME, dove non esiste né giustizia, né equità, eppure qualcuno vuol farci credere di trovarci in uno "Stato di diritto"!!!" .
    Tutto parte dalle idee preconcette che ognuno di noi ha su determinati argomenti, in questo caso sul MUOS: Idee che essendo appunto preconcette non sopportano smentite, nemmeno da parte dell'Istituto Superiore della Sanità, che diventa uno strumento di regime nel momento in cui esprime pareri contrari alle idee preconcette di cui sopra.
    Insomma, tutti quanti, io per primo che spesso ho gridato al regime, diamoci una calmata.

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  6. Angioletta Massimino17 ottobre 2013 16:51

    Io non mi calmo affatto e la mia rabbia deriva dal dover assistere impotente alla morte di tante persone che si sono ammalate a causa dell’elettromagnetismo.
    Ti sembra normale che a Niscemi e dintorni ogni famiglia abbia in casa malati di cancro, di leucemia e di altre gravi patologie, o che l’incidenza su quel territorio sia aumentata vertiginosamente negli ultimi vent’anni, ossia da quando hanno impiantato il sistema di antenne NRTF???
    Anch’io ho persone care lì a Niscemi e potrei portarti l’esempio eclatante di due persone a me vicine ammalatesi gravemente, ma questi due casi che citerò, lì a Niscemi sono la normalità, perché ce ne sono a centinaia, anche di peggiori:
    1) Donna cinquantenne con tumore al cervello, operata per asportazione del tumore, fortunatamente senza danni gravi grazie ad un bravo chirurgo, ha una recidiva di tumore di nuovo al cervello e dovrà essere rioperata, con esito incerto. Inoltre, tumore all’utero e alle ovaie, operata per l’asportazione totale degli organi genitali colpiti. Ancora lichen alla pelle, malattia mucocutanea di origine immunitaria che colpisce circa l'1% della popolazione generale. E ancora, padre morto a causa della leucemia! Vive la sua vita convivendo con il tumore, ma con dignità, con la paura che gli anni da vivere siano ormai pochi.
    2) Donna cinquantenne con tumore al cervello, operata per asportazione del tumore, ma con danni enormi alla vista, alla parola, all'udito, alla deambulazione. Il tumore si è ripresentato in tutte le parti del corpo e in tutto ha subito finora 14 interventi di asportazione di tumore. Devastata nel corpo e nell’anima, continua la sua vita con la paura che il prossimo tumore che si manifesterà magari sarà quello che le darà la morte.
    Ho promesso a queste due persone che mi batterò contro il MUOS con tutte le mie forze, ma nessuno potrà ridare loro la salute o i loro morti. E chi fa finta di non vedere i danni che l'elettromagnetismo, oltre i limiti fissati dalla legge, provoca sulla salute, sull'ambiente, sulla fauna e sulla flora, sarà complice di un sistema corrotto che pur di perseguire i propri interessi economici non guarda neanche i morti che urlano giustizia!!!

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